Giorgio Moroder

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Giorgio Moroder
Giorgio Moroder (2).jpg
Giorgio Moroder nel 2007
NazionalitàItalia Italia
GenereDisco[1][2][3][4]
Periodo di attività musicale1963 – in attività
Strumentosintetizzatore, voce
EtichettaMiura, First, RCA Italiana, Sony Music
Album pubblicati8
Studio8
Sito ufficiale
Statuetta dell'Oscar Oscar alla migliore colonna sonora 1979
Statuetta dell'Oscar Oscar alla migliore canzone 1984
Statuetta dell'Oscar Oscar alla migliore canzone 1987

Giovanni Giorgio[5] Moroder (Ortisei, 26 aprile 1940) è un produttore discografico, compositore e disc jockey italiano.

Noto per l'uso del sintetizzatore e per le colonne sonore, Moroder viene considerato uno dei musicisti più innovativi e influenti nell'ambito della musica elettronica e della disco music.[1][6]

Nel corso della sua carriera, Giorgio Moroder ha avuto modo di collaborare con numerosi artisti fra cui Barbra Streisand, Britney Spears, Chaka Khan, Donna Summer, Janet Jackson, Nina Hagen, gli Sparks e i Daft Punk.[7]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La gioventù e le prime esperienze musicali[modifica | modifica wikitesto]

Nato in Val Gardena, territorio ladino, da una famiglia di media borghesia costituita da scultori, pittori e scrittori, Moroder ebbe una formazione scolastica totalmente autodidatta.[6]

Un luogo comune errato vuole che il vero nome di Moroder sia "Hansjörg"; in realtà, soltanto la madre era solita utilizzare la versione tedesca del nome di battesimo del musicista, che all'anagrafe risulta essere "Giovanni Giorgio".[5]

Dal 1953 al 1959 frequentò l'istituto d'arte di Ortisei[8] e, successivamente, studiò presso l'istituto tecnico per geometri di Bolzano.[senza fonte] Dopo aver imparato a suonare la chitarra all'età di 15-16 anni,[9] Moroder girò l'Europa con diversi gruppi musicali fra il 1959 e il 1966;[senza fonte] il più noto di essi fu The Happy Trio, che suonò al London's Savoy Hotel.[10]

Dal 1967 al 1979[modifica | modifica wikitesto]

L'etichetta di un 45 giri di Moroder

Nel 1967 si stabilì a Berlino[10] e decise di non intraprendere altri tour con gruppi musicali. Iniziò quindi a scrivere canzoni e demo per se stesso e altri artisti, collaborando inoltre con il cugino Alex[senza fonte].[11] In quell'occasione, secondo quanto dichiarò, capì che "quella era la sua strada".[senza fonte] Produsse intanto vari successi schlager quali Ich Sprenge Alle Ketten di Ricky Shayne, Mendocino di Ricky Shayne e Arizona Man di Mary Roos.[12]

Nel 1968 iniziò l'attività come cantante di musica leggera incidendo vari 45 giri con i nomi d'arte Giorgio e George, dapprima per la Miura e poi per la First; partecipò inoltre al Cantagiro 1970 con Looky Looky.[13]

Nel 1971 si spostò a Monaco dove fondò il suo primo studio di registrazione: l'Arabella House (Musicland Studios).[senza fonte] Dopo aver goduto un nuovo successo con il brano Son of My Father, scritto con Chicory Tip, si spostò negli Stati Uniti, nel 1972, per promuovere il brano Giorgio, accreditato come Giorgio & Friends, che godette notorietà e ottimi riscontri di vendita a livello internazionale.[senza fonte] Nello stesso anno, iniziò una collaborazione con Pete Bellotte che fruttò l'album Son of My Father, pubblicato in America da ABC/Dunhill Records ed attribuito al solo Moroder.

Le registrazioni dei due musicisti, che pubblicarono nella speranza di essere notati da qualche artista, includevano una serie di collaborazioni con Donna Summer destinate a rivelarsi molto influenti.[6][14] Dopo aver registrato un demo inviato ai Three Dog Night, allora collaboratori della ABC/Dunhill, i due pubblicarono Hostage la prima collaborazione di successo con la cantante. Nel 1974 pubblicarono l'album Lady Of The Night e, durante l'anno seguente, il singolo di successo Love to Love You Baby[15] che inaugurò la nascita del disco mix e più in generale della disco music.[1]

Nel 1977 Moroder ebbe un primo notevole successo per la collaborazione con le Munich Machine per il brano Get on the Funk Train. Il musicista produsse inoltre diversi successi di disco elettronica per musicisti quali Roberta Kelly (Zodiac), The Three Degrees (The Runner), e gli Sparks (l'album No. 1 in Heaven e il singolo Beat the Clock). Nello stesso anno pubblicò il singolo From Here to Eternity, fra i più noti del suo repertorio.

The Chase, del 1978, è tratto dalla colonna sonora del film Fuga di mezzanotte e gli è valso il suo primo Oscar ricevuto durante l'anno seguente. Collabora altresì alla colonna sonora di Grazie a Dio è venerdì, che si aggiudicherà l'Oscar alla migliore canzone (Last Dance), scritta da Paul Jabara e cantata nel film da Donna Summer.[15] Nel mentre registrò l'album E=MC² nel 1979 che l'artista afferma essere il primo disco elettronico "dal vivo al digitale".[2]

Brian Eno e David Bowie erano a Berlino nel 1977, nello studio di registrazione Hansa Tonstudio, durante la lavorazione di "Heroes". Eno entrò in studio e disse:

«Ho sentito il suono del futuro»

E gli fece ascoltare I Feel Love di Donna Summer (firmata Summer-Moroder-Bellotte, arrangiamento di Giorgio Moroder, produzione Moroder-Bellotte).

«Eccolo qui, non cercate oltre. Questo disco cambierà la musica da discoteca per i prossimi 15 anni...»

[16][17]

Anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta lavorò alle musiche di film quali Flashdance, Top Gun (grazie ai quali ottenne due nuovi Oscar), American Gigolò e Scarface.[15] La colonna sonora di quest'ultimo tornò alla ribalta dopo essere stata usata in videogiochi quali Grand Theft Auto III e Scarface: The World Is Yours. Le sue composizioni datate fra il 1977 e il 1978, sono state inoltre riprese in Grand Theft Auto: Liberty City Stories.

Nel 1984 lavorò alla riedizione del film Metropolis. Riformattata a 24 immagini al secondo e della durata di soli 87 minuti, la versione restaurata dell'omonima pellicola di Lang introduceva una nuova e moderna colonna sonora rock.[18] La "versione Moroder" di Metropolis innescò un acceso dibattito tra cinefili e fan, con critiche aperte e apprezzamenti che si divisero equamente in due. Fra i brani presenti nella sua colonna sonora vi è Love Kills, una collaborazione con Freddie Mercury dei Queen.

Insieme a Klaus Doldinger ha scritto la colonna sonora de La storia infinita del 1984.

Moroder ha inoltre composto la musica per le Olimpiadi di Los Angeles del 1984[1] e per i Giochi di Seul del 1988,[1] oltre alla canzone To Be Number One per il campionato mondiale di calcio di Italia '90 (in italiano Un'estate italiana, interpretata da Edoardo Bennato e Gianna Nannini che ne scrissero il testo italiano). Anni più tardi scriverà anche la canzone Forever Friends per le Olimpiadi di Pechino nel 2008.[19]

Tra il 1988 e il 1990 produce per Sabrina Salerno i brani Like a Yo-Yo, Pirate of Love, Love Is Like A Magic e Shadows of the Night, oltre ad aver scritto i brani Strike Like Lightning e Shadows, interpretate dai Mr. Big per il film Navy Seals - Pagati per morire.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Moroder al Melt! Festival 2015

Nel 2005 Moroder venne nominato Commendatore dal Presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi.[20] Il 5 settembre 2010 gli è stato conferito il Grande Ordine al Merito della Provincia autonoma di Bolzano.

Nel marzo 2012 a un convegno di musica a Ibiza ha annunciato ufficialmente la sua collaborazione con il gruppo musicale francese Daft Punk per il loro quarto album Random Access Memories. Nel disco, uscito il 21 maggio 2013, partecipa alla terza traccia intitolata Giorgio by Moroder, dove racconta parte della propria vita.[14] Durante lo stesso mese compose la colonna sonora di Racer, un gioco in fase sperimentale di Google Chrome, con un pezzo omonimo.

Nell'aprile del 2014 ha remixato il brano Midnight dei Coldplay, pubblicato come singolo digitale il 21 aprile dello stesso anno.[21] Il 6 giugno dello stesso anno, in occasione dei Mondiali del 2014 in Brasile, ha remixato il brano Un'estate italiana (brano da lui composto), mentre il 7 ottobre dello stesso anno viene pubblicato su YouTube un suo remix di I Can't Give You Anything but Love, interpretata da Tony Bennett e Lady Gaga.[22]

Il 17 novembre 2014 è stato pubblicato il singolo 74 Is the New 24,[23] a cui ha fatto seguito Right Here, Right Now, brano realizzato con la partecipazione vocale di Kylie Minogue e pubblicato il 19 gennaio 2015.[24] Il rispettivo video è stato pubblicato il 20 gennaio 2015. Un terzo singolo, intitolato Déjà vu, con la partecipazione vocale della cantante australiana Sia è stato invece pubblicato il 17 aprile 2015.[25] Il relativo videoclip è stato pubblicato il 5 maggio 2015.

I tre singoli hanno anticipato la pubblicazione dell'album Déjà vu, uscito il 16 giugno 2015 e contenente collaborazioni con vari artisti, come Britney Spears, Charli XCX, Foxes e Mikky Ekko.[26]

Il 12 agosto 2016 ha tenuto un DJ set nel suo paese natale, Ortisei, davanti a 12.000 persone,[27] donando anche i 13 dischi di platino per Flashdance al Museo di Ortisei.[28]

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Moroder è considerato un pioniere della musica elettronica e della disco music:[2] stile in cui "predispone la melodia in progressione su un ritmo possente con effetti elettronici di riempimento" ispirandosi ai Kraftwerk.[1] Ha anche composto colonne sonore dal gusto bubblegum e glam[2] che sono state definite "sinfonie cibernetiche"[3] nonché bubblegum pop: stile che ha caratterizzato i primi anni della sua carriera.[29] Correlato al cosiddetto "Munich Sound",[3] Moroder viene anche considerato un artista pop, dance pop e R&B.[2]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Giorgio Moroder.

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica[30]»
— Roma, 26 maggio 2005.
  • Grande Ordine al Merito della Provincia autonoma di Bolzano
— 5 settembre 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Giorgio Moroder, su scaruffi.com. URL consultato il 24 novembre 2017.
  2. ^ a b c d e (EN) Giorgio Moroder, su AllMusic, All Media Network.
  3. ^ a b c Francesco Cataldo Verrina, ITALO DISCO STORY, 2015, p. 45.
  4. ^ (EN) Nick Brownlee, Bubblegum The History Of Plastic Pop, Bobcat Books, 2011, capitolo "Disco Inferno".
  5. ^ a b (EN) GIORGIO MORODER: "I WAS ALWAYS INTERESTED IN THE HITS", The Talks, 17 dicembre 2014. URL consultato il 24 novembre 2015.
  6. ^ a b c Giorgio Moroder - From Here To Eternity :: Le pietre miliari di OndaRock, su ondarock.it. URL consultato il 17 marzo 2014.
  7. ^ Pagina Archiviato il 26 giugno 2007 in Internet Archive. sulle collaborazioni di Giorgio Moroder, dal suo sito ufficiale
  8. ^ (EN) Giorgio Moroder in concerto come dj nella sua Val Gardena, su quotidiano.net. URL consultato il 6 novembre 2017.
  9. ^ (EN) Giorgio Moroder, l'italiano che creò la disco: "Il suono del futuro? Non vi dico qual è", su repubblica.it. URL consultato il 6 novembre 2017.
  10. ^ a b (EN) Tracie Ratiner, Contemporary Musicians: Profiles of the People in Music, Gale/Cengage, 2008, p. 142.
  11. ^ (EN) Frank Hoffman, Encyclopedia of Recorded Sound, Routledge, 2004, profilo dedicato a Giorgio Moroder.
  12. ^ (EN) Ulrich Adelt, Krautrock: German Music in the Seventies, University of Michigan, 2016, p. 132.
  13. ^ (EN) Classifica Commentata del 1º agosto 1970, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 6 settembre 2017.
  14. ^ a b La Stampa - Giorgio Moroder “La mia storia infinita dall'Oscar ai Daft Punk, su lastampa.it. URL consultato il 17 marzo 2014.
  15. ^ a b c (EN) BIOGRAPHY, su giorgiomoroder.com. URL consultato il 6 novembre 2017.
  16. ^ Giorgio Moroder steps back into the sound of the future, theconversation.com, 2 giugno 2014. URL consultato il 2 agosto 2014.
  17. ^ Giorgio Moroder si racconta al Wired Next Fest, wired.it, 18 maggio 2014. URL consultato il 2 agosto 2014.
  18. ^ Michael Minden, Holger Bachmann, Fritz Lang's Metropolis: Cinematic Visions of Technology and Fear, Camden House, 2002, p. 126.
  19. ^ Canzoni per le Olimpiadi di Pechino, italian.cri.cn, 19 settembre 2008. URL consultato il 17 maggio 2014.
  20. ^ Scheda Archiviato il 10 maggio 2008 in Internet Archive. sulla nomina di Moroder a commendatore
  21. ^ Midnight (Giorgio Moroder Remix) - Single, iTunes. URL consultato il 22 aprile 2014.
  22. ^ Filmato audio Lady Gaga, Can't Give You Anything But Love - Giorgio Moroder Remix (Audio Video), su YouTube, 7 ottobre 2014. URL consultato il 13 maggio 2015.
  23. ^ 74 Is the New 24 - Single, iTunes. URL consultato il 20 aprile 2015.
  24. ^ Claudia Attanasi, Giorgio Moroder - Right Here, Right Now (feat. Kylie Minogue) (Radio Date: 19-01-2015), EarOne]], 19 gennaio 2015. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  25. ^ Déjà vu, Google Play. URL consultato il 20 aprile 2015.
  26. ^ Déjà Vu by Giorgio Moroder, su iTunes. URL consultato il 5 maggio 2015.
  27. ^ Ortisei, dodicimila in piazza per il ritorno di Giorgio Moroder, Quotidiano Alto Adige, 13 agosto 2016. URL consultato il 19 agosto 2016.
  28. ^ Giorgio Moroder regala alla sua Ortisei i dischi di platino per Flashdance, Quotidiano Alto Adige, 5 agosto 2016. URL consultato il 19 agosto 2016.
  29. ^ Luca Locati Luciani, Crisco Disco: Disco music & clubbing gay tra gli anni 70 e 80, Vololibero, 2013, capitolo dedicato a Giorgio Moroder.
  30. ^ Dettaglio decorato: Moroder Sig. Giovanni Giorgio - quirinale.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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