Rubano

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Rubano
comune
Rubano – Stemma Rubano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
Sindaco Sabrina Doni (lista civica di centro-sinistra) dall'8-6-2014
Territorio
Coordinate 45°26′N 11°47′E / 45.433333°N 11.783333°E45.433333; 11.783333 (Rubano)Coordinate: 45°26′N 11°47′E / 45.433333°N 11.783333°E45.433333; 11.783333 (Rubano)
Altitudine 18 m s.l.m.
Superficie 14,51 km²
Abitanti 16 173[1] (31-12-2015)
Densità 1 114,61 ab./km²
Frazioni Bosco, Sarmeola, Villaguattera
Comuni confinanti Mestrino, Padova, Saccolongo, Selvazzano Dentro, Villafranca Padovana
Altre informazioni
Cod. postale 35030
Prefisso 049
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028072
Cod. catastale H625
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti rubanesi
Patrono santa Maria Assunta (capoluogo), santa Maria e san Teobaldo (Bosco), san Fidenzio (Sarmeola), san Prosdocimo (Villaguattera)
Giorno festivo 13 giugno (Sant'Antonio da Padova)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rubano
Rubano
Rubano – Mappa
Posizione del comune di Rubano all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Rubano (pronuncia: Rubàno, Ruban in veneto) è un comune italiano di 16 173 abitanti[1] della provincia di Padova in Veneto. Le frazioni del comune sono: Bosco di Rubano, Sarmeola e Villaguattera.

La storia e la toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Epoca romana ed alto-medioevale[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Rubano deriva dal prediale latino Rubianus, ossia territorio di Rubius, che si suppone essere stato un legionario o un importante funzionario di epoca romana cui sarebbero stati assegnati terreni nella zona dell'attuale Rubano[2].

In epoca preistorica, il territorio rubanese era attraversato dal fiume Medoacus (oggi Brenta)[3] che vi scorreva con numerose anse, del cui paleoalveo rimane traccia ancora oggi nell'andamento di alcune strade interne, fossati e parcelle territoriali; Rubano si trova infatti all'interno di una fascia di canali denominata 'Mestrino-Rubano' datata tra il VI ed il IV millennio a.C.[4], poi abbandonata dal fiume Brenta per un tragitto simile a quello dell'attuale Bacchiglione durante l'età del Bronzo.

In epoca romana, i fiumi dovevano già seguire un percorso più vicino agli attuali percorsi[5] (il Brenta a nord, la Storta o il Bacchiglione a sud) e quindi ai margini del territorio rubanese. Era attraversato dalla romana Via Gallica nel tratto tra Padova e Vicenza lungo il percorso dell'attuale Strada Regionale 11 Padana Superiore. Si ipotizza che Rubano sorga in corrispondenza del quinto miglio (7400 m) da Padova, che in particolare cadrebbe all'altezza della vecchia chiesa all'incrocio tra le attuali SR11 e via Palù; in corrispondenza del terzo miglio (4440 m) si troverebbe l'area della vecchia chiesa di Sarmeola, demolita alla fine degli anni '60[6]. L'origine del conteggio miliare corrisponde all'incrocio tra gli attuali Ponte Molino e via Savonarola in Padova, in corrispondenza della porta romana presso cui terminava a nord il cardo maximus della città, e da cui si originavano anche le strade verso Asolo e Feltre (via Aurilia, corrispondente circa all'attuale SS 307 "del Santo"), verso la Valsugana e Trento (attuale SS 47), e verso Marostica e l'Altopiano di Asiago (l'attuale direttrice Padova - Villafranca Padovana - Piazzola sul Brenta - Carmignano - Marostica)[7][8].

Il territorio rubanese era soggetto ad allagamenti in conseguenza delle piene stagionali dei fiumi vicini. La relativa vicinanza tra il corso del Medoacus e la via Gallica, può spiegare la presenza in età medioevale di una seconda importante via di comunicazione che corre al margine meridionale del territorio rubanese: la strada Pelosa, che partiva da Padova e procedeva con andamento rettilineo (di cui oggi rimangono alcuni tratti separati) fino a Montegalda, per poi terminare anch'essa a Vicenza. Studi recenti[7] tendono ad escludere l'origine romana della strada Pelosa.

Non si hanno comunque notizie storicamente attestate su Rubano ed il suo territorio nel periodo romano ed alto-medioevale, ma solamente pochi resti archeologici, relativi ad abitazioni rurali risalenti al I-II secolo d. C.[9].

Diversi testi accennano alla presenza di guarnigioni di Sarmati nella zona di Sarmaticula (l'attuale Sarmeola) [3] nel V secolo d.C., poste a guardia dei confini occidentali della città di Padova. Il toponimo Sarmeòla deriverebbe quindi dal nome della popolazione dei Sarmati, tramite Sarmaticula poi Sarmedaula[10], si veda anche il toponimo Sarmego, località a 15 km da Sarmeòla in direzione Vicenza; un'ipotesi alternativa fa risalire l'etimologia del nome alla radice sar- o ser- indicante l'acqua, ed al suffisso -meola (midollo), con il significato di "(territorio) in mezzo all'acqua" [4], in probabile riferimento alla presenza in tempi antichi del fiume Brenta nel territorio o alla natura paludosa dei terreni (da cui sicuramente il toponimo locale paludi delle mojacche per la zona di campagna a nord del paese, toponimo tuttora presente nel nome di una via). La corretta accentazione Sarmeòla è attestata dalle cartine IGM presso il Portale Cartografico Nazionale [5] nonché dal Pellegrini[11], benché nella zona sia invalso l'uso di pronunciare il nome come Sarmèola, forse per togliere in tal modo al termine una connotazione troppo "dialettale".

Tardo medio-evo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie storicamente attestate del territorio risalgono a dopo l'anno Mille. In particolare, il toponimo Sarmeola compare nell'anno 1026, Rubano nel 1073, Villaguattera nel 1191, Bosco verso la fine del XIII secolo. Del 1130 è il primo riferimento al toponimo Bibano, piccolo centro abitato nella parte meridionale del Comune, poi scomparso nei secoli successivi. Le chiese di Sarmeola e Rubano dipendevano dal Duomo di Padova; il territorio di Bosco invece era un possedimento dell'Abbazia della Vangadizza. La vecchia chiesa di Rubano (oggi sconsacrata ed adibita ad Auditorium comunale), risalente alla fine del XIII secolo, è presumibilmente il più antico edificio del territorio sopravvissuto in forma riconoscibile fino ad oggi.

Nel corso dei secoli successivi, la storia di Rubano ha seguito le vicende della vicina città di Padova.

Il territorio[modifica | modifica wikitesto]

Conformazione fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del Comune si estende nella Pianura veneto-friulana, ed è completamente pianeggiante. È attraversato da corsi d'acqua minori, il principale dei quali è il canale Brentella che ne costeggia i confini orientali con il Comune di Padova, mentre il Brenta scorre alcuni chilometri a Nord, nei pressi di Limena ed il Bacchiglione a sud nel territorio di Selvazzano Dentro. Presso la frazione di Bosco si trova il Parco etnografico, che sorge sulla riva di un laghetto artificiale, nato dall'attività di escavazione di ghiaia.

Vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune si trova lungo le principali vie di comunicazione tra Padova e Vicenza, lungo la direttrice Venezia-Milano: è attraversato dalla Strada Regionale 11 Padana Superiore, dalla ferrovia Venezia-Milano, e dall'Autostrada A4 Serenissima.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Il comune di Rubano ha superato recentemente la soglia dei 15000 abitanti. Rispetto ad altri Comuni della provincia di Padova, quali ad esempio Selvazzano Dentro, Rubano ha avuto negli anni '80 uno sviluppo demografico più controllato, seppure alquanto rapido, in particolare nella frazione di Sarmeola. Nel decennio scorso si è favorito un processo di riequilibrio della popolazione nel territorio, a favore delle frazioni più piccole di Bosco e Villaguattera.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Rubano è gemellato con Notre-Dame-de-Gravenchon, situato nella regione dell'Alta Normandia francese.

Le ultime elezioni amministrative sono state vinte dalla lista civica Vivere Rubano (assieme a Rubano Futura), politicamente di centro-sinistra, che governa il Comune con continuità dal 1994. Il Sindaco precedente, Leonildo Bettio, è rimasto ininterrottamente in carica dal 1980 (allora con una lista Democrazia Cristiana monocolore) al 2004 (con la lista Vivere Rubano). Il suo successore, Ottorino Gottardo, è stato anch'egli riconfermato per un secondo mandato nel giugno 2009. Nel 2014 a vincere le elezioni è stata il sindaco, ora in carica, Sabrina Doni.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1970 1980 Tiziano Pavin Democrazia Cristiana Sindaco vari mandati
1980 1999 Leonildo Bettio Democrazia Cristiana Sindaco vari mandati
1999 2004 Leonildo Bettio lista civica "Vivere Rubano" Sindaco
2004 2009 Ottorino Gottardo lista civica "Vivere Rubano" Sindaco
2009 2014 Ottorino Gottardo lista civica "Vivere Rubano" Sindaco
2014 in carica Sabrina Doni liste civiche "Vivere Rubano" e "Rubano Futura" Sindaco

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a numerose società sportive amatoriali e giovanili, tra le quali l'Unione Sportiva SArmeola (USSA) che opera nel territorio comunale dal 1970, a Rubano ha sede il Roccia Rugby, società di rugby a 15 la cui prima squadra ha militato nella Serie A italiana.

Persone legate a Rubano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Beniamino Bettio - Trecento anime disperse. Tessere di storia della comunità di Rubano - 2007 e fonti ivi citate
  3. ^ Alessandro Baldan - Storia della Riviera del Brenta - vol. I- Edizioni Moro - 1978
  4. ^ P. Mozzi et al. - PALAEOHYDROGRAPHY AND EARLY SETTLEMENTS IN PADUA (ITALY) - Italian Journal of Quaternary Sciences, 23(2Bis), 2010 - Volume Speciale - 387-400 [1]
  5. ^ Ugo Fadini - Comitato Mura di Padova, Il Brenta non è mai stato il fiume di Padova, muradipadova.it, 28/2/2013.
  6. ^ Il vicino centro di Mestrino si troverebbe all'altezza del settimo miglio (10360 m), mentre attorno all secondo miglio potrebbe essere nato l'attuale quartiere di Chiesanuova
  7. ^ a b Cecilia Rossi - Le necropoli urbane di Padova romana - Tesi di Dottorato, Università di Padova - 2011 [2]
  8. ^ http://www.latinitas.altervista.org/doc/014.doc
  9. ^ Marina De Franceschini - Le ville romane della X regio: (Venetia et Histria) - L'erma di Bretschneider
  10. ^ Giovan Battista Pellegrini - Toponomastica italiana: 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni - Hoepli - 1990
  11. ^ Giovan Battista Pellegrini - Saggi di linguistica italiana: storia, struttura, società - Boringhieri - 1975.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Stefano Gasparri, Andrea Di Salvo e Fiorella Simoni, Antologia delle fonti bassomedievali, rm.unina.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beniamino Bettio, La Pria Fosca di Rubano, in "Padova e il suo territorio", a. XXV, n. 146, agosto 2010, pp. 19–22.
  • ² Concetta Santin, "Padova e dintorni", pag. 146-147.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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