Naviglio di Paderno

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Naviglio di Paderno
StatoItalia Italia
RegioniLombardia Lombardia
Lunghezza2,6 km
Nascea Paderno d'Adda dall'Adda
45°40′48.39″N 9°27′25.19″E / 45.680108°N 9.456997°E45.680108; 9.456997
Sfociaa Cornate d'Adda nell'Adda
45°39′16.06″N 9°29′09.11″E / 45.65446°N 9.485863°E45.65446; 9.485863Coordinate: 45°39′16.06″N 9°29′09.11″E / 45.65446°N 9.485863°E45.65446; 9.485863
Mappa del fiume

Il Naviglio di Paderno (in lombardo Navili de Padernu) è un canale artificiale che corre parallelo al fiume Adda da Paderno d'Adda a Cornate d'Adda, a nord-est di Milano, in Lombardia.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il canale è lungo 2,6 km ed ampio oltre 11 metri, con un'altezza dell'acqua sempre superiore a 1,20 m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea prima del progetto di un canale che potesse permettere la navigazione tra Milano e il Lago di Como, nacque dopo la battaglia di Marignano (nome dato dai Francesi alla città di Melegnano) del 1515 sotto l'egida di Francesco I di Francia che, nel 1516 incaricò Leonardo da Vinci di fare i primi studi. In seguito il progetto venne ripreso dagli architetti Benedetto Missaglia e Bartolomeo della Valle che scelsero lo scavo di un canale su una parte dell'Adda che non era navigabile. Infatti le merci (legno, carbone, vino) che scendevano dal lago di Como lungo l'Adda, dovevano essere scaricate a terra per alcuni chilometri quindi ricaricate sull'Adda, e da lì sul naviglio della Martesana fino a Milano.

I lavori cominciarono nel 1520 ma vennero interrotti, l'anno successivo, dalla guerra tra Francesco I e Carlo V. Altri progetti apparvero nel 1562, nel 1570 e nel 1574.

Nel 1574 il progetto di Giuseppe Meda attirò l'attenzione delle autorità spagnole che governavano all'epoca, ma la lentezza della loro amministrazione fece sì che, come per il Naviglio di Bereguardo, i lavori di quello di Paderno ripresero soltanto nel 1591. Ma gelosie, la cattiva volontà, contrattempi, sottrazioni di denaro e la morte del Meda, nel 1593 fecero fermare i lavori.

I lavori ripresero solo nel 1773, sotto l'egida di Maria Teresa d'Asburgo e dopo innumerevoli progetti con nuove disposizioni per mediare tra gli interessi contrastanti della popolazione di Milano e quella di Como. Si conclusero nel 1777[1].

Il traffico[modifica | modifica wikitesto]

Il traffico interessava soprattutto la città di Lecco e Milano, e nel 1780 fu operativo un servizio pubblico che utilizzava le barche tradizionali; "barconi" di 24 m e 36 tonnellate di carico utile, "barche mezzane" di 22 m e "borcelli" di 18 metri. Le barche erano controllate a Lecco dal dispositivo di controllo di finanze.

Tra il 1896 e il 1898, il primo tratto del Naviglio (dalla diga sull'Adda fino alla prima conca) è stato modificato ed è stato adibito a canale di derivazione per alimentare la centrale idroelettrica "Bertini" a Cornate d'Adda. ([1]).

Una volta completato, il Naviglio prosperò fino all'arrivo della ferrovia, quando venne abbandonato, soprattutto perché è rinserrato in una valle stretta lontana da ogni via di comunicazione importante e non ha utilizzo irriguo.

Le attività cessarono negli anni 1930.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edo Brichetti, I navigli lombardi (PDF), su naviglilombardi.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]