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Juventus Football Club

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Juventus Football Club
Calcio Football pictogram.svg
Campione d'Italia in carica Campione d'Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Juventusstemma.png
La vecchia Signora, Madama, La fidanzata d'Italia,
Le Zebre, I bianconeri
(per approfondire: Soprannomi della Juventus Football Club)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Nero e Bianco (Strisce).svg bianco e nero
Simboli Zebra
Inno Juve (storia di un grande amore)
Paolo Belli
Dati societari
Città Torino
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1897
Proprietario Italia Famiglia Agnelli
(attraverso EXOR N.V.)
Borsa Italiana: JUVE
Presidente Italia Andrea Agnelli
Allenatore Italia Massimiliano Allegri
Stadio Juventus Stadium
(41 507 posti)
Sito web www.juventus.com
Palmarès
Star*.svgStar*.svgStar*.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png Coppa Ali della Vittoria.png Coppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.png Coppauefa.pngCoppauefa.pngCoppauefa.png Supercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.png UEFA - Intertoto.svg
Scudetti 33
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 12 Coppe Italia
7 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 2 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
3 Coppe UEFA/Europa League
2 Supercoppe UEFA
1 Coppe Intertoto
2 Coppe Intercontinentali
1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La Juventus Football Club (dal latino: iuventūs, «gioventù»), meglio nota come Juventus (/juˈvɛntus/) e colloquialmente chiamata Juve (/ˈjuːve/), è una società calcistica italiana per azioni con sede nella città di Torino. Fondata nel 1897 da un gruppo di studenti liceali locali, e originariamente costituita come un'associazione polisportiva,[1] è la seconda organizzazione calcistica per anzianità tra quelle tuttora attive dopo il Genoa (1893),[2] la più titolata e con maggiore tradizione del Paese oltreché una delle più blasonate al mondo con un record di 63 trofei ufficiali vinti, tra cui il primato di 33 titoli di campione d'Italia e 11 in competizioni UEFA.[3] Milita nel campionato di Serie A, la massima categoria nazionale, a cui ha preso parte pressoché stabilmente sin dall'esordio nel 1900, eccezione fatta per la stagione 2006-07. Dopo avere indossato durante il primo triennio di attività una divisa rosanero adottò l'odierna tenuta di gioco bianca e nera a strisce verticali, presto divenuta tra le più iconiche a livello internazionale,[4] ottenendo il suo primo titolo ufficiale nel 1905 e affrontando le gare casalinghe in diversi scenari situati nei pressi della città, essendo l'ultimo di essi lo Juventus Stadium, il primo stadio moderno di proprietà di una società calcistica concepito nella Penisola.[5]

Legata fin dal 1923 alla famiglia Agnelli, dando vita al primo e più duraturo sodalizio imprenditoriale-sportivo in Italia,[6] attraverso un peculiare modello gestionale instaurato nel frattempo la Juventus divenne la prima società sportiva italiana a raggiungere uno status professionistico ante litteram,[7] nonché la prima in Europa a vincere nel 1985 tutte e tre le maggiori competizioni continentali: la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa UEFA.[8] Coi successivi trionfi nella Supercoppa UEFA 1984, nella Coppa Intercontinentale 1985 e nella Coppa Intertoto 1999 divenne ulteriormente la prima e tuttora unica al mondo ad avere conquistato tutti i trofei ufficiali della propria confederazione di appartenenza.[9] Dalla seconda metà degli anni 1990 la Juventus si è posizionata in modo pressoché stabile tra i primi dieci club calcistici su scala mondiale in ambito finanziario,[10] essendo quotata in Borsa dal 2001.[11]

Fornitrice di un contributo, il maggiore tra le squadre italiane, decisivo nei successi della rappresentativa nazionale,[12] è inoltre forte del più numeroso sostegno a carattere nazionale oltreché molto esteso su scala globale,[13][14] principalmente nei Paesi a forte emigrazione italiana, che ne fanno contemporaneamente un simbolo anticampanilistico e d'italianità.[15][16] Nel 2000 la Juventus fu inserita al settimo posto (prima italiana) nella classifica secolare sui migliori club al mondo stilata dalla FIFA[17] e nove anni più tardi al termine di un'indagine condotta dall'IFFHS fu nominata migliore squadra nel Paese e seconda a livello europeo, dopo il Real Madrid, del XX secolo.[18]

Storia

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Juventus Football Club.
La Juventus di Carlo Carcano della stagione 1933-34 al quarto scudetto del Quinquennio d'oro

Nell'autunno del 1897 vide la luce a Torino lo Sport-Club Juventus per iniziativa di un gruppo di studenti del liceo classico Massimo d'Azeglio; tra essi i fratelli Eugenio ed Enrico Canfari.[1] Tre anni più tardi, con il nome di Foot-Ball Club Juventus,[19] la società si iscrisse al suo primo campionato nazionale.[20] Il primo titolo nazionale arrivò nel 1905.[20] L'anno dopo il presidente della società, lo svizzero Alfred Dick, a seguito di accese discussioni di spogliatoio lasciò la Juventus e assieme a un gruppo di soci dissidenti si unì alla FC Torinese dando vita al Torino,[21] segnando così l'origine del derby della Mole e l'inizio di una serie di problemi finanziari e sportivi che condussero la squadra bianconera nel 1913 alle soglie della retrocessione in Promozione.[22]

Dopo la prima guerra mondiale la Juventus, risollevatasi con la presidenza di Giuseppe Hess e Corrado Corradini, migliorò il suo piazzamento in campionato e fornì i primi giocatori alla nazionale italiana.[23] Edoardo Agnelli assunse la presidenza della società il 24 luglio 1923.[24] Con l'ulteriore arrivo del primo allenatore professionista, l'ungherese Jenő Károly, giunse la vittoria del secondo tricolore nella stagione 1925-26.[25]

Omar Sívori, John Charles e Giampiero Boniperti, il Trio Magico dei torinesi tra gli anni 1950 e 1960: per la leggenda juventina Boniperti, prima 15 anni da calciatore bianconero e poi 19 da presidente del club

Il primo ciclo vincente della società, grazie all'apporto di elementi come Giovanni Ferrari, Raimundo Orsi, Luis Monti e il trio difesivo Combi-Rosetta-Caligaris,[26] giunse tra il 1930-31 e il 1934-35, quando arrivarono cinque scudetti consecutivi, uniti al raggiungimento delle semifinali di Coppa dell'Europa Centrale per quattro anni di fila; allenatore della squadra in quattro delle cinque vittoriose stagioni fu Carlo Carcano,[27] uno dei precursori del «metodo».[25] Molti giocatori di quella Juventus formarono il nucleo della nazionale italiana vittoriosa nella Coppa Internazionale e nel campionato del mondo 1934.[28] La prematura morte di Edoardo Agnelli, avvenuta nel 1935, coincise con la fine del cosiddetto «Quinquennio d'oro». Sul finire del periodo interbellico arrivò comunque la prima Coppa Italia dei bianconeri (1938).

Nel secondo dopoguerra sotto la presidenza di Gianni Agnelli e in seguito di suo fratello Umberto la Juventus tornò alla ribalta dopo tre lustri conoscendo un secondo ciclo di vittorie, grazie anche all'arrivo di Omar Sívori e John Charles, che insieme a Giampiero Boniperti formarono il «Trio Magico»:[29] tre scudetti tra il 1958 e il 1961, il primo dei quali fu il decimo e le valse il diritto a poter esporre sulle maglie la stella.[30] Sívori divenne inoltre nel 1961 il primo calciatore proveniente dalla Serie A a vincere il Pallone d'oro.[31]

La Juventus di Giovanni Trapattoni della stagione 1983-84, che centrò il double composto da scudetto e Coppa delle Coppe

Nel 1971 Boniperti diventò presidente del club e il suo primo scudetto in tale nuova veste giunse subito alla sua prima stagione, nel 1971-72, bissato da quello successivo del 1972-73: furono i primi di un terzo vittorioso ciclo che nei successivi quindici anni, sotto la guida tecnica dapprima di Čestmír Vycpálek, poi di Carlo Parola e infine di Giovanni Trapattoni, portarono a Torino nove scudetti, due Coppe Italia e vittorie internazionali che fecero della Juventus la prima a vincere tutte le competizioni dell'UEFA e, a seguire, la prima al mondo a conquistare tutte le competizioni ufficiali per club.

In particolare nel 1977 arrivò la prima vittoria internazionale in Coppa UEFA, al termine di un'accesa finale contro gli spagnoli dell'Athletic Bilbao.[32] Il titolo nella Coppa dei Campioni 1984-85, conseguito a Bruxelles il 29 maggio 1985 sul Liverpool circa un anno dopo la vittoria da imbattuta in Coppa delle Coppe, fu invece oscurato da gravi incidenti pre-gara generati dagli hooligan britannici che portarono alla morte di 39 spettatori. Lo scudetto vinto nel 1986 chiuse il decennio di Trapattoni: durante la sua gestione complessivamente 9 elementi della Juventus giocarono nella nazionale italiana al campionato del mondo di Argentina 1978 e 6 in quella che si laureò campione nella successiva edizione di Spagna 1982.

La Juventus di Marcello Lippi celebra i trionfi del 1996 in Champions League e Coppa Intercontinentale

Tramontata la generazione di calciatori che avevano costituito l'asse portante della squadra, la Juventus affrontò un periodo di nove anni privo di risultati in campo nazionale, anche se giunsero a Torino una Coppa Italia (1990) e due Coppe UEFA (1990 e 1993).[33] Nel 1994 l'arrivo in panchina di Marcello Lippi fu il preludio al quarto ciclo vincente dei bianconeri: in dieci stagioni – con l'intervallo di un biennio d'interregno di Carlo Ancelotti, il quale vinse la Coppa Intertoto – la squadra fece suoi cinque scudetti e una Coppa Italia, raggiunse quattro finali di Champions League vincendo quella del 1996 a Roma e conquistò una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA e quattro Supercoppe di Lega.

I due campionati consecutivi vinti sotto la gestione tecnica di Fabio Capello a metà degli anni 2000 vennero annullati dall'esito del caso Calciopoli: nell'estate del 2006 la giustizia sportiva revocò ai bianconeri il titolo conseguito nel 2005 e li declassò dal primo all'ultimo posto in classifica nel 2006, relegandoli d'ufficio per la prima volta nella loro storia in Serie B.[34] La Juventus fu promossa in massima categoria un anno più tardi vincendo il campionato cadetto. Nel 2010 Andrea Agnelli, quarto esponente della dinastia torinese, assume la presidenza del club. Sotto il suo mandato, con la guida tecnica dapprima di Antonio Conte e poi di Massimiliano Allegri, i bianconeri danno vita a un quinto ciclo di successi superando la squadra del Quinquennio d'oro e inanellando sei scudetti consecutivi dal 2012 al 2017, un unicum nel calcio italiano;[35] negli stessi anni arrivano inoltre a Torino tre double consecutivi grazie alle vittorie in Coppa Italia,[35] altro primato nazionale, e tre Supercoppe di Lega.

Cronistoria

Cronistoria della Juventus Football Club
  • 1897 · 1º novembre, data convenzionale di fondazione dello Sport-Club Juventus.
  • 1898 · Non prende parte al Campionato Federale.
  • 1899 · Cambia denominazione in Foot-Ball Club Juventus.[19]
Non prende parte al Campionato Federale.

2ª nel girone eliminatorio piemontese del Campionato Italiano di Prima Categoria.
3ª nel girone eliminatorio piemontese del Campionato Federale di Prima Categoria.


4º turno eliminatorio di Coppa Italia.[38]
Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale.

Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.[40]
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (1º titolo).
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Finalista in Coppa Rio.[42]
3ª in Coppa Latina.
Semifinalista in Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).

Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coppa delle Alpi.JPG Vince la Coppa delle Alpi (1º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
Finalista in Coppa delle Fiere.
Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
2º posto alla Coppa delle Alpi.
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
1º turno di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa dei Campioni.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.

1º turno di Coppa Italia.
Finalista in Coppa delle Fiere.
3ª nel Trofeo Nazionale di Lega Armando Picchi.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Finalista in Coppa Italia.
Finalista in Coppa dei Campioni.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Finalista in Coppa Intercontinentale.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa UEFA.
1º turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (1º titolo).
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa dei Campioni.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinalista in Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa delle Coppe.

Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Finalista nel Torneo di Capodanno.
1º turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (7º titolo).
Finalista in Coppa dei Campioni.
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
2º turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (8º titolo).
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (2º titolo).

Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa delle Coppe.
Finalista in Supercoppa italiana.
Finalista in Coppa Italia.
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (3º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (9º titolo).
Finalista in Coppa UEFA.
Coppacampioni.png Vince la Champions League (2º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (2º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista in Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (2º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Finalista in Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
UEFA - Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Prima fase a gironi di Champions League.
Finalista in Coppa Italia.
Seconda fase a gironi di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (3º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista in Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (4º titolo).
Finalista in Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Europa League.
Finalista in Coppa Italia.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (5º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (6º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Semifinalista in Europa League.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (10º titolo).
Finalista in Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (11º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (7º titolo).
Ottavi di finale di Champions League.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (12º titolo).
Finalista in Supercoppa italiana.
In Champions League.

Colori e simboli

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli della Juventus Football Club.

Colori

I fondatori-giocatori dello Sport-Club Juventus nel biennio 1897-1898 con indosso l'originaria divisa rosanero

L'uniforme di gioco della Juventus è una maglia a strisce verticali bianche e nere,[47] tradizionalmente abbinata a pantaloncini e calzettoni bianchi. La divisa degli esordi adottata a cavallo tra XIX e XX secolo era invece composta da una camicia rosa (abbinata a scelta con cravatta o farfallino) e pantaloni neri. In seguito a causa dei frequenti lavaggi il rosa scolorì in maniera talmente evidente che il club ne decise il cambio.[47]

Nel 1903 fu così chiesto all'inglese Savage (tra i membri della società) di cercare nel suo Paese un kit da gioco più consono e resistente all'usura. Savage aveva un amico di Nottingham tifoso del Notts County, la cui maglia è a strisce bianconere: per tale ragione fu spedito a Torino un set di uniformi analogo a quello usato dai Magpies.[48]

Simboli ufficiali

Stemma

Eccezion fatta per un particolare simbolo in uso dal 1979 all'inizio degli anni 1990 (che ha affiancato lo stemma ufficiale), ovvero la silhouette nera con righe diagonali bianche – influenzata dall'op art – di una zebra rampante,[49] fin dagli anni 1920 l'emblema identificativo della Juventus è rimasto sostanzialmente invariato,[50] essendo stato soggetto solamente a moderati restyling, il più recente dei quali risalente al 2004.[51]

La zebra rampante, oltreché simbolo iconografico del club, ne è stata anche logotipo da fine anni 1970 ai primi anni 1990

Esso raffigura uno scudo ovale a strisce verticali bianche e nere, che nella versione più recente sono sette, quattro bianche e tre nere.[51] Il nome del club è impresso in caratteri neri e sottolineato in oro su di un'area bianca convessa. Il gioco di ombreggiature del logo ha lo scopo di conferire a esso una parvenza di tridimensionalità.[51] Nella parte inferiore dello stemma in bianco su sfondo nero è rappresentato il toro, simbolo civico di Torino.

In passato lo sfondo del nome del club fu anche di colore blu Savoia, in omaggio alla tradizione sabauda di Torino, e di forma concava.[50] Anche lo sfondo dello stemma civico fu blu Savoia, mentre il toro e il nome del club erano di colore giallo-oro.[50] Dal logo attuale sono state eliminate le due stelle, presenti fin dal 1982, in quanto considerate un riconoscimento sportivo (variabile nel tempo) e non un elemento d'identità del club.[51]

Inno

L'inno ufficiale della Juventus – il quinto nella storia del club – è Juve (storia di un grande amore), scritto da Alessandra Torre e Claudio Guidetti, nella versione del cantante e musicista emiliano Paolo Belli composta nel 2007.[52] Tra quelle composte dagli artisti più noti figura Juvecentus, opera di Pierangelo Bertoli nel 1997, in occasione del centesimo anniversario della fondazione del club.[53]

Mascotte

A fianco dei tradizionali simboli societari, nella storia della Juventus hanno ciclicamente trovato spazio anche alcune mascotte, indirizzate soprattutto ai tifosi più giovani. A metà degli anni 1980 debuttò Giampi, un bobtail con ciuffo bianconero e divisa juventina, che nel nome riprendeva quello della bandiera nonché al tempo presidente del club Giampiero Boniperti.[54] Nel 1995 arrivò Alex, una versione caricaturale dell'allora numero 10 della squadra, Alessandro Del Piero,[55] cui seguì nel 1999 la zebra Zig Zag.[56] Dal 2015 la mascotte juventina è Jay, ancora una zebra, stavolta dai tratti e comportamenti antropomorfi.[57]

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Stadium, Stadio Olimpico Grande Torino, Stadio delle Alpi, Campo Juventus, Stadio di Corso Sebastopoli, Velodromo Umberto I e Piazza d'armi (Torino).
L'ingresso del Campo Juventus, impianto interno dal 1922 al 1933 nonché di proprietà del club

Nel biennio 1897-1898 i primi impianti utilizzati dal club furono il Parco del Valentino e il Giardino della Cittadella. Fino al 1908 la squadra si spostò al campo della piazza d'armi torinese, all'epoca sita tra i corsi Galileo Ferraris e Duca degli Abruzzi, tranne nel biennio 1905-06 durante il quale il terreno di casa fu lo stadio motovelodromo Umberto I.[58] Dal 1909 al 1922 l'impianto utilizzato fu quello di Corso Sebastopoli e da qui al 1933 quello di Corso Marsiglia che fu teatro della conquista di quattro campionati, tre dei quali consecutivi.[59]

Dal 1933 al 1990 il club ha disputato i suoi incontri interni allo stadio Comunale nella zona di Santa Rita. Nato col nome di Municipale "Benito Mussolini" per dotare la città di un impianto che potesse ospitare le gare del campionato del mondo 1934, ribattezzato dopo la seconda guerra mondiale dapprima in Comunale e in seguito Comunale "Vittorio Pozzo", esso ospitò 890 incontri di campionato della Juventus;[60] dopo la definitiva dismissione dello stadio Filadelfia, il Comunale fu condiviso dal 1963 con i concittadini del Torino. Il Comunale fu utilizzato fino al 1990, anno in cui le due compagini cittadine si trasferirono allo stadio delle Alpi, costruito nel quartiere di Vallette in occasione del campionato del mondo 1990 e che fu l'impianto interno dei bianconeri dal 1990 al 2006.[61]

Lo Juventus Stadium, impianto casalingo dal 2011

Nel 2002 la giunta torinese concesse lo sfruttamento dell'area del Delle Alpi alla società bianconera per novantanove anni[61] e nel 2008 la Juventus decise la costruzione di un nuovo stadio cittadino,[62] sito nell'area dell'ormai abbandonato impianto. Dal 2006 al 2011 la squadra ritornò temporaneamente a disputare i suoi incontri interni al Comunale, rinnovato in occasione dei XX Giochi olimpici invernali e ribattezzato Olimpico;[60] come già accaduto nei decenni passati, anche stavolta l'impianto è stato condiviso con la squadra granata. Dal 2011 il club bianconero gioca le sue partite interne allo Juventus Stadium, costruito sulle ceneri del vecchio Delle Alpi e primo impianto moderno realizzato in Italia nonché di proprietà di una società calcistica,[5] concepito prettamente per la disciplina.[63]

Centro di allenamento

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campo sportivo Gianpiero Combi, Sisport Fiat e Juventus Center.
Morini, Salvadore e il tecnico Vycpálek nel 1972 al Campo Combi, centro di allenamento della Juventus per oltre cinquant'anni

Nei suoi primi decenni la Juventus ancora non disponeva di strutture ad hoc per le sue sedute di allenamento, ripiegando così sugli stessi campi amatoriali dove si svolsero le prime sfide calcistiche della sua storia, la piazza d'armi cittadina, e il Velodromo Umberto I nel quartiere Crocetta, con l'eccezione della patinoire al Parco del Valentino; prima dello scoppio della Grande Guerra la società usufruì fugacemente anche di quello che era il maggiore impianto polisportivo della Torino del tempo, lo Stadium.[64]

Nel periodo interbellico i bianconeri, ancora privi di una struttura appositamente dedicata alla pratica, svolsero gli allenamenti nelle loro sedi di gara casalinghe, dapprima al Campo Juventus e poi dal 1933 allo stadio Mussolini,[64] finché nel 1943 venne inaugurato il primo centro d'allenamento del club, il Campo Combi – come fu denominato ufficialmente nel 1956 in memoria dello storico portiere juventino[65] – di via Filadelfia, a pochi passi dal Mussolini, dove la squadra rimase quasi ininterrottamente per il successivo mezzo secolo.[64]

Nel 1990 la Juventus abbandonò una prima volta il Combi per le strutture della Sisport a Orbassano,[66] salvo farvi ritorno nel 1994[64] stante la possibilità di sfruttare anche il limitrofe Comunale, nel frattempo non più utilizzato per l'attività agonistica.[67] L'addio definitivo alla zona avvenne nel 2003 quando, data la riqualificazione urbanistica dettata dai XX Giochi olimpici invernali ospitati di lì a qualche anno dal capoluogo piemontese,[68] il Comunale venne riconvertito in Olimpico e il Combi demolito; quindi la Juventus migrò inizialmente a poca distanza nel centro Sisport di via Guala,[69] dove rimase per un triennio in attesa del completamento dello Juventus Center di Vinovo,[70] dal 2006 centro di allenamento di prima squadra e giovanili.[71]

Società

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stile Juventus.
Umberto (sopra) e Gianni Agnelli (sotto) con la squadra bianconera, rispettivamente negli anni 1950 e 1990; la famiglia Agnelli detiene la maggioranza del club torinese fin dal 1923, un unicum nel panorama calcistico mondiale

Fondata sotto la forma di un club sociale,[72] la Juventus è dal 27 giugno 1967 una società per azioni a capitale interamente privato.[73] Dal 1º marzo 2009 la società che controlla la maggioranza del capitale azionario della Juventus è la finanziaria EXOR, nata dalla fusione di IFIL Investment S.p.A. e Istituto Finanziario Industriale, entrambe holding controllate dalla Giovanni Agnelli e C. S.a.p.Az., che attualmente detiene il 52,99% della citata EXOR e tramite quest'ultima il 63,8% del capitale azionario della Juventus.[74][75] Il rimanente capitale azionario è detenuto dall'azienda irlandese Lindsell Train Investment Trust Ltd. al 10% e da azionisti diffusi al 26,2%[74] attraverso l'Associazione Piccoli Azionisti della Juventus Football Club, fondata nel 2010 e costituita da oltre 40 000 membri,[76] includendo investitori quali il Royal Bank of Scotland, il governo di Norvegia, il fondo pensione degli impiegati pubblici della California e la società finanziaria BlackRock.[77]

Secondo l'attuale organigramma societario la Juventus è articolata su 7 aree interne: Amministrazione e Finanza, Risorse umane, Informazione tecnologica, Area commerciale, Pianificazione, Controllo e progetti speciali, Area comunicazione e Area sportiva.[78] La società è guidata da un consiglio di amministrazione composto da dieci membri eletti dalla proprietà, tra cui il presidente Andrea Agnelli e l'amministratore delegato Aldo Mazzia.[79]

Terza società calcistica in Italia – dopo Lazio e Roma – a essere quotata in Borsa, dal 3 dicembre 2001 al 19 settembre 2011 la Juventus fu listata nel segmento STAR del citato mercato finanziario.[80][81] Dall'ottobre 2016 il titolo è presente nell'indice FTSE Italia Mid Cap del mercato telematico azionario, essendo l'unico appartenente a un club sportivo nel Paese che ne fa parte.[82]

Dal 1º luglio 2008 la società bianconera ha implementato un sistema di gestione della sicurezza per i lavoratori e gli atleti in conformità ai requisiti previsti dalla norma internazionale OHSAS 18001:2007[83] e un sistema di gestione della qualità del settore medico secondo la norma internazionale ISO 9001:2000.[84]

In base a quanto emerge del cosiddetto Deloitte Football Money League 2017, rapporto stilato dalla società di revisione e consulenza aziendale statunitense Deloitte Touche Tohmatsu, la Juventus risulta essere il decimo club a livello mondiale – primo in Italia – in termini di fatturato (341,1 milioni di euro a tutto il 30 giugno 2016).[85] Inoltre è stata inserita al nono posto in ambito internazionale – prima squadra italiana – in termini di valore borsistico nella classifica annuale stilata dalla rivista statunitense Forbes (1 299 miliardi di dollari equivalenti a 1 150 miliardi di euro al maggio 2016), divenendo così la prima società calcistica italiana a superare la soglia del miliardo di euro.[86] Tale pubblicazione inserì il club torinese al settimo posto a livello mondiale – anch'essa prima squadra italiana – nella speciale classifica per profitti (81 milioni di dollari al 30 giugno 2015),[87] mentre il marchio del club è stato valutato con una classificazione AAA («estremamente forte»), posizionandosi al quinto posto tra i brand calcistici più potenti al mondo[88] e valutato all'undicesimo posto nella graduatoria internazionale stilata dall'organizzazione di consulenza inglese Brand Finance (287 milioni di dollari equivalenti a 264 milioni di euro al 6 giugno 2016).[89] Tutto ciò ne fa complessivamente la seconda società sportiva per valore del patrimonio di marca in Italia – prima nel settore calcistico – dopo la Scuderia Ferrari.[90]

Il club torinese è anche uno dei membri fondatori dell'European Club Association, organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14 e composta dai principali club calcistici, riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.

Organigramma societario

Organigramma aggiornato al 6 agosto 2016.[91]

Area amministrativa

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali

Impegno nel sociale

La Juventus è attiva nel campo sociale e umanitario. Tra i programmi sociali intrapresi figurano Fatti e Progetti per i Giovani, orientato al miglioramento della qualità di vita e a favorire l'accesso all'istruzione ai giovani extracomunitari minorenni,[99] tramite un centro di accoglienza e la realizzazione, in collaborazione con la facoltà di economia dell'Università degli Studi di Torino, di un corso di formazione al management sportivo.[99]

In ambito sanitario, e in collaborazione con l'azienda ospedaliera Regina Margherita-Sant'Anna di Torino, partecipa al progetto Crescere insieme al Sant'Anna[100] volto alla ristrutturazione del reparto di neonatologia ospedaliera del Sant'Anna,[100] e sostiene la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.[99] Altro progetto comunitario è il centro di accoglienza intitolato a Edoardo Agnelli, realizzato in collaborazione con l'Associazione Gruppi di Volontariato Vincenziano, al fine di dare ospitalità a madri in condizioni disagiate.[99]

Nel 2000 la Juventus intraprese il progetto Un sogno per il Gaslini allo scopo di dotare l'istituto Giannina Gaslini di Genova di una dépendance da adibire a luogo di studio e svago per i bambini ivi ricoverati, da realizzarsi tramite il recupero dell'abbazia di San Gerolamo di Quarto. Dei 4,5 milioni di euro necessari allo scopo, 2 funono donati dalla famiglia Gaslini, mentre i rimanenti furono raccolti dalla Juventus attraverso donazioni e iniziative di beneficenza, come la partecipazione in qualità di ospiti al Festival di Sanremo 2003[101] e al programma televisivo Juventus, una squadra per amico,[102] oltre alla realizzazione di libri fotografici e CD, tra cui nel 2003 una cover de Il mio canto libero di Lucio Battisti[103] che ricevette un disco d'oro e uno di platino dalla Federazione Industria Musicale Italiana per le oltre 100 000 copie vendute.[104]

Nel 2009 il club promosse due iniziative per la lotta antirazzista e l'integrazione socio-culturale, Un calcio al razzismo e Gioca con me,[105][106] poi incluse nel 2013 dall'UNESCO nei programmi della Giornata mondiale dei diritti umani in ricordo dell'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani,[107] e presentate nel 2014 al NGO UNESCO Liaison Committee a Parigi.[108]

Settore giovanile

La formazione giovanile della Juventus vincitrice nel 1994 del Campionato Primavera, il cui undici era capitanato da un ventenne Alessandro Del Piero (a destra), in seguito bandiera della prima squadra per i successivi due decenni

Il settore giovanile della Juventus è composto da 17 squadre maschili che competono a livello nazionale ed eventualmente internazionale nei vari tornei di categoria.[109] Analogamente a club di altri Paesi la Juventus ha istituito alcune scuole calcio sotto forma di club-satellite[110] e campi (Summer Camps) in tutta Italia (riservati ai giovani dagli 8 ai 16 anni) e all'estero, precisamente in Inghilterra (dagli 11 ai 16 anni).[111] Porta inoltre avanti progetti come Juventus University, la prima università del calcio al mondo (con il supporto dell'Università di Torino),[112] Juventus National Academy, che si rivolge attraverso la creazione di una rete di scuole calcio dislocate sul territorio nazionale e all'estero a Malta ai ragazzi dai 6 ai 12 anni[113] e il programma Juventus Soccer Schools International attraverso la gestione di scuole di calcio in 18 Paesi.

Storicamente la Juventus ha sempre avuto una rete di osservatori giovanili su tutto il territorio nazionale nonché all'estero.[110] Tra i giocatori che hanno iniziato a militare in giovane età nei piemontesi, nella prima parte del XX secolo si segnalano Carlo Bigatto, Gianpiero Combi, Pietro Rava (vincitore della medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Berlino 1936 e campione del mondo nell'edizione di Francia 1938), Carlo Parola, Giovanni Viola e soprattutto Giampiero Boniperti, da sempre legato ai colori bianconeri, dalle giovanili alla carica di presidente e dal 2006 a quella di presidente onorario del club.

Nella seconda metà del Novecento, tra gli altri calciatori di prestigio cresciuti nel vivaio bianconero ci sono due bandiere del club quali Giuseppe Furino e Roberto Bettega; grazie allo scouting arrivarono inoltre in giovane età a Torino elementi quali Pietro Anastasi, Franco Causio e il Pallone d'oro 1982 Paolo Rossi. All'inizio del III millennio dal settore giovanile della Juventus si è messo in evidenza su tutti il torinese Claudio Marchisio, entrato nella società bianconera a tenera età e in seguito diventato punto fermo della prima squadra.

Diffusione nella cultura di massa

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club nella cultura di massa.

Nel corso degli anni la Juventus, oltre a imporsi come realtà sportiva nazionale e internazionale, ha acquisito un posto di rilievo in ambito socioculturale.[114] A testimonianza di ciò, diversi studiosi ritengono che la sua storia societaria s'intreccia con quella di Torino e d'Italia;[115] ciò in virtù di un insieme di fattori quali il legame che dal 1923 unisce la squadra alla dinastia industriale Agnelli – e che ha dato origine al sodalizio imprenditoriale più antico e duraturo dello sport italiano[6] –, che da allora ha permesso al club di essere gestito da imprenditori provenienti dalla regione settentrionale della Penisola, pur rimanendo estremamente popolare tra le classi lavoratrici a livello nazionale che generalmente erano di origini meridionali[116] in parziale conseguenza della diffusione delle fabbriche della casa automobilistica FIAT;[115] le numerose vittorie ottenute dalla squadra in ambito federale e confederale sono spesso coincise temporalmente con i principali successi ottenuti dalla squadra nazionale, della quale la Juventus è la principale fornitrice,[12] facendo di essa una delle formazioni italiane più rappresentative, oltre a suscitare molteplici e forti sentimenti ambivalenti in altre società di calcio e nei relativi tifosi in ragione della diffusione su scala globale della propria tifoseria e a diverse rivendicazioni anticampanilistiche.[117]

Tra le prime squadre sportive le cui partite sono state trasmesse in diretta radiofonica e televisiva in Italia,[118][119] il prestigio sportivo internazionale raggiunto dalla società torinese ha permesso a essa d'influenzare, seppur indirettamente, la fondazione e/o l'identità visiva di numerose squadre sportive in giro per il mondo, legate in parte all'emigrazione italiana, divenendo contemporaneamente uno strumento d'italianità;[15] mentre il consenso che suscitava come riflesso dell'identità sabauda-industriale della città di Torino,[120][121] l'avrebbe convertita in uno degli elementi che rappresentano universalmente la propria metropoli e regione d'origine.[122] L'evoluzione storica del club, la sua popolarità e la larga fetta di antipatia da parte dei tifosi di squadre rivali, illustrati sia attraverso diverse analisi artistiche e/o accademiche, ne fanno oggetto e sfondo di alcuni lungometraggi, canzoni e testi letterari anche estranei all'ambito strettamente sportivo.

Allenatori e presidenti

Allenatori

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori della Juventus Football Club.
Giovanni Trapattoni, con 14 trofei in 13 stagioni, è il tecnico più vincente nella storia della Juventus

Sono 44 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Juventus; 10 di essi hanno ricoperto l'incarico ad interim.[123]

Fino alla prima metà degli anni 1920 non esisteva nel calcio italiano un sistema dettagliato di allenamento in preparazione degli incontri di campionato. In pratica i giocatori – studenti e lavoratori – avevano l'abitudine di ritrovarsi un paio di volte alla settimana in diversi scenari per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, sempre sotto il coordinamento del capitano della squadra.[124]

Il primo allenatore della storia bianconera fu l'ungherese Jenő Károly, scelto dal presidente Edoardo Agnelli nel 1923 al fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra. Károly allenò la squadra per 70 incontri fino alla morte, avvenuta nel 1926.[25]

A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora Giovanni Trapattoni, rimasto alla guida della squadra per 13 stagioni di cui 10 consecutive, dal 1976-77 al 1985-86 e poi dal 1991-92 al 1993-94. Sia il numero di annate consecutive sia quello totale sono un primato per i tecnici di club italiani, ma Trapattoni vanta anche il record complessivo di panchine (596) e di trofei vinti con il club (14, primato tra gli allenatori italiani).[123]

Da menzionare inoltre Carlo Carcano, allenatore della squadra del Quinquennio d'oro nella prima metà degli anni 1930, e unico in Italia ad avere vinto 4 campionati consecutivi in panchina tra il 1931 e il 1934,[27] e Antonio Conte, alla guida dei torinesi dal 2011 al 2014, ed entrato nell'occasione nel ristretto novero dei tecnici capaci di conseguire 3 titoli nazionali di fila.[27]

Presidenti

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Juventus Football Club.
Edoardo Agnelli, primo esponente della famiglia torinese a legare il suo nome al club; il suo mandato, dal 1923 al 1935, culminò nel Quinquennio d'oro

In più di 110 anni di storia societaria alla guida della Juventus si sono avvicendati 23 presidenti e 2 comitati di gestione.[125]

Il primo presidente della società bianconera fu Eugenio Canfari, uno dei soci fondatori.[25] Il periodo più lungo in carica è appannaggio di Giampiero Boniperti, alla guida della Juventus per 19 anni dal 1971 al 1990.[125] Boniperti, al pari del suo successore Vittorio Caissotti di Chiusano, presidente dal 1990 al 2003, vanta il palmarès più ampio della storia del club.[126]

L'imprenditore Umberto Agnelli, divenuto presidente ventiduenne nel 1956,[127] fu il più giovane a ricoprire tale carica.[25] Da citare anche le presidenze dello svizzero Alfred Dick e del francese Jean-Claude Blanc, gli unici non italiani ad assumere la massima carica del club;[25] in particolare, Dick fu il presidente del primo scudetto bianconero (1905). Dal 2010 la presidenza bianconera è ricoperta dall'imprenditore Andrea Agnelli.[128]

Calciatori

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Juventus Football Club.

In più di 110 anni di storia hanno vestito la maglia della Juventus oltre 700 calciatori, in gran parte italiani,[129] alcuni dei quali hanno anche militato nella nazionale italiana.

Tra i calciatori italiani di rilievo che hanno militato nella Juventus figurano Carlo Bigatto, considerato il primo giocatore-simbolo del club,[130] Giampiero Boniperti, riconosciuto come il calciatore più rappresentativo della storia della società,[131] Carlo Parola (autore della più famosa rovesciata del calcio italiano, gesto che avrebbe ispirato il marchio dell'album Calciatori della Panini),[132] Dino Zoff (vincitore tra altri di sei scudetti e una Coppa UEFA con la Juventus, della quale difese la porta per 330 partite consecutive di campionato tra il 1972 e il 1983 e a tutt'oggi unico calciatore italiano ad avere vinto sia il campionato d'Europa sia quello del mondo con l'Italia, nominato dalla FIGC nel 2004 UEFA Golden Player italiano),[133] Paolo Rossi, capocannoniere con l'Italia ai Mondiali del 1982 e Pallone d'oro nello stesso anno, Gaetano Scirea, Sergio Brio, Antonio Cabrini e Stefano Tacconi, quattro dei cinque soli calciatori ad aver vinto tutte le competizioni ufficiali UEFA per club,[134] il Pallone d'oro 1993 Roberto Baggio e Alessandro Del Piero, giocatore-simbolo della squadra a cavallo di II e III millennio, sei volte campione d'Italia e vincitore nel 1996 della Champions League e della Coppa Intercontinentale nonché campione del mondo 2006 con la Nazionale italiana assieme a Gianluigi Buffon, capitano della squadra dal 2012, il quale ricopre lo stesso ruolo anche in maglia azzurra dov'è peraltro il pluripresente.

Il francese Michel Platini, vincitore in bianconero per tre anni consecutivi del Pallone d'oro di France Football

Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Juventus, si segnalano negli anni 1950 e 1960 il fantasista argentino Omar Sívori, il quale da oriundo fu il primo Pallone d'oro bianconero nel 1961, e il centravanti gallese John Charles, i quali insieme a Boniperti formarono un trio d'attacco che portò alla Juventus 3 scudetti; tra gli anni 1960 e 1970 ci fu poi il tedesco Helmut Haller, già campione d'Italia con il Bologna, che alla Juventus vinse 2 titoli. Dagli anni 1980 in avanti, tra gli stranieri più rappresentativi figurano i francesi Michel Platini, campione d'Europa nell'edizione di Francia 1984 con la sua nazionale e vincitore l'anno dopo della Coppa dei Campioni con la Juventus, Zinédine Zidane, campione del mondo a Francia 1998 e d'Europa a Belgio-Paesi Bassi 2000 con i Bleus, premiato col Pallone d'oro 1998, campione del mondo di club e vincitore di 2 scudetti con la maglia bianconera, il ceco Pavel Nedvěd, primo giocatore straniero per numero di presenze in competizioni ufficiali con la Juventus[135] nonché vincitore del Pallone d'oro 2003, e il franco-argentino David Trezeguet, capocannoniere del campionato di Serie A nel 2002 e miglior marcatore straniero della storia bianconera con 171 gol.[136]

Contributo alle nazionali di calcio

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia.

Al 18 marzo 2017 la Juventus è il club che ha fornito il maggior numero di giocatori alla nazionale italiana: a tale data infatti 140 elementi hanno vestito la maglia azzurra all'epoca della loro militanza juventina (a fronte dei 108 dell'Inter e dei 105 del Milan).[137]

Sono 22 in totale i giocatori della Juventus militanti nelle selezioni nazionali italiane campioni del mondo: nove nel 1934 (Bertolini, Borel II, Caligaris, Combi, Ferrari, Monti, Orsi, Rosetta e Varglien I), due nel 1938 (Foni e Rava), sei nel 1982 (Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi) e cinque nel 2006 (Buffon, Cannavaro, Camoranesi, Zambrotta e Del Piero).[138] Tre sono invece i calciatori della Juventus laureatisi campioni d'Europa con la nazionale nell'edizione di Italia 1968 (Bercellino, Càstano e Salvadore).

La nazionale italiana all'esordio al campionato del mondo 1978: vi figurano 8 giocatori all'epoca militanti nella Juventus

Il contributo maggiore in elementi prestati alla nazionale risale al campionato del mondo 1978, edizione in cui il club bianconero vide schierati in maglia azzurra, nella prima fase contro i padroni di casa dell'Argentina e successivamente nella seconda fase contro i Paesi Bassi), fino a 9 suoi elementi: Zoff, Gentile, Cabrini, Benetti, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega e Cuccureddu, il che costituisce un primato nazionale in competizioni ufficiali.[139][140]

La Juventus, con 24 elementi, guida la particolare classifica dei club che vantano giocatori campioni del mondo con la propria nazionale: ai 22 citati vanno infatti aggiunti Didier Deschamps e Zinédine Zidane, campioni nell'edizione di Francia 1998 con la Francia. Precede in tale graduatoria Bayern Monaco (23, di cui 21 con la Germania) e Inter (19, di cui 14 con la nazionale italiana).[141] Quanto al campionato d'Europa, oltre ai tre citati, altri tre giocatori sono vincitori del torneo con nazionali diverse da quella italiana: Luis del Sol con la Spagna (Spagna 1964) e Michel Platini (Francia 1984) e Zinédine Zidane (Belgio-Paesi Bassi 2000) con la Francia.

In occasione della finale del campionato mondiale di calcio 2006 la Juventus stabilì un ulteriore primato internazionale in quanto, oltre ai succitati 5 nazionali italiani, scesero in campo 3 bianconeri con la maglia francese: Lilian Thuram, Patrick Vieira e David Trezeguet,[142] per un totale di 8 tesserati di uno stesso club sul terreno di gioco, eguagliando così il primato stabilito nella finale di 72 anni prima dai cecoslovacchi dello Slavia Praga.[143]

Palmarès

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès della Juventus Football Club.

Competizioni nazionali

La squadra del 1905 per la prima volta campione d'Italia dopo la vittoria nel torneo di Prima Categoria
1905; 1925-26; 1930-31; 1931-32; 1932-33; 1933-34; 1934-35; 1949-50; 1951-52; 1957-58 Star*.svg
1959-60; 1960-61; 1966-67; 1971-72; 1972-73; 1974-75; 1976-77; 1977-78; 1980-81; 1981-82 Star*.svg Star*.svg
1983-84; 1985-86; 1994-95; 1996-97; 1997-98; 2001-02; 2002-03; 2011-12; 2012-13; 2013-14 Star*.svg Star*.svg Star*.svg
2014-15; 2015-16; 2016-17
1937-38; 1941-42; 1958-59; 1959-60; 1964-65; 1978-79; 1982-83; 1989-90; 1994-95; 2014-15; 2015-16; 2016-17
1995; 1997; 2002; 2003; 2012; 2013; 2015
2006-07
  • Campionato Federale di Prima Categoria: 1
1908[144]
  • Campionato Italiano di Prima Categoria: 1
1909[144]

Competizioni internazionali

Giuseppe Furino, tra gli storici capitani bianconeri, con la Coppa UEFA 1976-77, il primo trofeo confederale vinto dalla Juventus
1985; 1996
1984-85; 1995-96
1983-84
1976-77; 1989-90; 1992-93
1984; 1996
1999

Competizioni giovanili

La sezione giovanile della Juventus è una delle più vittoriose della sua categoria sia a livello nazionale, potendo vantare 9 titoli di campione d'Italia, sia internazionale, con più di 100 trofei ufficiali compresi quelli di alcuni tra le competizioni più importanti al mondo nella categoria, come il Torneo di Viareggio vinto per 9 volte, primato della manifestazione.[145] Inoltre la squadra fu finalista del Blue Stars/FIFA Youth Cup nel 1962.[146]

Statistiche e record

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record della Juventus Football Club.

Statistiche di squadra

La Juventus della stagione 1976-77 rimane l'unica formazione italiana ad aver vinto un trofeo internazionale, la Coppa UEFA, con una rosa di soli giocatori nazionali

La Juventus esordì nel campionato federale l'11 marzo 1900. Quella 2016-17 è la sua 112ª stagione sportiva; nelle 111 precedenti ha partecipato a 103 campionati di massima serie (2 di Campionato Federale, 9 di Prima Categoria Nazionale, 5 di Prima Divisione, 4 di Divisione Nazionale e 83 di Serie A propriamente detta) e uno di Serie B (nel 2006-07), mentre in altre 7 occasioni non superò le eliminatorie del Comitato Regionale Piemontese. Nel corso delle 110 stagioni nei campionati di massima serie la Juventus si è classificata al primo posto in 34 occasioni (primato italiano), sebbene il club abbia in realtà vinto 33 titoli di campione d'Italia.[34] La Juventus inoltre è giunta seconda in 21 tornei e terza in 13, totalizzando il 60,99% di piazzamenti nelle prime tre rispetto alle partecipazioni.

La vittoria in gara ufficiale con il maggior scarto fu un 15-0 in casa del Cento, secondo turno di Coppa Italia 1926-27; il suddetto primato lo è anche per la competizione, a pari merito con l'incontro tra Alessandria e A.C. Bologna (17-2, disputatosi nel medesimo turno della citata edizione del torneo) e quello tra Cittadella e Potenza (15-0 nel primo turno eliminatorio dell'edizione 2015-16).[147] In campionato il record fu invece un 11-0, realizzato due volte nel torneo 1928-29 contro Fiorentina e Fiumana, rispettivamente nella 2ª e 6ª giornata.[147] La sconfitta con il maggior scarto fu invece uno 0-8 subìto dal Torino nel campionato 1912-13.[148]

Nell'annata 1976-77 la Juventus stabilì il primato di punti per campionati italiani a 16 squadre (51).[149] Nella stagione 2011-12 stabilì il primato d'imbattibilità assoluta in una singola stagione della Serie A (con zero sconfitte in 38 partite), stabilendo anche il record d'imbattibilità nel corso di una singola stagione (42).[150]

Tra i numerosi primati ottenuti dalla squadra nel triennio 2014-2016 ci sono il maggior numero di punti in una singola edizione di Serie A (102 nella stagione 2013-14, anche record nei principali campionati del continente europeo).[151] Nella stagione 2015-16 ha inanellato il suo primo treble nazionale, unendo a campionato e coppa nazionale anche la Supercoppa di Lega.[152]

In ambito nazionale la squadra ha disputato un record di 17 finali di Coppa Italia (12 vittorie, primato nazionale) e 12 in Supercoppa LNP (7 vittorie, anch'esso record).

I bianconeri dell'annata 1984-85 che trionfando in Coppa dei Campioni fecero del club piemontese il primo nella storia del calcio a fare suoi tutti i maggiori tornei dell'UEFA

Tra tutti i club italiani la Juventus vanta il maggior numero di stagioni disputate nelle competizioni UEFA, che fino alla stagione 2016-17 sono 47 (considerando che nelle stagioni 2009-10 e 2013-14 ha partecipato prima alla fase a gironi di Champions League e dopo la sosta invernale a quella a eliminazione diretta di Europa League). Di esse 31 sono relative a partecipazioni in Coppa dei Campioni/Champions League, 4 in Coppa delle Coppe e 14 complessive in Coppa UEFA/Europa League).[153] Nel computo globale delle competizioni a livello confederale, risulta il primo club italiano e quarto a livello europeo per numero di punti conquistati (518), ed è il club italiano con il maggior numero di partite disputate (397), vinte (215), gol realizzati (687), differenza reti (+322) e percentuale di vittorie (54,16%) in competizioni UEFA a tutto il 9 settembre 2016.[154]

La formazione bianconera ha disputato un totale di 19 finali in competizioni ufficiali a livello internazionale, nona al mondo nonché quinta in Europa ex aequo con il Bayern Monaco e seconda tra i club italiani in questa graduatoria.[155] Delle 19 finali citate 8 sono state giocate in Coppa dei Campioni/UEFA Champions League (2 vittorie complessive), una in Coppa delle Coppe (1 vittoria), 4 in Coppa UEFA (3 vittorie), una in Coppa Intertoto (1 vittoria), 2 in Supercoppa UEFA (2 vittorie) e 3 in Coppa Intercontinentale (2 vittorie).[9][156] Il trionfo in Coppa UEFA 1976-77 la fece diventare l'unico club italiano ad aver vinto una manifestazione internazionale ufficiale con una rosa composta esclusivamente da calciatori provenienti da un solo Paese.[32]

Sempre in ambito internazionale è l'unico club del mondo ad avere vinto tutte le competizioni per club organizzate dalla confederazione di appartenenza[157] e uno dei cinque club ad aver vinto tutte le tre principali competizioni dell'UEFA. La Juventus fu la prima a raggiungere tale traguardo nel 1985 – seguita dall'Ajax nel 1992, dal Bayern Monaco nel 1996, dal Chelsea nel 2013 e dal Manchester Utd nel 2017 – oltreché l'unica a farlo sotto un'unica gestione tecnica;[158] per tale ragione nel 1988 le fu riconosciuta la speciale Targa UEFA.[159]

Statistiche individuali

Alessandro Del Piero, primatista di presenze e reti nella storia juventina

Al 20 maggio 2012 il giocatore juventino primatista di presenze in Serie A è Alessandro Del Piero con 478, cui vanno sommate 35 presenze in Serie B, che ne fanno complessivamente il bianconero con il maggior numero di gare nei campionati italiani con 513.[135] Il precedente record fu superato il 6 febbraio 2011 e apparteneva a Giampiero Boniperti, che dal 1946 al 1961 scese in campo 443 volte.[160]

Ancora Del Piero detiene il primato assoluto di presenze ufficiali con la maglia bianconera (705), nonché quello di gol (289, altro record), dei quali 188 in Serie A e 54 nelle competizioni internazionali.[161] Il precedente primato di gol fu superato nel gennaio 2006 e apparteneva al succitato Boniperti con 182.[162]

Il miglior marcatore della Juventus in un campionato a girone unico fu Borel II con 32 gol in 34 gare nel campionato 1933-34,[163] mentre l'ungherese Ferenc Hirzer detenne in precedenza il primato assoluto di gol segnati in una singola edizione del campionato italiano con 35 in 26 incontri nella Prima Divisione 1925-26.[164] Infine Omar Sívori detiene insieme a Silvio Piola il record di marcature in una singola partita: 6 gol, segnati all'Inter nella 28ª giornata del campionato 1960-61.[165]

Tifoseria

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria della Juventus Football Club.
Striscione celebrativo del 109º anniversario della Juventus, stadio Olimpico, 1º novembre 2006

Al 2016 i tifosi della Juventus sono stimati tra i 12 e i 14 milioni in Italia.[166][167] Secondo il sondaggio condotto dall'istituto Demos & Pi e pubblicato nel settembre 2016 su la Repubblica il club risulta essere il più sostenuto del Paese con il 34% di preferenze da parte del campione esaminato,[13]

La società vanta inoltre 41 milioni di sostenitori in Europa e oltre 300 milioni nel resto del mondo in base a un'analisi pubblicata dall'agenzia di indagini sul mercato sportivo Repucom S.A. nel novembre 2015.[14] Numerosi sono anche i fan club sparsi a livello internazionale,[168] in particolare nei Paesi a forte emigrazione italiana.[169]

Il tifo per la Juventus è tradizionalmente eterogeneo dal punto di vista sociologico e geograficamente uniforme in tutto il Paese,[170] è molto marcato anche nel Mezzogiorno d'Italia e nelle isole,[171] il che garantisce un seguito rilevante alla squadra anche durante gli incontri esterni. Tale caratteristica di diffusione del tifo fa della Juventus dal punto di vista sociologico una squadra «nazionale».[172]

Storia

Il pensiero comune d'inizio XX secolo voleva che il tifo per la Juventus fosse appannaggio delle classi borghesi, laddove quello per la rivale cittadina del Torino traesse linfa dalle classi popolari e proletarie.[173] Qualche decennio dopo con l'ingresso degli Agnelli nel capitale societario della cosiddetta «vecchia Signora» (1923), il tifo per la squadra si diffuse anche tra gli operai meccanici dell'industria di proprietà della famiglia, la FIAT. Essendo iniziato un fenomeno migratorio – poi divenuto massiccio nel secondo dopoguerra – verso Torino e gli altri grandi poli industriali del Settentrione da parte dei lavoratori meridionali in cerca di impiego, la Juventus già dagli anni 1930 divenne il primo club italiano ad avere una tifoseria non più connotata campanilisticamente o al più regionalmente, ma a carattere nazionale.[174][175]

Tifoseria juventina allo stadio Comunale di Torino alla fine del campionato 1974-75

Con il consolidamento dei flussi migratori interni avvenuti tra gli anni 1950 e i primi anni 1970 la Juventus sembrò rappresentare attraverso i suoi tifosi lo spirito del nuovo lavoratore immigrato piemontese, mentre la tifoseria del Torino rimase legata all'ambiente culturale di marca prettamente torinese e cittadina.[174] In anni più recenti le differenze sociali e culturali fra le due opposte tifoserie si sono sempre più affievolite fino a essere oramai di fatto nulle.

Gemellaggi e rivalità

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Torino, Derby d'Italia e Rivalità calcistica Juventus-Milan.

In ragione della posizione raggiunta dalla squadra al vertice del calcio nazionale, in maniera pressoché duratura dal cosiddetto «dopoguerra calcistico», della diffusione del suo tifo e anche di diverse rivendicazioni anticampanilistiche, le rivalità sono molteplici e molto sentite:[117] la tifoseria rivale d'elezione è quella del concittadino Torino.[176] A seguire quella dell'Inter, fin dagli anni 1960 e rinfocolata dopo le decisioni giudiziarie riguardanti lo scandalo del calcio italiano del 2006,[177] oltre a quella del Milan, nonostante per lungo tempo le due società abbiano tenuto buoni rapporti sportivo-commerciali con reciproci scambi di giocatori.[178]

Murale a L'Aia dedicato al gemellaggio tra la tifoseria della Juventus e quella dell'ADO Den Haag, nonché in ricordo delle vittime della strage dell'Heysel

Più recenti e legate all'imporsi alla ribalta negli anni 1980 delle loro squadre con conseguente lotta sportiva per la conquista del primato nazionale sono le rivalità con la tifoseria della Fiorentina, legata principalmente alla lotta-scudetto del campionato 1981-82,[179] e con quella della Roma, che fino alla metà di quel decennio fu la più valida contendente della Juventus al titolo.[115] Non è inoltre da tralasciare l'antagonismo col Napoli, in essere fin dagli anni 1950, ma acuitasi all'inizio del III millennio.[180]

In senso opposto a partire dagli anni 1980 vi è un legame di amicizia tra la tifoseria juventina e quella dell'Avellino, andato a scemare a fine anni 1990, ma poi rinsaldatosi nei primi anni 2010.[181] Fuori dall'Italia esistono saldi gemellaggi con i tifosi organizzati dell'ADO Den Haag dell'Aia e con quelli del Legia Varsavia.[182] Dagli anni 2010 si è inoltre rinforzata l'amicizia con i tifosi del Notts County – squadra di Nottingham che vanta legami storici con la Juventus[183] – così come è nata un'amicizia con i sostenitori dell'Elche.[184]

Organico

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club 2016-2017.

Rosa

Rosa e numerazione sono aggiornate al 9 febbraio 2017.[185]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Gianluigi Buffon (capitano)
3 Italia D Giorgio Chiellini (vice capitano)
4 Marocco D Medhi Benatia
5 Bosnia ed Erzegovina C Miralem Pjanić
6 Germania C Sami Khedira
7 Colombia A Juan Cuadrado
8 Italia C Claudio Marchisio
9 Argentina A Gonzalo Higuaín
12 Brasile D Alex Sandro
14 Italia C Federico Mattiello
15 Italia D Andrea Barzagli
17 Croazia A Mario Mandžukić
18 Gabon C Mario Lemina
19 Italia D Leonardo Bonucci
N. Ruolo Giocatore
20 Croazia A Marko Pjaca
21 Argentina A Paulo Dybala
22 Ghana C Kwadwo Asamoah
23 Brasile D Dani Alves
24 Italia D Daniele Rugani
25 Brasile P Norberto Neto
26 Svizzera D Stephan Lichtsteiner
27 Italia C Stefano Sturaro
28 Venezuela C Tomás Rincón
29 Italia D Paolo De Ceglie
32 Italia P Emil Audero
34 Italia A Moise Kean [186]
38 Italia C Rolando Mandragora

Staff tecnico

Staff tecnico e sanitario aggiornati al 22 marzo 2017.[91]

Staff
Staff tecnico prima squadra
  • Italia Massimiliano Allegri – Allenatore
  • Italia Marco Landucci – Allenatore in 2ª
  • Italia Claudio Filippi – Preparatore portieri
  • Italia Aldo Dolcetti – Collaboratore tecnico
  • Italia Maurizio Trombetta – Collaboratore tecnico
  • Italia Roberto Sassi – Responsabile training check
  • Italia Simone Folletti – Responsabile preparatori atletici
  • Italia Andrea Pertusio – Preparatore atletico
  • Italia Duccio Ferrari Bravo – Preparatore atletico
  • Irlanda Darragh Connolly – Responsabile sport science
  • Italia Antonio Gualtieri – Preparatore atletico
  • Italia Riccardo Scirea – Responsabile match analysis
  • Italia Domenico Vernamonte – Specialista match analysis
  • Italia Giuseppe Maiuri – Specialista match analysis

Staff medico
  • Italia Claudio Rigo – Responsabile sanitario
  • Stati Uniti Fabio Christian Tenore – Medico prima squadra
  • Italia Marco Luison – Riabilitatore
  • Italia Fabrizio Borri – Riabilitatore
  • Italia Dario Garbiero – Massofisioterapista
  • Italia Francesco Pieralisi – Massofisioterapista
  • Italia Emanuele Randelli – Massofisioterapista
  • Italia Gianluca Scolaro – Massofisioterapista
  • Italia Maurizio Delfini – Massofisioterapista
  • Italia Stefano Grani – Riatletizzatore
  • Italia Matteo Pincella – Nutrizionista

Staff settore giovanile
  • Italia Fabio Grosso – Allenatore squadra Primavera
  • Italia Stefano Suraci – Responsabile medico settore giovanile
  • Italia Stefano Baldini – Coordinatore tecnico settore giovanile
  • Italia Antonio Marchio – Coordinatore tecnico attività di base

Attività polisportiva

Il club svolse attività polisportiva a periodi alterni sino alla fine degli anni 1970. Tra i suoi fondatori e primi soci vi erano giovani atleti che praticavano ciclismo, atletica, lotta e podismo, quali il lottatore Enrico Piero Molinatti, primo segretario-cassiere e figura di riferimento dei primi anni della società,[187] oltre a una nutrita schiera di podisti, di cui facevano parte i fratelli Perocchio, con i fratelli Guido e Giovanni Botto che si distinsero nella corsa e Torchio e Rolfo nella marcia.[188] Durante quel periodo l'unica sezione ad aver raggiunto risultati di rilievo fu quella podistica.[188] Il 1º ottobre 1899 ai campionati di resistenza italiani organizzati dall'allora Unione Pedestre Italiana il socio Giovanni Botto ottenne il secondo posto nei 100 metri alle spalle di Umberto Colombo della SEF Mediolanum, mentre alla stessa gara partecipò (giungendo al quarto posto) anche l'altro socio juventino Guido Botto, iscrittosi alla manifestazione con l'Audace Torino.[189] In quell'anno i soci bianconeri decisero di rinunciare alle altre sezioni sportive per concentrarsi sul calcio, comportando il cambio della ragione sociale.[190]

Nella prima metà degli anni 1920 l'attività della Juventus fu nuovamente estesa ad altri sport per iniziativa del nepresidente Edoardo Agnelli con la nascita della Juventus – Organizzazione Sportiva S.A., inizialmente istituita per dare impulso professionistico e manageriale alla società.[191] Durante i seguenti vent'anni il club partecipò ai principali campionati nazionali di diverse discipline quali le bocce, il nuoto, il disco su ghiaccio e il tennis,[192] ottenendo con quest'ultima i maggiori successi.[193]

Intanto gli eventi della seconda guerra mondiale portarono nel 1943 alla fusione della Juventus O.S.A. con altre aziende piemontesi, dando vita alla Manifatture Bosco – Compagnia Industriale Sportiva Italia (CISITALIA).[194] Sotto questa nuova denominazione l'attività polisportiva del club fu potenziata dall'imprenditore Piero Dusio, eletto presidente della Juventus due anni prima, attraverso la costruzione dell'allora maggior complesso sportivo di Torino e primo scenario tennistico nel Paese[192] ed estesa a altre discipline quali pallacanestro, pallanuoto e pattinaggio su ghiaccio.[191]

Con la fine del conflitto armato ebbe inizio il declino della polisportiva a causa degli impegni di Dusio con la sua casa automobilistica,[191] aggravata dalla crisi finanziaria che coinvolse la Cisitalia e che portò alla cessione delle infrastrutture del circolo societario oltreché alla chiusura delle diverse sezioni della polisportiva, in seguito liquidata entro il febbraio del 1949.[195] Fecero eccezione quelle tennistica e hockeistica, ricostituite dopo diversi trasferimenti di proprietà negli anni successivi fino a diventare rispettivamente il Circolo della Stampa – Sporting e l'Hockey Club Torino.[191][196]

Nel settembre 1970 fu creata una sezione sciistica, lo Sporting Club Juventus, che partecipò ai campionati italiani nell'inverno seguente[197] svolgendo l'attività a Bardonecchia e al Sestriere e avendo tra i suoi principali atleti Roberta Bosco, Roberto Persico ed Emilio Campaneto.[198] Successivamente ribattezzato Sci Club Juventus,[199] partecipò anche a diversi tornei giovanili durante il decennio successivo.[200]

Note

  1. ^ a b Manzo, Peirone, «Calcio», p. 86
  2. ^ Sono tuttora attive in Italia otto società sportive fondate prima del 1897, ma le cui sezioni calcistiche nacquero dopo la fondazione della Juventus oppure, anche qualora nate prima, non sono più esistenti: Ginnastica Torino (fondata nel 1844, sezione calcio esistita dal 1897 al 1902), Internazionale Torino (1891-1899), Sampierdarenese (fondata nel 1891, sezione calcio nata nel 1911 e nel 1946 confluita nella Sampdoria), Pro Vercelli (nata come società di ginnastica nel 1892 e calcistica nel 1903), FC Torinese (nata nel 1894 e confluita nel 1906 nel Torino), Andrea Doria (fondato come club di ginnastica nel 1895 e la cui sezione calcistica – nata nel 1900 – fu un'altra delle squadre che diede origine alla succitata Sampdoria), Udinese (fondata come società ginnastica e di scherma nel 1896, la cui sezione calcistica venne istituita ufficialmente nel 1911) e Liguria FBC (fondata nell'aprile 1897, il suo esordio nel calcio italiano accadde nel 1911, essendo assorbita dalla sezione calcistica della Sampierdarenese otto anni più tardi).
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  34. ^ a b c d A seguito della sentenza della Commissione di Appello Federale in merito ai fatti oggetto dello scandalo del calcio italiano del 2006, il titolo di campione d'Italia 2004-05 vinto dalla Juventus fu revocato e non più assegnato; quanto al titolo del 2005-06, la Juventus fu declassata dal 1º al 20º posto della classifica e retrocessa d'ufficio in Serie B per la stagione 2006-07 con una penalizzazione di punti per «illecito associativo» – termine allora non previsto dall'ordinamento giuridico sportivo italiano, ma che fu giudicato dalla Corte Federale come una violazione dell'articolo 6 del Codice di Giustizia Sportiva allora in vigore riguardante ai casi di «illecito sportivo» – correlato alla stagione precedente. La posizione finale in classifica giunta dalla squadra nel campionato 2004-05, oltreché tutti i risultati ottenuti da essa durante il citato biennio, rimasero inalterati dopo i verdetti in via definitiva sia dalla giustizia sportiva che ordinaria (2015), cfr. Fulvio Bianchi, Calciopoli, ecco tutte le motivazioni. «Ma non è stato un colpo di spugna...», repubblica.it, 4 agosto 2006.
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  36. ^ Per delibera della FIF avendo rinunciato a disputare la finale di spareggio contro il Milan, cfr. Manzo, Peirone, «Calcio», pp. 91-92
  37. ^ Edizione sospesa il 23 maggio 1915 dalla FIGC per gli eventi bellici.
  38. ^ Torneo successivamente interrotto per decisione della FIGC per mancanza di date disponibili per lo svolgimento degli incontri.
  39. ^ Le prime 9 classificate dei due gironi di Divisione Nazionale 1928-29 andarono a formare la Serie A 1929-30, mentre le squadre dal 10º posto a scendere formarono il campionato di Serie B 1929-30.
  40. ^ A causa di illeciti compiuti da alcuni giocatori della squadra cecoslovacca dello Slavia Praga, avversario della Juventus in semifinale, l'incontro fu annullato ed entrambe le squadre furono escluse dalla competizione. Il comitato organizzatore assegnò la vittoria finale al Bologna.
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  43. ^ a b Per quoziente reti.
  44. ^ a b Per differenza reti.
  45. ^ A seguito di spareggio vinto contro il Torino 4-2 dopo i tiri di rigore (0-0).
  46. ^ A seguito di spareggio perso contro l'Udinese 0-0 e 1-1 per la regola dei gol fuori casa.
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