Pronto, Raffaella?

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Pronto, Raffaella?
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Anno 1983 - 1985
Genere varietà - talk show
Durata 80 min
Presentatore Raffaella Carrà
Regia Gianni Boncompagni
Musiche Paolo Ormi
Rete Rai 1

Pronto, Raffaella? è stato un programma televisivo italiano andato in onda su Rai 1 dal 3 ottobre 1983[1] al giugno 1985 e condotto da Raffaella Carrà. Si tratta del primo spettacolo televisivo della RAI trasmesso nella fascia del mezzogiorno, orario in precedenza occupato dal monoscopio.[2]

La trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

Lo spettacolo era un varietà di intrattenimento leggero, diretto in regia da Gianni Boncompagni che ne era anche autore insieme a Lianella Carell e Giancarlo Magalli, che andava in onda a partire dal mezzogiorno fino all'edizione delle 13.30 del TG1.[3]

Al centro della trasmissione vi era l'interazione con il pubblico in diretta attraverso vari giochi telefonici, con i concorrenti da casa che nel corso di ogni puntata rispondevano a delle semplici domande poste dalla conduttrice con la possibilità di vincere considerevoli cifre;[3] il gioco simbolo che ha caratterizzato la trasmissione nell'immaginario collettivo del pubblico era il gioco dei fagioli,[4] durante il quale i telespettatori dovevano indovinare il numero esatto di fagioli presenti all'interno di un barattolo di vetro, una cifra molto difficile da indovinare tanto che di puntata in puntata si creò sempre più suspense sia per l'aumentare del montepremi, che ad ogni tentativo errato aumentava, che per l'avvicinarsi al momento ineluttabile della soluzione dell'enigma.[5] Lo stesso Gianni Boncompagni ha poi ammesso che il gioco dei fagioli fu copiato da un programma che andava in onda su una TV privata toscana, Tele Libera Firenze, dove era condotto da una giovanissima Cesara Buonamici.[2]

Altro gioco era Il gioco dei colori, in cui i concorrenti al telefono dovevano indovinare la domanda la cui risposta era per l'appunto un colore.

La trasmissione comprendeva anche momenti musicali, canzoni, balletti (coreografati da Sergio Japino)[6] e interviste a persone comuni o personaggi famosi; infatti, si tratta dell'unica trasmissione televisiva che ha avuto come ospite in studio Madre Teresa di Calcutta.[7] Per spezzare il ritmo erano presenti dei momenti comici, alcuni dei quali gestiti da Fabio Fazio, in quel periodo agli esordi come imitatore.[8]

La scenografia dello studio rappresentava un appartamento con tanto di finestra sullo sfondo che, in ogni puntata, si affacciava su un diverso panorama di Roma riproponendo inoltre le condizioni meteorologiche della capitale di quell'esatto giorno.[3] All'interno dello studio erano presenti anche Punto e Virgola, un cane e un gatto che giravano liberamente per lo studio disturbando spesso Raffaella Carrà nei vari momenti della trasmissione.[6]

Raffaella Carrà cantava la sigla di testa della trasmissione: Fatalità nella prima edizione, Que dolor nella seconda.

Contesto televisivo e successo[modifica | modifica wikitesto]

La trasmissione è ricordata perché è stata la prima trasmissione della RAI trasmessa nella fascia del mezzogiorno; fino a quel momento, infatti, la televisione pubblica avviava le trasmissioni quotidiane nel primo pomeriggio trascurando il mattino.[3] La decisione di programmare uno spettacolo anche in questo orario inedito per la RAI arrivò in seguito al successo dei quiz mattutini di Canale 5, all'epoca neonata televisione privata che ebbe per prima l'intuizione di inaugurare le trasmissioni in un orario considerato poco appetibile.[3] La risposta di Rai 1 ottenne da subito un grosso successo di pubblico,[9] raggiungendo in poco tempo risultati d'ascolto molto elevati con 4 milioni e 500mila spettatori di media e punte di 9 milioni di contatti,[3] incuriositi anche dalla quotidiana presenza in video di Raffaella Carrà, showgirl e conduttrice televisiva fino a quel momento in onda in TV solo nei varietà del sabato sera. In virtù del suo successo, ebbe anche una versione trasmessa proprio in prima serata: il supershow Buonasera Raffaella, che causò anche alcune polemiche per gli elevati costi per la sua realizzazione.[10]

Secondo alcuni esperti di comunicazione, con Pronto Raffaella? nacque il topos della Tv nel salotto, espediente per creare un maggior contatto con il pubblico a casa.[11] Il tema dell'ambientazione domestica è stato riutilizzato in seguito in molti popolari programmi televisivi come ad esempio Tappeto Volante di Luciano Rispoli, e per certi versi anche ne I fatti vostri di Michele Guardì.[12]

Fecero scalpore le lacrime e il dolore della conduttrice nella puntata del 24 dicembre 1984, a poche ore dall'attentato al treno nella galleria tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro, che causò 15 morti ed oltre 100 feriti, ma anche i "dolce" che Raffaella indirizzava ai bambini che telefonavano in trasmissione in uno spazio a loro dedicato. Si gridò al miracolo, inoltre, quando una madre confessò che la figlia affetta da disturbi della parola riusciva a pronunciare la frase "Raffaella ti amo".[3]

Il successo di Pronto, Raffaella? fu oggetto di studio delle televisioni americana, jugoslava, argentina, francese, spagnola, tedesca e di altri paesi di mezzo mondo. Alcuni paesi come la Germania, la Spagna, l'Argentina e il Brasile ne copiarono il format.[12] Raffaella Carrà dieci anni dopo ha riproposto con successo lo stesso format anche in Spagna su Telecinco (la tv spagnola di Mediaset) con il programma En casa con Raffaella.

Dopo Pronto, Raffaella?[modifica | modifica wikitesto]

Dopo due stagioni Raffaella Carrà abbandonò la trasmissione ma la RAI continuò a sfruttare il format, affidando la fascia a Enrica Bonaccorti che, diretta sempre da Gianni Boncompagni, rinominando il programma in Pronto, chi gioca?, ottenne altrettanto successo.[13] Dopo altri due anni, nel 1987, il format ebbe un'ulteriore evoluzione divenendo Pronto, è la Rai? con la conduzione di Giancarlo Magalli (in precedenza autore delle due precedenti versioni).[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio Rai 1983, raiuno.rai.it.
  2. ^ a b [1].
  3. ^ a b c d e f g Grasso, p. 624
  4. ^ Leandro Palestini, Carramba, che attrice, in la Repubblica, 21 marzo 1997. URL consultato il 21 giugno 2016.
  5. ^ Gualtiero Peirce, È ora di sdoganare Boncompagni?, in la Repubblica, 21 maggio 1997. URL consultato il 21 giugno 2016.
  6. ^ a b Laura Putti, Nel salotto di Raffa tra danze e ministri, in la Repubblica, 23 settembre 1984. URL consultato il 21 giugno 2016.
  7. ^ Pronto, Raffaella? (1983), in la Repubblica, 25 settembre 2012. URL consultato il 21 giugno 2016.
  8. ^ Silvia Fumarola, Fazio: il talk show non ha stufato la vera nemica è la superficialità, in la Repubblica, 28 settembre 2013. URL consultato il 21 giugno 2016.
  9. ^ Laura Delli Colli, Un anno d'oro con Baudo, Carrà e "La piovra", in la Repubblica, 29 dicembre 1984. URL consultato il 21 giugno 2016.
  10. ^ Glauco Benigni, Via alla diretta! C'è la prima di Raffaella, in la Repubblica, 6 dicembre 1985. URL consultato il 21 giugno 2016.
  11. ^ Irene Maria Scalise, Raffaella Carrà, in la Repubblica, 6 gennaio 2008. URL consultato il 21 giugno 2016.
  12. ^ a b [2].
  13. ^ Laura Putti, Pronto? Qui parla Bonaccorti, in la Repubblica, 4 ottobre 1985. URL consultato il 21 giugno 2016.
  14. ^ Laura Delli Colli, "Qui è la Rai tv, giocate con noi", in la Repubblica, 14 luglio 1987. URL consultato il 21 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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