Milano da bere

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Milano da bere è un'espressione giornalistica originata da una campagna pubblicitaria e che definisce alcuni ambienti sociali della città italiana di Milano durante gli anni ottanta, periodo in cui era assurta a centro di potere in cui si esercitava l'egemonia del Partito Socialista Italiano del periodo craxista,[1] caratterizzato dalla percezione di benessere diffuso, dal rampantismo arrivista e opulento dei ceti sociali emergenti e dall'immagine "alla moda".[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La definizione — entrata a pieno titolo nel city marketing di un'epoca[3] (similmente a quanto accadde, tra gli anni cinquanta e sessanta, a Roma con la Dolce vita) — è una espressione d'autore contenuta in un celebre slogan pubblicitario ideato nel 1985 da Marco Mignani per la réclame dell'Amaro Ramazzotti.[4]

Lo slogan accompagnava le immagini della giornata milanese, una città che «rinasce ogni mattina, pulsa come un cuore; Milano è positiva, ottimista, efficiente; Milano è da vivere, sognare e godere», mostrata secondo la tecnica dei fotogrammi accelerati, chiudendosi con il claim "Milano da bere".[5]

L'epoca della Milano da bere non è ben specificata: in genere, il suo inizio si fa risalire al 1981, anno convenzionalmente indicato come quello in cui terminarono gli anni di piombo (eccetto sporadici colpi di coda successivi), e la sua fine al 1992, con lo scoppio dello scandalo Tangentopoli. L'espressione fu clonata in descrizioni similari degli ambienti urbani di altre realtà italiane nel medesimo periodo.[6]

Lo spot di Mignani, insieme allo slogan che lo accompagnava, fu inserito nella rubrica di collage televisivo di Rai 3 Blob allo scoppio delle vicende di Mani pulite, a mo' di pendant mediatico, interpolato con le immagini degli arresti dei principali esponenti politici e imprenditoriali oggetto dell'inchiesta: lo stesso utilizzo del termine Tangentopoli, per definire la vasta operazione giudiziaria, richiamava sia il gioco del Monopoli,[7] sia la polis nella quale le tangenti erano il motore dell'economia.[8]

Questo accostamento, propagatosi nel gergo giornalistico, ha attribuito al sintagma una connotazione negativa, per tutta la temperie politica del cosiddetto trapasso dalla Prima alla Seconda Repubblica.[9]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Alle atmosfere della Milano da bere fanno riferimento alcuni film italiani usciti negli anni ottanta, ambientati sullo sfondo del rampantismo, e degli ambienti sociali benestanti, degli yuppies, dei paninari e del mondo della moda del capoluogo lombardo. Tra questi film ricordiamo:

Le stesse atmosfere si ritrovano nella serie televisiva di Italia 1 del 1989 Valentina, ispirata agli omonimi fumetti di Guido Crepax, interpretata dalla modella statunitense Demetra Hampton[10] e in Colletti bianchi, serie televisiva andata in onda sulla stessa rete nello stesso anno, con Giorgio Faletti e Franco Oppini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «La somma incarnazione politica della Milano da bere (ma anche e soprattutto da mangiare)», cfr. Duccio Chiapello, Raccolta carta : Hammamet, o la strada per Canossa : la riabilitazione di Craxi e l'onere della prova (di sottomissione), Historia Magistra: rivista di storia critica. Fascicolo 2, 2010 (Milano : Franco Angeli, 2010)
  2. ^ «Gli anni Ottanta, anni di riflusso morale e insieme di bengodi economico, Milano da bere e, dietro, affari e politica», cfr. Mario Tronti, Una preziosa amicizia: Modernissima donna dello spirito, Archivio italiano per la storia della pietà. XX - MMVII, 2007 (Roma : Edizioni di storia e letteratura, 2007)
  3. ^ «È alle emozioni ed alle aspettative su queste fondate che fanno riferimento alcune delle etichette utilizzate per connotare grandi metropoli: Paris, la 'Ville Lumière' della Belle Époque, la 'Swinging London' degli anni '60 e la 'Milano da bere' degli anni '80», cfr. Giandomenico Amendola, Le emozioni e la città: dalla Sindrome di Stendhal all'emotional city marketing, Territorio : 73, 2, 2015, p. 10 (Milano : Franco Angeli, 2015).
  4. ^ Egle Santolini, L'uomo che inventò la Milano da bere, su lastampa.it, 1º aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2012).
  5. ^ Giovanni Orsina, Se la politica è il capro espiatorio, su lastampa.it, 17 maggio 2015.
  6. ^ Richiama «l'ambientazione nella "Bari da bere" socialisteggiante (il film è del '91, anno del congresso Psi alla Fiera del Levante passato alla storia per la canotta di un Craxi sudatissimo)», cfr. G. Salvaggiulo, Bari, "Lacapagira" così il Sud superò anche "Titanic", su lastampa.it, 21 luglio 2011., facendo riferimento all'episodio di cui all'articolo di Alessandra Longo, No, la canottiera no..., in la Repubblica, 9 luglio 1991.
  7. ^ Hervé Rayner, Tangentopoli e il crollo della "Prima Repubblica", su academia.edu.
  8. ^ Tangentopoli, su scrivereinitaliano.it.
  9. ^ Per un equivalente semantico, che è rimasto con l'accezione ironica originaria, cfr. l'espressione edonismo reaganiano, coniata da Roberto D'Agostino per la trasmissione Quelli della notte in riferimento al "riflusso" che permea il costume e la società italiana degli anni 1980, dopo una stagione, quella dei precedenti anni 1970, connotata invece dal diffuso impegno politico e pubblico
  10. ^ Attrice che legò la sua vita sentimentale anche a uno dei protagonisti di Tangentopoli, l'estrema evoluzione giudiziaria di quell'atmosfera sociale, Walter Armanini, cfr. Muore il primo condannato della Tangentopoli milanese, in la Repubblica, 13 agosto 1999, p. 18.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]