Cesate

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Cesate
comune
Cesate – Stemma Cesate – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Città metropolitanaProvincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
SindacoGiancarla Marchesi (centrosinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate45°36′N 9°05′E / 45.6°N 9.083333°E45.6; 9.083333 (Cesate)Coordinate: 45°36′N 9°05′E / 45.6°N 9.083333°E45.6; 9.083333 (Cesate)
Altitudine192 m s.l.m.
Superficie5,77 km²
Abitanti14 318[1] (30-6-2017)
Densità2 481,46 ab./km²
Comuni confinantiCaronno Pertusella (VA), Garbagnate Milanese, Limbiate (MB), Senago, Solaro
Altre informazioni
Cod. postale20020
Prefisso02
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT015076
Cod. catastaleC569
TargaMI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticesatesi
PatronoSant'Alessandro martire
Giorno festivo26 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cesate
Cesate
Cesate – Mappa
Posizione del comune di Cesate nella città metropolitana di Milano
Sito istituzionale

Cesate (Cesaa in dialetto milanese) è un comune italiano di 14.318 abitanti[1], integrato nella conurbazione dell'hinterland milanese, facente parte della Città metropolitana di Milano in Lombardia, situato a circa 18 chilometri a nord dal centro della città di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'era napoleonica il comune fu soppresso con regio decreto del 1809, e annesso a Garbagnate. Cesate ritrovò la sua autonomia con la restaurazione austriaca.

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

In "Cesate: abitanti, storia e arte, territorio - dall'invasione gallica ad oggi", volume edito dall'Amministrazione comunale nel 1980, a cura di A. Deiana, S. Ettorre, Y. Panin, si legge: "il nome del paese compare, per la prima volta, in un'iscrizione funeraria su un antico sarcofago in pietra, tuttora conservato in Cesate", presso la sede storica della biblioteca civica, sita in via Piave al n. 5. L'iscrizione risalirebbe all'età carolingia (secc. VIII-IX): Hoc. Est. Sepvl. Illorum. De. Cixate, che significa tagliare.

L'antico nome del paese era quindi Cixate, lo stesso compare tre volte anche nel manoscritto della fine del XIII secolo di Goffredo da Bussero (1220-1289), come sede di chiese. Il nome del paese compare anche più tardi, alla fine del secolo XIV, in un altro manoscritto, il Notizia cleri mediolanensis de anno 1398, quantunque scritto in modo diverso: Cixate, Cizate, Cyzate, Cyxate. Secondo alcuni, in realtà, il nome Cesate è composto dal radicale Caesa e dal suffisso -ate. Ablativo locativo, allusivo a proprietà di famiglie o di persone; in tal senso, quindi Cesate equivarrebbe a tenuta, proprietà, possedimento di Cesar. Talvolta però il suffisso -ate è inteso come una forma addolcita e attenuata di un suffisso di origine gallica, nel qual caso si dovrebbe pensare a Cesate come ad un insediamento di origine gallica, poi romanizzato.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Per i deportati nei campi di concentramento nazisti»

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Cesate-Stemma.png

La figura delle due zampe di aquila è stata tratta dallo stemma della famiglia de Cixate. Quanto all'aspetto naturalistico, l'inserimento nello stemma della figura dell'albero indica quale sia la natura più vera del territorio comunale, che comprende boschi, brughiere e campi di cereali.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Cesate è ricco di opere artistiche di rilevante importanza quali:

Affresco della madonna del latte[modifica | modifica wikitesto]

Affresco di anonimo luinesco, detto della Madonna del latte, in quanto in origine, la Madonna raffigurata allattava effettivamente il bambino. Le madri cesatesi pare offrissero i loro averi più preziosi, sete finemente ricamate, gioielli e ori, alla Madonna, affinché donasse latte ricco e nutriente. Gli oggetti venivano poi messi all'asta l'ultima domenica di ottobre ed il ricavato serviva per la manutenzione della chiesetta dedicata a Santa Maria delle Grazie.

Affresco della Madonna e dei santi[modifica | modifica wikitesto]

Quasi certamente opera di bottega, l'affresco appare assimilabile ad alcune opere contemporanee di Bernardino Luini. La schematicità delle figure, alcune rigidezze nel disegno e, a tratti, la pesantezza nei panneggi delle vesti della Madonna fanno attestare la datazione del dipinto intorno alla metà del Quattrocento. Volti assorti e fortemente rilevati, gesti ieratici e didascalici nei profili dei santi: S. Bernardino con il libro aperto e con le tre tiare a terra, simbolo della predicazione, e S. Rocco, protettore degli appestati, la cui mano vistosamente mostra la piaga aperta. Predominano i colori bruni, gli ocra caldi e terrosi, le terre bruciate, in una splendida osmosi cromatica.

Ambrogio da Cesate[modifica | modifica wikitesto]

Pittore, nel 1507 riceve dall'Amadeo 3 Lire per le cornici di rame dorato da lui poste allo scudo reale posto all'entrata del Lazzaretto di Milano; al termine dei lavori dorò nel 1519 la banderuola della statua posta alla sommità del gugliotto dell'Amadeo sul Duomo di Milano.

La Via crucis e L'ultima cena di Nastasio[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa di San Francesco, quattordici tavole di legno incise, suggestioni potenti di arte astratta, tratto forte e deciso a sottolineare con vigoroso figurativismo i momenti più struggenti della Via Crucis. Linee vibranti, stacchi netti, irregolari, definiscono le figure, dove è leggibile solo la tensione estrema. Un'impaginazione volutamente dimessa ne evidenzia l'intensa drammaticità. Al centro della navata, dietro l'altare, un'immensa opera di 20 m2: "L'ultima cena" interpretata da Nastasio. Come nelle incisioni lignee della via Crucis.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il paese ospita tre edifici religiosi: la chiesa dei SS. Alessandro e Martino, e la chiesetta - Santuario di Santa Maria delle Grazie (Madonna Del Latte) a Cesate centro; la chiesa di San Francesco nel villaggio INA.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Cesate è caratterizzato da un territorio pianeggiante (le quote sono comprese fra i 200 e i 185 metri sul livello del mare) ed ancora ricoperto per buona parte da boschi e brughiere che per la loro particolarità e peculiarità ecologica sono stati individuati dalla Comunità Europea quale Sito di Interesse Comunitario (SIC). Il territorio, che ha un'estensione pari a circa 6 km², si trova all'estremo nord della città metropolitana di Milano, al confine con la provincia di Varese e con la provincia di Monza-Brianza, e rimane posizionato fra due grandi arterie stradali di collegamento con la metropoli milanese, la strada statale ‘Varesina' e la strada provinciale ‘Saronno-Monza', mentre è collegato con Milano tramite la stazione delle Ferrovie Nord Milano. Il territorio comunale è caratterizzato da una prevalente destinazione residenziale (circa il 40%) e da una forte attenzione all'ambiente con circa il 40% del proprio territorio destinato a Parco delle Groane; il restante territorio è destinato per attività commerciali, artigianali, industriali ed agricole.

La pineta di Cesate[modifica | modifica wikitesto]

L'area in questione è compresa tra i comuni di Cesate, Solaro e Garbagnate Milanese ed è inserita completamente (così come l'adiacente Parco delle Groane) all'interno del Parco Regionale delle Groane, istituito nel 1976. Pertanto l'area è gestita congiuntamente dal consorzio dei comuni aderenti, dal Comune di Milano e dalla Città metropolitana di Milano. Inoltre, dal 1984 il Parco delle Groane è dotato di un piano di coordinamento territoriale, che disciplina l'uso delle aree e ne gestisce i piani di intervento per la conservazione. All'interno del sito in questione, come elemento di particolare pregio, è presente un biotopo sottoposto ad un maggior grado di tutela: si tratta dello stagno Manuè, incluso anche in un progetto Life Natura (1996).

L'area del SIC si trova in un tessuto paesaggistico di matrice agricola (confine est) e urbano-industriale (confini nord, sud, ovest). Il suolo della pineta di Cesate è di tipo ferrettizzato, impostato su un substrato fluvio-glaciale mindelliano, con un impasto mediamente pesante e un grado di lisciviazione accentuato (Banfi, 1982), che causa da un lato un forte ristagno d'acqua, dall'altro un impoverimento di sali minerali che consente la sopravvivenza solo di specie oligotrofe. Solo in rare zone il suolo è più arricchito, con un humus migliore.

Il clima appartiene al tipo C della sottoregione ipomesaxerica, secondo la classificazione di Tomaselli, Filipello e Balduzzi (Banfi, 1982): vi sono picchi di piovosità primaverile e autunnale e moderata siccità invernale ed estiva.

Il sito è caratterizzato da cenosi boschive, con boschi misti di latifoglie, aree a brughiera basso arbustiva, prati igrofili, con crescita soprattutto di Molinia arundinacea, campi coltivati, soprattutto nella porzione sud del sito, una piccola zona umida (lo stagno Manuè) e aree in fase di rimboschimento. All'interno della zona sono inoltre presenti numerose ville, soprattutto lungo la strada pedonale che taglia in senso est-ovest il bosco.

Vegetazione, flora ed ecosistemi[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il contesto territoriale complessivo presenti forti elementi di degrado dal punto di vista ecosistemico, la pineta conserva, almeno parzialmente, alcune interessanti caratteristiche di seminaturalità. Di seguito vengono riportate le tipologie vegetazionali: in primis quelle inserite come Habitat della Direttiva 92/43, poi le altre tipologie escluse dalla direttiva, ma comunque ritenute significative.

Sono state riscontrate due tipologie principali:

  • Bosco meso-acidofilo (HABITAT 9190)
  • Brughiera (HABITAT 4030)

HABITAT 9190: vecchi querceti acidofili delle pianure sabbiose con Quercus robur. Il bosco misto di aghifoglie e latifoglie è costituito principalmente da querce, betulle e pini silvestri. Tale vegetazione è tipica dei suoli ferrettizzati impostati su substrato fluvio-glaciale mindelliano. Dal punto di vista fitosociologico si può quindi attribuire tale cenosi boschiva all'ordine Quercetalia roboris Tux.31, tipica di questi suoli. Il bosco è caratterizzato, soprattutto nella parte nord e centrale, da consorzi misti di farnia (più raramente rovere o ibridi tra le due), betulla, pino silvestre nello strato arboreo e da Frangula alnus, Cornus sanguinea in quello arbustivo. Alcune aree sono inoltre caratterizzate dalla presenza, in alcuni casi codominante, di Populus tremula, altra specie caratteristica dei pino-querceti acidofili di pianura. Lo strato erbaceo ha una presenza costante di Molinia arundinacea dominante, a cui si aggiungono Agrostis tenuis, Pteridium aquilinum e alcune esotiche, tra cui Phytolacca americana e Solidago canadensis. Come si può notare il corteggio floristico è piuttosto povero, proprio in seguito al tipo di suolo. Il bosco acidofilo rappresenta lo stadio evolutivo finale derivato dall'abbandono della brughiera, vegetazione arbustiva con una ecologia molto delicata, illustrata più avanti. Per questo motivo alcuni elementi tipici della brughiera si ritrovano anche nel bosco: la stessa molinia, la frangola e, in alcuni casi, il brugo (Calluna vulgaris). All'interno della pineta si ha comunque alternanza di cenosi a livello fisionomico: in alcuni casi prevale il bosco misto di aghifoglie e latifoglie descritto sopra, in altri si hanno consorzi di farnia dominante nello strato arboreo e di aceri, frangole, noccioli nello strato arbustivo. Ciononostante si può ritenere che le due tipologie siano assimilabili o, più propriamente, che la cenosi in cui manca il pino silvestre sia una evoluzione naturale del bosco misto. Altra fisionomia che si alterna a quella prevalente è il bosco con dominanza di pino silvestre in cui il sottobosco è costituito in modo praticamente esclusivo da Molinia arundinacea: l'estrema povertà floristica è da attribuirsi proprio alle condizioni poco favorevoli del substrato. Le zone in cui maggiormente si rinviene la tipologia più ‘matura' (con prevalenza di farnie) sono: la parte sud ovest e quella nord est. Piccole aree si rinvengono a macchia anche nella parte centrale.

HABITAT 4030: lande secche europee. La formazione della brughiera è dovuta alla naturale oligotrofia del suolo, ma è mantenuta dall'intervento di disturbi naturali (incendi) e antropici (tagli selettivi, pascolamento degli ovini). Tale cenosi si presenta fisionomicamente come una landa a dominanza di brugo (Calluna vulgaris), in cui si stabiliscono anche le ginestre (Genista tinctoria, G. germanica), la frangola (Frangula alnus) e, a livello erbaceo, Molinia arundinacea, Potentilla erecta, Carex pilulifera, C. flava, Festuca filiformis, Teucrium scorodonia. Si sottolinea inoltre la presenza delle rare Gentiana pneumonanthe (erbacea) e Salix rosmarinifolia (arbustiva). In generale si può affermare che il corteggio floristico della brughiera rispecchia la posizione evolutiva che occupa a livello fitosociologico. L'intrusione di specie a livello arbustivo di Pinus sylvestris, Quercus robur, Populus tremula, Betula pendula, Frangula alnus rappresentano la tendenza della cenosi ad evolversi come bosco acidofilo, mentre la presenza di Molinia arundinacea, Teucrium scorodonia (molto raro per la verità), Juncus spp., fa riferimento allo stadio precedente della brughiera: il prato igro-oligotrofo. In definitiva nella maggior parte dei casi la brughiera risulta ben conservata e la presenza di specie arboree è quasi inesistente (porzione sud del sito). In altri si rinviene una brughiera arborata, in cui betulle, pioppi tremoli e pini silvestri occupano lo strato alto arbustivo con altezze che in media non superano i 5 metri e con coperture discrete (porzione centrale del sito). In alcuni casi ancora non si riscontra una brughiera vera e propria, poiché manca quasi completamente il brugo che è l'elemento caratterizzante, ma un prato igrofilo in cui si ha dominanza di molinia e di diverse specie di giunchi. La presenza sporadica di frangola, Potentilla erecta, Salix rosmarinifolia e ginestre permette tuttavia di considerare questa cenosi come una variante meno evoluta della brughiera stessa.

Altre tipologie vegetazionali significative[modifica | modifica wikitesto]

Le aree boscate maggiormente degradate sono le fasce che bordano il sito: il perimetro corrisponde al termine esatto del bosco, tagliato da strade e dalla recinzione di fabbricati. In tale contesto è quindi plausibile l'intrusione di esotiche arboree quali la robinia, la quercia rossa e il ciliegio tardivo. In generale questa tendenza si osserva anche lungo le fasce boscate parallele alle strade interne che tagliano in porzioni nette il sito stesso. Alcune abitazioni private all'interno della pineta contribuiscono alla circolazione di specie esotiche e al costante disturbo da parte dell'uomo. Nella porzione a sud sono presenti piccoli relitti boscati che bordano i campi coltivati, ma nella maggior parte dei casi si tratta di robinieti destrutturati di scarso valore naturalistico.

Sono state rinvenute in studi di campo precedenti (AA.VV.,1995) alcune specie interessanti dal punto di vista conservazionistico: gli sfagni, tra cui Sphagnum auriculatum, altrove in pianura ormai scomparso, Utricularia vulgaris (nella parte centrale dello stagno), Eleocharis carniolica e Salix rosmarinifolia. Accanto allo sfagneto che costituisce la fascia più esterna dello stagno, si ha un prato igrofilo caratterizzato da Molinia arundinacea, Juncus bulbosus, J. conglomeratus, mentre all'interno si ha un tifeto in cui domina Typha latifolia e si trovano Glyceria fluitans e Carex vesicaria. Queste ultime due specie non sono state osservate direttamente nel corso delle osservazioni di campo, dato lo stadio vegetativo estremamente avanzato (agosto 2003).

Persone legate a Cesate[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il villaggio INA

Geograficamente Cesate è diviso in due parti, Cesate Villaggio costruito attorno agli anni cinquanta con un progetto di architettura popolare d'avanguardia di villette a schiera. La zona è servita dalla parrocchia San Francesco. Cesate Vecchio è il nucleo più antico dove si possono notare le vecchie corti che ricordano ai cittadini la vita del borgo di alcuni secoli fa. In questa parte della città si trova l'edificio del comune e l'antica parrocchia dei Santi Alessandro e Martino. Da Cesate si raggiunge il percorso della salute del Parco delle Groane, una delle poche zone boschive della città metropolitana di Milano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale è ubicata la stazione di Cesate di proprietà di FerrovieNord[senza fonte], posta sulla ferrovia Milano-Saronno e servita dalle linee S1 e S3 del Servizio ferroviario suburbano di Milano. Entrambe le linee sono gestite dalla società Trenord.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

1936-2001
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1951 Picozzi Giovanni Sindaco
1951 1956 Cattaneo Giuseppe Sindaco
1956 1963 Galli Pietro Sindaco
1963 1965 Fittavolini Gianvalentino Sindaco nato nel 1923, morto nel 2008
1965 1969 Castelli Angelo Sindaco
1969 1970 Poli Antonio Sindaco
1970 1975 Borroni Ettorina Sindaco
1976 1980 Santoni Mauro Sindaco
1980 1981 Veltri Nicola Sindaco
1981 1990 Poli Roberto Sindaco
1990 1993 Bulzi Sergio Sindaco
febbraio 1993 luglio 1993 Poli Roberto Sindaco
luglio 1993 novembre 1993 Cino Salvatore Sindaco
1993 1997 Manini Bruno Sindaco
1997 2002 Giancarlo Bettaglio Sindaco
2002 2007 Roberto Giuseppe Della Rovere Sindaco
2007 2008 Bulzi Sergio Sindaco
2008 2009 Saccone Renato commissario
2009 2014 Roberto Giuseppe Della Rovere Sindaco
2014 in carica Giancarla Marchesi Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre di calcio paesane sono Sporting Cesate (che sostituisce il Real Cesate società fallita nel 2011), P. O. Cesatese e San Francesco Cesate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Bestia Feroce, Quando i lupi mangiavano i bambini nell'Italia Padana, DiaKronia 1991.
  • Cesate, V. Locatelli, N. Quarin, edito dall'Amministrazione Comunale, Tipografia Mazzucchelli, Milano, 1962
  • Cesate: abitanti, storia e arte, territorio - Dall'invasione gallica ad oggi, A. Deiana, S. Ettorre, Y. Pani, Comune di Cesate, 1980
  • Cesate - Com'è cambiata Cesate, F. Panico, Macano, Garbagnate Milanese, 1983
  • Cesate - La Lombardia paese per paese, AA. VV., Bonechi, Firenze, 1985
  • Cesate, U. Agomari, Centro Culturale La Chiesetta, Cesate, 1990
  • Cesate - Un percorso della memoria, V. Altomari, S. Signori, Centro Culturale La Chiesetta, Cesate, 1991

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN241892371
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