Hank Williams

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Hank Williams Sr.
Hank Williams nel 1951
Hank Williams nel 1951
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Country
Honky tonk
Country rock
Outlaw country
Periodo di attività 1937 – 1953
Album pubblicati 32
Studio 12
Live 1
Raccolte 19
Sito web
« E quando me ne sarò andato /
e starai davanti alla mia tomba /
di' solo che Dio ha chiamato a casa /
un vagabondo »
(Hank Williams, da Ramblin' Man, 1952)

Hiram "Hank" King Williams (Mount Olive, 17 settembre 1923Oak Hill, 1º gennaio 1953) è stato un cantautore statunitense.

È divenuto icona della country music e del rock 'n' roll, ed uno dei più influenti musicisti del XX Secolo.[1][2] Uno dei maggiori autori del genere honky tonk, diede alla luce numerose hit, e le sue performance cariche di carisma, unite ad uno stile originale aumentarono la sua fama. Le sue composizioni compongono lo zoccolo duro del country ed altrettante sono considerate classici del pop, del gospel, e del rock and roll. Suo figlio Hank Williams Jr., sua figlia Jett Williams,ed i suoi nipoti Hank Williams III, Holly Williams, sono cantautori professionisti.

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Nascita[modifica | modifica sorgente]

Casa della famiglia Williams, Georgiana, Alabama

Hiram King Williams nasce nel 1923 nella piccola città fuori mano di Mount Olive[3], a circa dodici chilometri a sud ovest di Georgiana, Alabama. Il nome gli viene dato in onore di re Hiram I di Tiro secondo la leggenda uno dei tre fondatori della massoneria, ma all'anagrafe trascrivono errando "Hiriam"[4]. Nasce con una malformazione alla colonna vertebrale, la spina bifida, dolore che sarà una delle cause per cui poi nella vita abuserà di alcool e droghe. I suoi genitori sono Elonzo "Lon" Huble Williams, un capotreno e veterano della Prima guerra mondiale, e sua madre si chiamava Lillybelle Williams. La famiglia era composta anche dalla sorella maggiore Irene.

Adolescenza[modifica | modifica sorgente]

L'infanzia di Hank è duramente segnata dall'assenza del padre, che rimane ricoverato praticamente per otto anni nell'ospedale di Pensacola a causa di una paresi facciale causata da un aneurisma. La famiglia Williams si trasferisce a Georgiana[5] e vive negli anni della Grande depressione grazie ai duri turni notturni che la madre presta all'ospedale ed ai lavoretti di Hiriam e della sorella. Nonostante tutto sopravvisero bene in quei duri anni grazie alla pensione da veterano del padre.

Nel 1931 la famiglia Williams si trasferisce a Fountain, Alabama, dagli zii Walter e Alice McNeil, ed il figlio di questi, J.C. di sei anni più vecchio di Hiriam. Qui acquisisce subito due attitudini che contraddistingueranno la sua vita: impara infatti dalla zia Alice a suonare la chitarra e dal cugino J.C. a bere whiskey smodatamente.

Dopo qualche anno i Williams tornano a Georgiana dove Hank incontrerà il bluesman di colore Rufus Payne, che lavorava come musicista di strada. Questi sarà sicuramente una figura importantissima per il futuro divo del country, di cui fu l'indiscusso mentore. Nel '34 la famiglia si trasferisce a Greenville, dove Lillie apre un'attività in proprio ed Hank riesce a passare più tempo con Payne (che era appunto di Greenville), con cui a volte passa suonando intere notti. Nel 1937, dopo una rissa fra Hank con il suo professore di ginnastica, sua madre decide di trasferirsi. La famiglia Williams si sposta allora a Montgomery, Alabama.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Primi Anni[modifica | modifica sorgente]

Hank Williams a Montgomery, Alabama, 1938

Nel luglio del '37 le due famiglie, Williams e McNeil, aprono insieme una pensione. È in questi tempi che Hiriam cambia definitivamente il nome in Hank, che riteneva più adatto per una carriera musicale

Dopo scuola e nei weekend Hank suona la sua "Silverston" sul marciapiede davanti a radio WSFA, e non ci volle molto perché i produttori della stazione lo notassero, e dal primo show on air col nome di "Singin Kid" al primo contratto (due volte alla settimana per 15$) il passo fu breve. Nell'Agosto del 1938 il padre Lon fu dimesso per un breve periodo, per potere assistere al compleanno del figlio, ma Hank non nascose mai che si considerava orfano di padre.

Drifting Cowboys[modifica | modifica sorgente]

Hank Williams con i Drifting Cowboys

Il buon contratto con la radio ed il considerevole successo permisero presto ad Hank di formare la propria band di supporto, i Drifting Cowboys composta dal chitarrista Braxton Schuffert, dal violinista Freddie Beach e dal comico Smith "Hezzy" Adair. Hank chiuse con la scuola nel 1939, dedicandosi completamente alla band, che si esibiva per l'Alabama. Lillie Williams diventa un'abile manager per la band, organizzando date sempre più lontano negli U.S.A.; intanto Hank ogni weekend torna a Montgomery per lo show alla radio.

L'entrata del Paese nella II Guerra Mondiale crea grossi problemi alla band, in quanto tutti i membri sono chiamati a servizio, ed i rimpiazzi si rifiutano di suonare con Hank, a causa dei suoi seri problemi con l'alcool. Il suo idolo, Roy Arcuff, per metterlo in guardia dall'alcool, gli disse un giorno: "tu hai una voce da un milione di dollari, ragazzo, ma un cervello da dieci centesimi."[6] Nonostante gli avvertimenti di Acuff, Hank continuò ad alzare il gomito fino al punto di farsi licenziare nel '42 dalla WSFA.

Il Successo[modifica | modifica sorgente]

Nella sua breve carriera Hank Williams ebbe 12 canzoni al numero 1 della Hit Parade statunitense — Lovesick Blues, I'm So Lonesome I Could Cry, Long Gone Lonesome Blues, Why Don't You Love Me?, Moanin' the Blues, Cold, Cold Heart, Hey Good Lookin', Jambalaya (On the Bayou) , I'll Never Get Out of This World Alive, Kaw-Liga, Your Cheatin' Heart, Take These Chains From My Heart — ed innumeverevoli brani nella top ten.

Nel 1943 Williams conosce Audrey Shepard, ed i due si sposano qualche anno dopo. Lei diventa anche la sua manager, creandone una celebrità. Nel '46 Hank pubblica due singoli per la Sterling Rc's, Honky Tonkin' e Never Again, entrambi riscuotono un buon successo. Williams firma allora con la Metro-Goldwyn-Mayer Records con la quale incide Move It On Over, con strepitoso successo. Si trasferisce in seguito in Louisiana e dà alla luce alcuni brani discreti; ma nel 1949 rilascia la sua versione di Lovesick Blues (un classico di Rex Griffin), che diventa uno dei più grandi successi country di tutti i tempi, venduto in tutto il paese. Quello stesso anno suona nell'allora tempio della musica made in USA, la Gand Ole Opry, e fu il primo cantante di tutti i tempi a cui furono richiesti ben sei bis. In quell'occasione ricompone quella che sarà la più famosa formazione dei Drifters Cowboys, con Bob McNett alla chitarra, Hillious Butrum al contrabbasso, Jerry Rivers al violino e Don Helms alla chitarra solista. Sempre nel '49 Hank dà alla luce successi come Lovesick Blues, che include Wedding Bells, Mind Your Own Business, You're Gonna Change (Or I'm Gonna Leave) e My Bucket's Got a Hole ed Audrey dà invece alla luce Randall Hank Williams, conosciuto poi come Hank Williams Jr.

Luke The Drifter[modifica | modifica sorgente]

Nel 1950, Williams comincia ad incidere con il nome d'arte di "Luke The Drifter" (Luke il Vagabondo) un soprannome datogli per la sua abitudine di identificarsi in personaggi dal difficile valore morale, spesso recitando i suoi pezzi rispetto al tipico canto da crooner. Questa scelta anticommerciale rese esitanti i più popolari dj a mandare in onda i suoi pezzi, incidendo sensibilmente sulle vendite del cantante ma portando Hank ad avere come alter ego "Luke the Drifter" per le canzoni dai temi più spinosi. Di questi tempi sono le hit My Son Calls Another Man Daddy, They'll Never Take Her Love from Me, Why Should We Try Anymore?, Nobody's Lonesome for Me, Long Gone Lonesome Blues, Why Don't You Love Me?, Moanin' the Blues e I Just Don't Like This Kind of Livin'. Dear John ebbe un discreto successo, ma la sua B-Side "Cold,Cold Heart" rimase forse uno dei suoi più celebri pezzi, aiutata anche dal versione pop di Tony Bennett del 1951, prima della lunga serie di pezzi non country di Williams. Cold, Cold Heart vide le cover di, fra gli altri, Guy Mitchell, Teresa Brewer, Dinah Washington, Lucinda Williams, Cowboy Junkies, Frankie Laine, Jo Stafford, e Norah Jones. Dello stesso anno è la grande hit Crazy Heart.

La leggenda di Hank Williams ha indubbiamente due facce. Se da una parte canta della sua anima da attaccabrighe ubriacone ed impenitente (Honky Tonkin') o di un vagabondare senza scopo ne' ragione (Lost Highway), in altri testi traspare il rimorso straziante di un uomo che ha perso la strada I Saw The Light.

Il Declino[modifica | modifica sorgente]

Ad ogni modo, la vita di Hank si rivelò presto incompatibile con il successo. Il suo matrimonio, fin dall'inizio turbolento, ci mise poco a sgretolarsi, ed all'alcolismo sempre più problematico si aggiunsero la dipendenza dalla morfina ed altri antidolorifici, sostanze che assumeva soprattutto a causa del suo costante già citato mal di schiena causato dalla spina bifida. Nel '52 si separa da Audrey e torna a vivere con la madre, pur continuando a sfornare successi come Half as Much, Jambalaya (On the Bayou), Settin' the Woods on Fire, You Win Again e I'll Never Get Out of This World Alive. La breve relazione con Bobby Jett ha come risultato la figlia secondogenita Jett Williams, che non vedrà mai il padre.

La spirale della droga in cui Hank è incappato intanto si allarga impazzita. Nell'ottobre '52 viene licenziato dalla Grand Ole Opry. Il 18 ottobre si sposa all'auditorim municipale di New Orleans con Billie Jean Jones, cerimonia alla quale partecipano 14.000 spettatori paganti. Poco più tardi i Drifting Cowboys decidono di sciogliersi, poiché Hank beveva più di quanto pagassero per gli show.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Il 1º gennaio del 1953 Williams deve suonare a Canton, Ohio, ma il volo gli viene annullato a causa del cattivo tempo. Affitta uno chauffeur e, prima di lasciare il vecchio Andrew Johnson Hotel, si inietta una soluzione di cobalamina (comune vitamina B12) e morfina. Si allontana in Cadillac senza avere, a dispetto di quello che poi insinuarono i giornali scandalistici, con sé del whiskey. Quella sera il diciassettenne Carl Curr, conducente dell'auto presa a nolo, rinveniva sul sedile posteriore il corpo senza vita di un uomo fragile, che aveva cambiato il modo di concepire la musica, di un artista che nei tempi degli smoking, dei Martini Cocktail e dello stile distaccato dei vari Frank Sinatra e Dean Martin, parlava dell'America che il '29 se lo era sentito sulle spalle e nelle tasche, dei vagabondi e dei disperati, eroe puro dei mediocri e degli ignoranti; un artista che cercava la redenzione per quello che la vita gli aveva inflitto. Sul sedile su cui Hank morì vennero trovate alcune lattine di birra ed il pezzo mai inciso Then The Fateful Day Came ("Dunque il giorno fatale è giunto").

L'ultima canzone edita di Williams, dal titolo nefasto I'll Never Get Out of This World Alive ("non uscirò mai vivo da questo mondo") usciva cinque giorni dopo la sua morte, in concomitanza con la nascita della sua figlia illegittima Jett Williams. La vedova Williams sposò a settembre dello stesso anno la star del Country Johnny Horton.

Lascito artistico[modifica | modifica sorgente]

Il governatore dell'Alabama, Gordon Persons, proclamò ufficialmente il 21 Settembre la "Giornata di Hank Williams" (Hank Williams Day). Il giorno della prima celebrazione, nel 1954, fu inaugurato un monumento di Hank Williams, nello stadio di baseball Cramton Bowl. Il monumento fu poi posto nel luogo di sepoltura di Williams. Durante la cerimonia, Ferlin Husky eseguì una cover del brano I Saw the Light.[7]

Durante la sua carriera, Williams ebbe numerosi brani alla posizione numero uno nelle classifiche di vendita ("Lovesick Blues", "Long Gone Lonesome Blues", "Why Don't You Love Me", "Moanin' the Blues", "Cold, Cold Heart", "Hey, Good Lookin'", "Jambalaya (On the Bayou)", "I'll Never Get Out of This World Alive", "Kaw-Liga", "Your Cheatin' Heart", e "Take These Chains from My Heart"), e molti altri entrarono in top ten. Questo lo rese uno dei cantautori americani più popolari e di maggior successo del periodo.[8]

L'8 Febbraio 1960, fu dedicata a Williams la stella numero 6400 dell'Hollywood Walk of Fame[9]. Nel 1961 fu uno dei primi tre musicisti ad essere inserito nella Country Music Hall of Fame, assieme a Jimmie Rodgers e a Fred Rose[10]. Nel 1985, fu introdotto nell'Alabama Music Hall of Fame[11].

La rivista "Downbeat magazine" lo giudicò il musicista country and Western più popolare della storia.[12] Nel 1977, l'organizzazione nazionale "CB truck drivers", scelse il brano Your Cheatin' Heart come canzone preferita in assoluto[13]. Nel 1987, la Rock and Roll Hall of Fame, inserì Hank Williams nella categoria "Early Influence", tra gli artisti significativi per la nascita del Rock and Roll[14]. Nel 2003, la rete televisiva CMT, lo posizionò al secondo posto nella lista dei "40 migliori artisti country della storia"[15]. Nel 2004, la rivista Rolling Stone, lo posizionò al numero 74 nella lista dei "100 migliori artisti della storia della musica"[16]. Il sito web "Acclaimedmusic", il quale anno per anno giudica i migliori artisti e i migliori dischi della storia della musica usciti in quel periodo, posiziona Hank Williams al primo posto nella decade 1940-1949, con la canzone "I'm So Lonesome I Could Cry".

Molti pionieri del Rock and Roll, come Elvis Presley[17], Bob Dylan, Jerry Lee Lewis, Merle Haggard[18], Gene Vincent[19], Carl Perkins[20], Ricky Nelson[21], Jack Scott[22], e Conway Twitty[23], hanno eseguito cover dei brani di Hank Williams all'inizio della propria carriera.

Nel 2011, la canzone di Hank Williams del 1949, Lovesick Blues, fu introdotta nella Recording Academy Grammy Hall of Fame[24]. Nello stesso anno, l'album raccolta Hank Williams: The Complete Mother’s Best Recordings….Plus! ottenne una nomination ai Grammy per il "miglior album storico" ("Best Historical Album")[25]. Nel 1999, Williams fu introdotto nella Native American Music Hall of Fame[26].

Il 12 Aprile 2010, Williams ottenne una nomina speciale al Premio Pulitzer. In quell'occasione venne definito "il cantautore che trasformò la musica country in una delle più alte espressioni della musica americana"[27]. Seguendo le sue orme, il figlio Hank Williams Jr., la figlia Jett Williams, il nipote Hank Williams III, e le nipoti Hilary Williams e Holly Williams, sono tutti diventati celebri star del country[28].

Il 4 Ottobre del 2011, fu rilasciato un album dal titolo The Lost Notebooks of Hank Williams, il quale contiene numerose cover, eseguite da vari artisti, delle canzoni che Hank scrisse in vita ma non riuscì a pubblicare ufficialmente. Tra le tracce è presente la canzone, rimasta incompiuta, che Hank stava scrivendo prima di morire. Tra gli artisti che hanno preso parte al disco, vi sono: Bob Dylan, Alan Jackson, Norah Jones, Jack White, Lucinda Williams, Vince Gill, Rodney Crowell, Patty Loveless, Levon Helm, Jakob Dylan, Sheryl Crow e Merle Haggard[29][30].

Tributi[modifica | modifica sorgente]

Numerosi sono i tributi alla figura di Hank Williams; di seguito, saranno elencati alcuni tra i più importanti:

Album[modifica | modifica sorgente]

Esistono numerosi album tributo dedicati ad Hank Williams, rilasciati da diversi artisti, tra i quali si ricordano: Connie Stevens, Floyd Cramer, George Jones, Glen Campbell, Freddy Fender, Moe Bandy, Ronnie Hawkins, Charlie Rich, Del Shannon, Sammy Kershaw, Trio Los Panchos, Roy Orbison e Hank Locklin. Qualche esempio di album che omaggia la figura di Hank Williams:

  • Dion Dimucci, definì Hank Williams l'artista che ha esercitato maggiore influenza su di lui, ed eseguì una cover del brano "Honky Tonk Blues" nell'album "Bronx in Blues" del 2007, il quale fu nominato ai Grammy.
  • Johnny Cash e Jerry Lee Lewis eseguirono alcune tra le canzoni più celebri di Williams, nell'album del 1971 Johnny Cash and Jerry Lee Lewis Sing Hank Williams.
  • La band britannica di rock alternativo The The, registrò un intero album di cover di Hank Williams, uscito nel 1994, dal titolo "Hanky Panky". Inizialmente, il disco in questione, avrebbe dovuto essere il primo di una serie di album dedicati ad Hank Williams, ma il progetto fu interrotto.
  • Il cantautore irlandese Bap Kennedy registrò undici canzoni di Hank Williams nell'album Hillbilly Shakespeare del 1999. Il successivo album, Lonely Street del 2000, contiene vari riferimenti a Williams.

Canzoni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981, lo steel guitarist dei Drifting Cowboys, Don Helms, registrò, assieme ad Hank Williams Jr., il brano "The Ballad of Hank Williams". La canzone era cantata nella stessa tonalità del brano The Battle of New Orleans, canzone popolarizzata da Johnny Horton. Il ritornello del brano, "So he fired my ass and he fired Jerry Rivers and he fired everybody just as hard as he could go. He fired Old Cedric and he fired Sammy Pruett. And he fired some people that he didn't even know", è un ironico riferimento a un episodio reale accaduto a Williams[31].

Nel 1991, l'artista country Alan Jackson, rilasciò il brano Midnight in Montgomery, canzone nella quale viene descritto un immaginario incontro tra l'artista e il fantasma di Hank Williams, nel luogo di sepoltura di quest'ultimo[32].

Marty Stuart, cantautore country, omaggiò Williams nel brano "Me And Hank And Jumping Jack Flash". La canzone tratta un tema simile a Midnight in Montgomery[33].

Nel 1983, l'artista country David Allan Coe, rilasciò il brano "The Ride", canzone che tratta l'incontro di un giovane chitarrista con lo spettro di Hank Williams, intento a guidare una Cadillac nei pressi di Nashville: "... You don't have to call me mister, mister, the whole world called me Hank."[34]

Le canzoni che omaggiano Hank Williams sono:

  • "A Legend Froze In Time" di Don Helms
  • "This Ain't Montgomery" di Joey Allcorn e Hank Williams III
  • "Hank Williams' Ghost" di Darrell Scott.
  • "Hank and Fred" di Loudon Wainwright III.
  • "A Tribute To Hank Williams, My Buddy" di Luke McDaniel.
  • "The Car Hank Died In" di The Austin Lounge Lizards.
  • "Hank" di Her Make Believe Band
  • "Heart's Hall of Fame" di The Bailey Brothers.
  • "Time Marches On" di Tracy Lawrence "Reference"
  • "Hank Williams, You Wrote My Life" di Moe Bandy (scritta con Paul Craft).
  • "Long White Cadillac", originarimente registrata da The Blasters. La canzone fu scritta e successivamente interpretata da Dave Alvin dopo l'abbandono del gruppo. Fu anche coverizzata da Dwight Yoakam.
  • "The Ride" di David Allan Coe.
  • "Tower of Song" di Leonard Cohen.
  • "Talkin To Hank" di Mark Chesnutt.
  • "A Legend Froze In Time" di David Church.
  • "Hank Williams Said It Best" di Guy Clark e recentemente eseguita da Mick Harvey.
  • "Alcohol and Pills" di Fred Eaglesmith and reinterpretata da Todd Snider.
  • "Tribute To Hank Williams" di Tim Hardin.
  • "The Life of Hank Williams" di Hawkshaw Hawkins.
  • "Midnight in Montgomery" di Alan Jackson.
  • "Winkin' Blinkin' Country Music Star" di Tex Garrison contiene il verso "A Storybook Of Love Gone Wrong By Luke The Driftin' Vagabond".
  • "Here's to Hank" di Stonewall Jackson.
  • "The Night Hank Williams Came to Town" di Johnny Cash e Waylon Jennings.
  • "Are You Sure Hank Done It This Way?", "If Old Hank Could Only See Us Now", e "Hank Williams Syndrome", tutte di Waylon Jennings.
  • "The Conversation" di Waylon Jennings e Hank Williams Jr.
  • "Hank's Cadillac" eseguita dall'omonimo gruppo.
  • "Hank Williams' Cadillac" e "I Feel Like Hank Williams Tonight" di Chris Wall.
  • "The Great Hank" di Robert Earl Keen, la quale racconta di un sogno nel quale il compositore e Williams, duettano in un bar.
  • "Has Anybody Here Seen Hank?" di The Waterboys.
  • "The Ghost Of Hank Williams" dei Kentucky Headhunters.
  • "If You Don't Like Hank Williams" di Kris Kristofferson.
  • "Things Change" di Tim McGraw e "I Need You" by McGraw e sua moglie Faith Hill.
  • "Hank's Cadillac" di Ashley Monroe.
  • "Nosferatu Man" di Slint contiene i versi, "If I could settle down, I'd be doing just fine/Until I hear that old train, coming down the line" dalla canzone di Williams "Ramblin'Man".
  • "Hank, Karen And Elvis" dei Young Fresh Fellows
  • "Mission from Hank" di Aaron Tippin.
  • "Time to Change my Name to Hank" scritta da Jim Flynn.
  • "I Feel Like Hank Williams Tonight" di Jerry Jeff Walker.
  • "Crank the Hank" di Dallas Wayne.
  • "Family Tradition" di Hank Williams, Jr.
  • "If He Came Back Again" di The Highwaymen.
  • "Classic Cars" di Bright Eyes.
  • "Curse of Hank" di Tim Hus.
  • "Rollin' and Ramblin' (The Death of Hank Williams) R. & L. Williams e J. Clark". Coverizzata da Emmylou Harris
  • "This Old Guitar" di Neil Young si riferisce alla chitarra originale di Hank Williams.
  • "Tramp on Your Street" di Billy Joe Shaver.
  • "The Death of Hank Williams" e "Hank Williams Sings the Blues No More", di Jimmie Logsdon.
  • "Hats Off to Hank" di Buzz Cason.
  • "I Couldn't Sleep for Thinkin' Of Hank Williams" di Henry McCullough
  • "Don't Look Down" di Grant Lee Phillips contiene la frase "Luke The Drifter and me thumbed us a ride down the highway of dreams".
  • "Rebel Meets Rebel" di Rebel Meets Rebel contiene il coro, "Rebel meets rebel, we've got our pride, like old Hank said, it's been a long, hard ride".
  • "The Grand Ole Opry (Ain't So Grand Anymore)" di Hank Williams III include il verso, "The Grand Ole Opry ain't so grand anymore/Did you know Hank Williams is not a member, but they keep him outside their door".
  • "Who's Gonna Fill Their Shoes" di George Jones si riferisce a Williams nella frase, "You know the heart of country music still beats in Luke the Drifter, you can tell it when he sang I Saw the Light".
  • "Hank Williams" di Ry Cooder.
  • "Montgomery in the Rain" di Steve Young, reinterpretata da Hank Willimas, Jr.
  • "Roberta" di Rev. Billy C. Wirtz (underneath the black velvet painting of Elvis, Jesus and John Wayne walking together through eternity, watched over by Hank Sr.)
  • "Ghost of Hank Williams" di David Allan Coe.
  • "Hank it" di Justin Moore
  • "I Saw the Light" di David Crowder Band
  • "Crazy Town" di Jason Aldean
  • "My Kinda Party" Originariamente interpretata da Brantley Gilbert e reinterpretata da Jason Aldean "You can find me, in the back of a jacked up tailgate, chillin' with some Skynyrd and some old Hank"
  • "Hank" di Jason Boland & the Stragglers
  • "When You Died at Twenty-Nine" di Slaid Cleaves
  • "Ole Hank Williams" di Jim Tragas
  • "Hank Williams" di Los Langeros
  • "Lotta Boot Left To Fill" di Eric Church "I don't think Waylon Jennings done it that way. And if he was here he'd say Hoss, neither did Hank"
  • "If Heaven Wasn't So Far Away" di Justin Moore

Altre canzoni sono: "Hank, It Will Never Be the Same Without You", "Hank Williams Meets Jimmie Rodgers", "Tribute to Hank Williams", "Hank and Lefty Raised My Country Soul", "Hank Williams Will Live Forever", "The Ghost of Hank Williams," "In Memory of Hank Williams", "Thanks Hank", "Hank's Home Town", "Good Old Boys Like Me" (Hank Williams and Tennessee Williams), "Why Ain't I Half as Good as Old Hank (Since I'm Feeling All Dead Anyway)?", "The Last Letter" e l'album di Charley Pride, There's a Little Bit of Hank in Me. (Brackett 2000, p. 219-22).

Menzione a parte merita il brano "I've Done Everything Hank Did But Die", composto dal cantautore Keith Whitley e mai ufficialmente rilasciato. Si presume che la registrazione risalga all'epoca in cui Whitley aveva 29 anni, la stessa età che aveva Williams quando morì. Proprio come il suo idolo, anche Whitley dovette combattere contro l'alcolismo, finché la morte non lo colse, all'età di 33 anni.

Nell'album Show Me Your Tears, Frank Black racconta la tragedia della morte di Hank Williams, nel brano "Everything Is New".

Film[modifica | modifica sorgente]

La storia di Hank Williams, fu portata al cinema per la prima volta nel lungometraggio "Your Cheatin' Heart" del 1964, diretto da Gene Nelson, con George Hamilton, Susan Oliver e Red Buttons.

Il film uscì nei cinema statunitesi il 4 Novembre 1964, e ottenne un incasso totale di $2,500,000[35]. Inizialmente fu rilasciato in bianco e nero, unica versione disponibile fino al 1990, anno in cui uscì la versione colorizzata della Turner Entertainment. La versione in questione, debuttò pubblicamente il primo Gennaio 1991, sulla SuperStation WTBS, il trentottesimo anniversario della morte di Hank Williams.

Il cast era composto da:

La versione DVD del film, uscì negli Stati Uniti il 9 Novembre 2010.

Nel 2011 uscì nelle sale il lungometraggio "The Last Ride", diretto da Harry Thomason, incentrato sugli ultimi quattro giorni di vita di Hank Williams. Nel film, l'attore Henry Thomas interpreta Hank Williams, mentre Jesse James interpreta Silas, l'autista personale di Williams[36]. Il film incassò $27,000[37] e detiene uno scarso punteggio di 44% sul sito Rotten Tomatoes.

Il cast del film presenta:

  • Henry Thomas nel ruolo di Hank Williams/"Mr. Wells"/Luke
  • Jesse James nel ruolo di Silas
  • Fred Thompson nel ruolo di O'Keefe
  • Kaley Cuoco nel ruolo di Wanda

Altro film su Hank Williams è Hank Williams First Nation, diretto da Paul Schrader[38].

Altri tributi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003, fu prodotto un musical su Hank Williams, dal titolo Hank Williams: Lost Highway, prodotto da David Fishelson e diretto da Randal Myler. Il musical ottenne diversi riconoscimenti, tra i quali varie nomine come "Best Musical" e "Best Off-Broadway Musical". L'attore Jason Petty ricevette un premio Obie. Lo show ricevette un giudizio positivo dalla rivista Rolling Stone e una recensione entusiastica sul New York Magazine, oltre ad altri riconoscimenti[39][40][41][42][43].

Hank Williams: The Show He Never Gave è un dramma su Hank Williams, scritto da Maynard Collins, con Sneezy Waters. Un film per le TV Canadesi, fu trasmesso il 31 Dicembre 1980. Un altro tributo ad Hank Williams è Images of a Country Drifter.

Il cantautore Leonard Cohen cita Hank Williams nel brano Tower of Song, nei versi:

I said to Hank Williams: "How lonely does it get?"
Hank Williams hasn't answered yet
But I hear him coughing all night long
Oh, a hundred floors above me in the Tower of Song

La band americana di indie rock Bright Eyes, parla della morte di Williams nel brano "Classic Cars", nei versi:

She was a real royal lady
True patron of the arts
Said the best country singers
Die in the back of classic cars

Video Musicali[modifica | modifica sorgente]

Year Video Director
1989 "There's a Tear in My Beer" (with Hank Williams, Jr.) Ethan Russell
"Honky Tonk Blues"
1996 "Cold, Cold Heart Buddy Jackson

Brani celebri[modifica | modifica sorgente]

Move It On Over[modifica | modifica sorgente]

Nel 1947, Hank Williams ottenne il suo primo grande successo discografico, grazie al brano "Move It On Over", primo di una lunga serie di hit. La canzone raggiunse la posizione numero 4 nella classica di Billboard dei singoli country.

Il brano è considerato molto influente per la nascita del rock and roll[44][45], e ispirò la composizione di alcuni classici di tale genere, come Rock Around the Clock[46], portata al successo sette anni dopo da Bill Haley. Il brano racconta, molto ironicamente, la storia di un uomo costretto a dormire fuori dalla propria abitazione durante la notte, nella cuccia del cane, perché la moglie si rifiuta di farlo entrare in casa.

La canzone fu reinterpretata da molti artisti, come Ray Charles, Bill Haley, Tiny Hill and the Hilltoppers, George Thorogood and the Destroyers e Hank Williams Jr.. Fu inoltre inserita nella colonna sonora dei videogame L.A. Noire e Guitar Hero: Warriors of Rock.

I Saw the Light[modifica | modifica sorgente]

"I Saw the Light", pubblicata da Williams nel 1948, è un brano country gospel, tra i più famosi dell'artista. Il cantautore era solito utilizzare il brano come chiusura dei concerti[47].

In realtà il brano, all'epoca della prima uscita, non fu un successo commerciale, ma nel tempo ottenne sempre più celebrità, tanto da essere stata reinterpretata da una moltitudine di artisti ed essere stata inserita al numero 1 nella lista di CMT delle "20 Greatest Songs of Faith" nel 2005.

Lovesick Blues[modifica | modifica sorgente]

Nel 1949, Hank Williams raggiunse per la prima volta la posizione numero 1 nella classifica di Billboard dei singoli Country & Western più venduti grazie al brano "Lovesick Blues". La canzone era in realtà una cover di un vecchio brano composto da Cliff Friend e Irving Mills e apparve per la prima volta nel musical "Oh, Ernest" del 1922[48]. Divenne celebre nella versione del 1928 di Emmet Miller. Prima di Williams, la canzone fu incisa da Rex Griffin, in una versione che influenzò quella di Hank, il quale cantò il brano per la prima volta in un'esibizione dal vivo nel 1948.

Inizialmente il produttore del brano, Fred Rose, rimase insoddisfatto dell'incisione di Williams[49], e arrivò a definirla "la peggiore cosa mai registrata dal cantautore". Williams, al contrario, si dimostrò subito sicuro del singolo, che infatti, una volta rilasciato, riscosse un successo immediato. All'epoca Cashbox la nominò "la miglior registrazione Hillbilly dell'anno", e oggi rimane una delle più celebri canzoni country della storia.

I'm So Lonesome I Could Cry[modifica | modifica sorgente]

I'm So Lonesome I Could Cry, è un'altra canzone tra le più celebri di Hank Williams. Fu pubblicata per la prima volta nel 1949, ottenendo un grande successo, e in seguito nel 1966, come singolo. Williams scrisse il brano ispirandosi alla tormentata relazione con la moglie Audrey Sheppard. La rivista di critica musicale Rolling Stone la inserì nella lista delle 500 più grandi canzoni della storia, alla posizione numero 111[50].

Numerosi artisti reinterpretarono il brano, ad esempio Johnny Cash, Nick Cave, Bob Dylan, Little Richard, Elvis Presley e tanti altri.

Long Gone Lonesome Blues[modifica | modifica sorgente]

Nel 1950, Hank Williams ottenne nuovamente la prima posizione nella classifica degli Hot Country Singles di Billboard, grazie al brano "Long Gone Lonesome Blues". La canzone rimane in classifica ventitre settimane, di cui cinque al vertice[51].

Nel 1964, Hank Williams Jr., fece di questa canzone il suo singolo di debutto. La sua versione si posizionò al quinto posto nella classifica dei singoli country più venduti dell'epoca[52]. Nel 1987, Dennis Robbins ne registrò una sua versione, la quale si classificò sessantatreesima nella medesima classifica.

Why Don't You Love Me[modifica | modifica sorgente]

Nel 1950 uscì il brano "Why Don't You Love Me", altra number one di Williams[53]. La canzone fu rilasciata come lato A dell'omonimo singolo, il quale comprendeva come lato B il brano "A House Without Love".

"Why Don't You Love Me" fu utilizzata nei titoli di coda del film The Last Picture Show. Il brano fu reinterpretato nel 1969 da Jerry Lee Lewis e da Little Richard e Jimi Hendrix nel loro album Friends from the Beggining uscito nel 1972. Altra cover celebre è quella dei Red Hot Chili Peppers.

Cold, Cold Heart[modifica | modifica sorgente]

Una delle canzoni più popolari di Williams è sicuramente "Cold, Cold Heart", brano considerato un classico dell'honky tonk e facente parte del Great American Songbook.

Williams rilasciò il brano nel 1951, come lato B del brano "Dear John", il quale si posizionò all'ottava posizione nella classifica di Billboard, al contrario di "Cold, Cold Heart" che invece guadagnò il primo posto. Nello stesso anno la canzone fu registrata da Tony Bennet in una versione che ottenne un grande successo[54]. Nel tempo, furono tantissimi gli artisti a reinterpretare tale brano, ad esempio Louis Armstrong[55], Bill Haley, Jerry Lee Lewis, Norah Jones, Johnny Cash, Nat King Cole, e tanti altri. Nel videogioco Batman: Arkham Origins, il Joker canta una versione a cappella di Cold, Cold Heart, durante i crediti, mentre torna nella sua cella al penitenziario di Blackgate.

Hey Good Lookin'[modifica | modifica sorgente]

Il brano "Hey Good Lookin'" venne composto da Williams come una variazione del brano di Cole Porter del 1942, il quale presentava un nome simile, un testo simile e una melodia simile. La versione di Williams, uscita nel 1951, è quella più celebre, ed ottenne un grande successo raggiungendo la prima posizione nella classifica dei singoli più venduti dell'anno. Tale versione è stata inserita, nel 2001, nella Grammy Hall of Fame[56].

La canzone appare come parte della colonna sonora del videogioco Grand Theft Auto: San Andreas, ed è possibile ascoltarla sintonizzandosi sulla stazione radio "K-Rose". Numerose sono le cover di cui oggi il brano gode, si ricordano quella di Jo Stafford e Frankie Laine, e quella di Ray Charles dall'album Modern Sounds in Country and Western Music del 1962.

Jambalaya (On the Bayou)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1952, esce il brano "Jambalaya (On the Bayou), il quale ottiene un grande successo e scala le vette di Billboard, arrivando al primo posto nella lista dei singoli country più venduti. La canzone prende il titolo da un tipico piatto della Lousiana, e racconta una festa sul fiume con tanto di danze e cibi tradizionali, dove una moltitudine di invitati corteggiano una ragazza di nome Ivonne.

La canzone è diventata uno standard del rock and roll, grazie alle interpretazioni di Jerry Lee Lewis e Fats Domino, che con la sua versione entrò nella classifica di vendita dei singoli più venduti nel 1961, alla posizione 30 negli Stati Uniti, e 41 nel Regno Unito[57]. Lo scrittore Stephen King, cita numerose volte il brano nel libro "La storia di Lisey"[58].

I'll Never Get Out of This World Alive[modifica | modifica sorgente]

Questo fu l'ultimo brano composto in vita da Hank Williams, il quale lo scrisse in collaborazione con Fred Rose. Uscì postumo e raggiunse la prima posizione nella classifica dei singoli più venduti nel Gennaio 1953. La canzone ebbe numerose cover, ad opera di artisti come The Delta Rhythm Boys, Jimmy Dale Gilmore, Jerry Lee Lewis, Hank Williams Jr., Hank Williams III, e altri.

Apparve inoltre nella commedia della BBC, Married, e nella commedia animata della HBO The Life & Times of Tim. Nel videogioco del 2013 The Last of Us per PlayStation 3, il brano appare come parte della colonna sonora, ed è possibile sentirlo, assieme a un'altra canzone dello stesso Williams (Alone and Forsaken), nella scena in cui i due protagonisti principali dell'avventura, Joel e Ellie, abbandonano la loro città a bordo di un'auto[59].

Kaw-Liga[modifica | modifica sorgente]

"Kaw-Liga" fu registrata da Williams, dopo l'abbandono dei Drifting Cowboys, a Nashville nel Settembre del 1952, e uscì postuma nel Gennaio 1953. Composta assieme a Fred Rose, rimase per 14 settimane alla posizione numero 1 della Billboard Country Chart.

Kawliga è una comunità situata nell'Alabama centrale, sul lago Martin. Diede il nome a una statua di legno raffigurante un indiano, soggetto centrale del brano di Williams. Artisti come Johnny Cash, Don McLean, Roy Orbison e altri, eseguirono cover del brano.

Your Cheatin' Heart[modifica | modifica sorgente]

Questa è una delle canzoni più famose in assoluto di Williams, ed è considerata una delle più grandi canzoni country della storia della musica[60][61]. Fu ispirata a Williams dalla relazione con la prima moglie Audrey Sheppard, e fu registrata a Nashville il 23 Settembre, sotto la produzione di Fred Rose.

Rilasciata a Gennaio del 1953, divenne un immediato successo raggiungendo la prima posizione nella classifica dei singoli country più venduti, complice la tragica morte appena avvenuta del proprio autore. La rivista di critica musicale Rolling Stones inserì il brano nella lista delle 500 migliori canzoni della storia[62], mentre si posizionò al quinto posto nella lista delle 100 migliori canzoni country della storia, redatta dalla Country Music Television. Nel corso degli anni, numerose cover sono state tratte dal brano, ad opera di vari artisti.

Ramblin' Man[modifica | modifica sorgente]

"Ramblin' Man" fu scritta da Williams nel 1951[63] e rilasciata come lato B del singolo "Take These Chains from My Heart" nel 1953, e nel 1976 riedita nel singolo "Why Don't You Love Me".

Il brano si distingue per un testo molto evocativo, una semplice ma efficace struttura musicale basata sull'alternarsi di due accordi, e un arrangiamento minimale, nel quale spiccano i riff di steel guitar. Williams canta la canzone utilizzando lo stile del "blue yodel".

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Anno Titolo Massima posizione raggiunta RIAA Etichetta
US Country USA CAN Country
1952 Hank Williams Sings MGM
Moanin' the Blues
1953 Memorial Album
Hank Williams as Luke the Drifter
1954 Honky Tonkin'
I Saw the Light
Ramblin' Man
1957 36 of His Greatest Hits
Sing Me a Blue Song
1958 Hank Williams Sings 36 More of His Great Hits
The Immortal Hank Williams
1959 The Unforgettable Hank Williams
1960 Wait for the Light to Shine
The Lonesome Sound of Hank Williams
1961 The First, Last & Always
I'm Blue Inside
1962 Hank Williams on Stage
1963 On Stage Volume II
1965 Father & Son (w/ Hank Williams, Jr.) 8 139
1966 The Legend Lives Anew 35
1967 Hank Williams / Hank Williams Jr. Again (w/ Hank Williams, Jr.) 38
1968 In the Beginning 37
Hank Williams' Greatest Hits 42 Platinum
1969 The Essential Hank Williams 25
1970 Life to Legend 34
1973 The Legend of Hank Williams in Song and Story
(w/ Hank Williams, Jr.)
17
1974 Insights Into Hank Williams in Song and Story 37
1976 Hank Williams, Sr. / Live at the Grand Ole Opry 13 27
24 of Hank Williams' Greatest Hits 16 Platinum
1977 24 Greatest Hits Vol. 2 49 Polydor
1978 40 Greatest Hits Platinum Mercury
1992 The Best of Hank & Hank (w/ Hank Williams, Jr.) 44 179 26 Curb
1994 The Hits, Volume 1 Mercury
1996 Three Hanks: Men with Broken Hearts (w/ Hank Williams, Jr. & Hank Williams III) 29 Curb
1998 The Complete Hank Williams Mercury
20 of Hank Williams' Greatest Hits Gold
2002 The Ultimate Collection 32
2008 The Unreleased Recordings 42 Time Life
The Unreleased Recordings 49
2009 The Unreleased Recordings: Gospel Keepsakes 51
The Unreleased Recordings: Revealed 64
2010 The Complete Mother's Best Recordings...Plus!
2011 Bound for the Promised Land 53
Icon: Hank Williams 51 Mercury
2012 The Greatest Hits Live: Volume 1 61 Time Life
The Greatest Hits Live: Volume 2 67

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Anno A-side Classifica* B-side Classifica*
1947 Never Again (Will I Knock on Your Door) Calling You
1947 Wealth Won't Save Your Soul When God Comes and Gathers His Jewels
1947 My Love for You (Has Turned to Hate) I Don't Care (If Tomorrow Never Comes)
1947 Pan American Honky Tonkin'
1947 Move It On Over #4 I Heard You Crying in Your Sleep
1947 On the Banks of the Old Pontchartrain Fly Trouble
1948 My Sweet Love Ain't Around Rootie Tootie
1948 Honky Tonkin' #14 I'll Be a Bachelor 'Til I Die
1948 I'm a Long Gone Daddy #6 The Blues Come Around
1948 I Saw the Light Six More Miles (To the Graveyard)
1948 A Mansion on the Hill I Can't Get You Off of My Mind
1949 Lovesick Blues #1 Never Again (Will I Knock on Your Door) #6
1949 Wedding Bells #5 I've Just Told Mama Goodbye
1949 Mind Your Own Business #5 There'll Be No Teardrops Tonight
1949 You're Gonna Change (Or I'm Gonna Leave) #4 Lost Highway
1949 I'm So Lonesome I Could Cry #1 My Bucket's Got a Hole In It #2
1950 I Just Don't Like This Kind of Living #5 May You Never Be Alone
1950 Long Gone Lonesome Blues #1 My Son Calls Another Man Daddy #9
1950 Why Don't You Love Me? #1 A House Without Love
1950 Why Should We Try Anymore? #9 They'll Never Take Her Love from Me #4
1950 Moanin' the Blues #1 Nobody's Lonesome for Me #9
1951 Cold, Cold Heart #1 Dear John #6
1951 Howlin' at the Moon #3 I Can't Help It (If I'm Still in Love with You) #2
1951 Hey Good Lookin' #1 My Heart Would Know
1951 (I Heard That) Lonesome Whistle #9 Crazy Heart #2
1951 Baby, We're Really in Love #4 I'd Still Want You
1952 Honky Tonk Blues #2 I'm Sorry for You, My Friend
1952 Half as Much #2 Let's Turn Back the Years
1952 Jambalaya (On the Bayou) #1 Window Shopping
1952 Settin' the Woods on Fire #3 You Win Again #7
1952 I'll Never Get Out of This World Alive #1 I Could Never Be Ashamed of You
1953 Kaw-Liga #1 Your Cheatin' Heart #1
1953 I Won't Be Home No More #4 Take These Chains from My Heart #1
1953 Weary Blues from Waitin' #7 (no b-side)
1955 Please Don't Let Me Love You #9 (no b-side)
1966 I'm So Lonesome I Could Cry #43 (re-release)
1976 Why Don't You Love Me #61 (re-release)
1989 There's a Tear in My Beer #7 (dubbed recording with Hank Williams, Jr.)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.allmusic.com/artist/hank-williams-mn0000549797/biography
  2. ^ http://www.scaruffi.com/vol1/williams.html
  3. ^ Hank William Trail
  4. ^ Chet Flippo, Your Cheatin' Heart: a biography of Hank Williams, Doubleday, 1985.
  5. ^ http://www.smashwords.com/books/download/96214/6/latest/1/0/far-beyond-the-borderlands-of-scotia.txt
  6. ^ Colin Escott, Hank Williams: The Biography, Boston, Little, Brown and Company, 1994. ISBN 0-316-24986-6.
  7. ^ Windham, Kathryn Tucker|2007|p=33
  8. ^ George-Warren, Holly; Romanowski, Patricia; Romanowski Bashe, Patricia; Pareles, Jon|p=1066|2001
  9. ^ Hank Williams - Hollywood Walk of Fame in Walk of Fame.com, Hollywood Chamber of Commerce, 28 gennaio 2013.
  10. ^ Full List of Inductees – Hank Williams in The Country Music Hall of Fame and Museum, Country Music Foundation, Inc.. URL consultato il 4 ottobre 2011.
  11. ^ 1985 Inductee: Lifework Award for Performing Achievement in Alamhof.org, The Alabama Music Hall of Fame. URL consultato il 4 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2003).
  12. ^ Williams, Roger M|1981|p=140
  13. ^ Caress, Jay p. 228
  14. ^ Hank Williams in Rock and Roll Hall of Fame, The Rock and Roll Hall of Fame and Museum, Inc.. URL consultato il 15 marzo 2011.
  15. ^ CMT 40 Greatest Men of Country Music in CMT. URL consultato il 14 marzo 2011.
  16. ^ 100 Greatest Artists of All Time in Rolling Stone Issue 946.
  17. ^ Elvis Presley, AllMusic. URL consultato il 14 marzo 2011.
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  29. ^ Chet Flippo, Nashville Skyline: Hank Williams' Life After Death in Country Music Television, MTV Networks, 25 agosto 2011. URL consultato il 6 settembre 2011.
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  32. ^ Curtis Celon. p.80
  33. ^ Colin Escott, e Kira Florita. p.117
  34. ^ Cecelia Tichi. p.18
  35. ^ This figure consists of anticipated rentals accruing distributors in North America. See "Big Rental Pictures of 1965", Variety, 5 January 1966 p 6
  36. ^ Borys Kit, 'Big Bang' star lands lead in 'I Hop' film in The Hollywood Reporter, 30 marzo 2010. URL consultato il 17 luglio 2010. [collegamento interrotto]
  37. ^ "The Last Ride". Box Office Mojo.
  38. ^ George Kouvaros, Paul Schrader, University of Illinois Press, 2008, p. 45. ISBN 0-252-07508-0.
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  44. ^ http://www.allmusic.com/song/move-it-on-over-mt0042776894
  45. ^ Rock and Roll: Gold Rush Di Maury Dean
  46. ^ http://www.allmusic.com/song/move-it-on-over-mt0042776894
  47. ^ Jump up to: a b c Ace Collins, Turn Your Radio On: The Stories Behind Gospel Music's All-Time Greatest Songs (Zondervan, 1999), pg. 126-127
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  52. ^ Whitburn, Joel (2004). The Billboard Book Of Top 40 Country Hits: 1944-2006, Second edition. Record Research. p. 388.
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  55. ^ Decca Records in the 27500 to 27999 series
  56. ^ Grammy Hall of Fame
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  60. ^ Rolling Stone staff 2011.
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  63. ^ Gilliland, John (1969). "Show 9 - Tennessee Firebird: American country music before and after Elvis. [Part 1]" (audio). Pop Chronicles. Digital.library.unt.edu.

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