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Vione

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Vione
comune
Vione – Stemma
Vione – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoMauro Testini (lista civica - area centrosinistra) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate46°14′53.09″N 10°26′54.31″E / 46.24808°N 10.44842°E46.24808; 10.44842 (Vione)Coordinate: 46°14′53.09″N 10°26′54.31″E / 46.24808°N 10.44842°E46.24808; 10.44842 (Vione)
Altitudine1,250 m s.l.m.
Superficie35,27 km²
Abitanti682[1] (30-11-2016)
Densità19,34 ab./km²
FrazioniCanè, Stadolina
Comuni confinantiEdolo, Ponte di Legno, Temù, Vezza d'Oglio
Altre informazioni
Cod. postale25050
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017202
Cod. catastaleM065
TargaBS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 997 GG[2]
Nome abitantivionesi
Patronosan Remigio
Giorno festivoSeconda domenica settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vione
Vione
Vione – Mappa
Posizione del comune di Vione nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Vione (Viù in dialetto camuno) è un comune italiano di 682 abitanti[1] della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Il territorio di Vione in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Vione si trova in alta Valle Camonica.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo quanto ci riporta lo storico vionese Padre Gregorio Brunelli inizialmente il paese si chiamava Polagra o Polacra o Dellagara ed in esso vi sorgeva un imponente fortezza il cui mastio venne distrutto nel 1411, fu Carlo Magno che dopo aver espugnato il maniero ne cambiò il nome in Vione ispirandosi al suo castello di Vion nei Pirenei.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.
Antica abitazione a Vione
Parrocchiale di San Remigio
Parte dell'antica abside della parrocchiale

Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Vione e Corteno Giovanni e Belotto Bardelli di Malonno.[3]

Nel 1338 vi fu una lite tra i Vione e Vezza per i confini, e gli abitanti vennero alle armi. Gli abitanti di Vezza diedero fuoco al castello di Vione. La dichiarazione di pace che contemplava anche i confini di Promina e Valzani fu rogata l'anno seguente.[4]

Il 15 maggio 1365 il vescovo di Brescia Enrico da Sessa investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Vione, Vezza, Sonico, Malonno, Berzo Demo, Astrio, Ossimo e Losine Giovanni e Gerardo del fu Pasino Federici di .[5]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 i rappresentanti della comunità di Vione, Bregnano Marchesio e il notaio Antonio Guarnieri, si schierarono sulla sponda ghibellina.[6]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[7]

Nel 1460 furono istituite delle scuole di grammatica latina, frequentate non solo da terrazzani, ma anche da esteri. Esse durarono fino al 1705, facendo di Vione un semenzaio di notai.[8] In 4 secoli Vione produsse 142 sacerdoti, diversi dottori in teologia, 99 monaci, tra cui predicatori, 76 pubblici notai e diversi dottori in legge e medicina.[9]

Il 13 agosto 1862 un incendio divora la frazione di Canè.[10]

Feudatari locali[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Bardelli 1336 - ?
Federici
Arms family it Federici - ancient (Luca Giarelli).png
1365 - ?
Della Torre 1423 - ?

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Vione sono:[11]

  • Parrocchiale di San Remigio, risalente al 1598 da precedente romanica. All'interno la pala d'altare del Bate
  • Santuario della Madonna di Cortaiolo, del 1577

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • A monte dell'abitato di Vione (2240 m s.l.m.) sorgeva una fortificazione con sei torri chiamata Tor dei Pagà.

Museo[modifica | modifica wikitesto]

  • Presso le ex scuole elementari si sviluppa il museo etnografico "El zùf" ideato e realizzato dal maestro Dino Marino Tognali, scrittore storico e poeta dialettale. Un'ala del museo è stata destinata ad ospitare altresì quanto ritrovato in sede di indagini storico- archeologiche eseguite nel territorio di Vione relativamente al progetto "Vione archeologica" finanziato da Regione Lombardia con il contributo di Fondazione Cariplo e in collaborazione con l'Università Cattolica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Annualmente i terrazzani distribuivano il sale.[13]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Vione ha due frazioni: Canè (180 abitanti) e Stadolina (190 abitanti).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio montano è utilizzato principalmente per l'agricoltura, sebbene in maniera molto minore che nel passato. Sono state altresì abbandonate attività ad essa collegate quali piccoli caseifici, forni, segherie.

Il comune di Vione, come tutti i comuni limitrofi, è stato interessato negli anni successivi la seconda guerra mondiale da un notevole fenomeno di emigrazione, sia verso la pianura italiana (Milano, Bergamo, Brescia, Torino), sia verso la vicina Svizzera.

L'economia del comune è basata sulla poca agricoltura, sul mercato dell'edilizia (in relazione all'attività turistica) e sul turismo estivo, grazie alla ricchezza naturalistica e di tradizioni del territorio. La Val di Canè è ora parte del Parco Nazionale dello Stelvio.

Nei primi anni del secolo XX era attiva nella val Canè una cava di marmo. In questi anni sono stati avviati progetti per il recupero delle lavorazioni tradizionali (marmo, legno, metalli).

A Vione e in tutta l'Alta Valle Camonica è nato un progetto per la coltivazione di piccoli frutti e di fragole.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 maggio 2014 in carica Mauro Testini Lista civica "Vivere insieme ancora 2014" (area centrosinistra) Sindaco 100%
8 giugno 2009 24 maggio 2014 Mauro Testini Lista civica "Vivere insieme" (area centrosinistra) Sindaco 100%[14]
12 giugno 2004 7 giugno 2009 Enrico Ferrari Lista civica "Uniti per il futuro" (area destra) Sindaco 52,06%
13 giugno 1999 11 giugno 2004 Giuseppe Lorenzo Paoli Lista civica "Canè-Vione-Stadolina" (area centrosinistra) Sindaco 65,84%
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Giuseppe Lorenzo Paoli Partito Popolare Italiano Sindaco 64,50%
6 maggio 1990 22 aprile 1995 Giuseppe Lorenzo Paoli Democrazia Cristiana Sindaco
12 maggio 1985 5 maggio 1990 Dino Marino Tognali Democrazia Cristiana Sindaco
8 giugno 1980 11 maggio 1985 Dino Marino Tognali Democrazia Cristiana Sindaco
15 giugno 1975 7 giugno 1980 Ettore Coatti Lista Civica Sindaco
7 giugno 1970 14 giugno 1975 Dino Marino Tognali Democrazia Cristiana Sindaco
22 novembre 1964 6 giugno 1970 Dino Marino Tognali Democrazia Cristiana Sindaco
6 novembre 1960 21 novembre 1964 Sindaco
27 maggio 1956 5 novembre 1960 Sindaco
6 giugno 1951 26 maggio 1956 Sindaco
31 marzo 1946 5 giugno 1951 Sindaco

Unione di comuni[modifica | modifica wikitesto]

Vione fa parte dell'Unione Comuni dell'Alta Valle Camonica, assieme ai comuni di Ponte di Legno, Temù, Vezza d'Oglio, Incudine e Monno.
L'unione di comuni, che ha sede a Ponte di Legno, è stata creata il 30 ottobre 2000, ed ha una superficie di circa 284,10 km².[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 83, ISBN 88-343-0333-4.
  4. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini, 1974 [1870], pg. 218.
  5. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 104, ISBN 88-343-0333-4.
  6. ^ Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, a cura di Oliviero Franzoni, Breno, Tipografia Camuna, 1998 [1698], pg. 183.
  7. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 206, ISBN 88-343-0333-4.
  8. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 377.
  9. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini, 1974 [1870], pg. 219.
  10. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 379.
  11. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 164.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini, 1974 [1870], pg. 217.
  14. ^ Voli - Speciale elezioni 2009, su pal.voli.bs.it. URL consultato il 14 giugno 2009.
  15. ^ Ministero dell Interno - Unione Comuni dell Alta Valle Camonica [collegamento interrotto], su pers.mininterno.it. URL consultato il 26 luglio 2008.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN247450399
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