Cesate

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Cesate
comune
Cesate – Stemma Cesate – Bandiera
Cesate – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Città metropolitanaProvincia di Milano-Stemma.svg Milano
Amministrazione
SindacoRoberto Vumbaca (centro-destra) dal 26-5-2019
Data di istituzione926 d.C.
Territorio
Coordinate45°36′N 9°05′E / 45.6°N 9.083333°E45.6; 9.083333 (Cesate)Coordinate: 45°36′N 9°05′E / 45.6°N 9.083333°E45.6; 9.083333 (Cesate)
Altitudine192 m s.l.m.
Superficie5,77 km²
Abitanti14 291[1] (31-12-2020)
Densità2 476,78 ab./km²
FrazioniCascina Selva

Località: Cascina Biscia, Case Sparse, Resegone-San Primo

Comuni confinantiCaronno Pertusella (VA), Garbagnate Milanese, Limbiate (MB), Senago, Solaro
Altre informazioni
Cod. postale20031
Prefisso02
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT015076
Cod. catastaleC569
TargaMI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 421 GG[3]
Nome abitanticesatesi
Patronosan Paolo VI(dal 3 novembre 2019), sant'Alessandro martire e san Martino(Cesate Vecchio), san Francesco d'Assisi(Cesate Villaggio e Cascina Biscia)
Giorno festivo29 maggio, 26 agosto e 11 novembre (Cesate Vecchio), 4 ottobre(Cesate Villaggio e Cascina Biscia)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cesate
Cesate
Cesate – Mappa
Posizione del comune di Cesate nella città metropolitana di Milano
Sito istituzionale

Cesate (Cesaa in dialetto milanese), in alcuni casi anche detta Cesate Milanese, anche se ormai desueto[4], è un comune italiano di 14 291 abitanti[1], integrato nella conurbazione dell'hinterland milanese, facente parte della città metropolitana di Milano in Lombardia, situato a circa 18 chilometri a nord dal centro della città di Milano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Cesate è caratterizzato da un territorio pianeggiante ed è ricoperto per una buona parte da boschi e brughiere che per la loro peculiarità ecologica sono stati individuati dalla Comunità europea come sito di interesse comunitario.

Il territorio si trova all'estremo nord della città metropolitana di Milano, al confine con le province di Varese e Monza e Brianza, ed è posizionato tra l'autostrada A8 e le ex strade statali 233 e 527.

Il territorio comunale è prevalentemente urbanizzato e occupato dal parco delle Groane; la restante parte del territorio è destinato ad attività artigianali ed agricole.

Il centro abitato[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla seconda metà del XX secolo, il centro urbano cesatese, ha iniziato una massiva espansione che lo ha portato a congiungersi con i centri abitati di Garbagnate Milanese e di Caronno Pertusella, mentre rimane separato dal territorio di Solaro da una vasta area di campi, e dal territorio di Limbiate dal parco delle Groane.

Località e frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Cesate presenta una sola frazione, quella di Cascina Selva, e anche una località, quella di Cascina Biscia, che fino al 1985 era anch'essa una frazione[4]. Fino al 1966[4], costituiva una frazione anche il centro abitato di Cascina Palazzetta, a nord-ovest del centro abitato.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'antico nome del era quindi "Cixate" come compare nel manoscritto "Notittia Cleri Mediolanensi" di Goffredo da Bussero, nonostante siano state formulate diverse ipotesi, non è ancora certa l'etimologia del nome.

Il nome Cixate continuò ad essere utilizzato fino al XVIII secolo, quando iniziò ad essere italianizzato in "Cisate". A partire dalla seconda metà XIX secolo, il nome si evolse in "Cesate".[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni studi[4], Cesate risulta essere stata fondata nel I secolo a.C., durante la conquista romana della Gallia, come avamposto gallico formato da alcune abitazioni militari attorno al Parco delle Groane.[4]

Con l'avvento del Cristianesimo, vengono costruite tre nuove chiese[5]: una dedicata alla Madonna, una dedicata ad Alessandro di Bergamo e una a Martino di Tours.

Durante il Medioevo, Cesate era costituita da un gruppo di cascine circondate dai boschi, che soffocavano il poco terreno coltivabile, causando povertà. Gli abitanti di allora iniziarono quindi ad abbandonare il paese per le pessime condizioni di vita e per i duri tributi che il feudatario esigeva.[4]

Durante il Basso Medioevo, Cesate è sotto la completa giurisdizione, sia governativa che religiosa, della pieve di Bollate, ove risiedeva il prevosto con il capitolo dei canonici, i quali facevano vita comune tutta la settimana, fino a quando la domenica facevano visita nei diversi paesi per celebrarvi la messa e curare l'istruzione religiosa.[5]

Nel 1345, l'epidemia di Peste nera si abbatté con particolare violenza su Cesate, causando numerose carestie, tanto che sulla strada per Garbagnate, venne costruito un piccolo lazzaretto, dedicato a Erasmo di Formia. In ricordo del lazzaretto, nel XIX secolo, è stata posta una stele tuttora presente all'incrocio tra via Roma e via Aldo Moro.

Durante l'era moderna Cesate iniziò ad acquistare importanza tra i paesi dello Stato di Milano, principalmente per l'acquisizione del paese da parte dell'importante famiglia Caravaggio, nel XVI secolo.

I Caravaggio iniziarono un fiorente periodo di innovazione a Cesate, con l'allargamento del centro abitato, bonifiche territoriali attorno ad esso e la costituzione di cascine collegate al paese dove potessero lavorare nuovi contadini, come la Biscia, la Selva e la Palazzetta.[5] I Caravaggio fecero edificare le chiese dei Santi Alessandro e Martino e di Santa Maria delle Grazie.

In ricordo dei Caravaggio, nel 1825, è stata posta una targa, in via Carlo Romanò 12.

L'11 dicembre 1715 i fratelli Giovanni e Diego Manriquez, titolari del Contado di Desio, vendettero Cesate assieme a Cassina Pertusella a Francesco Gozzi da Casalmaggiore, che divenne signore locale.

Il 9 ottobre 1735, l'imperatore Carlo VI d'Asburgo eleva Cesate con Pertusella a Marchesato.[5]

Nel 1809, Napoleone, con Regio decreto, decise di sopprimere il comune di Cesate e di accorporare il suo intero territorio a Garbagnate Milanese.

Cesate ritroverà la sua autonomia solo nel 1815, con la Restaurazione austriaca.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Cesate-Stemma.png

Lo stemma comunale si blasona:

«campo di cielo, ad un albero verdeggiante fondato sulla pianura erbosa, accostato da due zampe d'aquila affrontate e recise d'argento.»

La figura delle due zampe di aquila è stata tratta dallo stemma della famiglia de Cixate. Quanto all'aspetto naturalistico, l'inserimento nello stemma della figura dell'albero deriva dall'antico stemma dei Manriquez, che governarono Cesate durante l'occupazione spagnola di Milano. Fino al 2013 nello stemma era presente un capo di rosso porpora con un cercine d'ulivo e di quercia che un tempo circondava il fascio littorio. Lo stemma era stato approvato con regio decreto del 1934, dal re Vittorio Emanuele III.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Per i deportati nei campi di concentramento nazisti»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Santi Alessandro e Martino[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei santi Alessandro e Martino è la chiesa più importante del paese, sede della Comunità pastorale San Paolo VI.

La chiesa risulta essere stata edificata nel 1619, per volere di Carlo Borromeo, che ne ordinò l'ubicazione nel 1573[6] durante la sua visita pastorale.

L'edificio, in stile neoclassico, venne completato nel 1793, sotto il parroco Giovanni Resnati, successivamente nel corso degli anni vennero effettuate diverse migliorie che ne modificarono molto l'aspetto e la grandezza.

Nel 1927 il parroco di allora fece costruire la grande scalinata attuale al posto dei piccoli e ripidi scalini che si affacciavano, fino ad allora, su quello che era il cimitero del paese.[6]

Santuario di Santa Maria delle Grazie (del latte)[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario di Santa Maria delle Grazie (o della Madonna del Latte), chiamato affettuosamente dai cesatesi "la chiesetta", è un santuario mariano di pianta quadrata eretto agli inizi del XVII secolo in piazza IV novembre al posto di una precedente chiesa.

Al suo interno è posto il preziosissimo affresco della Madonna del Latte, riconducibile a un discepolo di Bernardino Luini[6], oltre alla tela quattrocentesca raffigurante la Madonna col Bambino assieme ai santi Bernardino e Rocco, posta fino al 1971 in via Carlo Romanò.

Chiesa di San Francesco d'Assisi[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Francesco è la chiesa principale del quartiere "Villaggio", oltreché la chiesa più grande di Cesate.

L'edificio venne costruito nel periodio tra il 1957 e il 1958 per servire il nuovo quartiere del Villaggio, che in quegli anni inizio la sua costruzione.

La chiesa, in stile romanico-lombardo, possiede una sola navata, non ha finestre ma riceve luce da alcune fessure a forma di croce scavate nel muro.

La parrocchia venne consacrata dal cardinale Montini, futuro Papa Paolo VI, il 26 ottobre 1958, dopo un anno di lavori per la costruzione.

All'interno è presente L'Ultima Cena di Alessandro Nastasio, intagliata nel legno, nonché alcune tavole intagliate raffiguranti la Via Crucis.

Monumento alla liberazione[modifica | modifica wikitesto]

È stato costruito nei primi anni '90 ed è posto ancora oggi in piazza XXV aprile.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Cesate è geograficamente divisa in due quartieri distinti: Cesate Villaggio (il quale comprende la zona "INA", il complesso "Villaggio Alfa-Romeo" e la Cascina Biscia) e Cesate Centro (nucleo più antico di Cesate, suddiviso dal 1984, anno d'istituzione del Palio dei Rioni in quattro rioni: Selva, Fupun, Poss e Manuè.[4])

La zona di Cesate Centro si è notevolmente ingrandita a partire dagli anni 80 del XX secolo con la costruzione di nuovi edifici più moderni.[4]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale è ubicata la stazione di Cesate di proprietà di FerrovieNord[senza fonte], posta sulla ferrovia Milano-Saronno e servita dalle linee S1 e S3 del Servizio ferroviario suburbano di Milano. Entrambe le linee sono gestite dalla società Trenord.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1951 Picozzi Giovanni Sindaco
1951 1956 Cattaneo Giuseppe Sindaco
1956 1963 Galli Pietro Sindaco
1963 1965 Fittavolini Gianvalentino Sindaco nato nel 1923, morto nel 2008
1965 1969 Castelli Angelo Sindaco morto nel 2021
1969 1970 Poli Antonio Sindaco
1970 1975 Borroni Ettorina D.C., P.C.I., P.S.I., P.L.I., P.R.I., P.S.D.I Sindaco primo sindaco donna ed uno dei primi sindaci in Italia con una giunta formata sia da esponenti del Pentapartito che da esponenti del Partito Comunista Italiano, grazie ai progressi avvenuti con il Compromesso storico. Nel 2021 è stata edificata una nuova piazza che porterà il suo nome, nel cuore di Cesate Vecchio
1976 1980 Santoni Mauro Sindaco
1980 1981 Veltri Nicola Sindaco
1981 1990 Poli Roberto Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1993 Bulzi Sergio Lega Nord Sindaco
febbraio 1993 luglio 1993 Poli Roberto Sindaco
luglio 1993 novembre 1993 Cino Salvatore Commissario straordinario
1993 1997 Manini Bruno Lega Nord Sindaco
1997 2002 Giancarlo Bettaglio Lista civica di centro-sinistra Sindaco
2002 2007 Roberto Giuseppe Della Rovere Lista civica di centro-sinistra Sindaco
2007 2008 Bulzi Sergio Lista civica di centro-destra Sindaco
2008 2009 Saccone Renato Commissario straordinario
2009 2014 Roberto Giuseppe Della Rovere Coalizione di centro-sinistra (PD-IDV-CIVICHE) Sindaco
2014 2019 Giancarla Marchesi Partito Democratico Sindaco
2019 In carica Roberto Vumbaca Coalizione di centro-destra (FI-LN-FDI-lista civica) Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre di calcio paesane sono Sporting Cesate (che sostituisce il Real Cesate società fallita nel 2011), P. O. Cesatese e San Francesco Cesate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b c d e f g h Amministrazione Comunale di Cesate, "Cesate, storia e arte del territorio, dall'Invasione Gallica ad oggi", Cesate, 1983.
  5. ^ a b c d e CIXATE.IT - home, su www.cixate.it. URL consultato il 5 giugno 2020.
  6. ^ a b c Parrocchia S. Alessandro e Martino, su sanpaolosestocesate.it.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Bestia Feroce, Quando i lupi mangiavano i bambini nell'Italia Padana, DiaKronia 1991.
  • Cesate, V. Locatelli, N. Quarin, edito dall'Amministrazione Comunale, Tipografia Mazzucchelli, Milano, 1962
  • Cesate: abitanti, storia e arte, territorio - Dall'invasione gallica ad oggi, A. Deiana, S. Ettorre, Y. Pani, Comune di Cesate, 1980
  • Cesate - Com'è cambiata Cesate, F. Panico, Macano, Garbagnate Milanese, 1983
  • Cesate - La Lombardia paese per paese, AA. VV., Bonechi, Firenze, 1985
  • Cesate, U. Agomari, Centro Culturale La Chiesetta, Cesate, 1990
  • Cesate - Un percorso della memoria, V. Altomari, S. Signori, Centro Culturale La Chiesetta, Cesate, 1991

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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