Etnomicologia

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Le proprietà psicoattive dell' Amanita muscaria sono note da molto tempo.

L'etnomicologia è la disciplina scientifica che studia il rapporto dell'uomo con i funghi; un rapporto le cui origini affondano nell'Età della Pietra e che si è sviluppato in tutte le regioni geografiche abitate dall'uomo. Questa disciplina può essere considerata una branca dell'etnobotanica o dell'etnobiologia.

Suddivisioni[modifica | modifica wikitesto]

L'etnomicologia si suddivide in sei sezioni, a seconda del tipo di funzione ricoperta nel rapporto umano con i funghi:

  • etnomicologia dei funghi eduli
  • etnomicologia tossicologica
  • etnomicologia medicinale
  • etnomicologia magica
  • etnomicologia dei funghi psicoattivi
  • etnomicologia manifatturiera

I metodi di raccolta dei funghi eduli e le credenze ad essi associati, i metodi di conservazione e di cottura e la relativa nomenclatura popolare, fanno parte dell'etnomicologia dei funghi eduli.

Le intossicazioni causate dal consumo accidentale di funghi velenosi e le relative terapie di cura sono di competenza della medicina tossicologica, mentre i motivi che hanno portato il raccoglitore a compiere l'errore di identificazione che ha causato l'intossicazione, sono di competenza dell'etnomicologia tossicologica. Anche l'avvelenamento intenzionale con funghi tossici per scopi criminali è di competenza, oltre che della legge e della medicina legale, dell'etnomicologia tossicologica.

L'utilizzo di funghi per scopi medicinali è di competenza della etnomicologia medicinale, e in diversi casi si intreccia con la etnomicologia magica, cioè con lo studio dell'uso dei funghi per scopi che possiamo generalmente definire magici.

Un rapporto particolare è quello che intercorre fra l'uomo e i funghi psicoattivi, allucinogeni o enteogeni, la cui storia e il cui studio sono di competenza dell'etnomicologia dei funghi psicoattivi. Il ricercatore Robert Gordon Wasson può essere considerato come uno dei padri fondatori di questa disciplina, e ispirò altri ricercatori quali Roger Heim, Gaston Guzmán, e studiosi non appartenenti all'ambiente accademico come Terence McKenna, James Arthur e Giorgio Samorini.

Si presentano infine casi di impiego di funghi per la fabbricazione di monili, vestiti, coloranti o come strumenti quali le esche per l'accensione del fuoco. Lo studio di questo rapporto strumentale con i funghi è di competenza dell'etnomicologia manifatturiera.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. (2013) - Etnobotanica. Conservazione di un patrimonio culturale come risorsa per uno sviluppo sostenibile. Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello. Cap.VIII. ISBN 9788-7228-724-8.
  • Camangi F., Stefani A., Sebastiani L., Lippi A., Petrucci P., Falaschi N. Etnomicologia – La Risorsa Fungo in Alta Valle del Vara la Valle del Biologico. CM Alta Valle del Vara e SSSA. 2008 ISBN 978-88-903469-0-3
  • R. Heim & R.G. Wasson, 1958, Les champignons hallucinogènes du Méxique, Archives du Muséum National d'Histoire Naturelle, Paris.
  • Mapes C., G. Guzmán & J. Caballero, 1981, Etnomicologia Purepecha, Sociedad Mexicana de Micologia, México D.F.
  • Samorini G., 2001, Funghi allucinogeni. Studi etnomicologici. Telesterion. Dozza Imolese BO. ISBN 88-87999-01-5
  • Wasson V.P. & R.G. Wasson, 1957, Mushroom, Russia & History, 2 voll., Pantheon Books, New York.

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