Maurizio Crozza

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Maurizio Crozza nel 2007

Maurizio Crozza (Genova, 5 dicembre 1959) è un comico, imitatore e conduttore televisivo italiano.

È stato uno dei volti principali a LA7: tra le sue trasmissioni televisive Crozza Italia, Crozza Alive, Italialand, Crozza nel Paese delle Meraviglie e la copertina di Dimartedì. Dal 1º gennaio 2017 è approdato su NOVE, canale del gruppo Discovery, dove conduce Fratelli di Crozza.[1]

Ha esordito in televisione con il gruppo comico genovese Broncoviz, in Rai, e ha successivamente lavorato per diversi anni anche a Mediaset con il trio comico Gialappa's Band diventando uno dei volti del noto programma comico Mai dire Gol.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Genova in via Sapeto nel quartiere di Borgoratti, primogenito di 4 figli, si diploma nel 1980 alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova sotto la guida di Gian Maria Volonté. Il suo primo approccio è con il teatro classico dove lavora con i registi Egisto Marcucci,[2] William Gaskill e Marco Sciaccaluga. Prosegue la sua carriera con il Teatro dell'Archivolto di Genova dove forma, insieme agli altri attori, il gruppo cabarettista genovese Broncoviz, di cui facevano parte anche gli attori Ugo Dighero, Marcello Cesena, Mauro Pirovano e Carla Signoris.

Inizia in televisione in programmi satirici come Avanzi e Tunnel, nella trasmissione Hollywood Party nel 1995 nei quali partecipa assieme al suo gruppo. Dopo lo scioglimento nel 1996, arriva la vera popolarità sulle reti Mediaset nel programma Mai dire gol della Gialappa's Band: vi partecipa in veste di imitatore per quattro edizioni dal 1996 al 2000.

L'esordio come attore cinematografico è del 1993, con l'interpretazione di Sandro Pertini nel film Ci sarà un giorno (Il giovane Pertini) di Franco Rossi, che racconta la vita del futuro Presidente della Repubblica nel quinquennio 1925-1930. Prodotto dalla RAI, è stato trasmesso solo nel 2010 a causa dell'opposizione della moglie.[3]

Nel 1995 è co-protagonista nel film Peggio di così si muore di Marcello Cesena a cui fa seguito, nel 1999, Tutti gli uomini del deficiente, di Paolo Costella da un soggetto della Gialappa's Band. Dopo le quattro stagioni di successo in Mediaset, nel 2001 è tornato in Rai. Le stagioni dal 2001 al 2004 vedono Crozza come comico e trasformista di punta nelle trasmissioni Quelli che... il calcio e La grande notte del lunedì sera, presentate entrambe da Simona Ventura.

Nel 2002 appare nella sesta e ultima puntata di Stasera pago io... in euro, programma televisivo condotto da Fiorello su Rai 1. Dopo due anni guadagnerà lo stesso ruolo sul palco di Sanremo, nel festival di Tony Renis. Nel 2005 ritorna al teatro con il monologo Ognuno è libero, nel quale dimostra le sue capacità di imitatore e comico. Lo stesso anno Adriano Celentano lo vuole nel suo programma Rockpolitik. Il 25 aprile 2006 esordisce come show man a La7 con Crozza Italia, del quale è anche autore.

Dal 2007 al 2014 ha curato e interpretato stabilmente la copertina del programma Ballarò su Rai 3. Nel giugno 2009 il suo show, che sarebbe dovuto ripartire nell'autunno dello stesso anno, viene rimandato a dicembre e ridotto da 10 a 2 puntate, mentre l'anno dopo il suo show ritorna dal 25 giugno 2010 col titolo Crozza Alive. Il 20 maggio 2011 Crozza riparte su La7, col programma di satira Italialand.

Il 21 ottobre 2011 ha ripreso il suo show con il titolo Italialand - Nuove Attrazioni, in onda per dieci settimane al venerdì sera. Nel 2012 è tornato su La7 con il nuovo programma del venerdì sera Crozza nel Paese delle Meraviglie. Il 12 febbraio 2013 partecipa come ospite alla prima serata del Festival di Sanremo, condotto da Fabio Fazio, venendo contestato da alcuni spettatori.

Il 17 ottobre 2013 Urbano Cairo, proprietario della rete televisiva La7, ha annunciato, in una conferenza stampa a Milano, il rinnovo del contratto del comico per tre anni in esclusiva totale, esclusi gli impegni già in corso di Crozza.[4] Il 18 ottobre 2013 è tornato in tv con la seconda edizione di Crozza nel Paese delle Meraviglie. Il 22 febbraio 2014 è stato nuovamente ospite del Festival di Sanremo condotto sempre da Fabio Fazio. La puntata del 9 maggio 2014 di Crozza nel Paese delle Meraviglie è stata la puntata numero 100 dei suoi programmi su La7 dal 2006. Dal 2014 cura inoltre la copertina del programma televisivo Dimartedì condotto da Giovanni Floris su LA7.

Dal 1º gennaio 2017 cessa il suo contratto con La7 per spostarsi sul Nove. Termina così anche la duratura collaborazione con Floris che persisteva sin dai tempi di Ballarò. A febbraio è tornato al Festival di Sanremo proponendo per cinque sere la sua copertina in collegamento da Milano e nella quinta un'esibizione sul palco dell'Ariston, dove ha imitato uno dei suoi personaggi più famosi, il senatore italiano Antonio Razzi. Il 3 marzo è iniziato il nuovo programma, su Discovery, Fratelli di Crozza.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1992 è sposato con l'attrice Carla Signoris, da cui ha avuto due figli, Giovanni e Pietro. I due sono apparsi nell'edizione 2010 di Crozza Alive in diversi sketch.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2005 Crozza è stato criticato dal quotidiano Avvenire nonché da esponenti del mondo cattolico[5] a causa della sua imitazione del Papa all'interno della sua trasmissione Crozza Italia.

L'8 febbraio 2012 il sito Kataweb[6], insieme ad tanti altri media di informazione, riporta l'argomento più discusso quel giorno su Twitter: l'hashtag #copiaeincrozza. Secondo gli utenti del social network, istigati dal deputato PD Andrea Sarubbi, Crozza avrebbe copiato tre battute del suo monologo di martedì 7 febbraio a Ballarò da Twitter.[7] Crozza replica il giorno stesso alle accuse di plagio con una lettera ironica al Corriere.it in cui scrive, fra l'altro: «Lo confesso: è tutto vero. Sono trent'anni che io lavoro copiando dalla rete. Anche quando la rete non esisteva, io la copiavo. A scuola ho sempre copiato da Twitter. Anche questo comunicato non è mio: l'ho appena trovato su Twitter».[8]

Nei giorni seguenti prendono le difese del comico i giornalisti de la Repubblica Michele Serra ("Una buona parte delle battute comiche è "res nullius", come i pesci del mare. Nascono da un mix inestricabile di tradizione popolare, motti di spirito orecchiati, meccanismi comici riadattati, limati, modificati, rovesciati. Ciò che fa poi la differenza è il loro uso, il contesto nel quale vengono inserite, e soprattutto la maniera di dirle, che è poi il succo dell'arte comica") e Stefano Bartezzaghi ("Le frasi si possono rubare, l'importante è dirle bene")[9], mentre Riccardo Bocca de l'Espresso lo rimprovera ("Gentile Maurizio C., le eventualmente sgraffignate battute non facevano affatto ridere. Molto meglio, a colpi di labor limae, sprecare ore e ore per partorirne altre. Sennò non si capisce perché dovrebbero pagarlo, il suo teatrino satirico").[10] Uno degli autori di Crozza, Federico Taddia, con una mail al quotidiano La Stampa definisce il caso «fastidioso e gonfiato» e spiega che «la stessa realtà può dare battute simili» e che «artisti di questo livello non hanno bisogno di copiare».[11]

Un altro autore di Crozza, Stefano Andreoli, fondatore del blog satirico Spinoza.it, giudica negativamente il modo in cui il fatto è stato presentato: "Anziché porre l'interrogativo 'Crozza ha copiato o non ha copiato?' si è detto 'Posto che Crozza ha copiato, ha fatto bene o ha fatto male?'. Così una calunnia diventa presupposto assodato, specie per giornalisti disattenti o poco inclini ad approfondire la questione (o disonesti, aggiungo). E non fai in tempo a cercare di chiarire che il titolone si è già allargato a macchia d'olio. E mi stupisce che una questione così inconsistente sia arrivata sui giornali e in tv, segno che c'è qualcuno da quelle parti che ha interesse ad alimentarla"[12].

Durante la sua partecipazione al festival di Sanremo 2013 Crozza ha inoltre subito una contestazione dalla platea, mentre esordiva con la sua imitazione di Silvio Berlusconi. Il conduttore Fabio Fazio è poi intervenuto per permettergli di riprendere la sua esibizione, che comprendeva anche le imitazioni di Pier Luigi Bersani, Antonio Ingroia e Luca Cordero di Montezemolo[13][14][15], quest'ultima rimasta però incompiuta.[16]

Il quotidiano Libero ha poi polemizzato sulla reazione di Crozza alla contestazione di cui fu bersaglio[14]. Il critico Aldo Grasso ha commentato: "Crozza è un attore, non un improvvisatore".[17] Sempre su Libero Filippo Facci si disse d'accordo con Grasso ma criticò l'incapacità del comico a fronteggiare la situazione con la presenza di spirito che a suo parere ci si dovrebbe aspettare da un monologhista satirico del suo calibro[15]. Sempre in occasione di Sanremo 2013, fu contestato a Crozza l'autoplagio di monologhi e battute già usati in precedenti programmi televisivi, a fronte dell'ingente cachet[18] (circa 400.000 euro[19]).

Nell'estate 2013, alla scadenza del suo contratto con LA7, si parla di un possibile approdo di Crozza su Rai Uno con un nuovo one-man show[20]. Tuttavia le polemiche derivate dall'alto compenso richiesto dal comico, circa 5 milioni di euro per tre anni, fanno sfumare la trattativa con la RAI[21].

Il crozzismo[modifica | modifica wikitesto]

Maurizio Crozza nel 2007

Il giornalista Jacopo Iacoboni de La Stampa ha coniato il neologismo "crozzismo" per descrivere il fenomeno di quei politici che imitati da Crozza, reagiscono alla satira facendo proprie le caricature e le battute che essa propone, fino a darne un peso eccessivo, quasi in grado di condizionare o meno l'elettorato[22]. Vengono citati come casi emblematici la citazione di Pier Luigi Bersani delle battute della sua imitazione di Crozza durante la campagna elettorale delle amministrative 2011, le polemiche di Berlusconi che lo accusò di essere uno dei responsabili della sua sconfitta ai referendum, la lettera di Di Pietro dopo un monologo del comico nel novembre 2012.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Maurizio Crozza fa 126 personaggi che sono imitazioni di persone vere come Antonio Razzi o inventate come Napalm 51 che fa nei suoi show televisivi o negli spettacoli live in tournée:

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Con i Broncoviz[modifica | modifica wikitesto]

copertine[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maurizio Crozza lascia La7 e passa a Discovery, su Spettacoli - La Repubblica, 14 giugno 2016. URL consultato il 15 giugno 2016.
  2. ^ Spettacolo "La Donna Serpente", teatrostabilegenova.it, archivio.
  3. ^ [1], [2], [3], [4], [5], [6]
  4. ^ Maurizio Crozza resta a La7 per altri tre anni, in ANSA, 17 ottobre 2013. URL consultato il 17 ottobre 2013.
  5. ^ Satira su Benedetto XVI, Repubblica.it, 14 novembre 2005.
  6. ^ redazione, copiaeincrozza-su-twitter-ma-chi-copia-chi/, in kataweb.it, 8 febbraio 2012. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  7. ^ Alessandro Gnocchi, Che tristezza il comico Crozza beccato a copiare battute, in ilgiornale.it, 9 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  8. ^ Redazione, Crozza:"È vero, ho sempre copiato da Internet", in corriere.it, 8 febbraio 2012. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  9. ^ Stefano Bartezzaghi, La fabbrica delle battute /2 Le frasi si possono rubare l'importante è dirle bene, in la Repubblica, 10 febbraio 2012. URL consultato il 17 ottobre 2013.
  10. ^ Riccardo Bocca, Fratelli di Twitter, giù le mani da Crozza, in l'Espresso.it, 9 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  11. ^ redazione, Federico Taddia: "Crozza non sa cos'è Twitter". Leggerezza autorale?, in TvBlog.it, 9 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  12. ^ Stefano Andreoli, Una cosa su Maurizio Crozza, in Spinoza.it, 11 febbraio 2012. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  13. ^ Sanremo, Crozza divide l'Ariston: la contestazione, poi il trionfo, repubblica.it, 13 febbraio 2013. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  14. ^ a b redazione, Crozza contestato crolla, in LiberoQuotidiano.it, 13 febbraio 2013. URL consultato il 24 settembre 2014.
  15. ^ a b redazione, A Sanremo più che Crozza è stato Crozzarella, in LiberoQuotidiano.it, 13 febbraio 2013. URL consultato il 24 settembre 2014.
  16. ^ Filmato audio Crozza: A Sanremo dopo Montezemolo il monologo continuava ma ho smesso prima, la Repubblica, 23 febbraio 2013. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  17. ^ Aldo Grasso, Crozza, perché questi errori?, in Corriere.it, 17 febbraio 2013. URL consultato il 30 settembre 2014.
  18. ^ redazione, Crozza-Littizzetto, battute riciclate sul palco dell'Ariston, in LiberoQuotidiano.it, 16 febbraio 2013. URL consultato il 24 settembre 2014.
  19. ^ I compensi ufficiali di Sanremo 2013 era uno scherzo de I Corrieri
  20. ^ Crozza non va a Rai 1, polemiche su compenso - Culture - l'Unità - notizie online lavoro, recensioni, cinema, musica
  21. ^ Crozza resta a La7, Rai battuta di L. Ma. - Italia - l'Unità - notizie online lavoro, recensioni, cinema, musica
  22. ^ Jacopo Iacoboni, Tonino e la politica in ginocchio davanti al fattore-Crozza, in La Stampa, 4 novembre 2012. URL consultato il 17 ottobre 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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