Vettabbia

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Un piccolo fontanile si getta nel Naviglio Vettabbia all'interno del Parco ex OM a Milano

Il Naviglio Vettabbia, o semplicemente Vettabbia, è un canale agricolo navigabile che raccoglie le acque derivanti dal Seveso e dalla Mollia, a sud di Milano, e che sfocia nel Lambro a Melegnano. Fino agli venti del XX secolo era uno degli emissari della Cerchia dei Navigli, che fu poi interrata.

La Vettabbia riprende l'alveo originario del Seveso fino alla sua antica foce, che era appunto nel Lambro a Melegnano. Il Seveso è stato infatti deviato verso Milano dagli antichi Romani e quindi non segue più il suo percorso originario. Furono sempre gli antichi Romani a canalizzare e rendere navigabile la Vettabbia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Naviglio Vettabbia fotografata nel 1880 in via Calatafimi a Milano
Germani reali sul Naviglio Vettabbia a Milano

Il Naviglio Vettabbia nasce all'epoca della Roma antica, durante le opere di convogliamento delle acque provenienti da nord Milano. Reso canale navigabile dagli antichi Romani, il suo alveo riprende il corso naturale del Seveso, che in origine sfociava nel Lambro in prossimità di Melegnano[1]. Quest'ultimo fu infatti deviato, sempre dagli antichi Romani, verso Milano. La Vettabbia venne creata con funzioni di trasporto di parte delle acque del Seveso deviato a Milano, e delle acque della Mollia e di altri corsi d'acqua minori. La Vettabbia sfocia nel Lambro a Melegnano, quindi ha come foce l'antico sbocco del Seveso.

L'origine del nome di questo Naviglio si rifà probabilmente al termine latino Vectabilis (capace di trasportare)[2] in quanto navigabile fin dall'epoca dell'antica Roma. Una delle ipotesi avanzate sulle ragioni della deviazione dell'Olona a Milano ci dice sia stata quella di aumentare la portata del Naviglio Vettabbia stesso. A quei tempi i due corsi d'acqua si riunivano alla Vetra, nel luogo dove oggi esiste la piazza omonima piazza omonima, nei pressi della Basilica di San Lorenzo.

Il Naviglio Vettabbia fu poi coperto nel 1929, interrompendo il flusso delle acque fino ai pressi di porta Lodovica. Subito a sud di questa, ha ricevuto fino al 1786 il flusso di acqua del cavo Redefossi, che preservava dalle piene di acqua del Naviglio della Martesana e del fiume Seveso ed era una costante minaccia, con le sue esondazioni spesso disastrose. Fu proprio il progetto elaborato dall'ingegner Pietro Parea, ingaggiato da un gruppo di cittadini della zona, per risolvere il problema delle inondazioni provocate dal Redefossi, prolungandolo sino quasi a Melegnano[3].

Attualmente il Naviglio Vettabbia trasporta le acque del fiume Grande Seveso e parte di quelle della Darsena che riceve dall'emissario fiume Ticinello[4] e una porzione delle acque depurate di Nosedo.

Fino agli venti del XX secolo era uno degli emissari della Cerchia dei Navigli, che fu poi interrata.

Il percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il Lambro Meridionale in via Santander a Milano.
La foce del Naviglio Vettabbia nel Lambro, a Melegnano
Quartieri di Milano, collettore ampliamento est deviato alla depurazione e in seguito al Naviglio Vettabbia

Superato il problema delle esondazioni, il Naviglio Vettabbia divenne il tranquillo canale irriguo che è ancora oggi, anche se prima di iniziare a scorrere nelle campagne attraversa a cielo aperto la città per un lungo tratto, creando il Naviglio più lungo di Milano, dopo quelli del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese. Appare con acque limpide in via Carlo Bazzi a Morivione, nell'ex-area OM[5] (Quartiere Spadolini), tra prati ben curati, percorsi pedonali e ciclabili, edifici moderni e piccole antiche case restaurate. Morivione era un antico borgo dove si festeggiava San Giorgio patrono dei lattai e delle latterie; alla fine dell'Ottocento vi avevano sede la più grande riseria del Milanese e una grande antichissima fornace, che si approvvigionava d'argilla nei dintorni, e un secolo dopo venne la grande fabbrica di veicoli industriali.

Il Naviglio Vettabbia attraversata la via Ripamonti, si addentra nel Vigentino e qui, in una laterale senza sbocco, tra via Rutilia e via Serio. Il restante percorso nell'abitato cittadino è ricco di anse, ma passata via dell'Assunta il canale si inoltra nella campagna rettilineo fino a Vaiano Valle, una frazione agricola di Milano. Sfiora poi Nosedo e sempre con lunghi segmenti diritti giunge a Chiaravalle Milanese.[6] Siamo nell'area del Parco Agricolo Sud Milano, ulteriormente impreziosita da parchi locali che valorizzano gli antichi borghi[6] e i monumenti che ospitano o colgono l'occasione di moderne infrastrutture di non facile impatto (come il depuratore di Nosedo, uno dei più grandi d'Europa)[7] per raggiungere importanti risultati paesaggistici e ambientali.

Uscendo dall'ambito comunale milanese, il Naviglio Vettabbia attraversa il territorio e il centro abitato di San Donato Milanese e di San Giuliano Milanese sul quale incontra l'Abbazia di Viboldone[8]. Avvicinandosi a Melegnano compie un'ampia ansa a nord, sottopassa la via Emilia alla Rampina, e sfocia nel Lambro a nord della città,[9] in una vasta area boscata che ospita un'oasi naturale del WWF.[2].

Negli ultimi decenni del XX secolo, il Naviglio Vettabbia offriva prati, marcite e risaie che vennero espiantati per diffondere il mais praticamente in forma di monocultura; ora, stanno tornano, in diversi casi, le coltivazioni tradizionali e quelle biologiche. Dopo i buoni risultati ottenuti, dalla Regione Lombardia viene la proposta di un percorso, chiamato "La via del verde", che partendo dal Parco delle Basiliche[10] da Milano possa raggiungere Melegnano attraversando l'intera valle, coinvolgendo anche le vicine aree del Canale Ticinello e del fiume Lambro meridionale. [11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lambro-Seveso-Olona moduli di ricerca per 1999-2000 (PDF), su contrattidifiume.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  2. ^ a b Abbazia di Viboldone
  3. ^ Il costo dell'opera era assai elevato (un milione di lire milanesi), ma con molto realismo il governo austriaco rispose che la cifra era inferiore a quella sborsata per una sola delle ricorrenti esondazioni e approvò il progetto.
  4. ^ La darsena: il porto di Milano
  5. ^ Comune Di Milano - Parco Ex Om
  6. ^ a b Associazione Borgo di Chiaravalle - Il Parco della Vettabbia
  7. ^ Un premio per il Parco del depuratore di Nosedo - UNIECO
  8. ^ Abbazia di Viboldone
  9. ^ In località Cascina Cappuccina
  10. ^ COMUNE DI MILANO - Parco Papa Giovanni Paolo II ex Parco delle Basiliche
  11. ^ rifondazionesandonato.it steht zum Verkauf

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierino Boselli, "Toponimi lombardi", Sugarco Edizioni, Milano 1977
  • Luciano Previato, "San Giuliano Milanese - una storia da raccontare". San Giuliano Milanese, 1989
  • Enciclopedia di Milano Franco Maria Ricci Editore, Milano 1997
  • Roberta Cordani (a cura di), Milano, il volto di una città perduta, Edizioni Celip, Milano, 2004
  • "Quattro" Giornale di informazione e cultura della Zona Vittoria Forlanini, Archivio annate 2006-2010, [quattronet.it]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Lissoni, Osvaldo (ditta), Lombardia Beni Culturali]

Grossi Giannino, Lombardia Beni Culturali]