Rod Stewart

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Rod Stewart
Rod Stewart at Xcel Center DSC 0470 (14905955253).jpg
Rod Stewart nel 2014
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
GenereGlam rock
Soft rock
Hard rock
Folk rock
Rock and roll
Blues rock
British blues
Pop
Soul
Soul bianco
Periodo di attività musicale1964 – in attività
Strumentovoce, chitarra, armonica
GruppiThe Jeff Beck Group
Album pubblicati41
Studio30
Live2
Raccolte9
Sito ufficiale

Sir Roderick David "Rod" Stewart (Londra, 10 gennaio 1945) è un cantautore britannico. Caratterizzato da una voce graffiante, è uno degli artisti rock di maggior successo di tutti i tempi, avendo venduto complessivamente più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo.[1] Nel corso della sua lunga carriera, l'artista ha conquistato per ben 6 volte la prima posizione nelle classifiche degli album più venduti nel Regno Unito, ed è entrato per 31 volte nella top ten di quelle relative ai singoli. Soprannominato "Rod the mod" ("Rod il ribelle")[2], Stewart ha avuto un notevole successo anche negli Stati Uniti d'America, con 16 singoli entrati nella top ten delle classifiche Billboard Hot 100, 4 dei quali hanno raggiunto il primo posto. Inoltre, in occasione di un concerto gratuito davanti a circa 3 milioni e mezzo di spettatori sulla spiaggia di Copacabana, tenutosi il 31 dicembre 1994, il cantautore britannico è divenuto l'artista con maggiore affluenza di pubblico nell'intera storia del rock. Nel 2007, è stato nominato CBE, Commendatore dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico a Buckingham Palace per i meriti e il contributo dato alla musica, mentre nel 2016 è stato nominato Sir dalla regina Elisabetta II.

Vincitore di numerosi premi, Stewart ha conquistato nel corso della sua carriera 1 Grammy Award nel 2005, 1 BRIT Awards nel 1993, 1 American Music Award nel 1994 e 2 World Music Award nel 1993 e nel 2001. Nel 2008, la rivista Billboard lo ha posizionato al 17esimo posto nella classifica dei 100 artisti di maggior successo, mentre si trova alla posizione numero 59 nella classifica dei 100 maggiori cantanti di tutti i tempi, stilata dalla rivista Rolling Stone (che ha individuato tra i suoi migliori brani Maggie May, Tonight's the Night (Gonna Be Alright), e Downtown Train) .[3] Come artista solista, Stewart è stato inserito nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 1994, nella UK Music Hall of Fame nel 2006 e una seconda volta nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 2012, come membro del gruppo dei Faces. Infine, il suo nome è scritto anche sulla Hollywood Walk of Fame, a Hollywood.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ultimogenito di una coppia di origine scozzese, Rod è, insieme a sua madre Elsie, l'unico Stewart nato in Inghilterra, a Highgate, sobborgo di Londra. Suo padre, i suoi due fratelli e le sue due sorelle sono nati tutti in Scozia. Molto fiero della sua origine scozzese, è sempre stato un grande sostenitore del Celtic e della nazionale scozzese, nonché calciatore dilettante. Gioca tuttora, quando può, in una squadra seniores. Il calcio fu la prima vocazione di Stewart, tanto da avere la possibilità di ottenere un contratto da professionista, ma la sua passione per la musica, iniziata cantando nei gruppi skiffle di Londra, si rafforzò con un tour europeo del cantante folk Wizza Jones, che decise di portarlo con sé come corista.

Nel 1964, ebbe brevi esperienze in diversi gruppi british blues, suonando con John Paul Jones (futuro bassista dei Led Zeppelin), Mick Fleetwood, Julie Driscoll, il tastierista Brian Auger e gli Steampacket di Long John Baldry. Successivamente, entrò nell'orbita di Jeff Beck, conoscendo Ron Wood, con il quale strinse un'importante e duratura amicizia. Nel 1969, il Jeff Beck Group si sciolse, e così Stewart e Wood si unirono ai Faces, gruppo erede degli Small Faces. Da quel momento, la carriera di Stewart si dipanò lungo il versante solista e quello del gruppo.

Rod Stewart (destra) e Ronnie Wood (sinistra) dei Faces, in concerto, 1975

The Rod Stewart Album, del 1969, ottenne qualche timido riscontro in USA ma non in patria, dove erano i Faces ad avere una discreta notorietà. Tuttavia, nel 1971, il suo terzo LP, grazie al singolo Maggie May, raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 statunitense, nonché nelle classifiche britanniche (per cinque settimane) ed in quelle australiane (per quattro settimane), oltre ad un terzo posto nei Paesi Bassi e ad una quinta posizione in Svizzera. Ciò avrebbe avuto inevitabili ripercussioni sui Faces, cui il frontman avrebbe fatto pesare il nuovo status di star. Si rivelò l'inizio di un periodo d'oro: oltre a Maggie May, tutti i singoli estratti ebbero un successo impressionante, come Mandolin Wind, Reason to Believe, Every Picture Tells a Story e Mine for Me, scritta insieme a Paul McCartney.

La popolarità di "Rod the Mod" contribuì a spingere le vendite dei dischi dei Faces, ma nel 1975 il divorzio si consumò inesorabilmente. Il cantante visse però un momento d'oro; ogni suo singolo si imponeva con una facilità stupefacente: Sailing e Tonight's the Night lo confermarono come superstar, evidenziando altresì un allontanamento dal rock vero e proprio, in favore di un romantico soft rock, cui faceva da contrappeso la sua ruvida voce. Nei primi anni ottanta, egli introdusse elementi di synth pop nelle sue interpretazioni, e si mantenne saldamente in testa alle classifiche per qualche anno ancora. Progressivamente però, pur rimanendo assai popolare come personaggio, specialmente in Inghilterra, le sue frequentazioni con la hit parade diminuirono: lui stesso rimase preso tra la tentazione di ritrovare le proprie radici ed il terreno sicuro della ballata pop. Un esempio è Infatuation, ma si ricordano anche brani come Young Turks, Baby Jane, Every Beat of My Heart, People Get Ready (di nuovo insieme a Jeff Beck), Lost in You, Forever Young e My Heart Can't Tell You No, che diventano dei classici degli anni ottanta.

Negli anni novanta, dopo il successo inaspettato dell'ottimo Vagabond Heart, incise insieme a Bryan Adams e Sting il singolo All for Love, per la colonna sonora del film I tre moschettieri. Il brano, il cui titolo si ispira al motto dei tre moschettieri: «Uno per tutti, tutti per uno», fu scritto dallo stesso Adams con Mutt Lange e Michael Kamen. Il singolo raggiunse la vetta della Billboard Hot 100 il 22 gennaio 1994, rimanendovi per tre settimane. Nel 1998, Stewart decise di ritornare alle origini, ma un brutto colpo al suo tentativo di recuperare la vena propriamente rock gli venne dallo scarso successo di vendite dell'LP When We Were the New Boys.

Biglietto per un concerto di Rod Stewart, 1993

Forse anche per questo, i due dischi successivi, Human e It Had to Be You, seguirono altre strade: quella del soul per il primo, quella dello swing per il secondo, uscito nel 2002 e composto da reinterpretazioni standard del canzoniere statunitense. Il secondo volume di quest'ultimo progetto, As Time Goes By..., vide la luce nell'autunno 2003, e fu seguito da un terzo nel 2004, che gli valse il primo posto nelle classifiche USA dopo 25 anni, Thanks for the Memory, nel 2005, ed infine Fly Me to the Moon...The Great American Songbook Volume V nel 2010. Nel 2007, uscì Still the Same... Great Rock Classics of Our Time, raccolta in cui Stewart reinterpreta successi della storia rock degli anni sessanta e settanta. Con queste sette pubblicazioni di pezzi storici della musica americana, Stewart ha venduto circa 20 milioni di copie.

Nel 2009, uscì la raccolta Session 1971-1998, un interessante cofanetto di 4 CD racchiudente versioni alternative di molte canzoni celebri del cantante, oltre ad una serie di inediti mai pubblicati. Nel 2010, fu la volta di Soulbook, un album di classici brani soul della storia della musica, come You Make Me Feel Brand New (con Mary J. Blige), What Becomes of the Broken Hearted, My Cherie Amour (con Stevie Wonder) e molti altri pregevoli pezzi magistralmente interpretati.

Nel maggio 2013, Stewart tornò sulla scena musicale con Time, il suo ventottesimo album, composto da dodici inediti, undici anni dopo Human, suo ultimo lavoro di canzoni originali. Prodotto dallo stesso artista insieme a Kevin Savigar, suo collaboratore degli anni Ottanta e Novanta, il disco ha segnato il ritorno alle sonorità pop-rock che hanno contraddistinto la pluridecennale carriera del cantante londinese. Time, anticipato dal singolo She Makes Me Happy, è subito schizzato in testa alle classifiche britanniche, trentasette anni dopo la prima posizione ottenuta da un album di studio di Rod The Mod, A Night on the Town. Il 23 giugno 2015, Stewart ha annunciato l'uscita di un nuovo album in studio, intitolato Another Country, pubblicato ad ottobre dello stesso anno. Nel 2017, l'artista ha inoltre collaborato con il gruppo pop-rock statunitense DNCE nella realizzazione di una versione remixata del suo grande successo Da Ya Think I'm Sexy?, presentata agli MTV Video Music Awards.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio del 2000, a Stewart fu diagnosticato un cancro alla tiroide, per il quale si sottopose ad intervento chirurgico nello stesso mese; era stato precedentemente riferito che il cantautore avesse un nodulo benigno del cavo vocale.[4] Oltre a costituire un notevole pericolo per la propria salute, la chirurgia che ne derivava minacciò la voce dell'artista, che pertanto dovette ri-imparare a cantare.[5] Da allora, Stewart è molto attivo nel raccogliere fondi per la fondazione City of Hope, per trovare cure per ogni forma di cancro, specie quelle che colpiscono i bambini.

Prima di fare ritorno in Gran Bretagna, Stewart ha giocato per la squadra di calcio degli LA Exiles, composta da espatriati principalmente inglesi ed alcune celebrità, tra cui Billy Duffy del gruppo rock The Cult, in un campionato di calcio senior a Palos Verdes, California.[6]

Nonostante il padre sia un tifoso dell'Hibernian, Stewart è un grande fan del Celtic, che egli menziona in "You're in My Heart (The Final Acclaim)". L'artista sostiene la nazionale scozzese e segue inoltre il Manchester United come sua "squadra inglese". Il suo amore per il Celtic ed il Manchester United è stato spiegato nel libro di Frank Worrall, Celtic United. Stewart ha fatto ulteriore chiarezza nel suo libro del 2012, Rod. L'autobiografia di Rod Stewart, specificando che "aveva un semplice legame affettivo per il Manchester United negli anni Settanta, ma solo perché aveva tanti grandi giocatori scozzesi [...], tra cui Denis Law ... Quando sono andato finalmente d'accordo con una squadra, questa era il Celtic".

Stewart è un appassionato di modellismo ferroviario. In un'intervista rilasciata nel 2007 alla rivista statunitense Model Railroader, Stewart disse che per lui significava di più essere in una rivista di modellismo che in una rivista di musica.[7] L'artista è inoltre un collezionista di auto, possedendo un raro esemplare di Ferrari Enzo.

Nel 2007, Rod Stewart è entrato a far parte dell'Ordine dell'Impero Britannico con il titolo di Comandante, per i servizi resi nel campo della musica. In occasione della cerimonia a Buckingham Palace, Stewart ha commentato: "È un'occasione meravigliosa, siamo l'unico Paese al mondo ad onorare l'uomo comune". Inoltre, nel 2016 gli è stata concessa l'onorificenza di Knight Bachelor.

Si stima che Stewart possegga una fortuna di circa 180 milioni di sterline, secondo la Sunday Times Rich List del 2018, facendone uno dei 12 artisti più ricchi dell'industria musicale britannica.[8]

Il 16 giugno 2007 si è sposato a Santa Margherita Ligure con Penny Lancaster. Il rito è stato celebrato a Villa Durazzo e la festa si è svolta all'Abbazia della Cervara[9]. Dal 2009 Rod e Penny, in attesa dell'ottavo erede, hanno deciso di tornare nell'amata Inghilterra e si sono stabiliti a Epping, nell'Essex[10].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Cover in italiano[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua carriera è stato un membro dei seguenti gruppi:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
«Per i servizi alla musica.»
— 30 dicembre 2006
Knight Bachelor - nastrino per uniforme ordinaria Knight Bachelor
«Per i servizi alla musica e alla carità.»
— 11 giugno 2016[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rod Stewart speaks exclusively ahead of Shrewsbury show
  2. ^ Rod "the Mod" è diventato Sir
  3. ^ 100 Greatest Singers of All Time: Rod Stewart, su Rolling Stone. URL consultato il 22 giugno 2015.
  4. ^ Rod Stewart faces thyroid cancer, in USA Today, 22 febbraio 2001. URL consultato il 22 maggio 2010.
  5. ^ Rod Stewart's cancer battle, CNN. URL consultato il 28 settembre 2014.
  6. ^ Palos Verdes Football ground, palosverdesrealty.net; accessed 14 giugno 2016. Archiviato il 21 novembre 2008 in Internet Archive.
  7. ^ Nigel Reynolds, Rod Stewart is a model railway enthusiast, in The Daily Telegraph (London, UK), 24 ottobre 2007. URL consultato il 22 maggio 2010.
  8. ^ Here are the 40 richest musicians in the UK, in Digital Spy, 10 maggio 2018. URL consultato il 2 luglio 2018.
  9. ^ Rod Stewart sposo in incognito, tgcom.it
  10. ^ Precisamente qui
  11. ^ The London Gazette (PDF), nº 61608, 11 June 2016, p. B2.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Rod Stewart - Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!

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