Centro Sportivo Italiano

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Centro Sportivo Italiano
Logo Centro Sportivo Italiano
Fondazione 1944
Colori sociali Blu (CMYK 100%-90%-0%-0%)/ Arancio (CMYK 0%-70%-100%-0%)
Inno Dove ogni maglia ha un'anima
Marco Spaggiari
Nazione Italia Italia
Confederazione Comitato Olimpico Nazionale Italiano
Sede Italia Roma
Presidente Italia Vittorio Bosio
Motto Chiamati ad educare con lo sport
Sito ufficiale www.csi-net.it/

Il Centro Sportivo Italiano (C.S.I.) è un'organizzazione non a scopo di lucro nazionale, principalmente fondata sul volontariato, riconosciuta quale Ente di promozione sportiva ed Associazione di promozione sociale che promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell'uomo e della storia nel servizio alle persone e al territorio.

Indice

Missione[modifica | modifica wikitesto]

Educare attraverso lo sport è la missione del Centro Sportivo Italiano, in quanto vuole rispondere ad una domanda di sport qualificata sul piano culturale, umano e sociale. Promuove lo sport come:

  • strumento di prevenzione verso alcune particolari patologie sociali (quali la solitudine, le paure, i timori, i dubbi, le devianze dei più giovani);
  • un'attività sportiva organizzata, continuativa, seria, promossa da educatori, allenatori, arbitri, dirigenti consapevoli del proprio "mandato" educativo;
  • proposta sportiva nel rispetto delle età e dei bisogni di ciascun atleta, permettendogli in tal modo di scoprire il meglio di sé, di imparare a conoscere il proprio corpo, a valorizzarlo, a stimarlo.

Nonostante l'attività organizzata sia dal punto di vista organizzativo del tutto simile a quella portata avanti dalle Federazioni competenti, il CSI promuove una visione dello sport diversa basata sulla morale cattolica con particolare attenzione al nucleo dell'oratorio; in quest'ottica ogni singolo cittadino può trovare uno "sport su misura", cioè una attività sportiva nella quale si confronta con altre persone di pari capacità tecnica (ad esempio, dividere atleti della stessa età con programmi tecnici diversificati e di difficoltà crescente).

La filosofia viene riassunta dalla frase "ad ognuno il proprio sport", cioè uno sport dove ognuno può trovare espressione e opportunità per sé stesso, dal punto di vista tecnico come anche da quello economico.

Da sempre, attiva nelle "periferie sociali" del Paese, dove lo sport può essere occasione di integrazione e di contrasto alla emarginazione e alla malavita, la sua azione si è estesa anche verso le "periferie del mondo". Dal 2010 è infatti attiva la "Campagna di Volontariato Sportivo Internazionale" denominata CSI per il mondo, iniziata ad Haiti a seguito del devastante terremoto e poi via via estesa in Camerun, in Albania e nella Repubblica Centrafricana nell'estate 2015, con lo scopo di portare, attraverso lo sport, un sorriso nei paesi dove la grande povertà crea nei giovani problemi sociali che aggravano quelli economici.

Riconoscimenti istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro Sportivo Italiano è riconosciuto:

Inoltre:

Convenzioni con le Federazioni Sportive Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • FCI (Federazione Ciclistica Italiana)
  • FIN (Federazione Italiana Nuoto)
  • FIP (Federazione Italiana Pallacanestro)
  • FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera)
  • FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali)
  • FIT (Federazione Italiana Tennis)
  • FGI (Federazione Ginnastica d'Italia)
  • FIWuK (Federazione Italiana Wushu Kung Fu)
  • FITET (Federazione Italiana Tennistavolo)
  • FIBa (Federazione Italiana Badminton)
  • FCrI (Federazione Cricket Italiana)
  • FIPe (Federazione Italiana Pesistica)
  • FISO (Federazione Italiana Sport Orientamento)
  • FIBiS (Federazione Italiana Biliardo Sportivo)
  • FIPT (Federazione Italiana Palla Tamburello)
  • FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale)

Accordi di collaborazione[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antesignano: la nascita della FASCI nel 1906[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro Sportivo Italiano è la più antica associazione polisportiva attiva in Italia. La sua fondazione risale al 1944, su iniziativa della Gioventù italiana di Azione Cattolica, idealmente volendo proseguire l'esperienza della Federazione delle associazioni sportive cattoliche italiane (FASCI). Essa fu creata nel 1906 sempre dall'Azione Cattolica e poi sciolta nel 1927 in esecuzione del Regio Decreto 6 novembre 1926, n. 1848 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - TULPS), che stabiliva lo scioglimento di tutti i partiti, sindacati, associazioni e organizzazioni non fasciste e che venne emanato d'urgenza dal Governo fascista, appena una settimana dopo il fallito attentato subito da Benito Mussolini ad opera del giovanissimo anarchico Anteo Zamboni a Bologna in occasione del nuovo Stadio Littoriale (ora Stadio "Renato Dall'Ara"). Successivamente allo scioglimento di tutte le associazioni e organizzazioni politicamente "laiche", le varie attività di rilevanza sociale e di massa, ivi comprese quelle sportive, passarono sotto la gestione ed i programmi del Partito Fascista e degli organi di governo locali e nazionali, senza più possibilità di vita democratica e libera iniziativa.

La (ri)fondazione del Centro Sportivo Italiano[modifica | modifica wikitesto]

All'indomani dell'Armistizio del '43, preso atto che con la caduta del Governo Fascista decadevano anche alcuni degli effetti del TULPS, vi fu in Italia un rapido rifiorire del mondo associativo e politico; il 5 gennaio 1944 la direzione generale dell'Azione Cattolica approvava su proposta del prof. Luigi Gedda, l'iniziativa di intraprendere la (ri)costituzione di un organismo specializzato per lo sport, questa volta con la denominazione di "Centro Sportivo Italiano". Pur dichiarandosi quale prosecuzione ideale della Federazione delle associazioni sportive cattoliche italiane, la stessa nuova denominazione, nei confronti della precedente, voleva indicare una precisa apertura apostolica verso tutta la gioventù italiana e non più limitarsi alle sole associazioni sportive cattoliche, seguendo in sostanza ciò che era avvenuto nella società civile del Paese durante il Ventennio fascista: l'effetto positivo della trasformazione dello sport da fenomeno elitario a fenomeno di massa. Nella primavera del '44 una apposita commissione, nominata dalla Presidenza centrale dell'Azione Cattolica, redige pertanto una bozza di statuto e di regolamento organico. Nell'autunno del 1944 viene approvato il primo Statuto del CSI, che pone a fondamento dell'azione associativa il fine di "sviluppare le attività sportive ed agonistiche guardando ad esse con spirito cristiano, e cioè come ad un valido mezzo di salvaguardia morale e di perfezionamento psicofisico dell'individuo": questo sport dalla forte valenza educativa va esteso al "maggior numero possibile di individui". È il principio cardine dell'Associazione: il CSI è promosso da cristiani, ma è aperto a tutti e collabora con quanti si impegnano per uno sport a servizio dell'uomo. La nuova associazione, che muove i primi passi in un'Italia ancora divisa in due, afferma nella nascente Italia democratica il diritto dei cittadini ad associarsi liberamente per praticare un'attività sportiva. In un Paese interamente da ricostruire, dove anche gli impianti sportivi mostrano i segni della guerra appena terminata, lo sport del CSI si forma inizialmente all'ombra dei campanili: le sue Società sportive si coagulano attorno agli Uffici Sportivi Diocesani e sono espressione, per la maggior parte, di Parrocchie e Istituti religiosi.

Papa Pio XII il "Papa degli sportivi"[modifica | modifica wikitesto]

Se Luigi Gedda è lo stratega della organizzazione cattolica dello sport, è tuttavia Papa Pio XII che ne definisce gli obiettivi ideali, i princìpi educativi, le finalità morali. È stato scritto che Papa Pio XII "ultimo papa d'una chiesa ierocratica in una visione simbolica post conciliare, è invece tra i primi, forse il primo, pienamente inserito in una società di massa" e che "ebbe il senso vivissimo dei mezzi di comunicazione di massa, cogliendone il potere reale e dedicando ad essi grande cura". Anzi si può affermare che Papa Pio XII fece degli strumenti di comunicazione di massa uno dei mezzi privilegiati per l'instaurazione di quella società cristiana che costituì uno dei tratti più significativi del suo pontificato. Lo sport rientrava fra gli strumenti di comunicazione di massa: non a caso, nei suoi vari discorsi il riferimento allo sport è frequente e sicuramente per assiduità non ha precedenti coi suoi predecessori. A ulteriore conferma dell'interesse di Papa Pio XII in materia di sport resta anche tutta una serie di significativi episodi che inauguravano uno stile del tutto nuovo. Nel 1946 riceveva, ad esempio, ed era la prima volta nella sua trentennale storia, la carovana del Giro d'Italia, secondo una consuetudine che si sarebbe negli anni ripetuta. Un episodio significativo dell'attenzione pacelliana allo sport si ha nella pubblica menzione che Papa Pio XII fece di Gino Bartali in un discorso ufficiale. Il 7 settembre 1947, dinanzi agli Uomini di Azione Cattolica in piazza San Pietro, così si esprimeva:

« Il tempo della riflessione e dei progetti è passata. È l'ora dell'azione. La dura gara di cui parla San Paolo è in corso. Siate pronti. È l'ora dello sforzo intenso. Anche pochi istanti possono decidere la vittoria. Guardate il vostro Gino Bartali, membro dell'Azione Cattolica: egli ha più volte guadagnato l'ambita maglia. Correte anche voi in questo campionato ideale, in modo da conquistare una ben più nobile palma »
(Papa Pio XII)

L'immediato dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nell'immediato dopoguerra il CSI si fa promotore di innovative proposte di attività sportiva, modellate per le diverse fasce di popolazione. Nei mesi di maggio e giugno 1945 il CSI organizza, con la collaborazione tecnica delle Federazioni sportive nazionali e del CONI, i Campionati Studenti Medi. Hanno fatto seguito, nei mesi estivi, i Campionati Sportivi del Lavoratore, ideati e lanciati dal CSI al quale si sono poi uniti il CONI, l'ENAL e la CGIL. Nel 1945, in collaborazione con la GIAC, nascono anche i Campionati Studenteschi, che promuovono la pratica sportiva nelle scuole di tutta Italia, mentre nei primi mesi del 1949 debuttano i Campanili Alpini (in collaborazione con la FISI e il settimanale per ragazzi della GIAC "Il Vittorioso") e, successivamente, i Campanili Marini, che mirano a diffondere, rispettivamente gli sport invernali e natatori, in ogni Comune tra gli italiani delle diverse età. Contemporaneamente si organizzano su tutto il territorio nazionale anche attività di tipo tradizionale, in accordo e collaborazione con le Federazioni Sportive Nazionali. Negli anni successivi si replica con intensità crescente. Si gioca e si gareggia dappertutto sotto i colori blu-arancio del CSI: non solo nei cortili delle Parrocchie, ma anche negli stadi, nelle piazze, sulle strade. Nascono il Trofeo della Montagna (1946), organizzato, in collaborazione con gli Alpini, per i "militari, valligiani e cittadini"; Ju Sport, per i ragazzi dai 10 ai 14 anni; sport Vitt e le Olimpiadi Vitt, per i giovani dai 16 ai 20 anni. Seguirà anche Arcobaleno sport: una serie di attività adatte ai ragazzi, che si articolano in otto trofei dai colori dell'arcobaleno e comprendono pallacanestro, nuoto, atletica leggera, pallavolo, calcio, rugby educativo, pattinaggio, tennistavolo.

La ricorrenza del primo decennio del Centro Sportivo Italiano[modifica | modifica wikitesto]

« Lievito di cristianesimo voi dunque sarete negli stadi, sulle strade, sui monti, al mare, ovunque si innalza con onore il vostro vessillo »
(Papa Pio XII, Udienza per il primo decennio del CSI)

Nell'ottobre 1955 il CSI festeggia a Roma i primi dieci anni di vita. L'idea di un raduno romano del CSI era nata come omaggio a Papa Pio XII, "Il Papa degli sportivi", nel suo ottantesimo compleanno e nel quindicesimo di pontificato. La ricorrenza del decennale di fondazione fu vista anche come l'occasione propizia per ribadire al Paese intero la propria vocazione. A quell'appuntamento il CSI si presentava forte di un'organizzazione diffusa ormai in tutta la penisola: 17 Comitati regionali, 92 Comitati provinciali, 60 Comitati zonali, 3.000 Società sportive, circa 80.000 tesserati.

Il CSI diede vita a tre grandi manifestazioni sportive:

  • i "Campionati nazionali di atletica leggera";
  • il "Criterium giovanile ciclomotoristico delle Nazioni";
  • il "Gran Premio del Decennio" di ciclismo.

La mattina del 9 ottobre, assieme alle atlete della FARI e gli atleti di molte Federazioni sportive nazionali con i loro dirigenti (circa 50.000 persone), il Csi sfilò (rappresentando tutti gli sport e tutte le regioni) per le vie di Roma fino a Piazza San Pietro, dove li attendeva un'udienza concessa da Papa Papa Pio XII.

Papa Pio XII esortò il Csi affinché lo sport, fonte di beni fisici ed etici, venisse proposto a tutti i giovani, anche ai più disagiati. Attraverso il Csi Chiesa cattolica "compie ed integra ciò che manca ad un'idea, ad un'attività, ad un'opera, che per eccessi o per difetti o per assenza di fondamenti ideali non siano pari, se non addirittura contrari, alla dignità cristiana".

Ai giovani dell'immediato dopoguerra lo sport veniva proposto come un'alternativa esistenziale, cioè un ideale di vita coraggioso, ottimista, superiore ai meri interessi e preoccupazioni materiali: una proposta di rinnovamento totale di tutta la persona, anima e corpo, attraverso un'attività sportiva sanamente intesa. Compito dell'istituzione sportiva cattolica non diviene soltanto quello di agire, perseverare e conservare, ma anche quello di animare cristianamente, dal di dentro, i valori temporali, soprattutto con la forza dell'esempio.

L'avvenimento trovò diffusione anche nei cinegiornali e la stampa impegnò alcune grandi firme nel commento. Le critiche di parte non mancarono e talvolta toccarono punte di involontaria comicità:

  • L'Unità polemizzò sui presunti costi del raduno
  • Il Paese trovò ingiusto che si fossero sventolate le bandiere tricolori facendo "fremere nella tomba le ossa di Mazzini e Garibaldi";
  • Il Lavoro parlò di messa in scena grandiosa che nascondeva la pochezza dello sport del CSI;
  • Il Borghese fece finta di stupirsi perché non era stata inviata "alla cittadinanza romana nessuna cartolina precetto per assistere alla sfilata".

Il Centro Sportivo Italiano e lo sport nella scuola[modifica | modifica wikitesto]

Quando, il 10 febbraio 1945, Stadium riprese le pubblicazioni dopo diciotto anni di silenzio imposti dal fascismo e dalla guerra, sulla prima pagina della rinnovata pubblicazione i due articoli di apertura erano dedicati al problema dello sport scolastico, che evidentemente l'Associazione riteneva fondante per la rinascita della vita sportiva nel Paese. Lo sport nella scuola era una questione antica, radicata. Nell'Italia della prima metà del XX secolo l'idea di rendere lo sport una pratica diffusa in tutta la società si era pian piano affermata. Lo sport, però, era rimasto sostanzialmente estraneo alla scuola, nella quale ci si limitava ad una generica attività di educazione fisica. Le cose non erano mutate durante il periodo fascista. Il regime aveva usato larghezza di mezzi per diffondere lo sport, sia pure con intenti paramilitari e propagandistici, eppure non aveva saputo superare l'equazione scuola=ginnastica. Quando, terminata la guerra, fu necessario pensare anche al riassetto dello sport italiano, la questione dello sport scolastico tornò a galla. Il CSI aveva una visione globale del problema. La scuola, diceva, non può essere un tempio o una tana. I giovani alunni devono poter fare attività sportiva all'aria aperta, sui campi di gioco e nei cortili. L'educazione fisica concepita come ginnastica non può bastare, oltretutto è ripetitiva e noiosa; meglio allora che lo sport entri nella scuola o, piuttosto, che la scuola esca nello sport. Nella primavera del 1945 il CSI organizzò nell'Italia centro-meridionale (il Nord doveva ancora essere liberato) i Campionati per studenti medi, denominati "Trofeo CONI". L'Associazione mise a disposizione le sue strutture tecniche ed organizzative che resero possibile organizzare anche gare locali di atletica, ciclismo, tennis, calcio, scherma, pallacanestro. L'iniziativa prese subito piede e venne approvata dal ministero della pubblica istruzione, che impartiva disposizioni al riguardo ai Provveditorati agli Studi. L'anno successivo l'iniziativa fu promossa su tutto il territorio nazionale e nacquero i Campionati Studenteschi. Nel 1946 il programma fu notevolmente potenziato. sport obbligatori divennero atletica, calcio, ciclismo, ginnastica, pallacanestro; come sport facoltativi furono scelti pattinaggio, pallavolo, rugby, tennis e scherma. Invariati rimasero il limite minimo di età dei partecipanti (dai 13 ai 14 anni, secondo gli sport) e la scelta di programmi tecnici impostati in modo da rispettare la giovane età degli iscritti. All'inizio i Campionati Studenteschi ebbero carattere esclusivamente locale e si esaurirono con le finali provinciali (il calcio terminava a livello locale); più tardi, nel 1950, il programma dei Campionati Studenteschi cominciò a comprendere le finali nazionali, aperte a selezioni provinciali. Nel frattempo avevano preso il via i Campionati Studenteschi di sport invernali. I Campionati Studenteschi, che ad un certo punto cambiarono il nome in "Criterium Studenteschi", ebbero vita quasi ventennale. Anche quando, con il trascorrere degli anni, il programma tecnico dei Campionati Studenteschi divenne più complesso, con un numero maggiore di sport e di fasi, l'intera macchina organizzativa continuò ad essere gestita dal Centro Sportivo Italiano attraverso i suoi Comitati provinciali. Da ricordare anche che nel 1949 i Campionati nazionali studenteschi furono organizzati insieme dal CSI e dalla FARI; mentre nel 1962 la FARI organizzò i Criterium Studenteschi femminili.

Le celebrazioni per il ventennio del Centro Sportivo Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad avere dedicato il tema dell'VIII Congresso nazionale 1965 "Vent'anni di sport per una società nuova", la presidenza nazionale CSI ha voluto ricordare i venti anni dalla sua (ri) fondazione, con una particolare cerimonia che ha avuto luogo il 19 novembre 1965 a Roma, nell'Auditorium Papa Pio XII in via della Conciliazione, alla presenza di autorità religiose, civili, sportive e di una rappresentanza di "azzurri" ex atleti del CSI. La sorpresa più gradita dell'incontro è stata senza dubbio la presenza del Presidente del Consiglio, Aldo Moro, tanto più significativa in quanto egli era corso alla cerimonia del CSI subito dopo un impegnativo discorso al Senato. Erano presenti, inoltre: il cardinale Dante, ex sportivo praticante; i ministri Andreotti e Colombo; il presidente del CONI Onesti: l'assistente generale dell'Azione Cattolica Italiana, mons. Costa. Alle parole commemorative del presidente nazionale CSI, Aldo Notario, hanno fatto eco: l'avv. Onesti che ha messo in risalto il grande contributo dei cattolici e del CSI per la diffusione della pratica sportiva, delle strutture, della coscienza e della politica dello sport italiano; mons. Costa che ha accennato ad alcuni aspetti dell'azione pastorale del CSI, anticipatori delle direttive della Chiesa del Concilio; il ministro Andreotti che, a nome anche dell'on. Moro, ha porto al CSI i complimenti del Governo per l'azione svolta a favore della gioventù italiana. Motivo di particolare gradimento è stata la presenza degli "Azzurri" CSI invitati: il calciatore Paolo Barison, il cestista Gianfranco Bertini, il pattinatore Giuseppe Cantarella, il tennista Gaetano Di Maso, il ciclista Felice Gimondi, il pallavolista Alessandro Grassellini, il nuotatore Fabrizio Nardini, lo sciatore Franco Nones, l'atleta Alfredo Rizzo, ai quali è stata offerta una medaglia ricordo.

Il trentennio del Centro Sportivo italiano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 ricorreva il trentesimo anniversario della nascita del CSI e della FARI. Dal momento che la ricorrenza cadeva nell'anno di celebrazione dell'Anno Santo e nel periodo di preparazione al Congresso nazionale, il Consiglio nazionale del CSI ritenne opportuno di collegare i tre fatti in un'unica celebrazione nei giorni 8-9 novembre, in modo da inserire nel tessuto della vita associativa la celebrazione dell'Anno Santo, il ricordo del trentennio e nello stesso tempo di arricchire la preparazione congressuale con una riflessione storica e con la partecipazione comunitaria alle iniziative religiose dell'Anno Santo. La celebrazione trentennale ebbe il suo culmine nel Symposium "L'esperienza di ieri per uno sport nuovo in una società che cambia". Nello spazio delle due giornate, oltre alle iniziative sportive per il trentennio, i partecipanti vissero anche un momento religioso celebrando l'Anno Santo con il pellegrinaggio alla Basilica di San Pietro, dopo aver sfilato in corteo per via della Conciliazione. Alcune migliaia erano i partecipanti, giunti a Roma da ogni parte d'Italia, ai quali si erano aggiunti molti atleti e dirigenti del CONI e delle Federazioni nazionali. A conclusione della celebrazione, vi fu l'incontro con Paolo VI.

Stadium: lo sport incontra la piazza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1977 con lo slogan "Stadium: lo sport incontra la piazza" il CSI ha voluto dare un significato all'intreccio simbolico dei due termini "stadio" e "piazza", intesa quest'ultima come punto d'incontro della gente. Proprio in questo incontro dello sport con la piazza si concretizzava ed assumeva significato l'espressione "sport per tutti". Una proposta quindi che si integrava perfettamente con l'originale modello di "feste dello sport" che da oltre quindici anni costituiva un vero e proprio laboratorio di ricerca per l'affermazione di una concezione dello sport che non fosse basata esclusivamente sugli aspetti tecnici ed agonistici. Il Csi voleva con questa iniziativa proporre un modo nuovo di coniugare lo sport, in forma polisportiva, con i contenuti, gli ideali, i problemi e le prospettive che ruotano attorno al fatto sportivo. Lo sport esce dallo stadio per entrare nella piazza e la piazza diventa stadio; il luogo deputato da sempre al confronto sociale, culturale, politico e commerciale, accoglie anche l'attività sportiva che da pratica elitaria e specialistica, negli ultimi decenni è esplosa come vero fenomeno di massa, aperto al godimento di tutti. Il progetto si articolava in due fasi:

  • la prima itinerante, nelle piazze d'Italia rimodulando l'attività andando incontro alle esigenze dei giovani nei luoghi che essi prediligono, "scendendo" nelle strade e nelle piazze con proposte sportive e culturali coinvolgenti e alternative
  • la seconda, a carattere nazionale, oltre a costituire il momento conclusivo, intendeva proporsi anche come un appuntamento di grande rilevanza culturale attraverso seminari di studio e convegni.

Nel periodo estivo, sotto il nome di "Beach Volley Cup", l'iniziativa venne estesa anche alle spiagge dell'Adriatico e del Tirreno.

Il CSI e il Giubileo degli sportivi del 2000[modifica | modifica wikitesto]

Quale premessa al Giubileo del 2000, nel dicembre 1999 il CSI ha organizzato la Maratona "Correre sulle orme di San Paolo" dal 12 al 31 dicembre 1999. La spedizione sportiva, partendo da Gerusalemme, ha ripercorso l'itinerario compiuto dall'apostolo Paolo nella sua missione di evangelizzazione, sino a raggiungere Roma, luogo del suo martirio, con una distanza di 1.100 chilometri in 20 tappe. Vi hanno preso parte atleti cristiani, ebrei, musulmani, che hanno portato una simbolica fiaccola della pace, accesa a Gerusalemme, sino a Piazza San Pietro in Roma nella notte del 31 dicembre, dove erano ad attenderla migliaia di giovani. Nell'anno 2000 il CSI ha celebrato il Giubileo degli sportivi con decine di manifestazioni locali e con una grande iniziativa nazionale a Roma, dal pomeriggio del 23 ottobre alla notte del 28 ottobre. Una settimana di sport e cultura denominata "In campo per il Giubileo", in un "Villaggio dello sport" appositamente attrezzato nei giardini di Castel Sant'Angelo. L'evento era finalizzato alla promozione presso la popolazione, in particolare quella giovanile, del valore di un'attività sportiva vissuta in forma libera e gioiosa e nello stesso tempo a sensibilizzare i partecipanti ai valori etici che potevano derivare da una pratica dello sport correttamente intesa. Oltre alla parte sportiva, la settimana al "Villaggio dello sport" è stata sede di avvenimenti culturali attraverso i convegni: "Sport for Africa", "Vivere da campione", "Dai campi di periferia ad Atene: una politica per lo sport giovanile", "Sport a scuola: sospeso con obbligo di frequenza", "ww.sportfuture.com. I media e lo sport di base", "Mister parroco: educare i giovani negli oratori".

Dall'Italia che fa sport allo sport che fa l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'11 maggio 2002 il Csi ha organizzato a Roma la conferenza nazionale sul ruolo sociale dello sport sul tema "Dall'Italia che fa sport allo sport che fa l'Italia", che aveva come scopo quello di scoprire il futuro dell'associazionismo sportivo di base e soprattutto un chiarimento su cosa dovessero attendersi gli Enti di promozione sportiva quali maggiori soggetti dello sport sociale.

Il dibattito, moderato da Fabio Pizzul ha visto la partecipazione di:

Nel suo intervento di apertura il presidente del CSI si è soffermato sulla crisi del sistema sportivo italiano e sulla necessità della promozione dello sport sociale da parte dell'ordinamento legislativo e sportivo. I tre pilastri su cui fondare una politica dello sport sociale dovevano essere: riconoscimento della funzione formativa dello sport, centralità della società sportiva, sostegno al volontariato sportivo.

Pescante ha presentato la sua proposta di legge sulle società sportive dilettantistiche e per quanto riguarda chi e come dovesse promuovere lo sport sociale ha affermato che lo sport doveva cercare un chiarimento al proprio interno sui ruoli di ciascuno; una volta risolti i problemi di sopravvivenza del CONI, si sarebbero risolti anche i nodi relativi agli Enti di promozione e allo sport per tutti.

Gianni Petrucci si è soffermato sulla difesa dell'attuale modello sportivo italiano, imperniato sul CONI, ritenendo che non serva un Ministero dello sport ma dal Parlamento atti concreti di aiuto al mondo dello sport; anche se questo può considerarsi un'utopia, considerando come il Parlamento fosse solito perdersi in lungaggini. Petrucci ritiene comunque opportuno che rappresentanti degli Enti di promozione siano presenti nella Giunta esecutiva e nel Consiglio nazionale del CONI.

Mons. Betori che ha confermato la grande attenzione con cui la Chiesa Cattolica in Italia segua i cambiamenti dello sport, chiedendo che in tali cambiamenti sia salvaguardata la funzione umanizzante della pratica sportiva.

Delle difficoltà di legiferare sullo sport ha poi parlato Gianni Rivera, quale ex parlamentare, mentre il coordinatore degli assessori allo sport ribadiva ancora una volta che le Regioni rivendicavano il ruolo di principali ed autonomi soggetti istituzionali nella promozione dello sport sul territorio, al di fuori di qualsiasi tutela del CONI e dello Stato.

Maratona della pace Roma-Lourdes[modifica | modifica wikitesto]

A metà maggio 2003 il Centro Sportivo Italiano in collaborazione con l'Ordinariato Militare in Italia ha organizzato la maratona internazionale Roma-Lourdes dal tema "I nostri sogni corrono con noi". La fiaccola, accesa in San Pietro dopo l'udienza del Santo Padre, ha raggiunto la Basilica di Santa Bernadette a Lourdes la sera del 18 maggio, dove ad attenderla c'era il contingente italiano del 45° Pellegrinaggio Militare Internazionale (al quale avevano partecipato rappresentative di 37 nazioni). Alla corsa si sono uniti anche atleti disabili, che così hanno dato la loro testimonianza nell'Anno europeo delle persone con disabilità. I chilometri totali percorsi sono stati 1.604 (724 in Italia, 880 in Francia), con 12 tappe in dodici giorni, per un totale di centodieci ore di fatica e sacrificio. Nelle principali tappe la maratona ha ricevuto grandi accoglienze, con incontri e confronti con associazioni laiche e religiose. La fiaccolata ha legato simbolicamente il suo nome all'idea di pace nel mondo, un'idea da accendere" con amore e speranza. La maratona-pellegrinaggio si inseriva nella sequenza dei grandi simboli di Lourdes. Dopo l'acqua della sorgente, ecco i pellegrini stessi nella molteplicità dei loro luoghi di provenienza. Per il 2003, inoltre, il tema pastorale di Lourdes era dedicato all'incontro fra le genti.

Le celebrazioni del 70º dalla fondazione[modifica | modifica wikitesto]

È il 7 giugno 2014 e la festa dei 70 anni del Centro Sportivo Italiano si celebra nel tempio della cristianità, davanti ad oltre 80.000 sportivi ed appassionati, venuti per abbracciare in una giornata torrida il loro "grande capitano" Papa Francesco, che si è concesso ai numerosissimi giovani presenti, facendosi fare dei selfie con loro. Tra i volti noti del mondo sportivo partecipanti all'evento anche gli ex CT della nazionale italiana di calcio Giovanni Trapattoni e di pallavolo Mauro Berruto, il giornalista Bruno Pizzul, ma anche Dino Meneghin, Igor Cassina, Vanessa Ferrari, Davide Cassani, Emanuele Birarelli, Emiliano Mondonico, Elisa Santoni, Elisa Blanchi e le "farfalle" della Nazionale italiana di Ginnastica Ritmica, oltre agli ex-Presidenti Nazionali del CSI, il Presidente del CONI Giovanni Malagò accompagnato da diversi dirigenti delle Federazioni, e numerose autorità civili e religiose.

In quasi due ore di festoso incontro, il Papa ha parlato ai giovani della sua visione di sport: “È importante, cari ragazzi, che lo sport rimanga un gioco! Solo se rimane un gioco fa bene al corpo e allo spirito. E proprio perché siete sportivi - ha aggiunto Bergoglio - vi invito non solo a giocare, come già fate, ma anche a mettervi in gioco, nella vita come nello sport. Mettervi in gioco nella ricerca del bene, nella Chiesa e nella società, senza paura, con coraggio ed entusiasmo. Mettervi in gioco - ha proseguito il Pontefice - con gli altri e con Dio, non accontentarsi di un ‘pareggio' mediocre, dare il meglio di sé stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre”.

"Ho sentito - ha detto il Papa - che mi avete nominato vostro capitano, e vi ringrazio. Da capitano vi sprono a non chiudervi in difesa, ma a venire in attacco, a giocare insieme la nostra partita, che è quella del Vangelo”. “Mi raccomando: che tutti giochino - ha aggiunto Bergoglio -, non solo i più bravi, ma tutti, con i pregi e i limiti che ognuno ha, anzi, privilegiando i più svantaggiati, come faceva Gesù. E vi incoraggio a portare avanti il vostro impegno attraverso lo sport con i ragazzi delle periferie delle città: insieme con i palloni per giocare potete dare anche ragioni di speranza e di fiducia".

Un incontro memorabile, quello del 7 giugno 2014, di cui è rimasta traccia nell'apposito sito internet dedicato all'evento[1].

Il francobollo storico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016, anno in cui ricorre il 110º anniversario di istituzione della F.A.S.C.I., sciolta nel 1927 dal regime fascista e ricostituita nel 1944 con l'acronimo C.S.I., il Ministero dello Sviluppo Economico, ha autorizzato l'emissione di un francobollo ordinario, appartenente alla serie tematica dello sport, a favore del CSI.

Stampato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, raffigura dei ragazzi che, su una ideale pista che parte dalla Basilica di San Pietro in Roma, corrono una staffetta. In alto a sinistra è riprodotto il logo del Centro Sportivo Italiano.

Lo speciale francobollo è stato emesso in data 6 maggio 2016 in numero di 1 milione e 200 000 esemplari.

Attività sportiva[modifica | modifica wikitesto]

A livello provinciale, regionale e nazionale, il C.S.I. organizza annualmente campionati, tornei e gran premi di decine di sport che partono dalle categorie giovanili fino ad arrivare alle categorie per adulti[2].

Sport di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Sport individuali[modifica | modifica wikitesto]

Altre discipline[modifica | modifica wikitesto]

Altre attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

  • Gestisce il torneo calcistico BergaMondo, competizione calcistica a torneo della Provincia di Bergamo dove calciatori di diverse nazioni si sfidano divisi appunto per nazioni. BergaMondo è stato tra le cinque iniziative vincitrici del progetto “Sport e Integrazione”, inserito nell'Accordo di Programma per la promozione delle politiche di integrazione nello sport, sottoscritto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il CONI. La premiazione è avvenuta al Parco Sportivo Foro Italico a Roma il 5 novembre 2015, durante la quale il Presidente del CONI Giovanni Malagò e il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, hanno consegnato il riconoscimento nelle mani di Vittorio Bosio, Vice Presidente nazionale del CSI e presidente del Comitato CSI di Bergamo.
  • Nel 2007 ha organizzato la prima edizione della Clericus Cup, una competizione calcistica dedicata agli iscritti ad istituti pontifici di Roma e provincia.
  • Ha gestito per diversi anni la Fase Nazionale della Danone Nations Cup, la cui squadra vincitrice conquisterà il diritto di rappresentare l'Italia alla Finale Internazionale che si svolge ogni anno in uno dei più prestigiosi stadi del mondo.
  • Collabora nel 2012 per la realizzazione dell'Unicredit Cup/UEFA Champions League Trophy Tour nelle città italiane.
  • Gestisce fin dal 2009 la Gazzetta Cup, il più grande torneo nazionale di calcio a 5 e a 7 riservato ai bambini dai 9 ai 12 anni, organizzato da La Gazzetta dello Sport con la collaborazione di Ringo. Il torneo è diviso in tre fasi: Interne, Cittadine e finale Nazionale (la quale si svolge ogni anno in un importante location come lo stadio Olimpico di Roma o il San Siro di Milano) e in ciascuna di esse una delegazione del CSI collabora per la buona riuscita della manifestazione.[3] Per l'edizione del 2015, la quale è stata sponsorizzata dall'agenzia bolognese Macron e che ha visto la partecipazione di 40.000 partecipanti in tutta Italia, la finale si è svolta nello Stadio Olimpico di Roma i giorni 9-10 giugno 2015.[4] Nell'edizione 2016, invece, la manifestazione ha visto la partecipazione dello sponsor Kappa (azienda) ed ha contato 43.000 partecipanti con il clou nella finale nazionale del 24 maggio 2016 allo Stadio Olimpico di Roma.
  • Dal 2013 gestisce assieme a TIM e alla Lega Calcio di Serie A la "Junior TIM Cup - Il calcio negli Oratori"[5], un torneo giovanile di calcio a 7, riservato agli Under 14, che coinvolge circa 2.000 squadre provenienti da parrocchie e oratori italiani. La presentazione della quarta edizione è avvenuta il 26 settembre 2015 all'Expocdi Milano, on la partecipazione di Roberto Donadoni, Pierluigi Pardo, Massimo Achini, Presidente del Centro Sportivo Italiano, Marco Brunelli, Direttore Generale Lega Serie A e Cristiano Habetswallner, Responsabile Sponsorship Telecom Italia.
  • Da questa esperienza, dal 2015 organizza assieme a TIM e alla Lega Pallavolo Serie A Femminile anche la "Volley TIM Cup", un torneo giovanile di pallavolo femminile, riservato alle Under 16, destinato a squadre provenienti da parrocchie e oratori italiani, per una partecipazione di circa 200 squadre provenienti da 11 regioni italiane; una iniziativa che ha l'intento di promuovere tra le adolescenti il gioco di squadra e i valori dello sport. Il progetto prevede anche incontri nelle scuole sul benessere digitale e sull'uso consapevole dei social network.

Consistenza numerica[modifica | modifica wikitesto]

Comitati Territoriali e Regionali[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione consta di una profonda ramificazione sul territorio italiano, con sedi territoriali in 142 città italiane, che fanno capo a 20 Comitati Regionali (la regione Trentino Alto Adige è suddivida nei due Comitati di Trento e Bolzano, con rango di Comitati Regionali, mentre la Valle d'Aosta è accorpata al Comitato regionale del Piemonte). Il numero delle sedi territoriali è superiore al numero delle provincie italiane; infatti in alcune provincie esistono uno o più Comitati territoriali oltre a quello che ha sede nel capoluogo, e tutti questi Comitati hanno pari rango e dignità.

La ragione di questo risale alla fondazione del CSI quando, per via della sua radice cattolica, le strutture decentrate nascevano nelle realtà diocesane; nel corso dei decenni molti piccoli Comitati si sono poi accorpati al Comitato provinciale ed il CONI oggi riconosce, ai fini della legittimità territoriale, solo quest'ultimo, poiché l'ordinamento sportivo italiano segue i confini amministrativi dello Stato. Tuttavia diversi Comitati sub-provinciali esistono ancora e sono pienamente attivi e operativi, poiché fortemente radicati nella realtà sociale del territorio, e lo scioglimento e accorpamento di questi nei Comitati provinciali avviene solo in casi estremi di difficoltà operativa.

Società sportive affiliate e Tesserati[modifica | modifica wikitesto]

Il CSI ha registrato negli anni una continua espansione numerica, sia per quanto riguarda le società sportive che annualmente si affiliano all'Ente, sia per le persone ad esse tesserate. Le statistiche partono solo dal 10º anno di vita del CSI (1953/54), anno in cui vengono registrate 2.568 società sportive affiliate e 60.444 tesserati (tutti maschi perché in quegli anni non erano ammesse donne).

Nel 1966/67 l'Associazione taglia contemporaneamente due traguardi: supera le 5.000 società sportive e i 200.000 tesserati. Un altro anno "storico" fu il 1991/92, nel quale il CSI tagliò sia il traguardo delle 10.000 società affiliate che dei 500.000 tesserati. Attualmente l'Ente affilia annualmente più di 13.000 associazioni sportive per oltre 1 milione di tesserati. La regione più rappresentativa è la Lombardia, seguita dall'Emilia-Romagna.

Organi associativi[modifica | modifica wikitesto]

Assemblea Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Tutti gli Organi associativi, ad eccezione del Consulente Ecclesiastico che viene nominato dalla CEI, vengono eletti in occasione dell'assemblea ordinaria e durano in carica quattro anni. Direzione e Presidenza vengono eletti in occasione della prima seduta del Consiglio Nazionale.

L'ultima assemblea ordinaria si è svolta a Firenze dal 10 al 12 giugno 2016; gli organi associativi sono tuttora in carica.

Presidente Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente nazionale:

  • ha la rappresentanza legale degli organi centrali del C.S.I. nonché di tutta l'associazione fatta eccezione per gli atti di esclusiva competenza dei presidenti regionali e territoriali così come previsto nello Statuto;
  • ha il potere di compiere ogni atto di rilevanza esterna e nei confronti di terzi, necessario al funzionamento del C.S.I. e nell'ambito delle indicazioni dell'assemblea nazionale e del consiglio nazionale;
  • ha il potere di negoziare e stipulare contratti in nome e per conto degli organi centrali del C.S.I.;
  • concede ai tesserati, su conforme parere del consiglio nazionale, il provvedimento di grazia;
  • convoca e presiede il consiglio e la presidenza nazionali;
  • convoca e presiede le assemblee nazionali;
  • convoca e presiede la conferenza nazionale dei presidenti.

L'attuale Presidente del Centro Sportivo Italiano è il bergamasco Vittorio Bosio. L'ex-presidente Massimo Achini resta, fino a nuove elezioni, membro della Giunta Nazionale del CONI in rappresentanza di tutti Enti di Promozione Sportiva e depositario della delega dei rapporti tra il CONI e la Chiesa cattolica italiana.

Elenco dei Presidenti Nazionali del CSI[modifica | modifica wikitesto]

Consulente Ecclesiastico[modifica | modifica wikitesto]

Don Alessio Cirillo Albertini è il consulente ecclesiastico nazionale per il triennio 2012/2015. La sua nomina ad opera del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, è stata comunicata il 28 settembre 2012 dal Segretario generale della CEI, mons. Mariano Crociata.

Elenco dei Consulenti Ecclesiastici del CSI[modifica | modifica wikitesto]

  • mons. Federico Sargolini (1945 - 1950)
  • mons. Albino Galletto (1950 - 1952)
  • mons. Nicola Pavoni (1953 - 1965)
  • don Claudio Bucciarelli (1965 - 1974)
  • don Gianni Gherardi (1974 - 1989)
  • mons. Gian Battista Gandolfo (1989 - 1995)
  • mons. Vittorio Peri (1995 - 2005)
  • mons. Claudio Paganini (2005 - 2012)
  • Don Alessio Cirillo Albertini (2012 - oggi)

Direzione Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

La direzione nazionale è la struttura operativa che supporta il presidente e gli altri organi nazionali nella gestione dell'associazione e nella concreta attuazione delle deliberazioni del consiglio nazionale e delle indicazioni della presidenza nazionale. Ne fanno parte il presidente, i vicepresidenti e il consulente ecclesiastico nazionale ed i coordinatori di area.

Questi gli attuali dirigenti d'area: Paolo Bellei (area amministrazione); Sergio Contrini (area sport e cittadinanza); Michele Marchetti (area direzione generale e welfare); Marco Guizzardi (area servizi e territorio); Stefano Gobbi (area relazioni esterne e comunicazione); Salvatore Maturo (area sviluppo del sud e gemellaggi), Vittorio Bosio (area attività sportiva - ad interim), coadiuvato da; Renato Picciolo (Direttore Tecnico Nazionale), Giuseppe Basso, Alessandro Rossi, Enrico Carmagnani e Maurizio Caterina.

Modalità di composizione della Direzione Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente nazionale, in occasione della prima riunione del consiglio nazionale, illustra le linee programmatiche del suo mandato e propone i responsabili delle aree operative nelle quali viene articolata la struttura della presidenza nazionale: segreteria, amministrazione, attività sportiva, formazione, comunicazione, altre aree individuate dal presidente in base al suo programma. Il presidente indica da 2 a 6 coordinatori e ciascuno di essi viene preposto ad una o più aree operative. Ciascun coordinatore è responsabile del funzionamento e delle attività dell'area o delle aree cui è preposto con le modalità stabilite dal consiglio nazionale e secondo le direttive e le indicazioni operative del presidente.

Presidenza Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

La presidenza nazionale è composta dal presidente nazionale, dai vicepresidenti nazionali e da 6 componenti eletti nel proprio seno dal consiglio nazionale in occasione della sua prima seduta. Alle sue riunioni partecipano, senza diritto di voto, i componenti la direzione nazionale e il consulente ecclesiastico nazionale. La presidenza nazionale è l'organo esecutivo del C.S.I:

  • attua le decisioni del consiglio;
  • coordina l'attività dei comitati regionali, dei comitati territoriali e delle società sportive del C.S.I., istituendo servizi per supportare la loro opera e l'azione dei tesserati;
  • assume in via d'urgenza le deliberazioni, di competenza del consiglio nazionale, che dovranno essere sottoposte alla sua ratifica nella prima riunione utile.

Attualmente è composta da Rita Zoccatelli (Vice Presidente Vicario), Marco Calogiuri (Vice Presidente), Salvatore Maturo (Napoli), Alfonso Nardella (Pisa), Enrico Dago (Verbania), Andrea De David (Bologna), Amelia Morgano (Brescia), Salvo Maria Russo (Caltagirone).

Consiglio Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il consiglio nazionale è composto dal presidente nazionale e 32 consiglieri eletti dall'assemblea nazionale. Il consiglio nazionale:

  • cura la esecuzione delle delibere delle assemblee nazionali;
  • determina le linee programmatiche del C.S.I. e i necessari strumenti per la loro attuazione;
  • cura e vigilia l'andamento della vita e le attività del C.S.I.;
  • elegge nel suo seno uno o più vicepresidenti e 6 consiglieri componenti della presidenza nazionale;
  • elegge su proposta del presidente nazionale da 2 a 6 coordinatori di area componenti della direzione nazionale;
  • nomina la commissione nazionale arbitri e giudici di gara, le commissioni tecniche nazionali e gli organi nazionali di giustizia sportiva;
  • approva i regolamenti necessari all'organizzazione dell'associazione su mandato dell'assemblea ed in conformità alle presenti norme statutarie e nel rispetto delle leggi vigenti;
  • delibera i preventivi e presenta i consuntivi alla conferenza nazionale dei presidenti;· predispone la relazione relativa alla gestione;
  • delibera in ordine all'assunzione del personale della struttura nazionale;
  • scioglie, per gravi irregolarità nella gestione, gravi e ripetute violazioni dell'ordinamento associativo e per constatata impossibilità di funzionamento degli organi direttivi, i consigli dei comitati territoriali e i consigli regionali provvedendo alla nomina di un commissario straordinario;
  • delibera in ordine all'assunzione del personale della struttura nazionale;
  • concede, se delegato dal C.O.N.I., il riconoscimento ai fini sportivi alle società e associazioni sportive dilettantistiche che lo richiedono e ne hanno i requisiti;
  • delibera in ordine all'assunzione del personale della struttura nazionale;
  • esprime il suo parere vincolante sui provvedimenti di grazia di competenza del presidente nazionale;
  • delibera in ordine all'assunzione del personale della struttura nazionale;
  • concede, con motivata deliberazione, provvedimenti di amnistia e di indulto.

Dopo l'ultima assemblea sono risultati eletti:

  • per la circoscrizione NORD: Pietro Albanese (Vallecamonica) - Redento Colletto (Varese) - Enrico Dago (Verbania) - Dario Dal Magro (Belluno) - Andrea De David (Bologna) - Stefano Gobbi (Modena) Stefano Gurioli (Forlì) - Florio Manghi (Parma) - Amelia Morgano (Brescia) - Davide Morstofolini (Reggio Emilia) - Gaetano Paternò (Bergamo) - Giovanna Tagliabue (Como) - Giuseppe Valori (Milano) - Gian Carlo Zanafredi (Mantova) - Daniele Zanoni (Cremona) - Rita Zoccatelli (Verona)
  • per la circoscrizione CENTRO: Rita Di Carlo (Teramo) - Donato Renato Mosella (Roma) - Alfonso Nardella (Pisa) - Silvia NOCI (Pistoia) - Giovanni Noli (Foligno) - Daniele Pasquini (Roma) - Alessandro ROSSI (Perugia) - Daniele TASSI (Ancona)
  • per la circoscrizione SUD E ISOLE: Marco Calogiuri (Lecce) - Paolo Cicciù (Reggio Calabria) - Domenico Credendino (Salerno) - Francesco Angelo Antonio Federico (Oristano) - Serafina Grandolfo (Bari) - Salvatore Matuto (Napoli) - Salvatore Raffa (Acireale) - Salvatore Russo (Caltagirone)

Modalità di elezione dei consiglieri nazionali[modifica | modifica wikitesto]

I consiglieri nazionali sono eletti dall'assemblea nazionale attraverso 3 circoscrizioni interregionali che sono così composte:

  • circoscrizione nº 1 "NORD": Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta, Veneto;
  • circoscrizione nº 2 "CENTRO": Abruzzo, Lazio, Marche, Molise, Toscana, Umbria;
  • circoscrizione nº 3: "SUD E ISOLE": Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia.

La circoscrizione che conta il numero maggiore di società sportive elegge 16 consiglieri, le altre due circoscrizioni 8 consiglieri ciascuna. Possono candidarsi al consiglio nazionale i tesserati del Centro Sportivo Italiano che abbiano un'anzianità di iscrizione di almeno 4 anni. È consentita la candidatura in una sola delle tre circoscrizioni e la contemporanea candidatura per le cariche di presidente nazionale e di consigliere nazionale. Ciascuna candidatura per l'elezione a consigliere nazionale deve essere corredata da un numero di sottoscrizioni, da parte delle società sportive aventi diritto di voto, che è così determinato:

  • Circoscrizione che elegge 16 consiglieri: 50 sottoscrizioni;
  • Circoscrizioni che eleggono 8 consiglieri ciascuna: 25 sottoscrizioni. Ogni società può sottoscrivere un numero massimo di candidature pari al numero dei consiglieri assegnati alla circoscrizione elettorale della quale fa parte. Ciascuna società ha diritto a 1 voto e può esprimere la propria preferenza per non più di un terzo dei candidati da eleggere.

Funzionamento del Consiglio Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio Nazionale funziona in seduta plenaria o per commissioni, queste ultime con potere referente o deliberante secondo il regolamento interno che il consiglio stesso si da. Le deliberazioni assunte con potere deliberante debbono essere sottoposte alla ratifica del Consiglio Nazionale riunito in sessione plenaria. Deve comunque riunirsi in seduta plenaria almeno 3 volte l'anno. Esso, inoltre, può essere convocato ogni qualvolta il presidente nazionale lo ritenga opportuno, o quando ne faccia richiesta la maggioranza dei componenti. Il Consiglio nazionale in seduta plenaria è convocato e presieduto dal presidente nazionale. La convocazione delle riunioni del consiglio nazionale in seduta plenaria, contenente l'ordine del giorno nonché il luogo, la data e l'ora della riunione, deve essere inviata ai consiglieri almeno 15 giorni prima della data fissata per la riunione stessa. La seduta è valida quando siano presenti la metà più uno degli aventi diritto (presidente, consiglieri) e le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti, fatte salve quelle per le quali lo Statuto non preveda maggioranze diverse. Il funzionamento delle commissioni consiliari, ivi comprese le modalità di convocazione delle stesse, è stabilito dall'apposito regolamento approvato dal consiglio nazionale. Alle riunioni del consiglio nazionale partecipano senza diritto di voto:

  • Il consulente ecclesiastico nazionale;
  • I presidenti regionali;
  • Il collegio nazionale dei revisori dei conti. Partecipano, altresì, senza diritto di voto qualora non vi facciano già parte come consiglieri, i componenti della direzione nazionale.

Il presidente può invitare a partecipare alle riunioni del consiglio nazionale anche altre persone qualificate sugli argomenti posti all'ordine del giorno.

Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti[modifica | modifica wikitesto]

Il collegio nazionale dei revisori dei conti è composto dal presidente, da due membri effettivi, e da due membri supplenti. Il collegio dei revisori ha il compito di:

  • controllare la regolarità e le legittimità della gestione amministrativa e finanziaria del consiglio nazionale del C.S.I.;
  • accertare la regolare tenuta della contabilità;
  • redigere una relazione al bilancio preventivo e al conto consuntivo, nonché alle proposte di variazione al bilancio stesso;
  • verificare periodicamente l'esatta corrispondenza tra le scritture contabili, la consistenza di cassa, l'esistenza dei valori e dei titoli di proprietà;
  • svolgere, su richiesta dei collegi dei probiviri, indagini tecnico-contabili di controllo sulla legittimità e sulla regolarità della gestione finanziaria ed amministrativa a tutti i livelli dell'associazione.

Il presidente del collegio nazionale dei revisori dei conti deve essere iscritto al Registro dei Revisori Legali o all'Albo dei Dottori Commercialisti e deve essere tesserato al C.S.I. in data antecedente alla presentazione della candidatura.

Gli attuali componenti sono: Angela Salvini (Presidente), Sonia Diso, Rosanna Stifano (effettivi), Rosario Palermo e Renato Vailati (supplenti)

Collegio Nazionale dei Probiviri[modifica | modifica wikitesto]

Il collegio nazionale dei probiviri giudica in seconda e definitiva istanza sulle decisioni emesse e sulle sanzioni comminate a livello associativo dai collegi regionali o interregionali dei probiviri nonché sui ricorsi relativi alle deliberazioni degli organi associativi a tutti i livelli del Centro Sportivo Italiano.

Gli attuali componenti sono: Giancarlo Valeri, Lamberto Menozzi, Dario Murra, Giovanni Mazzeo, Stefano Rubaldo e Ronaldo Spinaci

Procuratore Associativo[modifica | modifica wikitesto]

L'ufficio del procuratore associativo ha il compito di attivare i procedimenti di natura associativa presso i collegi dei probiviri. L'ufficio agisce di sua iniziativa o su denuncia di parte o di terzi, effettua la necessaria istruttoria e alla fine o archivia il caso o lo deferisce al giudizio del competente collegio regionale o interregionale dei probiviri.

L'attuale procuratore associativo nazionale è Alberto Succi. È presente un procuratore associativo aggiunto in ogni regione.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 7 giugno 2014: le società sportive con Papa Francesco
  2. ^ Documentazione online di tutta l'attività sportiva sul territorio nazionale
  3. ^ archiviostorico.gazzetta.it, http://archiviostorico.gazzetta.it/2011/ottobre/11/All_ombra_del_tricolore_bambini_ga_10_111011059.shtml .
  4. ^ csi-net.it, http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=2597.shtml .
  5. ^ [1]
  6. ^ Nel primo anno dell'unificazione con la FARI (1971) la presidente uscente della FARI, Grazia Fuccaro, condivise con Aldo Notario la presidenza nazionale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Andreoli, Associazionismo sportivo e ricreativo cattolico, in Dizionario storico del movimento cattolico in Italia, diretto da F. Traniello, G. Campanini, vol. I/2, I fatti e le idee, Marietti, Casale Monferrato (AL) 1981, pp. 176–180.
  • 1906-2006. Cent'anni di storia nella realtà dello sport italiano. Dalla Federazione Associazioni Sportive Cattoliche Italiane al Centro Sportivo Italiano, Centro Sportivo Italiano, Roma 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]