Vai al contenuto

Ralph Bunche

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ralph Bunche
Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la pace 1950

Raphael Johnson Bunche (Detroit, 7 agosto 1904New York, 9 dicembre 1971) è stato un politologo e diplomatico statunitense.

Fu il primo afroamericano nella storia ad essere insignito del premio Nobel.[1]

Raphael Bunche nacque a Detroit, Michigan, nel 1904. Sua madre, Olive Agnes, era una musicista locale, mentre suo padre, Fred, era un barbiere. Nel 1909 nacque la sorella minore di Raphael, Grace. Lo stesso anno Fred Johnson morì di tumore. Anche Olive morì nel 1917, e lo zio si suicidò appena tre mesi dopo. Così Bunche e sua sorella, rimasti orfani, nel 1918 si trasferirono dalla nonna a Los Angeles, dove crebbero.[2]

Bunche nel 1928, il giorno della sua laurea

Nel 1928 Bunche conseguì una laurea in scienze politiche, e nel 1934 un dottorato, mentre insegnava già presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Howard di Washington, un college storicamente afroamericano:[3] all'epoca, infatti, era tipico per i dottorandi iniziare a insegnare prima del completamento delle loro tesi. Fu il primo afroamericano a conseguire un dottorato di ricerca in scienze politiche presso un'università americana. La tesi di Bunche del 1934, intitolata Amministrazione francese in Togoland e Dahomey, vinse il Premio Toppan per la migliore tesi di politica comparata presso il Dipartimento di Governo dell'Università di Harvard, ed è tuttora ricordata come una delle migliori mai scritte in tale università.[4] La tesi esaminava il sistema dei mandati della Società delle Nazioni, sostenendo che il sistema fosse indistinguibile dall'impero formale.[5]

Nel 1936, periodo nel quale ancora il razzismo era considerato scientificamente esatto e provato, pubblicò il suo primo libro, A World View of Race, nel quale sostenne che "la razza è un concetto sociale che può essere ed è impiegato efficacemente per suscitare e razionalizzare le emozioni [e] un formidabile strumento per la formazione dei pregiudizi all'interno di un gruppo". Nel 1940, Bunche fu il principale ricercatore e collaboratore nello studio condotto dal sociologo e politico svedese Gunnar Myrdal sulle dinamiche razziali negli Stati Uniti, intitolato An American Dilemma: The Negro Problem and Modern Democracy.[6]

Ralph Bunche con altri membri dello staff della Sezione di Ricerca dell'OSS

Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, specialmente nel periodo 1941-43, Bunche lavorò nella Sezione Ricerca e Analisi (R&A) dell'Office of Strategic Services (OSS), il servizio di intelligence di guerra, come analista sociale senior per gli Affari Coloniali. Nel 1943, fu trasferito dall'OSS al Dipartimento di Stato.[7] Qui fu nominato Capo Associato della Divisione Affari delle Aree Dipendenti sotto la guida del diplomatico Alger Hiss. Con Hiss, Bunche divenne uno dei leader dell'Institute of Pacific Relations (IPR). Partecipò alla pianificazione preliminare per le Nazioni Unite alla Conferenza di San Francisco del 1945.

Nel 1944, Bunche partecipò alla pianificazione delle Nazioni Unite avvenuta a Washington, nella Conferenza di Dumbarton Oaks.[8]

Nel 1948, assieme alla first lady Eleanor Roosevelt, Bunche ebbe un ruolo determinante nella creazione e nell'adozione della celebre Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.[9] Quell'anno, egli esortò gli afroamericani ad assumere posizioni all'ONU, dichiarando: "I neri dovrebbero darsi da fare e puntare a ottenere alcuni dei posti di lavoro nell'ambito delle Nazioni Unite. Ci saranno tutti i tipi di lavoro e i neri dovrebbero cercare di ottenere posti di lavoro a tutti i livelli, anche di rilievo. Qualche organizzazione dovrebbe lavorare su questo ora."[10]

Ralph Bunche alla Marcia su Washington

Nel 1950 fu eletto Premio Nobel per la pace. Il premio gli fu concesso per il suo lavoro come mediatore dell'ONU in Palestina, per la stipula dell'armistizio dopo la guerra arabo-israeliana del 1948 tra ebrei e arabi. Infatti, nel 1947 fu assistente del Comitato speciale delle Nazioni Unite sulla Palestina e, in seguito, segretario principale della Commissione ONU per la Palestina. Nel 1948, si recò in Medio Oriente come principale collaboratore del conte svedese Folke Bernadotte, nominato dalle Nazioni Unite per mediare il conflitto: entrambi scelsero l'isola di Rodi come base e quartier generale operativo. Nel settembre 1948, Bernadotte fu assassinato a Gerusalemme da membri del gruppo ebraico sionista Lehi, guidato da Yitzhak Shamir, che era solito descrivere sé stesso come terrorista e ammettere di aver compiuto attacchi terroristici.[11]

Anche dopo il premio, Bunche continuò a lavorare per le Nazioni Unite, mediando in altre regioni dilaniate dal conflitto, tra cui Yemen, Kashmir e Cipro, e soprattutto Congo, possedimento coloniale del Belgio fino al 1960, nel quale denunciò le atrocità del colonialismo. Bunche fu nominato Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite nel 1968.

Raphael Bunche fu anche impegnato attivamente nei movimenti per la liberazione dei neri dalla segregazione razziale, ricoprendo spesso incarichi dirigenziali in diverse organizzazioni per i diritti civili e divenendo uno dei massimi studiosi sulla questione razziale negli Stati Uniti e sul colonialismo all'estero. Mentre lavorava alle Nazioni Unite, Bunche rimase un fervente sostenitore del Movimento per i Diritti Civili degli Afroamericani, tanto che il 28 agosto 1963 partecipò alla storica marcia su Washington per il lavoro e la libertà, durante la quale parlò Martin Luther King (anch'egli Premio Nobel per la Pace, nel 1964) e poi alle marce da Selma a Montgomery nel 1965, che contribuì all'approvazione del Voting Rights Act del 1965.[12]

Inoltre, nel 1963, il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy conferì a Raphael Bunche la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile conferita dal governo.[13]

Raphael Bunche si dimise dal suo incarico alle Nazioni Unite a causa di problemi di salute alla fine degli anni '60, e morì il 9 dicembre 1971, all'età di 67 anni, per complicazioni cardiache e renali.[14] È sepolto nel cimitero di Woodlawn nel Bronx, a New York.

  1. (EN) United Nations, 1950 - Ralph Bunche, United Nations mediator in Palestine during the 1948 conflict between the Arabs and Jews, su United Nations. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  2. (EN) Ralph Bunche (U.S. National Park Service), su www.nps.gov. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  3. (EN) Zachariah Mampilly, The Divided Diplomat, in Foreign Affairs, 28 febbraio 2023. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  4. (EN) Susan Pedersen, The Guardians: The League of Nations and the Crisis of Empire, OUP Oxford, 9 luglio 2015, ISBN 978-0-19-100940-2. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  5. (EN) Pearl T. Robinson, Ralph Bunche and African Studies: Reflections on the Politics of Knowledge, in African Studies Review, vol. 51, n. 1, 2008-04, pp. 1–16, DOI:10.1353/arw.0.0005. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  6. Ralph Bunche | The Scholar Activist | An American Dilemma, su www.pbs.org. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  7. Architect of Peace: Dr. Ralph Bunche - CIA, su www.cia.gov. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  8. BUNCHE, Ralph Johnson - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  9. (EN) Ralph Bunche, su The National Museum of American Diplomacy. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  10. (EN) Brenda Gayle Plummer, Rising Wind: Black Americans and U.S. Foreign Affairs, 1935-1960, Univ of North Carolina Press, 1996, ISBN 978-0-8078-4575-2. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  11. (EN) Nobel Peace Prize 1950, su NobelPrize.org. URL consultato il 24 aprile 2026.
  12. Dr. Martin Luther King Jr. and Dr. Ralph J. Bunche: Nobel Peace Prize Winners Whose Paths Converge, su www.black-collegian.com. URL consultato il 12 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2007).
  13. (EN) Bunche, Ralph Johnson | The Martin Luther King, Jr. Research and Education Institute, su kinginstitute.stanford.edu. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  14. (EN) Dr. Bunche of U.N., Nobel Winner, Dies (Published 1971), 10 dicembre 1971. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  • Elad Ben-Dror, Ralph Bunche and the Arab-Israeli Conflict: Mediation and the UN 1947–1949,, Routledge, 2016, ISBN 978-1-138-78988-3.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 46805351 · ISNI (EN) 0000 0000 8124 8972 · SBN MILV156343 · LCCN (EN) n50045583 · GND (DE) 118664956 · BNF (FR) cb121867657 (data) · J9U (EN, HE) 987007275455805171
  Portale Biografie