Studio 54

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Lo Studio 54 è stata una nota discoteca di New York situata al numero 254 della 54ª strada ovest a Manhattan, tra la Settima e l'Ottava Avenue, aperta tra il 1977 ed il 1986.[1][2][3] Il club era stato allestito all'interno di un teatro, che in precedenza fungeva da studio televisivo (da cui il nome) e che a tale uso venne riadattato dopo la chiusura della discoteca.[4]

Il locale[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristica principale del locale erano le provocazioni al costume e la stravaganza delle serate proposte. L'intento dei proprietari originari del locale, Steve Rubell e Ian Schrager, era infatti quello di garantire ogni sera «la festa più grande del mondo», nonché quello di scioccare con gli eccessi la città di New York: nel locale si trovavano sempre musica ad altissimo volume, scenografie allusive (emblematica era l'immagine di una falce di luna imboccata da un cucchiaino contenente cocaina) e serate che ogni sabato prevedevano una nuova sorpresa o un nuovo eccesso. Al culmine di ogni serata appariva dall'alto l'Uomo sulla Luna, che calava tra il pubblico ed offriva ai presenti lo scintillante contenuto di un cucchiaino d'argento.

Lo Studio 54 era un luogo dove le etichette sociali venivano a non contare più nulla, dove tutti potevano essere protagonisti. Il pubblico sentiva parlare di scene orgiastiche e di favolosi megaparty a tema. Lo Studio 54 fu anche la prima discoteca ad adottare la selezione sistematica all'ingresso delle persone a cui consentire l'accesso, selezione che in questo caso era estremamente rigida. Gli eventi che avvenivano all'interno erano immancabilmente raccontati dai giornali. Molti personaggi famosi hanno visto comparire le loro foto sui notiziari unicamente per aver passato una notte al 54. Fece epoca, per esempio, la foto di Bianca Jagger che il 2 maggio 1977, per festeggiare il suo compleanno, entrò in pista cavalcando un cavallo bianco[5]; il videoclip del singolo New York City Boy dei Pet Shop Boys venne girato in parte nel locale e in un frammento del video si vede la scena del cavallo bianco che entra.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La struttura del locale era essenzialmente quella di un normale teatro, composto da platea e galleria:

  • La pista era stata collocata nella platea (ampia 1800 m²). La sala era attrezzata con ben 54 diversi effetti luminosi, neon rotanti, luci stroboscopiche e torri con riflettori colorati che diffondevano luci intermittenti e che si alzavano e si abbassavano, illuminando il pubblico.
  • La console del disc-jockey alloggiava nella posizione del palcoscenico.
  • La zona dei divani era stata ricavata nella balconata. Per accedervi si saliva attraverso una scala in stile barocco riccamente decorata.
  • Il bancone del bar si trovava sotto la balconata, allo stesso livello della pista.
  • Sconosciuta ai più, per l'accesso strettamente riservato, era una stanza (oggi si potrebbe chiamare il privé) collocata in corrispondenza della balconata; vi poteva entrare un ristrettissimo numero di persone, invitate personalmente da Steve Rubell, ma il gestore del locale faceva anche qualche eccezione, in quanto a volte sceglieva casualmente tra la folla delle persone comuni e le invitava insieme alle celebrità ai suoi party esclusivi.

Ospiti celebri[modifica | modifica wikitesto]

Numerosissimi furono i personaggi famosi di quel periodo che furono ospiti dello Studio 54. Tra essi spiccano i nomi di Elizabeth Taylor, Liza Minnelli, Andy Warhol, John Travolta, Paloma Picasso, Truman Capote, Michael Jackson, Elton John, Elio Fiorucci, Tom Ford e persino Michail Baryšnikov. Anche una sconosciuta Madonna, ai tempi ancora una cantante emergente ma nello stesso tempo una grande frequentatrice di discoteche, era solita frequentare il locale. Si ricorda anche la presenza della cantante rock italiana Loredana Bertè, nel 1981, durante uno dei suoi tanti soggiorni newyorkesi. Altrettanto numerosi furono gli artisti che vi si esibirono, tra cui: Grace Jones, Chic, i noti DJ Louis Gison e Alì Bousfiha, il cantante Sket, Diana Ross ed Amii Stewart. Alla serata inaugurale, nel 1977, partecipò anche il futuro presidente degli Stati Uniti Donald Trump, all'epoca ancora non entrato in politica, con l'allora moglie Ivana[6].

La chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato la sera del 22 aprile 1977, l'età d'oro del locale durò solamente tre anni e terminò improvvisamente quando, nel 1980, il proprietario Rubell fu arrestato per possesso di droga e frode al fisco.[7] Il locale fu venduto, cambiò gestione e rimase aperto fino al 1986, quando venne chiuso e riadattato a teatro (tuttora funzionante).

L'esterno dello Studio 54 nell'aprile del 2008

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Una copia dello Studio 54 è stata ricostruita presso l'hotel MGM Grand a Las Vegas.
  • Amanda Lear cita la discoteca nella canzone Fashion Pack (1979).
  • La famosa discoteca è citata anche nella canzone del 1978 Le Freak degli Chic, che nacque dopo che Nile Rodgers e Bernard Edwards vennero cacciati dal locale da un buttafuori la notte di Capodanno e, tornati a casa di Rodgers per brindare con lo champagne, improvvisarono una jam session contro lo Studio 54 con parole volgari[8].
  • Nella seconda puntata di American Horror Story: Hotel, Lady Gaga fa il suo ingresso in una discoteca in groppa a un cavallo bianco, ricordando l'entrata nello Studio 54 di Bianca Jagger (avvenuta il 2 maggio 1977).
  • Viene citato in un filmato pre-relascio del videogioco di guida a mondo aperto "Driver Parallel Lines" (2006).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1977: Studio 54 opens, su History, 26 aprile 2016. URL consultato il 1º novembre 2016 (archiviato il 10 marzo 2018).
  2. ^ Bob Colacello, The Seventies: ANYTHING WENT, su Vanity Fair, 3 settembre 2013. URL consultato il 1º novembre 2016 (archiviato il 31 dicembre 2016).
  3. ^ Vincent Dowd, Studio 54: 'The best party of your life', su BBC News Online, 26 aprile 2012. URL consultato il 1º novembre 2016 (archiviato l'11 agosto 2019).
  4. ^ A Short History of Roundabout Theatre Company, su roundabouttheatre.org (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2010).
  5. ^ Studio 54 - Mede Blog, in Mede Blog, 19 febbraio 2016. URL consultato il 26 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2016).
  6. ^ Festeggiamo il compleanno dello studio 54 con 10 storie assurde, su rollingstone.it. URL consultato il 27 aprile 2017 (archiviato il 28 aprile 2017).
  7. ^ Andrew Abrahams, With Prison and Steve Rubell's Death Behind Him, Studio 54's Ian Schrager Is Back on Top with a Hot New Hotel, in People, vol. 34, n. 23, 10 dicembre 1990.
  8. ^ I 50 più grandi RIFF per chitarra nella storia del Rock – Parte 1, su testitradotti.wikitesti.com. URL consultato il 1º febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2011).

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