Val di Fassa

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Val di Fassa
Val de Fascia
Val di Fassa.jpg
La Val di Fassa vista dal Sass Pordoi
StatiItalia Italia
RegioniTrentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
ProvinceTrento Trento
Località principaliMoena, Soraga, Sèn Jan di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa, Canazei
FiumeAvisio
Nome abitantifassani
Cartografia
Mappa della Valle
Sito web

Coordinate: 46°26′53.33″N 11°41′50.46″E / 46.448147°N 11.69735°E46.448147; 11.69735

La val di Fassa (Val de Fascia in ladino, e Fassatal in tedesco) è una delle principali valli dolomitiche ed è situata nel Trentino nord-orientale.

Coronata da alcuni dei più noti gruppi montuosi delle Dolomiti, la valle è un'importante meta turistica sia invernale che estiva. Inoltre, per la sua identità linguistica, la val di Fassa è parte integrante della Ladinia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Costituita da sei comuni, è attraversata per intero dall'alto corso del torrente Avisio (affluente di sinistra del fiume Adige), dalle sorgenti fino alla confluenza del rio San Pellegrino nel centro di Moena[1], che costituisce il confine naturale con la Val di Fiemme.

La valle è circondata da alcuni dei più importanti massicci delle Dolomiti, i Monti Pallidi: la Marmolada, il Gruppo del Sella, il Gruppo del Sassolungo, il Gruppo del Catinaccio, ma anche da montagne a litologia non dolomitica quali il Buffaure e i Monzoni.

La val di Fassa è collegata alle altre valli dolomitiche attraverso la Strada statale 48 delle Dolomiti (a sud con la Val di Fiemme) e con numerosi valichi: il passo San Pellegrino collega Moena con la valle del Biois (BL), il passo Fedaia collega con Rocca Pietore, il passo di Costalunga connette Vigo di Fassa con la val d'Ega (Alto Adige), mentre da Canazei è possibile raggiungere Livinallongo (BL) tramite il passo Pordoi e la val Gardena (BZ) tramite il passo Sella.

Le attività che si svolgono in valle sono legate principalmente al turismo, sia estivo che invernale. Le località sciistiche della valle fanno parte del consorzio Dolomiti Superski, il più esteso al mondo. Le aree sciistiche della valle sono le seguenti:

  • Catinaccio-Rosengarten, presso Vigo e Pera di Fassa.
  • Buffaure, presso Pozza, collegata poi verso il Ciampac di Alba di Canazei.
  • Belvedere/Col Rodella di Canazei/Campitello, di notevoli dimensioni, collegata con val Gardena (BZ) e Arabba-Marmolada (BL). Da qui si può partecipare al giro del dolomitico Gruppo del Sella, chiamato Sellaronda.
  • Tre Valli presso Moena e passo San Pellegrino-Falcade (BL).

Per quanto riguarda il turismo estivo, è possibile utilizzare i mezzi di risalita invernali per raggiungere i punti di accesso più comodi per numerose escursioni, caratterizzate da laghi alpini, boschi e pareti rocciose.

Nella valle è molto forte la tradizione popolare, legata alla cultura ladina. In valle sono conosciute favole, leggende e racconti popolari legate ai maestosi monti che le fanno da contorno. È celebre quella di Ciambolpìn, il pastore innamorato nativo del lago di Fedàia, presso la Marmolada, rimasto stregato dalla fata Kelina. A Vigo di Fassa, centro amministrativo della valle, hanno sede l'Istituto Culturale Ladino Majon di fascegn e il museo ladino di Fassa. In ogni paese c'è una chiesa dall'architettura caratteristica della zona trentina e del vicino Alto Adige.

I comuni che ne fanno parte sono, da sud a nord, Moena, Soraga, Sen Jan di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa e Canazei:

Comune Frazioni Abitanti Estensione
Moena/Moena Forno, Sorte, Someda, Penia, Medil, Passo San Pellegrino 2 609 82 km²
Soraga di Fassa/Soraga Palua, Soraga Alta, Fuchiade 685 19 km²
Sèn Jan di Fassa/Sèn Jan Pozza di Fassa, Pera di Fassa, Ronch, Meida, Monzon, Vigo di Fassa, Costa, Vallonga, Larzonei, Passo di Costalunga, Tamion 3 528 99 82 km²
Mazzin/Mazin Campestrin, Fontanazzo di Sopra, Fontanazzo di Sotto 477 23 km²
Campitello di Fassa/Ciampedel Pian, Fossél 732 25 km²
Canazei/Cianacei Alba, Gries, Penia, Passo Pordoi 1 838 67 km²
Totale 9 517 315 km²

Nota: le frazioni di Forno, Medil, Penia e Sorte e gran parte dell'abitato di Moena, ad eccezione della frazione di Someda, appartengono orograficamente alla Val di Fiemme (medio corso del torrente Avisio), essendo situate a valle del rio San Pellegrino (confine naturale tra Fiemme e Fassa).[1] Per questo motivo, il comune di Moena è anche membro della Magnifica Comunità di Fiemme.

In val di Fassa esistono molte tradizioni come quella di San Nicolò, patrono di Pozza di Fassa dove si trova una chiesetta dedicata, che assieme ai krampus gira per i paesi della valle la sera del 5 di dicembre. Recentemente sono state organizzate una sfilata di krampus nel 2016[2] e una nel 2017[3].

Valli secondarie[modifica | modifica wikitesto]

Nel torrente Avisio confluiscono numerosi torrenti che scorrono nelle numerose valli secondarie presenti nel bacino idrografico della val di Fassa. Ogni "valle minore", solitamente di conformazione glaciale come la principale, spesso non dotata di una strada asfaltata, non presenta alcuni centri abitati importanti, ma non manca di malghe e fienili tipici della tradizione montana locale. Ecco un elenco di quelle più importanti, ordinate da monte a valle:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera non ufficiale della val di Fassa: ogni colore rappresenta uno dei sette comuni. Al centro i colori ladini [4].

I primi insediamenti umani nella val di Fassa sembrano risalire all'Età del Bronzo, anche se la zona era frequentata fin dalla preistoria da cacciatori provenienti dalle pianure più a sud. Una conferma dell'esistenza di insediamenti stabili e culturalmente uniti nella zona, fu il ritrovamento dei resti di un castelliere retico, avvenuto nel 1968 nei pressi di Mazzin. La conquista romana della Rezia (15 a.C.) diffuse nell'area dolomitica il latino che, in seguito alla compenetrazione con le lingue retiche, darà origine alla lingua ladina[senza fonte]. Testimonianze del passaggio romano, oltre che nella lingua, si trovano comunque in alcuni toponimi locali (es. Vicus-Vigo di Fassa)[5].

Durante il Medioevo la val di Fassa fu soggetta all'autorità del Principato vescovile di Bressanone, ad eccezione di Moena, che apparterrà a Trento almeno fin dal XII secolo. Fu in questo periodo, attraverso una lunga lotta con l'autorità vescovile, che si affermarono le prerogative di autonomia e di libertà della Comunità di Fassa, fondate sul diretto controllo e sulla proprietà collettiva di parte del territorio, in particolare dei boschi e dei pascoli di alta montagna. I diritti di autonomia e di gestione del territorio decaddero soltanto nel periodo delle guerre napoleoniche, in cui i fassani si schierarono al fianco delle milizie popolari tirolesi[6]. Dopo la fine dell'epoca napoleonica la valle condivise i destini dell'impero austro-ungarico, e alla fine del XIX secolo la "scoperta" di nuove vette contribuì a diffondere in tutta Europa il mito romantico dei Monti Pallidi, e creò le condizioni per la nascita di quell'industria turistica che sarebbe stata successivamente la maggiore risorsa economica locale [6].

Allo scoppio della prima guerra mondiale la val di Fassa si trovò sulla linea del fronte italo-austriaco. Numerose sono le testimonianze del conflitto, come le trincee visitabili oggi attraverso itinerari turistici come la celebre ferrata delle Trincee. All'interno del ghiacciaio della Marmolada le truppe austroungariche scavarono addirittura un complesso sistema di gallerie, dotate di elettricità, telegrafo e riscaldamento, tale da meritarsi l'appellativo di "città di ghiaccio" (Eisstadt). Il passaggio, nel 1918, del Tirolo cisalpino al Regno d'Italia, segnò un'ulteriore diminuzione dell'autonomia e dell'identità storica della zona, con il frazionamento dell'area culturale ladina in diverse entità amministrative. A partire dal secondo dopoguerra, con l'istituzione della regione autonoma Trentino-Alto Adige, del comprensorio Ladino di Fassa, e la recente istituzione della "comunità di valle"[7] (il Comun General de Fascia), l'identità locale fassana è nuovamente in fase di riconoscimento.

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

A Moena esiste un quartiere chiamato Rione Turchia (orograficamente situato nella val di Fiemme), in cui annualmente si celebra la Festa in Turchia, per ricordare la vicenda di un generale dell'Impero Ottomano sfuggito alla battaglia di Vienna del 1683 che, valicate le Alpi e arrivato stremato in quel di Moena, viene soccorso dagli abitanti del rione, che a loro volta vengono soprannominati turchi, a causa dell'assistenza prestata al generale ottomano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lino Bertagnolli e Carlo Battisti, Val di Fassa, in Enciclopedia Italiana, Treccani, 1932.
  2. ^ Sfilata 2016, su fassa.com. URL consultato il 13 giugno 2018.
  3. ^ Sfilata Krampus 2017, su fassa.com. URL consultato il 13 giugno 2018. nel centro abitato di Pozza di Fassa
  4. ^ Trattandosi di bandiera non ufficiale, la disposizione dei colori può variare. La versione illustrata è presente nel logo ufficiale della S.H.C. Fassa: [1]. Altre versioni sono visibili qui: Flags of the World, su crwflags.com. URL consultato il 26-01-2009.
  5. ^ La storia della Val di Fassa, su www.DolomitiNetwork.com.
  6. ^ a b www.c11.tn.it/, su c11.tn.it. URL consultato il 26-01-2009.
  7. ^ Legge Provinciale del 16 giugno 2006, n. 3, su c11.tn.it. URL consultato il 26-01-2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Val di Fassa. Documenti e Studi, a cura di Vittorio Bassetti, aprile 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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