Giorgio Faletti

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Giorgio Faletti
Giorgio Faletti 2009.jpg
Giorgio Faletti al Lucca Comics and Games 2009
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Periodo di attività musicale 1983 – 2014
Etichetta RTI Music, Polydor, NAR International
Studio 7
Sito ufficiale

Giorgio Faletti (Asti, 25 novembre 1950Torino, 4 luglio 2014) è stato uno scrittore, attore, cantautore e comico italiano.

Personaggio poliedrico, nel corso della sua vita ha saputo raggiungere il successo in campi diversi, dapprima come comico, poi come cantante e infine come giallista.

Biografia e carriera[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni e il cabaret[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Faletti al Drive In (1985), nei panni di Vito Catozzo

Figlio unico di Carlo Faletti e di Michela Dafarra, Giorgio Faletti visse da bambino nel Borgo Torretta, in un modesto alloggio di Corso Torino, ad Asti. Suo padre era un commerciante ambulante e vendeva bottoni e forcine per i capelli in piazza Vittorio Alfieri, nel centro di Asti. Sua madre era una sarta. Il nonno di Faletti era un antiquario e raccoglieva nel suo magazzino oggetti antichi, opere d’arte, mobili e libri. Nel 1976 il ventiseienne Faletti, assieme a due amici, affittò uno studio pubblicitario ad Asti. Si iscrisse anche a giurisprudenza senza ultimare gli studi, preferendo intraprendere la via dello spettacolo. Incominciò la carriera come cabarettista nel locale milanese Derby negli anni Settanta, nello stesso periodo in cui sul palco del locale circolavano Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Paolo Rossi, Giorgio Porcaro, Francesco Salvi, Enzo Jannacci.

In televisione debuttó nel 1979 a Telealtomilanese nell'ambito della trasmissione televisiva Playboy di mezzanotte, nel 1981 passó poi sugli schermi di Antennatre ne Il guazzabuglio, e nel 1983 partecipò a fianco di Raffaella Carrà a Pronto Raffaella[1]. Nel 1985 entrò in Drive In, programma televisivo di Antonio Ricci. Il suo personaggio più famoso era Vito Catozzo, ma ne interpretò anche altri, come Carlino, Suor Daliso e il "testimone di Bagnacavallo"[1]. Poco dopo, a fianco di Zuzzurro e Gaspare creò il personaggio di Franco Tamburino in Emilio.

Nel 1990 partecipò all'undicesima stagione di Fantastico al fianco di Pippo Baudo, Marisa Laurito e Jovanotti[2] e, successivamente, a Stasera mi butto... e tre! con Toto Cutugno[3]. Nel 1991 condusse in coppia con Lando Buzzanca il tg satirico Striscia la notizia e mentre annunciava le notizie impersonó alcune delle sue macchiette buffe e stravaganti, e nel 1992 partecipó al varietá domenicale Acqua calda su Rai 2 con Nino Frassica. La showgirl e imitatrice Loretta Goggi non era nel cast ufficiale del programma ma fu soltanto la protagonista di un unico sketch assieme a Frassica e Faletti con il ruolo divertente della moglie infedele del paziente malato (Faletti) ricoverato in clinica all'interno della trasmissione pomeridiana.

Nel 1996 e 1997 Faletti fu ospite fisso come comico e opinionista in due edizioni della trasmissione Roxy Bar condotta da Red Ronnie su Telemontecarlo.

Nel 1999 Faletti fece parte del gruppo di comici della trasmissione televisiva Facciamo cabaret di Italia 1.

L'attività musicale[modifica | modifica wikitesto]

Con gli anni Faletti si avvicinò al mondo della musica e nel 1988 pubblicò il mini-album Colletti bianchi, colonna sonora del telefilm omonimo che lo vide fra i protagonisti. Nel 1991 uscì Disperato ma non serio, il suo secondo disco, contenente tra gli altri Ulula, dal notevole successo commerciale e radiofonico, con la quale partecipò al Festivalbar 1991. Sempre quell'anno scrisse per Mina il pezzo Traditore, incluso in Caterpillar. L'anno seguente partecipò per la prima volta, in coppia con Orietta Berti, al Festival di Sanremo, presentando la canzone Rumba di Tango, inserita poi nel suo terzo album Condannato a ridere.

Giorgio Faletti (a destra) sul palco del Festival di Sanremo 1994 assieme agli altri due premiati dell'edizione, Laura Pausini e Aleandro Baldi

Nel 1994 fu di nuovo al Festival, classificandosi al 2º posto e aggiudicandosi il Premio della critica con la canzone Signor tenente, ispirata alle stragi di Capaci e di via D'Amelio. Il pezzo venne inserito nell'album Come un cartone animato, prodotto da Danilo Amerio e premiato con un disco di platino.

Nel 1995, ancora a Sanremo, cantò L'assurdo mestiere, dalla vena malinconica e riflessiva. Alla medesima edizione del festival partecipò come autore della canzone Giovane vecchio cuore cantata da Gigliola Cinquetti. L'album omonimo, L'assurdo mestiere, vinse il Premio "Rino Gaetano". Nel 2000 pubblicó Nonsense, sesto ed ultimo album.

Scrisse in generale solamente i testi delle canzoni e talvolta invece fu compositore e paroliere degli stessi brani per svariati artisti; ai Dik Dik scrisse Io, te, l'infinito (brano dell'album Amico, 1978) a Dario Baldan Bembo scrisse nel 1979 tutto quanto l'album omonimo Dario Baldan Bembo e diede forma anche ai testi dei brani del relativo 45 giri incisi in entrambi i lati Giuro/Cosa siamo noi, (1979), e sempre per i Dik Dik scrisse altri due brani Vuoto a rendere e Mamamadama (1980), a Drupi scrisse il testo e compose la musica della canzone Maledetta musica, (brano dell'album Amica mia, 1992), per Fiordaliso scrisse Mascalzone (1994) e per Angelo Branduardi scrisse due brani (dell'album Camminando camminando, 1996). In seguito collaborò ancora con Branduardi componendo per lui l'intero album Il dito e la luna (1998), tra cui Il giocatore di biliardo e La comica finale, ispirata alla vita di Stan Laurel e Oliver Hardy.

L'attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Rifacendosi alle sue origini di attore comico, pubblicò nel 1994 il suo primo libro, intitolato Porco il mondo che ciò sotto i piedi, edito da Zelig, nel quale si narrano le gesta del suo personaggio più celebre, Vito Catozzo. Nel frattempo, mise in scena lo spettacolo teatrale Tourdeforce mescolando l'umorismo e la caratterizzazione dei personaggi alla canzone d'autore.

Ma è nel 2002 che Faletti sorprese la critica[4] pubblicando il suo primo thriller, intitolato Io uccido, dal notevole successo con più di quattro milioni di copie vendute[5]. Alla fine dello stesso anno venne colpito da un ictus[6] che riuscì a superare senza gravi conseguenze.

Nel 2004 uscì il secondo romanzo, Niente di vero tranne gli occhi, con il quale vendette più di tre milioni e mezzo di copie[5]. Jeffery Deaver, uno tra gli autori di thriller di maggior successo, dichiarò: «Uno come Faletti dalle mie parti si definisce larger than life, uno che diventerà leggenda»[7].

Nel 2005 fu testimonial per una campagna per la tutela del diritto d'autore, mentre nel novembre del 2005 ricevette dal Presidente della Repubblica il Premio De Sica per la Letteratura. Sempre nel 2005 vinse il Premio letterario "La Tore Isola d'Elba".

Gli ultimi anni: letteratura, musica e cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 recitò nel film Notte prima degli esami interpretando il prof. Antonio Martinelli, spietato docente di lettere, che alla fine stringe un forte legame col protagonista, interpretato da Nicolas Vaporidis[1]. La sua interpretazione gli valse la candidatura al David di Donatello come migliore attore non protagonista. Ebbe anche un ruolo minore nel sequel Notte prima degli esami - Oggi[1]. Nell'ottobre dello stesso anno pubblicò per Baldini Castoldi Fuori da un evidente destino, ambientato in Arizona. Già prima dell'uscita del libro, Dino De Laurentiis ne aveva acquistato i diritti per realizzare un film.

Giorgio Faletti nel 2008

Nel 2007 Faletti tornò al Festival di Sanremo come autore della canzone The Show Must Go On, interpretata da Milva, classificatasi oltre la decima posizione. Il brano fa parte dell'album In territorio nemico, da lui interamente scritto. Recitò poi nel film Cemento armato, nel ruolo di un vendicativo malavitoso che perseguita il protagonista, ancora interpretato da Nicolas Vaporidis[1]. Nel 2008 venne poi pubblicata la sua prima raccolta di racconti, intitolata Pochi inutili nascondigli (Baldini Castoldi), arrivata tra i finalisti del Premio letterario Piero Chiara.

Nella primavera del 2009 uscì il suo quarto romanzo, Io sono Dio (Baldini Castoldi), dal notevole successo di vendite. Su Italians, blog di Beppe Severgnini, fu fatto notare l'uso di calchi linguistici e la possibile presenza di un ghost writer dietro al romanzo[8][9]. Faletti rispose liquidando la questione come figlia dell'invidia e del tentativo di ritagliarsi «cinque minuti di popolarità»[10]. Nello stesso anno fu autore di due brani; scrisse Gli anni che non hai per Marco Masini, contenuto nell'album L'Italia... e altre storie, e infine compose per Aldo Donati il testo di Diverso, brano in gara a "Il Festival degli Autori" di Sanremo, dove il 21 giugno 2009 vinse nella sezione BIG. Ancora nel 2009 recitò in Baarìa, film di Giuseppe Tornatore e ne Il sorteggio film televisivo del 2010 diretto da Giacomo Campiotti, dove interpretò il sindacalista Gino Siboni[1].

Nell'ultimo trimestre del 2010 venne pubblicato Appunti di un venditore di donne, primo romanzo dello scrittore ambientato in Italia e subito in testa alle classifiche di vendita[11]. In occasione del Festivaletteratura di Mantova del 2011 lo scrittore annunciò il suo sesto romanzo, Tre atti e due tempi, pubblicato il 4 novembre 2011 e ambientato nel mondo del calcio.

Nel 2012, l'impegno e i successi in campo letterario gli valsero la nomina a presidente della Biblioteca Astense, per volere dell'amico Massimo Cotto, Assessore alla cultura di Asti[12]. Sempre nel 2012 divenne ambasciatore Eataly e partecipò all'inaugurazione della sede romana con un allestimento di alcune opere pittoriche della serie Bandiere, costituita da interpretazioni delle bandiere nazionali di vari Stati in chiave alimentare[13].

Nell'autunno del 2013 portò in scena per una breve tournée lo spettacolo musicale Nudo e Crudo, scritto assieme a Cotto e fatto di aneddoti, riflessioni e ricordi di vita[14].

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Affetto da tumore del polmone, nella primavera 2014 si sottopose a una serie di cure a Los Angeles. Successivamente trasferito all'ospedale Molinette di Torino, morì il 4 luglio 2014, a 63 anni[15][16]. Dopo la camera ardente, allestita ad Asti nel Teatro Vittorio Alfieri, l'8 luglio si svolsero i funerali nella Collegiata di San Secondo. È sepolto nel cimitero di Asti[17][18][19].

Passioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Appassionato di corse automobilistiche, Faletti tenne per anni la rubrica Io, canaglia per la rivista Autosprint[20] e partecipò come pilota a due rally valevoli per il campionato del mondo FIA: il Rally di Sanremo del 1992 con una Lancia Delta Integrale Gr.A del Martini Racing (classificandosi 15º assoluto) e il Rally di Montecarlo del 1998 con una Fiat Cinquecento Sporting Gr.A (classificandosi 54º assoluto), con Giuseppe Cerri come navigatore.

Nel 1993 prese parte alla cronoscalata del Nido Dell'Aquila con una Lancia Delta Integrale, cappottandosi violentemente, senza conseguenze, nel tratto finale del percorso. Nella settimana successiva la sua rubrica "Io Canaglia" su Autosprint fu intitolata "Qualcuno volò sul Nido dell'Aquila". Il testo, accompagnato da una foto a tutta pagina della vettura in volo, recitava semplicemente "Io, porca vacca!!!"[21] Tra i suoi compagni di corse vi fu anche Dodi Battaglia. Era tifoso della Juventus[22], della Ducati Corse e della Scuderia Ferrari.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Autore per altri interpreti[modifica | modifica wikitesto]

  • Milva:
    • Canzone della donna che voleva essere marinaio (2007)
    • Tre sigarette (2007)
    • The Show Must Go On (2007)
    • Jaques (2007)
    • Cambio d'identità (2007)
    • Rovente (2007)
    • La mosca bianca (2007)
    • Mio fratello non trova lavoro (2007)
    • Maledetto (2007)
    • Questa notte la luna (2007)
  • Mina:
    • Traditore (1991)
    • Compagna di viaggio (2011)
  • Dik Dik:
    • Io, te, l'infinito (1978)
    • Vuoto a rendere (1980)
    • Mamamadama (1980)
  • Fiordaliso:
    • Mascalzone (1994)
  • Drupi:
    • Maledetta musica (1992)
  • Angelo Branduardi:
  • Dario Baldan Bembo:
    • Giuro (1979)
    • Voglio ridere (1979)
    • Atlantico (1979)
    • Canzone giocattolo (1979)
    • Prendo la mia vita cosí (1979)
    • Cosa siamo noi (1979)
    • Le parole non servono (1979)
    • Vecchio domani (1979)
    • Filastrocca (1979)
  • Gigliola Cinquetti:
    • Giovane vecchio cuore (1995)
    • Senza di te senza di me (1995)
    • La vita è dura (1995)
    • L'amore d'aprile (1995)
    • Mi fermerò con te (1995)
    • Calypso (1995)
    • La prima donna sulla luna (1995)
    • Boreale (1995)
    • Rosa rosae (1995)
  • Marco Masini:
    • Gli anni che non hai (2009)
  • Aldo Donati:
    • Diverso (2009)

Partecipazioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

Jovanotti, Marisa Laurito e Giorgio Faletti in Fantastico 90 (1990)

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

Altri libri[modifica | modifica wikitesto]

Audiolibri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Giorgio Faletti, su Internet Movie Database, IMDb.com. URL consultato il 15 luglio 2014. Modifica su Wikidata
  2. ^ Fantastico 90 1991, su http://www.teche.rai.it/. URL consultato il 17 luglio 1991 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2009).
  3. ^ Stasera mi butto e tre 1992, su http://www.teche.rai.it/. URL consultato il 17 luglio 1991.
  4. ^ News 2000 - Libero - speciale: Delitti e misteri nel giallo italiano
  5. ^ a b “Io sono Dio”. Torna Giorgio Faletti | GIORGIO FALETTI
  6. ^ Giorgio Faletti colpito da ictus, ricoverato in rianimazione
  7. ^ Libero News.it- 28 maggio 2009, magazine.libero.it. URL consultato il 27-06-2010.
  8. ^ «Io sono Dio»: Faletti pensa inglese-americano oppure...?, su http://www.corriere.it/. URL consultato il 12 luglio 2014.
  9. ^ Faletti, l'uomo che traduceva se stesso, Matteo Sacchi, ilGiornale.it, 23 agosto 2009
  10. ^ Giorgio Faletti, "Scusate se prendo fate per topolini", in La Stampa, 22 agosto 2009. URL consultato il 12 luglio 2014.
  11. ^ I cento libri più venduti nel 2010, Panorama.it, 17 gennaio 2011. URL consultato il 7 luglio 2014.
  12. ^ Filmato audio Giorgio Faletti presidente della Biblioteca Astense, su YouTube, 10 settembre 2012. URL consultato il 4 luglio 2014.
  13. ^ Eataly inaugura con le opere di Giorgio Faletti, insideart.eu, 14 giugno 2012. URL consultato il 4 luglio 2014.
  14. ^ Giorgio Faletti: "Nudo e crudo... a teatro", su http://www.tgcom24.mediaset.it/, 26 ottobre 2013. URL consultato il 14 luglio 2014.
  15. ^ È morto Giorgio Faletti, il “decatleta” dello spettacolo e della cultura, Corriere della Sera, 4 luglio 2014. URL consultato il 4 luglio 2014.
  16. ^ È morto Giorgio Faletti, scrittore, cantante e attore: un autentico campione di versatilità, La Repubblica, 4 luglio 2014. URL consultato il 4 luglio 2014.
  17. ^ Laura Secci, Faletti: chiusa la camera ardente, alle 15 i funerali, in La Stampa, 8 luglio 2014. URL consultato il 9 luglio 2014.
  18. ^ Mariachiara Giacosa, In migliaia per l'addio a Faletti: "Non è vederti, non è sentirti ma tra sussurri respirarti", in La Repubblica, 8 luglio 2014. URL consultato il 9 luglio 2014.
  19. ^ Giorgio Faletti, in migliaia ad Asti per l'addio, in Virgilio, 9 luglio 2014.
  20. ^ Mario Donnini, Faletti, un estratto da Autosprint speciale, su http://autosprint.corrieredellosport.it/, 11 agosto 2014. URL consultato il 19 agosto 2014.
  21. ^ Io Canaglia, in Autosprint, 6 luglio 1993.
  22. ^ Faletti: "Ciao Giorgio", la Juventus saluta tifoso e amico, ansa.it. URL consultato il 6 luglio 2014.
  23. ^ Mario Baudino, Da Faletti una favola postuma per adulti, in La Stampa, 2 aprile 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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