Rod Stewart

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Rod Stewart
Rod Stewart at Xcel Center DSC 0470 (14905955253).jpg
Rod Stewart nel 2014
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
GenereGlam rock
Soft rock
Hard rock
Folk rock
Rock and roll
Blues rock
British blues
Pop
Soul
Soul bianco
Periodo di attività musicale1964 – in attività
Strumentovoce, chitarra, armonica, banjo
Album pubblicati56
Studio30
Live4
Raccolte22
Sito ufficiale

Sir Roderick David "Rod" Stewart (Londra, 10 gennaio 1945) è un cantautore britannico.

Caratterizzato da una voce graffiante, è uno degli artisti rock di maggior successo di tutti i tempi, avendo venduto complessivamente più di 250 milioni di dischi in tutto il mondo.[1] Nel corso della sua lunga carriera, l'artista ha conquistato per dieci volte la prima posizione nelle classifiche degli album più venduti nel Regno Unito, ed è entrato per 26 volte nella top ten di quelle relative ai singoli. Soprannominato Rod the mod ("Rod il ribelle")[2], Stewart ha avuto un notevole successo anche negli Stati Uniti d'America, con 16 singoli entrati nella top ten delle classifiche Billboard Hot 100, quattro dei quali hanno raggiunto il primo posto. Inoltre, in occasione di un concerto gratuito davanti a circa 3 milioni e mezzo di spettatori sulla spiaggia di Copacabana, tenutosi il 31 dicembre 1994, il cantautore britannico è divenuto l'artista con maggiore affluenza di pubblico nell'intera storia del rock.

Vincitore di numerosi premi, Stewart ha conquistato nel corso della sua carriera un Grammy Award nel 2005, un BRIT Award nel 1993, un American Music Award nel 1994 e due World Music Awards nel 1993 e nel 2001. Nel 2008, la rivista Billboard lo ha posizionato al 17º posto nella classifica dei 100 artisti di maggior successo di tutti i tempi, mentre si trova alla posizione numero 59 nell'omologa classifica stilata dalla rivista Rolling Stone (che ha individuato tra i suoi migliori brani Maggie May, Tonight's the Night (Gonna Be Alright), e Downtown Train) .[3] Come artista solista, Stewart è stato inserito nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 1994, nella UK Music Hall of Fame nel 2006, ed una seconda volta nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 2012 (come membro dei Faces). Inoltre, il suo nome è scritto sulla Hollywood Walk of Fame.

Nel 2007, è stato nominato CBE (Commendatore dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico) a Buckingham Palace per i meriti e il contributo dato alla musica, mentre nel 2016 è stato nominato Sir dalla regina Elisabetta II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ultimogenito di una coppia di origine scozzese, Rod è, insieme a sua madre Elsie, l'unico Stewart nato in Inghilterra, più precisamente a Highgate, sobborgo di Londra. Suo padre, i suoi due fratelli e le sue due sorelle sono nati tutti in Scozia. Molto fiero della sua origine scozzese, è sempre stato un grande sostenitore del Celtic e della nazionale scozzese, nonché calciatore dilettante. Abbandonata la scuola all'età di 15 anni, Stewart lavorò brevemente come stampatore serigrafico, ma fu proprio il calcio la sua prima vocazione: nell'estate del 1960 fece quindi un provino per il Brentford F.C., allora militante in terza divisione, venendo tuttavia scartato[4]. Tra gli altri mestieri in cui si districò l'artista in giovane età ci sono quello di commesso nel negozio di famiglia e di fattorino di quotidiani, nonché di manovale per il cimitero di Highgate e di impiegato per un'impresa di pompe funebri a Barnet.

La sua passione per la musica cominciò invece cantando nei gruppi skiffle di Londra, e si rafforzò con un tour europeo del cantante folk Wizza Jones, che decise di portarlo con sé come corista. Nel 1964, ebbe brevi esperienze in diversi gruppi british blues, suonando con John Paul Jones (futuro bassista dei Led Zeppelin), Mick Fleetwood, Julie Driscoll, il tastierista Brian Auger e gli Steampacket di Long John Baldry. Successivamente, entrò nell'orbita di Jeff Beck, conoscendo Ron Wood, con il quale strinse un'importante e duratura amicizia. Nel 1969, il Jeff Beck Group si sciolse, e così Stewart e Wood si unirono ai Faces, gruppo erede degli Small Faces. Da quel momento, la carriera di Stewart si dipanò lungo il versante solista e quello del gruppo.

Rod Stewart (destra) e Ronnie Wood (sinistra) dei Faces, in concerto, 1975

L'album da solista The Rod Stewart Album, del 1969, ottenne qualche timido riscontro negli Stati Uniti ma non in patria, dove erano i Faces ad avere una discreta notorietà. Tuttavia, nel 1971, il suo terzo LP, grazie al singolo Maggie May, raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 statunitense, nonché nelle classifiche britanniche (per cinque settimane) ed in quelle australiane (per quattro settimane), oltre ad un terzo posto nei Paesi Bassi e ad una quinta posizione in Svizzera. Ciò avrebbe avuto inevitabili ripercussioni sui Faces, cui il frontman avrebbe fatto pesare il nuovo status di star. Si rivelò l'inizio di un periodo d'oro: oltre a Maggie May, tutti i singoli estratti ebbero un successo impressionante, come Mandolin Wind, Reason to Believe, Every Picture Tells a Story e Mine for Me, scritta insieme a Paul McCartney.

La popolarità di "Rod the Mod" contribuì a spingere le vendite dei dischi dei Faces, ma nel 1975 il divorzio si consumò inesorabilmente. Il cantante visse però un momento d'oro; ogni suo singolo si imponeva con una facilità stupefacente: Sailing e Tonight's the Night (Gonna Be Alright) lo confermarono come superstar, evidenziando altresì un allontanamento dal rock vero e proprio, in favore di un romantico soft rock, cui faceva da contrappeso la sua ruvida voce. Nei primi anni ottanta, egli introdusse elementi di synth pop nelle sue interpretazioni, e si mantenne saldamente in testa alle classifiche per qualche anno ancora. Progressivamente però, pur rimanendo assai popolare come personaggio, specialmente in Inghilterra, le sue frequentazioni con la hit parade diminuirono: lui stesso rimase preso tra la tentazione di ritrovare le proprie radici ed il terreno sicuro della ballata pop. Un esempio è Infatuation, ma si ricordano anche brani come Young Turks, Baby Jane, Every Beat of My Heart, People Get Ready (di nuovo insieme a Jeff Beck), Lost in You, Forever Young e My Heart Can't Tell You No, che diventarono dei classici degli anni ottanta.

Negli anni novanta, dopo il successo inaspettato dell'album Vagabond Heart, incise assieme a Bryan Adams e Sting il singolo All for Love, per la colonna sonora del film I tre moschettieri. Il brano, il cui titolo si ispira al motto dei tre moschettieri: «Uno per tutti, tutti per uno», fu scritto dallo stesso Adams con Mutt Lange e Michael Kamen. Il singolo raggiunse la vetta della Billboard Hot 100 il 22 gennaio 1994, rimanendovi per tre settimane. Nel 1998, Stewart decise di ritornare alle origini, ma un brutto colpo al suo tentativo di recuperare la vena propriamente rock gli venne dallo scarso successo di vendite dell'LP When We Were the New Boys.

La stella di Rod Stewart sulla Hollywood Walk of Fame

Forse anche per questo, i due dischi successivi, Human e It Had to Be You, seguirono altre strade: quella del soul per il primo, quella dello swing per il secondo, uscito nel 2002 e composto da reinterpretazioni standard del canzoniere statunitense. Il secondo volume di quest'ultimo progetto, As Time Goes By..., vide la luce nell'autunno 2003, e fu seguito da un terzo nel 2004, che gli valse il primo posto nelle classifiche USA dopo 25 anni, Thanks for the Memory, nel 2005, ed infine Fly Me to the Moon...The Great American Songbook Volume V nel 2010. Nel 2007, uscì Still the Same... Great Rock Classics of Our Time, raccolta in cui Stewart reinterpreta successi della storia rock degli anni sessanta e settanta. Con queste sette pubblicazioni di pezzi storici della musica americana, Stewart ha venduto circa 20 milioni di copie.

Nel 2009, uscì la raccolta Session 1971-1998, un cofanetto di 4 CD racchiudente versioni alternative di molte canzoni celebri del cantante, oltre ad una serie di inediti mai pubblicati. Nel 2010, fu la volta di Soulbook, un album di classici brani soul della storia della musica, come You Make Me Feel Brand New (con Mary J. Blige), What Becomes of the Broken Hearted, My Cherie Amour (con Stevie Wonder) e molti altri pregevoli pezzi magistralmente interpretati.

Nel maggio 2013, Stewart tornò sulla scena musicale con Time, il suo ventottesimo album, composto da dodici inediti, undici anni dopo Human, suo ultimo lavoro di canzoni originali. Prodotto dallo stesso artista insieme a Kevin Savigar, suo collaboratore degli anni Ottanta e Novanta, il disco ha segnato il ritorno alle sonorità pop-rock che hanno contraddistinto la pluridecennale carriera del cantante londinese. Time, anticipato dal singolo She Makes Me Happy, schizzò in testa alle classifiche britanniche, 37 anni dopo la prima posizione ottenuta da un album di studio di Rod The Mod (A Night on the Town). Il 23 giugno 2015, Stewart annunciò l'uscita di un nuovo album in studio, intitolato Another Country, pubblicato ad ottobre dello stesso anno. Nel 2017, l'artista ha inoltre collaborato con il gruppo pop-rock statunitense DNCE nella realizzazione di una versione remixata del suo grande successo Da Ya Think I'm Sexy?, presentata agli MTV Video Music Awards.

Nel luglio 2018, Stewart ha rilasciato il singolo Didn't I (con la partecipazione della cantante Bridget Cady), in vista dell'uscita del suo nuovo album Blood Red Roses, pubblicato il 28 settembre dello stesso anno[5]. Il 22 novembre 2019, in occasione dei cinquant'anni di carriera dell'artista britannico, è quindi uscito l'album You're In My Heart: Rod Stewart With The Royal Philharmonic Orchestra, una raccolta di successi di Stewart ri-arrangiati dalla Royal Philharmonic Orchestra (oltre ad un duetto con Robbie Williams e ad un brano inedito: Stop Loving Her Today)[6]. Entrambi i dischi hanno raggiunto la prima posizione nelle classifiche settimanali degli album più venduti nel Regno Unito, a cinque anni di distanza dall'ultimo successo (Time).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei decenni Stewart ha avuto numerose frequentazioni, specialmente con modelle bionde, che sono culminate in tre matrimoni e otto figli: il primo rapporto stabile fu quello che il cantautore ebbe, nel 1961, con la studentessa d'arte Susannah Boffey, dalla quale nacque la figlia Sarah (data poi in adozione ad un'altra famiglia, e rimasta in ottimi rapporti con l'artista). Tra le altre frequentazioni a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '70 sono menzionabili quelle con le modelle Jennie Rylance e Dee Harrington nonché con l'attrice svedese Britt Ekland. Il primo matrimonio venne invece celebrato nel 1979 con la statunitense Alana Hamilton, concludendosi con una separazione nel 1984 dopo aver avuto i figli Kimberley (1979) e Sean (1980). Già prima che il matrimonio terminasse, infatti, Stewart stava portando avanti una relazione con la modella texana Kelly Emberg, al cui fianco sarebbe rimasto per sette anni ed avuto la figlia Ruby (1987). Il secondo matrimonio avvenne invece nel 1991 con la supermodella neozelandese Rachel Hunter, dalla cui unione nacquero altri due figli: Renée (1992) e Liam (1994). Tuttavia, la coppia si separò nel 1999, divorziando nel 2006[7]. Il 16 giugno 2007 Stewart si è risposato a Santa Margherita Ligure con la personalità televisiva Penny Lancaster, sua ultima fiamma. Il rito è stato celebrato a Villa Durazzo e la festa si è svolta all'Abbazia della Cervara[8]. Dal 2009 Rod e Penny, in attesa dell'ottavo erede (Aiden, nato nel 2011), hanno deciso di tornare in Inghilterra e si sono stabiliti dapprima ad Epping e poi ad Harlow[9], nell'Essex[10].

Nel maggio del 2000, a Stewart fu diagnosticato un cancro alla tiroide, per il quale si sottopose ad intervento chirurgico nello stesso mese; era stato precedentemente riferito che il cantautore avesse un nodulo benigno del cavo vocale.[11] Oltre a costituire un notevole pericolo per la propria salute, la chirurgia che ne derivava minacciò la voce dell'artista, che pertanto dovette ri-imparare a cantare.[12] Da allora, Stewart è molto attivo nel raccogliere fondi per la fondazione City of Hope, per trovare cure per ogni forma di cancro, specie quelle che colpiscono i bambini.

Prima di fare ritorno in Gran Bretagna, Stewart ha giocato per la squadra di calcio degli LA Exiles, composta da espatriati principalmente inglesi ed alcune celebrità, tra cui Billy Duffy del gruppo rock The Cult, in un campionato di calcio senior a Palos Verdes, California.[13]

Nonostante il padre sia un tifoso dell'Hibernian, Stewart è un grande fan del Celtic, che egli menziona in "You're in My Heart (The Final Acclaim)". L'artista sostiene la nazionale scozzese e segue inoltre il Manchester United come sua "squadra inglese". Il suo amore per il Celtic ed il Manchester United è stato spiegato nel libro di Frank Worrall, Celtic United. Stewart ha fatto ulteriore chiarezza nel suo libro del 2012, Rod. L'autobiografia di Rod Stewart, specificando che "aveva un semplice legame affettivo per il Manchester United negli anni Settanta, ma solo perché aveva tanti grandi giocatori scozzesi [...], tra cui Denis Law... Quando sono andato finalmente d'accordo con una squadra, questa era il Celtic".

Stewart è un appassionato di modellismo ferroviario. In un'intervista rilasciata nel 2007 alla rivista statunitense Model Railroader, Stewart disse che per lui significava di più essere in una rivista di modellismo che in una rivista di musica.[14] L'artista è inoltre un collezionista di auto, possedendo un raro esemplare di Ferrari Enzo.

Nel 2007, Rod Stewart è entrato a far parte dell'Ordine dell'Impero Britannico con il titolo di Comandante, per i servizi resi nel campo della musica. In occasione della cerimonia a Buckingham Palace, Stewart ha commentato: "È un'occasione meravigliosa, siamo l'unico Paese al mondo ad onorare l'uomo comune". Inoltre, nel 2016 gli è stata concessa l'onorificenza di Knight Bachelor.

Si stima che Stewart possegga una fortuna di circa 200 milioni di sterline, secondo la Sunday Times Rich List del 2020, facendone uno dei dieci artisti più ricchi dell'industria musicale britannica.[15]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di ottobre 2011, l'artista, insieme a Sting, Julio Iglesias, Eros Ramazzotti ed Ennio Morricone, ha tenuto concerti a Tashkent, capitale dell'Uzbekistan, come eventualità principali del festival culturale che vi si organizza con periodicità annuale.[16] Le polemiche nascono dal fatto che il festival è considerato espressione del potere dittatoriale di Islom Karimov, la cui figlia, Gulnora Karimova, è promotrice e organizzatrice dell'evento.[16] Il festival fornisce uno strumento di visibilità, propaganda e consenso a uno dei peggiori regimi del pianeta, considerato, secondo i rapporti di Human Rights Watch, tra i più truci e repressivi del mondo, tanto da contendersi il primato negativo con i regimi di Corea del Nord e Birmania.[16]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Anni '60/'70[modifica | modifica wikitesto]

Anno Singolo Posizione[17][18][19] Certificazioni Album
UK AUS CAN GER IRL NLD NZL SWE SWI USA USA
AC
1964 Good Morning Little Schoolgirl/I'm Gonna Move to the Outskirts of Town /
1965 The Day Will Come/Why Does It Go On
1966 Shake/I Just Got Some
1968 Little Miss Understood/So Much to Say
1969 Street Fighting Man An Old Raincoat Won't Ever Let You Down
1970 It's All Over Now 126 Gasoline Alley
1971 Reason to Believe/
Maggie May 1
1 1 24
1
1 Every Picture Tells a Story
Every Picture Tells a Story/Reason to Believe (Spagna)
(I Know) I'm Losing You 66 4 41 14 24
Dirty Old Town An Old Raincoat Won't Ever Let You Down
1972 Handbags and Gladrags 69 42
You Wear It Well 1 13 7 35 2 13 Never a Dull Moment
In a Broken Dream
'(con Python Lee Jackson) 2
3[21] 56 In a Broken Dream
Angel 4 11 40 Never a Dull Moment
What's Made Milwaukee Famous (Has Made a Loser Out of Me) 3 4 71 11
1973 I've Been Drinking
(con The Jeff Beck Group)
27 /
Twistin' the Night Away 98 59 Never a Dull Moment
Oh! No Not My Baby 6 57 8 59 /
1974 Farewell/Bring It On Home to Me/You Send Me 7 47 11 Smiler
Mine for Me 91
You Can Make Me Dance, Sing or Anything (Even Take the Dog for a Walk, Mend a Fuse, Fold Away the Ironing Board, or Any Other Domestic Shortcomings)
(con Faces) 4
12 Snakes and Ladders
1975 Sailing 5 1 2 4 1 1 3 13 2 58 Atlantic Crossing
This Old Heart of Mine 4 45 41 3 83
1976 Tonight's the Night (Gonna Be Alright) 5 3 1 26 2 5 2 7 1 2 A Night on the Town
The Killing of Georgie (Part I and II) 2 38 33 36 25 30
Get Back 11 29 39 23 10 All This and World War II [Soundtrack]
Maggie May 31 13 The Best of Rod Stewart
1977 I Don't Want to Talk About It 6 1 19 1 4 1 2 46 Atlantic Crossing
The First Cut Is the Deepest 6 1 11 1 4 1 5 21 3 A Night on the Town
You're in My Heart (The Final Acclaim) 3 1 1 2 8 2 4 7 Foot Loose & Fancy Free
You're Insane
1978 Hot Legs 5 42 4 4 8 31 28
I Was Only Joking 5 35 4 4 8 56 22 31
Ole Ola (Mulher Brasileira)
(con la Nazionale scozzese di calcio del '78)
4 44 /
Da Ya Think I'm Sexy? 1 1 1 9 1 6 2 11 8 1 Blondes Have More Fun
1979 Ain't Love a Bitch 11 44 4 5 29 22
Blondes (Have More Fun) 63 23
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Anno Singolo Posizione[17][18][19] Album
UK AUS CAN GER IRL NLD NZL SWE SWI USA USA
AC
USA
Main.
1980 (If Loving You Is Wrong) I Don't Want to Be Right 23 Foot Loose & Fancy Free
Passion 17 16 2 13 6 5 7 5 4 5 Foolish Behaviour
My Girl 32 21 41 42
1981 Somebody Special 71
Gi' Me Wings 45
Oh God, I Wish I Was Home Tonight 74 4
Tonight I'm Yours (Don't Hurt Me) 8 6 2 50 16 1 10 9 20 29 Tonight I'm Yours
Young Turks 11 3 2 30 14 1 19 5 23
1982 How Long 41 2 6 49 5
Jealous 44
Just Like a Woman
Tora, Tora, Tora (Out with the Boys) 38
The Great Pretender (live) Absolutely Live
Guess I'll Always Love You (live) 60 21
I Don't Want to Talk About It (live) 6 7
1983 Baby Jane 1 10 1 1 9 14 3 2 14 Body Wishes
What Am I Gonna Do (I'm So In Love with You) 3 68 9 2 31 3 35
Sweet Surrender 23 42 14 21
1984 Infatuation 27 32 15 27 12 36 13 16 6 5 Camouflage
Some Guys Have All the Luck 95 16 58 11 10 3 27
All Right Now 72
Trouble 95
1985 People Get Ready
(con Jeff Beck)
23 35 15 24 48 5 Flash
1986 Love Touch 27 12 14 8 17 11 13 6 5 26 Every Beat of My Heart
Every Beat of My Heart 2 26 14 2 11 32 11 83
Another Heartache 54 24 52 45
In My Life 80
1987 Twistin' the Night Away (versione del 1987) 27 80 Colonna sonora di Salto nel buio
1988 Lost in You 21 22 25 14 34 30 12 3 Out of Order
Forever Young 57 94 41 46 12 3 13
My Heart Can't Tell You No 49 2 1 4 3 50
1989 Crazy About Her 60 4 10 3 4 1 11 2
Dynamite 16
This Old Heart of Mine (Is Weak for You) (versione del 1989)
(con Ronald Isley)
51 94 51 25 49 10 1 Storyteller /
The Best of Rod Stewart
Downtown Train 10 29 39 13 42 30 3 1 1
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Anno Singolo Posizione[17][18][19] Certificazioni Album
UK AUS CAN GER IRL NLD NZL SWE SWI USA USA
AC
1990 I Don't Want to Talk About It (reincisione) 6 2 Storyteller
It Takes Two
(con Tina Turner)
5 16 22 4 3 19 11 10 Vagabond Heart
1991 Rhythm of My Heart 3 2 4 1 21 6 17 9 5 2 13
The Motown Song
(feat. The Temptations)
10 26 21 2 23 11 10 3
Broken Arrow 54 63 71 21 26 20 3
Rebel Heart 17
You Are Everything
My Town
(Glass Tiger feat. Rod Stewart)
34 Simple Mission
1992 People Get Ready (versione del 1992)
(con Jeff Beck)
49 Storyteller
Your Song 41 60 41 6 Two Rooms (tributo ad Elton John)
Broken Arrow 41 60 Vagabond Heart
Tom Traubert's Blues (Waltzing Matilda) 6 61 18 4 4 40 39 9 Lead Vocalist
1993 Ruby Tuesday 11 57 19 21
Shotgun Wedding 21
Have I Told You Lately (live) 5 12 59 13 41 39 5 1 Unplugged...and Seated
Reason to Believe (live) 51 79 19 2
People Get Ready (live) 45
Cut Across Shorty (live) 16
All for Love
(con Bryan Adams e Sting)
2 1 1 1 3 5 1 1 1 Colonna sonora de I tre moschettieri
Having a Party (live) 36 6 Unplugged...and Seated
1995 You're the Star 19 53 42 30 A Spanner in the Works
Leave Virginia Alone 53 52 10
Lady Luck 56 65
This 33
1996 So Far Away 74 2 Tapestry Revisited: A Tribute to Carole King
Purple Heather
(con la Nazionale scozzese di calcio del 1996)
16 A Spanner in the Works
If We Fall in Love Tonight 58 70 54 4 If We Fall in Love Tonight
1997 When I Need You
Da Ya Think I'm Sexy?
(N-Trance feat. Rod Stewart)
7 3 15 10 23 1 15 21 Happy Hour
1998 Ooh La La 16 73 92 39 3 When We Were the New Boys
Cigarettes and Alcohol 13
Rocks 55 31
When We Were the New Boys 75
Superstar
1999 Faith of the Heart 60 99 3 Colonna sonora di Patch Adams
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Anni '00[modifica | modifica wikitesto]

Anno Singolo Posizione[17][19] Album
UK AUS GER NLD NZL USA USA
AC
2000 Run Back Into Your Arms 74 Human
2001 I Can't Deny Itv 26 89 90 36 18
Don't Come Around Herev
(con Helicopter Girl)
79 30
2002 These Foolish Things 13 It Had to Be You: the Great American Songbook
2003 They Can't Take That Away from Me 27
Bewitched, Bothered and Bewildered
(con Cher)
17 As Time Goes By: the Great American Songbook Volume II
I Only Have Eyes for You
(con Ana Belén)
2004 Time After Time 21
Smile
What a Wonderful World
(feat. Stevie Wonder)
85 13 Stardust: The Great American Songbook Volume III
Baby, It's Cold Outside
(con Dolly Parton)
2
2005 Blue Moon
(feat. Eric Clapton)
23 Stardust: the Great American Songbook III
I've Got a Crush on You
(con Diana Ross)
19 Thanks for the Memory: The Great American Songbook Volume IV
I've Got My Love to Keep Me Warm 22
2006 Have You Ever Seen the Rain? 6 Still the Same... Great Rock Classics of Our Time
2007 Fooled Around and Fell in Love 13
It's a Heartache
2009 It's the Same Old Song Soulbook
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Anni '10[modifica | modifica wikitesto]

Anno Singolo Posizione[17][19] Album
UK AUS GER NLD NZL USA USA
AC
2010 My Cherie Amour
(feat. Stevie Wonder)
Soulbook
Everybody Hurts 1 28 16 17 /
I've Got You Under My Skin Fly Me to the Moon... The Great American Songbook Volume V
Beyond the Sea
2012 Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow! 1[23] Merry Christmas, Baby
Merry Christmas Baby
(con Cee Lo Green e Trombone Shorty)
111 18
Winter Wonderland
(con Michael Bublé)
26
We Three Kings
(con Mary J. Blige)
Have Yourself a Merry Little Christmas 51 28
2013 She Makes Me Happy 12 Time
It's Over 91
Brighton Beach
Can't Stop Me Now 199 22
Forever Young [A] 55 Time - Special Edition
2014 Beautiful Morning Time
2015 Everyday
(con ASAP Rocky, Miguel e Mark Ronson)
56 49 92 At. Long. Last. ASAP
Love Is 37 Another Country
Please
2017 Da Ya Think I'm Sexy?
(feat. DNCE)
11 /
2018 Didn't I Blood Red Roses
Look in Her Eyes
Grace
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Note:

  • [A] Presente anche in album precedenti.

1 Sebbene "Reason to Believe" fosse il lato A, il singolo fu elencato nelle classifiche britanniche come Maggie May/Reason to Believe.
2 "In a Broken Dream" fu accreditata a Python Lee Jackson e pubblicata come singolo alla fine del 1969. Tuttavia, il singolo non entrò in classifica nel Regno Unito fino al 1972.
3 "What's Made Milwaukee Famous (Has Made a Loser Out of Me)" fu pubblicata come doppio lato A con "Angel" in Regno Unito ed Irlanda.
4 "You Can Make Me Dance..." fu accreditata a Rod Stewart/Faces, almeno in Regno Unito.[24]
5 "Sailing" fu usata nel 1976 come colonna sonora della serie-documentario BBC documentary Sailor, sulla HMS Ark Royal, e quando fu successivamente ri-pubblicata raggiunse la posizione n. 3 nella Official Singles Chart. Nel 1987, il brano entrò di nuovo in classifica nel Regno Unito poiché fu ri-pubblicata come singolo di beneficenza dopo il disastro del traghetto Herald of Free Enterprise.
6 "The First Cut Is the Deepest" e "I Don't Want to Talk About It" furono pubblicate come doppio lato A in Regno Unito nel 1977. A livello internazionale, la prima fu pubblicata nel 1977 e la seconda nel 1979. Tuttavia, una nuova versione di "I Don't Want to Talk About It", inclusa nell'antologia di Stewart Storyteller, raggiunse la posizione n. 2 nella classifica Adult Contemporary di Billboard nel 1990.

Gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua carriera è stato un membro dei seguenti gruppi:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
«Per i servizi alla musica.»
— 30 dicembre 2006
Knight Bachelor - nastrino per uniforme ordinaria Knight Bachelor
«Per i servizi alla musica e alla carità.»
— 11 giugno 2016[25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rod Stewart speaks exclusively ahead of Shrewsbury show, su shropshirestar.com.
  2. ^ Rod "the Mod" è diventato Sir
  3. ^ 100 Greatest Singers of All Time: Rod Stewart, su Rolling Stone. URL consultato il 22 giugno 2015.
  4. ^ Tim Ewbank e Stafford Hildred, Rod Stewart: The New Biography, Piatkus, 2004.
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