Vestone

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Vestone
comune
Vestone – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Giovanni Zambelli (Lega Nord) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°42′N 10°24′E / 45.7°N 10.4°E45.7; 10.4 (Vestone)Coordinate: 45°42′N 10°24′E / 45.7°N 10.4°E45.7; 10.4 (Vestone)
Altitudine 318 m s.l.m.
Superficie 12,96 km²
Abitanti 4 384[1] (30-11-2015)
Densità 338,27 ab./km²
Frazioni Nozza, Promo, Mocenigo e Capparola.
Comuni confinanti Barghe, Bione, Casto, Lavenone, Mura, Pertica Alta, Pertica Bassa, Preseglie, Provaglio Val Sabbia, Treviso Bresciano
Altre informazioni
Cod. postale 25078
Prefisso 0365
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017197
Cod. catastale L812
Targa BS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti vestonesi
Patrono Visitazione B.V.M.
Giorno festivo 31 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vestone
Vestone
Posizione del comune di Vestone nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Vestone nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Vestone (Vistù in dialetto bresciano[2]) è un comune italiano di 4 384 abitanti[1] della provincia di Brescia in Valle Sabbia, Lombardia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune appartiene alla Comunità Montana della Valle Sabbia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella piana di Mocenigo, sono state ritrovate lame e raschiatoi di silice, probabile segno di insediamento preistorico[3].

Si suppone che il nucleo dell'abitato di Vestone fosse, in epoca preromana, occupato dal villaggio-capitale degli Stoni, una delle tre popolazioni euganee secondo lo storico romano Plinio il Vecchio, chiamato appunto Stonos (da qui proverrebbe anche il moderno toponimo Vestone).[4] Nel 118 a.C, durante la campagna di Quinto Marcio Re nella regione, Stonos viene conquistata dai Romani, anche se la zona, così come le sue popolazioni (gli Stoni e i Triumplini) non vennero assoggettate completamente fino al regno di Ottaviano Augusto.[4] Di epoca romana, è la presenza nella frazione di Nozza di un altro insediamento, militare o civile del I secolo a.C.[3].

La Rocca di Nozza fu edificata sopra una formazione rocciosa che crea una strettoia strategica nel passaggio verso sud. Risulta citata per la prima volta nel 1198, in qualità di prigione per sessanta nobili bresciani[5]. Grazie alla presenza della Rocca, si formò sia un polo commerciale di passaggio sia un modesto agglomerato urbano dell'attuale frazione di Nozza, che risulta essere la parte più antica dell'odierno comune di Vestone[3].

Il 3 novembre 1401 l'imperatore del Sacro romano Impero, Roberto del Palatinato, concesse ad Alberghino da Fusio il feudo della media Valle Sabbia. Tra il 1410 e il 1425 la rocca risulta affidata da Pandolfo III Malatesta, a quel tempo signore di Brescia, ad un certo Galvano di Nozza. Nel 1427 la valle giurò fedeltà alla Repubblica di Venezia[5].

Nel 1580, secondo la tradizione orale, durante la sua visita apostolica della Valle Sabbia, san Carlo Borromeo chiese di ampliare l'abitato di Promo verso il fondovalle allo scopo di unirlo all'abitato di Vestone. Nella chiesa romanica di San Lorenzo sono ancora conservati affreschi risalenti al 1533[3].

Nel 1797, a seguito dell'occupazione del bresciano da parte delle truppe dell'Armata d'Italia e l'istituzione della repubblica cisalpina, sia Nozza sia Vestone rimasero municipalità distinte e fecero parte del distretto delle Fucine con il primo paese in qualità di capoluogo[6].

Nel 1928 con regio decreto 3 agosto 1928, n. 1980, il comune di Nozza fu soppresso e il territorio fu aggregato a Vestone.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dall'ex strada statale del Caffaro Brescia-Sarche di Calavino, dal 2001 gestita dalla provincia di Brescia e da questa numerata come strada provinciale BS 237. Dall'abitato principale si distaccano due provinciali: la 55, che collega il paese a Forno d'Ono, e la 56, che invece si dirige a Treviso Bresciano. Dalla frazione Nozza si diramano altre due provinciali: la III diretta a Brozzo di Marcheno e la 50 diretta a Tavernole sul Mella[8].

Il comune è servito dalla sottorete provinciale dei servizi automobilistici interurbani denominata "Brescia Nord" la quale è gestita dal consorzio Trasporti Brescia Nord.

Tra il 1886 e il 1932, Vestone ospitò inoltre una stazione dell'tranvia Brescia-Vestone-Idro, la cui tratta finale da qui fino a Idro era stata costruita durante la prima guerra mondiale per esigenze belliche[9].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 maggio 1990 14 giugno 2004 Luigi Bruno Bianchi PSI poi lista civica Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Emanuele Corli Lega Nord Sindaco
8 giugno 2009 in carica Giovanni Zambelli Lega Nord Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato scelto come sede di partenza della ventunesima ed ultima tappa del Giro d'Italia 2007 (Vestone-Milano di 185 km).

Personalità legate a Vestone[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2015.
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ a b c d Vestone - Valsabbia, valsabbia.eu.
  4. ^ a b Giovanni Pietro Comparoni, Giacomo Comparoni, Storia delle Valli Trompia e Sabbia, Salò 1805, p.11, http://books.google.it/books?id=ehI5AAAAcAAJ&pg=PA11&lpg=PA11&dq=stonos+vestone&source=bl&ots=zQQWezIzec&sig=TjfGovYSsBygkJwyUr63CVottwU&hl=it&sa=X&ei=bt5sU6WFJoeM7Qad44D4CQ&ved=0CDIQ6AEwAA#v=onepage&q=stonos%20vestone&f=false
  5. ^ a b Comune di Vestone - Cosa vedere, comune.vestone.bs.it.
  6. ^ Comune di Vestone - Storia, comune.vestone.bs.it.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Cartografia della rete stradale provinciale (PDF), provincia.brescia.it. URL consultato il 5 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2012).
  9. ^ Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda - Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Brescia, Grafo, 2004. ISBN 8873856330.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN148605652