Saccolongo

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Saccolongo
comune
Saccolongo – Stemma Saccolongo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
Sindaco Elisa Maggiolo (centrodestra) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 45°24′N 11°45′E / 45.4°N 11.75°E45.4; 11.75 (Saccolongo)Coordinate: 45°24′N 11°45′E / 45.4°N 11.75°E45.4; 11.75 (Saccolongo)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 13,8 km²
Abitanti 4 940[2] (31-12-2015)
Densità 357,97 ab./km²
Frazioni Creola[1]
Comuni confinanti Cervarese Santa Croce, Mestrino, Rubano, Selvazzano Dentro, Teolo, Veggiano
Altre informazioni
Cod. postale 35030
Prefisso 049
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028073
Cod. catastale H655
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti saccolongani
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Saccolongo
Saccolongo
Saccolongo – Mappa
Posizione del comune di Saccolongo all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Saccolongo (Sacołongo in veneto) è un comune italiano di 4 940 abitanti[2] della provincia di Padova in Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Saccolongo la presenza umana si è radicata in tempi molto antichi, come testimoniano i reperti. Essi sono stati individuati principalmente a Creola, dove la confluenza del Tesina Padovano nel Bacchiglione e il transito di alcune vie di terra permise la formazione di un insediamento dotato di un porto commerciale. Tra i rinvenimenti, spicca una piroga monossile realizzata verso la fine del II millennio a.C. e oggi esposta al Museo Civico di Padova.

Più scarsi i ritrovamenti relativi all'epoca romana. In questo periodo sarebbe esistita, sempre nei dintorni di Creola, una fornace per la produzione di vasellame e laterizi recanti i marchi Cameriana e Servilia. Di certo la zona subì l'influenza di Padova, una delle principali città della X Regio.

La cristianizzazione del territorio viene tradizionalmente ricondotta al protoepiscopo san Prosdocimo (I secolo), anche se la storiografia moderna colloca l'erezione della diocesi patavina nel corso del III secolo. Da questo momento inizia la fondazione delle pievi da cui dipendono varie cappelle e (come testimoniato da un documento del 1147) la chiesa di Creola viene subordinata a quella di Montegalda.

Ben più recente la storia di Saccolongo capoluogo: si lega al monastero di Santa Maria, fondato verso l'anno Mille dai benedettini dell'abbazia di Santa Giustina per risanare una zona acquitrinosa e disabitata.

Il medioevo si caratterizzò per una notevole instabilità politica, dovuta alla posizione di confine con il territorio di Vicenza. Sappiamo, ad esempio, che Creola ospitò un castello, infeudato dall'imperatore Ottone II a Ingilfredo Conti e distrutto nel 1198 dai Vicentini.

Solo con l'avvento della Repubblica di Venezia, all'inizio del Quattrocento, iniziò un lungo periodo di pace che portò una certa ripresa economica, dovuta anche al rinnovo delle opere di bonifica e delle infrastrutture. Dal punto di vista amministrativo, il Padovano fu suddiviso in podesterie e vicariati; Creola e Saccolongo confluirono nel vicariato di Teolo.

L'unica parentesi bellica fu quella della guerra della Lega di Cambrai. Nel 1512 il condottiero Benedetto Crivelli, avendo tradito i Francesi consegnando Crema ai Veneziani, fu ricompensato con l'investitura del feudo di Creola, confiscandolo al ribelle Artuso Conti. Nel 1516, morto il Crivelli, successe il procuratore di San Marco Alvise Pisani e alla sua famiglia rimase sino alla caduta della Repubblica. A Saccolongo, invece, le casate di proprietari appartenevano soprattutto alla nobiltà padovana (Capodivacca, Capodilista), presenti sin dalla fine del Duecento.

Nonostante tutto, le condizioni delle famiglie contadine rimasero misere, continuamente esposte alle calamità come le pestilenze (memorabili quelle di Quattro, Cinque e Seicento).

A cavallo di Sette e Ottocento il territorio seguì le sorti del Veneto e attraversò il convulso periodo seguito alla fine della Serenissima.

Dopo la caduta di Napoleone divenne definitivamente austriaco. In questo periodo si segnala l'apertura delle scuole nelle due frazioni, seguite al decreto governativo del 1818 che istituiva l'obbligo dell'insegnamento elementare; tuttavia, come segnalò il parroco di Saccolongo nel 1826, solo un'esigua minoranza dei ragazzi frequentava le lezioni, essendo impiegati sin dalla tenera età nei lavori agricoli.

Del Novecento vanno ricordate le due guerre mondiali, durante le quali il comune pianse circa un centinaio tra morti e dispersi[3].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Saccolongo[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Saccolongo - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ "Carta d'identità" e cenni storici, Comune di Saccolongo. URL consultato il 31 agosto 2015.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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