Cream

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Cream
Cream Clapton Bruce Baker 1960s.jpg
Il trio nel 1966: da sinistra Ginger Baker, Jack Bruce, Eric Clapton
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Rock psichedelico[1]
Hard rock[1]
Blues rock[1]
British blues[1]
Proto-metal[2]
Periodo di attività 1966-1968
Etichetta Reaction
Polydor
Atco
RSO
Album pubblicati 16
Studio 4
Live 4
Raccolte 8
Cream Band.jpg

I Cream sono stati una band rock britannica attiva tra il 1966 e il 1968, che, rivisitando vecchi schemi del blues, riuscì ad innovare il rock in generale,[3] influenzando molti artisti, tra i quali Jimi Hendrix,[3] Queen,[4] Black Sabbath[5] e Van Halen.[6] Formati dal chitarrista Eric Clapton, dal bassista Jack Bruce e dal batterista Ginger Baker, furono il primo power trio ad aver avuto notevole successo[1][7][8] e uno dei primi supergruppi della storia.[1][3][7][8]

Nei soli tre anni di attività il gruppo riuscì a pubblicare tre album[9] e a vendere 15 milioni di dischi.[3][8] Dopo lo scioglimento del gruppo, i tre componenti ebbero delle carriere molto diverse tra loro: Clapton divenne uno dei musicisti più conosciuti del mondo, grazie a canzoni come Layla e Cocaine, Bruce collaborò con artisti jazz, mentre Baker si dedicò alla fusion e alla world music.[3] Tuttavia, la band si riunì in due occasioni: nel 1993, per suonare alla cerimonia della loro introduzione nel Rock and Roll Hall of Fame, e nel 2005, esibendosi in quattro concerti al Royal Albert Hall di Londra e in due al Madison Square Garden di New York.[8]

In una classifica stilata nel 2003 dalla rivista Rolling Stone, sono tra i 100 migliori artisti di sempre, figurando al 67º posto.[10] L'emittente VH1 ha classificato il gruppo al sedicesimo posto tra i 100 migliori artisti hard rock di sempre.[11]

Considerati fra i musicisti più influenti della loro epoca nonché il primo vero "power trio" della storia[senza fonte], i Cream contribuirono agli sviluppi del rock psichedelico e dell'hard rock.[12]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« The only good music is when good musicians play for each other. I believe that's what made Cream so different from the other rock groups. »

(IT)

« L'unica buona musica è quando dei buoni musicisti suonano l'uno per l'altro. Credo che questo sia ciò che ha reso i Cream così differenti dagli altri gruppi rock. »

(Jack Bruce[7])

Origini e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Mayall e la nascita dei Cream[modifica | modifica wikitesto]

Alla scuola di Mayall e fra le file dei suoi gruppi passarono tutti i musicisti che di lì a poco, per un verso o per l'altro, avrebbero calcato e rinnovato le strutture del blues di quegli anni. Fra questi anche Jack Bruce ed Eric Clapton, le colonne portanti di quello che di lì a pochi anni sarebbero stati i Cream. Infatti, pur essendo riuscito un personaggio come Mayall a imporsi all'attenzione del pubblico e dei mass-media, rimanevano contemporaneamente emarginati, dalla stampa e dalle multinazionali del vinile, una moltitudine di artisti e di piccoli gruppi che cercavano di imporsi nel nome del blues bianco o del rinnovamento artistico.

Il nucleo del gruppo era composto da due allievi di Mayall: Eric Clapton, l'unico che abbia avuto a quei tempi la possibilità di scrivere il suo nome accanto a quello del maestro sulla copertina di un disco (Bluesbreakers - John Mayall with Eric Clapton) e Jack Bruce, bassista. Fuoriusciti dal gruppo i due si unirono al batterista Ginger Baker per formare i Cream, uno dei primi supergruppi, il primo del genere blues-rock della storia della musica rock contemporanea. I tre avevano alle spalle una certa esperienza musicale. Jack Bruce (nato nel 1943), era passato tra il 1963 ed il 1966 attraverso le file dei maggiori complessi blues londinesi, dalla Graham Bond Organisation a Manfred Mann fino ad approdare ai Bluesbreakers; Peter Ginger Baker (nato nel 1939), prima di arrivare alla batteria, aveva suonato la tromba per molti gruppi di jazz come le band di Acker Bill e Terry Lightfoot. Quindi era passato, nel 1962, a sostituire Charlie Watts nei Blues Incorporated di Alexis Korner e nel 1963 nelle file della Graham Bond Organisation dove era rimasto fino al 1966. Eric Clapton (nato nel 1945), aveva formato il suo primo vero gruppo nel 1963: i Rooster. Affascinato dall'ondata blues, aveva fatto parte fra il 1963 ed il 1966 della line-up di numerose band di grosso nome come Engineers, Yardbirds e i Bluesbreakers di John Mayall.

I Cream nascono in Inghilterra e si formano nel giugno del 1966, il gruppo è composto da Eric Clapton chitarra e voce, Jack Bruce basso e voce, e Peter "Ginger" Baker alla batteria, il trio conobbe in quell'epoca un'ascesa memorabile, riuscendosi a imporre in soli tre anni di attività effettiva dal 1966 al 1969. Il loro modo di fare musica, la loro capacità di fondere il blues classico all'hard rock e alla psichedelia, unitamente alla loro straordinaria capacità di fare dell'esibizione live un vero e proprio sfoggio di potenza, tecnica e improvvisazione, hanno segnato generazioni di musicisti a partire dai primi anni settanta fino ai nostri giorni. Il debutto ufficiale fu una trionfale partecipazione, datata 3 luglio 1966, al Windsor Jazz & Blues Festival; fin dal suo esordio la formazione viene così immediatamente accreditata dal pubblico e dalla stampa come la novità musicale del momento; numerosissime sono le apparizioni alla BBC nel corso della trasmissione Saturday Club e alla radio, dove sono ospiti del leggendario Rhythm and Blues Show. Tutto ciò ancor prima che l'LP d'esordio, intitolato Fresh Cream, venga registrato.

Fresh Cream[modifica | modifica wikitesto]

Il primo lavoro in studio dei Cream uscì alla fine del 1966: Fresh Cream. L'album, edito dopo il Festival di Windsor del 1966, si collocò alla posizione n° 6 nella classifica UK e alla n° 39 in quella US,[13].

Accanto a rivisitazioni di canzoni appartenenti alla storia del blues, come I'm So Glad di Skip James, Four Till Late di Robert Johnson, Rollin' and Tumblin' di Muddy Waters e Spoonful di Willie Dixon, completano Fresh Cream composizioni di Bruce e Brown. Per quanto riguarda un discorso sull'improvvisazione, che di lì a poco sarebbe divenuta marchio registrato dei Cream, pur essendo rilevante, essa non era la componente principale del disco, ma allo stesso tempo più che sufficiente per dimostrare la grande potenzialità del gruppo. Tutto ciò che nell'album di esordio il gruppo lascia intendere in potenzialità, si trova realizzato in Disraeli Gears.

Disraeli Gears[modifica | modifica wikitesto]

L'album Disraeli Gears uscì nel 1967;[14] qui il blues è ormai ghirlanda in margine a tutto il contesto musicale che lo accompagna. Le linee melodiche si straniscono fino a diventare acide: la psichedelia nascente influenza il gruppo anche per quel che riguarda la realizzazione grafica della cover: un lavoro firmato da Martin Sharp, che già si era distinto per delle splendide grafiche apparse sulla rivista (underground) Os. Anche la produzione respira aria nuova sotto la fertile mente del newyorkese Felix Pappalardi. Per quanto riguarda le canzoni, la coppia Bruce/Brown continua a rivelarsi affiatata e adatta al lavoro del gruppo, ma accanto alle loro sono presenti anche una coppia di composizioni di Clapton; una con il testo di Sharp, l'altra scritta in collaborazione con Pappalardi e la moglie Gail Collins.

Nell'album due brani, Sunshine of Your Love e Swlabr (il titolo fu ottenuto prendendo le lettere iniziali di quello che doveva essere il titolo originale della canzone e cioè "She Was Like a Bearded Rainbow"), evidenziarono la nuova strada musicale intrapresa da Jack Bruce, che di lì a poco fu etichettata come heavy riff. Il miglioramento e la novità di Disraeli Gears vennero recepiti dalla critica e dal pubblico, tanto che il successo trainò l'album nelle prime posizioni delle classifiche, grazie anche ai tour di concerti che portarono i Cream a suonare un po' ovunque. Da quel momento ogni LP del gruppo vendette sopra il milione di copie.

I Cream in concerto nel 1968

Wheels of Fire[modifica | modifica wikitesto]

Ma fu il doppio Wheels of Fire,[15][16] pubblicato nell'estate del 1968, che li consacrerà alla leggenda, indicandoli come uno dei gruppi leader del nascente pop, facendo sì che il nome Cream entrasse nelle enciclopedie musicali.

Una delle caratteristiche che distinse i Cream da qualsiasi altro gruppo di quel periodo fu senza dubbio il fatto che tutti e tre i componenti del gruppo suonassero liberamente, senza costrizione; questa libertà viene esaltata nelle facciate di Wheels of Fire registrate dal vivo; la carica trascinante che il gruppo riusciva a donare al pubblico durante i concerti è riportata interamente in questo disco; rimane ad esempio famosa la versione di Spoonful che copriva quasi per intero la terza facciata.

Accanto a questo però il long playing mostrava anche le prime corde tirate del connubio fra i tre artisti: la parte live è testimonianza del fatto che i concerti dati dal gruppo erano stati tanti, forse troppi.

I Cream suonano al loro concerto d'addio

Il gruppo si accorge di tutto questo; infatti la sperimentazione e la innovazione erano le caratteristiche peculiari e basilari sulle quali erano state poste le fondamenta del fortunato sodalizio, che con una coraggiosa decisione (visto che la commercialità era assicurata) si scioglie. Il concerto di addio, dato a Londra il 26 novembre del 1968, dal nome Farewell Concert,[17] tenutosi al Royal Albert Hall, fu commovente. La gente accorse in massa per salutare coloro che avevano creato il suono inglese pop degli anni sessanta. Per ragioni di contratto, il trio dovette in ogni caso assolvere l'incombenza di preparare un quarto disco; quello dell'addio o meglio dell'arrivederci: Goodbye.

Goodbye e la separazione[modifica | modifica wikitesto]

In questo loro ultimo album Goodbye risalta la vera ragione della separazione di Bruce, Clapton e Baker: la povertà di materiale che i tre potevano incidere su vinile. Infatti la presenza di soli tre pezzi nuovi in un 33 che segue un LP live dimostra come ormai le tendenze musicali dei tre fossero molto lontane l'una dall'altra così da costringerli ad un continuo recupero del passato. Tutto ciò è stato poi chiaramente dimostrato nel corso delle carriere soliste dopo lo scioglimento.

Un altro motivo della separazione va ricercato nel fatto che, a differenza di altre formazioni che calcavano le scene nel medesimo periodo ed erano composte da adolescenti (per i quali il fatto di suonare era semplicemente un altro dei modi possibili di stare insieme e divertirsi), i Cream erano tre uomini adulti che avevano deciso di suonare insieme per mestiere. Quindi, arrivato il momento in cui il feeling delle loro composizioni non era più accettato all'unanimità, ecco che subito venivano a cadere tutte le possibilità di rimanere uniti. , primi fra tutti i tour americani pieni di centinaia di date: furono probabilmente i concerti americani a lanciare il gruppo in testa alle classifiche e ad esportarli su tutti i mercati discografici del mondo, ma verosimilmente allo stesso tempo furono la macchina che logorò e sgretolò fisicamente e psichicamente i tre artisti.

Rock and Roll Hall of Fame 1993: la reunion[modifica | modifica wikitesto]

I Cream nel 1993

I tre non suonarono insieme di nuovo fino al 1993, quando i Cream furono introdotti e presentati dagli ZZ Top nella Rock and Roll Hall of Fame[18] e si esibirono alla cerimonia di premiazione suonando tre canzoni: Born Under a Bad Sign, Crossroads e Sunshine of Your Love. In seguito per celebrare l'evento i Cream pubblicarono un nuovo documentario in DVD dal titolo Fresh Live Cream,[19] pubblicato nel 1993.

La seconda riunione: Royal Albert Hall (2005)[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo si è poi riunito nelle serate del 2-3-5-6 maggio 2005 per una serie di quattro show alla Royal Albert Hall, proprio dove avevano tenuto il loro concerto di addio nel 1968, e da queste serate il gruppo pubblica un doppio CD e un doppio DVD.[20] Il 24, 25 e 26 ottobre 2005 altri show si sono svolti al Madison Square Garden.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Cream.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Scheda dei Cream - Allmusic, allmusic.com. URL consultato il 1º giugno 2011.
  2. ^ Katherine Charlton. Rock music styles: a history. McGraw-Hill Humanities/Social Sciences/Languages. ISBN 0-697-34055-4.
  3. ^ a b c d e Scheda dei Cream - Ondarock, ondarock.it. URL consultato il 1º giugno 2011.
  4. ^ Scheda dei Queen - Allmusic, allmusic.com. URL consultato il 3 giugno 2011.
  5. ^ Scheda dei Black Sabbath - Allmusic, allmusic.com. URL consultato il 3 giugno 2011.
  6. ^ Scheda dei Van Halen - Allmusic, allmusic.com. URL consultato il 3 giugno 2011.
  7. ^ a b c Scheda dei Cream - Rock & Roll Hall of Fame, rockhall.com. URL consultato il 2 giugno 2011.
  8. ^ a b c d Scheda dei Cream - Rolling Stone, rollingstone.com. URL consultato il 3 giugno 2011.
  9. ^ il loro quarto e ultimo album, Goodbye, uscì due mesi dopo lo scioglimento del gruppo.
  10. ^ I 100 migliori artisti secondo il Rolling Stone - Cream, rollingstone.com. URL consultato il 5 giugno 2011. [collegamento interrotto]
  11. ^ I 100 migliori artisti hard rock di sempre, rockonthenet.com. URL consultato il 5 giugno 2011.
  12. ^ The History Of Rock Music. Cream: biography, discography, reviews, links, scaruffi.com. URL consultato il 28 marzo 2015.
  13. ^ (EN) Graeme Pattingale, Fresh Cream, twtd.bluemountains.net.au, 17 gennaio 1999. URL consultato il 30 giugno 2008. [collegamento interrotto]
  14. ^ (EN) Graeme Pattingale, Disraeli Gears, twtd.bluemountains.net.au, 19 novembre 1998. URL consultato il 30 giugno 2008. [collegamento interrotto]
  15. ^ The 25 Coolest Guitar Solos, su RollingStone.com, 6 agosto 2007. URL consultato il 19 agosto 2008.
  16. ^ The 100 Greatest Guitar Solos, su Guitar World Magazine. URL consultato il 19 agosto 2008.
  17. ^ Farewell Concert.
  18. ^ Rock and Roll Hall of Fame.
  19. ^ Fresh Live Cream - DVD. [collegamento interrotto]
  20. ^ Cream Live At The Royal Albert hall nel 2005.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bob Brunning (1986) Blues: The British Connection, Londra 2002 - Helter Skelter ISBN 1-900924-41-2
  • Dick Heckstall-Smith (2004) The safest place in the world: A personal history of British Rhythm and blues, Clear Books ISBN 0-7043-2696-5
  • Christopher Hjort (con prefazione di John Mayall) Strange brew: Eric Clapton and the British Blues Boom 1965-1970, Jawbone, 2007 ISBN 1-906002-00-2
  • Paul Myers Long John Baldry and the birth of the British Blues Vancouver Canada 2007 - GreyStone Books
  • Harry Shapiro Alexis Korner: The Biography, Bloomsbury Publishing PLC, Londra 1997 con discografia di Mark Troster

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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