Fats Domino

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« They call, they call me the fat man, because I weigh two hundred pounds »
(Fats Domino, The fat man)
Fats Domino
Fats Domino (1977)
Fats Domino (1977)
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rhythm and blues
Rock and roll
Periodo di attività 1949 – in attività
Strumento voce, pianoforte

Fats Domino, all'anagrafe Antoine Dominique Domino (New Orleans, 26 febbraio 1928), è un cantautore e pianista statunitense, pioniere dell'R&B e del rock and roll. È stato il cantante afro-americano che ha avuto il maggiore successo durante tutti gli anni cinquanta e nei primi anni sessanta. Il fascino del suo pianoforte è dovuto al suo stile vagamente blues ed influenzato dal boogie woogie, dal taglio pervaso di classe e dominata da un caratteristico quanto inimitabile stile vocale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

"Fats" Domino nasce in una famiglia dedita alla musica (suo padre era un apprezzato violinista) ed impara presto a suonare. A 14 anni, lascia la scuola per poter suonare in qualche locale notturno. È proprio in un locale che conosce il produttore Dave Bartholomew, con cui scriverà nel 1949 il suo primo pezzo di successo, "The Fat Man", considerato uno dei primi pezzi rock and roll.

Domino ottenne grande visibilità in America con "The Fat Man" (1949, Imperial Records), secondo alcuni il primo vero disco di rock and roll, con un pianoforte ritmato e gli ormai classici vocalizzi di Domino. Il disco, un rifacimento di "Junker's Blues" di Champion Jack Dupree, fu un successo eccezionale, vendette più di un milione di copie raggiungendo il #2 della Billboard R&B Charts ed è entrato nella Grammy Hall of Fame Award 2016. Fino ad oggi Domino ha venduto oltre 110 milioni di dischi, anche se la cosa non è confermata dalla RIAA (Associazione discografica americana). Domino registrò poi una serie di successi con il produttore e coautore Dave Bartholomew, il sassofonista Alvin "Red" Tyler ed il batterista Earl Palmer. Altri musicisti degni di nota nella band di Domino erano: il sassofonista Reggie Houston, Lee Allen, e Fred Kemp che era anche il fidato capoband di Domino. Domino giunse infine nel mainstream pop con "Ain't That a Shame" (1955) che scalò la Top Ten, anche se a raggiungere il #1 fu la cover "bianca" di Pat Boone. Domino fece uscire una serie senza precedenti di 35 singoli che entrarono tutti in Top 40, tra cui "Whole Lotta Loving", "Blue Monday" ed una versione funky della vecchia ballata "Blueberry Hill".

Il 18 dicembre 1957, Domino eseguì il suo successo "The Big Beat" al programma di Dick Clark American Bandstand.

Domino continuò a sfornare successi per la Imperial durante tutto il 1962. Cosa senza precedenti: tutti e 22 i dischi incisi per la Imperial furono hit su entrambi i lati, cioè sia la canzone incisa sul lato A che quella sul lato B (44 canzoni in tutto) entrarono in classifica. Dopo il passaggio alla ABC-Paramount nel 1963, però, la carriera di Domino ebbe un improvviso tracollo in classifica. Ottenne un successo da Top 40 per la ABC ("Red Sails In The Sunset" 1963), ma alla fine del 1964 la British invasion aveva ormai cambiato i gusti del pubblico e la scalata delle classifiche per Domino era finita.

Ma, nonostante l'insuccesso commerciale, Domino continuò regolarmente ad incidere fino al 1970, e, sporadicamente, anche dopo. Continuò a fare concerti dal vivo molto seguiti per vari decenni e gli è stata riconosciuta una grande influenza sulla musica degli anni sessanta e settanta dagli stessi artisti dell'epoca: il pezzo Lady Madonna dei Beatles venne scritto da John Lennon e Paul McCartney per emulare lo stile di Fats Domino.

Domino riuscì a tornare in classifica per l'ultima volta nel 1968, ironia della sorte, con una cover di Lady Madonna dei Beatles, che comparve al #100 per due settimane consecutive.

Negli anni ottanta Domino decise che non avrebbe più lasciato New Orleans, godendo di una buona rendita per via dei diritti d'autore e non amando viaggiare, dichiarò che non avrebbe potuto trovare un cibo migliore da nessun'altra parte. Non lo dissuasero dal suo proposito nemmeno l'ingresso alla Rock and Roll Hall of Fame ed un invito a suonare alla Casa Bianca. Vive in una villa del quartiere prevalentemente operaio di Lower 9th Ward, dove non è una cosa rara vederlo passare sulla sua Cadillac rosa acceso. Prende parte ogni anno al New Orleans Jazz & Heritage Festival a ad altri eventi locali con performance che mostrano un talento imperituro.

Graffiti di affettuoso ricordo sulla casa di Domino, creduto morto a causa dell'uragano Katrina.

All'arrivo dell'Uragano Katrina a New Orleans, nell'agosto 2005, Domino ha deciso di rimanere in casa con la sua famiglia, a causa dei problemi di salute della moglie. La zona in cui si trova la sua casa, Lower 9th Ward, ha subito un grave allagamento e si è creduto che Domino ne fosse rimasto vittima, anche a causa di una scritta sul muro della sua casa che diceva "RIP Fats. Ci mancherai", la cui foto ha fatto il giro del mondo. L'11 settembre inoltre, l'agente di Domino, Al Embry, ha dichiarato di non averlo più sentito dopo l'arrivo dell'uragano.

Lo stesso giorno, la CNN ha diffuso la notizia che Domino era stato tratto in salvo da un elicottero della Guardia Costiera. Sua figlia, la cantante gospel Karen Domino White, lo ha identificato da una foto mostrata sulla CNN. La famiglia Domino è stata poi trasportata al rifugio di Baton Rouge e accolta in seguito dal quarterback della Louisiana (nonché fidanzato della nipote di Fats Domino) JaMarcus Russell, che li ha ospitati nel suo appartamento. In un articolo apparso sul Washington Post[1] si diceva che venerdì 2 settembre la famiglia Domino avrebbe lasciato la casa di Russell dopo aver dormito due notti sul divano. "Abbiamo perso tutto", avrebbe dichiarato Domino secondo quanto pubblicato dal Post.

Fats Domino nel 1997

Nel gennaio 2006 sono cominciati i lavori per ricostruire la casa di Domino al Lower 9th Ward.

Domino avrebbe dovuto essere il primo artista in scaletta sul palco del Jazz & Heritage Festival 2006, ma, essendo molto malato, si è solo limitato ad un saluto dal palco. All'inizio del 2006 Domino ha dato alle stampe l'album Alive and Kickin, il cui ricavato è andato alla Tipitina Foundation per musicisti indigenti. La canzone che dà il titolo all'album è stata registrata dopo Katrina, ma la maggior parte degli altri pezzi risalgono a session inedite degli anni novanta.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1953 Nobody Loves Me R&B #8
  • 1953 Going To The River R&B #1(1)
  • 1953 Please Don't Leave Me R&B #3
  • 1953 Rosemary R&B #6
  • 1953 Don't Leave Me This Way R&B #19
  • 1953 Something's Wrong R&B #6
  • 1954 You Done Me Wrong R&B #10
  • 1954 Baby Please R&B #15
  • 1954 You Can Pack Your Suitcase R&B #13
  • 1954 I Lived My Life R&B #13
  • 1954 Love Me R&B #17
  • 1954 Thinking Of You R&B #14
  • 1955 Don't You Know R&B #7
  • 1955 Ain't That A Shame R&B #1(11)
  • 1955 All By Myself R&B #1(3)
  • 1955 Poor Me R&B #1(1)
  • 1955 I Can't Go On (Rosalie) R&B #3
  • 1956 Bo Weevil R&B #5
  • 1956 Don't Blame It On Me R&B #9
  • 1956 I'm In Love Again R&B #1(9)
  • 1956 My Blue Heaven R&B #5
  • 1956 When My Dreamboat Comes Home R&B #2(1)
  • 1956 So Long R&B #5
  • 1956 Blueberry Hill R&B #1(11)
  • 1956 Honey Chile R&B #2(1)
  • 1956 Blue Monday R&B #1(8)
  • 1957 What's The Reason I'm Not Pleasing You? R&B #10
  • 1957 I'm Walkin' R&B #1(6)
  • 1957 Rooster Song (EP) R&B #13
  • 1957 Valley Of Tears R&B #2(3)
  • 1957 It's You I Love R&B #3
  • 1957 What Will I Tell My Heart? R&B #12
  • 1957 When I See You (with Ann Cole) R&B #14
  • 1957 Wait And See R&B #7
  • 1957 The Big Beat R&B #15
  • 1957 I Want You To Know R&B #15
  • 1958 Yes, My Darling R&B #10
  • 1958 Don't you Know I Love You R&B #16
  • 1958 Sick And Tired R&B #13
  • 1958 No No R&B #20
  • 1958 Little Mary R&B #4
  • 1958 Young School Girl R&B #15
  • 1958 Whole Lotta Loving R&B #2(1)
  • 1959 When The Saints Go Marching In R&B #15
  • 1959 Telling Lies R&B #13
  • 1959 I'm Ready R&B #7
  • 1959 Margie R&B #15
  • 1959 I Want To Walk You Home R&B #1(1)
  • 1959 I'm Gonna Be A Wheel Someday R&B #13
  • 1959 Be My Guest R&B #2(1)
  • 1959 I've Been Around R&B #19
  • 1960 Country Boy R&B #7
  • 1960 Tell Me That You Love Me R&B #18
  • 1960 Walking To New Orleans R&B #2(1)
  • 1960 Put Your Arms Around Me Honey R&B #18
  • 1960 Three Nights A Week R&B #8
  • 1960 My Girl Josephine R&B #4
  • 1961 What A Price R&B #4
  • 1961 Ain't That Just Like A Woman R&B #11
  • 1961 Shu Rah R&B #14
  • 1961 It Keeps Rainin' R&B #11
  • 1961 Let The Four Winds Blow R&B #2(1)
  • 1961 What A Party R&B #13
  • 1961 Jambalaya R&B #7
  • 1961 I Hear You Knocking R&B #15
  • 1962 You Win Again R&B #15
  • 1963 Red Sails In The Sunset R&B #13

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Durante un'intervista all'editore della rivista Jet, Elvis Presley dichiarò: "Pare che molte persone siano convinte che io abbia iniziato, ma il rock 'n' roll esisteva già molto prima del mio arrivo. Nessuno può cantare quella musica meglio degli afroamericani. Siamo sinceri: io non riesco a cantare come Fats Domino. Ne sono conscio. Ma mi è sempre piaciuto questo genere musicale."[2].

Note e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Eli Saslow, Music Legend 'Fats' Domino Coping With Katrina, in The Washington Post, 2 settembre 2005. URL consultato il 21 aprile 2015.
  2. ^ (EN) Michael T. Bertrand, The King of Rock as Hillbilly Cat, in Race, Rock and Elvis, Chicago, University of Illinois Press, 2000, p. 199, ISBN 0-252-02586-5. URL consultato il 30 maggio 2016.

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