Val di Fassa

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Val di Fassa
Val de Fascia
Val di Fassa.jpg
La Val di Fassa vista dal Sass Pordoi
Stati Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Province Trento Trento
Località principali Moena, Soraga, Vigo di Fassa, Pozza di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa, Canazei
Nome abitanti fassani
Cartografia
Mappa della Valle
Sito internet

La Val di Fassa (Val de Fascia in ladino, e Fassatal in tedesco) è una delle principali valli dolomitiche ed è situata nel Trentino nord-orientale.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Costituita da sette comuni, è attraversata per intero dal torrente Avisio, un affluente di sinistra del fiume Adige. La valle è circondata da alcuni dei più importanti massicci delle Dolomiti, i Monti Pallidi: la Marmolada, il Gruppo del Sella, il Gruppo del Sassolungo, il Gruppo del Catinaccio, ma anche da montagne a litologia non dolomitica quali il Buffaure e i Monzoni.

È l'unica valle trentina (assieme alle valli di Gardena e Badia in Alto Adige e alla valle di Livinallongo e parte della conca ampezzana in Veneto), dove tuttora si parla la lingua ladina (più precisamente il ladino dolomitico).

La Val di Fassa è collegata alle altre valli dolomitiche attraverso numerosi valichi: il Passo San Pellegrino collega Moena con la Valle del Biois (BL), il Passo di Costalunga connette Vigo con la Val d'Ega (Alto Adige), mentre da Canazei è possibile raggiungere Livinallongo (BL) tramite il Passo Pordoi e la Val Gardena (BZ) tramite il Passo Sella.

Le attività che si svolgono in valle sono legate principalmente al turismo, sia estivo che invernale. Le località sciistiche della valle fanno parte del consorzio Dolomiti Superski, il più esteso al mondo. Le aree sciistiche della valle sono le seguenti:

  • Catinaccio-Rosengarten, presso Vigo e Pera di Fassa.
  • Buffaure, presso Pozza, collegata poi verso il Ciampac di Alba di Canazei.
  • Belvedere/Col Rodella di Canazei/Campitello, di notevoli dimensioni, collegata con Val Gardena (BZ) e Arabba-Marmolada (BL). Da qui si può partecipare al giro del dolomitico Gruppo del Sella, chiamato Sellaronda.
  • Tre Valli presso Moena e Passo San Pellegrino-Falcade(BL).

Per quanto riguarda il turismo estivo, è possibile utilizzare i mezzi di risalita invernali per raggiungere i punti di accesso più comodi per numerose escursioni, caratterizzate da laghi alpini, boschi e pareti rocciose.

Nella valle è molto forte la tradizione popolare, legata alla cultura ladina. In valle sono conosciute favole, leggende e racconti popolari legate ai maestosi monti che le fanno da contorno. È celebre quella di Ciambolpìn, il pastore innamorato nativo del lago di Fedàia, presso la Marmolada, rimasto stregato dalla fata Kelina. A Vigo di Fassa, centro amministrativo della valle, hanno sede l'Istituto Culturale Ladino Majon di fascegn e il Museo Ladino. In ogni paese c'è una chiesa dall'architettura caratteristica della zona trentina e del vicino Alto Adige.

I comuni che ne fanno parte sono, da sud a nord, Moena, Soraga, Vigo di Fassa, Pozza di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa e Canazei:

Comune Frazioni Abitanti Estensione
Moena/Moena Forno, Sorte, Someda, Penia, Medil, Passo San Pellegrino 2 609 82 km²
Soraga/Sorèga Palua, Soraga Alta 685 19 km²
Vigo di Fassa/Vich Vallonga, Larzonei, San Giovanni, Passo di Costalunga Tamion 1 116 26 km²
Pozza di Fassa/Poza Pera di Fassa, Ronch, Meida, Monzon 2 060 73 km²
Mazzin/Mazin Campestrin, Fontanazzo di Sopra, Fontanazzo di Sotto 477 23 km²
Campitello di Fassa/Ciampedel Pian, Fossél 732 25 km²
Canazei/Cianacei Alba, Gries, Penia, Passo Pordoi 1 838 67 km²
Totale 9 517 315 km²

Valli secondarie[modifica | modifica sorgente]

Nel Torrente Avisio confluiscono numerosi torrenti che scorrono nelle numerose valli secondarie presenti nel bacino idrografico della Val di Fassa. Ogni "valle minore", solitamente di conformazione glaciale come la principale, spesso non dotata di una strada asfaltata, non presenta alcuni centri abitati importanti, ma non manca di malghe e fienili tipici della tradizione montana locale. Ecco un elenco di quelle più importanti, ordinate da monte a valle:

Storia[modifica | modifica sorgente]

Bandiera non ufficiale della Val di Fassa: ogni colore rappresenta uno dei sette comuni. Al centro i colori ladini [1].

I primi insediamenti umani nella Val di Fassa sembrano risalire all'Età del Bronzo, anche se la zona era frequentata fin dalla preistoria da cacciatori provenienti dalle pianure più a sud. Una conferma dell'esistenza di insediamenti stabili e culturalmente uniti nella zona, fu il ritrovamento dei resti di un castelliere retico, avvenuto nel 1968 nei pressi di Mazzin. La conquista romana della Rezia (15 a.C.) diffuse nell'area dolomitica il latino che, in seguito alla compenetrazione con le lingue retiche, darà origine alla lingua ladina[senza fonte]. Testimonianze del passaggio romano, oltre che nella lingua, si trovano comunque in alcuni toponimi locali (es. Vicus-Vigo di Fassa)[2].

Durante il Medioevo la Val di Fassa fu soggetta all'autorità del Principato vescovile di Bressanone, ad eccezione di Moena, che apparterrà a Trento almeno fin dal XII Secolo. Fu in questo periodo, attraverso una lunga lotta con l'autorità vescovile, che si affermarono le prerogative di autonomia e di libertà della Comunità di Fassa, fondate sul diretto controllo e sulla proprietà collettiva di parte del territorio, in particolare dei boschi e dei pascoli di alta montagna. I diritti di autonomia e di gestione del territorio decaddero soltanto nel periodo delle guerre napoleoniche, in cui i fassani si schierarono al fianco delle milizie popolari tirolesi[3]. Dopo la fine dell'epoca napoleonica la valle condivise i destini dell'Impero Austro-Ungarico, e alla fine del XIX Secolo la "scoperta" di nuove vette contribuì a diffondere in tutta Europa il mito romantico dei Monti Pallidi, e creò le condizioni per la nascita di quell'industria turistica che sarebbe stata successivamente la maggiore risorsa economica locale [3].

Allo scoppio della prima guerra mondiale la val di Fassa si trovò sulla linea del fronte italo-austriaco. Numerose sono le testimonianze del conflitto, come le trincee e le gallerie scavate nel ghiaccio sul massiccio della Marmolada, visitabili oggi attraverso itinerari turistici come la celebre Ferrata delle Trincee. Il passaggio, nel 1918, dell'Alto Adige al Regno d'Italia, segnò un'ulteriore diminuzione dell'autonomia e dell'identità storica della zona, con il frazionamento dell'area culturale ladina in diverse entità amministrative. A partire dal secondo dopoguerra, con l'istituzione della regione autonoma Trentino-Alto Adige, del comprensorio Ladino di Fassa, e la recente istituzione della "comunità di valle"[4] (il Comun General de Fascia), l'identità locale fassana è nuovamente in fase di riconoscimento.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • A Moena si celebrava un tempo la bastìa dei turchi per ricordare un gruppo di turchi sfuggiti alle persecuzioni austriache in Bosnia, tuttora è presente in città il Rione Turchia.
  • Sarebbe esistita realmente una città scolpita nel ghiaccio, cd. Eisstadt prima della distruzione avvenuta durante la Grande Guerra.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Trattandosi di bandiera non ufficiale, la disposizione dei colori può variare. La versione illustrata è presente nel logo ufficiale della S.H.C. Fassa: [1]. Altre versioni sono visibili qui: Flags of the World. URL consultato il 26-01-2009.
  2. ^ www.DolomitiNetwork.com. URL consultato il 26-01-2009.
  3. ^ a b www.c11.tn.it/. URL consultato il 26-01-2009.
  4. ^ Legge Provinciale del 16 giugno 2006, n. 3. URL consultato il 26-01-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Val di Fassa. Documenti e Studi, a cura di Vittorio Bassetti, aprile 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]