Vimodrone

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Vimodrone
comune
Vimodrone – Stemma Vimodrone – Bandiera
La piazza Unità d'Italia
La piazza Unità d'Italia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Antonio Brescianini (centrosinistra) dal 7/5/2012
Territorio
Coordinate 45°30′50″N 9°17′04″E / 45.513889°N 9.284444°E45.513889; 9.284444 (Vimodrone)Coordinate: 45°30′50″N 9°17′04″E / 45.513889°N 9.284444°E45.513889; 9.284444 (Vimodrone)
Altitudine 128 m s.l.m.
Superficie 6 km²
Abitanti 18 063[1] (31-12-2014)
Densità 3 010,5 ab./km²
Comuni confinanti Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Milano, Pioltello, Segrate
Altre informazioni
Cod. postale 20090
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015242
Cod. catastale M053
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 404 GG[2]
Nome abitanti vimodronesi
Patrono san Remigio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vimodrone
Vimodrone
Posizione del comune di Vimodrone nella città metropolitana di Milano
Posizione del comune di Vimodrone nella città metropolitana di Milano
Sito istituzionale

Vimodrone (Vimodrun in dialetto locale) è un comune italiano di 17 126 abitanti[1] situato nella zona nord est della città metropolitana di Milano, a circa 5 chilometri a nord-est dal comune di Milano.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Due sono le principali interpretazioni sulla derivazione etimologica del nome di Vimodrone. Secondo una prima interpretazione il nucleo originario era un piccolo villaggio romano (Vicus) dedicato alle dee Matronae da qui il nome Vicus Matronis sacer da cui Vicus Modroni infine mutato in Vimodrone. La seconda interpretazione fa risalire il nome da Vicus Mutronis dove Mutronis pare essere il cognome di una famiglia romana che viveva nel nucleo originario del villaggio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tenuta, nella seconda metà del XII secolo, da Papa Alessandro III sotto l'autorità del capitolo della chiesa di San Giovanni Battista di Monza, sul finire del XIV secolo rientrò, in parte, tra i possedimenti della famiglia Pozzobonelli, passando nel Seicento tra quelli dei Modrone. Nel 1690 fu infeudata a Nicola Maria Visconti che, nominato marchese, aggiunse al suo nome quello di Modrone, dando così inizio alla casata dei Visconti di Modrone, alla quale appartennero illustri personaggi; tra questi meritano di essere ricordati, nel Settecento, il conte Nicola, professore di diritto pubblico a Milano, e, nell'Ottocento, il duca Uberto che, insieme ai figli, partecipò attivamente ai moti risorgimentali. Vimodrone anticamente non era comunque solo un agglomerato di case rurali; le cascine in passato costituivano delle vere e proprio comunità quasi autonome, e delimitavanoi confini del paese. Con il continuo espandersi del nucleo centrale, la maggior parte di questi caseggiati sono stati integrati, molti sono stati ricostruiti e non ne rimane che il nome. Molte erano anche le ville appartenenti ai signori milanesi; alcuni vi trascorrevano il loro tempo libero, ne è un esempio appunto Villa Cazzaniga.[3], Nell'Ottocento fino ai primi del Novecento il territorio vimodronese era così suddiviso: a nord del Naviglio esisteva la piccola proprietà, mentre tra il naviglio e la via Sant'Ambrogio sorgeva il centro abitato. Risalgono al 1909 le prime esigenze di nuove costruzioni per un paese che lentamente stava crescendo. Già dopo la seconda guerra mondiale il paese inizia a svilupparsi attorno al vecchio nucleo con la costruzione di numerose villette. Negli anni del “boom” economico vennero costruiti enormi casermoni; terminata la fase di espansione privata ha avuto inizio la costruzione industriale; piccole, medie e grandi aziende che portarono maggiori possibilità di impiego e di conseguenza maggior benessere. Tutto questo portò sempre più contadini ad abbandonare le loro terre nelle quali si coltivava foraggio, cereali e verdure.[4], L'arrivo della ferrovia metropolitana negli anni ‘60 portò un cambiamento nella configurazione del territoriocon la deviazione del Naviglio Martesana, incanalato più a nord. L'unico ponte che attraversa oggi la metropolitana, il ponte di via Piave, un tempo era infatti il ponte del Naviglio della Martesana. Alla fine degli anni ‘70 e all'inizio degli anni ‘80 lo sviluppo edilizio riprese in modo massiccio: complessi pubblici, privati e cooperativistici vennero realizzati sia a ovest che a est del paese.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio vimodronese è completamente pianeggiante.

Il paese è attraversato dal naviglio Martesana e dalla Strada statale 11 Padana Superiore. Situata invece al confine col comune di Cernusco sul Naviglio e parallela al Naviglio Martesana c'è la Cava Gaggiolo, ormai ricoperta d'acqua per la quale è stato avviato un processo di riqualificazione che la porterà ad essere un parco.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture Religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Parrocchiale di San Remigio

Situata in Piazza Unità d'Italia, l'attuale chiesa è stata edificata nel 1781 e ampliata tra il 1938 e il 1941 dall'architetto Giovanni Barboglio. Un luogo di culto a Vimodrone, consistente forse in una semplicissima e povera cappella dedicata a S. Remigio, doveva esistere indubbiamente fin dall'Alto Medioevo. Ma la certezza storica della presenza di questo edificio religioso l'abbiamo da un documento del 1169: una bolla di Papa Alessandro III, datata 30 marzo, nella quale vengono confermati diritti e possessi della basilica di S. Giovanni Battista di Monza e tra questi figurano quelli sulla pieve di S. Giuliano di Colonia (Cologno Monzese) con tutte le sue cappelle tra cui la chiesa di S. Remigio “in Vicu Modroni”

Chiesa di Santa Maria Nuova

È una piccola chiesa situata all'esterno del cimitero comunale di Vimodrone, lungo la Strada Padana Superiore. Di origine cinquecentesca, nota anche come “Chiesa del Pilastrello”. Al suo interno si trovano affreschi della scuola del Luini e di Gaudenzio Ferrari.[5]

Chiesa di Dio Trinità d'Amore

Negli anni '60 del secolo scorso, nella zona nord del paese, veniva eretta una chiesa prefabbricata alla quale passò il titolo e le suppellettili di S. Anna, mentre l'antica chiesetta, ormai sconsacrata, veniva demolita. Sotto la guida di don Mario Marangoni, la nuova cappella si avviava così ad assumere la dignità parrocchiale, cosa che avverrà smembrando una buona parte del territorio di S. Remigio in Vimodrone e parte di S. Giuliano in Cologno, che verrà conferita dal cardinale C. M. Martini l'11 agosto 1986. La nuova parrocchia avrà il titolo di Dio Trinità d'Amore.

Cappella San Giuseppe

Lungo la Padana Superiore, nel quartiere confinante con Milano, denominato S. Giuseppe negli anni '60, qui, si costruì un prefabbricato per agevolare gli abitanti costretti ad un lungo e pericoloso tragitto lungo lo “stradone” per raggiungere la chiesa parrocchiale. Quest'opera si deve all'impegno economico e manuale dei giovani universitari della parrocchia di Santa Maria del Suffragio di Milano. La sua inaugurazione avvenne il 7 dicembre 1969.

Cippo detto della Crocetta

Si tratta di un cippo posto lungo la Padana Superiore a ricordo della visita pastorale di San Carlo Borromeo del 23 novembre 1575.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Cazzaniga

Situata in località Gaggiolo si compone di corpi rustici di probabile origine seicentesca e una parte residenziale della metà del XVIII secolo. Nasce come biblioteca per i nobili milanesi che la raggiungevano per lo più in barca. Il fronte principale con il suo portico si affaccia verso il Naviglio, diviso da quest'ultimo da un muretto, con due balaustre laterali e un cancelletto centrale per l'accesso al canale.[6], L'iniziale forma a U sopravvive solo nell'ala Est: cosicché l'edificio ha oggi pianta a L, per la demolizione del braccio Ovest. Il braccio Est è connotato dalla presenza della cappella, con decorazioni neoclassiche ancora leggibili. Dalla documentazione nota s'apprende che l'edificio è già edificato nel 1764, quando risulta di proprietà del milanese Carlo Alberto Besozzi, dopo una serie di passaggi di proprietà il complesso perviene alla famiglia Cazzaniga nel 1902. [7],

Torre MiNEC

La torre MiNEC (Milan North-East Centre) progettata dall'architetto Mario Botta realizzata nel 2008. Il torrione ha una pianta a settore circolare di circa 2000 metri quadri. Lo sviluppo verticale dell'edificio è caratterizzato da tre corpi “a ventaglio”, connessi ad un nucleo scale, a costituire il volume principale, sede degli uffici, articolato tra superfici trasparenti di acciaio e vetro e setti di pareti opache in laterizio. Un volume a tamburo posto in sommità, in posizione centrale, destinato agli impianti, è completamene rivestito anch'esso in laterizio e rispecchia il linguaggio architettonico utilizzato per l'“Ellisse” del Teatro alla Scala di Milano. Con l'elemento di sommità, l'edificio raggiungere un'altezza complessiva di circa sessanta metri.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parco Est delle Cave

Il Parco Est delle Cave si estende su una superficie di 573 ettari, distribuiti tra i comuni di Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Vimodrone e Brugherio. Il parco Est delle Cave conserva i caratteri tipici dei paesaggi agricoli: piccole aree boschive, siepi e alberature di confine; importante la presenza di cave, alcune ancora in attività, altre in disuso. La cava del Gaggiolo è la più vasta dell'area, insiste su tre comuni: Vimodrone, Cernusco sul Naviglio e Cologno Monzese. Utilizzata fino alla metà degli anni ‘50 per l'estrazione di sabbia e ghiaia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.573 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Romania Romania 249
2 Albania Albania 206
3 Perù Perù 147
3 Ecuador Ecuador 127
5 Filippine Filippine 106
6 Egitto Egitto 92
7 Ucraina Ucraina 83
8 Cina Cina 56
9 Bulgaria Bulgaria 34
10 Marocco Marocco 34


Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Vimodrone sono presenti due stazioni della linea 2 della metropolitana di Milano entrambe inaugurate nel 1972:

Fermata di Vimodrone (M2)
  • Vimodrone situata tra via Dante Alighieri e via Filippo Turati, serve il centro urbano
  • Cascina Burrona situata in via della Burrona, serve la località di Cascina Burrona e la parte Nord

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Vimodrone è attraversato in direzione est-ovest dal tracciato della SP ex SS 11 Padana Superiore e in direzione nord-sud dalla SP 160 Mirazzano-Vimodrone.

La SP ex SS 11 collega lo svincolo numero MA Route 9.svg e MA Route 10.svg Cascina Gobba - Via Padova - Padana Superiore - Vimodrone della Autostrada A51 Italia.svg Tangenziale Est con il centro del comune.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2002 2007 Dario Veneroni Sindaco
2007 2012 Dario Veneroni lista civica di centrosinistra Vimodrone sei tu Sindaco
2012 2012 Cristiana Cirelli Comm. Pref.
2012 in carica Antonio Brescianini lista civica di centrosinistra Vimodrone sei tu Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]


Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio di Vimodrone A.S.D. Real Milano per la stagione 2015-2016 milita nel girone B del campionato di Eccellenza della Lombardia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [1]
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Ferrario Elisabetta,Tartari Claudio M., Le case sul martesana, 2003.
  4. ^ Sozzani Angelo, Raccontare Vimodrone, 2008.
  5. ^ G.M. Vazzoler, Santa Maria Nova o del Pilastrello.
  6. ^ Sozzani Angelo, Raccontare Vimodrone, 2008.
  7. ^ Balestrini R., Cinquecento anni di naviglio Martesana, 1497-1997, Architettura d'arte lungo il Naviglio, Novate Milanese, 1998.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]