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Lonato del Garda

Coordinate: 45°27′56.52″N 10°28′29.64″E
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Lonato del Garda
comune
Lonato del Garda – Stemma
Lonato del Garda – Bandiera
Lonato del Garda – Veduta
Lonato del Garda – Veduta
Veduta del centro storico
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Brescia
Amministrazione
SindacoRoberto Tardani (centro-destra) dal 15-6-2015 (2º mandato dal 22-9-2020)
Territorio
Coordinate45°27′56.52″N 10°28′29.64″E
Altitudine188 m s.l.m.
Superficie68,2 km²
Abitanti17 202[1] (31-7-2025)
Densità252,23 ab./km²
Comuni confinantiBedizzole, Calcinato, Calvagese della Riviera, Castiglione delle Stiviere (MN), Cavriana (MN), Desenzano del Garda, Padenghe sul Garda, Pozzolengo, Solferino (MN)
Altre informazioni
Cod. postale25017
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017092
Cod. catastaleM312 (E667 fino al 2-8-2009)
TargaBS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 399 GG[3]
Nome abitantilonatesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lonato del Garda
Lonato del Garda
Lonato del Garda – Mappa
Lonato del Garda – Mappa
Posizione del comune di Lonato del Garda nella provincia di Brescia
Sito istituzionale
L'ingresso di Napoleone a Lonato in una stampa di Nicolas-Antoine Taunay

Lonato del Garda (Lonato fino al 2007, Lunà[4] in dialetto gardesano, Lonàt[5] in dialetto bresciano) è un comune italiano di 17 202 abitanti[1] della provincia di Brescia in Lombardia, nella zona del basso lago di Garda.

Geografia fisica

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Il comune di Lonato del Garda è il decimo paese per estensione della Provincia di Brescia[senza fonte], si estende su una superficie di 70,55 km², con un'altezza sul livello del mare che va dai 65 ai 283 metri. Il territorio, per gran parte, si estende sulle colline moreniche del Basso Garda. Nelle zone limitrofe a Calcinato e Bedizzole invece il territorio è prevalentemente pianeggiante. Per un breve tratto di circa 350 metri esso si affaccia sul lago di Garda.[6]

Il territorio comunale è percorso dalla Roggia Lonata e dal canale Arnò da essa derivato.[7]

Origini del nome

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Secondo alcuni il nome Lonato sembra derivante da "Lona", termine di origine celtica con il significato di laghetto o acquitrino. L'origine resta tuttavia vaga, molte sono le ipotesi e non vi è una certezza. Ad esempio per altri il nome deriverebbe dalla forma ad arco, oppure a luna, della catena delle colline moreniche sul quale Lonato si estende per gran parte.

In un diploma di Carlo Magno del 16 luglio 774, con il quale diverse terre bresciane tra cui Lonato vengono donate al monastero di San Martino di Tours, il paese viene chiamato Lionam e così anche in un diploma del 16 giugno 887 di Carlo il Grosso. Non tutti gli studi affermano però che anche Lonato facesse parte delle terre donate.

Nel 909, in una concessione con la quale Berengario permette ai lonatesi di fortificare il paese, questo è chiamato Lonado. Il documento è considerato però un falso, tuttavia si ritiene sia una falsificazione tarda di un documento autentico.

Molte altre sono le varianti, nel 977 è chiamato Leonado, nel 1109 Lonatus, nel 1167 Lunatus, nel 1884 Papa Lucio III lo chiama Lunadus e Leonadus. Neppure lo stemma può fornire un'idea precisa sull'origine.

Nel 2007 il comune assume la denominazione di Lonato del Garda, vista la vicinanza al lago e per una valorizzazione del territorio.

Si stabilirono, su palafitte, i primi insediamenti umani risalenti all'età del bronzo (1800 anni a.c.). Tale presenza è documentata dai reperti ritrovati nella zona Polada, Lavagnone e Palude Lunga, nel corso di alcune campagne di scavi. Il nome della località Polada, dà il nome all'omonima cultura, diffusa in gran parte dell'Italia settentrionale, risalente all'età del bronzo.

Tracce di insediamenti romani esistono nelle località Monte Mario e Pozze.

Il paese, distrutto nel 909 dagli Ungari come risulta dal diploma dell'imperatore Berengario, venne ricostruito e fortificato.

Tanti e diversi furono i "tutori" o padroni che in epoca storica, a turno e a più riprese, si palleggiarono il possesso di Lonato e lo sfruttarono, prima in quanto territorio compreso nel Municipium di Verona, poi come borgo fortificato o fortezza.

Nel 1412 Lonato diventa proprietà dei Gonzaga, i quali confermarono al paese il titolo di città già concesso da Beatrice della Scala. I Gonzaga mantennero il controllo su Lonato fino al 1440 quando il potere passò alla Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1509, dopo la sconfitta di Venezia ad Agnadello, Lonato passa sotto il controllo del governo francese e successivamente, nel 1512, il paese vede un breve ritorno dei Gonzaga che mantengono il potere fino al 1516 quando Lonato diventa nuovamente proprietà di Venezia fino al Trattato di Campoformio.[8]

Nel 1527 morì a Maguzzano il cardinale Scaramuccia Trivulzio, vescovo della Diocesi di Como.

Tra il 3 e il 4 agosto del 1796 fu combattuta la Battaglia di Lonato. L'esercito francese del generale Napoleone Bonaparte sconfisse gli uomini del feldmaresciallo Peter Vitus von Quosdanovich, il giorno seguente francesi e austriaci si scontrarono nuovamente nella Battaglia di Castiglione.

Con la vittoria dei franco-piemontesi sugli austriaci a Madonna della Scoperta, nel giugno del 1859, il paese entrò a far parte del Regno d'Italia.

Lo stemma è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 14 maggio 1952.[9]

«D'azzurro, al leone d'argento, linguato di rosso, sostenente con la zampa anteriore destra due chiavi d'oro, poste in croce di S. Andrea, con gli ingegni all'insù, e accompagnato in capo da tre gigli di Francia, pure d'oro, ordinati in fascia. Ornamenti esteriori da Città.»

Lo stemma di Lonato raffigura un leone rampante in campo azzurro con due chiavi incrociate nella zampa anteriore destra, in alto tre gigli (concessi da Luigi XII nel 1509)[10]; lo scudo è sormontato dalla corona civica.

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 25 giugno 1953, è un drappo partito di bianco e d'azzurro.[11]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto del presidente della Repubblica»
— 21 novembre 1996[9]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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  • Imponente e severa è la basilica dedicata a San Giovanni Battista, la cui costruzione venne iniziata nel 1738 su disegno dell'architetto lonatese Paolo Soratini. L'edificio sorge sui resti di due chiese, erette in successione, la più antica delle quali risale al 1339. Gli altari sono tredici e tutti arricchiti da marmi pregevoli. Di notevole interesse architettonico è la grande cupola nella quale convergono le strutture dell'edificio. Ha una misura di 20 metri di diametro interno e si innalza fino a 60 metri. La basilica ospita dipinti, tra gli altri, di:
Nel settembre del 1980 papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[12]
Il Duomo
  • La chiesa di Santa Maria del Corlo, del XVI secolo, affidata alla Confraternita dei Disciplini, sorge nella zona a nord del centro storico. All'interno, ai lati della porta d'ingresso, si trovano affreschi che rappresentano due lunghe teorie di Santi. Sulla destra si apre una cappella dipinta da Giovanni D'Asolo, con una pala che raffigura la Trinità, di Francesco Paglia; nella cappella di sinistra vi sono affreschi attribuiti a Pietro Marone o alla sua scuola e la riproduzione della pala raffigurante l'Arcangelo san Michele (l'originale era del 1596). Nel Seicento il Bonometti dipinse il soffitto, mentre il Sepolcro, ornato da statue lignee policrome, è opera del Bolesini.
Chiesa della Beata Vergine del Corlo.
  • La chiesa di Sant'Antonio Abate venne edificata sui resti della precedente, costruita a ridosso del quattrocentesco campanile tuttora esistente. Si compone di tre corpi distinti. La navata centrale, iniziata nel 1590, fu portata a termine nel 1601. Nel 1680 iniziò la costruzione dell'oratorio della Confraternita del Suffragio, che qui operava, sul lato destro della navata principale. Nel 1685 fu costruita la Cappella di Santa Maria del Suffragio sul lato opposto. L'altare maggiore è sormontato da gessi in altorilievo e nella nicchia centrale ospita una statua lignea policroma quattrocentesca del Santo. Dal 2017 sono tornate visibili quattro grandi tele sacre tra cui l'Assunta di Pietro Marone, la Sacra Famiglia con Allegoria della Confraternita di Pompeo Ghitti, la Madonna con S.Gerolamo e S.Francesco di Paola di autore sconosciuto e una Natività con pastori di Antonio Balestra. Il campanile è sormontato da una cella campanaria con eleganti bifore. Dal culto di Sant'Antonio è nata l'antica fiera agricola che si tiene il 17 gennaio di ogni anno. Nello stesso giorno si impartisce la benedizione degli animali sul sagrato della chiesa. Dal 2009 dal sagrato della chiesa parte il corteo del Palio di Sant'Antonio o delle Contrade che si svolge poi nella piazza della Torre. Otto squadre si contendono il Palio gareggiando in cinque giochi della tradizione e sfidando anche il clima di gennaio. Il sabato più prossimo al 15 ottobre si celebra invece l'anniversario della traslazione dell'immagine miracolosa della Madonna del Giglio.
  • Il santuario della Madonna di San Martino fu eretto dopo la peste del 1630, per volontà dei lonatesi. La chiesa, con pianta a croce greca, presenta una cupola emisferica all'interno e ottagonale all'esterno. Il santuario conserva una collezione di ex voto che va dal 1600 al 1800.
Santuario della Madonna di San Martino
  • La pieve, dedicata a San Zeno, è la più antica delle chiese di Lonato: infatti la sua prima costruzione risale al V secolo. La costruzione attuale è la quarta che venne edificata nello stesso luogo, avendo subito in varie riprese distruzioni. È ad una navata, con facciata a capanna, ed è chiusa da un'abside semicircolare che risale al XII secolo, così databile per il suo caratteristico stile romanico.
  • Di particolare interesse storico è l'abbazia di Maguzzano nell'omonima località, possente costruzione che si affaccia sul Garda, già indicata nelle cronache del X secolo, rifatta nel XV secolo. Pare che in questo monastero benedettino abbia dimorato frate Teofilo Folengo, alias Merlin Cocai. Per merito di alcuni frati trappisti, che divennero proprietari del monastero, vennero riportate alla luce nella vecchia chiesa, parrocchiale, le belle decorazioni policrome dipinte sulle volte e sulle pareti nei primi anni del Cinquecento. Tra gli oggetti sacri ricordiamo una preziosa croce astile di rame dorato con figure simboliche.
  • Sulle colline moreniche del Garda, troviamo Madonna della Scoperta, località che il 24 giugno 1859 vide l'attacco delle truppe piemontesi contro gli austriaci, nella battaglia di Solferino e San Martino. Qui sorge il Santuario dedicato a Santa Maria che venne utilizzato come ospedale da campo durante la battaglia sopra citata. La chiesa è attestata per la prima volta nel 1163. Nel 1201 alcune truppe di soldati distrussero l'antica Chiesa di Santa Maria degli Angeli e il convento di Santa Maria di Fontana Coperta, ad essa adiacente. Nel 1602 la chiesa venne ricostruita con le stesse dimensioni. La zona e la chiesa sono legate ad una leggenda. Infatti si narra che nel Medioevo, dal convento sparì misteriosamente un quadro molto venerato dedicato alla Madonna. Si credeva fosse stato trafugato e nessuno se ne interesso più finché nel '700 due bambini trovarono in un campo una cornice raffigurante la Vergine. Si pensò subito che fosse l'immagine scomparsa cinquecento anni prima e fu ritenuto un fatto miracoloso, il quadro infatti conservava ancora gli stessi colori. Da lì la località cambiò il nome in Madonna della Scoperta. L'immagine, dopo un attento esame, viene considerata cinquecentesca; oggi è visibile, ancora in ottimo stato, all'interno del santuario. Oggi la chiesa fa parte della parrocchia Scoperta(Lonato)-Vaccarolo(Desenzano).[13]

Altre chiese[14][15]

In centro:

  • Chiesa di San Giuseppe. Edificata nel 1610 per volere di "Ioseph Robatius". Si trova in centro non lontano dal duomo. È un edificio ad aula unica, la facciata è orientata ad est, all'interno è presente l'altare maggiore in marmi policromi.
  • Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Chiesa seicentesca adibita da prima a oratorio maschile. Viene nel 1924 affidata alle Suore Ancelle della carità, alle quali viene affidata la gestione di un orfanatrofio femminile edificato sempre nei pressi della chiesa.
  • Chiesa della Disciplina. Le origini di questa chiesa sono ignote. Fu certamente edificata prima del 1738, anno in cui furono iniziati i lavori per la costruzione dell'attuale basilica alla quale è adiacente. Tra il 2000 e il 2001 subisce nuovi interventi di restauro durante i quali, oltre ad alcuni consolidamenti, furono realizzati dei nuovi affreschi.

Nel territorio restante:

  • Chiesa di San Cipriano e Santa Giustina. Situata nella frazione di San Cipriano, è tra le chiese più antiche del territorio. Come la Pieve di San Zeno infatti, viene citata nella bolla del 1184 di papa Lucio III. Nel 1722 l'edificio subisce un restauro durante il quale viene edificato il campanile. All'interno sono ancora conservati alcuni affreschi del XV secolo. Del periodo romanico si conserva l'abside semicircolare.
  • Chiesa della Beata Vergine del Rosario (Campagna). Si trova nella frazione di Campagna. Fu eretta nel 1936 grazie ad un lascito delle sorelle Girelli, due sorelle provenienti da una delle famiglie più facoltose di Lonato. La chiesa nel 1953 venne elevata a parrocchia. Oggi la parrocchia di Campagna è stata unita a quella di Lonato, costituendo così la parrocchia di Lonato del Garda e Campagna. Nel 1966 venne edificato il campanile, l'anno dopo la chiesa viene ingrandita e assume le dimensioni odierne.
  • Chiesa della Beata Vergine del Rosario (Centenaro). Questa chiesa si trova nella frazione di Centenaro. È stata edificata nel 1703 da Gio.Battista Papa su progetto di GioBattista Lisignolo. Inizialmente era soggetta alla parrocchia di Santa Maria Maddalena di Desenzano. Nel 1745 viene aggiunto un piccolo campanile mentre quello attuale è del 1922. Tra il 1806 e il 1904 la chiesa viene ampliata più volte e la facciata viene rifatta. Oggi è chiesa parrocchiale, la parrocchia di Centenaro comprende anche la frazione lonatese di Castel Venzago e alcune contrade desenzanesi, San Pietro, San Lorenzo, San Girolamo e Colombare.
  • Chiesa di San Giovanni Decollato. Si trova nella frazione di Castel Venzago. Viene menzionata per la prima volta nella visita pastorale del 1595, viene poi citata altre volte, nel 1655, nel 1666, nel 1667 e nel 1711, sempre ritenuta "de ratione communitatis Lonati". La pala dell'altare maggiore è del XVIII e rappresenta la decapitazione di San Giovanni Battista. Sul retro è presente una piccola torre campanaria di forma triangolare. La chiesa fa parte della parrocchia di Centenaro alla quale è stata aggregata nel 1955.
  • Chiesa di San Tommaso Apostolo. È la chiesa della frazione San Tomaso.[16] È stata costruita tra il 1686 e il 1689 dagli abitanti della frazione. La pala dell'altare maggiore, di legno intagliato e dipinto, risale al 1911 ed è di Viscardo Carton. Dotata di una piccola torre campanaria, presenta interni semplici con qualche elemento decorativo.
  • Chiesa di Sant'Anna. Si trova nella frazione Barcuzzi. La chiesa, che originariamente era una cappella, è della prima metà del XVI secolo. Durante la prima visita pastorale, del 1526, l'edificio è ancora in costruzione e inizialmente dedicato a San Quirico. Dalle visite pastorali del 1530 e 1541 si evince che l'edificio non è ancora concluso. All'interno sono presenti affreschi dedicati ai santi Quirico e Giulietta.
  • Chiesa di Sant'Eurosia. Chiesa della frazione di Sedena. È stata edificata tra il 1927 e il 1935 dagli abitanti della frazione con il contributo di Vincenzo Rizzi. L'abside ospita una pala del XVIII secolo.
  • Oratorio della Madonna del Rosario. È la chiesa della frazione Malocco. L'edificio fu costruito nel 1779 dagli abitanti di Malocco e da quelli della vicina frazione Cominello. All'interno, sull'altare maggiore è presente una pala del XVI secolo raffigurante la Madonna col Bambino. La copertura e la volta furono ricostruite nel 1982 a causa di un crollo avvenuto due anni prima.
  • Chiesa di San Gaetano Thiene. Si trova nella frazione Bettola. Dall'interno semplice e modesto, fu costruita nel 1940 dagli abitanti della frazione.
  • Chiesetta dei Morti della Selva. Questa chiesa venne edificata nella selva un tempo presente a nord del borgo di Drugolo, borgo dove sorge l'omonimo castello e la chiesa del XII secolo dedicata a San Michele. Si trovava nel perimetro di un lazzaretto che fin dal 1445 accoglieva gli appestati di Drugolo e di Padenghe. Nei secoli XVI e XVII gli Averoldi, nobile famiglia proprietaria del castello, adibì il luogo a cimitero e inoltre la stessa famiglia, si occupò dei lavori che nel XVIII secolo diedero all'edificio l'aspetto odierno. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 2013, grazie all'intervento della Metropolia Ortodossa di Milano e Aquileia, la chiesa venne riconsacrata e divenne monastero ortodosso.
  • Chiesa dei Santi Marco e Bernardino. È la parrocchiale della frazione di Esenta. Questa parrocchia, nonostante tutte le altre parrocchie lonatesi facciano parte della diocesi di Verona, fa parte della diocesi di Brescia. La chiesa risale agli anni '80 del XIX secolo come attesta un'epigrafe posta sul lato sud dell'edificio.

Edifici religiosi non più adibiti al culto

Nel territorio lonatese sono presenti diversi edifici religiosi oggi sconsacrati. Alcuni di questi, nonostante oggi siano quasi dimenticati, hanno avuto un'importanza rilevante nella storia di Lonato.

  • Convento dell'Annunciata o Chiesa del Filatoio. Si tratta di un ex-complesso conventuale situato in località Filatoio. Nel XV secolo nel territorio della diocesi di Verona iniziano a stabilirsi diversi ordini religiosi. Spesso l'insediamento di un ordine in una zona avveniva a seguito di una richiesta da parte della comunità. Probabilmente questo avvenne anche a Lonato, dove nel 1472 vengono avviati i lavori per la costruzione di un convento di proprietà dell'Ordine dei frati minori francescani. Nel 1475 viene ultimata la chiesa del convento. La visita del 1530 del vescovo Giberti fornisce diverse informazioni riguardo il convento che in quel tempo ospitava sette frati, che svolgevano l'attività di predicatori e confessori in alcune chiese del comune, e cinque conversi. Il vescovo inoltre esorta i francescani a non interferire negli impegni che invece spettavano alla parrocchia e a comportarsi con maggior rigore. A metà del XVI sec., mentre i lavori per il completamento del complesso conventuale non sono ancora ultimati, i frati, evidenziando dei contrasti con i francescani presenti sull'Isola del Garda, abbandonano il convento per un breve periodo, fino al 1545, quando vi faranno ritorno anche su richiesta del vescovo al quale la comunità lonatese si era rivolta. Nella seconda metà del XVII secolo il complesso è ancora interessato da lavori, alcuni supportati dal comune. Nel 1749 vengono ultimati i lavori di ristrutturazione della chiesa e del convento. Nel 1796 la Repubblica Cisalpina confisca i beni del convento che viene soppresso l'anno successivo. La chiesa diviene ospedale per i soldati napoleonici, successivamente caserma, poi stalla e magazzino. Infine gli edifici vengono ceduti al comune. Nel 1822, grazie al parroco Gaspari, la chiesa viene riaperta a seguito di una benedizione da parte del vescovo. Tuttavia l'edificio verrà riutilizzato a scopo religioso solo per un breve periodo prima di essere definitivamente sconsacrato e alla fine del secolo tutti gli edifici vengono venduti a privati che li adibiscono a fabbrica di fiammiferi. Il complesso è infatti conosciuto da gran parte della popolazione locale con il nome di Fabbrica. Oggi i locali del convento, compresa la chiesa, compongono un complesso residenziale. Attualmente l'aspetto originale dell'edificio permane solamente in parte. Della chiesa rimangono liberi solamente il quadrato del coro, metà dell'ultima campata e parte del presbiterio. Nella struttura si riconosce ancora lo stampo quattrocentesco. All'esterno l'estensione della chiesa è visibile dal lato sud, i volumi asimmetrici del lato nord invece fanno presagire l'abbattimento di una struttura campanaria. All'interno della chiesa rimangono intatti, seppur danneggiati, gli affreschi della volta centrale, raffiguranti San Francesco e Santa Chiara, e gli evangelisti nei quattro pennacchi; queste pitture sono attribuite a Pietro Perotti. Si presume che alcuni dei quadri esposti oggi nella Chiesa di Sant'Antonio Abate provengano dalla Chiesa dell'Annunciata.[17]
  • Convento dei Cappuccini di Drugolo. Questo ex-convento si trova su un cocuzzolo dei monti di Drugolo poco lontano dal Castello omonimo. L'edificazione dell'eremo fu voluta e ampiamente beneficiata dalla famiglia Averoldi, in particolare da Ottavio Averoldi. Alle spese concorsero anche i comuni di Lonato, Bedizzole e Desenzano. Il complesso contava diversi locali per esempio erano presenti ventitré cellette e una biblioteca. La chiesa, di semplice aspetto ma spaziosa, è dedicata all'Annunciazione, Drugolo inoltre rientrava nel territorio della parrocchia di Bedizzole e faceva quindi parte della diocesi di Brescia. È inoltre presente una lapide che riporta l'anno della consacrazione della chiesa, il 1581. Il convento fu invece aperto nel 1571, facente parte della provincia religiosa di Milano, nel 1587, venne aggregato alla provincia dei Santi Faustino e Giovita finché non fu soppresso dalla Repubblica Veneta nel 1769. Nel 1789, grazie all'intervento della famiglia Averoldi, venne riaperto. Il convento venne definitivamente chiuso nel 1798 dalla Repubblica Cisalpina. Nel 1830 gli Averoldi trasformano il convento in luogo privato di villeggiatura. Nel 1875 il complesso passa sotto la proprietà del Cardinale Hoenlve che lo cede a sua volta al nipote, il Duca Vittorio II di Ratibor. Nel 1899 il convento torna a far parte dei beni degli Averoldi. Nel 1956 sarà completamente abbandonato. Oggi il complesso è stato rilevato e trasformato in relais.[18][19]
  • Chiesa e convento delle Canossiane. Si tratta di un complesso situato in via Soratino, in centro storico, eretto intorno al XVIII secolo. Dopo la chiusura del convento delle benedettine di Santa Maria Vittoria, la popolazione lonatese manifestò la volontà di avere nuovamente nel proprio comune un monastero femminile. Il convento, che inizialmente ospitava suore francescane cappuccine, venne soppresso in età napoleonica. Ormai non più di proprietà della curia, a inizio '900 l'intero complesso venne donato alle suore Canossiane (o Figlie della Carità), già presenti a Lonato presso un piccolo oratorio in via San Giuseppe. Oltre al nuovo convento viene aperto un istituto di istruzione retto dalle suore stesse. La chiesa, di modeste dimensioni, è oggi spoglia, la bussola è stata recuperata ed ha sostituito quella già presente della chiesa di Sant'Antonio Abate. Nel 1991 le suore Canossiane abbandonano il luogo che oggi, di proprietà di privati, si presente in un alto stato di degrado. Si dice che l'architetto lonatese, Paolo Soratini, architetto della terza ed ultima parrocchiale di Lonato, si sia appassionato all'architettura osservando la costruzione di questa chiesa eretta vicino al luogo dove abitava.[20]
  • Chiesa della Madonna del Giglio o del Casello, chiamata anche dai locali, Chiesone, per le sue dimensioni. L'origine di questa chiesa è legata ad un antico affresco, raffigurante una maestà, una Madonna con bambino, al quale sono stati attribuiti diversi miracoli. L'immagine miracolosa si trovava un tempo presso Porta Clio (porta verso Verona), una delle porte del paese, ed era parte della parete di un casello che serviva come riparo per i soldati. Il 30 luglio 1707 i soldati di guardia notarono che tra i fiori che la popolazione era solita offrire all'immagine, vi era un bocciolo verde spuntato dallo stelo secco di un giglio. Il fatto, ritenuto un miracolo, al quale ne seguirono altri, richiamò un numero tanto grande di fedeli da poter deliberare, grazie all'ingente quantità di elemosine e avendo ottenuto anche l'approvazione della curia, la costruzione di un santuario che venne edificato fuori dalle mura. La chiesa venne terminata nel 1711 e il 18 ottobre dello stesso anno venne stabilito il trasporto dell'immagine che venne accompagnato da una grandissima festa alla presenza del vescovo, a quel tempo cosa assai rara. Nonostante l'importanza di questa chiesa e della sua storia, l'edificio venne abbandonato già verso l'inizio del 1800. Durante la battaglia di Solferino e San Martino, la chiesa venne utilizzata come ospedale per i feriti dai soldati, oggi l'edificio ospita un'officina. Con l'abbandono della chiesa, l'immagine miracolosa venne trasferita nella chiesa di Sant'Antonio Abate dove è stato realizzato un piccolo altare dedicato. Oggi nella stessa chiesa, a metà ottobre, viene celebrata una messa in occasione della ricorrenza della Madonna del Giglio, festa ancora piuttosto sentita dai lonatesi.[21]
  • Chiesa di San Martino. È uno degli edifici religiosi più antichi del paese. L'ex-chiesa si trova di fronte al Santuario della Madonna di San Martino e sorge su un'area archeologica di epoca romana legata alla vicina villa romana di Colombare delle Pozze. A seguito di alcuni scavi, nel luogo in cui sorge l'attuale edificio, sono state ritrovate tracce di due chiese più antiche. La prima, del VII sec., di pianta 8,90 x 5 m., corrispondente ad un oratorio funerario ad aula unica e abside semicircolare facente parte di un cimitero. Si presume infatti che i due gruppi di sepolture rinvenuti, non fossero legati alla chiesa, se non per tre tombe, due vicino alla facciata e una lungo il lato settentrionale. Molto probabilmente questa prima costruzione fu voluta dal proprietario di una vicina azienda agricola. Con la seconda costruzione, realizzata tra l'VIII e il IX sec., l'edificio venne ampliato. Misurava infatti 19,30 x 11,80 m. ed era ad aula unica triabsidata. La chiesa mantenne la posizione sulla strada e formava una corte affiancata da un edificio, del quale è stato scavato solo il perimetrale nord, al di là di un cortile largo 7 metri. Si ipotizza che la seconda ricostruzione e la dedicazione dell'edificio sono collegate al passaggio del complesso, che quindi comprendeva anche l'azienda della quale probabilmente faceva parte, tra i beni del Monastero di San Martino di Tours. Il passaggio non è certo ma si pensa avvenne su donazione di Carlo Magno con un diploma del 774 nel quale si cita una "curtem Lionam" identificata con Lonato. Nel diploma del 1184 di papa Lucio III, la chiesa, chiamata "capellam S.Martini" viene invece posta sotto le dipendenze della chiesa di San Zeno, parrocchiale del paese. Con l'ultima ricostruzione, probabilmente del XIII sec., le dimensioni della chiesa vengono ridotte ad un'unica navata. L'ultima costruzione presenta sia elementi altomedievali, come nella parete settentrionali, sia tardoromanici come le due monofore. Nel 1614 nella chiesa avviene un evento miracoloso attribuito alla statua lignea della Vergine, denominata poi Madonna miracolosa di San Martino. A seguito delle grazie ricevute nel corso della peste degli anni '30 del XVII sec., si decide di erigere un santuario che verrà ultimato nel 1675. La statua viene trasferita nella nuova chiesa che oggi conserva diversi voti, anche seicenteschi, e che farà progressivamente perdere importanza all'antico edificio che verrà sconsacrato e aggregato alla vicina azienda agricola, tanto da essere usato negli anni '70 del '900 come rimessa. Oggi l'edificio, restaurato, è di proprietà di privati.[22][23]

Chiese scomparse[24]

Oltre alle chiese sopra elencate, nella storia lonatese si ha notizia di chiese o complessi conventuali oggi non più esistenti o dei quali rimane solo qualche traccia visiva.

  • Chiesa di San Pietro in Cittadella. Tracce di questa chiesa sono presenti negli scritti di alcuni storici. Lo storico seicentesco Andrea Parolino scrive che dopo la costruzione nel 1376 della nuova parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, il parroco celebrava nei giorni vestivi anche nella chiesa di San Pietro, chiesa per i soldati. Il Parolino scrive che la chiesa viene citata anche in un documento del 1398. La tradizione crede, senza alcuna fonte, che la chiesa si trovasse nel campo maggiore della rocca, tuttavia lo storico Cenedella scrive che ai suoi tempi erano ancora visibili, in un orto nella zona della piazzetta in Cittadella, alcuni ruderi della presunta chiesa, tra cui i resti dell'abside. Sempre il Cenedella scrive che la chiesa venne abbandonata, ormai in cattive condizioni, tra il XV e il XVI sec. Oggi, a causa di alcuni cambiamenti del luogo realizzati nel '900, non è più visibile alcun resto.
  • Convento delle Benedettine di Santa Maria Vittoria. Era ubicato nell'odierna via Barzoni. Dalle fonti si sa che la chiesa del convento, dedicata a San Defendio. Oggi su un muro delle case che compongono la via, è ancora presenta una lapide, che un tempo si trovava nell'abside della chiesa, la quale probabilmente segna l'anno di edificazione e consacrazione della chiesa. Il monastero era un tempo, per la diversa struttura del paese, abbastanza esteso, toccando le attuali via Barzoni, via Gaspari, via Repubblica e corso Garibaldi. Nel 1600 il monastero risulta ormai in decadimento, tanto che successivamente verrà aperto il convento delle cappuccine nella zona di vicolo De Angeli. La chiesa verrà soppressa nel 1792 dal vescovo a causa delle condizioni di rovina in cui si trovava.
  • Chiesa di San Pantaleone. Si trovava un tempo in quella che oggi è via San Pantaleone, vicino a Borgo Corlo, luogo in cui sorse una cascina omonima. Il Cenedella fornisce due versioni diverse sull'origine della chiesa. Nella prima sostiene che l'edificio venga citato nel bolla di papa Lucio III del 1184 da lui trascritta. Tuttavia nelle copie autentiche della bolla e nei testi del Parolino la chiesa non viene citata. Nella seconda versione scrive che la chiesa viene costruita a seguito di un voto fatto dai lonatesi nel 1478 durante la peste. Questa versione è la più probabile. La chiesa compare inoltre negli atti della visita del vescovo Giberti nel 1530 dove è detta dedicata oltre che a San Pantaleone, anche a San Pancrazio, come è confermato anche in altri documenti. Secondo lo storico Lino Lucchini (1926-2025) la chiesa viene costruita nel 1466, periodo in cui la peste colpì in maniera veramente pesante. L'edificio venne più volte restaurato. Nel XIX sec. la chiesa andò progressivamente in rovina. Il Cenedella ricorda la caduta della volta e del tetto intorno al 1805. Gli unici resti della chiesa furono delle colonne in botticino murate nella facciata.
  • Chiesa di San Martino alle Gere. Sorgeva nella frazione di Brodena, sul confine che divideva Lonato da Castel Venzago, un tempo comune indipendente. Pochissime sono le notizie riguardo questa chiesa, oltre al toponimo, riportato in una carta dell'Istituto Geografico Militare, esiste un unico documento in cui la chiesa viene citata. Il documento, conservato presso l'Ateneo di Salò, è contenuto nel secondo volume degli atti relativi alla causa fra la Magnifica Patria ed i comuni di Brescia e Lonato circa la giurisdizione del Venzago. Nel documento due "campari" di Castel Venzago denunciano ai sindaci della Riviera un omicidio avvenuto nei pressi della chiesa di San Martino. Tuttavia la chiesa rientrava nel territorio lonatese, l'omicidio non riguardava quindi il comune di Venzago. La chiesa sorgeva presso la decadente cascina di San Martino, oggi della chiesa non è più visibile alcuna traccia.
  • Monastero e Chiesa di San Paolo in Venzago. L'origine di questo monastero, e quindi anche della sua chiesa, è legata ad una leggenda. Si narra infatti che nel 950 la regina Adelaide, dopo essere stata rinchiusa nella Rocca di Garda dal re Berengario II per aver rifiutato il matrimonio con il figlio di lui, Adalberto, evase e si rifugiò in un monastero sul Monte Regina, a Nord-est di Castel Venzago, dimorando circa un mese nella casa del vescovo bresciano Giuseppe. La veridicità del fatto sarebbe confermata da una lapide, datata intorno al XV sec., murata a Venzago e da un'altra lapide, che nessuno ha però mai visto, conservata nella cattedrale di Treviri; tuttavia si tende a considerare la leggenda in quanto tale. Nonostante ciò una chiesa nei pressi del Monte Regina, vicino al castello oggi non più esistente, sarebbe esistita veramente, ne sono prova i diversi resti presenti in tal luogo come parte dell'abside. Inoltre di questa chiesa ne parla Giovanni Battista Biancolini (1697-1870) a metà '700 basandosi su alcuni documenti, due risalenti al 1185 e uno del 1231. Sempre da documenti del XII sec. si sa che la chiesa della Madonna della Scoperta, a quel tempo chiesa di Santa Maria, detta della "fontana coperta", che si trovava nel territorio di Venzago, dipendeva dalla più antica chiesa di San Paolo. Quest'ultima venne però distrutta intorno al 1240 quando il comune del Venzago venne raso al suolo dai bresciani.[25]

Architetture civili

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"Fine della Peste" nella sala consiliare del Municipio di Andrea Celesti Fine della Peste
"Fine della Peste" nella sala consiliare del Municipio di Andrea Celesti.
  • L'attuale Palazzo Municipale risale al XVII secolo. La Sala del Consiglio conserva un'antica mappa del '700 del territorio lonatese, sul soffitto invece sono presenti decorazioni ottocentesche dedicate all'agronomo lonatese Camillo Tarello. Questa sala è inoltre chiamata "Sala del Celesti", per la presenza di una grande tela del 1693 commissionata dal consiglio comunale all'artista Andrea Celesti nel 1692 per celebrare la fine della peste del 1630. Al centro della tela è raffigurato Cristo, alla sua sinistra la Vergine e alla sua destra San Giovanni Battista, patrono di Lonato. A sinistra è presente un'allegoria di Lonato con accanto il doge veneziano e le Tre Virtù Teologali, a destra invece sono raffigurate le conseguenze della peste e un lazzaretto.
  • Nella piazza principale del paese, Piazza Martiri della Libertà, sono presenti il monumento dedicato ai caduti e la colonna veneta di San Marco. Il monumento, dello scultore Luigi Contratti, fu inaugurato nel 1924 per i caduti della Grande Guerra. Successivamente furono aggiunti ai nomi già presenti, anche i nomi dei caduti durante la Seconda Guerra mondiale, i caduti in Spagna e i caduti per la Liberazione. Il monumento è in bronzo e raffigura un soldato che pianta la daga sul confine ai piedi di una donna che rappresenta la Madre Patria. La colonna veneta, che si trova di fronte al municipio, fu invece fatta installare dal senatore Ugo Da Como nel 1911 nel luogo in cui oggi sorge il monumento ai caduti. L'intento del senatore era quello di ricordare il lungo periodo di dominazione veneziana a Lonato. La colonna originale venne abbattuta alla fine del '700 durante la rivoluzione giacobina.
  • La Rocca Viscontea
    La costruzione della torre civica, chiamata anche torre dell'orologio oppure Torre Maestra, viene fatta risalire al 1555. L'edificio, alto circa 55 metri, ospita le campane che servono a scandire i momenti della vita civile, quelli della vita religiosa vengono scanditi invece dal campanile del duomo. Le campane suonano ogni quarto d'ora, i rintocchi variano in base all'ora, un tempo aveva anche funzione di sorveglianza. I lavori di costruzione finirono all'incirca nel 1589, in realtà però ci furono perfezionamenti fino alla fine del secolo. La cella campanaria ha sempre ospitato nei secoli tre campane di diverse dimensioni rifuse nel '700, poi nel '800 dalla ditta Crespi di Cremona e ancora durante la Seconda Guerra Mondiale per ricavarne il bronzo, nel 1949 furono reinstallate delle campane uguali alle precedenti. Sempre nel 1589, all'esterno si provvide a installare un orologio che prese posto in un riquadro marmoreo del 1582. Nel 1773 l'orologio, che funzionava grazie a dei contrappesi in pietra oggi ancora presenti ma sostituiti nella loro funzione da un meccanismo elettrico, fu sostituito da uno nuovo di Domenico Crespi da Cremona, il meccanismo precedente fu collocato nel campanile della chiesa parrocchiale. Finita la cella campanaria la sommità dell'edificio venne ricoperta con un cupolino a forma poligonale in metallo (rame o piombo), sostituito poi nel 1880 da una merlatura su progetto dell'architetto Antonio Tagliaferri. Alla fine del cinquecento il piano terreno fu adibito a carcere. La torre era abitata da un carceriere, l'ultimo, alla fine del '700, fu Battista Battistoni. La torre è visitabile ogni domenica, è stata restaurata nel 2023 e al suo interno è stato installato un percorso multimediale che narra la storia della torre servendosi della figura del già citato carceriere Battistoni.[26]

Architetture militari

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  • La Rocca, castello medioevale con annesso Museo civico ornitologico "Gustavo Carlotto"[27], ospitato dalla fondazione Ugo Da Como, assieme alla Casa del Podestà, la quale costituisce una ricostruzione di una dimora signorile del XV secolo caratterizzata dalla presenza di affreschi, soffitti a cassettone e raccolte di quadri, peltri e maioliche, oltre a una biblioteca di oltre 52000 documenti.[28]
  • Dirigendosi verso la Valtenesi, appena dopo l'abitato di Sedena sorge il castello di Drugolo. La sua costruzione, forse di origine longobarda, è fatta risalire al X secolo. Dopo essere stato riedificato sui finire del Trecento, passò in proprietà a parecchie famiglie nobili, fino a quando, nel 1436, fu venduto agli Averoldi. Il castello, di pianta quadrata, ha un ponte levatoio e merlature ghibelline ed è abitato dai proprietari, discendenti del barone Armando Lanni della Quara che lo acquistò nel 1935.
    Le fornaci romane

Siti archeologici

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Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[29]

Le parrocchie del territorio di Lonato fanno parte della diocesi di Verona. Questo perché, la tradizione suggerisce che il Cristianesimo fu introdotto da san Zeno e da missionari provenienti dalla sua diocesi.

La frazione di Esenta fa invece parte della diocesi di Brescia.[30]

La biblioteca comunale ha sede presso il seicentesco Palazzo Zambelli. Sul piano nobile dell'edificio, è presente la "Galleria degli stucchi e degli specchi", le sale adiacenti sono invece decorate con affreschi dei primi del XVIII realizzati da Alessandro Campi, allievo di Andrea Celesti.[31]

A Lonato oltre ai vari asili, scuole elementari e medie, è presente l'Istituto Tecnico Tecnologico "Luigi Cerebotani", l'Istituto Agrario "Vincenzo Dandolo" e l'Istituto paritario "Paola di Rosa".[senza fonte]

Da un'epistola risalente al 1563, firmata dal medico Giuseppe Pallavicino, si suppone che a Lonato già nel Cinquecento fosse attivo un gruppo di suonatori. Di un'idea di banda cittadina più simile a quella moderna si ha invece notizia all'inizio del XIX° secolo. Lo storico Orazio Tessadri, vissuto nell'Ottocento, riporta infatti che nel 1805 Napoleone diretto a Verona, fu accolto a Lonato dalle autorità locali e dalla banda. Tessadri riportò la presenza del corpo musicale cittadino anche nei moti rivoluzionari del 1848. La sede della banda è Palazzo Zambelli, come per la biblioteca comunale, che tuttavia si trova in un'ala differente.[32]

A Lonato inoltre nacque il musicista e compositore Paolo Chimeri attivo tra Ottocento e Novecento.

  • Fiera di Sant'Antonio (Fiera regionale agricola, artigianale, commerciale di Lonato del Garda). Nonostante il patrono di Lonato sia San Giovanni Battista, l'evento più importante e sentito nel paese è la Fiera dedicata a Sant'Antonio Abate. La fiera viene citata per la prima volta nel 1813 dall'Almanacco del Mella, il quale ricorda della presenza a Lonato di due fiere, una dedicata al patrono, già citata nel '700, e una dedicata appunto a Sant'Antonio. La stessa notizia viene data dalla Zingara astrologa nel 1816 e dal 1820 la fiera viene con continuità citata dall'Almanacco della provincia bresciana. Questa fiera in origine era rivolta al commercio di bestiame e merci, probabilmente era incentrata sulla vendita di suini che in inverno raggiungevano il peso ideale per la macellazione. Dal 1958, volendo modernizzare l'evento, oltre ai maiali, esposti in Piazza Savoldi, iniziano a venire esposte anche macchine e merci agricole in viale Roma. Obiettivo della fiera era valorizzare le attività agricole, artigiane e commerciali. Nel 1963 la durata dell'evento viene portata a due giorni, nel '64 a tre. Oggi la fiera dura ancora tre giorni, si svolge nel fine settimana più prossimo al 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio. Il 17 inoltre, sul sagrato della chiesa dedicata al santo, si tiene, come da tradizione, la benedizione degli animali. Molti sono gli eventi che si svolgono durante l'odierna fiera, tra i più significativi il Palio delle contrade. Durante il palio le frazioni del paese, dopo aver sfilato per il centro storico portando in processione la statua del santo, si sfidano nei giochi della tradizione come la corsa con i sacchi o il taglio del tronco. Tuttavia nelle edizioni successive a quella del 2020, la 62°, il palio non si è tenuto.[33]
  • Sagra di San Giovanni Battista. La prima notizia di un evento dedicato al patrono lonatese è presente in un almanacco del 1776 dove è citata una fiera tenuta il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista. Questa fiera viene menzionata anche nel Diario bresciano del 1777 e 1778 e successivamente nel 1813 l'Almanacco del Mella parla di due fiere a Lonato, "il diciassette gennaio e il venti giugno", la prima dedicata a Sant'Antonio, la seconda al Battista. Oggi in occasione della festa del patrono si tiene, presso la zona delle Pozze, una sagra dalla durata di alcuni giorni prossimi al 24 giugno.

Sono diversi gli eventi che tradizionalmente si svolgono nel comune. Molte frazioni hanno una sagra propria come Campagna, Esenta, Sedena, Centenaro e San Cipriano.

Il territorio lonatese presenta una forte vocazione vitivinicola grazie alla quale nel 2023, è entrato a far parte dell'Associazione Nazionale Città del Vino.

Sul territorio infatti si producono vini DOC come il Lugana, il Groppello e il vino da dessert San Martino della Battaglia Gefide.

Tipico prodotto gastronomico di Lonato, è l'insaccato "Os de stomech" che significa osso dello stomaco, per la presenza nell'impasto dell'osso dello sterno del maiale che viene messo a marinare, "en visiù", per un giorno nel vino rosso al quale si aggiungono sale, pepe, aglio, noce moscata e cannella. Questo insaccato è considerato uno dei migliori salumi della tradizione bresciana e, insieme allo zafferano e al raperonzolo, fa parte dei prodotti "De.C.O". di Lonato.

La cucina tipica è quella bresciana. Ci sono però anche influenze mantovane e altre dovute alla presenza del lago. Nel periodo invernale, in particolare in occasione di Sant'Antonio Abate e della fiera dedicata al santo, è tradizione preparare il chisöl, un dolce semplice a forma di ciambella. Il già menzionato "Os de stomech" viene invece servito in diversi modi, più comunemente accompagnato con la polenta oppure nel risotto.[senza fonte]

Geografia antropica

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Suddivisioni storiche

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Lido di Lonato del Garda (BS)
Panorama di Lonato
Castello di Drugolo

Il territorio comunale è suddiviso in dodici comitati di quartiere, alcuni dei quali racchiudono al loro interno diverse località[34]:

  1. centro storico;
  2. san Martino;
  3. viale Roma;
  4. via Filatoio;
  5. Campagna
    • Campagna di sotto;
    • Fossa;
    • Salera;
  6. Barcuzzi - Maguzzano
  7. San Cipriano;
  8. Sedena-Bettola
  9. San Polo - San Tomaso - Brodena
    • Brodena;
    • San Polo di Lonato;
    • San Tomaso;
  10. Esenta
    • Cominello;
    • Esenta di Lonato;
    • Malocco;
  11. Centenaro;
  12. Castel Venzago - Scoperta.

L'economia di Lonato del Garda si basa sull'agricoltura, l'industria ferriera, l'artigianato, il terziario.

Lonato è attraversato dalla Strada dei vini e dei sapori del Garda.

Infrastrutture e trasporti

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Lonato del Garda è attraversato dall'autostrada A4 Milano-Venezia, nel territorio comunale non sono presenti caselli.[35].

La Padana Superiore attraversa il territorio attraverso una moderna variante, in qualità di strada provinciale BS 11, passa a nord del centro abitato principale, sottopassando il colle di San Zeno grazie all'omonima galleria. Il percorso originale, divenuto strada comunale, percorre invece il centro storico. A Lonato terminano la strada provinciale 78 Calvagese - Mocasina - Lonato e la strada provinciale BS 668 Orzinuovi - Lonato. Le frazioni di Esenta e San Tomaso sono servite dalla provinciale BS 567 del Benaco; a Esenta, inoltre, termina la provinciale 25 proveniente da Cunettone di Salò[35].

Ferrovie e tranvie

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La stazione di Lonato è posta sulla ferrovia Milano-Venezia a meridione del centro storico.

Tra il 1911 e il 1935, Lonato venne servita anche dalla tranvia a vapore Castiglione-Desenzano, diramazione della Brescia-Mantova-Ostiglia. La stazione del paese era situata lungo via Monte Grappa poco a nord del cavalcaferrovia[36].

Mobilità urbana

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Nel sistema di trasporto pubblico su gomma della provincia di Brescia, il comune di Lonato appartiene sia al lotto nord, esercito dal consorzio Trasporti Brescia Nord, sia a quello sud, di competenza di Trasporti Brescia Sud.[37].

Amministrazione

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Il municipio di Lonato
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 settembre 1988 30 marzo 1990 Roberto Tardani PSI Sindaco [38]
30 marzo 1990 10 aprile 1993 Ugo Lavagnini DC Sindaco [39]
10 aprile 1993 7 giugno 1993 Eraldo Cavagnini PRC Sindaco [40]

Di seguito l'elenco dei sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1993):

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 giugno 1993 1º dicembre 1999 Manlio Mantovani Lega Nord Sindaco [41][42]
1º dicembre 1999 18 aprile 2000 Rinaldo Argentieri Commissario [43]
18 aprile 2000 5 aprile 2005 Morando Perini lista civica di centro-sinistra Sindaco [44]
5 aprile 2005 15 giugno 2015 Mario Bocchio Forza Italia
Il Popolo della Libertà
Sindaco [45]
15 giugno 2015 in carica Roberto Tardani Forza Italia Sindaco [46]

Germania (bandiera) Riesa

Ha sede nel comune la società di atletica Atletica Lonato[47], iscritta alla FIDAL.

A Lonato è presente una squadra di calcio fin dal 1924. Nel 2009 l'A.C. Feralpi Lonato, nata nel 1963 con il nome di Pejo Lonato, e l'A.C. Salò Valsabbia, nata nel 1985 come A.C. Salò Benaco, si uniscono dando vita alla squadra Feralpisalò. La squadra rappresentava sia il comune di Lonato che quello di Salò. Lonato non era dotato di uno stadio adatto per disputare la massima categoria dilettantistica, perciò si scelse lo Stadio Lino Turina di Salò. La squadra portava i colori verde e blu, il primo derivato dal bianco-verde lonatese, il secondo dal bianco-blu salodiano. Nel 2025, a seguito del fallimento del Brescia Calcio, la squadra trasloca a Brescia per creare una nuova società, l'Union Brescia.

Dopo la fusione del 2009, Lonato fu dotata di nuovo di una squadra propria, la Virtus Feralpi Lonato, la quale ha richiamato a sé gran parte della sua tifoseria lonatese.[senza fonte]

A Lonato è presente uno dei campi di tiro a volo più importanti a livello nazionale ed europeo. Il campo è nato nel 1982 e nel corso degli anni ha acquisito sempre più importanza, tanto da ospitare oggi competizioni internazionali.[senza fonte]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 360, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ Toponimi in dialetto bresciano, su brescialeonessa.it.
  6. ^ Essendo questa piccola zona litoranea a nord di Desenzano, moltissimi la scambiano per questo comune gardesano quando invece è territorio di Lonato.
  7. ^ Rete idrica della provincia di Mantova (PDF), su provincia.mantova.it. URL consultato l'8 maggio 2021.
  8. ^ Aspetti storici e sapori antichi nella Lonato del XIX secolo.
  9. ^ a b Lonato, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 16 ottobre 2022.
  10. ^ Marco Foppoli, Stemmario Bresciano, Provincia di Brescia / Grafo, 2011, p. 110, ISBN 978-88-7385-844-7.
  11. ^ Bozzetto del gonfalone del Comune di Lonato, su ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 7 ottobre 2024.
  12. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy, su gcatholic.org.
  13. ^ Santuario della Madonna della Scoperta, su lonatoturismo.it.
  14. ^ Chiese di Lonato, su lonatoturismo.it.
  15. ^ Beni ecclesiastici in WEB, su beweb.chiesacattolica.it.
  16. ^ Il nome della frazione è San Tomaso, con una sola m.
  17. ^ [file:///C:/Users/perin/Downloads/ICCD13634023%20(5).pdf Chiesa del Filatoio] (PDF).
  18. ^ Lonato nella geografia e nella storia (PDF), su lonato-fra-storia-e-arte.it.
  19. ^ La storia di Eremus, da convento a relais, su eremusrelais.com.
  20. ^ Lonato nella geografia e nella storia (PDF), su lonato-fra-storia-e-arte.it.
  21. ^ Lonato nella geografia e nella storia (PDF), su lonato-fra-storia-e-arte.it.
  22. ^ Cappella di S. Martino, su catalogo.beniculturali.it.
  23. ^ San Martino - Lonato, su gardalacus.it.
  24. ^ Le chiese scomparse nel territorio di Lonato (PDF), su lonato-fra-storia-e-arte.it.
  25. ^ Santa Maria della Scoperta e San Paolo di Venzago, su bsnews.it.
  26. ^ Torre civica di Lonato, su lonatoturismo.it.
  27. ^ Museo Civico Ornitologico, su comune.lonato.bs.it (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2017).
  28. ^ Associazione castelli & ville aperti in Lombardia, 2001, p. 34.
  29. ^ Dati tratti da:
  30. ^ Storia/Parrocchia di Lonato del Garda e Campagna Natività Giovanni Battista e BV. Maria del Rosario, su parrocchialonato.it.
  31. ^ Palazzo Zambelli, su lonatoturismo.it.
  32. ^ Scuola di musica – Corpo Musicale di Lonato del Garda, su bandadilonato.com. URL consultato il 24 agosto 2024.
  33. ^ Il <<Numero unico della Fiera di Sant'Antonio>>, su lonato-fra-storia-e-arte.it.
  34. ^ Statuto comunale di Lonato del Garda, art. 29, e Regolamento comunale per l'istituzione e il funzionamento dei Comitati di Quartiere, art 3.
  35. ^ a b Cartografia della rete stradale provinciale (PDF), su provincia.brescia.it. URL consultato l'8 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2012).
  36. ^ Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda. Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Brescia, Grafo, 2004, pp. 270-271, ISBN 88-7385-633-0.
  37. ^ Trasporti Brescia - Mappa rete nord (PDF), su trasportibrescia.it. URL consultato l'8 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2013). e Trasporti Brescia - Mappa rete sud (PDF), su trasportibrescia.it. URL consultato l'8 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2013).
  38. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  39. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  40. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  41. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014. e Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  42. ^ Dimissionario nel 1999
  43. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  44. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  45. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  46. ^ Eletto al ballottaggio con il 50,39% dei voti.
  47. ^ Atletica Lonato, su atleticalonato.org.
Approfondimenti

Voci correlate

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