Lonnie Donegan

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Lonnie Donegan
NazionalitàScozia Scozia
GenerePop rock[1]
Country[1]
Blues[1]
Folk[1]
Periodo di attività musicale1949 – 2002
Strumentovoce
chitarra
banjo
EtichettaHallmark Recording, Mercury, Zircon, Sequel, Pye, Atlantic, Decca Records, Delta, Sanctuary, United States, RCA, Castle Music, Black Hole Rec.[1]
Album pubblicati21
Sito ufficiale

Anthony James Donegan, detto Lonnie (Glasgow, 29 aprile 1931Peterborough, 3 novembre 2002), è stato un cantante e chitarrista scozzese.

Recuperato lo skiffle dall'originario ambiente statunitense, Donegan lo rilanciò sulla scena musicale britannica rendendolo estremamente popolare nel Merseyside degli anni cinquanta.

Soprannominato dai musicisti e dai fan il “Great One”[2], per il talento e lo stile innovativo meritò il titolo di “re dello skiffle”[3].

I primi passi[modifica | modifica wikitesto]

Lonnie Donegan era entrato in contatto con la musica fin da piccolo. Il padre era infatti il primo violino nella National Scottish Orchestra, e questo aveva affinato in lui la sensibilità musicale.

Discostandosi dall'esempio paterno, iniziò a suonare la chitarra acustica e il banjo per poi volgere le proprie attenzioni ad altri generi musicali, appassionandosi dapprima al jazz e poi alla musica folk e al blues.

A diciassette anni cambiò il nome di battesimo in onore del mitico bluesman Lonnie Johnson, dopo il servizio militare si unì alla Ken Colyer Band, un gruppo jazz che era fra le migliori formazioni locali del genere, e successivamente, nel 1951, formò i Washboard Wonders, gruppo nel quale suonava la chitarra e il banjo, assieme a Chris Barber al contrabbasso e a Beryl Bryden alle percussioni e allo washboard: il loro repertorio comprendeva richiami agli spiritual americani, al blues, al folk e allo skiffle[4].

La carriera artistica[modifica | modifica wikitesto]

45 giri del gruppo Chas McDevitt

Il successo e la popolarità giunsero con Rock Island Line, un pezzo che Donegan aveva inciso in un album del luglio 1954 e che, trasformato in singolo, a gennaio del 1956 balzò in cima alle classifiche inglesi[5]; il brano infiammava l'entusiasmo degli spettatori nelle esibizioni live e viene considerato la scintilla che accese l'interesse per lo skiffle e la conseguente fioritura di gruppi musicali che si ispiravano a quel genere[6]. Data la relativa semplicità degli strumenti adoperati, sull'impulso del suo successo il genere musicale costituì la spinta alla formazione di migliaia di gruppi musicali[7], fra i quali emersero The Vipers Skiffle Group, il Chas McDevitt Group[8] e in particolare i Quarry Men, gruppo che rappresentava l'ossatura dei futuri Beatles[9]. Rock Island Line fu il primo pezzo in assoluto provato dal nascenti Quarry Men[10].

Donegan abbandonò il proprio gruppo l'anno successivo e iniziò una lunga carriera solista. Andò in tournée negli Stati Uniti, dove si esibì in popolari programmi TV e in concerti live assieme a rockstar famose come Chuck Berry, poi ritornò in patria e mise insieme un nuovo gruppo che eseguiva blues e skiffle, influenzando fortemente la generazione di musicisti di rock’n’roll che sarebbe fiorita negli anni sessanta e conquistandone la stima e l'apprezzamento. Fra i tantissimi ammiratori c'erano infatti teenager che qualche anno più tardi sarebbero diventati membri di gruppi di prima grandezza quali i Cream, i Led Zeppelin, gli Yardbirds, i Rolling Stones e i Beatles[11][12]. E anche due celebri chitarristi emersi nel decennio successivo, Brian May dei Queen e Mark Knopfler dei Dire Straits, considerano Lonegan rispettivamente «la pietra angolare del blues e del rock in Inghilterra» e «fra le [mie] più rilevanti influenze musicali»[13].

Con il tramonto dello skiffle soppiantato dal rock'n'roll declinò anche la popolarità di Donegan, che nei decenni successivi continuò a incidere, lavorò come produttore musicale, riunì il vecchio gruppo con Barber a metà degli anni settanta a seguito di un revival dello skiffle in Germania, e negli anni ottanta fece un tour in Gran Bretagna, mostrando un inaspettato dinamismo nonostante un infarto che lo colpì nel 1978. Ma un altro attacco di cuore nel 1986 ridimensionò la sua attività e un'operazione chirurgica la ridusse notevolmente.

Per non disperdere il patrimonio musicale dell'artista, alla fine degli anni settanta Paul McCartney propose a Donegan di raccogliere assieme alcuni fra i suoi successi del passato. Nell'album che concretizzò il progetto, Putting On the Style, il musicista è accompagnato tra gli altri da Ringo Starr, Elton John e altri personaggi della scena musicale di Liverpool degli anni cinquanta[14].

Lonnie Donegan morì nel novembre del 2002 per problemi di natura cardiaca[13].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1956 – Showcase
  • 1957 – An Englishman Sings American Folk Songs
  • 1957 – Lonnie Donogan Live, 1957
  • 1958 – Lonnie
  • 1958 – Tops with Lonnie
  • 1959 – Lonnie Rides Again
  • 1959 – Rides Again
  • 1960 – Skiffle Folk Music
  • 1961 – More Tops with Lonnie
  • 1962 – Sing Hallelujah
  • 1965 – Folk Album
  • 1970 – Lonnie Pops
  • 1977 – Putting On the Style
  • 1978 – Sundown
  • 1981 – Jubilee Concert
  • 1999 – Muleskinner Blues
  • 2001 – Complete Conway: Live 1957
  • 2005 – An Introduction to Lonnie Donegan
  • 2006 – The Last Tour
  • 2007 – John Henry
  • 2007 – Stewball[15]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 19 giugno 2000[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Lonnie Donegan, Allmusic. URL consultato il 7 aprile 2011.
  2. ^ Spitz, p. 77.
  3. ^ Harry, p. 250.
  4. ^ Spitz, p. 28.
  5. ^ Davies, p. 53.
  6. ^ «Rock Island Line diede inizio a una sorta di mania nazionale.» Norman, p. 43.
  7. ^ Nel 1957 si stimava che esistessero in Gran Bretagna 5.000 gruppi skiffle. Davies, p. 54.
  8. ^ Norman, p. 65.
  9. ^ «Anche se i Beatles in seguito furono influenzati da una serie di star del rock americano […] in realtà è stato Donegan, un musicista britannico, a dare inizio a tutto.» Harry, p. 251.
  10. ^ Spitz, pp. 28 e 32.
  11. ^ (EN) Hats Off:An Interview with Roy Harper, PopMatters. URL consultato il 16 agosto 2014.
  12. ^ Dichiarò George Harrison: «Lonnie Donegan ebbe un'influenza molto più grande sui gruppi rock britannici di quanto gli sia mai stato riconosciuto. Alla fine degli anni Cinquanta era praticamente il solo chitarrista, era la persona di maggior successo e con il profilo artistico più alto. Aveva una voce magnifica, grande energia e cantava delle canzoni bellissime […]» In The Beatles Anthology, Rizzoli, Milano 2010, pag. 28.
  13. ^ a b (EN) 'Skiffle king' Donegan dies, BBC News. URL consultato il 13 aprile 2011.
  14. ^ Harry, p. 251.
  15. ^ Lonnie Donegan’s discography, Allmusic. URL consultato l'8 aprile 2011.
  16. ^ The London Gazette (PDF), nº 55879, 19 giugno 2000, p. 16.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • The Beatles Anthology, Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-03784-6. (The Beatles Anthology, Chronicle Books, San Francisco, 2000)
  • Hunter Davies, The Quarrymen, Roma, Arcana, 2002, ISBN 88-7966-238-4. (The Quarrymen, Omnibus Press, 2001)
  • Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Roma, Arcana, 2001, ISBN 88-7966-232-5. (The Beatles Encyclopedia, Blandford, London, 1997)
  • Philip Norman, Shout! - La vera storia dei Beatles, Milano, Mondadori, 1981. (Shout!, Simon & Schuster, New York, 1981)
  • Bob Spitz, The Beatles. La vera storia, Milano, Sperling & Kupfer, 2006, ISBN 88-200-4161-8. (The Beatles - The Biography, Little, Brown and Company Inc, New York, 2005)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN73109150 · ISNI: (EN0000 0000 5927 1746 · LCCN: (ENn95105264 · GND: (DE134361024 · BNF: (FRcb139931705 (data)
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