Merlata

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« È volgare tradizione, presso molti, che i nostri nonni non viaggiassero e che venendo da Como a Milano, dovendo attraversare il bosco della Merlata, facessero testamento come il crociato che si recava in Terra Santa. »

(A. Bertarelli, A. Monti, Tre secoli di vita milanese nei documenti iconografici 1630-1875, Milano, 1927, p.281 e p.695)
Merlata (o Fugone)
Stato Italia Italia
Regioni Lombardia Lombardia
Province Milano Milano
Lunghezza 4 km
Portata media 0,7 m³/s
Altitudine sorgente 130 m s.l.m.
Nasce a Baranzate, dall'unione dei torrenti Nirone e Guisa
Sfocia nell'Olona a Milano

Il torrente Merlata (chiamato anche Fugone) si origina a Baranzate dall'unione del torrente Nirone e del torrente Guisa e termina a Milano confluendo nell'Olona. È il penultimo affluente dell'Olona, alla sua sinistra idrografica.

La qualità delle acque del Merlata è scadente. Lungo le sue rive si trovava, fino alla fine del secolo XIX, un'area boschiva planiziale chiamata Bosco della Merlata, che è poi scomparsa a inizio del XIX secolo a causa di disboscamenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dell'area milanese di Giovanni Battista Clarici del XVII secolo dove si vede il corso del Merlata. È anche segnato il Bosco della Merlata, che è indicato come Boscho Gruana[1]

In origine il percorso del torrente Merlata era molto più lungo. Infatti le acque del Merlata non sono sempre finite nell'Olona. Anticamente il torrente, una volta essersi formato dall'unione di Nirone e Guisa, entrava a Milano e riceveva da sinistra il torrente Pudiga (conosciuto anche come Mussa).

Successivamente il Merlata lambiva il centro storico di Milano garantendo, insieme al Seveso, le acque necessarie all'approvvigionamento idrico dei milanesi. Oltrepassata Milano il Merlata seguiva l'alveo di quello che oggi è noto come colatore Lambro Meridionale confluendo poi nel Lambro presso Sant'Angelo Lodigiano[2].

Con il passare dei secoli la popolazione di Milano divenne molto numerosa, e il modesto regime idrico di Seveso e Merlata non erano più sufficienti a coprire il fabbisogno d'acqua della popolazione. Gli antichi Romani decisero così di deviare il fiume Olona, che scorreva nelle campagne ad ovest di Milano. L'Olona, che garantiva una quantità d'acqua di gran lunga superiore a quella di Seveso e Merlata, venne deviato a Lucernate, frazione di Rho, verso Milano. L'Olona originariamente proseguiva lungo il suo alveo naturale verso sud attraversando la moderna Settimo Milanese e passando a diversi chilometri da Milano per poi percorrere l'alveo del moderno Olona inferiore o meridionale e sfociare nel Po a San Zenone[3].

Percorso della Via Mediolanum-Verbannus

Come destinazione finale del nuovo percorso dell'Olona fu scelto il Merlata. Il nuovo alveo dell'Olona venne scavato solo per il primo tratto: giunto al Merlata fu utilizzato il letto di quest'ultimo, che venne allargato per poter accogliere una maggior portata d'acqua. L'Olona fu deviato verso Milano anche per un altro motivo: avere un corso d'acqua che costeggiasse interamente la Via Mediolanum-Verbannus, antica strada romana che congiungeva Mediolanum (la moderna Milano) con il Verbannus Lacus (il Lago Verbano, ovvero il Lago Maggiore[4]). Parte del tracciato della Via Mediolanum-Verbannus, che venne utilizzato anche nel Medioevo e nei secoli seguenti, fu ripreso da Napoleone Bonaparte per realizzare la strada statale del Sempione[5][6].

Gli antichi Romani reputarono infatti fondamentale avere una via d'acqua che costeggiasse la Via Mediolanum-Verbannus per dare un cospicuo incremento ai commerci lungo questa strada, soprattutto considerando il maggiore carico trasportabile sui barconi fluviali rispetto al semplice trasporto terrestre[7]. L'opera di deviazione dell'Olona verso Milano venne realizzata in concomitanza alla costruzione della Via Mediolanum-Verbannus, ovvero nei primi anni dell'Era volgare, cioè tra la fine dell'era repubblicana e i primi decenni dell'età imperiale romana[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Brusa, d. Piazza, La brughiera pedemontana lombarda Fondazione Cariplo, 2015, pag. 7
  2. ^ F. Poggi, Le fognature di Milano, Milano 1911, p.178
  3. ^ Autori vari, p. 20.
  4. ^ Autori vari, p. 14.
  5. ^ Autori vari, p. 15.
  6. ^ D'Ilario, p. 83.
  7. ^ Ferrarini, p. 21.
  8. ^ Autori vari, p. 22.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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