Jimmy Carter

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jimmy Carter
JimmyCarterPortrait2.jpg

39º Presidente degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 20 gennaio 1977 –
20 gennaio 1981
Vice presidente Walter Mondale
Predecessore Gerald Ford
Successore Ronald Reagan

76º Governatore della Georgia
Durata mandato 12 gennaio 1971 –
14 gennaio 1975
Predecessore Lester Maddox
Successore George Busbee

Dati generali
Partito politico Democratico
Tendenza politica Liberal moderato
Università United States Naval Academy
Professione politico, ufficiale di Marina, imprenditore agricolo
Firma Firma di Jimmy Carter
Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la pace 2002

James Earl Carter Jr., più noto come Jimmy Carter (Plains, 1º ottobre 1924), è un politico statunitense, 39º presidente degli Stati Uniti d'America, in carica dal 1977 al 1981.

In precedenza è stato produttore di arachidi e membro della Commissione Trilaterale. Nel 2002 è stato insignito del Premio Nobel per la pace.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Governatore della Georgia[modifica | modifica wikitesto]

Carter ha prestato giuramento come 76° Governatore della Georgia il 12 gennaio 1971 dichiarato nel suo discorso inaugurale: "Il tempo della segregazione razziale è finito. Nessuna persona povera, rurale, debole o di colore dovrebbe mai più sopportare il peso di essere privato della possibilità di una formazione, di un lavoro o di semplice giustizia". La folla, accorsa ad ascoltare il neo-governatore, rimase shoccata da questa frase, in contrasto fortemente con la cultura politica della Georgia e in particolare con la campagna di Carter. I numerosi segregazionisti che avevano sostenuto Carter durante le elezioni si sentirono traditi.

Lester Maddox, predecessore di Carter come governatore, divenne vice-governatore pur avendo opinioni discordanti con il nuovo governatore.

Carter cercò di espandere l'autorità del governatore, riducendo la complessità del governo statale e proponendo una legge di ristrutturazione dell'apparato esecutivo. Carter cercò di fondare la propria azione di governatore su uno Zero-based budgeting (trad. Programma a base zero: sistema di programmazione e controllo che sottopone ad esame annuale non solo le nuove decisioni facenti capo al budget ma l’intero insieme delle scelte, comprese quelle già attuate in precedenza con la possibilità di eliminare sprechi ed inefficienze che si sono radicate in passato e che persisterebbero nel caso di un incremento di budget) all'interno dei servizi statali e ha aggiunto un sistema di selezione nella Commissione giudiziaria per verificare le credenziali dei giudici nominati dal governatore. Questo piano di riorganizzazione venne presentato nel mese di gennaio del 1972 ricevendo una fredda accoglienza. Ma dopo due settimane di negoziati fu approvato. In ultima analisi, vennero fuse circa 300 agenzie statali in 22 ottenendo un grande risparmio sui costi sostenuti dallo stato.

Sotto il governo di Carter nello stato della Georgia vennero assunti molti dipendenti statali e diversi giudici di colore pur cercando di mantenere i suoi alleati conservatori come quando, nonostante la storica sentenza Furman vs Georgia (1972) che ne decretava l'abolizione, Carter reintrodusse la pena di morte nell'ordinamento giudiziario dello stato.

Carter spinse per introdurre riforme al fine di: fornire pari finanziamenti di Stato a scuole sia che fossero situate in zone ricche o povere del paese, istituire centri di aggregazione per i bambini con handicap mentale e aumentare i programmi educativi per i detenuti promuovendo inoltre la meritocrazia a discapito dell'influenza politica nell'assegnare promozioni a giudici e funzionari del governo statale.

Una delle sue decisioni più controverse è stata porre il veto sul piano per costruire una diga sul fiume Flint guadagnandosi l'attenzione degli ambientalisti a livello nazionale.

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Jimmy Carter.
Inaugurazione della presidenza di Jimmy Carter il 20 gennaio del 1977

Nel 1976 ottenne la nomination democratica e nelle successive elezioni sconfisse il repubblicano Gerald Ford, subentrato a Nixon dopo che lo scandalo Watergate lo aveva costretto a dimettersi.

Quando si presentò alle elezioni Carter era nuovo sulla scena politica. Se da un lato ciò costituiva un punto di debolezza, d'altra parte l'essere sconosciuto era il suo punto di forza, data l'estraneità con i numerosi scandali che avevano scosso il Partito Democratico negli anni sessanta.

Sotto la presidenza Carter furono istituiti il Dipartimento dell'Energia e il Dipartimento dell'Istruzione.

Carter promosse una politica energetica nazionale che includesse il controllo dei prezzi ed incentivasse le nuove tecnologie. In un suo famoso discorso televisivo, del 18 aprile del 1977, Carter definì la crisi energetica degli Stati Uniti in corso in quegli anni come equivalente moralmente ad una guerra incoraggiando il risparmio energetico da parte di tutti i cittadini degli Stati Uniti, dando per primo l'esempio installando pannelli solari per il riscaldamento dell'acqua sulla Casa Bianca ed indossando maglioni per compensare l'abbassamento di temperatura all'interno di essa.

Nel 1978 Carter dovette far fronte all'emergenza derivata dalla situazione della discarica di Love Canal divenuto un caso nazionale con numerosi articoli che definivano il quartiere come "una bomba a orologeria sanitaria" e "una delle più gravi tragedie ambientali della storia americana".[1] Il 2 agosto 1978 il sito della discarica fu dichiarato un'emergenza nazionale, fatto senza precedenti negli Stati Uniti e Carter annunciò l'istituzione dello stato emergenza federale per il sito, chiese lo stanziamento di fondi federali ed ordinò alla Federal Disaster Assistance Agency di assistere la città di Niagara Falls nel bonificare il sito di Love Canal.[2] Fu la prima volta che i fondi d'emergenza federali vennero usati in un caso che non fosse un disastro naturale.[1] Carter fece costruire dei canali che convogliavano l'acqua inquinata nelle fogne e fece chiudere gli scantinati contaminati.[2] Il Congresso degli Stati Uniti passò il decreto Comprehensive Environmental Response, Compensation, and Liability Act (CERCLA), detto comunemente Superfund. Il CERCLA stabilì una tassa sulle industrie chimiche e petrolifere per permettere all'autorità federale di rispondere alle emergenze ambientali. CERCLA stabilì anche una lista prioritaria dei siti nazionali che richiedevano una bonifica, Love Canal fu il primo sito a comporre la lista da cui uscirà solo nel 2004, dopo l'evacuazione dei residenti e l'abbattimento della maggior parte degli edifici, la bonifica ed il contenimento della discarica.[3] Dato che il decreto Superfund contiene un clausola di responsabilità retroattiva, la Occidental Petroleum (che aveva acquisito la Hooker Chemical) fu ritenuta responsabile per i costi di bonifica, pur non avendo infranto le leggi allora in vigore, quindi nel 1994, il giudice federale John Curtin sentenziò che la Hooker/Occidental era stata negligente, ma non si trattava di negligenza criminale, nella vendita della discarica al Niagara Falls School Board.[4] La Occidental Petroleum fu citata dall'EPA e nel 1995 si accordò per un risarcimento di 129 milioni di dollari.[5] Anche diverse cause civili intentate dai residenti arrivarono ad un accordo economico negli anni seguenti alla scoperta della contaminazione.[6] Carter ha riconosciuto l'esistenza di molte Love Canal in tutto il paese, e che la scoperta di tali discariche pericolose è stato "uno delle più truci scoperte della nostra era moderna".

Con il Airline Deregulation Act del 1978 Carter eliminò il controllo del governo su tariffe e percorsi del settore del trasporto aereo al fine di creare un libero mercato del settore e per permettere l'ingresso in esso di nuove compagnie aeree da aviazione commerciale, lasciando inoltre che fosse la libera concorrenza delle forze di mercato a determinare percorsi e tariffe.

Nel 1979 Carter deregolamentò anche l'industria della birra americana, rendendo legale vendere malto, luppolo e lievito di birra per la prima volta dai tempi del proibizionismo degli anni venti. Questa liberalizzazione ha portato ad un aumento del consumo della birra nelle case americane nel corso degli anni 80 e 90 ed ha permesso che entro gli anni duemila si sviluppasse in una forte cultura della birra artigianale in tutti gli Stati Uniti.

Nello stesso anno l'amministrazione Carter dovette far fronte anche al pericoloso incidente nucleare di Three Mile Island.

I suoi critici[senza fonte] per non essere riuscito ad ottenere l'approvazione di numerose delle sue leggi gli rimproverano scarsa esperienza, di non avere avuto una visione chiara della politica estera, improntata astrattamente sui diritti umani e infine gli rimproverano i fortissimi dissidi all'interno della sua amministrazione. Probabilmente l'insuccesso più importante fu la rivoluzione iraniana del 1979 e la successiva cattura di 52 ostaggi statunitensi nell'ambasciata di Teheran.

Il fallimento della politica estera mediorientale rimase il punto debole dell'amministrazione Carter, fallimento che causò la disapprovazione di molti americani nei suoi confronti.

Come segno di distensione, Carter dispose che il Dipartimento di Stato derogasse il McCarran Act che vietava l'ingresso negli USA dei comunisti. Vennero inoltre firmati gli accordi SALT II per la limitazione delle armi nucleari strategiche. Dopo questa prima fase di distensione nei confronti del movimento comunista mondiale, quando l'URSS invase l'Afghanistan nel 1980 ci fu il ritorno di un clima da Guerra fredda: Carter boicottò la XXII Olimpiade che si teneva quell'anno a Mosca.

Il Presidente Carter fra Menachem Begin e Muhammad Anwar al-Sadat a Camp David

Nonostante alcuni importanti successi, fra i quali la firma degli accordi di pace di Camp David fra Egitto ed Israele e i Trattati Torrijos-Carter, nel 1979 la crisi degli ostaggi unita alla recessione economica attraversata dagli Stati Uniti in quegli anni minò gravemente la sua popolarità, tanto che dovette lottare aspramente per ottenere la seconda nomination democratica, fatto alquanto raro per un presidente in carica. Dopo avere sconfitto di misura Ted Kennedy alla convention del Partito Democratico, fu poi largamente superato dal repubblicano Ronald Reagan nelle elezioni del novembre 1980.

Risultati delle elezioni presidenziali del 1980, in cui Carter fu sconfitto

Il Centro Carter e il Premio Nobel per la pace[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua presidenza Carter ha costituito il Carter center, una fondazione attraverso cui ha messo a frutto il suo prestigio, partecipando attivamente a campagne per i diritti umani e per la promozione della democrazia e fungendo da mediatore in diversi conflitti. Per quest'opera nel 2002 è stato insignito del Premio Nobel per la pace con la motivazione:

« Si è impegnato in risoluzioni tese a prevenire conflitti in diversi continenti, inoltre ha mostrato uno straordinario impegno in favore dei diritti umani, e svolto attività di osservatore in innumerevoli elezioni in tutto il mondo »
(dalla Motivazione sull'assegnazione del Premio Nobel per la Pace)

L'azione di Carter raccoglie da sempre sia elogi sia critiche. Nel 2002, anche se non più in carica, è stato il primo presidente statunitense dai tempi dell'embargo a visitare Cuba e a incontrare Fidel Castro. Nonostante una leggera distensione, il presidente George W. Bush non volle porre fine alle sanzioni contro Cuba.

Posizioni politiche recenti[modifica | modifica wikitesto]

Ha recentemente scritto Peace, not Apartheid, un libro sul conflitto israelo-palestinese, che negli Stati Uniti ha suscitato un grande scandalo mediatico a causa delle posizioni di Carter nettamente contrarie alle politiche di Israele nei confronti del popolo palestinese, politiche da lui definite di apartheid. La storia personale di Carter in relazione a questi eventi è raccontata egregiamente in un bio-documentario di Jonathan Demme Man from Plains, presentato nel 2007 alla 64ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Ha preso posizione sul caso di Troy Davis, giustiziato il 21 settembre 2011, auspicando l'abolizione totale della pena di morte negli USA.[7]

Durante la campagna elettorale di Barack Obama del 2012 ha annunciato che avrebbe partecipato, insieme a Bill Clinton, alla Convention Democratica a favore della sua rielezione.

In occasione delle elezioni presidenziali del 2016, ha sostenuto la candidata democratica Hillary Clinton. Nel maggio del 2017, rivela tuttavia di aver votato per il senatore Bernie Sanders alle primarie del Partito Democratico[8].

Messaggio delle sonde Voyager[modifica | modifica wikitesto]

Jimmy Carter (a destra) nel 1991 con il presidente George H. W. Bush e gli ex presidenti Gerald Ford, Richard Nixon e Ronald Reagan durante l'inaugurazione della Biblioteca Presidenziale Reagan.

Carter fu l'uomo di stato che registrò con la propria voce il messaggio inciso sul disco d'oro lanciato assieme alle sonda Voyager 1 per il suo viaggio fuori dal nostro sistema solare il 5 settembre 1977.

18 anni dopo, il presidente degli Stati Uniti d'America George W Bush ha invitato gli ex presidenti George H. W. Bush, Bill Clinton, Jimmy Carter (a destra) ed il "presidente eletto" ma non ancora in carica Barack Obama per un incontro e pranzo presso la Casa Bianca. Foto scattata mercoledì, 7 gennaio 2009 nello Studio Ovale alla Casa Bianca.
« Questa nave spaziale Voyager è stata costruita dagli Stati Uniti d'America. Siamo una comunità di 240 milioni di esseri umani da oltre 4 miliardi di abitanti del pianeta Terra.

Noi esseri umani siamo ancora divisi in nazioni, ma queste nazioni stanno rapidamente diventando una unica civiltà globale. Noi lanciamo questo messaggio nel cosmo. È probabile che continui ad esistere anche per un miliardo di anni nel nostro futuro, quando la nostra civiltà potrebbe essere profondamente cambiata e la superficie della Terra ampiamente modificata. Dei 200 miliardi di stelle nella galassia della Via Lattea, alcune — forse molte — potrebbero avere pianeti abitati e civiltà in grado di esplorare lo spazio. Se una di queste civiltà intercetta la Voyager e riesce a comprendere il contenuto di questa registrazione, ecco il nostro messaggio: "Questo è un regalo di un piccolo e distante pianeta, un frammento dei nostri suoni, della nostra scienza, delle nostre immagini, della nostra musica, dei nostri pensieri e sentimenti. Stiamo cercando di sopravvivere ai nostri tempi, ma potremmo farlo nei vostri. Noi speriamo un giorno, dopo aver risolto i problemi che stiamo affrontando, di congiungerci in una comunità di civiltà galattiche. Questa registrazione rappresenta la nostra speranza, la nostra determinazione e la nostra buona volontà in un vasto ed impressionante universo. »

(Jimmy Carter, Presidente degli Stati Uniti d'America)

Malattia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 2015, all'età di 90 anni, Carter annuncia di essere malato di cancro al cervello (melanoma con metastasi al cervello e al fegato) e di aver iniziato un trattamento di radioterapia e di doversi sottoporre a chirurgia. Successivamente, nonostante l'iniziale gravità della prognosi (sopravvivenza media di 4-5 mesi[9]), il 6 dicembre annuncia la sua guarigione in seguito alla radioterapia e ad una sperimentale immunoterapia.[10][11]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia Presidenziale della Libertà - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà
— 9 agosto 1999
Ellis Island Medal of Honor - nastrino per uniforme ordinaria Ellis Island Medal of Honor

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Eckardt C. Beck, The Love Canal Tragedy, in EPA Journal, gennaio 1979. URL consultato il 5 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2011).
  2. ^ a b Blum, p. 28.
  3. ^ EPA Superfund Program: LOVE CANAL, NIAGARA FALLS, NY, Environmental Protection Agency. URL consultato il 18 marzo 2016.
  4. ^ U.S. v. Hooker Chemicals and Plastics Corp., 850 Federal Supplement, 993 (W.D.N.Y., 1994)
  5. ^ Occidental to pay $129 Million in Love Canal Settlement, U.S. Department of Justice, 21 dicembre 1995. URL consultato il 3 febbraio 2007.
  6. ^ Blum, p. 29.
  7. ^ Carter: reject the death penalty
  8. ^ Jimmy Carter says he voted for Bernie Sanders in primary, su dailymail.co.uk. URL consultato il 09 maggio 2017.
  9. ^ Melanoma - metastasi al cervello
  10. ^ Usa, Jimmy Carter e il cancro al cervello: "Sono nelle mani di Dio", su Repubblica.it, https://plus.google.com/+repubblica/. URL consultato il 15 ottobre 2015.
  11. ^ Jimmy Carter guarito dal cancro grazie a immunoterapia
  12. ^ Did Jimmy Carter really see a UFO?
  13. ^ Sting discography

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente degli Stati Uniti d'America Successore
Gerald Ford 20 gennaio 1977 - 20 gennaio 1981 Ronald Reagan
Controllo di autorità VIAF: (EN247888433 · LCCN: (ENn79021791 · ISNI: (EN0000 0001 2144 6958 · GND: (DE118519336 · BNF: (FRcb11895360f (data) · ULAN: (EN500238210 · NLA: (EN35026279