Vettabbia

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La roggia Vettabbia o Vettabia è un canale agricolo in cui si raccolgono le acque derivanti dal Seveso e dalla Mollia, a sud di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Vettabbia fotografata nel 1880 in via Calatafimi a Milano
Un piccolo fontanile si getta nella Vettabbia
Germani reali sulla Vettabbia a Milano

La Roggia Vettabbia nasce in epoca romana, durante le opere di convogliamento delle acque provenienti da nord Milano; il canale riprendeva in parte il corso naturale del Seveso[1][2] e venne creato con funzioni di scarico delle acque del Seveso deviato a Milano[3], della Mollia e di altri corsi d'acqua minori. Sfocia nel Lambro in prossimità di Melegnano.

L'origine del nome si rifà probabilmente al termine latino vectabilis (capace di trasportare)[4] in quanto navigabile in epoca antica e una delle ipotesi avanzate sulle ragioni della deviazione dell'Olona a Milano ci dice sia stata quella di aumentare la portata della Vettabbia stessa. A quei tempi i due corsi d'acqua si riunivano alla Vetra, nel luogo dove oggi esiste la piazza omonima, nei pressi della basilica di San Lorenzo. La Vettabbia fu poi, fino alla copertura nel 1929, lo scaricatore principale della fossa interna, dalla quale usciva nei pressi di porta Lodovica. Subito a sud di questa, ha ricevuto fino al 1786 il flusso del cavo Redefossi, scaricatore delle piene della Martesana e del Seveso ed era una costante minaccia, con le sue esondazioni spesso disastrose. Fu proprio il progetto elaborato dall'ingegner Pietro Parea, ingaggiato da un gruppo di "utenti della Vettabbia", a risolvere il problema delle inondazioni provocate dal Redefossi, prolungandolo sino quasi a Melegnano[5]. Attualmente scarica le acque del Grande Seveso e parte di quelle della Darsena che riceve dall'emissario Ticinello[6] e una porzione delle acque depurate di Nosedo.

Il percorso[modifica | modifica wikitesto]

Nosedo, collettore ampliamento est deviato alla depurazione e in seguito alla Vettabbia

Superato il problema delle esondazioni, il cavo Vettabbia divenne il tranquillo canale irriguo che è ancora oggi, anche se prima di cominciare a scorrere nelle campagne attraversa a cielo aperto la città per un lungo tratto, probabilmente il più lungo dopo quelli del Naviglio Grande e del naviglio Pavese. Appare con acque limpide in via Carlo Bazzi a Morivione, nell'ex-area OM[7] (Quartiere Spadolini), tra prati ben curati, percorsi pedonali e ciclabili, edifici moderni e piccole vecchie case ristrutturate. Morivione era un antico borgo dove si festeggiava San Giorgio patrono dei lattai e delle latterie e la leggenda dice che prenda il nome dal bandito Vione che ai tempi di Luchino Visconti ne taglieggiava e impediva i commerci con la città e nel borgo nel 1349 fu giustiziato per squartamento (qui morì Vione); alla fine dell'Ottocento vi avevano sede la più grande riseria del Milanese e una grossa fornace, che si approvvigionava d'argilla nei dintorni, e un secolo dopo venne la grande fabbrica di veicoli industriali. Attraversata la via Ripamonti, si addentra nel Vigentino e qui, in una laterale senza sbocco, tra via Rutilia e via Serio, sul lato destro troviamo un mulino risalente al XVII secolo. Il restante percorso nell'abitato cittadino è ricco di anse, ma passata via dell'Assunta il canale si inoltra nella campagna rettilineo fino a Vaiano Valle, una frazione agricola di Milano. Sfiora poi Nosedo e sempre con lunghi segmenti diritti giunge a Chiaravalle Milanese.[8] Siamo nell'area del Parco Agricolo Sud Milano, ulteriormente impreziosita da parchi locali che valorizzano gli antichi borghi[8] e i monumenti insigni che ospitano o colgono l'occasione di moderne infrastrutture di non facile impatto (come il depuratore di Nosedo, uno dei più grandi d'Europa)[9] per raggiungere importanti risultati paesaggistici e ambientali.

La foce della Vettabbia nel Lambro, a Melegnano

Uscendo dall'ambito comunale milanese, la Vettabbia attraversa il territorio e il centro abitato di San Donato e il territorio di San Giuliano sul quale incontra l'abbazia benedettina di Viboldone[10]. Avvicinandosi a Melegnano compie un'ampia ansa a nord, sottopassa la via Emilia alla Rampina, e sfocia nel Lambro a nord della città,[11] in una vasta area boscata che ospita anche un'oasi del WWF. Un tempo, secondo le testimonianze storiche, qui sorgeva il porto Portus mediolanensis) dove si svolgevano intensi scambi da e per Milano.[4].

Negli ultimi decenni del XX secolo, la Vettabbia offriva un evidente esempio del generale malgoverno della natura: le sue acque, che pure nei secoli precedenti avevano veicolato i reflui fognari di Milano nelle campagne fertilizzandoli e arricchendoli, erano così cariche di inquinanti di origine industriale da non potere più essere usate nell'irrigazione; persino il bestiame alimentato con il foraggio ottenuto si ammalava. Prati, marcite e risaie vennero espiantati e si diffuse il mais praticamente in forma di monocultura; ora, soprattutto dopo l'entrata in funzione del sistema depurativo di Milano, la situazione è in netto miglioramento e tornano, in diversi casi, le coltivazioni tradizionali. Ora, dopo i buoni risultati ottenuti, le idee e le iniziative si moltiplicano e dalla Regione viene la proposta di un "percorso verde" che partendo dal Parco delle Basiliche[12] a Milano possa raggiungere Melegnano attraversando l'intera valle e coinvolgendo anche le vicine aree del Ticinello e del Lambro meridionale. [13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Poggi, La fognatura di Milano, Milano, Vallardi, 1911.
  2. ^ Gian Luca Lapini, La rete fognaria di Milano, storiadimilano.it.
  3. ^ L'epoca romana: le deviazioni dei fiumi
  4. ^ a b Abbazia di Viboldone
  5. ^ Il costo dell'opera era assai elevato (un milione di lire milanesi), ma con molto realismo il governo austriaco rispose che la cifra era inferiore a quella sborsata per una sola delle ricorrenti esondazioni e approvò il progetto.
  6. ^ La darsena: il porto di Milano
  7. ^ Comune Di Milano - Parco Ex Om
  8. ^ a b Associazione Borgo di Chiaravalle - Il Parco della Vettabbia
  9. ^ Un premio per il Parco del depuratore di Nosedo - UNIECO
  10. ^ Abbazia di Viboldone
  11. ^ In località Cascina Cappuccina
  12. ^ COMUNE DI MILANO - Parco Papa Giovanni Paolo II ex Parco delle Basiliche
  13. ^ rifondazionesandonato.it steht zum Verkauf

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierino Boselli, "Toponimi lombardi", Sugarco Edizioni, Milano 1977
  • Luciano Previato, "San Giuliano Milanese - una storia da raccontare". San Giuliano Milanese, 1989
  • Enciclopedia di Milano Franco Maria Ricci Editore, Milano 1997
  • Roberta Cordani (a cura di), Milano, il volto di una città perduta, Edizioni Celip, Milano, 2004
  • "Quattro" Giornale di informazione e cultura della Zona Vittoria Forlanini, Archivio annate 2006-2010, [quattronet.it]

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