Orietta Berti

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Orietta Berti
Orietta Berti in SWING, Un omaggio alla mia maniera (2008)
Orietta Berti in SWING, Un omaggio alla mia maniera (2008)
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Periodo di attività 1962 – in attività
Etichetta Karim, Polydor, Cinevox, CGD
Album pubblicati 53
Studio 53
Live 0
Raccolte 0
Sito web

Orietta Berti, nome d'arte di Orietta Galimberti, (Cavriago, 1º giugno 1945), è una cantante italiana[1][2][3].

Artista particolarmente amata dal grande pubblico, per più generazioni, soprannominata da Silvio Gigli la "capinera dell'Emilia" e, successivamente, l'"usignolo di Cavriago", nel corso della sua carriera ha venduto oltre 15 milioni di dischi, ottenendo quattro dischi d'oro, un disco di platino e due d'argento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Orietta Berti mentre canta le canzoni di suor Sorriso

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Orietta comincia a cantare giovanissima, spronata dal padre, grande appassionato di musica lirica. Studia musica e canto lirico.

Nel 1961 partecipa alla sua prima manifestazione canora ufficiale, il concorso Voci Nuove Disco d'Oro a Reggio Emilia, con la canzone Il cielo in una stanza di Gino Paoli, qualificandosi per la finale che si tiene il 15 aprile al Tarantola Club: arriva sesta dietro tra gli altri a Paola Neri (prima) e Iva Zanicchi (seconda), mentre dietro di lei si posiziona Gianni Morandi (nono)[4].

In questo concorso al teatro Municipale di Reggio Emilia, conosce Giorgio Calabrese, all'epoca direttore artistico della Karim, che le propone un contratto discografico: inizia quindi l'attività discografica nel 1962, incidendo i suoi primi 45 giri che passano inosservati.

Firma poi nel 1964 un contratto per la Polydor, incidendo Perdendoti (cover del brano Losing you di Brenda Lee) e le canzoni di Suor Sorriso, tra le quali si fa notare Dominique, che ottiene anche alcuni passaggi televisivi.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Orietta Berti nel 1964

La cantante s'impone all'attenzione del pubblico e il successo arriva l'anno dopo con Tu sei quello che vince Un disco per l'estate 1965 e la Mostra Internazionale di Musica Leggera; a fine anno vince il Festival delle Rose 1965 con la canzone Voglio dirti grazie. Nel 1966 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con Io ti darò di più, scritta da Alberto Testa e Memo Remigi.

Nello stesso anno vince il Festival di Lugano con Ritorna il sole, e viene pubblicato il suo secondo album.

Orietta Berti e Umberto Bindi in sala d'incisione nel 1965

Torna a Sanremo nel 1967 con Io, tu e le rose, canzone che, pur se ricordata spesso per essere stata citata da Luigi Tenco nel suo biglietto d'addio, è un altro dei suoi grandi successi.

Registra il suo terzo album a Parigi, con l'orchestra di Sauro Sili, e partecipa al Festival delle Rose 1967 con Io potrei, scritta da Federico Monti Arduini.

Con Non illuderti mai si classifica al secondo posto a Un disco per l'estate 1968; in autunno pubblica il suo quarto album e partecipa a Canzonissima con Se m'innamoro di un ragazzo come te, scritta da Toto Savio.

Nel 1969 il maggior successo è L'altalena, anche questa presentata a Un disco per l'estate.

Gli anni '70[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo decennio si apre con una serie di successi: Fin che la barca va del 1970, forse la sua canzone più conosciuta (classificatasi al terzo posto a Un disco per l'estate 1970), Tipitipitì dello stesso anno, Una bambola blu (presentata a Canzonissima) e Via dei Ciclamini del 1971 (canzone apparentemente spensierata ma che in realtà, nel testo, affronta il tema della prostituzione), che entrano nei primi posti della hit-parade.

Nel 1970 la Rai le riserva uno speciale in quattro puntate incentrato sulla sua carriera e sulla sua vita, intitolato La cugina Orietta; un altro successo del 1971 è L'ora giusta, canzone presentata a Sanremo da Edda Ollari e Lorenza Visconti; il disco della Berti supera di gran lunga le vendite delle due interpreti originali.

Orietta Berti posa con un disco d'oro

Nel 1972 incide La vedova bianca, una delle sue canzoni più intense, che su una musica acustica affronta il tema dell'emigrazione e della solitudine a cui erano condannate le donne rimaste in patria; dello stesso anno è Per scommessa, canzone il cui testo, in epoca di femminismo, affronta il tema della donna oggetto.

Negli anni 1972, '73 e '74 ha inciso tre album di successo dedicati al repertorio folk: Più italiane di me, Cantatele con me e Così come le canto.

Nel 1976 incide invece un album molto interessante, costituito da musiche popolari della tradizione gitana e zingara, rielaborate da Mario Battaini e Vanni Moretto, con testi scritti da Luciano Beretta che descrivono la vita nomade: si tratta di Zingari, in cui vi è anche la canzone Omar, dedicata al suo primogenito, presentata al Festival di Sanremo 1976.

Di quest'album è anche da ricordare la struggente Madre di un angelo, canzone che racconta il dramma di una mamma che ha perso il proprio figlio.

Nella sua carriera, anche un salto nel cinema, accanto a mostri sacri del calibro di Ugo Tognazzi (I nuovi mostri – episodio L'Uccellino della Val Padana – regia di Ettore Scola, nel 1977) e di Paolo Villaggio (Quando c'era lui... caro lei! nel 1978).

Tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 incide una serie di canzoni per i bambini, tra le quali Ecco arrivare i Barbapapà e La Balena (sigla di Domenica In).

La svolta degli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Sempre dedicata ai bambini è la canzone La barca non va più, presentata da Orietta al Festival di Sanremo 1981, praticamente la cantante l'ha definita l'opposto di Fin che la barca va, che ottenne un certo riscontro di vendite.

Partecipa al Festival di Sanremo 1982 con la canzone America in, ma con scarso esito.

Nel 1983 Orietta incide la sigla di Domenica In, intitolata Tagliatelle. Da qui fino alla fine degli anni 80, Orietta inciderà solo dischi con canzoni esclusivamente d'amore e chiude il periodo delle canzoni nazionalpopolari.

Nel 1984 la sua carriera artistica ha una svolta con l'album Le mie nuove canzoni, con il quale inizia a prodursi da sola. Da quel momento, comincia la collaborazione con Umberto Balsamo e Cristiano Malgioglio, che firmeranno per lei numerose canzoni d'amore. Con Umberto Balsamo nasceranno due 33 giri: nel 1986 Futuro e nel 1989 Io come donna.

Nel 1984 partecipa al programma su canale 5 Premiatissima con sei canzoni: Pensami di Julio Iglesias, La notte è fatta per amare di Neil Sedaka, Come prima di Tony Dallara, Io che amo solo te di Sergio Endrigo, Se stasera sono qui di Luigi Tenco e Nessuno al mondo di Caterina Valente e si classifica al terzo posto con Io che amo solo te.

Nel 1986 ottiene un buon successo di pubblico e di critica al Festival di Sanremo col brano Futuro, scritto da Balsamo.

Nel 1986 partecipa a Premiatissima con la canzone Senza Te e si classifica al quarto posto.

Nell'89 Orietta presentò alle selezioni del Festival di Sanremo una canzone scritta da Mino Reitano e da Umberto Balsamo dal titolo Tarantelle, scartata perché il testo era stato giudicato troppo accusatorio al riguardo della corruzione politica.

Nel 1989 partecipa alla trasmissione C'era una volta il festival con la canzone Io tu e le rose e si classifica al quinto posto. Nello stesso anno partecipa a Una rotonda sul mare con Tu sei quello e Non illuderti mai ma non accede alla finale.

Gli anni '90 e 2000: le partecipazioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 partecipa di nuovo a C'era una volta il festival con Io ti daro' di più e si classifica sesta nella classifica generale ma arriva prima tra tutte le cantanti in gara. Nello stesso anno partecipa di nuovo a Una rotonda sul mare con le canzoni: Fin che la barca va e Quando l'amore diventa poesia ma non accede alla finale.

Al Festival tornerà nel 1992 con la canzone Rumba di Tango, presentata in coppia col comico/autore Giorgio Faletti. Nello stesso anno, sempre insieme a Faletti, è ospite fissa di Acqua calda, su Rai Due.

Nel 1993 passa a Italia 1, dove conduce con le ragazze di Non è la RAI la trasmissione pre-serale intitolata Rock 'n' Roll.

Nel 1995 Orietta Berti festeggia trent'anni di carriera con la presenza fissa in qualità di ospite alla produzione della trasmissione televisiva Domenica in (1995/96).

Nel 1997 è tra i protagonisti di Anima mia con Fabio Fazio e Claudio Baglioni: proprio ad Anima mia duetta con Baglioni interpretando la canzone di Umberto Bindi Il nostro concerto.

Sempre nel 1997 inizia la collaborazione con Quelli che il calcio (prima su Rai Tre poi su Rai Due) che proseguirà sino alla stagione 2001; qui Orietta è nelle vesti di un'inviata molto speciale, non solo sui campi di calcio, ma anche in giro per il globo terrestre.

Nel '97 è insieme a Fabio Fazio la conduttrice di Sanremo Giovani 1997, in prima serata su Rai Uno, dove terrà a battesimo tante nuove leve della musica leggera italiana. Per la stessa rete due anni dopo è invece la padrona di casa, insieme a Teo Teocoli e Fabio Fazio, di Sanremo Notte, "dopofestival" del 49º Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

Nel 2000 vengono pubblicati due album che racchiudono alcuni dei successi più famosi di Orietta con il titolo Il meglio di... Orietta Berti.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Tra le tournée in tutto il mondo (Stati Uniti – Australia – Canada – ecc.) e le tournée in Italia, viene richiesta da Maurizio Costanzo per partecipare in qualità di ospite fissa all'edizione 2001-2002 della trasmissione televisiva Buona Domenica su Canale 5. La collaborazione con Maurizio Costanzo, all'interno del cast fisso di Buona Domenica, prosegue di anno in anno fino alla stagione televisiva 2005/2006; qui Orietta in qualità di ospite-cantante interpreta brani di successo sia italiani che stranieri. È proprio da questa esperienza televisiva che Orietta trae ispirazione per far uscire un nuovo CD, nel 2003, dal titolo Emozione d'autore (masterizzato alla Capitol Records a Hollywood).

Dall'esperienza dei 5 anni a Buona Domenica nasce anche, nel 2006, Exitos latinos disco in lingua spagnola formato da quattordici grandi successi sudamericani che Orietta produce con la complicità della orchestra diretta dal maestro Demo Morselli. Il disco, oltre a celebrare i 40 anni di carriera di Orietta, si ispira alle calde e suadenti atmosfere che avevano caratterizzato le produzioni discografiche del passato. Nel settembre dello stesso anno torna in Rai partecipando come concorrente alla terza edizione di Ballando con le stelle, celebre talent show condotto da Milly Carlucci.

Nel 2008, insieme al maestro Sandro Comini e alla sua orchestra, nasce il suo ultimo lavoro discografico: Swing - Un omaggio alla mia maniera; sempre nello stesso anno viene messo in vendita il cofanetto con 5 cd ed un libretto intitolato Gli anni della Polydor - 1963/1978 che, come recita il sottotitolo, contiene "successi, inediti e rarità", ristampando quindi in digitale quasi la totalità del repertorio di maggior successo della Berti.

L'11 ottobre 2010 riceve il Premio Speciale Mia Martini alla carriera per i suoi 45 anni di attività[5], in occasione dei quali pubblica la tripla raccolta Nonostante tutto... 45 anni di musica.

Partecipazioni a Festival e rassegne musicali[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1966 al 1992, ha partecipato undici volte al Festival di Sanremo.

Ha preso parte dieci volte a Un disco per l'estate, ottenendo sempre ottimi piazzamenti grazie anche al consenso del pubblico.

Dal '68 al '74 è stata una delle protagoniste di Canzonissima, entrando in tutte le edizioni nella finalissima e, quasi sempre, prima fra le donne. Nell'edizione 1969-1970, grazie ad un corposo apporto di cartoline voto, rimane l'unica donna in gara con Una bambola blu.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposata dal 14 marzo 1967 con Osvaldo Paterlini; dall'unione nascono, il 3 agosto 1975 Omar e, il 18 febbraio 1980, Otis.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Orietta Berti.

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni a Un disco per l'estate[modifica | modifica wikitesto]

  • 1965: Tu sei quello (primo posto)
  • 1966: Quando la prima stella (esclusa dalla finale)
  • 1967: Solo tu (finalista)
  • 1968: Non illuderti mai (secondo posto)
  • 1969: L'altalena (terzo posto)
  • 1970: Fin che la barca va (terzo posto)
  • 1971: Via dei ciclamini (ottavo posto)
  • 1972: Stasera ti dico di no (secondo posto)
  • 1973: La ballata del mondo (esclusa dalla finale)
  • 1975: Eppure ti amo (esclusa dalla finale)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1 Giugno 1945: tanti auguroni Orietta Berti!, radionostalgia.fm.
  2. ^ Stasera ti dico di no, Orietta Berti. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  3. ^ Elenco Artisti Settore Audiovisivo Rappresentati da Nuovo IMAIE (al 31/01/2014) (PDF), su areasoci.nuovoimaie.it, IMAIE. URL consultato il 16 settembre 2015 (archiviato il 17 settembre 2015).
  4. ^ Il Disco d'Oro 1961, pubblicato su Musica & dischi n° 179 di maggio 1961, pag. 24
  5. ^ Musica: Premio Mia Martini a Cacciapuoti e Nicky Nicolai, in CN24.
  6. ^ Trailer del documentario Finché l'Emilia va

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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