Capriolo (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Capriolo
comune
Capriolo – Stemma
Capriolo – Veduta
Il castello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Luigi Vezzoli (Lega Nord) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°38′20″N 9°56′02″E / 45.638889°N 9.933889°E45.638889; 9.933889 (Capriolo)Coordinate: 45°38′20″N 9°56′02″E / 45.638889°N 9.933889°E45.638889; 9.933889 (Capriolo)
Altitudine 218 m s.l.m.
Superficie 13 km²
Abitanti 9 398[1] (31-3-2017)
Densità 722,92 ab./km²
Comuni confinanti Adro, Castelli Calepio (BG), Corte Franca, Credaro (BG), Palazzolo sull'Oglio, Paratico, Iseo
Altre informazioni
Cod. postale 25031
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017038
Cod. catastale B711
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti capriolesi
Patrono San Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capriolo
Capriolo
Capriolo – Mappa
Posizione del comune di Capriolo nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Capriolo (Cavriöl in dialetto bresciano[2]) è un comune italiano di 9 398 abitanti della provincia di Brescia in Lombardia.

Sorge nell'area collinare immediatamente a sud del Lago d'Iseo.

È situato all'estremità occidentale della Franciacorta.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del comune di Capriolo

Il paesaggio è quello tipico della Franciacorta. Situato poco dopo lo sbocco del Lago d'Iseo, il territorio comunale è formato da un'ampia campagna pianeggiante coltivata a vite e granturco, delimitata a ovest dal fiume Oglio che fa da confine naturale con la provincia di Bergamo. Il comune fa pertanto parte del Parco dell'Oglio. A nord e a est si trovano le colline moreniche a ridosso delle quali è sorto l'antico borgo.

L'altitudine del comune ufficialmente dichiarata dal Sito Istituzionale[3] è, minimo: metri 205 s.l.m., massimo: metri 404 s.l.m.. Diversa da quella dichiarata da Comuni-Italiani.it [4] che riporta come minima 162 m. s.l.m. come massima 600 m. s.l.m. e come escursione altimetrica 438 metri.

Entrambe diverse da quella ricavabile dal CTR Regionale del Geoportale della Provincia di Brescia. La minima, che si rileva nell'alveo del fiume Oglio nei pressi della località denominata Le Case, è di 161,2 m. s.l.m. [5] mentre la massima è corrispondente alla curva altimetrica di 583,6 m. s.l.m. sulle falde del Monte Alto al confine con Adro[6]. La reale escursione altimetrica del comune e quindi di 422,4 metri.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva probabilmente da quello dell’animale, Capreulus (Capriolo), che, un tempo, viveva in gran numero nei suoi boschi o potrebbe indicare un luogo di caccia, pieno di selvaggina[7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla posizione del castello[8][9]. si potrebbe pensare ad un castelliere preistorico ma: Non è possibile stabilire l'epoca esatta in cui l'uomo cominciò ad abitare nell'area oggi denominata Capriolo. Sappiamo che era ricoperta da ricca foresta di querce e ontani (VI – V millennio a.C.)[10].

Ruderi del castello della Mussiga

L'imponente castello, più volte distrutto e ricostruito nel medioevo, non solo sorvegliava l'accesso al lago, alla valle Camonica e bergamasche, ma in stretta connessione con la Mussiga protesse per secoli il vitale ponte romano sull'Oglio, forse il più antico di questa zona[11].

La borgata viene nominata per la prima volta in un documento dell'8 luglio 879 quando Carlo Manno di Baviera fece dono di vasti possedimenti ivi esistenti al Monastero di San Salvatore in Brescia[12][13].

Nel IX e X secolo venne riedificato il Castello: nel contado i cittadini uniti ai nobili riedificarono la ròcca di Manerbio ed i castelli diroccati per antica incuria […] di Capriolo…[14]. Accenni riportati anche dall'Odorici;[15] fu poi concesso in feudo alla famiglia dei Lantieri de’ Paratico[16].

Antemurale della provincia di Brescia, verso il Bergamasco, il castello fu con quelli di Palazzolo sull'Oglio, Paratico, Mussiga e Vanzago uno dei capisaldi delle lotte feudali e per le acque dell'Oglio, durate a lungo fra bresciani e bergamaschi e iniziate con la cessione, nel 1125 da parte di Giovanni Brusati ai bergamaschi, di importanti capisaldi a difesa dell'accesso in Val Camonica: le rocche di Volpino, Qualino e Ceratello[17][18].

Dopo una pausa iniziata con la pace che venne firmata proprio a Capriolo il 20 agosto 1198, tali lotte ricominciarono e il castello entrò nel sistema di difesa del territorio bresciano[13].

La sua posizione ne fece un baluardo sulla Valcalepio, sulla zona collinare di Paratico e sulla accidentata pianura di Palazzolo sull'Oglio. Numerose vicende belliche interessarono poi il Castello e il Paese.

Durante il dominio di Filippo Della Torre (1256), Capriolo con gli altri castelli, riunite le milizie, ne offrirono il comando a Oberto Pelavicino da Cremona, capo dei ghibellini lombardi. Raccolti armati in alcuni castelli della Franciacorta si scontrò con le truppe di Carlo I d'Angiò in una furibonda battaglia sotto il castello di Capriolo[19][20].

I ghibellini vollero stravincere appiccando alle mura del castello il fuoco. Ciò scatenò l'esercito francese che centuplicò la forza di attacco, facendo strage e seminando il terrore[21].

Infatti nella primavera del 1265 il Castello fu assediato e conquistato da Roberto di Fiandra, a capo delle truppe di Carlo d'Angiò, che ...passato l'Ollio sul ponte di Caleppio entrò nel distretto di Brescia. Il primo castello di questa provincia contro di cui quel capitano generale de' crocesignati sfogò le ire sue fu quello di Capriolo, come rappresaglia all'impiccagione di uno dei suoi uomini e ordinò una strage del presidio e degli abitanti[22]. poscia mandò a sacco ed a fiamme molti altri di quelle vicinanze...[23]. Episodio riportato anche dall'Odorici[24] e dal Cocchetti[20].

Elia Caprioli vuole che fra gli scampati vi fossero Ughetto Obrese e Lotterengo De Goziis, (Giovanni Ugetto con Obreste e Loterengo cognominato Tartarino) i quali, rifugiatisi a Brescia, avrebbero dato origine alla famiglia Caprioli[25][26][27].

Il 1268 vede ancora i principi Della Torre in azione contro i guelfi bresciani, attraversato l'Oglio, entrano in questa provincia e s'impadroniscono del castello di Capriolo[28][29].

In epoca viscontea e durante la Repubblica di Venezia, Capriolo fece parte della Quadra di Palazzolo[30].

E fu durante l'epoca viscontea, nel 1368 che l'imperatore Carlo IV di Lussemburgo scese in Italia con 40.000 uomini comandati da Uberto di Fiandra devastando varie terre del bresciano tra cui Montichiari, Capriolo, Palazzolo[31].

La congiura antiviscontea di Gussago richiese l'appoggio a Venezia a questa seguì l'occupazione di Brescia, nel 1425, da parte del Carmagnola la conclusione fu la successiva convenzione di pace tra Brescia e Venezia mediata da Papa Martino V, il 30 dicembre 1426 Brescia col territorio tutto, e per quaranta passi anco al di là dell'Oglio rimase ai Veneti[32] ma molte terre, tra cui Capriolo, Chiari, Orzinuovi, Palazzolo e Iseo oltre a quasi tutta la Val Camonica, rimanevano ancora in potestà del Visconti[33]. Ma dopo la vittoria del Carmagnola a Maclodio anche queste terre vennero assoggettate alla Repubblica Veneziana.

Tolto ai Veneziani nel 1438 dal Piccinino, il paese venne restituito all'esercito veneto nel 1441 con la pace di Cremona, nel novembre di quell'anno, le due parti stabilirono i confini dell'Adda.

Durante la guerra Francia-Spagna-Impero, a Capriolo si stanziarono a lungo le truppe svizzere[34].

In un'antica mappa del Lago d'Iseo, 1510 circa, disegnata da Leonardo da Vinci,[35] in basso nella parte centrale dell'immagine si legge abbastanza chiaramente Chapriolo così come scriveva Leonardo nella caratteristica scrittura speculare. Secondo Bresciaoggi, quotidiano bresciano: Si suppone che al genio di Vinci, a quell'epoca al servizio del re di Francia Luigi XII, che era impegnato nella campagna militare contro la Repubblica di Venezia, fosse stato commissionato uno studio sulla geografia dei luoghi, fra i quali uno sul corso dell'Oglio.[36].

Dopo essere stato nel 1516 in balia delle truppe francesi del Lautrech che.. Venuti sul Bergamasco prendevano il castello di Sarnico ne tagliavano a pezzi la guarnigione e attraversato il lago d'Iseo mettevano a socuadro i luoghi di Rivatica di Sarnico di Paratico di Capriolo..[37], nel 1521, sotto l'incalzare delle truppe del cardinale Ennio, gli abitanti di Capriolo dovettero fuggire sui monti, senza però che esse facessero molti danni[20][38].

Nel 1522 l'esercito di Prospero Colonna, dopo la battaglia della Bicocca, il 5, 6 e 7 maggio, tra gli altri paesi della zona, alloggiò anche in Capriolo[20].

Nel 1529 si ribellarono alle angherie delle truppe imperiali e buttarono un buon numero di soldati in un burrone[34].

Castello, ò Rocca in cima alla colina[39] che il Da Lezze vide nel 1609-1610 derocata antiqua, et destrutta con le sue muraglie[40] venne ceduta sulla fine del 1600 alle monache che, trasferitesi qui dall'isola delle Grazie di Venezia, il 18 settembre 1694 abitarono il convento eretto dal 1692 in poi[41]. Nel 1812 il convento passò poi alle suore Orsoline.[42].

Il dominio veneto segnò un periodo di pace, disturbato tuttavia da gravi epidemie: la peste del 1505 riportata dal Caprioli che ricorda anche la successiva siccità [43], per quella del 1630 vi sono due testimonianze rese durante il processo tra i Sindaci di Capriolo e il Conte di Calepio (1661-1665) Andrea Consoli che afferma: …in quel ocasione ne morsero più della metà esendo che ne morsero da settecento e più… e Gerolamo Todesco conferma: …seppellissimo 550 cadaveri oltre quelli che venivano sepolti anche d'altre persone… ne morsero quell'anno li doj terzi.[44] e da periodi di crisi economica: Ascanio Lantieri de' Paratico riporta nei Diari: Adì 19 marzo 1527 tempestette la metà de questa terra de Capriolo verso Olio una cum Tagliuno, Calepi et Paraticho talmente che non se raccolse ne anche una quarta. de biava ne uno mojolo de vino in tutti quelli lochi, Item adì 5 zugno tempestete il resto di questa terra una cum Adro et parte de Herbusco […] talmente che fè tutta la. ruina de queste terre. Poi seguitte la carestia grande… proseguita nell'anno successivo: 1528. – Memoria como per tal carestia molte persone et infinite sono morte in miseria per non aver il modo di prevalerse…[45].

Anche il periodo della rivoluzione giacobina bresciana e napoleonica incise sulla vita di Capriolo.

Pacifica fu la vita di Capriolo anche sotto il dominio austriaco, tanto che venne dedicata a Ferdinando I la palazzina comunale edificata nel 1838.

Il Comune fu dominato dapprima dagli elementi liberali, appartenenti alle famiglie più in vista della nobiltà locale, fino a quando, sulla fine del secolo XIX, comparve sulla scena una borghesia forte e attiva e il movimento cattolico, di cui fu principale promotore il prevosto Luigi Minelli[46], che si sviluppò parallelamente al movimento industriale e che espresse una società operaia (1883), una società di mutuo soccorso "La Formica" (1885), una cassa rurale (1896)[47].

Lo sviluppo economico sociale è indicato nel 1909 dalla costruzione dell'edificio scolastico, ampliato poi nel 1935 e sostituito da un nuovo complesso costruito nel 1972.

Capriolo conobbe la violenza fascista. Parroco e curato[48] vennero catturati il 2 dicembre 1922 da una banda fascista; vennero però liberati a furor di popolo, accorso con tridenti e fucili da caccia[49].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Sullo stemma del comune è raffigurato un capriolo rampante dorato in campo celeste. [50].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire a Capriolo
Campanile della chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire di Capriolo

La chiesa parrocchiale è dedicata a San Giorgio martire. La costruzione dell'edificio iniziò nella seconda metà del Quattrocento; nel corso dei secoli fu ampliato e modificato. Nel 1892 furono costruite le navate laterali per volere del prevosto Don Minelli. Tra il 1911 e il 1912, l'edificio fu allungato e fu costruito il nuovo abside, posto più a nord rispetto alla cupola, dove era collocato in precedenza.

All'interno ci sono numerosi altari:

  • quello di santa Rita, che presenta una pregevole statua della santa;
  • l'altare del sacro Cuore, in marmo bianco;
  • l'altare dell'Addolorata, presso il quale è posta la statua della Vergine addolorata e il Cristo Morto, opera dei Fantoni;
  • l'altare dei Santi Gervasio e Protasio, caratterizzato dal quadro raffigurante i due santi, proveniente dall'antica parrocchiale, risalente al Cinquecento;
  • l'altare dell'Assunta, anch'esso proveniente da un'altra antica parrocchiale, ornato da una tela raffigurante l'Assunzione di Maria vergine;
  • l'altare del Risorto, con un prezioso quadro del Romanino raffigurante Cristo Risorto;
  • l'altare della Madonna Vecchia, il quale, entro una soasa lignea costruita dai Fantoni, si trova la statua della cosiddetta Madonna Vecchia con il bambino.

Vi sono inoltre:

  • la cappella del Battistero, che, oltre al fonte battesimale, contiene anche le statue di San Luigi Gonzaga e di San Francesco Saverio;
  • la statua della Madonna del Rosario che, la prima domenica di ottobre, viene portata in processione solenne per le vie del paese.

L'organo è una costruzione Serassi risalente al 1828 e restaurato da Pedrini di Cremona nel 1981.

La pala dell'altar maggiore raffigura San Giorgio e fu realizzata da Ludovico Gallina nel 1782. In sacrestia sono presenti alcune tele che ritraggono i parroci che si sono succeduti nel corso dei secoli.

L'edificio è sormontato da una cupola affrescata con l'Incoronazione di Maria vergine.

Sul fianco sinistro della chiesa è presente il campanile, alto 54 m e rivestito di maiolica. Il concerto è di otto campane in Si bemolle ai quali si aggiunge una campanella fuori concerto. Tutte furono fuse nel 1853 dalla fonderia Monzini fratres di Bergamo. A seguito degli eventi della seconda guerra mondiale, le due campane maggiori furono ripristinate nel 1951 ad opera della fonderia pontificia Daciano Colbachini e figli di Padova. A causa di un'incrinazione, la campana 4 in Mi Bemolle fu rifusa nel 1956 dalla fonderia Angelo Ottolina di Bergamo.

Santuario di Sant'Onofrio[modifica | modifica wikitesto]

Posto sulla cima del colle, alto 472 metri, che domina il paese, è dedicato all'eremita Onofrio, compatrono della comunità capriolese. La strada di accesso proveniente dal paese è sede delle stazioni della Via Crucis.

L'edificio è di antica costruzione con successive modifiche. All'interno, all'ingresso si trova un'antica acqua santiera e un crocifisso. Nella nicchia dietro all'abside, si trova la statua di sant'Onofrio. Nelle altre nicchie del santuario si trovano le statue di Sant'Antonio da Padova, della Madonna di Lourdes e di San Rocco.

La torre campanaria si trova sul fianco destro della chiesa. Ad essa si accede passando per la sagrestia. La campana venne fusa nel 1907 dalla fonderia Fratelli Ottolina di Seregno,

Sulla sinistra dell'edificio si erge la croce eretta in occasione delle missioni popolari del 1983 che viene illuminata ogni sera.

Chiesetta di San Carlo Borromeo Vescovo[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata all'arcivescovo e cardinale di Milano San Carlo Borromeo, si trova nella zona settentrionale del paese, sull'antica strada che conduce a Paratico, ed è ben visibile salendo per via Roma. È utilizzata per la recita del Rosario nei mesi mariani di maggio e di ottobre alle ore 20:00. La santa Messa viene celebrata il 4 novembre giorno della ricorrenza del santo e in occasione del mese mariano di maggio, la santa messa è preceduta dalla recita del rosario.

La cappella fu edificata nel Seicento, in seguito all'epidemia di peste del 1630, pertanto fu utilizzata come lazzaretto dagli stessi appestati. Fu restaurata nel 1973, ma in seguito è stata comunque sottoposta a diverse riqualificazioni e migliorie l'ultima delle quali nel 2013.

All'ingresso si presenta con un piccolo colonnato. All'interno della cappella si trova un altare maggiore tridentino, in marmo grigio, sovrastato da una tela raffigurante san Carlo Borromeo, inoltre sono presenti quattro tele e vari arredi sacri liturgici.

All'esterno del piccolo sagrato, si ergono due statue, quella bronzea del Santo Giovanni XXIII e una in gesso raffigurante San Pio da Pietrelcina, ed è presente una grotta con la Madonna di Lourdes e Bernadette Soubirous.

Sulla parete destra della cappella sono presenti i resti di un affresco seicentesco rappresentante san Carlo Borromeo mentre comunica gli ammalati.

Chiesetta di San Lorenzo Martire e Diacono[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata a San Lorenzo Martire e Diacono, la chiesetta si trova nella campagna a sud-est del paese, in località San Lorenzo. sulla vecchia strada che anticamente conduceva ad Adro. La Santa Messa viene celebrata il 10 agosto, giorno della memoria del Santo e a maggio, per il mese mariano, la Santa Messa è preceduta dalla recita del rosario.

La costruzione risale al 1351, facendo della chiesetta di San Lorenzo, l'edificio di culto più antico di Capriolo. Il santo viene venerato con un affresco, sul quale si trovano anche la Vergine Maria, alcuni angeli e i teschi dei morti di peste ivi sepolti.

All'interno, ad aula unica, sono presenti un quadro raffigurante San Pio da Pietrelcina, un altro raffigurante la Madonna col Bambino e un tondo di gesso raffigurante San Giovanni XXIII.

La cappella fu restaurata nel 1971, nel 1982 e in modo più completo e preciso nel 2012.

Altri edifici di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa del convento delle Suore Orsoline Santa Maria degli Angeli
  • Chiesa del convento delle Suore delle Poverelle
  • Chiesa della Casa di Riposo
  • Chiesa del Cimitero
  • Chiesa Regina Pacis degli Alpini
  • Santella dell'Immacolata Concezione
  • Santella dei Morti della Costa
  • Santella del Crocifisso

Sui muri delle antiche abitazioni in pietra del centro storico e negli antichi cascinali della campagna, sono presenti alcuni affreschi raffiguranti, per la maggior parte, la Vergine Maria.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[51]


Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il santo patrono del paese è San Giorgio Martire, che viene festeggiato il 23 aprile.

Sono compatroni di Capriolo: San Lorenzo Martire (10 agosto), San Carlo Borromeo (4 novembre), Santi Gervasio e Protasio (19 giugno), San Luigi Gonzaga (21 giugno), Santa Maria Assunta (15 agosto) e Sant'Onofrio (12 giugno).

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno in occasione della festa patronale, il 23 aprile, si tiene il concerto del Corpo Musicale "Santa Cecilia" e della Corale Parrocchiale "San Giorgio Martire", mentre nei ristoranti e negli agriturismi del paese si propone la "Settimana del brasato al franciacorta e della Ret", un modo per poter gustare i piatti tipici del luogo.

Patrono dell'oratorio è invece San Luigi Gonzaga, al quale è dedicata una festa di dieci giorni agli inizi di settembre, la quale si conclude ormai tradizionalmente con il palo della cuccagna. Sempre organizzate dall'oratorio sono attività come il grest, i campi estivi e giornate di gioco per bambini e ragazzi.

Un'altra tradizione consolidata è quella di salire fino in cima al monte di Sant'Onofrio, dove si trova l'omonima chiesetta, nei giorni di Pasquetta e del Primo Maggio.

Vi sono poi altre feste e manifestazioni durante l'anno, come la festa dei cacciatori o la festa "Agosto insieme" organizzata dall'amministrazione comunale.

Realtà del comune[modifica | modifica wikitesto]

Corpo Musicale "Santa Cecilia"

La banda di Capriolo nacque nel 1905 per volere dei dirigenti della fabbrica "Niggeler e Kupfer" ed ebbe come primo maestro Gianbattista Gorio (1875-1950). Ben presto il numero dei componenti aumentò e il podestà del paese donò nuove divise alla banda che iniziò a essere invitata a diverse manifestazioni, una fra tante, la Fiera Mondiale di Milano.

Nel 1945 la direzione passò sotto il maestro Raffaele Gorio e successivamente al fratello Mario Gorio. La banda, dal dopoguerra, cominciò a diventare una realtà molto apprezzata, anche per il repertorio sempre più vasto.

Negli anni sessanta diventa maestro Giuseppe Vezzoli che, un decennio più tardi, consegnò la bacchetta a Luigi Muratori. Fu proprio col maestro Muratori che nella banda comparvero numerose novità, egli ideò il saggio delle leve femminili e creò il gruppo majorettes. Molteplici furono le esibizioni della banda: alla festa dell'Uva di Lugano, al carnevale di Busseto, al Raduno bandistico di Verona, alla festa dell'Aia a Mantova e, nel 2015, all'Expo di Milano.

Nel 1996 la direzione passa sotto il maestro Giuliano Muratori, nipote di Luigi, che porta nella banda aria di novità e introduce un repertorio più ampio per coinvolgere sempre più giovani.

Corale Parrocchiale "San Giorgio Martire"

A Capriolo il primo coro nacque negli anni venti ed era composto solamente da voci maschili, alle quali, anni più tardi, si affiancò il coro delle voci bianche. Questo gruppo continuò la sua attività per diverso tempo fino a quando, il 12 ottobre 1983 venne fondata in maniera ufficiale la Corale Parrocchiale "San Giorgio Martire" che ebbe come primo maestro Pasquale Cortesi e come primo presidente Mario Rossi.

La corale, nel momento in cui venne istituita, contava più di 60 elementi e ben presto il maestro ampliò notevolmente il repertorio, rendendo sempre più nota questa realtà anche a livello provinciale e regionale.

Negli anni novanta diventa organista Renzangelo Cortesi, figlio di Pasquale, che poco dopo gli succederà alla direzione.

Con la scomparsa del maestro Pasquale nel 1999, il coro venne seguito da Roberto Bottino prima e da Marcello Merlini poi. Fu con il maestro Merlini che il coro migliorò significativamente il proprio livello musicale. Numerosi furono i concerti, gli spettacoli e i musical che la corale si trovò a realizzare, impossibile non citare l'enorme successo che ebbe il musical "Jesus Christ Superstar", eseguito nel 2007 e ripetuto più volte nei mesi successivi.

Nel 2010 la direzione passa sotto il maestro Marco Rovaris, appartenente a una famiglia di musicisti. Egli amplia ancora di più il repertorio, inserendo brani di musica lirica, canzoni popolari, pezzi corali di grande effetto fino alla riscoperta del canto gregoriano e delle laudi medievali.

Attualmente la corale è composta da 34 elementi, suddivisi in: 8 soprani, 5 contralti, 9 tenori e 10 bassi ai quali si aggiungono il maestro e l'organista Cristiana Bonzio.

Il gruppo Alpini

Il gruppo Alpini di Capriolo nasce nel 1930 e risulta essere uno dei gruppi più longevi dell'intera provincia di Brescia.

Attualmente il presidente è Gianbattista Muratori e la sede è presso la chiesetta "Regina Pacis" degli alpini alle pendici del monte di Sant'Onofrio.

L'associazione anziani e pensionati

L'Associazione anziani e pensionati di Capriolo nasce nel 1988 per volere di 17 persone che volevano condividere del tempo insieme e organizzare, per gli anziani del paese, dei momenti di festa e di intrattenimento.

Negli anni sono state molte le gite e le vacanze organizzate da questo gruppo, non solo in Italia, ma anche in Europa.

Nel 2005 la sede dell'associazione è presso via Vittorio Emanuele e dal 2017 il presidente è Clemente Salogni.

Persone legate a Capriolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Terzi (1847-1865): partecipò giovanissimo alla spedizione dei Mille_ di Garibaldi.
  • Mario Rigamonti (1922-1949): calciatore del Grande Torino, deceduto nella tragedia di Superga, a cui è dedicato fra gli altri lo stadio di Brescia. Egli è sepolto nella cappella di famiglia nel cimitero di Capriolo.
  • Alfredo Gorio (1948): farmacologo, scopritore della molecola di avermectina.
  • Argelide Signoroni (1891-2004): supercentenaria italiana morta a 113 anni.
  • Angelina Luigia Bani (1900-2011): supercentenaria italiana morta a 111 anni.
  • Moretti Faustina Aurelia (1903-2013): supercentenaria italiana morta a 110 anni.

Qualche anno fa al comune di Capriolo è stato conferito il titolo di "Paese della Longevità".

Nel borgo infatti risiedono numerosi centenari, in particolare, nella storia, ben tre donne hanno raggiunto e superato i 110 anni di vita, ottenendo dunque la palma di supercentenarie.

Attualmente vivono 6 persone che hanno superato i 100 anni e circa 300 ultranovantenni.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni e località[modifica | modifica wikitesto]

Sede del municipio di Capriolo

Dal punto di vista amministrativo il territorio non è suddiviso in frazioni[52], tuttavia sono presenti ventotto località: Baghetti, Belvedere, Bosco Basso, Cà Bianca, Cà dei Borboni, Carretto, Casello, Colombi, Colzano, Costa, Fantone, Feniletto, Fontanone, Le Case, Miola, Molesine, Molinara, Mussiga di Sopra, Pirlotti, Porto, San Lorenzo, Sant'Onofrio, Santo Stefano, Stallone e Valle.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La viabilità si basa principalmente sulla ex strada statale 469 Sebina Occidentale, che l'attraversa da nord a sud.

Il territorio comunale era attraversato dalla ferrovia Palazzolo-Paratico, chiusa al traffico ordinario, sulla quale era posta l'omonima fermata, non più in uso dal giugno 1966. Attualmente è servita unicamente dalla linea turistica TrenoBlu, gestita da FTI - Ferrovie Turistiche Italiane, funzionante solo nel periodo estivo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2001 2006 Fabrizio Rigamonti lista civica Per Capriolo con Rigamonti Sindaco [53]
2006 2009 Amerigo Lantieri de Paratico Il Popolo della Libertà-Lega Nord Sindaco [54]
2009 2009 Antonio Naccari Commissario prefettizio [55]
2009 2014 Fabrizio Rigamonti lista civica Per Capriolo con Rigamonti Sindaco [56]
2014 in carica Luigi Vezzoli Lega Nord Sindaco [57]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

La "Pol.Capriolese Basket" milita da anni nel Campionato di Promozione provinciale.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Capriolo ha una squadra calcistica maschile, la "A.S.D. Capriolo 1912" che limita la propria attività al solo settore giovanile e scolastico. La città è sede anche della squadra di calcio femminile del Brescia, solo omonima di quella maschile.

Lo stadio comunale prende il nome "Mario Rigamonti", storico calciatore del Torino, morto nella tragedia di Superga nel 1949.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ Arnaldo Gnaga, GnagaVocabolario.pdf Capriolo (PDF), in Vocabolario Topografico - Toponomastico della Provincia di Brescia, Brescia, Ateneo di Brescia Appendice ai commentari per l'anno 1936, Febbraio 1937 - XV, p. 143, ISBN non esistente.
    «Capriolo-a (Cavriõl; Cavriõla) [...] To. m. 210. Paese ai piedi dell'ultima collina occidentale. [...] Et. Piuttosto da capreulus come suppone anche l'0l. (n.d.r. Olivieri Dante. Dizionario di toponomastica lombarda Milano 1931) che dal nome della famiglia, il qual probab. viene da quello del paese.».
  3. ^ Comune di Capriolo - Sito Istituzionale. Vedi Altitudine
  4. ^ Comuni Italiani - Capriolo: Clima e Dati Geografici. Vedi Altitudine
  5. ^ Geoportale della Provincia di Brescia L'altitudine è visibile nei pressi del ricongiungimento delle tre derivazioni del fiume vicino alla linea di confine segnata in giallo
  6. ^ Geoportale della Provincia di Brescia È visibile il confine Capriolo / Adro segnato da una serie di pallini neri evidenziati dalla riga gialla
  7. ^ Arnaldo Gnaga, Vocabolario topografico-toponomastico della provincia di Brescia pag. 139, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 luglio 2013.
  8. ^ Fausto Lechi, Le dimore bresciane in cinque secoli di storia – Il Castello di Capriolo pag. 103, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 luglio 2013.
  9. ^ I testi di Lombardia beni Culturali sono consultabili dopo le ore 8:00
  10. ^ Sac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol. I pag. 19
  11. ^ Sac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol. I pag. 22
  12. ^ Storie Bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, Di Federico Odorici Volume 4 pag. 59 - XLIX (Anno 879 - 8 luglio) La Badessa Ermengarda
  13. ^ a b Carlo Cocchetti, Brescia e sua provincia pag. 328, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 luglio 2013.
  14. ^ I feudi ed i comuni della Lombardia - Di Gabriele Rosa pag. 152
  15. ^ Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 3 pag. 255
  16. ^ Sac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol I pag. 53
  17. ^ Storie Bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, Di Federico Odorici Volume 4 pag. 295
  18. ^ Dizionario odepórico, o sia storico-politico-naturale della Provincia Bergamasca, Di Giovanni Maironi da Ponte Volume 2 pag. 16
  19. ^ Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, - Di Jean-Charles-Léonard Simonde SismondiVolume 3 pag. 284
  20. ^ a b c d Carlo Cocchetti, Brescia e sua provincia pag. 329, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 luglio 2013.
  21. ^ Elogi historici di Bresciani illustri. Teatro di Ottavio Rossi Di Ottavio Rossi pag. 95
  22. ^ L'historia di Milano, volgarmente scritta dall'... oratore M. Bernardino Corio pag. 238
  23. ^ Delle Storie Bresciane, Di Pietro Bravo Volume 5 – pag. 48
  24. ^ Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 6 pag. 181
  25. ^ Delle historie Bresciane - Di Elia Cavriolo, Patrizio Spini pag 106
  26. ^ Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 6 pag. 182
  27. ^ Storie bresciane di Federico Odorici – vol. VII pag. 309 nota 2
  28. ^ Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 9 pag. 192
  29. ^ Delle Storie Bresciane, Di Pietro Bravo Volume 5 – pag. 93
  30. ^ Giovanni Zanolini, LombardiaBeniculturali - Comune di Capriolo (sec. XIV - 1797), lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 giugno 2013.
  31. ^ Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 7 pag. 199
  32. ^ Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 8 pagg. 153, 154
  33. ^ bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 8 pagg. 187, 188
  34. ^ a b Carlo Cocchetti, Brescia e sua provincia pag. 104, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 luglio 2013.
  35. ^ Charles II, King of Great Britain (1630-85)
  36. ^ Luciano Ranzanici, 11.07.2012 - Leonardo lungo l'Oglio Ecco la sua «mappa», bresciaoggi.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  37. ^ Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, - Di Federico Odorici Volume 9 pag. 167
  38. ^ Paolo Guerrini, Fonti per la Storia Bresciana vol. II dai I Diari dei Lantieri de' Paratico di Capriolo pag. 61, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 16 luglio 2013.
  39. ^ Giovanni da Lezze, Il Catastico Bresciano 1609-1610 nell'Esemplare Queriniano H. V. 1-2; pagg. 455 punto 2, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 luglio 2014.
  40. ^ Fausto Lechi, Le dimore bresciane in cinque secoli di storia – Il Castello di Capriolo pag. 104, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 luglio 2013.
  41. ^ Paolo Guerrini, Fonti per la Storia Bresciana vol. II dai Diari dei Paratico pag. 109, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 luglio 2013.
  42. ^ Nel 1812 è aperto un educandato presso il soppresso monastero delle Cappuccine ad opera di un gruppo di religiose ivi radunatesi e che confluirono poi nelle Orso1ine che si dedicarono all'educazione scolastica. Sac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol. I pag. 262
  43. ^ Delle historie Bresciane - Di Elia Cavriolo, Patrizio Spini pag 232
  44. ^ Sac. Giovanni Donni Capriolo Uomini e Vicende vol. I pag. 96
  45. ^ Paolo Guerrini, Fonti per la Storia Bresciana vol. II dai I Diari dei Lantieri de' Paratico di Capriolo pag. 65, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 16 luglio 2013.
  46. ^ Gian Battista Muzzi, Brescia Oggi, 26.05.2013 Nel broletto della canonica con lo stendardo e la fanfara, bresciaoggi.it. URL consultato il 12 luglio 2013.
  47. ^ La storia della BCC del Basso Sebino
  48. ^ Agli inizi di dicembre 1922, quando delle squadre fasciste a Capriolo malmenano il parroco don Pietro Libretti e il curato don Gaudenzio Martinazzoli…
  49. ^ Chiesa, Azione cattolica e fascismo nell'Italia settentrionale durante il pontificato di Pio XI (1922-1939): atti del quinto Convegno di storia della Chiesa, Torreglia, 25-27 marzo 1977 - Paolo Pecorari - Università Cattolica del Sacro Cuore. Vita e Pensiero, 1979
  50. ^ Elogi historici di Bresciani illustri. Teatro di Ottavio Rossi Di Ottavio Rossi – Tomaso Capriolo pag. 454
  51. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  52. ^ Statuto comunale di Capriolo, capriolo.org. URL consultato il 5 novembre 2010.
  53. ^ Ministero dell'Interno, Elezioni comunali del 13 maggio 2001, elezionistorico.interno.it. URL consultato il 14 agosto 2012.
  54. ^ Ministero dell'Interno, Elezioni comunali del 28 maggio 2006, elezionistorico.interno.it. URL consultato il 14 agosto 2012.
  55. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 24 febbraio 2009, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, nº 58, 11 marzo 2009. URL consultato il 14 agosto 2012.
  56. ^ Ministero dell'Interno, Elezioni comunali del 7 giugno 2009, elezionistorico.interno.it. URL consultato il 14 agosto 2012.
  57. ^ Elezioni Comunali Lombardia 2014 - tutti i comuni al voto

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN239646199
Lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Lombardia