Johnny Cash

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Johnny Cash
JohnnyCash1969.jpg
Johnny Cash nel 1969
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Blues
Country
Outlaw country
Rock and roll
Rockabilly
Americana
Alternative rock
Gospel
Musica etnica
Folk
Country folk
Periodo di attività musicale 1955-2003
Strumento Voce, chitarra
Etichetta Sun, Columbia, Mercury, American, House of Cash, Legacy Recordings
Album pubblicati 79
Gruppi e artisti correlati Tennessee Three, The Highwaymen, The Survivors, June Carter Cash, The Statler Brothers, The Carter Family, Waylon Jennings, Carl Perkins, Bob Dylan, Willie Nelson, Rick Rubin
Sito ufficiale

Johnny Cash, alla nascita John Ray Cash (Kingsland, 26 febbraio 1932Nashville, 12 settembre 2003), è stato un cantautore, chitarrista e attore statunitense, interprete di numerose canzoni country, folk, e di celebri talking blues. Fu definito "The Man in Black" in virtù della sua preferenza per gli abiti neri, e da ciò il titolo di un suo album e della sua prima autobiografia.[1] Tradizionalmente iniziava i concerti con la semplice frase: «Hello, I'm Johnny Cash» ("Ciao, sono Johnny Cash") seguita dall'esecuzione di Folsom Prison Blues. È stato uno dei pochissimi cantanti ad avere venduto più di novanta milioni di dischi.[2]

Sebbene sia principalmente ricordato come un'icona della musica country, il suo repertorio spaziava attraverso generi quali rock and roll, rockabilly, blues, folk, e gospel. Questa poliedricità di stili, valse a Cash il raro onore di essere introdotto nella Country Music Hall of Fame and Museum, nella Rock and Roll Hall of Fame, e nella Gospel Music Hall of Fame. Le sue canzoni trattavano tematiche quali il dolore, l'afflizione morale e il riscatto, specialmente nell'ultima parte di carriera.[3][4] Alcuni dei suoi brani più celebri sono I Walk the Line, Folsom Prison Blues, Ring of Fire, Get Rhythm, e Man in Black. Nonostante l'immagine austera ed autorevole, incise anche alcuni pezzi dal taglio umoristico come One Piece at a Time e A Boy Named Sue; duetti con la futura moglie June Carter, e nell'ultima parte di carriera, sorprendenti reinterpretazioni di brani di artisti rock contemporanei, come Hurt dei Nine Inch Nails, Personal Jesus dei Depeche Mode, Rusty Cage dei Soundgarden e One dei U2.

Cash era una figura atipica nella musica popolare americana del XX secolo, pur essendo un cristiano dalle convinzioni evangeliche tradizionali,[5] era rispettato e riverito da icone della cultura alternativa oltre che da importanti figure del mainstream. Morto nel 2003, viene sepolto accanto alla moglie nel cimitero Hendersonville Memory Gardens a Hendersonville, nel Tennessee.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Benvenuti a Dyess, città di Johnny Cash.

Nato quarto di sette figli (oltre a lui: Jack, per la cui tragica morte Johnny soffrirà molto, Joanne, Louise, Reba, Roy, e Tommy, anche quest'ultimo artista country di successo) da Ray Cash (1897-1985) e Carrie Cloveree (1904-1991) da una numerosa e povera famiglia contadina dell'Arkansas, Cash aiuta da bambino i genitori nella coltivazione del cotone in un piccolo appezzamento di terreno fornito dal governo in seguito al New Deal a Dyess (Arkansas). Cash riferirà di avere sangue indiano nelle vene, fatto mai provato.

Nel 1944, l'amato fratello maggiore Jack Cash resta ucciso in un incidente con una sega elettrica all'età di quindici anni. Il padre, distrutto dal dolore, arriverà a incolpare Johnny dell'accaduto, dicendogli che avrebbe preferito fosse morto lui. L'evento lo porta a una sempre maggiore introspezione, introducendolo al piacere di scrivere storie e, soprattutto, di suonare la chitarra. Si appassiona alla musica attraverso i canti della chiesa e l'ascolto della musica country e blues alla radio.

Il 7 luglio 1950 si arruolò nell'United States Air Force e effettuò il servizio alla Lackland Air Force Base e poi alla Brooks Air Force Base, sempre in Texas. A San Antonio (Texas) venne assegnato all'United States Air Force Security Service con il compito di intercettare le informazioni morse trasmesse dai sovietici, nel frattempo conobbe Vivian Liberto, all'epoca studentessa liceale conosciuta il 18 luglio 1951. Compie una parte del servizio militare in Germania a Landsberg am Lech (Baviera) dove acquista una chitarra e inizia ad imparare a suonarla da autodidatta e fonda il suo primo gruppo, i The Landsberg Barbarians. In quel periodo terrà una fitta corrispondenza con Vivian, che sposerà il 7 agosto 1954, dopo il congedo terminato il 3 luglio 1954. Il matrimonio finirà nel 1967 a causa dei problemi legati alla dipendenza dalle droghe di Cash e del suo comportamento libertino. Dal matrimonio con la Liberto ebbe quattro figli (Rosanne, Kathy, Cindy e Tara).

Leggenda vuole che il giovane Cash abbia scatenato una furibonda rissa in un ufficio postale di Memphis a causa di una sgarbata risposta ricevuta dall'impiegato delle poste.

Primo contratto con la Sun Records[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Johnny Cash and the Tennessee Two.
Johnny Cash a inizio carriera in una foto pubblicitaria della Sun Records
Johnny Cash and the Tennessee Three nel 1961

Nel 1954, Cash e Vivian si trasferiscono a Memphis, Tennessee, dove Johnny vende elettrodomestici porta a porta mentre studia per diventare annunciatore radiofonico. Alla sera si ritrova con il chitarrista Luther Perkins e con il bassista Marshall Grant per suonare gospel in sessioni informali. Insieme a Perkins e Grant forma la band "Johnny Cash and the Tennessee Two", successivamente ribattezzati "Tennessee Three" dopo l'arrivo del batterista W.S. Holland. Ottiene il primo contratto discografico nel 1955 con la Sun Records di Memphis, per cui incide i primi singoli, tra cui Cry, Cry, Cry (sua prima incisione) e Folsom Prison Blues che contiene il celebre verso: «I shot a man in Reno, just to watch him die» ("Sparai ad un uomo a Reno, solo per vederlo morire"). Nel 1957 è il primo solista dell'etichetta Sun a pubblicare un long playing, Johnny Cash with His Hot and Blue Guitar. La sua voce basso-baritonale, profonda nonostante la giovane età, lo stile di scrittura che pur restando ancorato alla tradizione country, riusciva ad interessare anche il pubblico del rock and roll grazie a sonorità spesso vicine al rockabilly e a testi che trattavano di contrasti generazionali, amori impossibili e malinconici, e ribelli senza causa; ne decretano il successo in patria che esplode clamoroso.

Il 4 dicembre 1956, qualche tempo dopo il suo passaggio alla RCA Records, Elvis Presley si recò a salutare il produttore Sam Phillips ai Sun Studio mentre Carl Perkins stava registrando nuove canzoni, con Jerry Lee Lewis che lo accompagnava al pianoforte. Anche Cash si trovava nello studio e i quattro diedero inizio ad una jam session improvvisata. Phillips non si lasciò scappare l'occasione di registrare la sessione che riuniva insieme le quattro giovani stelle e le registrazioni, circa metà delle quali consistevano in esecuzioni di brani gospel, furono pubblicate anni dopo con il titolo Million Dollar Quartet. Dalle registrazioni, della durata complessiva di circa 70 minuti, la voce di Johnny Cash non è quasi mai riconoscibile; alcune fonti dicono perché Cash abbandonò quasi subito la seduta ma lo stesso Cash, nella sua autobiografia, afferma di essere stato presente a tutta la registrazione ma di aver cantato lontano dal microfono e in una tonalità più alta del suo solito per accordarsi a quella di Elvis.

Nel 1960 il passaggio alla Columbia dove incide un album gospel, Hymns by Johnny Cash, progetto che aveva in mente di realizzare alla Sun Records ma che Phillips gli aveva sconsigliato. Il successo ha un impatto devastante sulla sua fragile psiche: la frenetica attività porta Cash a fare uso di stimolanti e anfetamine per reagire allo stress dei tour e di conseguenza a sonniferi per riuscire a dormire. Non capiterà di rado che il musicista debba annullare numerosi concerti a causa di questi abusi. A ciò si aggiungono problemi familiari, dipendenza da droghe e guai giudiziari.

Immagine da "ribelle fuorilegge"[modifica | modifica wikitesto]

Johnny Cash nel 1969.

Con il procedere della carriera negli anni cinquanta, Cash iniziò a bere alcolici in maniera smodata e sviluppò una dipendenza da anfetamine e barbiturici. Per un breve lasso di tempo, divise un appartamento a Nashville con Waylon Jennings, anch'egli dipendente dalle anfetamine. Cash ricorreva alle anfetamine per restare sveglio durante le tournée e per sopportare gli stressanti ritmi del mondo del music business. Conoscenti ed amici scherzavano circa il suo comportamento "nervoso" ed "erratico", ma ignoravano che dipendesse dal crescente consumo di droghe.

Anche se si trovava spesso in uno stato di perdita del controllo, la frenetica creatività di Cash in questo periodo non subì rallentamenti e gli fornì diversi successi da classifica. La sua versione di Ring of Fire raggiunse la vetta delle classifiche country ed entrò nella Top 20 dei singoli pop statunitensi.

Nel giugno 1965, il suo camper prese fuoco mentre si trovava a pesca con il nipote Damon Fielder in California, e l'incendiò bruciò circa 283 ettari di parco e quasi lo uccise.[6][7] Cash dichiarò che l'incendio era scaturito da un guasto meccanico al tubo di scappamento del camper, ma le autorità locali lo accusarono di aver incautamente acceso un fuoco per riscaldarsi e che la situazione gli fosse sfuggita di mano.[8] Venne condannato a pagare una multa di 125,172 dollari poi ridotta a 82,001 dollari.[9]

Sebbene Cash coltivasse consapevolmente la propria "romantica immagine da fuorilegge", non scontò mai una pena detentiva in carcere. Finì in cella per ubriachezza molesta o possesso di droga svariate volte, ma non ci rimase mai più di una singola notte. Il problema più grave con la legge lo ebbe durante il tour del 1965, quando il 4 ottobre venne arrestato dalla squadra narcotici a El Paso, Texas. Gli agenti sospettavano che stesse importando eroina dal Messico, ma invece gli trovarono 688 pastiglie di Dexedrina (anfetamine) e 475 tavolette di Equanil (sedativi e tranquillanti) nascoste nella custodia della chitarra. Gli agenti della dogana federale lo arrestarono e lo rinchiusero nel carcere locale. Il giorno dopo Cash apparve di fronte al giudice e fu accusato di "aver intenzionalmente introdotto droga nel Paese e di averla nascosta". Fu rilasciato dietro pagamento di una cauzione di 1,500 dollari in attesa del processo. Dopo l'udienza in tribunale venne scortato con le manette ai polsi da due poliziotti in borghese, un fotografo scattò una foto e Cash gli sferrò un calcio dalla rabbia. Due mesi dopo, si ripresentò a El Paso per dichiararsi colpevole di detenzione illegale di droghe.[10]

Un secondo arresto avvenne l'11 maggio 1965 a Starkville, Mississippi, per vagabondaggio ed essere entrato in una proprietà privata senza autorizzazione, nell'atto di cogliere fiori di notte nel giardino di una abitazione privata (l'incidente in questione gli fornì l'ispirazione per la canzone Starkville City Jail).[11] Nella metà degli anni sessanta, la sua dipendenza dalle droghe raggiunse l'apice, e il conseguente comportamento distruttivo portò al divorzio dalla prima moglie che lo accusò di "crudeltà mentale".

L'ultimo arresto subito da Johnny Cash ebbe luogo nel 1967 a Walker County, Georgia, dopo che era rimasto coinvolto in un incidente d'auto mentre trasportava una borsa piena di tranquillanti. Cash cercò di corrompere l'agente di polizia accorso sul posto, che però rifiutò il denaro e lo arrestò per tentata corruzione di un pubblico ufficiale. Trascorse la notte in carcere a LaFayette (Georgia), venendo rilasciato il giorno seguente dopo una "ramanzina" da parte dello sceriffo locale circa i pericoli delle sostanze stupefacenti e su quanto stesse sprecando il suo talento.

Johnny Cash con la sua seconda moglie June Carter

Nel 1968, dopo aver tentato il suicidio mentre era sotto l'effetto della droga, ebbe una sorta di "risveglio spirituale" e decise di farla finita con pillole ed alcol. Nel tentativo di disintossicarsi gli fu d'aiuto la vicinanza di June Carter, con la quale si sposò il 1º marzo 1968, e della di lei famiglia.[12]

Nello stesso periodo riscoprì anche la propria fede in Dio, frequentando assiduamente la chiesa del reverendo Jimmie Rodgers Snow (figlio della leggenda country Hank Snow) a Nashville. Secondo l'amico di lunga data Marshall Grant, nel 1968 Cash non smise completamente di assumere droghe, tuttavia ridusse di molto il consumo delle stesse e, a partire dal 1970, restò "pulito" per sette anni di fila. Nel 1977 ricadde nel consumo di anfetamine. Nel 1983, divenuto nuovamente tossicodipendente, si ricoverò nella Clinica Betty Ford per disintossicarsi. Restò in seguito fuori dalla droga per alcuni anni, ma nel 1989 dovette ancora ricoverarsi al "Cumberland Heights Alcohol and Drug Treatment Center" di Nashville.

Attivismo per i Nativi americani[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1965, Cash e June Carter apparvero allo show televisivo di Pete Seeger, Rainbow Quest, nel quale spiegarono il loro attivismo a favore dei Nativi americani:

« Nel '57, scrissi una canzone chiamata Old Apache Squaw e poi mi dimenticai il cosiddetto movimento di protesta indiano per qualche tempo, ma nessun altro sembrava volerne parlare.[13] »

La Columbia, etichetta con la quale Cash era sotto contratto, si era opposta all'idea di includere tale brano nel prossimo album dell'artista, considerandolo "troppo radicale per il pubblico".[14] Il fatto che Cash cantasse canzoni sulla tragedia del popolo nativo americano e sulla violenza contro di esso contrastava vivamente con l'ambiente mainstream della musica country degli anni cinquanta.[15]

Nel 1964, grazie al successo riscosso dal precedente album I Walk The Line, Cash poté finalmente permettersi di registrare e pubblicare l'album Bitter Tears: Ballads of the American Indian.

Il disco contiene canzoni che parlano di varie tribù indiane, e della violenze commesse contro di esse dai conquistatori bianchi: Pima (The Ballad of Ira Hayes), Navajo (Navajo), Apache (Apache Tears), Lakota (Big Foot), Seneca (As Long as the Grass Shall Grow), e Cherokee (Talking Leaves). Cash scrisse tre delle canzoni da solo ed una insieme a Johnny Horton, ma la maggior parte delle canzoni di protesta furono composte dall'artista folk Peter La Farge[16] (figlio dell'attivista e premio Pulitzer Oliver La Farge), che aveva conosciuto a New York negli anni sessanta.[17] Il singolo estratto dall'album, The Ballad of Ira Hayes, non venne trasmesso dalle stazioni radio "di destra" e la casa discografica non fece nessuna promozione al disco data la natura "contestataria" del brano.[18]

In risposta a questa sorta di boicottaggio, il 22 agosto 1964, il cantante pubblicò una lettera aperta su Billboard Magazine, definendo l'industria discografica "codarda":

« DJ, direttori, proprietari di radio;... dov'è il vostro coraggio? Ho dovuto indietreggiare quando ho capito che così tante stazioni radio erano spaventate da Ira Hayes. Solo una domanda: Perché??? Ira Hayes è una medicina potente; ... Come Rochester, Harlem, Birmingham e il Vietnam.[19] »

Cash si occupò personalmente della promozione del singolo ed utilizzò la sua influenza personale presso i vari disc jockey così da permettere alla canzone di arrivare alla terza posizione nelle classifiche country, mentre l'album raggiunse la seconda posizione in classifica.

In seguito, anche al The Johnny Cash Show, continuò a raccontare storie sull'oppressione dei nativi americani, attraverso canzoni e filmati.[20]

Nel 1966, in risposta al suo attivismo, il cantante divenne membro onorario della Nazione Seneca. Nel 1968 tenne un concerto nella riserva indiana Rosebud, posta nei pressi del luogo storico del massacro di Wounded Knee, al fine di raccogliere fondi per la costruzione di una scuola.[21]

Concerti in prigione e matrimonio con June Carter[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: At Folsom Prison e At San Quentin.
Johnny Cash durante il concerto a San Quintino
Copertina del 45 giri di Folsom Prison Blues nella versione dal vivo tratta dall'album At Folsom Prison

Verso la fine degli anni sessanta si trasferisce a Nashville, dove tenta di cambiare vita e dove sposa nel 1968 June Carter, che nel 1963 aveva scritto insieme a Merle Kilgore la canzone Ring of Fire, brano poi registrato da Anita Carter, sorella di June. Cash l'ascoltò e dichiarò in una radio che se entro sei mesi dall'uscita non avesse riscosso il meritato successo l'avrebbe reinterpretata e modificata in quanto riteneva che la canzone fosse molto pregevole. Ring of Fire è oggi ritenuto uno dei suoi più grandi successi. Due anni più tardi la coppia avrà un figlio, John Carter Cash.

La versatilità nell'interpretare ballate, gospel, blues, country e rockabilly e l'incisività delle sue composizioni, ispirate alla vita e al lavoro quotidiano, fanno di Cash un vero e proprio punto di congiunzione tra la tradizione, il country moderno e il pop commerciale.

A quegli anni risale la collaborazione con il cantante Bob Dylan, nata da stima e ammirazione reciproca, con cui incide 20 canzoni che appariranno nel bootleg Big River, The Nashville Session tra cui il brano Girl from the North Country che apparirà nell'LP Nashville Skyline di Dylan.

Nel biennio 1968-69 pubblica i celebri album Johnny Cash at Folsom Prison (1968) e Johnny Cash at San Quentin (1969). Entrambi gli album dal vivo, registrati all'interno di carceri di massima sicurezza di fronte a un pubblico di detenuti, riscuotono enorme successo di critica e pubblico. At San Quentin include il singolo di successo A Boy Named Sue, che raggiunge la vetta della classifica country e la seconda posizione nella classifica pop statunitense. La versione della canzone pubblicata su singolo, venne censurata eliminando alcuni termini ritenuti "sconvenienti". Dal punto di vista commerciale, nel 1969 Cash eclissa addirittura i Beatles negli Stati Uniti vendendo 6.5 milioni di copie di dischi.[22] Nel 1972 Cash si esibisce nella prigione di Österåker in Svezia. L'album live På Österåker viene pubblicato nel 1973, ma non riscuote il successo dei suoi predecessori. Nel 1976, un ulteriore concerto in carcere, questa volta presso la "Tennessee Prison", viene filmato per la trasmissione televisiva. Il concerto verrà pubblicato postumo dopo la morte di Cash con il titolo A Concert Behind Prison Walls nel 2003.

The Johnny Cash Show[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: The Johnny Cash Show.
Il Ryman Auditorium, sede storica del Grand Ole Opry, dove ebbero luogo le riprese del Johnny Cash Show dal 1969 al 1971.

Dal 1969 al 1971, Cash conduce il suo personale show televisivo, il Johnny Cash Show, sul canale ABC. In ogni puntata aprono per lui gli Statler Brothers; la Carter Family e la leggenda rockabilly Carl Perkins sono anch'essi parte dell'abituale entourage del programma. Inoltre, puntata dopo puntata, Cash invita allo show svariati nomi celebri del music business in qualità di ospiti, inclusi Neil Young, Stevie Wonder, Louis Armstrong, Neil Diamond, Joni Mitchell, Kenny Rogers (che partecipa quattro volte), James Taylor, Ray Charles, Roger Miller, Roy Orbison, Derek and the Dominos, e Bob Dylan. Durante questo periodo, contribuisce alla colonna sonora del film Lo spavaldo (Little Fauss and Big Halsy), nel quale recitano Robert Redford, Michael J. Pollard, e Lauren Hutton. The Ballad of Little Fauss and Big Halsey, scritta da Carl Perkins per il film, riceve una nomination ai Golden Globe.

Altro artista che beneficiò dell'esposizione mediatica allo show fu Kris Kristofferson, che all'epoca stava iniziando a farsi un nome come cantautore. Durante un'esecuzione dal vivo del pezzo di Kristofferson Sunday Mornin' Comin' Down, Cash si rifiutò di cambiare le parole del testo come da indicazione dei dirigenti del network, e cantò il brano senza omettere i riferimenti alla marijuana:

« On a Sunday morning sidewalk

I'm wishin', Lord, that I was stoned.[23] »

In questo periodo Cash inizia a modificare il proprio aspetto, smette di imbrillantinarsi i capelli e se li cotona; inoltre comincia ad indossare completi meno sobri ed austeri diversificando il suo guardaroba in funzione della nuova veste di star televisiva.

Lo show venne cancellato nel 1971. L'ultima puntata andò in onda il 31 marzo. Nonostante i risultati più che dignitosi, il programma venne cancellato perché la ABC, su pressione degli sponsor, era alla ricerca di un pubblico maggiormente sofisticato, e decise di focalizzare l'attenzione su show dall'ambientazione più giovane, moderna ed urbana. Per fare spazio a queste nuove produzioni, tutti i programmi a tema campestre furono cancellati in contemporanea.[24] L'operazione divenne nota con il nome "purga rurale".[25]

"The Man in Black"[modifica | modifica wikitesto]

Johnny Cash negli anni settanta

All'inizio degli anni settanta, "cristallizzò" la propria immagine pubblica come "The Man in Black" ("l'uomo in nero"). Nei concerti si esibiva regolarmente vestito di nero, indossando un lungo cappotto anch'esso nero. Questo modo di vestire era in netto contrasto con gli sgargianti costumi colorati e i cappelli da cowboy indossati dalla maggior parte dei cantanti country dell'epoca. Nel 1971 scrisse a proposito la canzone Man in Black, per spiegare il suo stile d'abbigliamento:

(EN)

« I wear the black for the poor and the beaten down,
Livin' in the hopeless, hungry side of town,
I wear it for the prisoner who has long paid for his crime,
But is there because he's a victim of the times. »

(IT)

« Indosso il nero per i poveri e gli oppressi,
Che vivono nel lato disperato ed affamato della città,
Lo indosso per il detenuto che ha a lungo pagato per il suo crimine,
Ma è lì, perché è una vittima dei tempi. »

(Man in Black, Johnny Cash)

A parte le ragioni politiche, Cash disse anche che semplicemente gli piaceva il nero e che era il colore più pratico da indossare sul palco, soprattutto quando si esibiva spesso in chiesa agli inizi di carriera.

Nel 1971 interpreta A Gunfight, (Quattro tocchi di campana), film western con Kirk Douglas; poi partecipa a The Gospel Road, pellicola imperniata sulla figura di Gesù Cristo e compare nella serie televisiva del Tenente Colombo con Peter Falk in un memorabile episodio dal titolo Swan Song, in Italiano Il canto del cigno, dove impersona un cantante country-folk dal nome Tommy Brown che ha molto della sua biografia. Qualcuno disse: Tommy Brown "è" Johnny Cash.

Anche la produzione musicale è di alto livello e mantiene Cash ai vertici delle classifiche con album come What Is Truth, Man in Black e Flesh and Blood.

Pubblica un'autobiografia nel 1975, Man in Black, che ottiene una vendita di 1.300.000 copie (una seconda autobiografia compare nel 1998, Cash: The Autobiography).

Sul finire degli anni settanta, la popolarità di Cash e il numero dei suoi successi iniziarono a diminuire. Apparve in spot televisivi che pubblicizzavano compagnie petrolifere e un'azienda produttrice di modellini di treni.[26]

Grazie alla sua amicizia di lunga data con il predicatore Billy Graham, fu questo un periodo di grande fervore religioso per Cash nel quale egli continuò a proporre regolarmente brani gospel e canzoni religiose durante i concerti e in molti dei suoi dischi dell'epoca, sebbene nel 1979 la Columbia si rifiutò di pubblicare il doppio album gospel A Believer Sings the Truth, che finì per essere distribuito dalla Cachet Records, etichetta sussidiaria della Columbia.

Anche se il suo show era stato cancellato dalla programmazione nel 1971, Cash continuò ad apparire in televisione, presentando speciali natalizi sulla CBS fino agli inizi degli anni ottanta. Nel corso degli anni stabilì rapporti di amicizia con svariati presidenti in carica degli Stati Uniti, da Richard Nixon e Jimmy Carter, a Ronald Reagan e George W. Bush.

Quando venne invitato alla Casa Bianca per la prima volta nel 1970,[27] i collaboratori di Nixon gli chiesero di suonare Okie from Muskogee (una canzone satirica di Merle Haggard sulla gente che biasimava i movimenti giovanili antimilitaristi), Welfare Cadillac (di Guy Drake), e A Boy Named Sue. Cash accettò di eseguire solo quest'ultima, ed aggiunse invece The Ballad of Ira Hayes (brano che racconta la storia di un nativo americano veterano di guerra disprezzato al suo ritorno a casa in Arizona), What Is Truth e Man in Black.[28]

Declino artistico e fisico[modifica | modifica wikitesto]

Johnny Cash nel 1972 alla Casa Bianca con Richard Nixon discute della riforma carceraia

Nel 1980, all'età di 48 anni diviene l'artista vivente più giovane ad essere introdotto nella Country Music Hall of Fame, ma negli anni ottanta ha inizio il declino artistico, nonostante lo circondi la stima di colleghi e appassionati: resta comunque in classifica specialmente con l'album Johnny 99 in cui interpreta canzoni di Bruce Springsteen.

Nel 1984 pubblica un'autoparodia di se stesso con la canzone The Chicken in Black, che narra la storia del cervello di Cash che viene trapiantato in un pollo mentre lui in cambio riceve quello di un rapinatore di banche di nome Manhattan Flash. Nel 1988 avrebbe poi ammesso a Bill Flanagan della rivista Musician che la canzone era veramente orribile:

« L'ho odiata dal primo giorno e ora mi rifiuto di ammettere di ricordarne le parole. È stato imbarazzante. Ogni tanto faccio cose imbarazzanti, come tutti. È bene far sapere alla gente che hai il senso dell'umorismo.[29][30][31] »
(Johnny Cash)

Il biografo Robert Hilburn, nel libro Johnny Cash: The Life del 2013 smentisce però l'ipotesi che Cash abbia scelto intenzionalmente di incidere una canzone così ridicola come forma di protesta per il trattamento che stava ricevendo dalla sua casa discografica storica, la Columbia. Al contrario, Hilburn avanza l'ipotesi che sia stata la Columbia stessa a proporre la canzone a Cash, che memore dei successi precedenti ottenuti con brani dai risvolti comici come A Boy Named Sue e One Piece at a Time, accettò entusiasticamente, suonando la canzone dal vivo e girando un videoclip comico dove appare vestito da supereroe rapinatore di banche. Sempre secondo Hilburn, l'entusiasmo di Cash per il brano sfumò quando Waylon Jennings gli disse che sembrava un "buffone" nel video, e quindi Cash chiese alla Columbia di ritirare il video e il singolo dai negozi.[32]

Tra il 1981 e il 1984, registrò numerose sessioni con il produttore Billy Sherrill che rimasero inedite fino al 2014, quando videro la luce su etichetta Legacy Recordings pubblicate nell'album Out Among the Stars.[33] Dopo una serie di ulteriori insuccessi nel periodo 1984-85, Cash lasciò la Columbia per accasarsi alla Mercury Records, per la quale pubblicò l'album Johnny Cash Is Coming to Town senza però riscuotere particolari consensi.[34]

A partire dal 1985 incide dischi e gira in tour con Waylon Jennings, Willie Nelson, e Kris Kristofferson nel supergruppo country The Highwaymen, pubblicando tre album (Highwaymen nel 1985 che raggiunge il 1º posto nella classifica country, Highwaymen 2 nel 1990, e The Road Goes on Forever nel 1995). Dei quattro membri del gruppo, Cash erano l'unico a non essere texano.

Nel 1986, Cash fece ritorno negli studi della Sun Records a Memphis per incidere insieme a Roy Orbison, Jerry Lee Lewis, e Carl Perkins l'album nostalgico Class of '55.

Verso il finire del decennio, iniziarono per lui gravi problemi di salute. Il 16 maggio 1987, durante un concerto nell'Iowa, Cash fu costretto ad interrompere l'esibizione per problemi cardiaci, inizialmente imputati alla stanchezza.[35] Nel dicembre 1988 venne ricoverato al Baptist Hospital di Nashville per sottoporsi ad un intervento di doppio bypass coronarico.[36] Nel gennaio del 1990, a seguito dell'estrazione di un dente malato, subì un serio infortunio alla mandibola. Le ripetute operazioni per porre rimedio all'infortunio e il danno ai nervi della mandibola alterarono il suo aspetto. Il lato inferiore sinistro del volto apparve d'ora in poi permanentemente gonfio.[37] Negli anni seguenti sarà afflitto anche da polmonite, diabete, peritonite, perdita parziale della vista, e da un imprecisato disturbo nervoso degenerativo (probabilmente una disautonomia) che lo porterà ad avere problemi motori costringendolo, nell'ultimissimo periodo di vita, su una sedia a rotelle.

Nel 1993 partecipa all'album Zooropa degli U2 dove canta il brano di chiusura del disco, The Wanderer, canzone che appare nel medesimo anno con un missaggio leggermente diverso anche sulla colonna sonora del film Così lontano così vicino di Wim Wenders.

Resurrezione artistica: American Recordings[modifica | modifica wikitesto]

Johnny Cash in concerto nel 1993
Il produttore discografico Rick Rubin, che "resuscitò" la carriera di Cash a partire dagli anni novanta facendo conoscere la sua musica alle nuove generazioni

Nel 1994, con il nuovo contratto con la American Recordings di Rick Rubin, avviene la resurrezione di Johnny Cash. Rubin, da sempre suo grande ammiratore, introduce Cash a una nuova generazione di pubblico, rinverdendone la fama e sottolineando ai più giovani la sua statura artistica e di leggenda vivente. Il primo disco, American Recordings (1994), album prettamente acustico costituito da canzoni del suo repertorio e da reinterpretazioni di brani di artisti contemporanei scelti da Rubin, è accolto trionfalmente (e vince il premio Grammy nella categoria Best Contemporary Folk Album), e così i seguenti Unchained (1998), American III: Solitary Man (2000) e American IV: The Man Comes Around (2002), il suo ultimo album, che esce quasi in contemporanea con un album-tributo che gli dedicano colleghi di tutte le generazioni. Sempre per la serie "American", usciranno poi postumi due album: American V: A Hundred Highways (2006) e American VI: Ain't No Grave (2010), contenenti le ultime registrazioni del grande cantautore, raccolte da Rubin.

La morte a breve distanza da quella di June[modifica | modifica wikitesto]

La stella dedicata a Johnny Cash

Il 15 maggio 2003, all'età di 71 anni, muore la moglie June. Nel settembre dello stesso anno Cash viene ricoverato nel Baptist Hospital di Nashville per complicazioni diabetiche, e vi muore il 12 settembre all'età di 71 anni.[38][39] Viene sepolto accanto alla moglie nel cimitero Hendersonville Memory Gardens a Hendersonville, nel Tennessee.

Una delle ultime collaborazioni di Cash con il produttore Rick Rubin, l'album American V: A Hundred Highways, esce postumo il 4 luglio 2006. Il disco debutta in vetta alla classifica Billboard Top 200 nella settimana del 22 luglio. Il 23 febbraio 2010, tre giorni prima di quello che sarebbe stato il 78º compleanno di Cash, viene pubblicato il secondo album postumo, intitolato American VI: Ain't No Grave.

L'artista è ricordato nella Hollywood Walk of Fame.

La tomba di Johnny Cash.

Religiosità[modifica | modifica wikitesto]

Cash venne cresciuto dai genitori secondo la fede cristiana battista della Southern Baptist Convention. Fu battezzato nel 1944 nel fiume Tyronza come membro della Central Baptist Church di Dyess, Arkansas.[40]

Problematico, travagliato, ma devoto cristiano,[41] Cash è stato definito una sorta di "lente di ingrandimento attraverso la quale osservare le contraddizioni e le sfide della nazione americana".[42] Studioso di testi biblici, negli anni settanta scrisse un romanzo cristiano intitolato Man in White sulla vita di San Paolo, e nell'introduzione dello stesso riportò l'aneddoto a proposito di un giornalista che, interessato alle sue credenze religiose, gli aveva chiesto se il romanzo era scritto dal punto di vista di un battista, di un cattolico, o di un ebreo. Cash si rifiutò di rispondere al quesito affermando: «Sono cristiano. Non mi mettere in altre categorie». Una volta Johnny Cash dichiarò di ritenersi "il più grande peccatore di tutti, un uomo sopravvalutato e pieno di contraddizioni".[43] Prese l'abitudine di vestirsi sempre di nero perché suonando assiduamente in chiesa, lo riteneva il colore più adatto. Nel 1977 si laureò in teologia presso la Scuola Cristiana Internazionale di Teologia e fu consacrato "Ministro di culto".[44] A Cash viene attribuita la conversione al Cristianesimo dell'attore e cantante John Schneider.[45]

Nonostante le sue profonde credenze religiose, Cash non fu però mai considerato un bigotto reazionario; nel corso di un'intervista disse di se stesso:

« Credo di essere percepito dalla gente come un cantante country conservatore che vive da qualche parte nel Sud. Il pregiudizio errato è che io sia un provinciale, e a volte dicono persino che io sia un redneck, e, Dio me ne scampi, un bigotto.[46] »
(Johnny Cash)

Eventi postumi[modifica | modifica wikitesto]

Il film biografico[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2005 debutta nelle sale cinematografiche statunitensi Quando l'amore brucia l'anima (Walk the Line), film su Cash interpretato da Joaquin Phoenix, diretto da James Mangold e con Reese Witherspoon nella parte di June Carter, che riceverà il premio Oscar (Academy Award) come miglior attrice protagonista 2006.

L'incendio della casa "storica"[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: House of Cash.

La casa dei Cash/Carter a Hendersonville (sul lago Old Hickory, 30 km a nord-est di Nashville) fu costruita su tre piani nel 1967 in legno, pietra e mattoni rossi da Braxton Dixon. I Cash vi abitarono dal 1968. La dimora - i cui interni compaiono anche nell'ultimo video, Hurt (premiato postumo nel 2004 con il Grammy Award), in cui Cash esegue la canzone dei Nine Inch Nails - è andata distrutta in un incendio il 10 aprile 2007[47] mentre erano in corso gli ultimi lavori di ristrutturazione.

Dal 2006 l'abitazione è di proprietà di Barry Gibb, leader del gruppo dei Bee Gees, che si era detto impegnato a conservarla in onore del cantante country. Sarebbe dovuta diventare la casa estiva del nuovo proprietario, alla ricerca di un buen retiro in cui rifugiarsi a comporre nel periodo degli uragani di Miami.

Johnny e June Carter possedevano anche una casa in Giamaica e una terza in Tennessee, ma consideravano quella di Hendersonville la loro dimora principale, celebrata anche dalla figlia di Cash, Rosanne Cash, nella canzone House on the Lake dell'LP Black Cadillac.

Riferimenti in altri media[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Kennedy Center Honors - nastrino per uniforme ordinaria Kennedy Center Honors
— 1996

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Johnny Cash.

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Anno Video Data
2003 A Concert Behind Prison Walls 1976
2005 Live at Montreux 1994 1994
2005 CBS TV Anniversary Special: The First 25 Years 12 marzo, 1980
2005 Live from Austin, TX 3 gennaio, 1987 (for Austin City Limits)
2006 Live in Denmark 1971
2006 Johnny Cash in Ireland 1993
2008 Cash for Kenya: Live in Johnstown, PA 1991

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valter Binaghi, Francesco Binaghi, Johnny Cash; The Man in Black, Arcana, Roma, 2010, ISBN 978-88-6231-112-0
  2. ^ johnnycash.com
  3. ^ Pareles, 1994
  4. ^ J. Mulligan, Johnny Cash: American VI: Ain't No Grave (album review), entertainment.ie, 24 febbraio 2010. URL consultato il 22 marzo 2010.
  5. ^ Clapp, R (2008), Johnny Cash and the great American contradiction: Christianity and the battle for the soul of a nation, Louisville, KY: Westminster John Knox, ISBN 978-0-664-23657-1.
  6. ^ "Major brush fire". Los Angeles Times, 28 giugno 1965, pag. 1.
  7. ^ "Control of Brush Fire Near; 700 Acres Burned". Los Angeles Times, 29 giugno 1965, pag. 27.
  8. ^ Robert Hilburn, Johnny Cash: The Life, Little, Brown and Company, 29 ottobre 2013, ISBN 0-316-19475-1.
  9. ^ Williford, Stanley & Howard Hertel. "Singer Johnny Cash Pays $82,000 to U.S. in Fire Case", Los Angeles Times, 3 luglio 1969, pag. A3.
  10. ^ Turner, Steve. Johnny Cash - La vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, 2008, Kowalski, Milano, pag. 189, ISBN 978-88-7496-757-5
  11. ^ Johnny Cash, At San Quentin, Columbia Records CS 9827, 1969
  12. ^ Mark Zwonitzer, Will You Miss Me When I'm Gone: The Carter Family and Their Legacy in American Music, Simon & Schuster, 2002, ISBN 0-684-85763-4.
  13. ^ Johnny Cash, Johnny and June Carter Cash on Pete Seeger's Rainbow Quest, su Youtube. URL consultato il 16 ottobre 2014.
  14. ^ Cash, J., & Carr, P. (1997). Cash: The autobiography (p. 408). San Francisco, CA: HarperSanFrancisco.
  15. ^ Tahmahkera, D. (2011). Volume 63. In American Quarterly (p. 597). Maryland: The Johns Hopkins University Press.
  16. ^ Johnny Cash – Bitter Tears – Ballads of the American Indian, su www.discogs.com. URL consultato il 16 ottobre 2014.
  17. ^ (1965). Johnny Cash and June Carter [Television series episode]. In Rainbow Quest.Pete Seeger. From https://www.youtube.com/watch?v=FQq0dw7rmtc
  18. ^ Look Again To The Wind: Johnny Cash's Bitter Tears Revisited. (8 luglio 2014). Consultato il 14 ottobre 2014, in http://www.sony.com/SCA/company-news/press-releases/sony-music-masterworks/2014/look-again-to-the-wind-johnny-cashs-bitter-tears-r.shtml
  19. ^ Tahmahkera, D. (2011). Volume 63. In American Quarterly (pp. 598–599). Maryland: The Johns Hopkins University Press.
  20. ^ (1970). [Television series episode]. In The Johnny Cash Show.Johnny Cash. From https://www.youtube.com/watch?v=-yz7xYzEEZo&list=LLwSdCgA8WpUDjjX6Il2AhXA&index=3
  21. ^ Tahmahkera, D. (2011). Volume 63. In American Quarterly (pp. 592). Maryland: The Johns Hopkins University Press.
  22. ^ Edwards, Leigh H. "Cash, Johnny." Grove Music Online. Oxford Music Online. Oxford University Press.
  23. ^ The Best of the Johnny Cash TV Show 1969–1971, Disc 1 (of 2), Reverse Angle Production, 2007.
  24. ^ Matt Lewis, Why Fox News let Glenn Beck go, in The Guardian (London), 7 aprile 2011. URL consultato l'8 aprile 2011.
  25. ^ Ken Berry interview
  26. ^ Turner Publishing, Lionel Trains: A Pictorial History of Trains and Their Collectors, Turner Publishing Company, 2004, p. 19, ISBN 1-56311-958-7.
  27. ^ Nixon Welcomes 'The Man in Black' to the White House, Nixon Foundation, 17 aprile 2011.
  28. ^ Richard Nixon, 17 aprile 1970, Bootleg Vol. III: Live Around the World (Columbia/Legacy 88697 93033 2)
  29. ^ Byworth, Tony. Johnny Cash: An Exclusive Phone Call, Country Music People, ottobre 1976
  30. ^ Turner, Steve. Johnny Cash - La vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, 2008, Kowalski, Milano, pag. 292, ISBN 978-88-7496-757-5
  31. ^ Turner, Steve. Johnny Cash - La vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, 2008, Kowalski, Milano, pag. 432, ISBN 978-88-7496-757-5
  32. ^ Robert Hilburn, Johnny Cash: The Life. New York: Little, Brown and Company, 2013, p. 500–502
  33. ^ Randy Lewis, 'Lost' Early-'80s Johnny Cash Album Slated for March 25 Release, in Los Angeles Times, Tribune Company, 10 dicembre 2013.
  34. ^ Turner, Steve. Johnny Cash - La vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, 2008, Kowalski, Milano, pag. 294, ISBN 978-88-7496-757-5
  35. ^ Turner, Steve. Johnny Cash - La vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, 2008, Kowalski, Milano, pag. 296, ISBN 978-88-7496-757-5
  36. ^ Turner, Steve. Johnny Cash - La vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, 2008, Kowalski, Milano, pag. 296, ISBN 978-88-7496-757-5
  37. ^ Turner, Steve. Johnny Cash - La vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, 2008, Kowalski, Milano, pag. 300, ISBN 978-88-7496-757-5
  38. ^ Death from a Broken Heart, Medicine net, 24 novembre 2003. URL consultato il 31 dicembre 2011.
  39. ^ Johnny Cash Dead at Age 71, About, 12 settembre 2003. URL consultato il 31 dicembre 2011.
  40. ^ Johnny Cash, Man in Black, Zondervan, ISBN 978-99924-31-58-0.
  41. ^ Clapp, R (2008), Johnny Cash and the great American contradiction: Christianity and the battle for the soul of a nation, Louisville, KY: Westminster John Knox, ISBN 978-0-664-23657-1.
  42. ^ Clapp, R (2008), Johnny Cash and the great American contradiction: Christianity and the battle for the soul of a nation, pag. 16, Louisville, KY: Westminster John Knox, ISBN 978-0-664-23657-1.
  43. ^ Urbanski, David (2003), The Man Comes Around: The Spiritual Journey of Johnny Cash, pag. 39, New York, NY: Relevant Books, ISBN 0-9729276-7-0
  44. ^ Turner, Steve. Johnny Cash - La vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, 2008, Kowalski, Milano, pag. 263, ISBN 978-88-7496-757-5
  45. ^ [1] Taking the Lead – Today's Christian
  46. ^ Turner, Steve. Johnny Cash - La vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, 2008, Kowalski, Milano, pag. 381, ISBN 978-88-7496-757-5
  47. ^ (EN) Jennifer Brooks, Cheryl Tatum, 'Devastating' fire destroys Cashes' lakeside home, in USA Today, 4 novembre 2007. URL consultato il 12 marzo 2013.
  48. ^ Johnny Cash Stamp Release Celebrated By Family, Huffington Post, 3 giugno 2013. URL consultato il 3 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Turner, Steve; Johnny Cash; la vita, l'amore e la fede di una leggenda americana, Kowalski, Milano 2008, ISBN 978-88-7496-757-5
  • Valter Binaghi, Francesco Binaghi Johnny Cash; The Man in Black, Arcana, Roma, 2010, ISBN 978-88-6231-112-0
  • Clapp, R, Johnny Cash and the great American contradiction: Christianity and the battle for the soul of a nation, Louisville, KY: Westminster John Knox, 2008, ISBN 978-0-664-23657-1
  • D'Ambrosio, Antonino, A Heartbeat and A Guitar: Johnny Cash and the Making of Bitter Tears, 2009, Perseus Books/Nation Books, ISBN 978-1-56858-407-2
  • Gross, Terry, All I Did Was Ask: Conversations with Writers, Actors, Musicians, and Artists, 2006, Hyperion, ISBN 1-4013-0010-3
  • Miller, Stephen, Johnny Cash: The Life of an American Icon, 2003, Omnibus, ISBN 0-7119-9626-1
  • Streissguth, Michael, Johnny Cash at Folsom Prison: The Making of a Masterpiece, 2004, Cambridge, MA: Da Capo Press, ISBN 978-0-306-81338-2

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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