Disco music

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Disco
Origini stilistiche Funk[1]
Soul[2]
Musica psichedelica[3][4][5]
Musica latina[6][7]
Origini culturali Fine anni sessanta-inizio anni settanta negli Stati Uniti
Strumenti tipici tastiera, batteria, drum machine, sintetizzatore, violino, chitarra elettrica, basso, pianoforte
Popolarità Estremamente popolare nella seconda metà degli anni settanta
Sottogeneri
Italo disco - Euro disco - Space disco - Disco polo - Nu-disco - Sovetik disco
Generi derivati
EDM - Hi-NRG - House - Post-disco - Hip hop - New wave - Garage house - Nu-disco - Synth pop
Generi correlati
Disco-punk - Disco house - Manila sound
Categorie correlate

Gruppi musicali disco · Musicisti disco · Album disco · EP disco · Singoli disco · Album video disco

La disco è un genere musicale nato da funk, soul, musica latina e musica psichedelica, con elementi di swing e musica afroamericana[8] che fu maggiormente popolare negli anni settanta, anche se da allora ha goduto di brevi rinascite.[9] Il termine è derivato da discothèque (in francese "libreria di dischi fonografici", ma in seguito usato come nome proprio per i nightclub a Parigi[10]). Il suo pubblico iniziale era composto dai frequentatori di club delle comunità afro-americane,[11] italo-americane,[12] latine e psichedeliche di New York City e Philadelphia tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta. La disco fu anche una reazione sia contro il dominio della musica rock sia contro la stigmatizzazione della musica da ballo dalla controcultura durante questo periodo. Anche le donne abbracciarono la disco e così la musica progressivamente si espanse a diversi altri popolari gruppi musicali del tempo.[13][14][15][16][17][18][19][20]

In quello che è considerato un precursore per i club in stile disco, il DJ di New York, David Mancuso aprì The Loft, un club dance privato, per soli soci, nel febbraio 1970.[21][22] Il primo articolo sulla disco fu scritto nel settembre del 1973 da Vince Aletti per la rivista Rolling Stone.[23][24] Nel 1974 la radio WPIX-FM di New York mandò in onda in anteprima il primo programma radiofonico dedicato alla disco.[22] Proprio in quell'anno la disco irrompe nelle classifiche di vendita pop: sono ben sei i 45 giri smaccatamente da dancefloor che svettano al n. 1 della classifica Hot 100 di Billboard in USA: Love's Theme della Love Unlimited Orchestra, TSOP degli MFSB featuring The 3 Degrees, Rock The boat degli Hues Corporation, Rock Your Baby di George McCrae, Can't Get Enough Of Your Love di Barry White, e Kung Fu Fighting di Carl Douglas. Nel frattempo, il 26 ottobre 1974, Gloria Gaynor debutta al n. 1 dell'appena istituita Disco Action di Billboard con Never Can Say Goodbye.[25]

Il suono disco ha delle voci svettanti e spesso riverberate su un battito "four-on-the-floor" costante, una scansione regolare di hi-hat con note 'ottave' (= croma) o 'sedicesime' (semicroma), spesso con un hi-hat aperto su un battito non accentato, e una linea di basso elettrico prominente e sincopata, a volte costituita da note del valore di ottave. Il Fender Jazz Bass è spesso associato alle linee di basso della disco, perché lo strumento stesso ha una "voce" molto prominente nel mix musicale. Nella maggior parte dei brani disco, gli archi, i fiati, i pianoforti elettrici e le chitarre elettriche creano un suono di sottofondo lussureggiante. Gli strumenti orchestrali, come il flauto, sono spesso utilizzati per le melodie soliste, e la chitarra solista è meno frequentemente utilizzata nella disco rispetto al rock. Molte canzoni disco impiegano l'utilizzo di strumenti elettronici come i sintetizzatori.

Gli interpreti della disco ben conosciuti alla fine degli anni settanta sono stati gli ABBA, Giorgio Moroder, Donna Summer, i Bee Gees, KC and the Sunshine Band, The Trammps, la già citata Gloria Gaynor e Chic. Diversi critici sostengono che anche i Kraftwerk, che nascono come band di musica elettronica, hanno avuto un ruolo importante facendo da pionieri della disco nonché il suono elettronico che diventò un grande elemento della disco. Mentre gli interpreti e i cantanti ottennero una certa attenzione dal pubblico, i produttori che lavorarono dietro le quinte svolsero un ruolo, se non più importante, almeno paritario nella disco, in quanto spesso scrissero le canzoni e crearono i suoni innovativi e le tecniche di produzione che fecero parte del "suono disco".[26]

Molti artisti non-disco registrarono canzoni disco al culmine della popolarità della disco, e film come Saturday Night Fever e Thank God It's Friday contribuirono all'ascesa della disco a livello di popolarità mainstream. La disco fu l'ultimo movimento di musica popolare di massa guidato dalla generazione del baby boom.[27] La musica disco fu un fenomeno mondiale, ma la sua popolarità diminuì negli Stati Uniti alla fine degli anni settanta. Il 12 luglio 1979, una protesta anti-disco a Chicago chiamata Disco Demolition Night aveva dimostrato che una reazione arrabbiata contro la disco e la sua cultura era emersa negli Stati Uniti. Nei mesi e negli anni successivi, molti gruppi musicali associati alla disco lottarono per ottenere airplay nelle radio negli U.S.A., anche se non ebbero questo tipo di problemi negli altri paesi. Pochi artisti riuscirono ad entrare in classifica con canzoni disco all'inizio degli anni ottanta, ma il termine "disco" divenne fuori moda nel nuovo decennio e alla fine fu sostituito da "dance music", "dance pop" ed altri identificatori. Anche se le tecniche di produzione sono cambiate, molti gruppi musicali di successo sin dagli anni settanta hanno mantenuto il battito base della disco e la mentalità, e le discoteche sono rimaste popolari[senza fonte]. Un risveglio della disco è stato osservato prima nel 2005, con l'album di Madonna Confessions on a dance floor, e di nuovo nel 2013, con canzoni in stile disco di artisti come i Daft Punk (con Nile Rodgers), Justin Timberlake, Breakbot e Bruno Mars che hanno riempito le classifiche pop nel Regno Unito e negli Stati Uniti.[9][28]

Entro la fine degli anni settanta la maggior parte delle più importanti città degli Stati Uniti ebbero una fiorente scena disco. Studio 54 fu senza dubbio il più noto di questi nightclub. I balli popolari furono il "Robot" e "The Hustle", un ballo sessualmente molto suggestivo. I frequentatori della disco spesso indossavano mode costose e stravaganti. Ci fu anche una fiorente sottocultura della droga nella scena della disco, in particolare per i farmaci che avrebbero migliorato l'esperienza di ballare con la musica ad alto volume e le luci lampeggianti, come la cocaina[29] (soprannominata "colpo"), il nitrato di amile "Poppers"[30] e Quaaludes.[31] L'altro fenomeno culturale dell'era disco fu la promiscuità e il sesso pubblico nei club.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del termine e il tipo di nightclub[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni quaranta, i termini DJ e Disc Jockey erano in uso per descrivere i presentatori radiofonici.[10] A causa delle restrizioni, le sale da ballo di jazz nella Francia occupata suonavano registrazioni, invece di utilizzare la musica dal vivo. Alla fine, più di uno di questi luoghi avevano il nome proprio discothèque.[10] Nel 1959, il termine fu usato a Parigi per descrivere uno qualsiasi di questi tipi di locali notturni.[10] Quell'anno, Klaus Quirini, un giovane reporter, cominciò spontaneamente a selezionare e ad introdurre i dischi allo Scotch-Club ad Aachen, nella Germania Ovest.[10] L'anno successivo il termine fu usato negli Stati Uniti per descrivere quel tipo di club e un tipo di ballo in quei club.[10] Nel 1964, discotheque e l'abbreviazione disco furono usati per descrivere un tipo di abito senza maniche indossato quando si va ai nightclubs.[10] Nel settembre 1964, Playboy Magazine usò la parola disco come un'abbreviazione per un nightclub in stile discothèque.[10]

Proto-disco e protostoria della musica disco[modifica | modifica wikitesto]

A New York City i musicisti e il pubblico delle donne, degli omosessuali, dei neri e delle comunità latine adottarono vari tratti degli hippies e della psichedelia. Essi inclusero il suono travolgente, il ballo a forma libera, le illuminazioni psichedeliche, i costumi colorati e gli allucinogeni[15][18][19] Gruppi soul psichedelici come i Chambers Brothers e specialmente Sly and The Family Stone influenzarono gruppi proto-disco come Isaac Hayes, Willie Hutch e il suono Philadelphia[32] Inoltre, la positività percepita, la mancanza di ironia, e la serietà degli hippies condizionarono la musica proto-disco come l'album degli M.F.S.B. Love Is the Message.[15][33] Al pubblico mainstream M.F.S.B. fu sinonimo di "Mother Father Sister Brother", nelle aree difficili da dove sono venuti si comprese che stava per "Mother Fuckin' Son of a Bitch".[34]

Il soul di New York e di Philadelphia furono evoluzioni del suono Motown, ed erano caratterizzati da percussioni sountuose e da archi lussureggianti che diventarono una parte prominente delle canzoni disco della metà degli anni settanta. Le prime canzoni con elementi disco furono "You Keep Me Hangin' On" (The Supremes, 1966), "Only the Strong Survive" (Jerry Butler, 1968), "Message to Love" (Band of Gypsys di Jimi Hendrix, 1970), "Soul Makossa" (Manu Dibango, 1972), "Superstition" di Stevie Wonder (1972), Keep on Truckin' di Eddie Kendricks (1973) e "The Love I Lost" di Harold Melvin & The Blue Notes (1973). Love Train degli The O'Jays (1972), con gli M.F.S.B. come band di supporto, raggiunse la numero 1 della Billboard nel marzo 1973, ed è stata chiamata "disco".

La disco iniziale fu dominata da produttori ed etichette discografiche come Salsoul Records (Ken, Stanley e Joseph Cayre), West End Records (Mel Cheren), Casablanca (Neil Bogart) e Prelude (Marvin Schlachter) per citarne alcuni. Il genere fu plasmato anche da Tom Moulton, che volle estendere il divertimento - creando così il mix prolungato o "remix". Altri DJ e remixer influenti che contribuirono a definire quello che divenne noto come "suono disco" furono David Mancuso, Nicky Siano, Shep Pettibone, Larry Levan, Walter Gibbons e il "Padrino dell'House" con sede a Chicago Frankie Knuckles. I DJ dell'era disco avrebbero spesso remixato (rieditato) canzoni esistenti utilizzando i registratori a nastro, e aggiungendo dei break nelle percussioni, nuove sezioni e nuovi suoni. I DJ avrebbero selezionato i brani e i groove in base a ciò che i danzatori volevano, passando da una canzone ad un'altra con un mixer per DJ e utilizzando un microfono per introdurre le canzoni e per parlare al pubblico. Altre apparecchiature si aggiunsero alla configurazione di base del DJ, offrendo manipolazioni 'in tempo reale' del suono, come il riverbero, l'equalizzazione e l'eco. Usando queste apparecchiature, un DJ potrebbe fare effetti come il taglio di tutto tranne della linea di basso pulsante di una canzone, e poi lentamente mixare l'inizio di un'altra canzone utilizzando il crossfader del mixer.

La disco raggiunse la televisione col programma Soul Train nel 1971, condotto da Don Cornelius, poi Disco Step-by-Step Television Show di Marty Angelo nel 1975, Disco Magic/Disco 77 di Steve Marcus, Soap Factory di Eddie Rivera, e Dance Fever di Merv Griffin, condotto da Deney Terrio, a cui viene attribuito l'insegnamento del ballo a John Travolta per il suo ruolo nel film di successo Saturday Night Fever, così come DANCE con sede a Columbia, nella Carolina del Sud.

Ascesa al mainstream[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1974 al 1977, la musica disco continuò a crescere in popolarità e molte canzoni disco raggiunsero la vetta delle classifiche. Nel 1974, Love's Theme della Love Unlimited Orchestra di Barry White divenne la seconda canzone disco a raggiungere la numero 1 nella ''Billboard'' Hot 100, dopo Love Train. Gli MFSB pubblicarono anche TSOP (The Sound Of Philadelphia) con le voci dei The Three Degrees, e questa fu la terza canzone disco a raggiungere la numero 1; TSOP fu scritta come la sigla per il Soul Train.

Rock the Boat degli Hues Corporation del 1974, un singolo numero 1 negli U.S.A. che ha superato il milione di copie vendute, fu una delle prime canzoni disco a raggiungere la numero 1. Lo stesso anno vide l'uscita di Kung Fu Fighting, eseguito da Carl Douglas e prodotto da Biddu, che raggiunse la numero 1 sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti e divenne il singolo più venduto dell'anno[35] ed uno dei singoli più venduti di tutti i tempi con undici milioni di dischi venduti in tutto il mondo,[36][37] contribuendo a diffondere la musica disco in grande misura.[36] Tra le altre hit disco di quell'anno che raggiunsero la vetta della classifica venne inclusa Rock Your Baby di George McCrae.

Nelle sezioni nord-ovest del Regno Unito l'esplosione del Northern Soul che iniziò alla fine degli anni sessanta e raggiunse il picco nel 1974, rese la regione ricettiva alla disco che i Disc Jockey della regione portavano da New York. Rock Your Baby di George McCrae divenne il primo singolo disco a raggiungere la posizione numero uno nel Regno Unito.[38][39]

Le principali discoteche avevano piste da ballo illuminate, con le luci che lampeggiavano in base al ritmo.

Nel 1974, Gloria Gaynor pubblicò il primo album in vinile in formato disco mix, che incluse un remake di Never Can Say Goodbye dei The Jackson 5 ed altre due canzoni, Honey Bee e Reach Out (I'll Be There). Formati da Harry Wayne Casey ("KC") e Richard Finch, i KC and the Sunshine Band di Miami ebbero una serie definitiva di singoli top 5 tra il 1975 e il 1977, tra cui Get Down Tonight, That's the Way (I Like It), (Shake, Shake, Shake) Shake Your Booty, I'm Your Boogie Man e Keep It Comin' Love. La hit Evil Woman degli Electric Light Orchestra del 1975, anche se venne descritta come rock orchestrale, fu caratterizzata da un suono di violino che divenne un punto fermo della disco. Tuttavia, nel 1979, gli ELO pubblicarono due "vere" canzoni disco: Last Train To London e Shine A Little Love.

Nel 1975, la cantante e cantautrice statunitense Donna Summer registrò una canzone, che portò al suo produttore Giorgio Moroder, intitolata Love to Love You Baby che conteneva una serie di orgasmi simulati. La canzone non era mai stata destinata ad essere pubblicata, ma quando Moroder la suonò nei club fece sensazione. Moroder la pubblicò e andò alla numero 1. La canzone è stata descritta come l'arrivo dell'espressione del crudo desiderio sessuale femminile nella musica pop. Un singolo da 12 pollici della durata di 17 minuti è stato pubblicato. Il singolo da 12 pollici divenne e rimane uno standard nelle discoteche di oggi.[40]

Nel 1978, il singolo della versione disco di MacArthur Park di Summer, che ha venduto milioni di copie, fu numero uno della ''Billboard'' Hot 100 per tre settimane e fu nominato per il Grammy Award alla miglior interpretazione vocale femminile pop. La registrazione della Summer, che fu inclusa come parte del MacArthur Park Suite nel suo doppio album Live and More, era della durata di otto minuti e 40 secondi nell'album. La versione più corta del MacArthur Park, presente nel vinile in formato 7 pollici, fu il primo singolo della Summer a raggiungere la numero 1 nella Hot 100; tuttavia non include la ballata della seconda parte della canzone. Un remix del 2013 di Mac Arthur Park della Summer raggiunse la numero 1 nella Billboard Dance Charts, segnando 5 decadi consecutive con una hit numero 1 nelle classifiche.[41] Dal 1978 al 1979 Summer continuò a pubblicare successi come Last Dance, Bad Girls, Heaven Knows, No More Tears (Enough Is Enough), Hot Stuff e On the Radio, tutte canzoni disco di grande successo.

I Bee Gees usarono il falsetto di Barry Gibb per raccogliere successi quali You Should Be Dancing, Stayin' Alive, Night Fever, More Than A Woman e Love You Inside Out. Andy Gibb, un fratello minore nei Bee Gees, seguì con simili hit soliste come I Just Want to Be Your Everything, (Love Is) Thicker Than Water e Shadow Dancing. Nel 1975, hit come The Hustle di Van McCoy e Could It Be Magic portarono ulteriormente la disco nel mainstream. Altri primi importanti successi disco sono Dancing Machine dei The Jackson 5 (1974), You're the First, the Last, My Everything di Barry White (1974), Lady Marmalade delle Labelle (1975) e Fly Robin Fly delle Silver Convention (1975).

Preminenza pop[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 1977 uscì il film Saturday Night Fever, che fu commercializzato appositamente per ampliare la popolarità della disco al di là del suo pubblico principale dei neri e dei latini. Fu un grande successo e la sua colonna sonora divenne uno degli album più venduti di tutti i tempi. L'idea per il film fu scatenata da un articolo del New Yorker Magazine del 1976 intitolato Tribal Rites Of The New Saturday Night (Riti tribali del nuovo sabato sera), che raccontò la cultura disco nella New York City della seconda metà degli anni settanta.

Gli Chic furono formati da Nile Rodgers - un autodescritto "hippie di strada" dalla New York della fine degli anni sessanta - e Martin Dow, un DJ da Key West, in Florida, che aprirono la strada al suono di NYC in quello stato. Le Freak fu un singolo popolare del 1978 che viene considerato una canzone simbolo del genere. Altri successi degli Chic sono Good Times del 1979, spesso campionato, ed Everybody Dance. Il gruppo si considerava come una rock band del movimento disco che mantenne gli ideali hippie di pace, amore e libertà. Ogni canzone che scrissero fu scritta con un occhio verso, dandole "deep hidden meaning" (significato nascosto in profondità) o D.H.M.[42]

The Jacksons (in precedenza The Jackson 5) fecero molte canzoni disco dal 1975 al 1980, tra cui Shake Your Body (Down to the Ground) (1978), Blame It on the Boogie (1978), Lovely One (1980), e Can You Feel It (1980) - tutte cantate da Michael Jackson, il cui album solista del 1979, Off the Wall, comprendeva diversi successi disco, tra cui la canzone che diede il titolo all'album, Rock with You, Workin' Day and Night e la sua seconda hit disco solista a raggiungere la numero 1, Don't Stop 'til You Get Enough.

Altri successi disco non meno importanti furono canzoni del calibro di Born to Be Alive di Patrick Hernandez e September degli Earth, Wind & Fire, entrambe del 1978, come anche We Are Family delle Sister Sledge, Funkytown delle Lipps Inc. e Ring My Bell di Anita Ward, nonché la canzone Planet O dei Daisy Daze and the Bumble Bees, scelta come sigla dell'anime giapponese Le avventure di Lupin III, tutte e quattro queste canzoni del 1979.

Crossover appeal[modifica | modifica wikitesto]

La popolarità della disco portò molti artisti non-disco a registrare canzoni disco al culmine della sua popolarità. Molte delle loro canzoni non erano canzoni puramente "disco", ma erano invece canzoni pop o rock con (a volte inevitabili) influenze musicali disco o sfumature. Tipici esempi sono Guilty di Mike Oldfield (1979), Heart of Glass dei Blondie (1978), Hell on Wheels e Take Me Home di Cher (entrambe del 1979), Copacabana di Barry Manilow (1978), John I'm Only Dancing (Again) di David Bowie (1975), Da Ya Think I'm Sexy? di Rod Stewart (1979), Shine a Little Love e Last Train to London degli Electric Light Orchestra (entrambe del 1979), Give Me the Night di George Benson (1980), Don't Go Breaking My Heart di Elton John e Kiki Dee (1976), Pop Muzik degli M (1979) e Upside Down di Diana Ross (1980).

Anche i rocker mainstream hardcore mescolarono elementi della disco con il loro tipico stile rock 'n roll nelle canzoni. Il gruppo rock progressivo Pink Floyd utilizzò, nell'album The Wall, elementi disco nella loro canzone Another Brick in the Wall, Part 2 (1979)[43] - che divenne l'unico singolo numero 1 di successo del gruppo (sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito). Gli Eagles diedero cenni alla disco con One of These Nights (1975)[44] e Disco Strangler (1979), Paul McCartney & Wings fecero Goodnight Tonight (1979), i Queen fecero Another One Bites the Dust (1980), i The Rolling Stones fecero Miss You (1978), i Chicago fecero Street Player (1979), i The Beach Boys fecero Here Comes the Night (1979), i The Kinks fecero (Wish I Could Fly Like) Superman e i J. Geils Band fecero Come Back (1980). Persino il gruppo musicale heavy metal Kiss si cimentò nello stile con I Was Made For Lovin' You (1979).[45]

La moda disco fu ripresa anche da artisti "non pop", tra cui la numero 1 degli Stati Uniti del 1979 No More Tears (Enough Is Enough) della cantante easy listening Barbra Streisand in un duetto con Donna Summer. L'artista country Connie Smith coverizzò I Just Want to Be Your Everything di Andy Gibb nel 1977, Bill Anderson fece Double S nel 1978 e Ronnie Milsap reinterpretò High Heel Sneakers di Tommy Tucker nel 1979.

Revisioni disco delle canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Le canzoni non-disco e gli standard sarebbero stati spesso "disco-izzati" negli anni settanta. Il ricco accompagnamento orchestrale che venne identificato con l'era disco evocò i ricordi dell'era big band - che portò diversi artisti a registrare e disco-izzare alcuni accordi big band, tra cui Perry Como, che ri-registrò la sua hit del 1929 e del 1939, Temptation, nel 1975, nonché Ethel Merman, che pubblicò un album di canzoni disco intitolato The Ethel Merman Disco Album nel 1979.

Myron Floren, conduttore in seconda nel The Lawrence Welk Show pubblicò una registrazione del Clarinetto Polka dal titolo Disco Accordion. In una delle sue ultime incisioni, Percy Faith pubblicò un album intitolato Disco Party (1975) ed incise una versione disco della sua famosa Theme from A Summer Place nel 1976. Anche la musica classica fu adattata per la disco, in particolare A Fifth of Beethoven di Walter Murphy (1976, basata sul primo tempo della quinta sinfonia di Beethoven) e Flight 76 (basata su Il volo del calabrone di Rimsky-Korsakov) e la serie di album e singoli Hooked on Classics di Louis Clark.

Gli importanti successi disco basati sui temi dei programmi televisivi e dei film sono un medley di Star Wars, Star Wars Theme/Cantina Band (1977) di Meco, e Twilight Zone/Twilight Tone (1979) dei The Manhattan Transfer. Persino il tema di I Love Lucy non fu risparmiato dall'essere disco-izzato. Anche molte sigle televisive originali dell'epoca mostrarono una forte influenza disco, come Keep Your Eye on the Sparrow (tema di Baretta, eseguito da Sammy Davis Jr. e successivamente un singolo di successo per i Rhythm Heritage), Theme from Shaft di Isaac Hayes, colonna sonora della serie televisiva Shaft del 1973, Theme from S.W.A.T. (da S.W.A.T., versioni originali e singolo dei Rhythm Heritage) e il tema di Mike Post di Magnum, P.I..

Parodie[modifica | modifica wikitesto]

Diverse parodie dello stile disco sono state create. Rick Dees, all'epoca un DJ radiofonico a Memphis, nel Tennessee, registrò Disco Duck (1976) e Dis-Gorilla (1977); Frank Zappa parodiò gli stili di vita dei ballerini disco in Disco Boy nel suo album del 1976 Zoot Allures, e in Dancin' Fool nel suo album del 1979 Sheik Yerbouti; L'omonimo album di debutto del 1983 di "Weird Al" Yankovic contiene una canzone disco chiamata Gotta Boogie, un gioco di parole esteso sulla somiglianza del movimento disco alla parola dello slang americano "booger" e la sua controparte britannica "bogey".

Reazione violenta e declino[modifica | modifica wikitesto]

Un uomo che indossa una T-shirt con la scritta Disco Sucks (La disco fa schifo)

Alla fine degli anni settanta, un forte sentimento anti-disco si sviluppò tra i fan del rock e i musicisti, in particolare negli Stati Uniti.[46][47] Gli slogan "disco sucks" (la disco fa schifo) e "death to disco" (morte alla disco)[46] divennero comuni. Artisti rock come Rod Stewart e David Bowie che aggiunsero elementi disco alla loro musica furono accusati di essersi venduti.[48][49]

La subcultura punk negli Stati Uniti e nel Regno Unito fu spesso ostile alla disco.[46] Jello Biafra dei The Dead Kennedys nella song "Saturday Night Holocaust" paragonò la disco alla cultura cabaret della Germania dell'era Weimar per la sua apatia verso le politiche del governo e la sua evasione. Mark Mothersbaugh dei Devo disse che la disco era "come una bella donna con un grande corpo e niente cervello", e un prodotto dell'apatia politica di quel periodo.[50] Il critico rock del New Jersey scrisse "Put a Bullet Through the Jukebox", una diatriba al vetriolo contro la disco che fu considerata una chiamata alle armi del punk.[51]

Il sentimento anti-disco fu espresso in alcuni spettacoli televisivi e nei film. Un tema ricorrente nello show WKRP in Cincinnati fu un atteggiamento ostile verso la musica disco. In una scena del film comico Airplane! uno skyline della città include una torre radio con un nominativo della stazione illuminato con i neon. Una voce fuori campo di un disc jockey dice "WZAZ a Chicago, dove la disco vive per sempre!" Poi un aereo capriccioso fende la torre radio con la sua ala, la voce fuori campo viene silenziata e il nominativo illuminato si spegne.

Il 12 luglio 1979 divenne noto come "il giorno che la disco morì" a causa della Disco Demolition Night, una manifestazione anti-disco in un double-header del baseball al Comiskey Park a Chicago.[52] I DJ rock Steve Dahl e Garry Meier, insieme a Michael Veeck, figlio del proprietario dei Chicago White Sox Bill Veeck, organizzarono l'evento promozionale per i fan del rock scontenti tra i game di un doubleheader White Sox. L'evento, che comportò l'esplosione di registrazioni disco, si concluse in una rivolta, durante la quale la folla vociante strappò sedili e pezzi di tappeto erboso, e causò altri danni. Il Chicago Police Department fece numerosi arresti, e gli ingenti danni al campo costrinsero i White Sox a rinunciare al secondo game ai Detroit Tigers, che avevano vinto il primo game. Sei mesi prima del caotico evento, la popolare stazione radio progressive rock WDAI (WLS-FM) passò improvvisamente ad un formato completamente disco, disaffrancando migliaia di fan del rock a Chicago e lasciando Dahl disoccupato.

Il 21 luglio 1979 i primi sei dischi nella classifica musicale statunitense erano canzoni disco.[53] Il 22 settembre non c'erano canzoni disco nella classifica top 10 statunitense.[27] Qualcuno nei media, in toni celebrativi, dichiarò la disco "morta" e il rock rianimato.[27]

In Italia, persino l'élite intellettuale si scagliò contro il genere da discoteca: sul noto settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, nel 1978 uscirono articoli denigratori a firma di Camilla Cederna e Luca Goldoni, così come sulla stampa di sinistra, da Il Manifesto a Lotta Continua, si sottopose la disco-music ad una ideologica ed ingiusta critica.[25]

Impatto sull'industria musicale[modifica | modifica wikitesto]

La reazione violenta anti-disco, combinata con altri fattori sociali e del settore radiofonico, cambiò il volto delle radio pop negli anni successivi alla Disco Demolition Night. A partire dagli anni ottanta, la musica country iniziò una lenta ascesa nelle principali classifiche pop statunitensi. Emblematico dell'ascesa della musica country alla popolarità mainstream fu il film di successo commerciale Urban Cowboy del 1980. Un po' ironicamente, il protagonista del film fu John Travolta, che solo tre anni prima aveva recitato in Saturday Night Fever, un film che caratterizzò la cultura disco.

Durante questo periodo di declino della popolarità della disco, diverse case discografiche chiusero i battenti, vennero riorganizzate, o vennero vendute. Nel 1979 MCA Records acquistò l'ABC Records, assorbì alcuni dei suoi artisti, e poi chiuse l'etichetta. Il fondatore della RSO Records Robert Stigwood abbandonò l'etichetta nel 1981 e TK Records chiuse nello stesso anno. Salsoul Records continua ad esistere oggi, ma è usato principalmente come un marchio per le ristampe.[54] Casablanca Records pubblicò meno dischi negli anni ottanta, e fu chiusa nel 1986 dalla casa madre PolyGram.

Molti gruppi che furono popolari durante il periodo disco in seguito lottarono per mantenere il loro successo - anche coloro che cercarono di adattarsi all'evoluzione dei gusti musicali. I Bee Gees, per esempio, ebbero solo due hit top 40 negli Stati Uniti dopo gli anni settanta (One nel 1989 e Alone nel 1997) - anche se le canzoni che scrissero successivamente ed hanno eseguito altri ebbero successo. Della manciata di gruppi che non sono stati demoliti dalla caduta in disgrazia della disco, si distinguono i Kool and the Gang, i The Jacksons - e Michael Jackson in particolare: nonostante abbiano contribuito inizialmente a definire il suono disco,[55] continuarono a creare canzoni, sebbene più raffinate, popolari e ballabili per un'altra generazione di appassionati di musica negli anni ottanta ed oltre.

I fattori che contribuirono al declino della disco[modifica | modifica wikitesto]

I fattori che sono stati citati che portarono al declino della disco negli Stati Uniti includono i cambiamenti economici e politici alla fine degli anni settanta, nonché l'esaurimento dei stili di vita edonistici guidati dai partecipanti.[56] Negli anni successivi alla Disco Demolition Night, alcuni critici sociali descrissero la reazione violenta come implicitamente maschilista e bigotta, e un attacco alle culture non bianche e non eterosessuali.[46][49][52]

Nel gennaio 1979, il critico rock Robert Christgau sostenne che l'omofobia, e con ogni probabilità il razzismo furono ragioni alla base della reazione violenta,[48] una conclusione condivisa da John Rockwell. Craig Werner scrisse: "Il movimento anti-disco rappresentò una diabolica alleanza di funkettari e femministe, progressisti e puritani, rockers e reazionari. Tuttavia, gli attacchi alla disco diedero voce rispettabile ai tipi più brutti di razzismo inconfessato, di sessismo e di omofobia.[57] Legs McNeil, fondatore del fanzine punk, fu citato in un'intervista a dire "gli hippies hanno sempre voluto essere neri, stavamo dicendo 'fanculo il blues, fanculo l'esperienza nera'." Disse anche che la disco fu un risultato di un'unione empia tra gli omosessuali e i neri.[58]

Steve Dahl, che aveva capeggiato la Disco Demolition Night, negò qualsiasi sfumatura razzista od omofobica nella promozione, dicendo: "E' davvero facile da guardarla storicamente da quel punto di vista, e collegare tutte quelle cose ad essa. Ma non stavamo pensando così."[49] È stato osservato che i critici punk rock britannici della disco appoggiarono parecchio il genere reggae, pro-neri/anti razzista.[46] Robert Christgau e Jim Testa dissero che c'erano legittimi motivi artistici per essere critici della disco.[48][51]

Nel 1979 l'industria musicale negli Stati Uniti stava subendo la peggiore crisi da decenni, e la disco, nonostante la sua popolarità di massa, fu incolpata. Il suono dei produttori stava avendo difficoltà ad amalgamarsi bene al sistema di marketing dell'industria orientata verso l'artista.[59] Harold Childs, vice presidente senior della A&M Records, disse al Los Angeles Times che "la radio è veramente disperata per il prodotto rock" e che "essi sono tutti alla ricerca di un po' di rock-n-roll bianco".[52] Gloria Gaynor affermò che l'industria musicale sostenne la distruzione della disco perché i produttori di musica rock stavano perdendo soldi e i musicisti rock stavano perdendo la ribalta.[60]

I revival[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, diverse canzoni in stile disco ed R&B entrarono in classifica, e le classifiche pop ebbero più canzoni ballabili che in qualsiasi momento dalla fine degli anni settanta.[9][28] Il più grande successo disco dell'anno, a giugno, fu Get Lucky dei Daft Punk, con Nile Rodgers alla chitarra. La canzone fu inizialmente pensata probabilmente per essere la candidata principale per diventare la più grande hit dell'estate di quell'anno; tuttavia, la canzone finì per piazzarsi alla numero 2 della classifica Billboard Hot 100 per 5 settimane, dietro un'altra importante canzone in stile disco, Blurred Lines di Robin Thicke, che trascorse dodici settimane alla numero 1 nella Hot 100, e nel processo divenne eventualmente la canzone dell'estate.[9][28] Entrambe furono popolari presso una grande varietà di gruppi demografici.[9][28] Altre canzoni in stile disco che entrarono nella top 40 furono Take Back The Night di Justin Timberlake (nº 29), Treasure di Bruno Mars (nº 5)[9][28] e la pubblicazione postuma di una canzone di Michael Jackson, Love Never Felt So Good (nº 9). Inoltre, sia Reflektor degli Arcade Fire che Random Access Memories dei Daft Punk, inclusero forti elementi disco, e raggiunsero la cima della Billboard 200 nel 2013. Nel 2014, la musica disco può essere trovata in Artpop di Lady Gaga[61][62] e in Birthday di Katy Perry.[63]

Euro disco[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la popolarità della disco diminuì fortemente negli Stati Uniti, abbandonata dalle principali etichette discografiche e dai produttori, la disco europea continuò ad evolversi all'interno del vasto panorama della musica pop mainstream.[64] I gruppi europei Silver Convention, Love and Kisses, Munich Machine, e gli americani Donna Summer e Village People, furono tra i gruppi ed i cantanti che definirono il suono euro disco della fine degli anni settanta. I produttori come Giorgio Moroder, che Allmusic descrisse come "uno dei principali architetti del suono disco" con il successo di Donna Summer I Feel Love (1977),[65] e Jean-Marc Cerrone furono coinvolti nell'euro disco. Anche il gruppo musicale tedesco dei Kraftwerk ebbe un'influenza sull'euro disco.

Il gruppo musicale euro disco di maggior successo in assoluto furono gli ABBA, Questo quartetto svedese, con successi come Waterloo (1974), Mamma Mia (1975), Fernando (1976), Take a Chance on Me (1978), Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight) (1979), e la loro principale hit, Dancing Queen (1976) - è classificato come l'ottavo gruppo musicale di successo di tutti i tempi. Altri gruppi musicali europei di spicco pop e disco furono le Luv' dai Paesi Bassi e i Boney M., un gruppo di quattro cantanti delle Indie occidentali ideato dal produttore discografico tedesco occidentale Frank Farian. Boney M. entrò in classifica in tutto il mondo con successi come Daddy Cool, Ma Baker e Rivers of Babylon.

Un'altra artista euro-disco fu Amanda Lear, il suono euro-disco si sente maggiormente nella canzone Enigma ("Give a bit of Mmh to me") (1978).

In Francia, Claude François, che si reinventò come il re della disco francese, pubblicò La plus belle chose du monde, una versione francese del successo dei Bee Gees, Massachusetts, che divenne una grande hit in Canada ed in Europa, ed Alexandrie Alexandra fu pubblicata postuma il giorno della sua sepoltura e divenne una hit mondiale. Dalida pubblicò J'attendrai che divenne un grande successo in Canada e in Giappone, e le prime canzoni di successo di Cerrone, Love in C Minor, Give Me Love e Supernature divennero grandi successi negli Stati Uniti e in Europa.

Ruolo della Motown[modifica | modifica wikitesto]

Diana Ross fu una delle prime artiste Motown ad abbracciare il suono disco col suo grande successo outing del 1976 Love Hangover dal suo omonimo album. La Ross continuò ad avere successi disco per il resto dell'era disco, tra cui i classici successi da ballo del Upside Down e I'm Coming Out (quest'ultimo diventò immediatamente uno dei preferiti nella comunità gay). The Supremes, il gruppo che rese la Ross famosa, ottenne una manciata di hit nelle discoteche senza la Ross, in particolare I'm Gonna Let My Heart Do the Walking del 1976, e il loro ultimo singolo ad entrare in classifica prima di sciogliersi, You're My Driving Wheel del 1977.

Sono anche da segnalare Got to Be Real di Cheryl Lynn (1978), Shame di Evelyn "Champagne" King (1978), Take Me Home di Cher (1979), Can't Fake the Feeling di Geraldine Hunt (1980), e i vari tentativi di Walter Murphy di portare la musica classica al mainstream, in particolare la sua hit A Fifth of Beethoven (1976).

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  3. ^ (2000) Last Night a DJ Saved My Life, ISBN 978-0-8021-3688-6, p.127: "Its [disco] music grew as much out of the psychedelic experiments ... as from ... Philadelphia orchestrations"
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  8. ^ (2003) The Drummer's Bible: How to Play Every Drum Style from Afro-Cuban to Zydeco, ISBN 978-1-884365-32-4, p.67: "Disco incorporates stylistic elements of Rock, Funk and the Motown sound while also drawing from Swing, Soca, Merengue and Afro-Cuban styles"
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