David Rockefeller

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David Rockefeller (secondo da destra) stringe la mano a Jawad Hashim (a sinistra) nel 1980

David Rockefeller, Sr. (New York, 12 giugno 1915), sesto figlio di John Davison Rockefeller jr, è un banchiere statunitense nonché uno dei fondatori del gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

David è stato il più giovane dei figli di John Davison Rockefeller jr, l'ultimo ancora in vita, il patriarca della famiglia. La sua ricchezza è stata stimata da Forbes in circa 3 miliardi di dollari[1], e per questo è sempre stata presente nelle classifiche delle persone più ricche del mondo. Tra le attività non imprenditoriali ha figurato la presidenza del Museum of Modern Art di New York nel periodo 1962-1972 e poi nuovamente 1987-1993. Nel corso della sua lunga carriera dirigenziale ha ricoperto ruoli di rilievo in alcune delle più grandi aziende del mondo (di cui ha detenuto anche quote azionarie) come la Exxon Mobil (figlia della Standard Oil fondata dal nonno John Davison Rockefeller) o la General Electric.

Divenne poi molto famoso anche per le sue attività lobbistiche. Infatti è stato ritenuto uno dei membri fondatori del Gruppo Bilderberg ed è stato presidente dal 1970 al 1985 del Council on Foreign Relations (di cui è stato presidente onorario), inoltre per sua iniziativa è nata la Commissione Trilaterale.

È stato inoltre presidente e amministratore delegato della Chase Manhattan Bank, nel 2000 l'azienda si è fusa con la J.P. Morgan & Co. dando vita alla JPMorgan Chase, una delle più grandi banche del mondo che Rockefeller ha diretto personalmente; è stato il più grande azionista singolo della compagnia, avendone posseduto quasi il 2%.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia Presidenziale della Libertà - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà
— 15 gennaio 1998
Legionario della Legion of Merit - nastrino per uniforme ordinaria Legionario della Legion of Merit
— 1945
Army Commendation Medal - nastrino per uniforme ordinaria Army Commendation Medal

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine della Corona (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona (Belgio)
Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 2000
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sacro Tesoro (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sacro Tesoro (Giappone)
— 1991
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 13 gennaio 1972[2]
Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Cedro (Libano) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Cedro (Libano)
Fascia dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico)
Cavaliere dell'Ordine di Manuel Amador Guerrero (Panamá) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Manuel Amador Guerrero (Panamá)
Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Elefante Bianco (Thailandia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Elefante Bianco (Thailandia)
Cavaliere dell'Ordine di Francisco de Miranda (Venezuela) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Francisco de Miranda (Venezuela)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The World's Billionaires #603 David Rockefeller, Sr., forbes.com. URL consultato il 24 marzo 2015.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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