Rezzato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Rezzato
comune
Rezzato – Stemma
Rezzato – Bandiera
Rezzato – Veduta
Rezzato – Veduta
Piazza Vantini e il Municipio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoGiovanni Ventura (Lega) dal 27-5-2019
Data di istituzione12 marzo 1299
Territorio
Coordinate45°30′54″N 10°19′03″E / 45.515°N 10.3175°E45.515; 10.3175 (Rezzato)
Altitudine147 m s.l.m.
Superficie18,21 km²
Abitanti13 302[1] (31-5-2022)
Densità730,48 ab./km²
FrazioniVirle, Treponti, San Giacomo
Comuni confinantiBotticino, Brescia, Castenedolo, Mazzano, Nuvolera
Altre informazioni
Cod. postale25086
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017161
Cod. catastaleH256
TargaBS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 329 GG[3]
Nome abitantirezzatesi
Patronosant'Anna
Giorno festivo26 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rezzato
Rezzato
Rezzato – Mappa
Rezzato – Mappa
Posizione del comune di Rezzato nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Rezzato (Rezat in dialetto bresciano[4]) è una città di 13 302 abitanti[1] della provincia di Brescia in Lombardia.

Posto immediatamente ad est della città di Brescia nell'area tra il capoluogo e il lago di Garda, è il più popoloso dell'est bresciano e il terzo comune dell'hinterland per numero di abitanti dopo Gussago e Concesio[1].

Fin dal Cinquecento la vicinanza alle cave di marmo di Botticino e la forte vocazione al lavoro artigianale lo hanno reso noto come il "paese degli scalpellini" (o tàia-préde in dialetto bresciano), abili addetti alla lavorazione del marmo[5].

Il 3 agosto 2022 ha ricevuto il titolo di città[6][7].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'area pedemontana immediatamente ad est del capoluogo.

Il territorio è costituito da tre grandi macroregioni morfologiche: l'ansa pianeggiante tra il monte Maddalena, la collina di Botticino e il monte Regogna. Il sistema collinare è costituito dai monti Regogna, Fieno e Marguzzo, parte delle Alpi meridionali italiane, e da due culminazioni quali il monte Peladolo e il poggio San Martino, leggermente distaccati dalle altre alture[5].

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Regogna e la cava Burgazzi, attiva fino al 1970.

I detti sistemi collinari nascono nel corso delle varie ere geologiche e sono costituiti da diversi tipi di rocce.

Una è la corna, costituita da carbonato di calcio e magnesio, formatasi quasi 193 milioni di anni fa. È presente in tutto il bacino compreso tra i monti Regogna e Marguzzo, nonché il poggio San Martino. Importanti studi effettuati sul monte Regogna hanno individuato varie forme fossilizzate di vita animale e vegetale marina[5].

L'età del corso inizia poco dopo quella della corna. Di questa roccia è costituita la parte inferiore del monte Regogna e tutto il monte Peladolo. Essendo parti molto basse, quindi un tempo sommersi del mare, sono state rinvenute conchiglie fossili di ammoniti e ricci di mare[5].

Il medolo, il quale affiora sulla parte occidentale del monte Regogna, ha una formazione di gran lunga più recente (178 milioni di anni fa) ed è una roccia costituita da calcari marmosi. Il medolo è caratteristico di un ambiente marino profondo e pertanto anche qui affiorano resti di conchiglie fossili.

Le rocce più giovani sono quelle che costituiscono il colle San Pietro; sono costituite da calcari grigi alternati a marne formatisi 147 milioni di anni fa.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Naviglio di Brescia a Rezzato.

Il territorio di Rezzato è attraversato dal Naviglio Grande Bresciano, che dal Gavardo si dirige verso Brescia, rifornendo tutti i torrenti agricoli della Valverde e della pianura a sud.

Il torrente Rino attraversa il centro storico della frazione di Virle e si immette nel Naviglio Grande Bresciano all'altezza dello svincolo stradale di Treponti. Nei pressi della foce del Rino dalle acque del Naviglio si dirama il torrente detto della Lupa che si dirige nelle campagne a sud di Treponti verso Castenedolo.

Da Botticino scende il torrente Rino Musia che attraversa parte del territorio nord-est rezzatese, per poi entrare nel comune di Brescia.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Tra le molte ipotesi sull'etimologia del toponimo Rezzato, quella più famosa riguarda la storia di un leggendario re di nome Zato che viveva nel territorio ad est di Brescia. Nel tempo la leggenda divenne così famosa che oggi lo stemma del comune raffigura un mezzo busto di un re. Tra le tante leggende attorno a questa figura, la più strana è quella dell'attribuzione al re di una moglie la regina Sabina, la quale regnava sulla valle Sabbia.

L'ipotesi più plausibile è, comunque, quella della derivazione del termine dal complesso della curtis vetus o Curvione, dalla quale corte regia o Regiadum, il luogo dove nel medioevo l'imperatore sostava durante i suoi viaggi diplomatici. Per ricordare questa nobile origine, rimane tutt'oggi, presso la stazione ferroviaria, la località Curvione, esito di Curtis Vetus.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

I reperti più antichi ritrovati risalgono al Neolitico; il luogo di ritrovamento fu la Cavernetta Ca' dei Grii. Questa cavità si trovava sul versante meridionale del monte Regogna ed è andata perduta a causa dello sfruttamento della cava vicina nel 1969[5]. Era lunga circa 9 m e larga 3,50 m; durante i lavori iniziati nel 1954 al suo interno furono trovati frammenti vascolari risalenti alla Cultura dei vasi a bocca quadrata e anche resti scheletrici. Non si esclude che la cavernetta sia stata usata come rifugio per una famiglia durante la Seconda guerra mondiale[8]. Altri reperti, rinvenuti sul monte Peladolo, databili intorno all'Età del Bronzo; su questa collina, infatti, si ritiene fosse presente un abitato di palafitte[8]. Durante i molti lavori di scavo tra il 1881 e il 1968 sono stati rinvenuti molti manufatti in terracotta e anche dei crani di bambini e scheletri umani.

L'età romana vede il territorio di Rezzato oltrepassato da un'importante strada, la via Gallica, che collegava Brescia a Verona, oggi ricalcata dal percorso della ex statale 11. In più, da alcuni reperti emerge che probabilmente all'altezza di Treponti vi fosse un bivio di questa strada che portava a Gavardo e a Vobarno (ora questa strada secondaria è ricalcata dalla statale 45 bis)[5].

In età romana Rezzato, insieme a Botticino, fu uno dei luoghi di estrazione del marmo più sfruttati dagli antichi Romani, come dimostrano i materiali utilizzati per la costruzione di molti edifici a Brescia e a Roma. Non ci sono, però, importanti ritrovamenti risalenti a quell'epoca se non alcuni mattoni usati per la costruzione delle case romane rinvenuti nel 1998 nella zona del santuario della Madonna di Valverde[5], un'ara della gens Livia trovata sul colle San Pietro, una lanterna rappresentante il dio Dioniso trovata con alcune tombe nella località Torre, una fibula in bronzo trovata sul monte Peladolo e un lastricato di strada romana scoperto nel 1971 durante i lavori per il cavalcavia Rezzato-Botticino[8].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il Medioevo è il periodo di nascita del paese. Intorno all'anno 1000 il vescovo di Brescia Landolfo donò alcuni fondi ai monaci benedettini del monastero di Sant'Eufemia per bonificare la zona ad est della città. Grazie ai monaci le terre furono bonificate e nacque il primo centro abitato che dipendeva religiosamente e civilmente dal monastero di Sant'Eufemia. Nel 1299 il vescovo di Brescia Berardo Maggi venne incontro alle richieste dei rezzatesi emanando un decreto in cui dichiarava la nascita del paese di Rezzato[8].

Una tradizione religiosa vuole sia avvenuta qui, nell'estate del 1399, una celebre apparizione mariana in località Valverde. Divenuta subito luogo di pellegrinaggio del movimento dei "Bianchi", vi sorse in seguito un santuario.[9]

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1429 Rezzato passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia e iniziò un periodo di prosperità e fioritura del commercio.

Nel 1548 il nobile Giacomo Chizzola fondò a Rezzato la prima accademia di agronomia[8].

Negli anni successivi a Rezzato furono costruite molte ville, tra cui Villa Fenaroli e Villa Provaglio.

Sotto il provvisorio dominio dei Visconti, nel Cinquecento, Rezzato fu posto come paese capitano della regione Quadra (comprendente anche i comuni di Sant'Eufemia della Fonte, Mazzano, Caionvico, Borgosatollo, Castenedolo, Virle e Calcinato)[10].

Il comune era governato da tre consiglieri che duravano in carica un anno; 12 consoli che a turno ricoprivano la carica di massaro e un cancelliere.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Passato nel XVIII secolo sotto l'impero napoleonico, divenne poi parte dell'impero austro-ungarico.

Durante la seconda guerra d'indipendenza italiana, Rezzato fu tra gli scenari della Battaglia di Treponti che si tenne fra i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi e le forze austriache nella campagna tra Treponti e Castenedolo.

Dal punto di vista amministrativo, dal 1859 al 1926 Rezzato fece parte del circondario di Brescia ed era a capo del mandamento X che comprendeva anche i comuni di Borgosatollo, Botticino Sera, Botticino Mattina, Mazzano, Castenedolo, Nuvolera, Nuvolento, Serle, Ciliverghe, Caionvico, Virle Treponti.

Nel 1897 fu aperta la ferrovia Rezzato – Vobarno che fino al 1968 collegava la Valsabbia alla stazione posta sulla ferrovia Milano – Venezia.

Nel 1928 fu integrato il territorio del soppresso comune di Virle Treponti, formato dalle attuali frazioni di Virle e di Treponti.

Rezzato fu colpito da 43 incursioni aeree alleate e fu luogo di transito delle operazioni politico-militari che da Brescia si muovevano verso il lago. Nel periodo tra l'8 settembre 1943 ed il 28 aprile 1945 a Rezzato si sviluppò un'organizzazione partigiana artefice anche del giornale clandestino Il ribelle[5].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune di Rezzato è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 2 marzo 2007.[11]

«Troncato: il primo, di argento, al busto in maestà del Re, di carnagione, baffuto, barbuto e capelluto di nero, coronato dalla corona regia d'oro, vestito di azzurro, col manto di rosso, il petto ornato dalla crocetta d'oro, unita alla catenella dello stesso, esso busto sostenuto dalla linea di partizione; il secondo, di rosso, al giglio di azzurro, sormontato dalla foglia di sega posta in fascia, scorciata, di sette denti volti all'ingiù, d'oro. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Nonostante la recente concessione, lo stemma di Rezzato è piuttosto antico ed appare già negli Annali della Spettabile Comunità di Rezzato del 1749, anche se con qualche differenza negli smalti. Abbina alle caratteristiche di arma parlante i simboli dell'appartenenza alla fazione guelfa, tratto comune a molte altre località del bresciano. Alla figura del leggendario re Zato, a cui per paraetimologia si fa risalire l'origine del nome del paese, si accompagnano gli emblemi guelfi del giglio e della fascia dentata nel lembo inferiore.[12]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di città

Il 3 agosto 2022 Rezzato ha ottenuto per decreto del presidente della Repubblica il titolo onorifico di città d'Italia[6][7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Convento di San Pietro in Colle
Il Convento francescano in inverno.

Il colle San Pietro è importante per le comunità religiose di Rezzato e Virle, poiché sulla sua sommità fu costruito nel 1008 un piccolo monastero benedettino. I monaci vi rimasero fino al 1299, quando, con la nascita del comune, vi fu istituita la prima chiesa parrocchiale. Nel 1460 la chiesa fu abbandonata perché la parrocchia si trasferì nell'attuale chiesa di San Giovanni.

Nel 1571 salì sul colle e nel convento una piccola comunità di frati Cappuccini.

Dopo ristrutturazioni e instabilità nel corso del XVIII e del XIX secolo, nel XX secolo tornarono i frati minori francescani.

Il monastero possiede una biblioteca ben fornita con manoscritti antichissimi.

Chiesa di San Giovanni Battista

Nel 1631 il Consiglio di Rezzato deliberò la costruzione di una nuova parrocchiale che rispondesse alle esigenze del culto per il continuo incremento demografico. Il nucleo centrale (di cui oggi si può ancora ammirare il campanile) risale al 1310, la ristrutturazione in stile barocco termina nel 1672.

Oltre all'altare maggiore in marmo di botticino, essa era arricchita da vari altari laterali dedicati al Santissimo Sacramento, Sant'Anonio, San Sebastiano e al Santissimo Rosario. Accanto alla chiesa attuale fu edificata nel 1707 la chiesa della Confraternita del Suffragio. Completamente spoglia al suo interno, possiede un campanile che termina con una caratteristica cupola arabeggiante in bronzo, alla cui estremità si trova una piccola bandiera segnavento.

Santuario della Madonna di Valverde
Il santuario della Madonna di Valverde.

La strada che collega il paese al santuario risale al 1642 e la cappelletta sul laghetto (luogo dell'apparizione) fu costruita nel 1400 e poi ristrutturata nel 1712 in seguito all'apparizione del 1711. Il fatto che la strada e il santuario vero e proprio siano stati costruiti nel Seicento si deve all'aumento di religiosità dei rezzatesi e alla crescita della popolazione locale in quel periodo.

Discorso a parte merita la rotonda di S.Maria in Vallis Verdis. L'edificio di architettura romanica (l'unico della zona) era presente prima ancora dell'apparizione e denota la particolare devozione mariana della Valverde. Eretto intorno all'anno 1100, nel 1600 l'edificio fu inglobato nella chiesa del santuario (oggi, infatti, da fuori non si riesce a distinguere la Rotonda). Nella prima parte la costruzione ha una forma circolare, come se si volesse imitare la pianta del S. Sepolcro a Gerusalemme, il che significa che il progetto è posteriore all'anno della prima crociata (1099).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Pinacoteca Internazionale dell'Età Evolutiva Aldo Cibaldi

Il progetto ha inizio negli anni '50, e nel 1969 la Pinacoteca diviene civica. La particolarità di essa è la presenza al suo interno di molteplici opere realizzate da bambini di tutto il mondo che vengono catalogate ed elaborate. La PInAC si trova in via Disciplina nell'edificio dell'ex chiesa di Sant'Alessandro.

Villa Fenaroli.

A Rezzato si trovano molte ville antiche[13], tra le quali:

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco di Bacco.

Nel complesso il comune di Rezzato possiede più di 160.000 m²[14] di verde pubblico tra parchi, spazi sportivi e aree verdi.

I parchi pubblici sono i seguenti:

  • Parco di Bacco, nato come parco privato nel Settecento quando i conti Fenaroli vi fecero costruire il tempietto omonimo. Con una superficie di 30.440 m², è il parco pubblico più grande del paese. Dimenticato nel dopoguerra, nel 1977 fu ribonificato e adibito ad uso pubblico. Situato vicino al convento di San Pietro in Colle, si trova a quasi 208 m s.l.m. e dalla sua sommità è possibile ammirare tutto il territorio circostante. È considerato il fiore all'occhiello dell'abitato ed è raggiungibile attraverso la famosa scalinata progettata dall'architetto Marchetti nel 1700.
  • Parco della Repubblica Italiana, nato come Parco di Virle negli anni settanta, è il secondo per estensione (14.000 m²) ed è situato in una zona di congiunzione tra il centro storico di Virle e il quartiere residenziale Aldo Moro. Ospita anche un campo da basket e due zone per l'intrattenimento dei bambini. Dal 2001 nella giornata del 2 giugno accoglie la manifestazione Volontari Volentieri. Nel 2012 è stato intitolato alla Repubblica Italiana.
  • Parco Donatori di Sangue, inaugurato nel 1994, si trova nel quartiere San Carlo tra le costruzioni scolastiche delle scuole elementari Caduti Piazza Loggia, la scuola Rodolfo Vantini, l'asilo nido Fiorallegro e la scuola materna Le Cupole. Al suo interno sorge un monumento in onore dell'associazione AVIS.
  • Parco la Nuova Famiglia e Parco Lombardo I sono situati entrambi nella moderna zona residenziale di Virle, il quartiere Aldo Moro. Il primo fu inaugurato nel 1997in seguito alla nascita del quartiere omonimo, il secondo verso la fine degli anni ottanta; si trova vicino alla sede ASL. Sono a poca distanza tra loro e insieme formano una zona verde pari a 8.000 m².
  • Parco Ottorino Marcolini, nato nel quartiere omonimo nel 1975, è stato intitolato al famoso presbitero solo nel 2000.
  • Parco Ferrari, inaugurato nel 2006 alla presenza di Felipe Massa, si trova nella zona centrale del paese. È il parco più sfruttato data la sua centralità. È intitolato al ferrarista Enzo Ferrari in onore del primo Club Ferraristi d'Italia nato proprio a Rezzato.
  • Parchi Chico Mendes, nati nel quartiere omonimo nel 1988.
  • Parco Gennari, nella omonima via nella zona nord-est del paese.
  • Parco delle colline, insieme ai comuni di Collebeato, Brescia, Botticino, Cellatica, Bovezzo, Rodengo-Saiano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 a Rezzato la presenza straniera è di 1 877 individui[16]:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il laghetto del Santuario della Madonna di Valverde

Uno degli eventi più noti della storia medievale rezzatese è quello della duplice apparizione della Madonna e di Cristo. Il tutto risale all'estate del 1399[5]: nella zona della Valverde un contadino stava lavorando nel campo, e gli apparve un uomo, rivelatosi poi Cristo, che gli ordinò di prendere i tre pani che aveva nella bisaccia e di gettarli in un laghetto non molto distante. Recatosi al laghetto, il campagnolo incontrò una donna (la Madonna) che lo obbligò a tornare indietro senza gettare i pani nell'acqua. Poco dopo Cristo ripeté al contadino di tornare al laghetto per gettarvi i tre pani, e di nuovo la Madonna gli disse di tornare da Cristo implorandolo di avere pietà e di accettare che venisse gettato in acqua solo uno dei tre pani. Tornato di nuovo al suo campo, l'uomo implorò Cristo, il quale acconsentì e lo rimandò al laghetto per gettarvi un solo pane. Simbolicamente questi tre gesti, come spiegò poi Maria all'uomo, rappresentavano la fame, la guerra e la peste, e l'atto di gettarli in acqua significava l'attuazione di queste disgrazie volute da Cristo per punire l'uomo della sua perseverazione. L'anno dopo, infatti, si diffuse una crudelissima pestilenza che uccise un terzo della popolazione[5].

Nel luogo dove un tempo era il laghetto fu costruita nel corso del XV secolo una piccola cappella e, poco distante, un santuario dedicato alla Madonna di Valverde. Ogni anno l'episodio è riproposto durante la processione di sant'Anna, patrona del paese, l'ultima domenica di luglio.

Un'altra apparizione si ricorda proprio nel luogo dove si verificò quella del 1399. Nel 1711 il comune fu colpito da una grande epidemia di peste e i rezzatesi organizzarono molti riti religiosi per chiedere alla Madonna la fine della pestilenza. Un giorno, due ragazzini di 8 e 11 anni, che erano andati a raccogliere castagne sul colle San Pietro, videro brillare la Madonna posta sulla cappella del laghetto e poi sentirono la voce di una donna che li rassicurò. In seguito a questa seconda apparizione, la cappella è stata ristrutturata nel 1712[5].

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1900 Rezzato è sede di una casa di riposo (nella sede attuale dal 1992), di un centro diurno per anziani, di un centro diurno per disabili. Dal 1992 è presente una residenza sanitaria assistenziale e dal 1995 un'unità operativa di riabilitazione[17].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale è sede del centro operativo bibliotecario Brescia Est[18].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune è presente un istituto comprensivo che comprende quattro scuole dell'Infanzia, tre scuole primarie e una scuola secondaria di primo grado[19].

La scuola per scalpellini e Rodolfo Vantini[modifica | modifica wikitesto]

Rodolfo Vantini fu uno degli scultori più importanti del Bresciano; nacque a Brescia nel 1792. Dopo vari studi divenne architetto e la sua vita iniziò a legarsi particolarmente a Rezzato: prima di tutto per motivi sentimentali che lo univano ad una giovane del luogo, poi per motivi di lavoro (fu lui, infatti, ad ideare il cimitero ed il palazzo del comune)[5].

Successivamente il Vantini decise di istituire proprio a Rezzato una scuola per scalpellini che nel corso dell'Ottocento si rivelò assai importante per lo scultore. La scuola fu favorita da una grande adesione da parte dei rezzatesi, vista la vicinanza con le cave di marmo di Botticino. Un allievo della scuola fu lo scultore Giovanni Battista Lombardi nato a Rezzato.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Rezzato è composto da diversi nuclei abitativi e quartieri, nati nel corso della seconda parte del XX secolo attorno ai nuclei storici di Rezzato e della frazione di Virle che fino al 1927 era un comune autonomo.

Il territorio comunale si suddivide in tre nuclei abitativi distinti[20], a loro volta suddivisibili in quartieri e zone urbane:

  • Rezzato: le zone urbane che compongono il nucleo abitativo centrale del paese sono il centro storico, Capo Sera, il Serraglio (con la presenza di un quartiere costruito negli anni settanta nella zona compresa tra il Colle San Pietro e il monte Peladolo), il quartiere Cristallo (comprendente un sotto-quartiere costruito negli anni cinquanta nei pressi del campo sportivo di via De Gasperi e un sotto-quartiere nato negli anni ottanta nella zona compresa tra Rezzato e la frazione di Virle nei pressi del nuovo campo sportivo e del centro polifunzionale Cristallo) e il quartiere Comparto 1 (attualmente in costruzione).
  • Virle: la frazione è composta dal centro storico (detto anche Virle vecchia), dal quartiere Cristallo (nato negli anni ottanta, il quale ha eliminato la separazione urbanistica tra i nuclei abitativi di Rezzato e Virle), dal quartiere Aldo Moro (nato nei primi anni ottanta e caratterizzato dalla presenza di un asilo e dalla chiesa di San Giuseppe consacrata nel 1982), dal villaggio La Famiglia (sorto negli anni novanta) e dalla frazione di Treponti (a vocazione prevalentemente industriale).
  • San Carlo: il quartiere a sud del paese, le cui prime costruzioni risalgono ai primi anni del XX secolo, ha avuto una forte crescita nel corso di tutto il secondo dopoguerra; oggi è suddivisibile in diversi sotto-quartieri, tra i quali il villaggio Marcolini (1975), il quartiere Sant'Anna (1982) e il quartiere Chico Mendes (1988).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento Italcementi prima del revamping realizzato nel quinquennio 2012-2017

Rezzato e Virle, appartenendo alla zona del Bacino Marmifero del Botticino, sono sempre stati particolarmente interessati dall'escavazione del marmo. A Virle è presente una cava di carbonato di calcio per utilizzo industriale ed edilizio. Rezzato è noto per l'opera della lavorazione marmifera, che ha permesso di far conoscere i suoi maestri scalpellini in tutto il mondo: per esempio, la lavorazione del marmo dell'Altare della Patria a Roma è avvenuta proprio a Rezzato[21].

L'agricoltura è in calo, anche se sia nella zona della Valverde che in quella di San Giacomo ci sono molte terre coltivate. Il comune di Rezzato fa parte del percorso Strada del vino Colli dei Longobardi. Dal 18 febbraio 2019 il comune fa parte dell'Associazione Nazionale Comuni Virtuosi[22].

Nonostante l'economia di Rezzato si sia sempre basata sul commercio e sulla lavorazione del marmo, nel 2001 gli addetti all'estrazione del marmo erano inferiori a quelli addetti all'estrazione della sabbia, con numerose cave situate nella porzione pianeggiante del territorio (ambito estrattivo ATEg25 del Piano cave della provincia di Brescia). Importante è il numero di addetti alla lavorazione e alla fabbricazione del cemento, impiegati nella fabbrica Italcementi.

Sul territorio di Rezzato si trova la sede delle Officine Meccaniche Rezzatesi (OMR), tra i principali fornitori di pezzi per la casa automobilistica della Ferrari[23]; sempre operante nel settore automotive in passato era attiva anche la carrozzeria Portesi, che costruiva autobus soprattutto per il mercato italiano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'A4 Milano-Venezia attraversa il territorio rezzatese a meridione. Nei pressi del vicino comune di Castenedolo è situata l'uscita Brescia Est.

La statale provinciale 114 ex Padana superiore percorre la parte meridionale dell'abitato di Rezzato, mentre nei pressi di Treponti da questa si dirama la provinciale 116 per Salò. Le due strade sono i tronchi originali di due strade statali, sostituite da corrispondenti superstrade: la strada provinciale BS 11, che attraversa il territorio comunale come prosecuzione della Tangenziale sud poco a nord rispetto all'A4, e la SP BS 45 bis, che si origina presso lo svincolo situato nei pressi della località San Giacomo. Dal medesimo svincolo termina la Tangenziale Sud, per cui la strada provinciale BS 11 prosegue in direzione Desenzano e Peschiera a una corsia per senso di marcia.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Rezzato

La stazione di Rezzato è un impianto ferroviario posto sulla linea Milano-Venezia adibito al solo servizio merci (il servizio passeggeri è cessato a metà degli anni '90). Tra il 1896 e il 1967 lo scalo fu capotronco della Rezzato-Vobarno che serviva inoltre gli abitati di Virle e di Treponti con un'apposita fermata. Tra il 1929 e il 1957 la stazione rezzatese era collegata alle cave di Botticino da un raccordo ferroviario[24].

Tra il 1881 e il 1954 Rezzato, Virle e Treponti furono servite dal tratto tranviario comune alle due linee interurbane per Salò e per Vestone e Idro.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Rezzato fa parte dell'area urbana del trasporto pubblico di Brescia.

Il paese è percorso inoltre dalla ciclabile Sant'Eufemia-Salò della rete ciclopedonale della provincia di Brescia, mentre all'interno del territorio comunale sono presenti 7 km di piste ciclabili[20].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Rezzato.

Di seguito l'elenco dei sindaci di Rezzato eletti direttamente dai cittadini (dal 1995):

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 aprile 1995 14 giugno 2004 Augusto Berardi lista civica di centro-sinistra Sindaco [25]
14 giugno 2004 26 maggio 2014 Enrico Danesi lista civica di centro-sinistra Sindaco [25]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Davide Giacomini lista civica di centro-sinistra Sindaco [25]
27 maggio 2019 in carica Giovanni Ventura Lega Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Atletica[modifica | modifica wikitesto]

GS Atletica Rezzato

Nel comune ha sede la società G.S. atletica Rezzato[26] affiliata alla FIDAL.

Basket (pallacanestro)[modifica | modifica wikitesto]

La società di pallacanestro di Rezzato è il Basket più.

Cricket[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2014 a Rezzato è presente la Janjua Cricket Club Brescia asd, affiliata alla FCrI, che partecipa ai campionati nazionali. La prima squadra milita in serie A e nel 2018 ha vinto la Coppa Italia[27].

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Opera la società GS San Carlo. La società AC Rezzato, non più attiva, raggiunse il suo culmine con il campionato di Serie D. L'altra squadra del paese è lo Sporting Club Rezzato.

Marcia di regolarità in montagna[modifica | modifica wikitesto]

In paese ha sede il Gruppo alpini Rezzato[28].

Dal 1984 si organizza una gara denominata 'Trofeo Chiesetta degli Alpini' che negli anni ha avuto valenza sia regionale che nazionale; partendo dalla sede degli Alpini di Rezzato, la gara si svolge sui sentieri dei monti a ridosso dell'abitato: Regogna, Fieno e Marguzzo.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 è presente l'Olimpica Tennis Rezzato asd iscritta alla FIT.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Le strutture sportive iniziano ad apparire in territorio comunale nel 1929, quando viene inaugurato il primo stadio comunale in via Alcide De Gasperi.

La piscina comunale viene realizzata nel 1978 e ampliata nel 2008-2010. Sempre negli anni settanta nascono velocemente anche i campi da tennis dell'Olimpica, la pista di go-kart, la pista di motocross in località San Giacomo, Il centro ippico (chiuso nel 2005).

Il 19 settembre 1983 viene inaugurato il nuovo impianto sportivo in via Milano che contiene campo da calcio con pista di atletica con tribune e il bocciodromo.

Dal 1997 il comune dispone anche di un palazzetto dello sport nella parte sud del paese, a San Carlo, dove trovano spazio il basket e altri sport.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m "Rezzato, materiali per una storia", Paolo Corsini e Gianbattista Tirelli, 1986.
  6. ^ a b Rezzato diventa «città»: nel Bresciano sono 15 i Comuni insigniti del titolo, in Giornale di Brescia, 16 agosto 2022. URL consultato il 17 agosto 2022.
  7. ^ a b Rezzato è diventata una Città, in Bresciaoggi, 14 agosto 2022. URL consultato il 17 agosto 2022.
  8. ^ a b c d e "Rezzato. Storia di una comunità", Marco Taccolini, 2000.
  9. ^ Il miracolo di Valverde a Rezzato, su Brescia Genealogia, 6 marzo 2020. URL consultato il 13 ottobre 2021.
  10. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Rezzato (sec. XIV - 1797), su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 giugno 2011.
  11. ^ Rezzato (Brescia) D.P.R. 02.03.2007 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato il 26 settembre 2021.
  12. ^ Marco Foppoli, Rezzato, in Stemmario Bresciano, Provincia di Brescia / Grafo, 2011, p. 46, ISBN 978-88-7385-844-7.
  13. ^ "Le Ville antiche di Rezzato", Comune di Rezzato, 1990.
  14. ^ Copia archiviata, su comune.rezzato.bs.it. URL consultato il 26 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2012). Comune di Rezzato - Agenda 21 locale.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 17 settembre 2012 (archiviato il 22 giugno 2013).
  17. ^ [1] Azienda Speciale Almici.
  18. ^ [2][collegamento interrotto]
  19. ^ Scuole di Rezzato
  20. ^ a b "Agenda 21 Locale", Comune di Rezzato, 2003.
  21. ^ [3] Sito del centenario dell'Altare della Patria.
  22. ^ Federica Pacella, Ambiente e sociale, Rezzato è nei Comuni virtuosi, su ilgiorno.it, Il Giorno, 8 marzo 2019. URL consultato il 10 aprile 2019.
  23. ^ Copia archiviata, su omrautomotive.it. URL consultato il 9 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2013). Sito OMR.
  24. ^ Sergio Onger, Una provincia operosa. Aspetti dell'economia bresciana tra XVIII e XX secolo, Milano, Franco Angeli, 2011, pp. 143 e 146, ISBN 978-88-568-7151-7.
  25. ^ a b c Eletto con la lista civica "Rezzato Democratica".
  26. ^ G.S. Atletica Rezzato, su atleticarezzato.it. URL consultato il 27 marzo 2019.
  27. ^ Coppa Italia, su cricketitalia.org. URL consultato il 25 giugno 2019.
  28. ^ Gruppo Alpini Rezzato | Home, su alpinirezzato.it. URL consultato il 27 marzo 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Corsini e Gianbattista Tirelli, Rezzato, materiali per una storia, 1986.
  • Mario Taccolini, Rezzato, storia di una comunità, Fondazione terre Bresciane, 2000.
  • Domenico Piccinotti e Vincenzo Pialorsi, Rezzato attraverso i secoli, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN151429434 · WorldCat Identities (ENlccn-n95020049
  Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Lombardia