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Gottolengo

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Gottolengo
comune
Gottolengo – Stemma Gottolengo – Bandiera
Gottolengo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Giacomo Massa (lista civica) dal 7-5-2012
riconfermato il 12-6-2017
Territorio
Coordinate 45°17′34.08″N 10°16′24.24″E / 45.2928°N 10.2734°E45.2928; 10.2734 (Gottolengo)Coordinate: 45°17′34.08″N 10°16′24.24″E / 45.2928°N 10.2734°E45.2928; 10.2734 (Gottolengo)
Altitudine 53 m s.l.m.
Superficie 29,28 km²
Abitanti 5 217[1] (31-03-2017)
Densità 178,18 ab./km²
Frazioni Solaro
Comuni confinanti Gambara, Ghedi, Isorella, Leno, Pavone del Mella, Pralboino
Altre informazioni
Cod. postale 25023
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017080
Cod. catastale E116
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti gottolenghesi
Patrono san Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gottolengo
Gottolengo
Gottolengo – Mappa
Posizione del comune di Gottolengo nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Gottolengo (IPA: /gottoˈlengo, gottoˈlɛngo/,[2] Otalènch in dialetto bresciano[3][4]) è un comune italiano di 5 217 abitanti[1] della provincia di Brescia in Lombardia. Si trova nella zona della Bassa Bresciana, il punto più meridionale e con più comuni (sessantuno) di tutta la provincia.[5]

Gottolengo è un importante sito archeologico, dato l'alto numero di reperti dissotterrati a partire dalla metà degli anni venti nella zona del Castellaro.[6] Oggi il comune è anche un centro industriale, ma conserva ancora numerose tracce di vita contadina alla quale il paese è rimasto attaccato fino a non molti decenni fa.[7] La piccola e ormai disabitata frazione di Solaro si trova a nord del centro abitato.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Gottolengo è compreso nella pianura Padana. Il comune è situato accanto ai confini delle province di Cremona e di Mantova ed è inserito nell'area della Bassa Bresciana orientale, ovvero il territorio di pianura a sud-est della provincia; il paese è perciò interamente pianeggiante. L'unica altura è sita in località Castellaro, una collina che costituisce il punto più elevato di Gottolengo (65 m.s.l.m.).

Caratteristica immagine della campagna gottolenghese

Il principale fiume passante per il paese è il Gambara, nome attribuitogli poiché attraversa l'omonimo comune con il quale Gottolengo confina a sud.

Numerosi e fondamentali per l'economia del paese sono anche i vari canali artificiali, destinati all'irrigazione dei campi coltivati.[7]

Per quanto attiene al rischio sismico, Gottolengo è posto in una zona classificata a sismicità molto bassa (Zona 4), malgrado la vicinanza al Lago di Garda, area classificata a medio rischio (Zona 2) dopo il terremoto del 24 novembre 2004.[8]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Brescia Ghedi.

Il clima è quello tipico dei comuni dell'alta val Padana: l'estate è caratterizzata da caldo afoso con elevata umidità, mentre l'inverno è invece rigido e spesso nebbioso, con sporadiche nevicate durante i mesi più freddi.

BRESCIA GHEDI
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,3 7,9 12,8 17,1 22,0 26,1 28,6 27,5 24,1 18,2 10,4 5,2 5,8 17,3 27,4 17,6 17,0
T. min. mediaC) −2,8 −0,7 2,9 6,8 11,3 15,3 17,8 17,2 13,9 8,7 3,1 −1,6 −1,7 7,0 16,8 8,6 7,7
T. max. assolutaC) 16,4
(1983)
22,0
(1990)
23,2
(1990)
27,1
(1987)
31,2
(1975)
34,8
(1962)
36,1
(1983)
35,0
(1983)
31,6
(1973)
26,8
(1986)
19,0
(1972)
17,0
(1989)
22,0 31,2 36,1 31,6 36,1
T. min. assolutaC) −19,4
(1985)
−11,1
(1987)
−8,6
(1971)
−2,0
(1973)
0,2
(1987)
7,1
(1986)
9,4
(1980)
8,1
(1986)
3,8
(1972)
−1,7
(1973)
−8,2
(1988)
−11,0
(1986)
−19,4 −8,6 7,1 −8,2 −19,4
Nuvolosità (okta al giorno) 5,5 4,6 4,2 4,4 4,3 3,9 3,0 3,0 3,2 3,9 5,3 5,3 5,1 4,3 3,3 4,1 4,2
Precipitazioni (mm) 59,6 53,9 63,8 69,2 91,7 75,0 72,5 84,8 62,4 83,7 78,6 53,8 167,3 224,7 232,3 224,7 849,0
Giorni di pioggia 7 6 7 8 9 8 6 6 6 6 8 6 19 24 20 20 83
Umidità relativa media (%) 86 81 75 76 73 71 72 72 75 79 85 86 84,3 74,7 71,7 79,7 77,6
Vento (direzione-m/s) W
3,3
E
3,4
E
3,7
E
3,6
E
3,3
E
3,2
E
3,2
E
3,2
E
3,1
E
3,2
E
3,3
W
3,2
3,3 3,5 3,2 3,2 3,3

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Gottolengo deriva quasi certamente da forme gotiche-longobarde, come testimonia la radice Gott-, senz'ombra di dubbio d'origine gotica, mentre il suffisso in "-engo" è tipicamente longobardo. D'altra parte la derivazione da dialetti germanici specie longobardi, è particolarmente diffusa nella toponomastica del territorio circostante.[7]
Gottolengo significa presumibilmente "territorio appartenente al villaggio".[9]
Tale denominazione appare per la prima volta nel Diploma di Berengario II all'abate di Leno del 958.[10]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Gottolengo.
L'antica lapide romana posta nell'abside della chiesa

La zona in cui sorge l'odierno comune di Gottolengo cominciò ad essere abitata fin dal 2000 a.C., quando i primi uomini iniziarono a stabilirsi nella zona del Castellaro, costruendo inizialmente semplici palafitte. Essi scelsero di vivere in quel luogo perché circondato da un torrente sopra cui si trovava un'altura strategica.[7] Tuttavia la località fu abbandonata già sul finire dell'età del bronzo e un nuovo villaggio fu fondato nel luogo in cui oggi sorge e si sviluppa l'attuale centro abitato. Il fatto è testimoniato dalla presenza della cosiddetta Lapide dei Quattuorviri (I secolo d.C.) che ricorda l'innalzamento in seguito ad un decreto dei decurioni, ossia il consiglio cittadino con sede a Brixia (l'odierna Brescia, del cui municipium faceva parte Gottolengo), di una torre di difesa sotto la cura dei supremi magistrati municipali, i Quattuorviri. Sulla lapide, murata nell'abside della chiesa parrocchiale, è incisa la seguente epigrafe:[11][12]

(LA)

« C(aius) MVTIVS SEX(ti) F(ilius)
P(ublius) POPILLIVS M(arci) F(ilius)
Q(uintus) MVCIVS P(ubli) F(ilius)
M(arcus) CORNELIVS P(ubli) F(ilius)
IIIIVIR(i) TURREM EX D(ecreto) D(ecurionum)
AD AVGENDAS LOCAVER(e)
IDEMQVE PROBAVERE
 »

(IT)

« Caio Muzio figlio di Sesto
Publio Popillio figlio di Marco
Quinto Mucio figlio di Publio
Marco Cornelio figlio di Publio
quattuorviri con decreto decurionale
per incremento collocarono questa torre
e i medesimi la collaudarono »

Alla fine del VI secolo il territorio gottolenghese cadde in mano ai Longobardi, i quali successivamente lo donarono alla nascente Badia leonense, abbazia diretta da benedettini con sede a Leno. L'edificio religioso fu fatto costruire nel 758 da Desiderio, re longobardo originario di Brescia, già fondatore nella sua città natale, assieme alla moglie Ansa, del Monastero di Santa Giulia, di cui era stata nominata prima badessa la figlia Anselperga.[13]

La santella di S. Gottardo ubicata nella zona dell'ex lazzaretto, sulla strada comunale per Gambara

In epoca tardomedievale e rinascimentale Gottolengo divenne un borgo murato di media importanza,[14] dapprima sotto la giurisdizione politico-amministrativa dei monaci della Badia, poi sotto l'egemonia dei Visconti e infine sotto il controllo della Repubblica di Venezia. Nell'ottobre del 1521 il borgo venne saccheggiato dai Lanzichenecchi e cadde in uno stato di miseria e abbandono. Nello stesso anno venne conferito a Gottolengo un riconoscimento dal governo francese; il comune fu insignito di tre gigli di Francia, che tutt'oggi appaiono sullo stemma del paese,[15] per aver aiutato la Repubblica di Venezia alleata dei Francesi nella resistenza contro Carlo V d'Asburgo.[16]

Nel 1836 Gottolengo venne flagellato da un'epidemia di colera. Di conseguenza venne fondato, al di fuori del centro abitato, nella località di Castellaro, un lazzaretto, ove i malati venivano ricoverati per non infettare la popolazione sana che viveva entro le mura del comune.[7]

A cavallo fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento iniziò a svilupparsi il settore terziario, parallelamente all'istituzione della prima banca agricola.[17] Nel 1914, il paese fu raggiunto dalla diramazione Pavone Mella-Gambara della tranvia Brescia-Ostiano la quale funzionò fino al 1932.[18][19] Allo scoppio della Grande guerra, dal paese partirono per il fronte molti soldati, ricordati come eroi della patria nel monumento ai caduti di Gottolengo che sorge lungo la strada provinciale per Leno. Il paese venne scosso dalla Seconda guerra mondiale e, al cessare delle ostilità, con la località liberata dagli Angloamericani, la cittadina era ormai caduta in uno stato di assoluta miseria. Fu solo con la rivoluzione industriale del secondo dopoguerra che nel paese iniziò a mutare l'assetto economico. Ai vecchi mestieri e alle tradizionali attività agricolo-artigianali si sono venute affiancando nel tempo diverse imprese industriali, ma nel paese è rimasto ancora oggi molto vivo lo spirito contadino di un tempo, che riveste ancora oggi un'importanza economica e sociale determinante.[7]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Gottolengo-Stemma.png
« D'oro nel primo e nel terzo, fasciato al secondo di rosso con tre gigli d'oro di Francia. Ornamenti esterni da Comune (corona, rami di quercia e alloro legati in nastro tricolore) »

Stemma concesso con D.P.R. del 20 marzo 2006

Lo stemma gottolenghese è un semplice scudo diviso in tre fasce, sormontato dalla corona dei comuni e contornato da rami di quercia e alloro legati da un nastro tricolore. Nella banda superiore ed inferiore è dorato, mentre in quella centrale è a sfondo rosso. Quest'ultima contiene anche i tre gigli d'oro di Francia, che furono riconosciuti al comune per aver affiancato i Veneziani nella lotta contro Carlo V d'Asburgo.

Il passaggio delle truppe ispano-pontificie fu devastante per Gottolengo; l'episodio riferisce che il 29 ottobre 1521 i soldati fecero irruzione nel borgo, depredando e saccheggiando tutto ciò che trovarono. Il comune di Gottolengo fu di conseguenza sollevato dal pagare le tasse per circa cinque anni e istituì, su concessione, un mercato proprio.[20]

Gottolengo possedeva fino a non molto tempo fa un altro stemma, più sontuoso e decorato, assegnatogli durante l'epoca napoleonica; tale simbolo è stato successivamente soppresso dal regime fascista per poi ritornare in uso durante gli anni del secondo dopoguerra. Su di esso erano presenti vari tamburi, una testa di cavallo, armi e bandiere; era sprovvisto della corona dei comuni, che oggi è presente al di sopra dello scudo. Di recente il vessillo è stato semplificato e riadattato, ma conserva ancora i gigli di Francia, a ricordo dell'episodio citato.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei santi Pietro e Paolo[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale parrocchiale gottolenghese, dedicata ai santi Pietro e Paolo, fu costruita a partire dal 1746 su progetto dell'architetto Domenico Prandini di Calvisano per poter vantare una chiesa che non sfigurasse nel confronto con quella del vicino comune di Gambara. La costruzione fu ultimata nel 1765 e l'edificio consacrato nel 1778, come ricordano due lapidi poste sul sovraporta dei portalini del coro.[21]
La chiesa, costruita in stile barocco, è ricca di numerosi affreschi, come il Martirio di San Pietro posto in cima all'abside, sotto il quale si trova la zona dell'altare maggiore. Altra opera importante è la Vergine con San Pietro, attribuita al Cignaroli, posta sopra il coro. Oltre ai sette altari in marmo, costituiti da cellette laterali e decorati con statue o affreschi la chiesa racchiude al suo interno anche opere in legno raffiguranti il Cristo morente in croce e la Madonna ed un organo Serassi, costruito attorno alla seconda metà dell'Ottocento e di recente restaurato.[21]
La facciata è suddivisa in due ordini, sul primo marcapiano si trovano le statue di San Pietro e di San Paolo, mentre sulla sommità è presente la scultura della risurrezione di Cristo. Nella parrocchiale vengono officiate le principali funzioni religiose del paese.[21]

Convento di San Girolamo[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile in mattoni della chiesa di San Girolamo

Il Convento dei Carmelitani, dedicato a San Girolamo, sorse nel 1479 al di fuori del borgo murato. I lavori iniziarono dopo che un ricco orefice gottolenghese aveva lasciato tutti i suoi averi al comune da utilizzarsi in opere di bene. Il municipio decise di dare il denaro ad un carmelitano e finanziò la costruzione fornendo i mattoni necessari all'innalzamento del monastero.[22] La costruzione comprendeva il convento con annessa una chiesa; i Carmelitani che vivevano al suo interno erano dediti ad opere di carità a favore dei poveri, prestando un servizio ospedaliero e assistenziale. È a questi frati che si deve, nel Cinquecento, l'introduzione nella zona della coltivazione della patata.[23] Il monastero carmelitano fu soppresso nel 1797 e trasformato in ospedale, e al suo interno sono stati oggi costruiti degli alloggi.[24]

La chiesa ha continuato a esistere anche dopo lo smantellamento del monastero come cappella dell'ospedale, divenendo una dipendenza della parrocchia di Gottolengo; recentemente è stata restaurata e oggi funge da luogo di culto solo in determinate occasioni. La chiesa è costituita da un'unica navata ai cui lati si aprono otto cellette decorate con numerosi affreschi di santi, fra i quali spiccano quelli di Santa Lucia, Santa Apollonia e Sant'Antonio abate. Oggetto di profonda devozione da parte dei cittadini di Gottolengo è la cinquecentesca statua in legno della Madonna del Carmelo sita al suo interno. La chiesa è di proprietà dell'ente Fondazione Casa di Riposo Cami-Alberini.[7]

Santuario dell'Incidella[modifica | modifica wikitesto]

Retro del santuario dell'Incidella

Il Santuario dell'Incidella, che si trova lungo la strada che dal comune conduce alla frazione di Solaro e a Isorella, è un luogo di culto dedicato alla natività della Beata Vergine Maria e definito santuario perché l'edificio venne eretto a seguito di un miracolo ivi avvenuto nel 1653.[25] L'edificio, composto da un oratorio e da una chiesa con campanile, risale al XVII secolo ed è stato costruito in stile barocco su di una cappella preesistente.[26]
L'ingresso, costituito in passato da un porticato a tre arcate antistante la facciata della chiesa, è stato rimosso dopo che un camion nel 1960 lo aveva danneggiato in un incidente stradale e non è stato mai più ripristinato. Nella facciata si trovano un portale rifinito in marmo e un rosone ornato con vetri colorati.[25]

Architetture civili e militari[modifica | modifica wikitesto]

La casa torre

Edificio sito di fronte alla piazza principale del paese è il teatro comunale dedicato al politico bresciano Giuseppe Zanardelli, in stile Liberty, di recente ristrutturato. A fianco della piazza sorge la Casa Torre, resti di un fortino che un tempo costituiva l'accesso principale dell'antico borgo. Il torrione era infatti parte di un antico sistema murario oggi scomparso, circondato da un torrente e provvisto di un ponte levatoio attraverso il quale si accedeva al suo interno.[27]

La targa che ricorda il soggiorno di Garibaldi

La torre è oggi adibita a piccolo museo del territorio e in essa sono conservati i reperti archeologici rinvenuti nella zona del Castellaro. Un'antica leggenda di origine longobarda narra che al suo interno vi sia custodita una chioccia d'oro con pulcini.[28] Un altro edificio degno di attenzione è la casa dove soggiornò Giuseppe Garibaldi nel 1866, al cui interno vi sono oggi piccoli appartamenti, ma ove è ancora conservata, risparmiata dai recenti restauri, la targa commemorativa che ricorda la sosta dell'eroe.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Castellaro (Gottolengo).

A partire dai primi anni del secolo scorso, il territorio di Gottolengo fu oggetto di ricerche scientifiche e rinvenimenti archeologici. La zona in cui avvennero i primi ritrovamenti, oggi detta "Castellaro",[29] è un'area costituita da un basso altopiano posta ai limiti meridionali del centro abitato. Nella zona sono presenti testimonianze di insediamenti attribuibili a popolazioni quali i Galli Cenomani e i Romani,[30] custodite nel piccolo museo civico di Gottolengo ospitato all'interno della casa torre.[31] Nel corso degli anni da questo luogo sono riaffiorati vari oggetti di vita quotidiana, come rudimentali telai, armi, resti in bronzo e un prezioso corno in terracotta, considerato fra gli strumenti da suono più antichi del mondo.[32] Nel 1925 nella stessa zona venne rinvenuto il cosiddetto "Elmo celtico da Gottolengo", risalente alla fine del IV secolo a.C., ovvero all'epoca dell'insediamento dei Cenomani;[33] numerosi anche gli spilloni e altri materiali metallici rinvenuti,[34] come pure diverse testimonianze di lapidi romane, tra le quali quella inserita nell'abside della parrocchiale e un'altra che ricorda lo scioglimento di un voto ad Apollo.[12][35]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Fra l'Ottocento ed il Novecento alcuni gottolenghesi, come del resto molti italiani, emigrarono in cerca di fortuna nelle Americhe (USA e Argentina in particolare) o in Australia. Negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale la popolazione del comune raggiunse il suo picco più alto con 5225 abitanti. In quegli anni anche la frazione di Solaro, oggi deserta, contava circa 1500 residenti che abitavano nelle enormi cascine a corte tipiche della Val Padana e anche in alcune strutture pubbliche. Negli anni successivi una nuova ondata migratoria coinvolse il paese, con destinazione le grandi città del nord Italia come Milano, Torino, Genova e Brescia alla ricerca di lavoro nelle nascenti fabbriche.[7]

Abitanti censiti[36]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, come ormai molti altri dell'Italia e specialmente della val Padana, conta una significativa presenza di cittadini stranieri. Considerando le varie comunità presenti nel territorio, al 31 dicembre 2016 vi risiedono in totale 653 persone provenienti dall'estero, che rappresentano circa il 12,5% della popolazione totale. Le comunità maggiormente rappresentate sono:[37]

  1. India, 294
  2. Marocco, 138
  3. Romania, 62
  4. Senegal, 37
  5. Albania, 31
  6. Cina, 26

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto bresciano e Dialetto lombardo orientale.

Sul tutto il territorio comunale la lingua ufficiale è unicamente l'italiano. Tuttavia sul territorio è largamente diffuso l'utilizzo del dialetto bresciano, sia nella popolazione più anziana che in quella più giovane.[38]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale esiste un'unica parrocchia, appartenente alla diocesi di Brescia.[39]

Nella parrocchia di Gottolengo il percorso del Cammino neocatecumenale si è diffuso fin dal 1970, quando da Roma giunse un'équipe mista di religiosi e laici che, col benestare del vescovo, avviò una prima esperienza di percorso catechetico;[40] a tale diffusione contribuì anche la presenza del gottolenghese Mario Pezzi, considerato uno dei tre fondatori dell'iniziativa cattolica.[41] Da allora varie comunità hanno aderito al Cammino, oggigiorno nel comune ne sono presenti sei distinte.[40]

A cura della parrocchia viene stampato a tiratura trimestrale dal 1964 un bollettino parrocchiale, definito "giornale" per il suo formato da quotidiano, "Il Redone", i cui principali argomenti sono di carattere religioso, culturale e sociale.[42] La sede si trova nel centro pastorale di Gottolengo.

La religione maggiormente praticata in paese è, come per l'Italia, quella cattolica; gli stranieri invece sono in prevalenza induisti, sikh e musulmani. Nel paese esistono anche diverse famiglie di Testimoni di Geova.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Una festa della Madonna del Carmelo si tiene attorno alla metà del mese di luglio, a partire dal giorno in cui si venera la Madonna del Carmelo. I festeggiamenti durano circa una settimana e iniziano con la processione per le vie del paese: la statua mariana viene trasferita dalla chiesa di San Girolamo alla parrocchiale, dove rimane esposta per tutta la durata dell'evento. La festa è contornata dalla fiera del paese.[43]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale è presente un istituto comprensivo,[44] nella cui sede coesistono una scuola materna e una elementare, e del quale fa parte l'istituto di primo grado Luigi Sturzo. A Gottolengo si trova anche una scuola materna paritaria della Fondazione P. Caprettini.[45]

L'unico museo presente sul territorio è situato all'interno dell'antico fortilizio denominato "casa-torre", posto sulla destra di Piazza XX Settembre. Al suo interno sono custoditi reperti archeologici; la collezione si compone di oggetti litici e in metallo di uso quotidiano, vasellame vario, monete, resti di armi come coltelli e tessere di mosaico.

Media[modifica | modifica wikitesto]

In Gottolengo trasmette una piccola stazione televisiva, la TeleradioGottolengo, o più semplicemente TRG. La sede è gestita dai curati di Gottolengo e oggi alla sua guida vi è l'attuale prevosto. La programmazione è dedicata quasi esclusivamente ad informazioni a livello locale o religioso.[46]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro Zanardelli o teatro comunale visto dalla piazza

Il centro della cultura gottolenghese e un punto di riferimento di tutta la Bassa bresciana è il teatro Zanardelli, struttura liberty di fine Ottocento costruita su due piani rialzati in grado di ospitare fino a un massimo di 200 persone,[47][48] in cui ogni anno vengono proposte varie opere eseguite da diverse compagnie.[49] Le commedie dialettali sono spesso eseguite dall'unica compagnia teatrale con sede in Gottolengo, la "QUO VADIS", diffusa però solo a livello locale.[46]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto simbolo della tradizione agricola gottolenghese è la patata (una sagra della patata istituita nel 2002 si tiene generalmente nel mese di settembre),[50] la cui coltivazione ha visto riconosciuta la denominazione comunale d'origine.[51] Un altro prodotto tipico di Gottolengo è la marmellata.[52] Sono inoltre diffusi, seppur tipici anche di altri luoghi lombardi, i tortelli di zucca, da consumarsi secondo la tradizione durante la cena della vigilia di Natale, e lo spiedo alla bresciana.

Persone legate a Gottolengo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La casa-torre è ciò che oggi resta dell'antico sistema difensivo

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

La zona del centro attuale iniziò ad essere abitata dai Romani attorno alla seconda metà del II secolo a.C. I loro insediamenti erano però disomogenei e sparsi qua e là sul territorio senza una locazione fissa.[56]

Le cose iniziarono a cambiare con la venuta dei Longobardi: re Desiderio infatti donò Gottolengo agli abati della Badia Leonense, che a seguito delle invasioni degli Ungari del X secolo provvidero a fortificare il paese. Fu costruito un borgoforte circondato da un fossato e difeso da terrapieni, al cui interno si trovavano la curtis monastica con la casa del padrone, la chiesa e le case dei servi; al di fuori della cinta muraria c'erano invece i capanni dei contadini che in caso di pericolo potevano rifugiarsi entro il borgo fortificato.[57] In seguito al forte aumento della popolazione il borgoforte venne ampliato e attorno ad esso venne a crearsi un vero e proprio incastellamento ma, col passare del tempo e la nascita delle armi da fuoco, il sistema difensivo del borgo cadde in rovina.[58] Durante il periodo napoleonico il centro crebbe d'importanza e furono creati nuovi quartieri, le antiche mura ormai decadenti furono abbattute ed i vecchi fossati furono col tempo interrati, lasciando la casa torre come unica testimonianza dell'antico sistema murario.[59]

L'impronta urbanistica di Gottolengo da allora non è molto cambiata. Significativi furono solamente negli anni sessanta e settanta i lavori di costruzione di due piccoli villaggi marcolini. Oggi nel comune sorgono varie aree verdi (parchi), come previsto dal Piano Regolatore Generale, mentre la discarica, situata al di fuori del centro abitato, è stata riqualificata e riadattata agli standard vigenti; l'acquedotto comunale, sito in paese, è gestito dall'A2A così come tutta la rete fognaria gottolenghese e i servizi di depurazione.[60] Il territorio del paese non è soggetto ad alcun vincolo di tipo naturalistico e paesaggistico.[61]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Gottolengo comprende sette frazioni, tra le quali Solaro è storicamente la più importante. Le altre località, di modeste dimensioni e che contano poche decina di abitanti ciascuna, sono: Solerino, Baldone, Remaglie, Segalana, Monticelle Sopra e Osteria.[62]

Solaro[modifica | modifica wikitesto]

In passato Solaro è stata l'unica località importante di Gottolengo al di fuori del centro abitato principale. Il suo nome è di origine romana e deriva dalla parola latina Solarium che significa terrazzo soleggiato.[7]

Determinante per il paese è stato l'ausilio fornito dalla frazione soprattutto in tempo di guerra, durante il quale venne anche usato come un rifugio. Oggi la località è costituita da una vecchia cascina a corte tipica della campagna bresciana, attualmente disabitata, e da un'antica chiesa dedicata a Sant'Antonio abate, protettore degli animali e personaggio molto venerato nell'area gottolenghese.[63] Nella campagna circostante sorgono inoltre vecchie e nuove cascine circondate da campi coltivati. La frazione è collegata al paese tramite una strada comunale, che conduce fino all'imbocco della strada provinciale fra Ghedi ed Isorella.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Strada fra i campi a riposo in autunno

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Le prime massicce opere di bonifica nell'area vennero svolte dai monaci dell'abbazia di Leno che prosciugarono le zone paludose rendendole idonee per l'agricoltura e l'allevamento. Successivamente anche tra i secoli XVIII e XX furono intraprese importanti bonifiche, ma soprattutto opere di canalizzazione che resero la campagna gottolenghese simile a quella attuale. Il territorio è oggi quasi interamente dedicato alla pratica dell'agricoltura, molti infatti sono i campi coltivati con mezzi intensivi tipici della val Padana e del nord Italia. I principali prodotti della terra sono costituiti dal mais e dal frumento ma, seppur in maniera minore, parte del raccolto è costituito anche dalla soia e dalla patata.[64]
L'allevamento bovino, quello di pollame così come quello suinicolo sono molto sviluppati, mentre è assente quello ovino. Nel paese è praticata pure l'apicoltura.[65]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Le prime fabbriche, operanti solamente nel settore tessile, sorsero durante la dominazione veneta; tuttavia il vero boom industriale avvenne negli anni sessanta quando l'intera zona della Bassa Bresciana venne decretata area economicamente depressa. Ciò comportò un notevole stanziamento di fondi e agevolazioni fiscali affinché la creazione di vere e proprie industrie moderne fosse incentivata; pertanto solamente a partire da quegli anni iniziò un processo di diversificazione industriale.[66]
Gottolengo è conosciuto per le sue marronate (dolce di castagne prodotto con i marroni della Val Camonica) è inoltre la patria della cotognata bresciana. Nel comune sorge infatti una fabbrica a conduzione familiare che fin dalla prima metà dello scorso secolo produce mostarde e salse varie.[52] Altri stabilimenti presenti nel comune sono quelli in cui vengono fabbricati i punti metallici, quelli dell'industria meccanica, quelli che operano nel settore dell'elettricità e nelle industrie casearie e alimentari.[65]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Brescia.

Le principali arterie che servono il comune sono la strada provinciale VIII, che lo collega con Leno a nord e con Gambara a sud e la strada provinciale 11 (ex strada statale 11 Padana Superiore), che da Pavone del Mella attraversa Gottolengo e prosegue verso Isorella.[67]

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1914 e il 1932 la stazione di Gottolengo era servita da una tranvia della rete tranviaria extraurbana di Brescia, la Brescia-Ostiano, che si diramava verso Gambara dal bivio di Pavone del Mella.[68]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale insiste nella sottorete di trasporto pubblico locale della provincia di Brescia che ricomprende la Bassa pianura bresciana, l'area del Sebino e la Franciacorta. L'esercizio della mobilità interurbana in tale sottorete è garantito dagli autoservizi effettuati dal consorzio Trasporti Brescia Sud, costituito dalle società SIA, SAIA Trasporti e da APAM.[69]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci di Gottolengo dalla fine della Seconda Guerra mondiale:[70]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1951 Battista Antonini Sindaco
1951 1958 Oreste Benvenuti Sindaco
1959 1960 Amedeo Andrini Sindaco
1960 1962 Mario Frigerio Sindaco
1962 1964 Amedeo Andrini Sindaco
1965 1975 Cesare Gibellini Sindaco
1975 1979 Giorgio Mattarozzi Sindaco
1979 1993 Giuliana Pezzi Sindaco
1993 1997 Sergio Antonini Sindaco
1997 2002 Romano Manfredi Sindaco
2002 2012 Giuliana Pezzi Sindaco
2012 in carica Giacomo Massa lista civica Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzetto dello sport

Attività sportiva rilevante di Gottolengo è la pallavolo, con la società pallavolistica femminile Juvolley che milita nel campionato di serie D,[71] ma che è giunta a disputare il campionato di serie A negli anni settanta.[72] Altri sport sono praticati a livello amatoriale, come il calcio, il karate e la pallacanestro.

L'impianto sportivo più importante è il palazzetto dello sport,[73] costruito negli anni novanta, comprendente campo da calcio in erba, due campi da tennis e una palestra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Gottolengo", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7..
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 312.
  4. ^ T.Romano, p. 229
  5. ^ Bassa bresciana, bresciaonline.it. URL consultato il 6 giugno 2014.
  6. ^ P.Lucini
  7. ^ a b c d e f g h i j Storia di Gottolengo, gottolengo.com. URL consultato il 31 maggio 2014.
  8. ^ a b Dati territoriali su Gottolengo, comuni-italiani.it. URL consultato il 2 giugno 2014.
  9. ^ Bonaglia 1985, pp. 107-109.
  10. ^ Schiapparelli 1924, p. 323.
  11. ^ P.Lucini, pp. 88-89.
  12. ^ a b CIL V, 04131.
  13. ^ Il "dominatus" dell'abbazia di San Benedetto di Leno, www1.popolis.it. URL consultato il 2 settembre 2017 (archiviato dall'url originale l'11 luglio 2014).
  14. ^ A.Bonaglia, p. 151.
  15. ^ Stemma del comune di Gottolengo, comuni-italiani.it. URL consultato il 30 settembre 2008.
  16. ^ A.Bonaglia e M.T.Celsa, p. 163.
  17. ^ Fappani e Andrico, p. 291.
  18. ^ Albertini, Cerioli, p. 116.
  19. ^ Claudio Mafrici, I binari promiscui. Nascita e sviluppo del sistema tramviario extraurbano in provincia di Brescia (1875-1930), in Quaderni di sintesi, vol. 51, novembre 1997, pp. 173-181.
  20. ^ B.Zamboni, pp. 56-57.
  21. ^ a b c Chiesa Parrocchiale Ss. Pietro e Paolo, parrocchiagottolengo.it. URL consultato il 30 agosto 2017.
  22. ^ A.Bonaglia, pp. 209-210.
  23. ^ A.Bonaglia, pp. 215-216.
  24. ^ A.Bonaglia, p. 217.
  25. ^ a b Luoghi di culto - Santuario della Madonna dell'Incidella, parrocchiagottolengo.it. URL consultato il 30 agosto 2017.
  26. ^ A.Superfluo, p. 81.
  27. ^ A.Bonaglia, Cartine allegate
  28. ^ Superfluo, p. 35.
  29. ^ Si definiva castellaro una piccola fortificazione, in genere posta su di un'altura o una collina, utilizzata dagli abitanti a difesa di un nucleo abitativo al suo interno.
  30. ^ Comune di Gottolengo - Cenni storici, gottolengo.com. URL consultato il 10 giugno 2014.
  31. ^ Museo civico di Gottolengo, beniculturali.it. URL consultato il 31 agosto 2017.
  32. ^ Lucini, p. 200.
  33. ^ Elmo celtico da Gottolengo, turismobrescia.it. URL consultato il 31 agosto 2017.
  34. ^ Carancini, p. 100.
  35. ^ CIL V, 04127
  36. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  37. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2016 - Comune: Gottolengo, demo.istat.it.
  38. ^ Beretta.
  39. ^ Diocesi di Brescia - Le parrocchie della diocesi, diocesi.brescia.it. URL consultato il 31 maggio 2014.
  40. ^ a b Cammino neocatecumenale, parrocchiagottolengo.it. URL consultato il 30 agosto 2017.
  41. ^ Sandro Magister, Liturgia. Benedetto XVI riporta i neocatecumenali sul retto cammino, in L'Espresso, 27 dicembre 2005. URL consultato il 21 giugno 2009.
  42. ^ Il Redone, parrocchiagottolengo.it. URL consultato il 30 agosto 2017.
  43. ^ I festeggiamenti della Madonna del Carmelo, gottolengo.com. URL consultato il 03 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2008).
  44. ^ Istituto Comprensivo di Gottolengo, icgottolengo.it. URL consultato il 3 settembre 2017.
  45. ^ Le scuole a Gottolengo, comuni-italiani.it. URL consultato il 3 settembre 2017.
  46. ^ a b Enti e associazioni, gottolengo.com. URL consultato il 2 settembre 2017 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2012).
  47. ^ Documenti su Gottolengo (PDF), ancebrescia.it. URL consultato il 2 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2004).
  48. ^ Comune di Gottolengo - Cenni storici, gottolengo.com. URL consultato il 3 settembre 2017.
  49. ^ Compagnia teatrale che opera nel teatro gottolenghese, ilnodo.com. URL consultato il 18 novembre 2008.
  50. ^ Sagra della patata di Gottolengo e dei Sapori della Provincia di Brescia, provincia.brescia.it. URL consultato il 3 settembre 2017.
  51. ^ La De.Co di Gottolengo, denominazionecomunale.it. URL consultato il 3 settembre 2017.
  52. ^ a b DOP IGP - Andrini marmellate, soloprodottiitaliani.it. URL consultato il 1 settembre 2017.
  53. ^ La lady con i piedi sporchi, dall’Inghilterra a Brescia, quibrescia.it. URL consultato il 1 settembre 2017.
  54. ^ Lucini 1988, p. 86.
  55. ^ Franco Vanni, La Gelmini era la mia allieva più brava le parole sui prof del Sud mi hanno ferita, in La Repubblica, 26 agosto 2008. URL consultato il 1 settembre 2017.
  56. ^ A.Bonaglia, p. 240.
  57. ^ A.Bonaglia, p. 241.
  58. ^ A.Bonaglia, p. 247.
  59. ^ A.Bonaglia, pp. 248-249.
  60. ^ I servizi di A2A nei comuni bresciani, a2acicloidrico.eu. URL consultato il 2 settembre 2017.
  61. ^ Dati Urbanistici su Gottolengo, gottolengo.com. URL consultato il 2 settembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2012).
  62. ^ Le frazioni di Gottolengo e dati sul comune, italia.indettaglio.it. URL consultato il 1 settembre 2017.
  63. ^ A.Superfluo, p. 59.
  64. ^ L'agricoltura in generale nella Bassa Bresciana, pianurabresciana.com. URL consultato il 3 settembre 2017.
  65. ^ a b Lista delle attività economiche di Gottolengo, impresaitalia.info. URL consultato il 1 settembre 2017.
  66. ^ D.Paoletti, pp. 16-24.
  67. ^ Provincia di Brescia - rete stradale 2013, sit.provincia.bs.it. URL consultato il 1 settembre 2017.
  68. ^ Claudio Mafrici, I binari promiscui - Nascita e sviluppo del sistema tramviario extraurbano in provincia di Brescia (1875-1930), in Quaderni di sintesi, vol. 51, novembre 1997.
  69. ^ Conosci Brescia - Autobus e autolinee, bresciaonline.it. URL consultato il 1 settembre 2017.
  70. ^ Dati tratti dall'archivio del comune di Gottolengo
  71. ^ Società di pallavolo gottolenghese, juvolley.com. URL consultato il 3 settembre 2017.
  72. ^ S.Messineo, p.105.
  73. ^ Palasport, juvolley.com. URL consultato il 3 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Albertini e Claudio Cerioli, Trasporti nella Provincia di Cremona - 100 anni di storia, 2ª ed., Cremona, Editrice Turris, 1994, p. 116, ISBN 88-85635-89-X.
  • Piero Barocelli, Il Castellaro di Gottolengo, Brescia, 1971, SBN IT\ICCU\SBL\0449907.
  • Claudio Beretta (a cura di), Parlate e dialetti della Lombardia. Lessico comparato, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51475-2.
  • Angelo Bonaglia, Gottolengo dalle origini neolitiche all'età dei comuni: Sec. XXIII a.C. - Sec. XIII d.C., Brescia, Apollonio, 1985, OCLC 878105766.
  • Angelo Bonaglia, Gottolengo: 1250-1500 Storia e documenti, Cigole, 2003, SBN IT\ICCU\LO1\1120012.
  • Angelo Bonaglia e Maria Teresa Celsa, Gottolengo: il Cinquecento Storia e documenti, Cigole, 2007, OCLC 213409267.
  • Angelo Bonaglia e Alberto Superfluo, Gottolengo: il Seicento Storia e documenti, Cigole, 2007, OCLC 213260064.
  • Gian Luigi Carancini, Die Nadeln in Italien, 1975, C.H. Beck, ISBN 3-406-00760-0.
  • Antonio Fappani e Gian Mario Andrico (a cura di), Agro bresciano "La Bassa fra Chiese e Mella, Roccafranca, 1998, ISBN 88-8486-120-9.
  • Dezio Paoletti, Bassa Bresciana: un patrimonio ambientale e culturale da conoscere e valorizzare, Bagnolo Mella, 1987. ISBN non esistente
  • Pierino Lucini, Reperti preistorici, in Gottolengo dalla preistoria alla romanità, Brescia, 1988, OCLC 749787179.
  • Salvatore Messineo, La storia della pallavolo bresciana, La compagnia della stampa, Roccafranca, 2003, ISBN 88-8486-050-4.
  • Tommaso Romano, ...'na quàt paròlå dèlå Bàså Bresànå, San Zeno Naviglio, 1998, SBN IT\ICCU\LO1\1575424.
  • Luigi Schiapparelli, I diplomi dei re d'Italia del secolo X, Roma, 1924. ISBN non esistente
  • Alberto Superfluo, L'oratorio della Madonna d'Incidella in Gottolengo, Brescia, 1978. ISBN non esistente
  • Baldassarre Zamboni, A sua Eccellenza il N.H. Gianfranco Sagredo, senatore chiarissimo, eletto protettore della Comunità di Gottolengo, Brescia, 1784. ISBN non esistente

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