JPMorgan Chase

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JPMorgan Chase & Co.
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270 Park Avenue (WTM by official-ly cool 100).jpg
La sede di JP Morgan Chase a Manhattan
StatoStati Uniti Stati Uniti
Forma societariapublic company
Borse valoriNYSE: JPM
DJIA Component
S&P 100 Component
S&P 500 Component
ISINUS46625H1005
Fondazione
Fondata daAaron Burr
Sede principaleNew York
Persone chiave
SettoreBancario
Prodotti
Fatturato99,6 miliardi di US$[1][2] (2017)
Utile netto24,4 miliardi di US$[1][2] (2017)
Dipendenti166.937[1] (2018)
Sito web

JP Morgan Chase & Co. è una multinazionale americana di servizi finanziari con sede a New York. È una delle banche Big Four americane insieme a Bank of America, Citigroup e Wells Fargo,[3] la più grande banca negli Stati Uniti e la sesta più grande banca al mondo con un patrimonio totale di 2.534 miliardi di dollari.[4] Dal 2017 è anche una delle più grandi società di gestione patrimoniale al mondo con 2,79 trilioni di dollari in gestione e 30 trilioni di dollari in custodia.[5] L'unità di hedge fund di JP Morgan Chase è, con 47,7 miliardi di dollari in gestione, il quarto hedge fund più grande negli Stati Uniti.[6]

La società è stata costituita nel 2000, quando Chase Manhattan Corporation si è fusa con JP Morgan & Co. Il marchio JP Morgan, storicamente noto come Morgan, è utilizzato dall'investment banking, asset management, private banking, private wealth management, tesorerie e servizi di titoli. L'attività fiduciaria nell'ambito del private banking e della gestione patrimoniale privata viene effettuata sotto l'egida di JPMorgan Chase Bank, NA. Il marchio Chase viene utilizzato per i servizi di carte di credito negli Stati Uniti e in Canada, nelle attività bancarie al dettaglio negli Stati Uniti e nel settore bancario commerciale.

È quotata al NYSE e fa parte del DJIA Component.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'albero genealogico di JP Morgan Chase figurano quasi un migliaio di antenati (banche di credito ordinario, banche d'affari e holding) confluiti nel corso di oltre due secoli nell'attuale colosso. I flussi principali derivano dai seguenti eventi:

  • Nel 1799 Aaron Burr (poi vice presidente degli USA) fonda la "Bank of the Manhattan Company".
  • Nel 1871 il leggendario finanziere John Pierpont Morgan e Anthony Joseph Drexel, un banchiere di Filadelfia, fondano la "Drexel, Morgan & Co", che poi sarebbe diventata la J.P. Morgan & Co.
  • Nel 1877 John Thompson (editore e finanziere di Wall Street) fonda la "Chase National Bank" (così chiamata in onore di Salomon P. Chase, segretario del Tesoro di Abramo Lincoln), che nel 1930 diventa il più grande istituto di credito del mondo.
  • Nel 1930 "Chase National Bank" si fonde con la "Equitable Trust Company", controllata dalla famiglia Rockefeller.
  • Nel 1955 "Chase National Bank" e "Bank of the Manhattan Company" si fondono nella "Chase Manhattan Bank".
  • Nel 1996 "Chase Manhattan Corp." si fonde con "Chemical Banking Corp.", dando vita alla maggiore holding bancaria.
  • JPMorgan Chase nasce nel 2000 con la fusione tra "Chase Manhattan Corporation" e "J.P. Morgan & Co.".
  • Nel 2004 l'azienda acquista la Bank One of Chicago, quinto gruppo bancario USA.
  • Nel 2006 acquisisce il controllo di "Manhattan Financial Corp" che si fonde con "Morgan Manhattan & Co."
  • Nel marzo 2008 acquista per 10 dollari ad azione la Bear Stearns, la quinta banca d'affari americana profondamente coinvolta nella crisi dei mutui subprime, per una somma complessiva di circa 1,2 miliardi di dollari:[7] un prezzo lontano dai livelli pre-crisi di 133 dollari per azione e non troppo distante dai 2 dollari per azione originariamente stabiliti nell'accordo tra Bear Stearns e JPMorgan Chase.[8][9]
  • Nel settembre 2008 acquisisce la maggior parte delle operazioni bancarie (le attività, le obbligazioni di debito garantite e i depositi bancari) di Washington Mutual Bank, la più grande Cassa di risparmio americana con sede a Seattle e soffocata dai mutui suprime, da parte del curatore fallimentare della Federal Deposit Insurance Corporation. L'acquisizione di quello che è stato uno dei più grandi fallimenti bancari della storia americana, avviene per 1,836 miliardi di dollari. L'indomani JPMorgan Chase riapre la banca. Come risultato dell'acquisizione, gli azionisti di Washington Mutual (WaMu) perdono tutto il loro capitale.[10] Per coprire svalutazioni e perdite dovute a WaMu (una trentina di miliardi),[11] JPMorgan Chase vende proprie azioni raccogliendo 10 miliardi di dollari. Attraverso l'acquisizione JP Morgan Chase prende il controllo di Providian Financial, un'emittente di carte di credito di Washington Mutual[12]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Truffa dei mutui subprime[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º settembre 2011 la procura di New York denuncia per frode Bear Stearns e Emc Mortgage, del gruppo JP Morgan, per la truffa dei mutui subprime. Fannie Mae e Freddie Mac hanno perso più di 30 miliardi nel 2008, quando il mercato immobiliare legato ai mutui subprime è esploso. Le perdite sono state coperte in gran parte dalle tasse dei cittadini americani.[13]. Le perdite della Bear Stearns ammontarono a 22,5 miliardi di dollari, provocarono la disoccupazione di 7 milioni di persone negli Stati Uniti d'America e una Grande recessione che dal 2008 è imperversata in tutti i paesi civili d'Europa e del mondo, escluso la Cina e l'India[14].

Nel 2012 la banca fu denunciata dal governo federale americano perché ritenuta responsabile della crisi.[15] Il 19 novembre 2013, la banca J.P. Morgan patteggiava un risarcimento di 13 miliardi di dollari per la truffa dei mutui subprime[16].

Scandalo London Whale[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 ottobre 2010, Jp Morgan Chase è stata coinvolta nello scandalo che riguarda le operazioni di compra-vendita di titoli derivati e che hanno causato un ammanco di circa 6 miliardi di dollari.

Martin-Artajo, lo spagnolo che guidava la filiale di Londra, venne accusato di frode per aver nascosto l'ingente ammontare dell'ammanco, insieme con Julien Grout, un francese che si era occupato di falsificare le registrazioni dei valori giornalieri sulle posizioni di JP Morgan.[17]. Ne derivò uno scandalo che, assieme agli altri, ha messo in negativo la reputazione dell'amministratore delegato Jamie Dimon, che tardivamente ha avviato un'indagine interna sulla catena dei controlli.

Il 13 settembre 2013 la Securities and Exchange Commission - d'accordo con l’Office of Comptroller of the Currency, l'ente che regola le banche americane, la Federal Reserve e la Financial Conduct Authority, autorità di vigilanza finanziaria nel Regno Unito - ha multato per 920 milioni di dollari la JP Morgan Chase, per la cosiddetta truffa della Balena di Londra (London Whale)[18]: in tal modo era stata ribattezzata quella bolla speculativa, che comportò perdite di trading per circa 6 miliardi di dollari[19].

Manipolazione del mercato dell'energia[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 luglio 2013, il governo statunitense e gli investitori sono stati risarciti da J.P. Morgan Chase, per aver manipolato il mercato energetico in California e nel Midwest fra il 2010 e il 2011[20], spacciando azioni ai propri clienti, di centrali elettriche in perdita per incredibili fonti di profitto.

Il Report 2013 sui paesi del Sud Europa[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 maggio 2013 banca Jp Morgan ha pubblicato un rapporto in cui affermava la necessità di intervenire politicamente a livello locale presso gli Stati del Sud Europa per consentire ai governi riforme strutturali improntate all'austerity, arrivando in particolare a definire le costituzioni adottate in seguito alla caduta del fascismo come «inadatte a favorire la maggiore integrazione dell'area europea», in quanto mostrano una «forte influenza delle idee socialiste», per cui i sistemi costituzionali presentano «esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti, governi centrali deboli nei confronti delle regioni, tutele costituzionali nei confronti dei diritti dei lavoratori». In particolare, vi si lamenta «la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo».[21]

Il 19 giugno 2013, il rapporto ha sollevato numerose critiche, dal momento che JP Morgan - a dispetto dall'ispirazione neoliberista della sua analisi - con i suoi progetti di finanza creativa è stata tra le protagoniste della crisi dei subprime e della grande recessione del 2008[22].

Unità business[modifica | modifica wikitesto]

  • Investment Bank
  • Servizi finanziari retail
  • Card Services
  • Asset & Wealth Management
  • Commercial Banking
  • Treasury & Securities Services

Uffici[modifica | modifica wikitesto]

Anche se la vecchia sede della Chase Manhattan Bank si trovava al One Chase Manhattan Plaza, nel centro di Manhattan, il quartier generale mondiale attuale di JPMorgan Chase & Co. si trova al numero 270 di Park Avenue, ex sede della Chemical Bank.

La maggior parte delle attività in Nord America si svolgono in quattro edifici situati uno accanto all'altro affacciati su Park Avenue a New York.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c 2017 annual results (PDF), in JPMorgan Chase & Co..
  2. ^ a b (EN) Financial highlights 2017 (PDF), su jpmorganchase.com, aprile 2018. URL consultato il 18 agosto 2018.
  3. ^ (EN) Banks Ranked by Total Deposits, su Usbanklocations.com. URL consultato il 12 novembre 2017.
  4. ^ (EN) The World's largest banks and banking groups by market cap (as of May 31, 2018)., in BanksDaily.com. URL consultato il 12 luglio 2018.
  5. ^ (EN) Earnings Release Financial Supplement - Fourth Quarter (PDF), in JP Morgan Chase. URL consultato il 25 febbraio 2018.
  6. ^ (EN) RANKED: The 10 biggest hedge funds in the US, in Business Insider. URL consultato il 12 luglio 2018.
  7. ^ (EN) Andrew Ross Sorkin, JPMorgan Raises Bid for Bear Stearns to $10 a Share, in The New York Times, 24 marzo 2008, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 16 marzo 2018.
  8. ^ (EN) Andrew Ross, JP Morgan Pays $2 a Share for Bear Stearns, in The New York Times, 17 marzo 2008. URL consultato il 30 settembre 2008.
  9. ^ JPMorgan Chase rileva Bear Stearns, su wallstreetitalia.com, 17 marzo 2008. URL consultato il 18 agosto 2018.
  10. ^ David Ellis, "JPMorgan buys WaMu", CNNMoney, 25 settembre 2008.
  11. ^ Il banchiere di Obama che ha schivato i mutui subprime, su ricerca.repubblica.it, 23 novembre 2009. URL consultato il 18 agosto 2018.
  12. ^ (EN) Elizabeth Hester, JPMorgan Raises $10 billion in Stock Sale After WaMu (Update3), in Bloomberg, 26 settembre 2008. URL consultato il 13 aprile April 2013 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2009).
  13. ^ (EN) U.S. Is Set to Sue a Dozen Big Banks Over Mortgages. Nelson D. Schwartz. New York Times. Business. September 1, 2011.
  14. ^ Obama chiede i danni a JpMorgan per la crisi dei mutui subprime. Angelo Aquaro. Repubblica. Economia. 2 ottobre 2012.
  15. ^ Usa, il governo fa causa alle banche: non sono state trasparenti su mutui. Repubblica. Esteri. 2 settembre 2011
  16. ^ JpMorgan patteggia risarcimento record: 13 miliardi di dollari per la crisi dei mutui. Repubblica. Economia e finanza. 19 novembre 2013.
  17. ^ (EN) JP Morgan inside whale. Mark Roe. Il Sole 24 ore. Economia. 7 ottobre 2010.
  18. ^ Per JP Morgan multa da 920 milioni, abbiamo commesso errori. Corriere della sera. Economia. 13 settembre 2013.
  19. ^ JP Morgan, il senato convoca Dimon. Andrea Altavista. Economia Web. Rosso di Banca.
  20. ^ JPMorgan paga una multa da 410 milioni di dollari: è accusata di aver manipolato il mercato energetico americano. Il Sole 24 Ore. Finanza e Mercati. 30 luglio 2013.
  21. ^ David Mackie, Malcolm Barr, Marco Protopapa, Alex White , Greg Fuzesi, Raphael Brun-Aguerre, The Euro area adjustment: about halfway there (PDF), JPMorgan Chase Bank N.A, London Branch. Europe Economic and Policy Research, 28 maggio 2013, pp. 12-13.
  22. ^ Luca Pisapia, Ricetta Jp Morgan per Europa integrata: liberarsi delle costituzioni antifasciste, in Il Fatto Quotidiano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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