Sarah Vaughan

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il comune francese, vedi Sassy.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il batterista giapponese, vedi Sassy (batterista).
Sarah Vaughan
Sarah Vaughan - William P. Gottlieb - No. 1.jpg
Sarah Vaughan nel 1946
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereJazz
Bebop
Blues
Periodo di attività musicale1942 – 1989
Album pubblicatipiù di 40

Sarah Lois Vaughan (pronuncia /vɔːn/), soprannominata Sassy, la divina e anche Sailor,[1] (Newark, 27 marzo 1924Hidden Hills, 3 aprile 1990) è stata una cantante statunitense, esponente di punta dello stile jazzistico chiamato bebop.

Vinse due Grammy Award[2]; il National Endowment for the Arts le assegnò il premio NEA Jazz Masters nel 1989.[3] Dotata di una voce di contralto[4], è stata definita da Scott Yanow "una delle voci più stupefacenti del ventesimo secolo".[5]

Sarah Vaughan ostentava una forte personalità; in realtà nell'intimo era molto fragile: ogni concerto, ogni recital, ogni sessione in sala di incisione era un inferno per lei, sempre piena di paura, insicura. Di qui la sua (fortunatamente sempre tenuta a bada) dipendenza da sigarette e droghe e uno dei motivi, forse il principale, per cui per tutta la vita restò attaccata al suo mentore Billy Eckstine, che di volta in volta definì come il proprio "padre" o addirittura "my blood" (il mio sangue), affetto a tal punto contraccambiato che, alla notizia della sua morte, Eckstine subì un colpo apoplettico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sarah Vaughan era l'unica figlia di Asbury "Jake" Vaughan, falegname, e Ada Vaughan, lavandaia. Entrambi i genitori facevano musica: il padre suonava la chitarra ed il piano e la madre cantava nel coro della chiesa[6].

Sarah Vaughan si avvicina alla musica poco dopo aver imparato a camminare: all'età di tre anni comincia a prendere lezioni di piano, impara presto e dimostra un ottimo orecchio musicale, che la faciliterà anche nel canto. Poco più che adolescente si esibisce come organista e solista del coro di una chiesa battista della sua città.

Nel 1942 vince un concorso di canto all'Apollo Theater di Harlem, grazie alla sua interpretazione della canzone Body and Soul. Tra il pubblico c'è il cantante Billy Eckstine, all'epoca star della band di Earl Fatha Hines, che convince il grande jazzista a ingaggiarla come seconda cantante e, all'occorrenza, pianista. Conosce alcuni giovani bopper, anch'essi presi da Hines su suggerimento di Mr. B. Un anno dopo Eckstine forma una propria orchestra: vi entrano i bopper (fra di essi Dizzy Gillespie e Charlie Parker) e la stessa Sarah Vaughan, che ha modo di perfezionare l'uso della voce cantando accanto a Eckstine (di cui è l'esatto pendant femminile sotto il profilo vocale-interpretativo e del sound) e facendosi accompagnare da talenti del calibro di Gillespie e Parker.

Nel 1945 lascia la band e comincia una fortunata carriera da solista. Nel 1947 sposa il trombettista George Treadwell, che le farà da manager. Alla fine degli anni quaranta Sarah Vaughan conquista il pubblico statunitense intonando brani come Tenderly e It's Magic, e nel decennio seguente sforna un successo dietro l'altro, con canzoni come Misty e Broken-Hearted Melody del 1959 (settima posizione in classifica negli Stati Uniti e nel Regno Unito), dimostrando tutta la sua profonda carica interpretativa e l'incisiva delicatezza della propria voce. Incide anche alcuni duetti con Billy Eckstine.

Negli anni cinquanta si esibisce con i più grandi musicisti jazz del periodo, come Miles Davis e Jimmy Jones, e incide con successo una serie di dischi per le etichette Mercury Records ed EmArcy Records. Negli anni seguenti il successo continua e la sua voce, che man mano acquista un tono più baritonale, continua a incantare le platee. Torna a registrare con Eckstine in Irving Berlin Songbook e in Passing Strangers, che sarà considerato il più alto esempio di duetto uomo-donna. Negli anni sessanta affronta con successo anche il genere della bossa nova.

Nel 1960 partecipa al film Sindacato assassini.

Si sposa per la seconda volta, col giocatore di football Clyde Atkins e, non potendo avere figli naturali, insieme nel 1961 adottano una bambina, Debra Lois, più nota come attrice cinematografica col nome d'arte Paris Vaughan. Sarah Vaughan le sarà legatissima. Il matrimonio con Atkins è molto breve: i due divorziano nel 1963 per i modi violenti di lui. Nella vita di Sarah Vaughan ci sarà un terzo matrimonio.

Nel 1981 riceve un premio Emmy per un suo special televisivo dedicato a George Gershwin, nel 1983 le viene consegnato un Grammy per l'incisione di un album monografico sempre su Gershwin e nel 1989 ha vinto il Grammy Award alla carriera.

La Divina continua a esibirsi fino a poco prima della morte, che la coglie nel 1990 all'età di sessantasei anni.

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991 Carmen McRae incide l'LP Dedicated to Sarah, in cui dà voce ai maggiori successi della Vaughan. L'accompagna il trio della pianista (e cantante) Shirley Horn. Nel giugno del 1991, alla Carnegie Hall, ha luogo un Tribute a Sarah Vaughan: l'occasione è data dal JVC Festival. Ospiti principali, Billy Eckstine, Roberta Flack, Shirley Horn, Joe Williams, Dizzy Gillespie, il mezzosoprano lirico Florence Quivar.

Dal 1998 la Vaughan è presente con due dischi nella Hall of Fame: l'album Sarah Vaughan with Clifford Brown del 1954 e il singolo If You Could See Me Now del 1946.[7]

Nel 2003 Berkeley e San Francisco hanno proclamato il 27 marzo, data di nascita della cantante, Sarah Lois Vaughan Day.

Nel 2009 il maggiore cantante jazz del momento, Kevin Mohoganny, e Gina Eckstine (la figlia di Billy) portano in tour negli USA uno show costituito dai più importanti pezzi di Sassy e Mr. B, compresi i numerosi duetti incisi assieme. L'accoglienza del pubblico è stata sensazionale.

La versione 4.7 della piattaforma software WordPress rilasciata il 7 dicembre 2016 è dedicata a Sarah Vaughan.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 2013 - Sophisticated lady. Ellington coll.. Remastered, Concord Music Group
  • 2006 - Sinner or Saint
  • 2006 - Sings It Might as Well Be Spring
  • 2006 - Sarah Vaughan [Universal] [SACD]
  • 2006 - Legendary Song Stylist
  • 2006 - I Love Brazil! [Japan Bonus Tracks]
  • 2006 - Essential Sarah Vaughan [Essential Gold]
  • 2006 - Black Coffee
  • 2004 - 1944-1950
  • 2003 - Vaughan and Violins
  • 2002 - Sarah Vaughan [Japan Bonus Track]
  • 1999 - Sophisticated Lady [Prime Cuts]
  • 1997 - I Remember You
  • 1996 - Sarah Vaughan & Oscar Peterson
  • 1995 - Sophisticated Cissy
  • 1995 - Sings Broadway: Great Songs from Hit Shows
  • 1995 - Sarah Vaughan [Pearl]
  • 1995 - Lullaby of Birdland
  • 1995 - Live in Chicago
  • 1995 - I'll Remember You
  • 1994 - Sarah's Blues
  • 1994 - Sarah Vaughan [Columbia]
  • 1994 - I Love Brazil [Bonus Tracks]
  • 1991 - Summertime [Alex]
  • 1991 - Sassy at Ronnie's
  • 1991 - Celebration of Duke
  • 1990 - Deep Purple
  • 1990 - Close to You
  • 1987 - Brazilian Romance
  • 1985 - Sarah Vaughan Sings George Gershwin
  • 1985 - Sarah Vaughan at the Blue Note
  • 1985 - Sarah Vaughan at Mr. Kelly's
  • 1985 - My Heart Sings
  • 1985 - Mancini Songbook
  • 1985 - In a Romantic Mood
  • 1985 - Explosive Side of Sarah
  • 1985 - Billy and Sarah
  • 1985 - Best of Irving Berlin
  • 1984 - Mystery of Man
  • 1983 - The best of, Concord Music Group
  • 1982 - Gershwin Live! per la Columbia con la Los Angeles Philharmonic Orchestra/Michael Tilson Thomas - Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Female 1983
  • 1982 - Crazy and Mixed Up
  • 1981 - Songs of the Beatles
  • 1981 - Send in the Clowns [Pablo]
  • 1979 - Duke Ellington Songbook, Vol. 2
  • 1979 - Duke Ellington Songbook, Vol. 1
  • 1979 - Copacabana
  • 1978 - How Long Has This Been Going On?
  • 1977 - I Love Brazil
  • 1976 - More Sarah Vaughan from Japan Live
  • 1975 - Sarah Vaughan & Jimmy Rowles Quintet
  • 1974 - Send in the Clowns [Columbia/Legacy]
  • 1973 - Live in Japan, Vol. 2
  • 1973 - Live in Japan, Vol. 1
  • 1972 - With Michel Legrand
  • 1971 - Time in My Life
  • 1969 - Jazz Fest Masters
  • 1967 - Sassy Swings Again
  • 1966 - Pop Artistry of Sarah Vaughan
  • 1965 - Viva! Vaughan
  • 1965 - Sarah Vaughan Sings the Mancini Songbook
  • 1964 - World of Sarah Vaughan
  • 1964 - Vaughan with Voices
  • 1964 - Sweet 'N' Sassy [Bonus Track]
  • 1964 - Sweet 'N' Sassy
  • 1964 - Lonely Hours
  • 1963 - We Three
  • 1963 - Snowbound
  • 1963 - Sassy Swings the Tivoli
  • 1963 - Sarah Slightly Classical
  • 1963 - Sarah Sings Soulfully
  • 1963 - Live Guard Sessions (1963)
  • 1962 - You're Mine You
  • 1962 - Star Eyes
  • 1962 - Sarah + 2
  • 1961 - Divine One [Roulette]
  • 1961 - After Hours
  • 1960 - Dreamy
  • 1960 - Divine Sarah Vaughan
  • 1959 - Sarah Vaughan Sings George Gershwin, Vol. 2
  • 1959 - Sarah Vaughan Sings George Gershwin, Vol. 1
  • 1959 - Great Songs from Hit Shows, Vol. 2
  • 1959 - Great Songs from Hit Shows, Vol. 1
  • 1959 - After Hours at the London House
  • 1958 - No Count Sarah
  • 1957 - Sarah Vaughan Sings Great Songs from Hit Shows
  • 1957 - Sarah Vaughan Sings George Gershwin
  • 1957 - Recorded Live
  • 1957 - Irving Berlin Songbook (in duetto con Billy Eckstine)
  • 1957 - Passing strangers Sarah Vaughne Billy Eckstine
  • 1957 - At Mister Kelly's
  • 1956 - Sassy
  • 1956 - Linger Awhile [Columbia]
  • 1955 - With John Kirby and His Orchestra
  • 1955 - Tops in Pops
  • 1955 - In the Land of Hi-Fi
  • 1955 - George Gershwin Songbook, Vol. 2
  • 1955 - George Gershwin Songbook, Vol. 1
  • 1954 - Swingin' Easy
  • 1954 - Sarah Vaughan with Clifford Brown [Original]
  • 1954 - Sarah Vaughan with Clifford Brown
  • 1954 - Rodgers & Hart Songbook
  • 1954 - Gershwin Songbook
  • 1954 - Divine Sarah Sings
  • 1953 - Hot Jazz
  • 1945 - Billy Eckstine Orchestra

Singoli (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marinaio, per il suo modo di parlare sboccato.
  2. ^ Grammy Award Database, su theenvelope.latimes.com.
  3. ^ Entry Archiviato il 2 giugno 2010 in Internet Archive. sul sito del NEA Jazz Masters
  4. ^ Concord music group: Sarah Vaughan.
  5. ^ Allmusic.com
  6. ^ Gates, Cornell The African-American Century: How Black Americans Have Shaped Our Country ISBN 0-684-86415-0, page 229
  7. ^ Grammy Hall of Fame Award Archiviato il 24 dicembre 2010 in Internet Archive.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN112758178 · ISNI (EN0000 0000 8180 2574 · LCCN (ENn82019976 · GND (DE119140047 · BNF (FRcb13900777n (data) · ULAN (EN500330865 · NLA (EN35639787