Mark Zuckerberg

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Mark Zuckerberg

Mark Elliot Zuckerberg (White Plains, 14 maggio 1984) è un informatico e imprenditore statunitense, fondatore di Facebook.

Nel 2008 la rivista statunitense Forbes lo ha nominato "Il più giovane miliardario al mondo"[1]. Ha un patrimonio di 27 miliardi di dollari[2].

Negli ultimi anni Zuckerberg ha acquistato molte società, tra cui Instagram e, recentemente, l'app di messaggistica WhatsApp.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Zuckerberg è nato nel 1984 a White Plains (New York) dal dentista Edward Zuckerberg e la psichiatra Karen (nata Kempner), una famiglia di origini e tradizioni ebraiche, si considera ateo[3]. Ha 3 sorelle: Donna, Arielle e Randi. Quest'ultima è stata una sua collega di lavoro.
Alla Ardsley High School, Zuckerberg eccelleva nelle materie classiche. Quando si trasferì alla Phillips Exeter Academy al terzo anno, vinse il premio sia per le materie scientifiche (matematica, astronomia e fisica) che per quelle classiche (sapeva leggere e scrivere francese, ebraico, latino e greco antico). Inoltre era un grande tiratore di scherma e capitano della squadra della scuola.

Mentre era studente ad Harvard co-fondò il sito di social networking Facebook con Eduardo Saverin e con l'aiuto del collega e specializzato in informatica Andrew McCollum, insieme ai compagni di stanza Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Oggi è amministratore delegato di Facebook. Nel 2009, lo scrittore statunitense Ben Mezrich pubblicò il libro Miliardari per caso - L'invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento, in cui descrive la vita di Mark Zuckerberg e la nascita di Facebook.

Da tale libro, divenuto bestseller, venne tratto il film The Social Network diretto da David Fincher e distribuito nel 2010, in cui Zuckerberg venne interpretato da Jesse Eisenberg. Nel dicembre 2010 la prestigiosa rivista statunitense Time lo elesse "personaggio dell'anno" dedicandogli la copertina, nonostante Zuckerberg fosse arrivato al decimo posto in classifica, ricevendo solo un ventesimo delle preferenze che gli utenti avevano invece rivolto a Julian Assange.[4] Lo stesso Mark Zuckerberg ha un profilo su Facebook,[5] sebbene le impostazioni della privacy non consentano di aggiungerlo come amico.

Nel marzo 2011 i suoi avvocati ingiunsero alla M. I.C. Gadgets, società produttrice di un pupazzetto di plastica (action figure) dalle sembianze di Zuckerberg, di bloccare la vendita di tale gadget, in quanto avrebbe violato le leggi sul diritto d'autore inerenti a Facebook, delle quali fanno parte lo stesso Zuckerberg e il suo aspetto fisico ed immagine. L'oggetto, subito ritirato dal mercato e distrutto, era stato prodotto in 300 esemplari e venduto al prezzo di 69 dollari.[6]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Il 19 maggio 2012 ha sposato Priscilla Chan, sua fidanzata da circa 8 anni. Gli invitati, un centinaio, si erano ritrovati per festeggiare la laurea in medicina di Chan e non sapevano del matrimonio.

Facebook[modifica | modifica sorgente]

Fondazione e obiettivi[modifica | modifica sorgente]

Zuckerberg lanciò Facebook dalla sua mensa di Harvard il 4 febbraio 2004. Una prima fonte di ispirazione per il progetto Facebook potrebbe essere fatta risalire al periodo della Phillips Exeter Academy, la scuola superiore da cui Zuckerberg si diplomò nel 2002 e dove pubblicò l'annuario "The Photo Address Book" che gli studenti della scuola iniziarono subito a chiamare "The Facebook". Questa sorta di annuari assumevano un ruolo di primo piano nella vita sociale degli studenti di molte scuole (prep schools in inglese), essendo essi usati per rintracciare e conoscere compagni di corso o comunque altri studenti. Una volta al college, il Facebook di Zuckerberg iniziò come un'esclusiva per gli studenti di Harvard finché Mark, con l'aiuto del suo compagno di stanza Dustin Moskovitz, non decise di ampliarlo ad altre università.

Le prime ad essere coinvolte furono la Stanford University, Dartmouth College, Columbia University, Università di New York, Cornell University, università della Pennsylvania, Università Brown, Università di Yale e altre ancora che avevano rapporti sociali con Harvard. Zuckerberg si trasferì quindi a Palo Alto, California, con Moskovitz e altri amici. Affittarono qui una piccola abitazione che funzionava da ufficio. Durante l'estate Mark conobbe Peter Thiel che investì nella compagnia. Il primo vero e proprio ufficio lo ottennero solo a metà del 2004. Secondo Zuckerberg, il gruppo inizialmente intenzionato a tornare ad Harvard, finì per rimanere in California. Avevano a questo punto già rifiutato diverse offerte avanzate da diverse compagnie intenzionate ad acquistare Facebook.

In un'intervista del 2007, Zuckerberg spiegò: «Non fu per la somma che ci offrirono. Per me e i miei colleghi, la cosa più importante era creare un flusso di informazioni per la gente. L'idea che le corporazioni mediatiche siano possedute da conglomerati è assolutamente priva di ogni attrattiva per me». Ribadì poi quanto già affermato alla rivista Wired nel 2010: "L'unica cosa che realmente mi interessa è la mia missione, rendere il mondo aperto". Prima, nell'aprile 2009, Zuckerberg seguì i consigli dell'ex direttore finanziario di Netscape Peter Currie sulle strategie finanziarie per Facebook.

Il 21 luglio 2010 Zuckerberg annunciò che la compagnia aveva raggiunto i 500 milioni di utenti. Quando gli fu chiesto se Facebook potesse incassare di più dalla pubblicità come risultato della sua strabiliante crescita, lui rispose: «Penso di sì... se guardate a quanto la nostra pagina è occupata da pubblicità e la comparate con la media dei motori di ricerca. La nostra media è poco meno del 10% della pagina e quella dei motori è circa il 20%... Questa è la cosa più semplice che si può fare. Ma noi non siamo così. Facciamo soldi a sufficienza. Insomma, continuiamo a far funzionare le cose; stiamo crescendo alla velocità che volevamo.»

Nel 2010, Steven Levy, autore del libro Hackers. Eroi della Rivoluzione Informatica del 1984, scrisse che Zuckerberg "chiaramente pensa di essere un hacker". Zuckerberg disse che "Va bene rompere le cose per renderle migliori". Facebook ha istituito infatti gli "hackathons", delle competizioni tenute ogni sei o otto settimane in cui i partecipanti hanno a disposizione una notte per concepire e completare un progetto. La compagnia fornisce musica, cibo e birra agli hackathons, e molti membri dello staff di Facebook, incluso Mark, hanno spesso partecipato. "L'idea è che si può creare qualcosa di straordinario in una notte", ha detto Zuckerberg a Levy. "E questo è parte della personalità di Facebook... ed è veramente il cuore della mia personalità".

La rivista Vanity Fair ha posizionato Zuckerberg al 1º posto nella sua classifica delle "100 persone più influenti dell'Era dell'Informazione" del 2010. Zuckerberg era al 23º posto già nel 2009. Nel 2010, Zuckerberg comparì in 16ª posizione nella classifica delle 50 persone più influenti del mondo della rivista britannica New Statesman. In un'intervista del 2011 con la rete televisiva PBS dopo la morte di Steve Jobs, Zuckerberg ricordò come Jobs lo avesse consigliato su come creare un team di management per Facebook che fosse "concentrato e formato da qualità tanto alta quanto quella che c'è in te".

Il 19 febbraio 2014 Mark Zuckerberg compra per 19 miliardi di dollari l'applicazione WhatsApp, che dilaga sugli smartphone.

Wirehog[modifica | modifica sorgente]

Un mese dopo il lancio di Facebook nel 2004, i2hub, un'altra piattaforma esclusiva per college, creato da Wayne Chang, venne lanciato. i2hub era incentrato su condivisioni peer-to-peer. In quel periodo entrambi i social network avevano attirato l'attenzione per la stampa per la loro rapida crescita sia per il numero di utenti che per la pubblicità. Nell'Agosto 2004, Zuckerberg, Andrew McCollum, Adam D'Angelo e Sean Parker lanciarono una loro piattaforma di condivisioni peer-to-peer chiamata Wirehog, un precursore delle applicazioni Facebook Platform.

Platform e Beacon[modifica | modifica sorgente]

Il 24 maggio 2007 Zuckerberg annunciò l'uscita di Facebook Platform, una piattaforma di sviluppo per programmatori ideata per creare applicazioni interne a Facebook. In poche settimane, molte applicazioni vennero messe a punto ed alcune raggiungevano già milioni di utenti. La crescita continuò fino a raggiungere 800 000 sviluppatori in tutto il mondo. Il 6 novembre 2007, Zuckerberg annunciò un nuovo sistema di social advertising chiamato Beacon, che permetteva alle persone di condividere informazioni con le loro amicizie su Facebook sulla base delle loro attività in altri siti. Per esempio, i venditori di eBay potevano fare in modo che gli amici sapessero automaticamente cosa fosse in vendita via Facebook non appena questi venivano messi in vendita.

Il programma andò subito incontro ad un'attenta analisi per via delle possibili violazioni della privacy degli utenti. Zuckerberg e Facebook non risposero abbastanza velocemente a queste preoccupazioni e il 5 dicembre 2007 Mark fu costretto a scrivere un post su Facebook in cui prendeva responsabilità delle preoccupazioni e offriva una via facilitata di uscita per gli utenti. Nel 2007 Zuckerberg venne nominato dalla MIT Technology Review TR35 uno dei 35 migliori innovatori sotto i 35 anni del mondo. Solo il 23 luglio 2008 Zuckerberg annunciò Facebook Connect, una versione di Facebook Platform per gli utenti.

Controversie legali[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 2008 i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, colleghi universitari di Zuckerberg, intentarono una causa civile contro Mark Zuckerberg, co-fondatore di Facebook, per furto di proprietà intellettuale. Tuttavia, a fronte di una richiesta di 600 milioni di dollari, ne ottennero 65[7][8]. I fratelli Winklevoss, hanno riaperto[quando?] la causa asserendo alcune illegalità nella determinazione del risarcimento in 65 milioni di dollari da parte di Mark Zuckerberg ed i media. Quattro anni prima i fratelli avevano avuto l'idea di un social network universitario per gli studenti di Harvard al quale avevano dato il nome HarvardConnection, ma che subito dopo diventò ConnectU.

Chiamarono Zuckerberg per sviluppare l'idea sotto il profilo tecnico, ma quest'ultimo, appresa l'idea dei due gemelli e assunto l'incarico, dapprima si rese irreperibile adducendo come pretesto di essere molto impegnato, dopodiché prese spunto da questa idea e realizzò (assieme a Saverin che fornì 1000 dollari di capitale), un nuovo progetto sotto il nome di TheFacebook, che si mostra molto innovativo rispetto all'idea iniziale dei fratelli Winklevoss (il giudice della corte di appello ha infatti riconosciuto la paternità di Facebook a Zuckerberg[9]).

Saverin riuscì a trovare, grazie anche ai contatti della famiglia della propria ragazza, investitori che furono pronti a scommettere sull'idea. Secondo alcuni documenti Saverin avrebbe detenuto, inizialmente, il 30% della società; tuttavia, mentre si trovava a New York in cerca di nuovi investitori, Zuckerberg strinse accordi con alcuni venture capitalist californiani, circa un investimento di questi ultimi nella società, dando in cambio quote della stessa, diminuendo quindi la partecipazione percentuale dell'amico Saverin. Di conseguenza a tali azioni fu intentata una causa da Eduardo Saverin nei confronti di Facebook e Zuckerberg. In seguito al dibattimento la compagnia riconobbe pubblicamente il titolo di Saverin come co-fondatore di Facebook.

Saverin in seguito alla composizione formale ed economica del contenzioso con Facebook, firmò con Facebook un accordo di riservatezza sui termini della causa, quindi gli altri termini dell'accordo Saverin verso Facebook-Zuckerberg non sono note. Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg sono accusati di evasione fiscale. The Indipendent ha scoperto che a fronte di un fatturato di 220 milioni di euro in Gran Bretagna, solo 280 mila (pari a poco più dello 0,12%) finivano nelle casse dello Stato. Il trucco consisteva nel far passare le proprie entrate – quasi tutte derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari – attraverso la vicina Irlanda, diventata una sorta di paradiso fiscale[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The World's Billionaires - Forbes.com
  2. ^ ^ name=Yahoo! Finance>[1] Yahoo! Finance. Retrieved July 27, 2013
  3. ^ Too Much Information? - WSJ.com
  4. ^ Who will be TIME's 2010 person of the year? - Time.com
  5. ^ Facebook | Mark Zuckerberg
  6. ^ http://it.notizie.yahoo.com/53/20110321/tod-facebook-blocca-l-action-figure-di-z-045b8e8.html
  7. ^ Facebook vs Winklevoss, la guerra continua?
  8. ^ Ombre nel passato di Mark Zuckerberg
  9. ^ Paternità di facebook, i giudici Usa bocciano il ricorso dei Winklevoss
  10. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adam Woog, Mark Zuckerberg: Facebook Creator, Kidhaven, 2009
  • Ben Mezrich, The Accidental Billionaires: Sex, Money, Betrayal and the Founding of Facebook, Random House, 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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