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Juventus Football Club

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Juventus Football Club
Calcio Football pictogram.svg
Campione d'Italia in carica Campione d'Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Supercoppa italiana Detentore della Supercoppa italiana
Juventusstemma.png
La vecchia Signora, Madama, La fidanzata d'Italia,
Le Zebre, I bianconeri
(per approfondire: Soprannomi della Juventus Football Club)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Nero e Bianco (Strisce).svg bianco e nero
Simboli Zebra
Inno Juve (storia di un grande amore)
Paolo Belli
Dati societari
Città Torino
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1897
Proprietario Italia Famiglia Agnelli
(attraverso EXOR S.p.A.)

Borsa Italiana: JUVE

Presidente Italia Andrea Agnelli
Allenatore Italia Massimiliano Allegri
Stadio Juventus Stadium
(41 507 posti)
Sito web www.juventus.com
Palmarès
Star*.svgStar*.svgStar*.svgScudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png Coppa Ali della Vittoria.png Coppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.png Coppauefa.pngCoppauefa.pngCoppauefa.png Supercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.png UEFA - Intertoto.svg
Scudetti 32
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 11 Coppe Italia
7 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 2 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
3 Coppe UEFA/Europa League
2 Supercoppe UEFA
1 Coppe Intertoto
2 Coppe Intercontinentali
1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La Juventus Football Club (dal latino: iuventūs, gioventù), meglio nota come Juventus (/juˈvɛntus/),[1] è una società calcistica italiana per azioni con sede a Torino.

Fondata nel 1897 da un gruppo di studenti liceali torinesi,[2] la Juve[3] è la seconda squadra di calcio italiana per anzianità tra quelle tuttora attive – dopo quella del Genoa – e, insieme al Torino, una delle due che rappresentano nel calcio professionistico il capoluogo piemontese. Legata fin dagli anni 1920 alla famiglia Agnelli, il club ha militato stabilmente nella massima categoria del campionato italiano di calcio (dal 1929 denominata Serie A) sin dalla sua fondazione, eccezion fatta per la stagione 2006-07.

La Juventus è la società calcistica con maggior tradizione sportiva del Paese, nonché una delle più vittoriose al mondo,[4] essendo stata nominata come miglior club italiano e secondo a livello europeo del XX secolo dalla IFFHS.[5] Allenata da Giovanni Trapattoni divenne la prima squadra d'Europa ad avere vinto tutte e tre le maggiori competizioni gestite dall'UEFA, ovvero la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa UEFA.[6] Infine, con la conquista della Supercoppa UEFA 1984, della Coppa Intercontinentale 1985 e della Coppa Intertoto 1999, la Juventus divenne il primo – e rimane tuttora l'unico – club al mondo ad avere conquistato almeno una volta tutti i trofei ufficiali messi in palio dalla confederazione di appartenenza.[7]

In base a quanto emerge da un sondaggio della società Demos & Pi (settembre 2016), la Juventus risulta essere la squadra con il più alto numero di sostenitori in Italia, avendo riscosso la preferenza del 34% del campione.[8] Inoltre, il club vanta uno dei maggiori bacini potenziali di simpatizzanti al mondo contandone oltre 300 milioni – di cui 41 milioni nel resto del territorio europeo –, in base a un rapporto dell'azienda di indagini sul mercato sportivo Repucom S.A. del 2015.[9]

Unica società sportiva presente nell'indice FTSE Italia Mid Cap del Mercato telematico azionario (MTA)[10] dopo precedentemente esserlo nel segmento STAR della Borsa Italiana,[11] è anche uno dei tre club calcistici italiani, assieme a Lazio e Roma, a essere quotato nella citata borsa valori.

Storia

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Juventus Football Club.
I fondatori-giocatori dello Sport-Club Juventus nella stagione 1897-98, con indosso l'originaria divisa rosanero

Nell'autunno del 1897 vide la luce a Torino lo «Sport-Club Juventus» per iniziativa di un gruppo di studenti del Liceo classico Massimo d'Azeglio.[12] Tre anni più tardi, con il nome di «Foot-Ball Club Juventus»,[13] la società si iscrisse al suo primo campionato nazionale, ma fu eliminata dal FC Torinese.[14] Il primo titolo nazionale arrivò nel 1905, all'epoca in cui la squadra giocava al Velodromo Umberto I.[2] Nel 1906 il presidente della società, lo svizzero Alfred Dick, a seguito di accese discussioni di spogliatoio, lasciò la Juventus e si unì, assieme a un gruppo di soci dissidenti, al FC Torinese dando vita al Foot-Ball Club Torino,[15] segnando così l'origine del derby della Mole e l'inizio di una serie di problemi finanziari e sportivi che condussero la squadra bianconera alle soglie della retrocessione in Promozione nel 1913.[16]

Edoardo Agnelli. La sua presidenza, dal 1923 al 1935, culminò nel Quinquennio d'oro

Dopo la Grande Guerra la Juventus, risollevatasi con la presidenza di Giuseppe Hess e Corrado Corradini, migliorò il suo piazzamento in campionato e fornì i primi giocatori alla Nazionale.[17] Edoardo Agnelli assunse la presidenza della società il 24 luglio 1923;[18] nello stesso anno dotò d'illuminazione l'allora nuovo stadio, in Corso Marsiglia.[2] Con l'arrivo del primo allenatore professionista, l'ungherese Jenő Károly, giunse la vittoria del secondo tricolore nella stagione 1925-26.[2]

Il primo ciclo vincente della società, grazie all'apporto di elementi come Giovanni Ferrari, Raimundo Orsi, Luis Monti e il trio difesivo Combi-Rosetta-Caligaris,[19] giunse tra il 1930-31 e il 1934-35, quando arrivarono cinque scudetti consecutivi, uniti al raggiungimento delle semifinali di Coppa dell'Europa Centrale per quattro anni di fila. Allenatore della squadra in quattro delle cinque vittoriose stagioni fu Carlo Carcano,[20] uno dei precursori del Metodo;[2] molti giocatori di quella Juventus formarono il nucleo della Nazionale italiana che si aggiudicò le vittorie nella Coppa Internazionale, e nel campionato del mondo 1934 (cui la Juventus contribuì con 9 giocatori).[21] La prematura morte di Edoardo Agnelli, avvenuta nel 1935, coincise con la fine del cosiddetto Quinquennio d'oro.

Omar Sívori, John Charles e Giampiero Boniperti, il Trio Magico bianconero tra gli anni 1950 e 1960

Nel frattempo, tra il 1943 e il 1945 la società, a seguito dell'italianizzazione imposta dal fascismo, assunse fugacemente il nome di Juventus Cisitalia, in abbinamento con l'omonima casa automobilistica il cui proprietario era Piero Dusio, all'epoca presidente del club bianconero.[22]

Sotto la presidenza di Gianni Agnelli e, in seguito, di suo fratello Umberto, la Juventus conobbe un secondo ciclo di vittorie, grazie anche all'arrivo di Omar Sívori e John Charles che, insieme a Giampiero Boniperti, formarono il Trio Magico:[23] tre scudetti tra il 1958 e il 1961, il primo dei quali, il decimo, quello che le valse il diritto a poter esporre sulle maglie la stella.[24] Omar Sívori divenne nel 1961 il primo calciatore proveniente dalla Serie A a vincere il Pallone d'oro.[25]

Il 13 luglio 1971, Giampiero Boniperti diventò presidente del club e il suo primo scudetto in tale nuova veste giunse subito alla sua prima stagione, nel 1971-72, bissato da quello successivo del 1972-73: furono i primi di un nuovo ciclo, che in quindici anni, sotto la conduzione tecnica dapprima di Carlo Parola e poi di Giovanni Trapattoni, portarono a Torino nove scudetti (l'ultimo nel 1986), due Coppe Italia e vittorie internazionali che fecero diventare la Juventus il club primo d'Europa a vincere tutte le competizioni dell'UEFA e, a seguire, il primo del mondo a vincere tutte le competizioni ufficiali per club.

La Juventus della stagione 1983-84 che centrò il double composto da scudetto e Coppa delle Coppe

In tale quindicennio fu stabilito anche il record di punti per campionati a 16 squadre (51, contro il Torino fermo a 50, nel 1976-77) alla fine di una stagione definita allora da La Stampa «un'annata entusiasmante, indimenticabile»[26] e, contemporaneamente a esso, anche la vittoria in Coppa UEFA, al termine di un'accesa doppia finale disputata contro gli spagnoli dell'Athletic Bilbao:[27][28] Il titolo nella Coppa dei Campioni 1984-85, conseguito a Bruxelles il 29 maggio 1985 sul Liverpool, circa un anno dopo la vittoria finale, da imbattuta, in Coppa delle Coppe, fu oscurato da gravi incidenti pre-gara generati dagli hooligan britannici che portarono alla morte di 39 spettatori.

Lo scudetto vinto nel 1986 chiuse il decennio di Trapattoni: durante la sua gestione, complessivamente 9 elementi della Juventus giocarono nella Nazionale italiana al campionato del mondo 1978 in Argentina e 6 in quella che si laureò campione del mondo nella successiva edizione di Spagna 1982.

Tramontata la generazione di calciatori che avevano costituito l'asse portante della squadra la Juventus affrontò un periodo di nove anni privo di risultati in campo nazionale, anche se giunsero una Coppa Italia (1990) e due Coppe UEFA (1990 e 1993, con cui diverrà il club più titolato della competizione[29]). Nel 1994, un cambio ai vertici della società fu il preludio all'arrivo di Marcello Lippi, che corrispose all'ennesimo ciclo vincente in Italia e a livello internazionale: in dieci stagioni, con l'intervallo di un biennio d'interregno di Carlo Ancelotti che vinse la Coppa Intertoto (ultimo trofeo internazionale vinto dal club), la Juventus fece suoi cinque scudetti e una Coppa Italia (1995), raggiunse quattro finali di Champions League vincendo quella del 1996 all'Olimpico di Roma, e conquistò una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA e quattro Supercoppe italiane.

Marcello Lippi ha guidato il club dal 1994 al 1999 e dal 2001 al 2004, vincendo cinque campionati oltre ai maggiori titoli nazionali e internazionali

Nel 2004 giunse sulla panchina bianconera Fabio Capello: nei due anni di gestione del tecnico friulano la Juventus vinse due campionati consecutivi, nel 2004-05 e 2005-06; tuttavia, a causa del caso giudiziario giornalisticamente definito Calciopoli, lo scudetto del 2005 fu revocato e non assegnato; quanto a quello del 2006, la Juventus fu retrocessa d'ufficio per «illecito associativo» correlato alla stagione precedente[30] e iscritta, con un handicap di punti,[31] al successivo torneo di Serie B. Sotto un nuovo assetto societario la Juventus fu promossa in massima categoria un anno più tardi vincendo il campionato cadetto.

Nel 2010 Andrea Agnelli assume la presidenza del club.[32] Durante il successivo lustro, sotto la guida tecnica dapprima di Antonio Conte,[33] e poi di Massimiliano Allegri, i bianconeri ritornano al successo. Nel 2011-12 la squadra ottiene lo scudetto stabilendo il record d'imbattibilità di 38 partite – assieme a quello assoluto di 42 incontri senza sconfitte nel corso della stagione[34] –, confermandosi campione anche nelle quattro edizioni successive del campionato; nell'annata 2013-14, in particolare, il club vince il suo trentesimo titolo nazionale e instaura il primato italiano di punti (e quarto a livello europeo) in una singola stagione (102).[35] Tra il 2014 e il 2016 arrivano inoltre a Torino due double consecutivi – un unicum nel calcio italiano – grazie alle vittorie bianconere in campionato e Coppa Italia, quest'ultima sollevata per l'undicesima volta (record assoluto della competizione); nella stagione 2015-16 la Juventus raggiunge infine il suo primo treble nazionale unendo ai succitati trofei anche la sua settima Supercoppa di Lega (anch'esso primato italiano).[36]

Cronistoria

Cronistoria della Juventus Football Club
  • 1897 · 1º novembre, data convenzionale di fondazione dello «Sport-Club Juventus».
  • 1898 · Non prende parte al Campionato Federale.
  • 1899 · Cambia denominazione in «Foot-Ball Club Juventus».[13]
Non prende parte al Campionato Federale.

2ª nel girone eliminatorio piemontese del Campionato Italiano di Prima Categoria.
3ª nel girone eliminatorio piemontese del Campionato Federale di Prima Categoria.

  • 1910-11 · 9ª nel girone ligure-lombardo-piemontese di Prima Categoria.
  • 1911-12 · 8ª nel girone ligure-lombardo-piemontese di Prima Categoria.
  • 1912-13 · 6ª nel girone eliminatorio piemontese di Prima Categoria. Noatunloopsong.png Inizialmente retrocessa in Promozione, viene successivamente ripescata nel girone lombardo.
  • 1913-14 · 2ª nel girone lombardo; 4ª nel girone finale del campionato del Nord Italia di Prima Categoria.
  • 1914-15 · 2ª nel gruppo B del campionato dell'Alta Italia (girone piemontese centrale); 2ª nel gruppo A del girone semifinale Interregionale di Prima Categoria.
  • 1915-16 · 1ª nel girone piemontese occidentale; 2ª nel girone finale della Coppa Federale.[38]
  • 1916–1919 · Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1919-20 · 1ª nel gruppo A piemontese; 1ª nel girone B delle semifinali interregionali; 2ª nel girone finale del campionato del Nord Italia di Prima Categoria.

4º turno eliminatorio di Coppa Italia.[39]
Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale.

Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.[41]
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (1º titolo).
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Finalista in Coppa Rio.[42]
3ª in Coppa Latina.
Semifinalista in Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).

Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coppa delle Alpi.JPG Vince la Coppa delle Alpi (1º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
Finalista in Coppa delle Fiere.
Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
2º posto alla Coppa delle Alpi.
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
1º turno di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa dei Campioni.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.

1º turno di Coppa Italia.
Finalista in Coppa delle Fiere.
3ª nel Trofeo Nazionale di Lega Armando Picchi.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Finalista in Coppa Italia.
Finalista in Coppa dei Campioni.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Finalista in Coppa Intercontinentale.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa UEFA.
1º turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (1º titolo).
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa dei Campioni.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinalista in Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa delle Coppe.

Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Finalista nel Torneo di Capodanno.
1º turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (7º titolo).
Finalista in Coppa dei Campioni.
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
2º turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (8º titolo).
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (2º titolo).

Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa delle Coppe.
Finalista in Supercoppa italiana.
Finalista in Coppa Italia.
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (3º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (9º titolo).
Finalista in Coppa UEFA.
Coppacampioni.png Vince la Champions League (2º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (2º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista in Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (2º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Finalista in Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
UEFA - Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Prima fase a gironi di Champions League.
Finalista in Coppa Italia.
Seconda fase a gironi di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (3º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista in Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (4º titolo).
Finalista in Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Europa League.
Finalista in Coppa Italia.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (5º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (6º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Semifinalista in Europa League.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (10º titolo).
Finalista in Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (11º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (7º titolo).
Ottavi di finale di Champions League.
In Coppa Italia.
In Supercoppa italiana.
In Champions League.

Colori e simboli

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli della Juventus Football Club.

Colori

La squadra nel 1906, pochi anni dopo l'arrivo delle maglie bianconere

Dal 1903 l'uniforme di gioco della Juventus è una maglia a strisce verticali bianche e nere.[48] La maglia originale era di colore rosa con cravatta nera: tale scelta cromatica fu dovuta a un errore nella spedizione nei corredi ordinati per il club. In seguito, a causa dei frequenti lavaggi, le maglie si scolorirono in maniera talmente evidente che il club ne decise un cambio.[2]

Fu così chiesto all'inglese John Savage, uno dei membri della società, di cercare nel suo Paese un kit da gioco più consono e resistente all'usura; Savage aveva un amico di Nottingham tifoso del Notts County, la cui maglia è a strisce bianconere; per tale ragione fu spedito a Torino un set di uniformi analogo a quello usato dal Notts County.[49]

Simboli ufficiali

Stemma

Eccezion fatta per un particolare simbolo in uso tra la fine degli anni 1970 e l'inizio degli anni 1990 (che ha affiancato lo stemma ufficiale), ovvero la silhouette nera con righe diagonali bianche di una zebra rampante,[50] fin dagli anni 1920 l'emblema identificativo della Juventus è rimasto sostanzialmente invariato,[51] essendo stato soggetto solamente a moderati restyling, il più recente dei quali risalente al 2004.[52]

La zebra rampante, simbolo nato nel 1979[50] e utilizzato fino ai primi anni 1990 (sinistra), e lo stemma ufficiale utilizzato dalla fine degli anni 1980 al 2004 (destra)

Esso raffigura uno scudo ovale a strisce verticali bianche e nere, che nella versione più recente sono sette, quattro bianche e tre nere.[52] Il nome del club è impresso in caratteri neri e sottolineato in oro su di un'area bianca convessa. Il gioco di ombreggiature del logo ha lo scopo di conferire a esso una parvenza di tridimensionalità.[52] Nella parte inferiore dello stemma, in bianco su sfondo nero, è rappresentato il toro, simbolo civico di Torino.

In passato lo sfondo del nome del club fu anche di colore blu Savoia, omaggio alla tradizione sabauda di Torino, e di forma concava.[51] Anche lo sfondo dello stemma civico fu blu Savoia, mentre il toro e il nome del club erano di colore giallo-oro.[51] Dal logo attuale sono state eliminate le due stelle, presenti fin dal 1982, in quanto considerate un riconoscimento sportivo (variabile nel tempo) e non un elemento d'identità del club.[52]

Inno

L'inno ufficiale della Juventus – il quinto nella storia del club – è Juve (storia di un grande amore), scritto da Alessandra Torre e Claudio Guidetti, nella versione del cantante e musicista emiliano Paolo Belli composta nel 2007.[53] Tra quelle composte dagli artisti più noti, figura Juvecentus, opera di Pierangelo Bertoli nel 1997, in occasione del centesimo anniversario della fondazione del club.[54]

Mascotte

Nella storia della Juventus, a fianco dei tradizionali simboli societari hanno ciclicamente trovato spazio anche alcune mascotte, indirizzate soprattutto ai tifosi più giovani. A metà degli anni 1980 debuttò Giampi, un bobtail con ciuffo bianconero e divisa juventina, che nel nome riprendeva quello della bandiera nonché, al tempo, presidente del club Giampiero Boniperti.[55] Nel 1995 arrivò Alex, una versione caricaturale dell'allora n. 10 della squadra, Alessandro Del Piero,[56] cui seguì nel 1999 la zebra Zig Zag.[57] Dal 2015 la mascotte juventina è J, in seguito ribattezzata Jay, ancora una zebra, stavolta dai tratti e comportamenti antropomorfi.[58]

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Stadium, Stadio Olimpico Grande Torino, Stadio delle Alpi, Campo Juventus, Stadio di Corso Sebastopoli, Velodromo Umberto I e Piazza d'armi (Torino).
L'ingresso del Campo Juventus, impianto interno dal 1922 al 1933

In assoluto, i primi impianti utilizzati dal club furono il Parco del Valentino e il Giardino della Cittadella, nel biennio 1897-1898. Dal 1898 al 1908 fu utilizzato il campo della piazza d'armi torinese, tranne nel biennio 1905-1906 durante il quale il terreno di casa fu lo Stadio Motovelodromo Umberto I.[59] Dal 1909 al 1922 l'impianto utilizzato fu quello di Corso Sebastopoli e, dal 1922 al 1933, quello di Corso Marsiglia, che fu teatro della conquista di quattro campionati, tre dei quali consecutivi.[60]

Dal 1933 al 1990 il club ha disputato i suoi incontri interni allo Stadio Comunale. Nato col nome di Municipale “Benito Mussolini” per dotare la città di un impianto che potesse ospitare le gare del campionato del mondo 1934, ribattezzato dopo la seconda guerra mondiale dapprima in «Comunale» e, in seguito, Comunale “Vittorio Pozzo”, esso ospitò 890 incontri di campionato della Juventus;[61] dal 1963, dopo la definitiva dismissione dello Stadio Filadelfia, fu condiviso con i concittadini granata del Torino. Capace di circa 65 000 posti in piedi, fu utilizzato fino al 1990, anno in cui le due compagini cittadine si trasferirono allo Stadio delle Alpi, riservando il Comunale solo agli allenamenti della squadra bianconera.

Lo Stadio Comunale (già Municipale, e in seguito Olimpico), terreno di gioco dal 1933 al 1990, e nuovamente dal 2006 al 2011

Il Delle Alpi, costruito in occasione del campionato del mondo 1990, fu l'impianto interno dal campionato 1990-91 a tutto il 2005-06; situato nel quartiere di Vallette, nella periferia nord-occidentale di Torino, era capace di poco più di 69 000 posti ed era dotato di un impianto di diffusione acustica che lo rendeva idoneo anche all'esecuzione di concerti. Nel periodo di utilizzo del Delle Alpi, comunque, la Juventus in alcune occasioni scelse di disputare le proprie gare interne in stadi di altre città, quali ad esempio il Manuzzi di Cesena (Coppa Italia e Coppa Intertoto), il Meazza di Milano (semifinale e finale di Coppa UEFA 1994-95) oppure La Favorita di Palermo (Supercoppa UEFA 1996, e primo e terzo turno di Coppa UEFA 1999-2000).[62]

Intanto, nel 2002 la giunta torinese concesse lo sfruttamento dell'area del Delle Alpi alla Juventus per novantanove anni;[62] in seguito, nel 2008 i bianconeri decisero per la costruzione di un nuovo stadio cittadino, sito nell'area dell'ormai abbandonato impianto.[63][64] Infatti, dalla stagione 2006-07 a quella 2010-11 la Juventus – in attesa dell'erezione del suo nuovo stadio di proprietà – ritornò a disputare i suoi incontri interni al Comunale, nel frattempo rinnovato in occasione dei XX Giochi olimpici invernali e ribattezzato di conseguenza in Olimpico. Questo ha una capacità massima di 27 994 posti a sedere[61] e, come già accaduto nei decenni passati, è stato condiviso con il Torino.

Lo Juventus Stadium, impianto casalingo dal 2011

Dal 2011-12 il club bianconero gioca le sue partite interne allo Juventus Stadium,[65] impianto di proprietà della società torinese, costruito sulle ceneri del vecchio Delle Alpi di cui riutilizza anche parte delle strutture. L'impianto, che consta 41 507 posti a sedere, a differenza dei precedenti stadi torinesi è concepito prettamente per la pratica calcistica;[66] l'opera è inoltre parte di un'area totale di 355 000 , di cui 45 000 destinati allo Stadium, 155 000 ai servizi, 34 000 alle attività commerciali e 30 000 ad aree verdi e piazze.[63]

Centro di allenamento

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campo sportivo Gianpiero Combi, Sisport Fiat e Juventus Center.

Nei suoi primi decenni di vita la Juventus ancora non disponeva di strutture ad hoc per le sue sedute di allenamento, ripiegando così sugli stessi campi amatoriali dove si svolsero le prime sfide calcistiche della sua storia, la piazza d'armi cittadina all'epoca sita fra i corsi Galileo Ferraris e Duca degli Abruzzi, e il Velodromo Umberto I nel quartiere Crocetta, con l'eccezione della patinoire al Parco del Valentino; prima dello scoppio della Grande Guerra la società usufruì fugacemente anche di quello che era il maggiore impianto polisportivo della Torino del tempo, lo Stadium.[67]

Morini, Salvadore e il tecnico Vycpálek nel 1972 al Campo Combi, centro di allenamento della Juventus per oltre cinquant'anni

Nel periodo interbellico i bianconeri, ancora privi di una struttura appositamente dedicata alla pratica, svolsero gli allenamenti nelle loro sedi di gara casalinghe, dapprima al Campo Juventus di corso Marsiglia e poi, dal 1933, allo Stadio Mussolini nella zona di Santa Rita,[67] finché nel 1943 venne inaugurato il primo centro d'allenamento del club, il Campo Combi – come sarà denominato ufficialmente nel 1956, in memoria dello storico portiere juventino[68] – di via Filadelfia, a pochi passi dal Mussolini, dove la squadra rimase quasi ininterrottamente per il successivo mezzo secolo.[67]

Nel 1990 la Juventus abbandonò una prima volta il Combi per le strutture della Sisport a Orbassano,[69] salvo farvi ritorno nel 1994[67] stante la possibilità di sfruttare anche il limitrofe Comunale, nel frattempo non più utilizzato per l'attività agonistica.[70] L'addio definitivo alla zona avvenne nel 2003 quando, data la riqualificazione urbanistica dettata dai XX Giochi olimpici invernali ospitati di lì a qualche anno dal capoluogo piemontese,[71] il Comunale venne riconvertito in Olimpico, e il Combi demolito; la Juventus migrò inizialmente a poca distanza, al centro Sisport di via Guala,[72] dove rimase per un triennio in attesa del completamento dello Juventus Center di Vinovo,[73] dal 2006 centro di allenamento di prima squadra e giovanili.

Società

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stile Juventus.

La Juventus Football Club è dal 27 giugno 1967 una società per azioni[74] a capitale interamente privato. Dal 1º marzo 2009, la società che controlla la maggioranza del capitale azionario della Juventus è la finanziaria EXOR, nata dalla fusione di IFIL Investment S.p.A. e Istituto Finanziario Industriale, entrambe holding controllate dalla Giovanni Agnelli e C. S.a.p.Az., che attualmente detiene il 52,99% della citata EXOR e, tramite quest'ultima, il 63,8% del capitale azionario della Juventus.[75][76] Il rimanente capitale azionario è detenuto dall'azienda irlandese Lindsell Train Investment Trust Ltd. al 10% e da azionisti diffusi al 26,2%[75] attraverso l'Associazione Piccoli Azionisti della Juventus Football Club, fondata nel 2010 e costituita da oltre 40 000 membri,[77] includendo investitori quali il Royal Bank of Scotland, il governo di Norvegia, il fondo pensione degli impiegati pubblici della stato americano della California e la società finanziaria BlackRock.[78]

Umberto (sopra) e Gianni Agnelli (sotto) con la squadra bianconera, rispettivamente, negli anni 1950 e 1990. La famiglia Agnelli detiene la maggioranza del club torinese fin dal 1923, un unicum nel panorama calcistico mondiale

Secondo l'attuale organigramma societario, la Juventus è articolata su 7 aree interne: Amministrazione e Finanza, Risorse umane, Informazione tecnologica, Area commerciale, Pianificazione, Controllo e progetti speciali, Area comunicazione e Area sportiva.[79] La società è guidata da un consiglio di amministrazione composto da dieci membri eletti dalla proprietà tra cui il presidente Andrea Agnelli e l'amministratore delegato Aldo Mazzia.[80]

Terza società calcistica in Italia – dopo Lazio e Roma – a essere quotata in Borsa, dal 3 dicembre 2001 al 19 settembre 2011 la Juventus fu listata nel segmento STAR del citato mercato finanziario.[81][11] Da ottobre 2016 il titolo è presente nell'indice FTSE Italia Mid Cap del Mercato telematico azionario (MTA), essendo l'unico appartenente a un club sportivo nel Paese che ne fa parte.[10]

Dal 1º luglio 2008 la società bianconera ha implementato un sistema di gestione della sicurezza per i lavoratori e gli atleti in conformità ai requisiti previsti dalla norma internazionale OHSAS 18001:2007[82] e un sistema di gestione della qualità del settore medico secondo la norma internazionale ISO 9001:2000.[83]

In base a quanto emerge del cosiddetto Deloitte Football Money League 2016, rapporto stilato dalla società di revisione e consulenza aziendale statunitense Deloitte Touche Tohmatsu, la Juventus risulta essere il decimo club a livello mondiale – primo in Italia – in termini di fatturato (323,9 milioni di euro a tutto il 30 giugno 2015);[84] inoltre è stata inserita al nono posto in ambito internazionale – prima squadra italiana –, in termini di valore borsistico, nella classifica annuale stilata dalla rivista statunitense Forbes (1 299 miliardi di dollari equivalenti a 1 150 miliardi di euro a maggio 2016), divenendo così la prima società calcistica italiana a superare la soglia del miliardo di euro.[85] Tale pubblicazione inserì il club torinese al settimo posto a livello mondiale – anch'essa prima squadra italiana – nella speciale classifica per profitti (81 milioni di dollari al 30 giugno 2015),[86] mentre il marchio del club è stato qualificato con un rating AAA («estremamente forte»), posizionandosi al quinto posto tra i brand calcistici più potenti al mondo[87] e valutato all'undicesimo posto nella graduatoria internazionale stilata dall'organizzazione di consulenza inglese Brand Finance (287 milioni di dollari equivalenti a 264 milioni di euro al 6 giugno 2016).[88] Tutto ciò ne fa complessivamente la seconda società sportiva per valore del patrimonio di marca in Italia – prima nel settore calcistico – dopo la Scuderia Ferrari.[89]

Il club torinese è anche uno dei membri fondatori dell'European Club Association (ECA), organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14 e composta dai principali club calcistici, riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.

Organigramma societario

Organigramma aggiornato al 6 agosto 2016.[90][91][92]

Area amministrativa

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali

Impegno nel sociale

La Juventus è attiva nel campo sociale e umanitario. Tra i programmi sociali intrapresi, figurano Fatti e Progetti per i Giovani, orientato al miglioramento della qualità di vita e a favorire l'accesso all'istruzione ai giovani extracomunitari minorenni[99] tramite un centro di accoglienza, e la realizzazione – in collaborazione con la facoltà di Economia dell'Università di Torino – di un corso di formazione allo studio del management sportivo.[99]

In ambito sanitario, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Regina Margherita-Sant'Anna di Torino partecipa al progetto Crescere insieme al Sant'Anna,[100] programma di ristrutturazione del reparto di Neonatologia Ospedaliera dell'ospedale “Sant'Anna”[100] e sostiene le attività della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.[99]

Altro progetto comunitario della società bianconera è il “Centro di accoglienza” intitolato a Edoardo Agnelli e realizzato in collaborazione con l'Associazione Gruppi di Volontariato Vincenziano al fine di dare ospitalità a madri in condizioni disagiate.[99]

Nel 2000, inoltre, la Juventus intraprese il progetto Un sogno per il Gaslini, allo scopo di dotare l'istituto pediatrico “G. Gaslini” di Genova di una dépendance da adibire a luogo di studio e svago per i bambini ivi ricoverati, da realizzarsi tramite il recupero edilizio dell'abbazia di san Gerolamo, che si trova all'interno della struttura dell'ospedale. Per il raggiungimento dello scopo furono necessari 4,5 milioni di euro, dei quali 2 donati dalla famiglia Gaslini, e i rimanenti raccolti dalla Juventus attraverso donazioni e iniziative di beneficenza organizzate dai propri giocatori, come la partecipazione in qualità di ospiti al festival di Sanremo 2003[101] e al programma televisivo Juventus, una squadra per amico,[102] la realizzazione e vendita di libri fotografici e CD, il più famoso dei quali fu, nel 2003, una versione del successo di Lucio Battisti Il mio canto libero,[103] il cui ricevette un disco d'oro e uno di platino dalla Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) nel marzo di quell'anno in ragione di oltre 100 000 copie vendute durante le prime quattro settimane di distribuzione.[104]

Nel 2009, il club istituì due iniziative che costituiscono un unico progetto societario che promuove la lotta antirazzista e l'integrazione socio-culturale, Un calcio al razzismo e Gioca con me,[105][106] il cui è stato incluso dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) nella lista dei dieci programme scelti a livello mondiale – l'unico svolto nel continente europeo – per la giornata internazionale in ricordo dell'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani nell'ottobre 2013, essendo presentato al NGO UNESCO Liaison Committee in un convegno celebrato a Parigi nel marzo 2014.[107][108]

Settore giovanile

La formazione giovanile della Juventus vincitrice, nel 1994, del Campionato Primavera; l'undici era capitanato da un ventenne Alessandro Del Piero (a destra), in seguito bandiera della prima squadra per i successivi due decenni

Il settore giovanile della Juventus Football Club è composto di 17 squadre maschili che competono a livello nazionale ed eventualmente internazionale nei vari tornei di categoria.[109] Per tutte, il proprio campo di allenamento è lo Juventus Center, centro sportivo di proprietà della società bianconera con sede a Vinovo.[110]

Analogamente a quanto già intrapreso dagli olandesi dell'Ajax, la Juventus ha istituito alcune scuole calcio sotto forma di club-satellite[111] e campi (Summer Camps) in tutta Italia (riservati ai giovani dagli 8 ai 16 anni) e all'estero, precisamente in Inghilterra (dagli 11 ai 16 anni).[112]

Porta inoltre avanti progetti come Juventus University, la prima università del calcio al mondo (con il supporto dell'Università di Torino),[113] Juventus National Academy che si rivolge, attraverso la creazione di una rete di scuole calcio dislocate sul territorio nazionale e, all'estero, in Malta, ai ragazzi dai 6 ai 12 anni[114] e il programma Juventus Soccer Schools International attraverso la gestione di scuole di calcio in diciotto paesi.[115]

Storicamente la Juventus ha sempre avuto una rete di osservatori giovanili su tutto il territorio nazionale, e anche all'estero.[111] A titolo di esempio, limitatamente ai giocatori che hanno iniziato a militare in giovane età nella Juventus a partire dagli anni 1960, figurano Pietro Anastasi (classe 1948, giunto all'età di 20 anni da Catania), Franco Causio (1949, nel 1966 giunto alla Juventus da Lecce), Giuseppe Furino (1946, proveniente da Palermo e alla Juventus dal 1965), Roberto Bettega (1950, torinese e cresciuto nella società), Paolo Rossi (1956, da Prato, che dal 1972 al 1975 militò nelle giovanili della società prima di tornarvi da professionista nel 1981).

Di essi, Furino fu convocato per il Mondiale di Messico 1970 (unico giocatore della Juventus a prendere parte a tale edizione del torneo), Anastasi per quello di Germania Ovest 1974, Causio per quelli del 1974 e di Argentina 1978 (oltre a quello di Spagna 1982, quando tuttavia già militava nell'Udinese) così come Bettega (che non prese parte all'edizione 1982 causa infortunio), nonché Rossi, presente nel 1982 (e che nel 1978 partecipò da giocatore in comproprietà con il L.R. Vicenza e con la maglia di quest'ultimo).[116][117] Il succitato Rossi, inoltre, grazie alla vittoria del 1982 oltre a laurearsi campione del mondo, vinse anche il Pallone d'oro di quell'anno nonché la Scarpa d'oro quale miglior marcatore di quell'edizione del torneo, con 6 gol, tra cui la tripletta nella sfida Italia-Brasile 3-2 del secondo turno.

Tra gli altri calciatori di prestigio cresciuti nel vivaio della Juventus si segnalano Carlo Bigatto I, Gianpiero Combi (campione del mondo nell'edizione di Italia 1934), Pietro Rava (vincitore della medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Berlino 1936 e campione del mondo nell'edizione di Francia 1938), Carlo Parola, Giovanni Viola e, soprattutto, Giampiero Boniperti, da sempre legato alla Juventus, dalle giovanili alla carica di presidente e, dal 1994, a quella di presidente onorario del club.

Dagli anni 2000, dal settore giovanile della Juventus si sono messi in evidenza giocatori come Antonio Nocerino, Claudio Marchisio, Paolo De Ceglie, Domenico Criscito e Sebastian Giovinco. Essi sono stati anche membri della Nazionale olimpica che partecipò ai Giochi di Pechino 2008,[118] e della Nazionale U-21 che raggiunse le semifinali del torneo continentale disputato in Svezia nel 2009.[119] Marchisio e De Ceglie fanno oggi parte della rosa juventina, e in più Marchisio e Giovinco sono stati anche nel gruppo della Nazionale italiana finalista al campionato d'Europa 2012 e terza classificata alla FIFA Confederations Cup 2013.

Diffusione nella cultura di massa

Francobollo delle poste italiane celebrativo della vittoria della Juventus in Champions League 1995-96

Il 29º derby della Mole disputatosi il 15 maggio 1932 allo stadio di Corso Marsiglia fu il primo evento calcistico trasmesso in diretta radiofonica nazionale dall'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR), con la voce di Nicolò Carosio. Inoltre, nel quadro delle trasmissioni sperimentali della Rai[120] l'incontro di Serie A Juventus-Milan del 5 febbraio 1950 fu oggetto della prima diretta televisiva nazionale, per la voce di Carlo Balilla Bacarelli.[121]

Riferimenti alla Juventus si trovano in La classe operaia va in paradiso di Elio Petri (1971), film vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes 1972,[122] in Vacanze in America di Carlo Vanzina (1984), dove si assiste a una partita tra studenti juventini e romanisti a Zabriskie Point, nella Valle della Morte[123] e in Santa Maradona di Marco Ponti (2001), nel quale si trova una scena ambientata allo Stadio delle Alpi durante l'incontro di campionato tra i bianconeri e l'Atalanta.[124] Per quanto riguarda i film di argomento più legato al calcio e al tifo, sul versante della satira di costume figura Il presidente del Borgorosso Football Club di Luigi Filippo D'Amico (1970), in cui il personaggio eponimo, interpretato da Alberto Sordi, ingaggia l'ex juventino Omar Sívori, presente nel film nella parte di sé stesso;[125] nei primi anni 1980, in Eccezzziunale… veramente, del citato Vanzina (1982), Diego Abatantuono rappresenta, nei tre episodi di cui si compone il film, rispettivamente un tifoso milanista, uno interista e uno juventino;[123] stesso ruolo interpretò nel sequel, un quarto di secolo più tardi, in Eccezzziunale… veramente - Capitolo secondo… me (2006), ancora di Vanzina.[126] Infine, sul fronte dell'analisi del disagio sociale e del tifo come valvola di sfogo dell'aggressività, figura il film Ultrà di Ricky Tognazzi (1990), che parla delle vicende di un capotifoso della Roma (interpretato da Claudio Amendola) e del gruppo organizzato da lui guidato che si reca in trasferta a Torino, dove ingaggia violenti scontri con i Drughi, frangia di ultras bianconeri.[127]

Murale allusivo alla Juventus ad Albuquerque, Nuovo Messico (Stati Uniti)

La poesia-tributo Madama Juve, scritta in piemontese dallo scrittore e giornalista Giovanni Arpino, fu inclusa nel libro Opere (1992), antologia a cura dei poeti Giorgio Bàrberi Squarotti e Massimo Romano.[128] Tale poesia, insieme ad altri omaggi alla Juventus composti da Arpino, è stata tradotta in italiano dal critico letterario torinese Bruno Quaranta e pubblicata nella sua opera Stile e stiletto (1997).[129] Sempre a opera di Arpino sono altri riferimenti alla Juventus, citati in Racconti di vent'anni (1974)[130] e in Opere scelte (2005), antologia letteraria, narrativa e giornalistica a cura dell'italianista veneziano Rolando Damiani.[131] Ancora in ambito letterario la Juventus è stata riferita in diversi romanzi di Mario Soldati quali Le due città (1964),[132] America primo amore (1935),[133] Un prato di papaveri. Diario 1947-1964 (1973)[134] e Lo specchio inclinato. Diario 1965-1971 (1975)[135] e fa da sfondo, come punto di riferimento della vita del protagonista, nel romanzo di Aldo Nove Puerto Plata Market[136] e, nel romanzo del giornalista Aldo Cazzullo I ragazzi di via Po, è parte del contesto storico-culturale della società torinese degli anni 1950.[137] Entrambi i lavori citati sono del 1997. Nel 2003, i giornalisti Mario e Andrea Parodi hanno citato la Juventus di Trapattoni campione d'Italia nel 1977 e 1978 all'interno del contesto storico e sociale della crisi politico-istituzionale dell'Italia di quegli anni, nel loro libro In bianco e nero.[138]

Fuori dall'Italia la Juventus è citata come F.C. Piemonte nell'anime giapponese Captain Tsubasa Road to 2002 (2001) e con il suo nome vero nel manga omonimo.[139] In Inghilterra i tifosi del Notts County sono usi intonare il loro coro da stadio It's just like watching Juve (È proprio come guardare la Juve), in riferimento alla comunanza cromatica delle uniformi dei due club, ogni volta che la loro squadra realizza una grande prestazione.[140]

Tra gli eventi culturali aventi come oggetto il club bianconero figura la mostra Juventus. 110 anni a opera di arte, organizzata in occasione del centodecimo anniversario della fondazione della società.[141] Tale esposizione, curata dal critico d'arte Luca Beatrice, ha illustrato lo sviluppo della storia, dei personaggi e dei successi della Juventus e il suo rapporto con la città di Torino attraverso un'analisi artistica e culturale sul calcio.[141]

Allenatori e presidenti

Allenatori

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori della Juventus Football Club.
Giovanni Trapattoni, con 14 trofei in 13 stagioni, è il tecnico più vincente nella storia della Juventus

Sono 44 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Juventus; 10 di essi hanno ricoperto l'incarico ad interim.[142]

Fino a tutto il secondo decennio del XX secolo non esisteva un sistema dettagliato di allenamento in preparazione degli incontri di campionato. In pratica i giocatori – studenti e lavoratori – avevano l'abitudine di ritrovarsi un paio di volte alla settimana al velodromo di Corso Re Umberto per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, sempre sotto il coordinamento del capitano della squadra.[143]

Il primo allenatore della storia bianconera fu l'ungherese Jenő Károly, scelto dal presidente Edoardo Agnelli nel 1923 al fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra. Károly allenò la squadra per 70 incontri fino alla morte, avvenuta nel 1926.[2]

A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora Giovanni Trapattoni, detto Trap, rimasto alla guida della squadra per tredici stagioni, di cui dieci consecutive, dal 1976-77 al 1985-86 e poi dal 1991-92 al 1993-94. Sia il numero di stagioni consecutive che quello totale sono record per tecnici di club italiani; il Trap vanta anche il primato complessivo di panchine (596) e di trofei vinti con il club (14, record tra gli allenatori italiani).[142]

Da menzionare inoltre tecnici come Carlo Carcano, deus ex machina[144] della squadra del Quinquennio d'oro nella prima metà degli anni 1930 e unico allenatore in Italia ad avere vinto quattro campionati consecutivi, tra il 1931 e il 1934,[20] nonché Antonio Conte, in panchina a Torino dal 2011 al 2014, ed entrato nell'occasione nel ristretto novero dei tecnici capaci di conseguire tre titoli nazionali di fila.[144]

Presidenti

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Juventus Football Club.
La leggenda juventina Giampiero Boniperti, dapprima 468 presenze e 188 gol in maglia bianconera, e poi 19 anni consecutivi da presidente del club

In più di 110 anni di storia societaria, alla guida della Juventus si sono avvicendati 23 presidenti e 2 comitati di gestione.[145]

Il primo presidente della società bianconera fu Eugenio Canfari, uno dei soci fondatori.[2] Il periodo più lungo in carica è appannaggio di Giampiero Boniperti, alla guida della Juventus per 19 anni dal 1971 al 1990;[145] Boniperti, al pari del suo successore Vittorio Caissotti di Chiusano, presidente dal 1990 al 2003, vanta il palmarès più ampio della storia del club.[146]

L'imprenditore Umberto Agnelli, divenuto presidente ventiduenne, nel 1956,[147] fu il più giovane a ricoprire tale carica.[2] Da citare anche le presidenze degli svizzeri Alfred Dick e Giuseppe Hess e del francese Jean-Claude Blanc, gli unici non italiani a divenire presidenti del club.[2] In particolare, Dick fu il presidente del primo scudetto bianconero (1905). Attualmente in carica è l'imprenditore torinese Andrea Agnelli, eletto presidente il 28 aprile 2010 dall'assemblea degli azionisti del club.[148]

Calciatori

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Juventus Football Club.

In più di 110 anni di storia hanno vestito la maglia della Juventus oltre 700 calciatori, in gran parte italiani;[149] alcuni di questi ultimi hanno anche militato nella Nazionale italiana.

Tra i calciatori italiani di rilievo che hanno militato nella Juventus figurano i già citati Carlo Bigatto I, considerato il primo calciatore-simbolo della Juventus,[150] Giampiero Boniperti, riconosciuto come il calciatore più rappresentativo della storia della società,[151] Carlo Parola (autore della più famosa rovesciata del calcio italiano, il cui gesto atletico ha ispirato l'inconfondibile marchio dell'album Panini dei calciatori),[152] Dino Zoff (vincitore, tra altri, di sei scudetti e una Coppa UEFA con la Juventus, della quale difese la porta per 330 partite consecutive di campionato tra il 1972 e il 1983 e a tutt'oggi unico calciatore italiano ad avere vinto sia il campionato d'Europa che quello del mondo con l'Italia, nominato dalla FIGC nel 2004 UEFA Golden Player italiano),[153] Paolo Rossi, capocannoniere con l'Italia ai Mondiali del 1982 e Pallone d'oro nello stesso anno, Gaetano Scirea, Sergio Brio, Antonio Cabrini e Stefano Tacconi, quattro dei cinque soli calciatori ad aver vinto tutte le competizioni ufficiali UEFA per club,[154] Roberto Baggio, Pallone d'oro 1993, e Alessandro Del Piero, giocatore-simbolo della squadra a cavallo di II e III millennio, sei volte campione d'Italia e vincitore nel 1996 della Champions League e della Coppa Intercontinentale, nonché campione del mondo 2006 con la Nazionale italiana assieme a Gianluigi Buffon, capitano della squadra dal 2012, che ricopre lo stesso ruolo anche in maglia azzurra; inoltre, Buffon è anche il calciatore in attività con più presenze sia nella formazione bianconera che in azzurro.

Il francese Michel Platini, vincitore in bianconero per tre anni consecutivi del Pallone d'oro di France Football

Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Juventus, inoltre, si segnalano negli anni 1950 e 1960 l'argentino Omar Sívori che, da oriundo, fu il primo Pallone d'oro bianconero nel 1961 (militando in seguito anche nella Nazionale italiana), e il gallese John Charles, soprannominato per la sua stazza il gigante buono, centravanti di sicuro rendimento, che insieme al citato Sívori e a Boniperti formò un trio d'attacco che portò alla Juventus tre scudetti; tra gli anni 1960 e 1970 ci fu il tedesco Helmut Haller, già campione d'Italia con il Bologna, che alla Juventus vinse due titoli. Fino al 1980 non fu più possibile ingaggiare calciatori non italiani. Tra i più rappresentativi giunti in Italia dagli anni 1980 in avanti, figurano i francesi Michel Platini, soprannominato in patria le Roi (il re), campione d'Europa nell'edizione di Francia 1984 con la sua squadra nazionale e vincitore l'anno dopo della Coppa dei Campioni con la Juventus, e il connazionale Zinédine Zidane, campione del mondo a Francia 1998 e d'Europa a Belgio-Paesi Bassi 2000 con i Bleus, vincitore del Pallone d'oro 1998, campione del mondo di club con la Juventus e, con essa, vincitore di due scudetti; oltre a loro, il ceco Pavel Nedvěd, primo giocatore straniero per numero di presenze in competizioni ufficiali con il club,[155] nonché vincitore del Pallone d'oro 2003, e il franco-argentino David Trezeguet, capocannoniere del campionato di Serie A nel 2002 e miglior marcatore straniero nella storia bianconera con 171 gol.[156]

Contributo alle Nazionali di calcio

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia.

Al 7 novembre 2016, la Juventus è il club che ha fornito il maggior numero di giocatori alla Nazionale italiana: a tale data, infatti, 140 elementi hanno vestito la maglia azzurra all'epoca della loro militanza juventina (a fronte dei 107 dell'Inter e dei 105 del Milan).[157]

Sono 22 in totale i giocatori della Juventus militanti nelle selezioni nazionali italiane campioni del mondo: nove nel 1934 (Bertolini, Borel II, Caligaris, Combi, Ferrari, Monti, Orsi, Rosetta e Varglien I), due nel 1938 (Foni e Rava), sei nel 1982 (Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi) e cinque nel 2006 (Buffon, Cannavaro, Camoranesi, Zambrotta e Del Piero).[158] Tre sono, invece, i calciatori della Juventus laureatisi campioni d'Europa con la Nazionale, nell'edizione di Italia 1968 (Bercellino, Càstano e Salvadore).

La nazionale italiana all'esordio al campionato del mondo 1978: vi figurano 8 giocatori all'epoca militanti nella Juventus[159]

Il contributo maggiore in elementi prestati alla Nazionale in una competizione a livello UEFA/FIFA[160] risale al campionato del mondo 1978, edizione in cui il club bianconero schierò in maglia azzurra nove uomini in due occasioni: la prima è stato l'incontro di prima fase contro i padroni di casa dell'Argentina del 10 giugno, tutti i nove giocatori juventini furono schierati in campo: Zoff, Gentile, Cabrini, Benetti, Scirea, Causio, Tardelli e Bettega dal primo minuto, poi dal 6' Cuccureddu subentrato al bolognese Bellugi;[161] mentre la seconda è stato l'incontro di seconda fase contro i Paesi Bassi del 21 giugno, in cui i nove giocatori bianconeri già citati furono schierati in campo dal primo minuto (record italiano in competizioni ufficiali).[162][163]

La Juventus guida la particolare classifica dei club che vantano giocatori campioni del mondo con la propria Nazionale, con 24: ai 22 citati vanno infatti aggiunti Didier Deschamps e Zinédine Zidane, campioni nell'edizione di Francia 1998 con la Francia: precede in tale graduatoria Bayern Monaco (23, di cui 21 con la Germania) e Inter (19, di cui 14 con la nazionale italiana).[164]

Quanto al campionato d'Europa, oltre ai tre citati, altri tre giocatori sono vincitori del torneo con Nazionali diverse da quella italiana: Luis del Sol con la Spagna (Spagna 1964), e Michel Platini (Francia 1984) e Zinédine Zidane (Belgio-Paesi Bassi 2000) con la Francia.

Ancora, in occasione della finale del campionato mondiale di calcio 2006, la Juventus ha stabilito un ulteriore record internazionale in quanto, oltre ai cinque Nazionali italiani dei quali si è fatta menzione, scesero in campo tre bianconeri con la maglia francese: Lilian Thuram, Patrick Vieira e David Trezeguet,[165] per un totale di otto tesserati di uno stesso club sul terreno di gioco, eguagliando così il primato stabilito nella finale di settantadue anni prima dai cecoslovacchi dello Slavia Praga.[166]

Palmarès

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès della Juventus Football Club.

Competizioni nazionali

La squadra del 1905, per la prima volta campione d'Italia dopo la vittoria nel torneo di Prima Categoria
1905; 1925-26; 1930-31; 1931-32; 1932-33; 1933-34; 1934-35; 1949-50; 1951-52; 1957-58 Star*.svg
1959-60; 1960-61; 1966-67; 1971-72; 1972-73; 1974-75; 1976-77; 1977-78; 1980-81; 1981-82 Star*.svg Star*.svg
1983-84; 1985-86; 1994-95; 1996-97; 1997-98; 2001-02; 2002-03; 2011-12; 2012-13; 2013-14 Star*.svg Star*.svg Star*.svg
2014-15; 2015-16
1937-38; 1941-42; 1958-59; 1959-60; 1964-65; 1978-79; 1982-83; 1989-90; 1994-95; 2014-15; 2015-16
1995; 1997; 2002; 2003; 2012; 2013; 2015
2006-07
  • Campionato Federale di Prima Categoria: 1
1908[167]
  • Campionato Italiano di Prima Categoria: 1
1909[168]

Competizioni internazionali

Giuseppe Furino, tra gli storici capitani bianconeri, con la Coppa UEFA 1976-77, il primo trofeo confederale vinto dal club torinese
1985; 1996
1984-85; 1995-96
1983-84
1976-77; 1989-90; 1992-93
1984; 1996
1999

Competizioni giovanili

La sezione giovanile della Juventus è una delle più vittoriose della sua categoria sia a livello nazionale, potendo vantare 9 titoli di campione d'Italia, sia internazionale, con più di 100 trofei ufficiali, tra i quali alcuni relativi alle competizioni più importanti al mondo nella categoria come per esempio il Torneo di Viareggio, vinto un record di 9 volte, la più recente delle quali nel 2016.[169]

Finalista del Blue Stars/FIFA Youth Cup nel 1962,[170] nell'agosto 2007 la squadra Under-19 della Juventus partecipò all'edizione inaugurale della Champions Youth Cup in Malesia, sorta di campionato mondiale per club giovanili organizzato dal G-14, classificandosi al secondo posto finale con la miglior difesa del torneo.[171]

Statistiche e record

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record della Juventus Football Club.

Statistiche di squadra

La Juventus della stagione 1976-77 rimane l'unica formazione italiana ad aver vinto un trofeo internazionale, la Coppa UEFA, con una rosa di soli giocatori nazionali

La Juventus esordì nel campionato federale l'11 marzo 1900. Quella 2016-17 sarà dunque la sua 112ª stagione sportiva; nelle 111 precedenti, ha partecipato a 103 campionati di massima serie (2 di Campionato Federale, 9 di Prima Categoria Nazionale, 5 di Prima Divisione, 4 di Divisione Nazionale e 83 di Serie A propriamente detta) e uno di Serie B (nel 2006-07), mentre in altre 7 occasioni non superò le eliminatorie del Comitato Regionale Piemontese. Nel corso delle 110 stagioni nei campionati di massima serie la Juventus si è classificata al primo posto in 33 occasioni (record italiano), sebbene il club abbia in realtà vinto 32 titoli di campione d'Italia.[172] La Juventus, inoltre, è giunta seconda in 21 tornei e terza in 13, totalizzando il 60,99% di piazzamenti nelle prime tre rispetto alle partecipazioni.

La vittoria in gara ufficiale con il maggior scarto fu un 15-0 in casa del Cento, secondo turno di Coppa Italia 1926-27. Il suddetto primato è anche record nella competizione a pari merito con l'incontro fra l'Alessandria e l'A.C. Bologna, disputatosi nel medesimo turno della citata edizione del torneo e terminato 17-2, e la partita fra il Cittadella e il Potenza concluso 15-0 nel primo turno eliminatorio dell'edizione 2015-16.[173] In campionato, il record fu invece un 11-0 realizzato due volte, nel torneo 1928-29, contro Fiorentina e Fiumana, rispettivamente nella 2ª e 6ª giornata.[173] La sconfitta con il maggior scarto fu invece uno 0-8 subìto dal Torino nel campionato federale 1912-13.[174]

Dalla stagione 2011-12 il club bianconero detiene il primato d'imbattibilità assoluta in una singola stagione della Serie A, ovvero nella massima serie italiana a girone unico, con zero sconfitte nell'arco di un campionato a 20 squadre (38 partite),[175] stabilendo anche il record d'imbattibilità nel corso di una singola stagione (42).[34] Nell'annata 2013-14 ottenne inoltre il record di punti in un singolo torneo di Serie A toccando quota 102 (equivalenti all'89,47% del totale di punti con una media di 2,68 punti a partita, anch'essi record), mai raggiunta prima da nessuna squadra sia in ambito nazionale che tra i principali campionati del continente europeo;[35] nella stessa stagione fece suo un altro primato inerente alla massima categoria italiana, diventando la prima e fin qui unica formazione a vincere la totalità degli incontri casalinghi (19).[35] Nella stagione 2015-16 ha invece stabilito il proprio record di vittorie consecutive nei campionati nazionali, con una striscia di 15 successi in Serie A.[176]

A fronte delle 11 vittorie in Coppa Italia (record italiano) la Juventus ha disputato 16 finali di tale torneo.[177]

I bianconeri dell'annata 1984-85 che, trionfando in Coppa dei Campioni, fecero del club piemontese il primo nella storia del calcio a fare suoi tutti i maggiori tornei dell'UEFA

La Juventus vanta anche, tra tutti i club italiani, il maggior numero di stagioni disputate nelle coppe europee, che fino alla stagione 2016-17 sono 53 (considerando che nelle stagioni 2009-10 e 2013-14 ha partecipato prima alla fase a gironi di Champions League e, dopo la sosta invernale, a quella a eliminazione diretta di Europa League), di cui 28 in maniera consecutiva (dalla stagione 1963-64 alla stagione 1990-91), che costituisce il record nazionale.[178] Di esse, 47 sono relative a partecipazioni in tornei ufficiali dell'UEFA (con 31 presenze in Coppa dei Campioni/Champions League, 4 in Coppa delle Coppe e 14 complessive in Coppa UEFA/Europa League) e 6 alla Coppa delle Fiere;[179] nel computo globale delle competizioni a livello confederale risulta il primo club italiano e quarto a livello europeo per numero di punti conquistati (518). Inoltre, è il club italiano con il maggior numero di partite disputate (397), partite vinte (215), gol realizzati (687), differenza reti (+322) e percentuale di vittorie (54,16%) in competizioni UEFA a tutto il 9 settembre 2016.[180]

La Juventus è anche l'unico club italiano ad aver vinto una manifestazione internazionale ufficiale con una rosa composta esclusivamente da calciatori provenienti da un solo Paese (Coppa UEFA 1976-77).[27][28]

La formazione bianconera ha disputato un totale di 19 finali in competizioni ufficiali a livello internazionale, nona al mondo nonché quinta in Europa ex aequo con il Bayern Monaco, e seconda tra i club italiani in questa graduatoria.[181] Delle 19 finali citate, 8 sono state giocate in Coppa dei Campioni/UEFA Champions League (2 vittorie complessive), una in Coppa delle Coppe (una vittoria), 4 in Coppa UEFA (3 vittorie), una in Coppa Intertoto (una vittoria), 2 in Supercoppa UEFA (2 vittorie) e 3 in Coppa Intercontinentale (2 vittorie).[182][7]

Sempre in ambito internazionale, è l'unico club del mondo ad avere vinto tutte le competizioni per club organizzate dalla confederazione di appartenenza[183] e uno dei quattro club ad avere vinto tutte le tre principali competizioni dell'UEFA. La Juventus fu la prima a raggiungere tale traguardo nel 1985 – seguita dall'Ajax nel 1992, dal Bayern Monaco nel 1996 e dal Chelsea nel 2013[184] – e per tale ragione, nel 1988 le fu riconosciuta la speciale Targa UEFA.[185]

la Juventus è stata classificata nel 2000 al 7º posto (prima società calcistica italiana) nella lista dei migliori club del XX secolo stilata dalla FIFA.[186] Nel 2009 è stata inoltre classificata al 2º posto (prima società calcistica italiana) nel ranking dei migliori club europei del XX secolo stilato dalla IFFHS.

Statistiche individuali

Alessandro Del Piero, primatista di presenze e reti nella storia juventina

Il giocatore che detiene il record di presenze in Serie A, a tutto il 20 maggio 2012, è Alessandro Del Piero con 478, cui vanno sommate 35 presenze in Serie B, che ne fanno complessivamente il giocatore juventino con il maggior numero di presenze nei campionati italiani, 513. Il precedente record di presenze, superato il 6 febbraio 2011, apparteneva a Giampiero Boniperti che, dal 1946 al 1961, scese in campo 443 volte.[187]

Il già citato Del Piero detiene inoltre il record assoluto di presenze ufficiali con la maglia bianconera, 705, nonché quello di gol, 290 (altro record), così ripartiti: 188 in Serie A, 20 in Serie B, 28 nelle coppe nazionali, 53 nelle competizioni europee e 1 in Coppa Intercontinentale.[155][156] Il precedente record di gol, superato nel gennaio 2006, apparteneva al citato Boniperti con 182.[156][187]

Il miglior marcatore della Juventus in un campionato a girone unico fu Borel II, con 32 gol in 34 gare nel campionato 1933-34.[188] L'ungherese Ferenc Hirzer, invece, detenne per tre anni (1926-1929) il record assoluto di gol segnati in una singola edizione del massimo campionato italiano, 35 in 26 incontri nella Prima Divisione 1925-26.[189] Infine, Omar Sívori detiene, insieme a Silvio Piola, il record di marcature in una singola partita: 6 gol, segnati all'Inter nella 28ª giornata del campionato 1960-61.

Tifoseria

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria della Juventus Football Club.
Striscione celebrativo del 109º anniversario della Juventus, Stadio Olimpico, 1º novembre 2006

Al 2016 i tifosi della Juventus sono stimati tra i 12 e i 14 milioni in Italia.[190][191] Secondo il sondaggio condotto dall'istituto Demos & Pi e pubblicato nel settembre 2016 su la Repubblica il club risulta essere il più sostenuto del Paese con il 34% di preferenze da parte del campione esaminato,[8] La società vanta, inoltre, 41 milioni di sostenitori in Europa e oltre 300 milioni nel resto del mondo in base a un'analisi pubblicata dall'agenzia di indagini sul mercato sportivo Repucom S.A. nel novembre 2015.[9] Numerosi sono anche i fan club sparsi a livello internazionale,[192] in particolare nei Paesi a forte emigrazione italiana.[193]

Il tifo per la Juventus, tradizionalmente eterogeneo dal punto di vista sociologico e geograficamente uniforme in tutto il Paese,[194] è molto marcato anche nel Mezzogiorno d'Italia e nelle isole,[195] il che garantisce un seguito rilevante alla squadra anche durante gli incontri esterni. Tale caratteristica di diffusione del tifo fa della Juventus, dal punto di vista sociologico, una squadra «nazionale».[196]

Storia

Il pensiero comune d'inizio XX secolo voleva che il tifo per la Juventus fosse appannaggio delle classi borghesi, laddove quello per la sua rivale cittadina, il Torino, traesse linfa dalle classi popolari e proletarie.[197] Qualche decennio dopo, con l'ingresso degli Agnelli nel capitale societario della cosiddetta Vecchia Signora (1923), il tifo per la squadra si diffuse anche tra gli operai meccanici dell'industria di proprietà della famiglia, la FIAT. Essendo iniziato un fenomeno migratorio – poi divenuto massiccio nel secondo dopoguerra – verso Torino e gli altri grandi poli industriali del Settentrione da parte dei lavoratori meridionali in cerca di impiego, la Juventus già dagli anni 1930 divenne il primo club italiano ad avere una tifoseria non più connotata campanilisticamente o, al più, regionalmente, ma a carattere nazionale.[198][199]

Tifoseria juventina allo Stadio Comunale di Torino alla fine del campionato 1974-75

Con il consolidamento dei flussi migratori interni avvenuti tra gli anni 1950 e i primi anni 1970 la Juventus sembrò rappresentare, attraverso i suoi tifosi, lo spirito del nuovo lavoratore immigrato piemontese, mentre la tifoseria del Torino rimase legata all'ambiente culturale di marca prettamente torinese e cittadina.[198] In anni più recenti, comunque, le differenze sociali e culturali fra le due opposte tifoserie si sono sempre più affievolite fino a essere oramai, di fatto, nulle.

Gemellaggi e rivalità

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Torino, Derby d'Italia e Rivalità calcistica Juventus-Milan.

Non risultano ufficialmente gemellaggi di tifoserie italiane con quelle della Juventus: per circa un ventennio a partire dagli anni 1980, coincidenti con la presenza in Serie A della compagine irpina, vi fu un gemellaggio con la tifoseria dell'Avellino, poi sciolto per iniziativa di alcune frange di tifosi biancoverdi a fine anni 1990.[200][201]

Fuori dall'Italia, esistono accordi di gemellaggio con i tifosi organizzati dell'ADO Den Haag, compagine olandese dell'Aia, e con quelli del Legia Varsavia, formazione polacca.[202] Nel 2011 si è rinforzata anche l'amicizia con i sostenitori della squadra inglese del Notts County – la cui maglia a strisce verticali bianche e nere fu condivisa dalla Juventus fin dal 1903[203] – mentre nel novembre dell'anno successivo è stata istituita l'amicizia con i sostenitori della squadra spagnola dell'Elche.[204]

Murale allusivo al gemellaggio tra la tifoseria organizzata della Juventus e quella dell'ADO Den Haag, nonché in ricordo delle vittime della Strage dell'Heysel, a L'Aia (Paesi Bassi)

In ragione alla posizione raggiunta dalla squadra al vertice del calcio nazionale in maniera pressoché regolare dal cosiddetto «dopoguerra calcistico», la diffusione del proprio tifo e anche a diverse rivendicazioni anticampanilistiche, le rivalità sono molteplici e molto sentite:[205] la tifoseria rivale d'elezione è, come per tutti i casi di avversarie della stessa città, quella del Torino. A seguire, quella dell'Inter, fin dagli anni 1960 e rinfocolata dopo le decisioni giudiziarie riguardanti lo scandalo del calcio italiano del 2006,[206] e quella del Milan, nonostante per lungo tempo le due società abbiano tenuto buoni rapporti sportivo-commerciali con reciproci scambi di giocatori.[207]

Più recenti, e legate all'imporsi alla ribalta negli anni 1980 delle loro squadre con conseguente lotta sportiva per la conquista del primato nazionale, le rivalità con la tifoseria della Fiorentina, legata principalmente alla lotta-scudetto del campionato 1981-82,[208] e con quella della Roma, che fino alla metà di quel decennio fu la più valida contendente dei bianconeri al titolo.[209] Non è inoltre da tralasciare la rivalità col Napoli, in essere fin dagli anni 1950 ma acuitasi all'inizio del III millennio.[210]

La curva Scirea allo stadio delle Alpi è sempre stata il settore occupato durante le gare casalinghe dai nuclei più accesi della tifoseria organizzata. Allo stadio Olimpico, i tifosi avevano invece occupato la curva Filadelfia. Dal 2011 il luogo di incontro dei gruppi ultrà bianconeri è la tribuna Sud dello Juventus Stadium.[211]

Organico

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club 2016-2017.

Rosa

Rosa e numerazione sono aggiornate al 25 ottobre 2016.[212]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Gianluigi Buffon (capitano)
3 Italia D Giorgio Chiellini (vice capitano)
4 Marocco D Medhi Benatia
5 Bosnia ed Erzegovina C Miralem Pjanić
6 Germania C Sami Khedira
7 Colombia A Juan Cuadrado
8 Italia C Claudio Marchisio
9 Argentina A Gonzalo Higuaín
11 Brasile C Hernanes
12 Brasile D Alex Sandro
14 Italia C Federico Mattiello
15 Italia D Andrea Barzagli
17 Croazia A Mario Mandžukić
18 Gabon C Mario Lemina
19 Italia D Leonardo Bonucci
N. Ruolo Giocatore
20 Croazia A Marko Pjaca
21 Argentina A Paulo Dybala
22 Ghana C Kwadwo Asamoah
23 Brasile D Dani Alves
24 Italia D Daniele Rugani
25 Brasile P Norberto Neto
26 Svizzera D Stephan Lichtsteiner
27 Italia C Stefano Sturaro
29 Italia D Paolo De Ceglie
32 Italia P Emil Audero
33 Francia D Patrice Evra
34 Italia A Moise Kean[213]
35 Francia D Yoan Severin[214]
36 Italia P Leonardo Loria[215]
38 Italia C Rolando Mandragora

Staff tecnico

Staff tecnico e sanitario aggiornati al 6 agosto 2016.[216]

Staff
Staff tecnico prima squadra
  • Italia Massimiliano Allegri – Allenatore
  • Italia Marco Landucci – Allenatore in 2ª
  • Italia Claudio Filippi – Preparatore portieri
  • Italia Maurizio Trombetta – Collaboratore tecnico
  • Italia Aldo Dolcetti – Collaboratore tecnico
  • Italia Emilio Doveri – Collaboratore tecnico
  • Italia Roberto Bosco – Collaboratore tecnico
  • Italia Simone Folletti – Responsabile preparazione atletica
  • Italia Andrea Pertusio – Preparatore atletico
  • Italia Duccio Ferrari Bravo - Peparatore atletico
  • Italia Antonio Gualtieri – Preparatore atletico
  • Italia Roberto Sassi – Responsabile training check

Staff medico
  • Italia Claudio Rigo - Responsabile sanitario
  • Italia Marco Luison - Rieducazione massofisioterapista
  • Italia Maurizio Delfini - Massofisioterapista
  • Italia Dario Garbiero - Massofisioterapista
  • Italia Francesco Pieralisi - Massofisioterapista
  • Italia Emanuele Randelli - Massofisioterapista
  • Italia Gianluca Scolaro - Massofisioterapista
  • Italia Stefano Grani - Riatletizzatore

Staff settore giovanile
  • Italia Fabio Grosso – Allenatore squadra Primavera
  • Italia Stefano Suraci – Responsabile medico settore giovanile
  • Italia Stefano Baldini - Coordinatore tecnico settore giovanile
  • Italia Antonio Marchio - Coordinatore tecnico attività di base

Attività polisportiva

La Juventus nacque nel 1897 come società polisportiva, proseguendo quest'attività a periodi alterni fino al termine degli anni 1940. Tra i suoi primi soci e fondatori vi erano giovani atleti che praticavano ciclismo, atletica leggera, lotta e podismo. Tra essi sono da ricordare il lottatore Enrico Piero Molinatti, primo segretario-cassiere e figura di riferimento dei primi anni della società, e la nutrita schiera di podisti, di cui facevano parte i fratelli Botto, Guido e Giovanni, Torchio, Rolfo ed i fratelli Perocchio. Nella prima breve esperienza della Juventus come società polisportiva, l'unica sezione ad avere raggiunto risultati di rilievo fu quella di podismo. Il 1º ottobre del 1899, ai campionati di resistenza italiani organizzati dall'Unione Pedestre Italiana, Giovanni Botto ottenne il secondo posto nei 100 metri alle spalle di Umberto Colombo della SEF Mediolanum; alla stessa gara partecipò, giungendo quarto, anche il fratello di Giovanni, Guido Botto, anch'egli socio della Juventus, ma iscrittosi alla manifestazione con l'Audace Torino.[senza fonte] Nello stesso anno, i soci della Juventus decisero di rinunciare alle altre sezioni sportive per concentrarsi sul calcio. Tale decisione comportò il cambio del nome da Sport-Club Juventus a Foot-Ball Club Juventus.[217]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Organizzazione Sportiva Anonima.

L'attività polisportiva del club bianconero ebbe nuova linfa nel 1923 quando il neopresidente Edoardo Agnelli creò una società di capitali con l'obiettivo di diversificare il raggio d'azione del Foot-Ball Club Juventus in altre discipline come le bocce, l'hockey su ghiaccio, il nuoto e il tennis;[senza fonte] tra le squadre nate in seno all'azienda, quella tennistica vinse tre campionati di Serie A1 maschile tra il 1927 e il 1948, mentre quella hockeistica – sorta seguendo i contemporanei esempi delle milanesi Ambrosiana-Inter e Milano – partecipò nella stagione 1940-41 alla massima serie del campionato italiano, giungendo il terzo posto. Intanto gli eventi della seconda guerra mondiale portarono nel 1943 alla fusione della Juventus O.S.A. con altre società polisportive piemontesi, dando vita alla Compagnia Industriale Sportiva Italia (CISITALIA). Sotto questa nuova denominazione e durante la gestione dall'imprenditore scurzolenghese Piero Dusio, aprì delle nuove sezioni dedicate a pallacanestro, pallanuoto e pattinaggio su ghiaccio. Nel dopoguerra la crisi che coinvolse la fabbrica automobilistica portò alla chiusura definitiva dell'attività polisportiva nel 1949. Le due divisioni di maggior successo, sopravvissute alla liquidazione, vennero separate e proseguirono autonomamente il loro cammino: la sezione tennistica finì sotto l'egida della Società Iniziative Sportive (S.I.S.), un'associazione di sportivi torinesi presieduta dall'allora imprenditore e dirigente sportivo Ferruccio Novo, mentre la squadra di calcio già dal 1947 venne riadottata dalla famiglia Agnelli, che mise alla sua presidenza l'Avvocato Gianni.[senza fonte]

Note

  1. ^ Luciano Canepari, Juventus, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  2. ^ a b c d e f g h i j Juventus – Storia
  3. ^ «Nel calcio, viene abbreviato il nome di alcune squadre: Juve, Samp», cfr. Fabio Rossi, Sport e comunicazione nella società moderna, in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003.
  4. ^ (EN) Juventus building bridges in Serie B, su fifa.com, 20 novembre 2006.
  5. ^ (EN) Europe's Club of the Century, su iffhs.de, 10 settembre 2009.
  6. ^ (EN) Chelsea join illustrious trio, su uefa.com, 15 maggio 2013.
  7. ^ a b Paul Saffer, Paris sulle orme della Juventus, su uefa.com, 10 aprile 2016.
  8. ^ a b Sondaggio Demos & Pi 2016, pp. 3; 10
  9. ^ a b (EN) AA.VV., Sports DNA, Repucom S.A., 2016 [2015]., cfr. anche Bilancio di sostenibilità 2016, p. 7
  10. ^ a b Indice FTSE Italia Mid Cap: Titoli che appartengono all'Indice, Borsa Italiana S.p.A., 2016, p. 3.
  11. ^ a b Juventus lascia segmento Star di Borsa, su ansa.it, 19 settembre 2011. URL consultato il 6 dicembre 2016.
  12. ^ Juventus – Sede
  13. ^ a b Manzo, Peirone, «Calcio», p. 92
  14. ^ F.C. Torinese v F.C. Juventus (11 marzo 1900), su archiviotoro.it.
  15. ^ 3 dicembre 1906: la Fondazione, su torinofc.it.
  16. ^ Nel campionato italiano 1912-13, il primo a prevedere la retrocessione, la Juventus si classificò all'ultimo posto del girone piemontese con 3 punti in 10 giornate. A seguito delle proteste dei dirigenti delle società retrocesse nei vari gironi, la FIGC, nel corso dell'assemblea di preparazione del campionato successivo, decise la riforma dei tornei, allargando il numero delle partecipanti e, quindi, ripescando tutte le retrocesse. Fu stabilito di scorporare la Liguria dal girone lombardo-ligure per accorparla a quello piemontese; a seguito della saturazione del nuovo girone così sorto, il Novara fu trasferito al girone lombardo; la Juventus seguì le vicende della sua corregionale, ma in sostituzione del Brescia, spostato nel girone veneto. Per ulteriori informazioni, cfr. Davide Rota, Silvio Brognara, Football dal 1902 – la storia della Biellese, Biella, Il Biellese, 1996.
  17. ^ (EN) Maurizio Mariani, Italy – International Matches 1920-1929, su rsssf.com, 18 dicembre 2001.
  18. ^ Gli Agnelli e la Juve, novant'anni insieme, su juventus.com, 24 luglio 2013.
  19. ^ Cascioli, p. 324
  20. ^ a b (EN) Roberto Di Maggio, Italy – Coaches of Championship Teams, su rsssf.com, 6 giugno 2008.
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  22. ^ a b Durante
  23. ^ (ES) Marco Ruiz, «Vi a Del Piero con 18 años y lo contraté en 24 horas», su as.com, 5 novembre 2008.
  24. ^ 4 maggio 1958, la Juve si cuce la stella, su juventus.com, 4 maggio 2011. (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2013).
  25. ^ (FR) Victor Sinet, Palmarès Ballon d'Or: 1961 – Omar Sivori, su francefootball.fr, 12 dicembre 1961.
  26. ^ Ferruccio Cavallero, Juve e Toro, due squadroni, in La Stampa, 23 maggio 1977, p. 11.
  27. ^ a b (EN) Sergio Di Cesare, Hard work pays off for Zoff, su uefa.com, 1º aprile 2008.
  28. ^ a b Filmato audio(ES) Final de la UEFA entre Athletic y Juventus en 1977, Canal+, 11 novembre 2008.
  29. ^ La Juve mette le mani sulla Coppa, su uefa.com, 1º giugno 1993.
  30. ^ L'«illecito associativo» era un termine allora non previsto dall'ordinamento giuridico sportivo italiano, ma che fu giudicato dalla Corte di Giustizia Federale come una violazione dell'articolo 6 dell'allora Codice di Giustizia Sportiva (riguardante ai casi di «illecito sportivo»), cfr. Calciopoli, ecco tutte le motivazioni. «Ma non è stato un colpo di spugna...», su repubblica.it, 4 agosto 2006.
  31. ^ Sconti di 8 punti a Juve e Lazio; di 4 alla Fiorentina. Milan al palo, su gazzetta.it, 27 ottobre 2006.
  32. ^ Marotta e Delneri alla Juventus, su juventus.com, 19 maggio 2010.
  33. ^ Ecco Antonio Conte, nuovo tecnico della Juventus, su tuttosport.com, 31 maggio 2011.
  34. ^ a b Paolo Menicucci, Riepilogo stagione: Italia, su uefa.com, 21 maggio 2012.
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  36. ^ I numeri di un'ennesima impresa, su juventus.com, 22 maggio 2016.
  37. ^ Per delibera della FIF avendo rinunciato a disputare la finale di spareggio contro il Milan Foot-Ball Club.
  38. ^ L'edizione del campionato federale stagione 1914-15 fu sospesa per gli eventi della Grande Guerra.
  39. ^ Torneo successivamente interrotto per decisione della FIGC per mancanza di date disponibili per lo svolgimento degli incontri.
  40. ^ Le prime 9 classificate dei due gironi di Divisione Nazionale 1928-29 andarono a formare la Serie A 1929-30; le squadre dal 10º posto a scendere formarono il campionato di Serie B 1929-30.
  41. ^ A causa di illeciti compiuti da alcuni giocatori della squadra cecoslovacca dello Slavia Praga, avversario della Juventus in semifinale, l'incontro fu annullato ed entrambe le squadre furono escluse dalla competizione. Il comitato organizzatore assegnò la vittoria finale al Bologna.
  42. ^ (EN) Paulo Martins, Copa Rio de Janeiro 1951, su rsssf.com, 3 gennaio 2008.
  43. ^ a b Per quoziente reti.
  44. ^ a b Per differenza reti.
  45. ^ A seguito di spareggio vinto contro il Torino 4-2 dopo i tiri di rigore (0-0).
  46. ^ A seguito di spareggio perso contro l'Udinese 0-0 e 1-1 per la regola dei gol fuori casa.
  47. ^ a b A seguito della sentenza della Commissione di Appello Federale in merito ai fatti oggetto dello scandalo del calcio italiano del 2006, lo scudetto vinto dalla Juventus nel campionato 2004-05 fu revocato e non più assegnato; inoltre, per «illecito associativo», la Juventus fu declassata dal 1º al 20º posto del campionato 2005-06 e retrocessa in Serie B per la stagione 2006-07.
  48. ^ (EN) The Old Lady Climbs to the Top of the World, su fifa.com, 15 dicembre 2006.
  49. ^ (EN) Black and White, su nottscountyfc.co.uk, 21 maggio 2008. (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2012).
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  53. ^ Paolo Belli: biografia e discografia, su rockol.it.
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