Maurizio Crozza

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Maurizio Crozza nel 2007.

Maurizio Crozza (Genova, 5 dicembre 1959) è un comico e conduttore televisivo italiano.

È uno dei volti principali di Rai 3 e di LA7: tra le sue trasmissioni televisive ci sono Ballarò (RAI 3), Crozza Italia, Crozza Alive, Italialand e Crozza nel Paese delle Meraviglie (LA7). Ha esordito in televisione con il gruppo comico genovese Broncoviz, in Rai, e ha successivamente lavorato per diversi anni anche a Mediaset con il trio comico Gialappa's Band diventando uno dei volti del noto programma comico Mai dire Gol.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Genova il 5 dicembre 1959. Si diploma nel 1980 alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova sotto la guida di Gian Maria Volontè. Il suo primo approccio è con il teatro classico dove lavora con i registi Egisto Marcucci[1], William Gaskill e Marco Sciaccaluga. Prosegue la sua carriera con il Teatro dell'Archivolto di Genova dove forma, insieme agli altri attori, il gruppo cabarettista genovese Broncoviz, di cui facevano parte anche gli attori Ugo Dighero, Marcello Cesena, Mauro Pirovano e Carla Signoris. Inizia in televisione in programmi satirici come Avanzi e Tunnel, nella trasmissione Hollywood Party nel 1995 nei quali partecipa assieme al suo gruppo. Dopo lo scioglimento nel 1996, arriva la vera popolarità sulle reti Mediaset nel programma Mai dire gol della Gialappa's Band. Partecipa al programma in veste di imitatore per quattro edizioni dal 1996 al 2000. Nel 1995 avviene l'esordio come attore cinematografico, come co-protagonista, nel film Peggio di così si muore di Marcello Cesena a cui fa seguito, nel 1999, Tutti gli uomini del deficiente, di Paolo Costella da un soggetto della Gialappa's Band.

Dopo le quattro stagioni di successo in Mediaset, nel 2001 e`tornato in Rai. Le stagioni 2001/2002, 2002/2003, 2003/2004 vedono Crozza come comico e trasformista di punta nelle trasmissioni Quelli che... il calcio e La grande notte del lunedì sera, presentate entrambe da Simona Ventura. Nel 2002 appare nella sesta e ultima puntata di Stasera pago io... in euro, programma televisivo condotto da Fiorello su Rai 1. Dopo due anni guadagnerà lo stesso ruolo sul palco di Sanremo, nel festival di Tony Renis.

Nel 2005 ritorna al teatro con il monologo Ognuno è libero, nel quale dimostra le sue capacità di imitatore e comico. Lo stesso anno Adriano Celentano lo vuole nel suo programma Rockpolitik. Il 25 aprile 2006, esordisce come show man a LA7 con Crozza Italia, del quale è anche autore. Nel novembre dello stesso anno viene criticato dal quotidiano L' Avvenire nonché da esponenti del mondo cattolico[2], a causa della sua imitazione del Papa all'interno della trasmissione.

Dal 2007 cura e interpreta stabilmente la copertina del programma Ballarò su Rai 3. Nel giugno 2009 il suo show, che sarebbe dovuto ripartire nell'autunno dello stesso anno, viene rimandato a dicembre dello stesso anno e ridotto da 9 a 2 puntate, mentre l'anno dopo il suo show ritorna dal 25 giugno 2010 col titolo Crozza Alive. Il 20 maggio 2011 Crozza riparte su LA7, col programma di satira Italialand. Da venerdì 21 ottobre 2011 riprende il suo show con il titolo Italialand - Nuove Attrazioni, in onda per dieci settimane al venerdì sera. Nel 2012 è tornato su La7 con il nuovo programma del venerdì sera Crozza nel Paese delle Meraviglie.

Il 12 febbraio 2013 ha partecipato come ospite alla prima serata del Festival di Sanremo, condotto da Fabio Fazio. Nell'occasione ha esordito imitando Silvio Berlusconi, suscitando le reazioni di 5 persone della platea che lo hanno contestato. Nonostante la protesta iniziale, la sua esibizione, che ha compreso anche le imitazioni di Pier Luigi Bersani, Antonio Ingroia e Luca Cordero di Montezemolo, ha ricevuto numerosissimi applausi,[3] anche se lasciata incompiuta.[4]

Il 17 ottobre 2013 Urbano Cairo, proprietario della rete televisiva LA7, ha annunciato, in una conferenza stampa a Milano, il rinnovo del contratto del comico per tre anni in esclusiva totale, esclusi gli impegni già in corso di Crozza[5].

Il 18 ottobre 2013 è tornato in tv con la seconda edizione di Crozza nel Paese delle Meraviglie.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Dal 1992 è sposato con l'attrice Carla Signoris, da cui ha avuto due figli, Giovanni e Pietro, che hanno debuttato nell'edizione 2010 di Crozza Alive e che apparvero anche in seguito, come per esempio l'11/11/2011, in una puntata di Italialand. Lì interpretarono i due consiglieri comunali del sindaco Matteo Renzi (Crozza). Pietro ispirò anche due parodie di Crozza: nella prima quest'ultimo interpretava Adele che cantava "Come fai a calcolar l'Imu?" (parodia di "Someone like you"); nella seconda Crozza imitava Antonio Conte che cantava sulle note di una canzone di Amy Winehouse.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

L'8 febbraio 2012 il sito Kataweb[6] insieme con tanti altri media di informazione dà notizia dell'argomento più discusso quel giorno su Twitter: l'hashtag #copiaeincrozza. Secondo gli utenti del social network, istigati dal deputato PD Andrea Sarubbi, Crozza ha copiato tre battute del suo monologo di martedì 7 febbraio a Ballarò da Twitter.[7] Crozza replica il giorno stesso alle accuse di plagio con una lettera ironica al Corriere.it in cui scrive, fra l'altro: «Lo confesso: è tutto vero. Sono trent'anni che io lavoro copiando dalla rete. Anche quando la rete non esisteva, io la copiavo. A scuola ho sempre copiato da Twitter. Anche questo comunicato non è mio: l'ho appena trovato su Twitter».[8] Nei giorni seguenti Michele Serra, Stefano Bartezzaghi[9] e Riccardo Bocca[10] hanno preso le difese del comico. Uno degli autori di Crozza e di Fiorello, Federico Taddia, intervenendo sul caso con una mail al quotidiano La Stampa, ha definito il caso «fastidioso e gonfiato» e ha spiegato che «la stessa realtà può dare battute simili» e che «artisti di questo livello non hanno bisogno di copiare».[11]

Il crozzismo[modifica | modifica sorgente]

Maurizio Crozza nel 2007.

Il giornalista Jacopo Iacoboni de La Stampa ha coniato il neologismo "crozzismo" per descrivere il fenomeno di quei politici che imitati da Crozza, reagiscono alla satira facendo proprie le caricature e le battute che essa propone, finendo a darne un peso eccessivo, quasi in grado di condizionare o meno l'elettorato[12]. Vengono citati come casi emblematici la citazione di Pier Luigi Bersani delle battute della sua imitazione di Crozza durante la campagna elettorale delle amministrative 2011, le polemiche di Berlusconi che lo accusò di essere uno dei responsabili della sua sconfitta ai referendum, la lettera di Di Pietro dopo un monologo del comico nel novembre 2012.

Imitazioni[modifica | modifica sorgente]

Tra i personaggi famosi imitati nel corso della sua carriera si ricordano:

  • Angela Merkel: Imitata in Italialand, è una donna burbera, spietata e crudele ma innamorata di Mario Monti al quale canta canzoni di Mina per corteggiarlo, con scarsi risultati però.
  • Antonio Conte: l'allenatore bianconero è rappresentato come un tipo lamentoso e recriminante contro tutti, arbitri e società (è una vergogna!, ho paura!) e parla con una voce bassa e un dialetto salentino molto spiccato.
  • Antonino Zichichi: Lo scienziato cerca di spiegare la scienza perdendosi però in frasi e dichiarazioni incomprensibili, dimostrando di non aver capito nulla.
  • Beppe Grillo: protagonista di una saga fantasy, Game of Streaming, nella quale si chiama Lord Blog. Grillo è circondato da giovani del suo movimento, che lo venerano e approvano tutto ciò che dice. Quando qualcuno, più coraggioso, prova a esprimere una propria opinione, sempre inizialmente incoraggiato dal leader 5 Stelle (Sono dei ragazzi meravigliosi...), viene sempre bruscamente interrotto e catturato con una una rete, mentre gli altri giovanotti approvano con calore la punizione del dissidente di turno. Spesso, all'arrivo di un giornalista, puntualmente insultato, Grillo rivolge delle domande al Mago Casaleggio che appare magicamente e risponde sempre con scarsa pertinenza. A volte, Grillo deve fronteggiare Roberto Maroni e Umberto Bossi descritti come due inetti, umiliati da Grillo e scacciati in malo modo.
  • Pier Luigi Bersani: una delle sue imitazioni più apprezzate: l'ex segretario del PD è un uomo che usa continuamente metafore improbabili ("siam mica qui a smacchiare i giaguari?" oppure "siam mica qui a far pagar l'IMU alle chiocciole") e iperboli. Parla con marcato accento emiliano e nei suoi discorsi si arrampica sugli specchi per difendere gli errori, le sconfitte e le contraddizioni del suo partito. Tenta di riportare ordine e disciplina fra le correnti del PD e di farsi ascoltare dai suoi uomini, senza però prendere mai una posizione chiara e senza mai assumersi le sue responsabilità. Nelle prime imitazioni era accompagnato da un coro greco che lo rimproverava aspramente.
  • Silvio Berlusconi: furbo e disonesto, caratterizzato da una risatina soddisfatta, Berlusconi elargisce soldi al pubblico e appare come un dio invincibile e di cui non ci si può sbarazzare mai.
  • Giorgio Napolitano: il presidente della Repubblica è un uomo stanco, ricorre spesso a frasi pompose e a solenne retorica. In vestaglia, seduto alla scrivania, legge le notizie dei giornali, si confronta con la realtà del Paese così lontana dai suoi ideali e si lascia prendere dallo sgomento. Vuole evadere dal suo ruolo istituzionale, ribellarsi, dire realmente quello che pensa dei politici d'oggi. Ma due corazzieri che lo tallonano costantemente glielo impediscono, costringendo letteralmente ad ingoiare rospi e ad "abbassare i toni". È un omaggio a Totò.[13]
  • Ennio Doris: il loquace presidente di Banca Mediolanum è impegnato a realizzare gli spot della sua banca senza però mai riuscirci.
  • Roberto Giacobbo: conduce il programma "Kazzenger", parodia della trasmissione televisiva di Rai 2 Voyager. Imitazione di chiusura a Italialand, comparso anche in Crozza nel Paese delle Meraviglie, Crozza-Giacobbo si muove freneticamente sul palco, gesticolando con le mani aperte e con parlando con tono di voce stentoreo e artefatto al fine di enfatizzare il senso di mistero che circonfonde le domande a cui il programma vuol dare risposte, in genere iperboli paradossali tratte da spiacevoli episodi della vita quotidiana (Un italiano su cinque non si lava. Perché quell'italiano lo troviamo sempre accanto a noi sull'autobus?) o basate su luoghi comuni (L'uomo di Neanderthal aveva la facoltà di parlare? O doveva aspettare che finisse prima la donna di Neanderthal?). A concludere è sempre il mistero più grande di tutti: ma come cazzo è possibile che io sia vicedirettore di Rai Due?. Crozza-Giacobbo è un personaggio che sembra puntare soprattutto sull'audience, colpire il telespettatore conducendo però le sue inchieste con superficialità, senza approfondire mai le fonti o le prove.
  • Matteo Renzi: il sindaco di Firenze è affannato nel esagerato sforzo mostrarsi di mostrarsi in apparenza il più giovane fra tutti i politici. È un personaggio artefatto, impegnato soprattutto a costruire la sua immagine televisiva, la sua esteriorità, piuttosto che un programma politico concreto. Parla parafrasando slogan pubblicitari degli anni ottanta (Toglietemi tutto ma non il mio Renzi). Il suo assessore è un orsacchiotto. Nell'edizione 2013-2014 di «Crozza nel Paese delle Meraviglie», l'imitazione viene perfezionata. Renzi viene paragonato al mago David Copperfield, è un illusionista, un mago che con i suoi discorsi devia sempre l'attenzione da temi concreti (ad esempio la tassa o la mafia) su temi vaghi e astratti.
  • Mario Monti: esordisce a Ballarò e poi riportato a Italialand; Monti in realtà è un robot che si autodistruggerà nel 2013. Forse. Il suo essere automa lo rende freddo all'umanità che lo circonda: sia quando essi sono i contribuenti italiani colpiti dall'IMU, sia la Merkel che lo corteggia innamorata, sia nell'affrontare le bagarre parlamentari e gli attacchi dell'opposizione leghista. Il personaggio è stato ripreso in “Crozza nel Paese delle Meraviglie”, impiegato nei tentativi di mostrarsi umano in vista delle elezioni politiche del 2013.
  • Roberto Formigoni: imitato a Ballarò, Italialand e Crozza nel Paese delle Meraviglie, è un personaggio arrogante, egocentrico, che indossa giacche dai colori accesi di pessimo gusto. Attorniato senza tregua da un codazzo di giornalisti che gli chiedono degli scandali alla Regione Lombardia, non risponde mai alle domande. In genere reagisce con insulti, giri di parole, arrampicandosi sugli specchi. Rivendica con orgoglio il suo essere "eccellenza" anche se è ormai travolto dagli scandali della sua giunta, mentre frequenti sono i suoi paragoni con Gesù, innalzando sé stesse al ruolo di entità divina in grado - a propria volontà - di far sparire il Molise con un pulsante. È ispirato al dottor Tersilli, personaggio di Alberto Sordi ne Il medico della mutua e la Marcia di Esculapio, la cui colonna sonora introduce tutti gli sketch con Formigoni.[14]
  • Luca Cordero di Montezemolo: leader del partito "Italia dei carini", risponde con parole vuote e astratte a un giornalista che gli chiede del suo programma politico (la frase più usata è "ci vuole spirito"!). Ogni volta che tenta di discutere di problemi reali con gli altri esponenti del partito viene in genere distratto da una certa Giulia Sofia, personaggio omonimo a quello interpretato da Franca Valeri nel film Totò a colori, che lo trascina in avventure costose e lussuose.
  • Gianroberto Casaleggio: esordisce a Ballarò, in una puntata in cui si era commentato il boom del Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative del 2011, e viene poi ripreso come sketch di chiusura del programma "Crozza nel Paese delle Meraviglie". Ispirandosi al documentario "Gaia", realmente realizzato da Casaleggio, il guru del Movimento 5 Stelle è un veggente reggae che fa previsioni improbabili sul futuro prossimo (es. nel 2050 le lavatrici restituiranno tutti i calzini). Esprime inoltre la speranza di un mondo migliore grazie alla Rete, ma viene sempre smentito da un coro intonato sulla linea musicale di No Woman, No Cry che gli ricorda: «No, non ce la fai, in Italia non c'è il wi-fi».
  • Walter Veltroni: imitato negli anni in cui era segretario del PD, nei programmi Ballarò e Crozza Italia, è un uomo rassegnato e deluso alle continue sconfitte del suo partito, che tenta di accontentare tutti, anche categorie opposte, senza avere più un ideale preciso. Il personaggio parla allungando le vocali, abusando di espressioni come "non si pensi", "serenamente, pacatamente" o il celebre "ma anche" prima di affermare una cosa totalmente antitetica con quanto appena detto. Si accende solo quando deve esprimere il suo rancore verso gli alleati o gli altri politici del partito, in particolare Arturo Parisi, Antonio Di Pietro e Massimo D'Alema, ai quali dà la colpa dei suoi insuccessi.
  • Sergio Marchionne: arrogante e vanitoso, parla dei suoi piani, che prevedono sempre tagli e licenziamenti, presentandoli come progetti per il futuro, che mette in atto senza volere acquisire meriti o ringraziamenti (non voglio che mi dica grazie per questo). È ossessionato dalla Fiom alla quale attribuisce scherzi di ogni tipo contro di lui.
  • Flavio Briatore: personaggio superficiale, vive nel lusso sfrenato, nel mondo dei vip e della bella vita. Dal suo resort di Malindi dà consigli di vita, presentandosi come una sorta di guru spirituale. Lontano dalle difficoltà economiche, i suoi consigli e i suoi metodi per risolvere i problemi degli italiani o dei Masai risultano sempre strampalati, con il solo scopo di puntare sull'apparenza e sul farsi vedere.
  • Roberto Maroni: interpretato in coppia con Umberto Bossi, con una mimica e uno stile da Muppet Show, tenta di mostrare il volto della nuova Lega Nord, moderna e giovanile (usando frasi con improbabili neologismi in stile itanglese, come startappizziamo la Lombardia o demafizziamo l'Expo) ma viene continuamente interrotto da Umberto Bossi, che non riesce a capire il nuovo corso della Lega e non accetta di farsi da parte. L'imitazione comincia spesso dopo un filmato in cui il vero Maroni pronuncia frasi strane.
  • Antonio Ingroia: il candidato di Rivoluzione Civile è un uomo svogliato e annoiato, si stufa di rispondere alle domande dei giornalisti sul programma e sui candidati. Più che dedicarsi alla politica, preferirebbe tornare in magistratura.
  • Antonio Razzi: il senatore del PdL viene introdotto da dalla musica e dalle danze folcloristiche di un coro dell'Abruzzo (sua regione d'origine) che ne esalta le gesta. Razzi parla con una sintassi sconclusionata e non conosce mai gli argomenti su cui viene interpellato. Cerca di cavarsela con giri di parole, ma quando fallisce cerca di mettersi d'accordo con il giornalista al quale spiega la sua filosofia di vita: opportunista ed egoista (ben espressa, in dialetto abruzzese, dal tormentone "fatti li cazzi tuoi").
  • Renato Brunetta è saccente e petulante. Ripete ossessivamente la stessa frase, è arrogante, spesso insulta il suo interlocutore e nega la realtà oppure la deforma con metafore ingigantite.

Altre imitazioni[modifica | modifica sorgente]

Altri personaggi imitati sono: Serse Cosmi, Arrigo Sacchi, José Altafini, Fatih Terim, Francesco Schettino (capitano della Costa Concordia affondata nel 2012), Franco Scoglio, Luciano Pavarotti, Carmelo Bene, don Vito Corleone, Nino D'Angelo, Mahmud Ahmadinejad, papa Benedetto XVI, George W. Bush, Marco Pannella, Alan Friedman, Gigi Marzullo, Francesco Guccini, Carlo Taormina (nei panni del Mago di Taormina), Candido Cannavò, Emanuele Filiberto di Savoia, Massimiliano Fuksas (nei panni dell'architetto Massimiliano Fuffas), Arturo Parisi, Rocco Buttiglione, Antonio Di Pietro, Milena Gabanelli, José Mourinho, Umberto Bossi (nei panni di re Umberto e Forrest Bossi), Niccolò Ghedini (nei panni di Ghedinello), Gianni Letta, Gianfranco Rotondi, Vasco Rossi e Lucio Battisti (con una cover di Pensieri e parole a Italialand), Angelino Alfano, Elvis Presley, Francois Hollande, Giulio Tremonti, Nichi Vendola, i giudici di MasterChef Italia (che nello sketch diventa Bastardchef), papa Francesco, Antonio Banderas, Urbano Cairo, Elton John e Cécile Kyenge (in un terzetto comico con le sue stesse interpretazioni di Bossi e Maroni), Luciano Onder, Anna Maria Cancellieri,

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Spettacolo "La Donna Serpente", teatrostabilegenova.it, archivio.
  2. ^ Satira su Benedetto XVI, Repubblica.it, 14 novembre 2005.
  3. ^ Sanremo, Crozza divide l'Ariston: la contestazione, poi il trionfo, repubblica.it, 13 febbraio 2013. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  4. ^  Crozza: A Sanremo dopo Montezemolo il monologo continuava ma ho smesso prima. la Repubblica, 23 febbraio 2013. URL consultato in data 23 febbraio 2013.
  5. ^ Maurizio Crozza resta a La7 per altri tre anni in ANSA, 17 ottobre 2013. URL consultato il 17 ottobre 2013.
  6. ^ redazione, copiaeincrozza-su-twitter-ma-chi-copia-chi/ in kataweb.it, 8 febbraio 2012. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  7. ^ Alessandro Gnocchi, Che tristezza il comico Crozza beccato a copiare battute in ilgiornale.it, 9 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  8. ^ Redazione, Crozza:"È vero, ho sempre copiato da Internet" in corriere.it, 8 febbraio 2012. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  9. ^ Stefano Bartezzaghi, La fabbrica delle battute /2 Le frasi si possono rubare l' importante e' dirle bene in la Repubblica, 10 febbraio 2012. URL consultato il 17 ottobre 2013.
  10. ^ Riccardo Bocca, Fratelli di Twitter, giù le mani da Crozza in l'Espresso.it, 9 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  11. ^ redazione, Federico Taddia: "Crozza non sa cos'è Twitter". Leggerezza autorale? in TvBlog.it, 9 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  12. ^ Jacopo Iacoboni, Tonino e la politica in ginocchio davanti al fattore-Crozza in La Stampa, 4 novembre 2012. URL consultato il 17 ottobre 2013.
  13. ^ Francesco Specchia, Il teatro satirico di Crozza in TGcom, 25 maggio 2011. URL consultato il 17 ottobre 2013.
  14. ^ come ha spiegato lui stesso in una puntata di Italialand

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]