Giorgio Samorini

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Giorgio Samorini

Giorgio Samorini (Bologna, 26 maggio 1957) è un libero ricercatore autodidatta, specializzato sui funghi e sulle piante psicoattive. È figlio dell'artista Norma Mascellani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato cofondatore (1991) e presidente (1995-1997) della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza, con sede presso il Museo Civico di Rovereto. Nel 1997 ha fondato e diretto, insieme al botanico Francesco Festi, la rivista Eleusis. Piante e Composti Psiocoattivi, edita dal Museo Civico di Rovereto.

Ha pubblicato articoli in diverse riviste scientifiche, far cui Annali Museo Civico Rovereto, Bollettino Camuno Studi Preistorici, Archeologia Africana, Medicina delle Tossicodipendenze, Pagine di Micologia, Acta Phytotherapeutica, International Journal of Medicinal Mushrooms, Jahrbuch für Ethnomedizine.

Fra le sue ricerche, si ricordano quelle svolte nel Tassili (Sahara, Algeria), dove nel 1988-89 ha studiato le pitture rupestri preistoriche, ipotizzando, sulla scia di quanto già scoperto ed evidenziato dall'etnomicologo Jeff Gaines e dallo studioso Terence McKenna, l'esistenza di un antico culto religioso basato sull'uso di funghi psicoattivi, presso la popolazione relativa alla fase pittorica denominata delle "Teste Rotonde", datata a 9.000-7.000 anni fa[1].

Nel 1994, nel Kerala (India del sud) ha studiato particolari reperti megalitici, chiamati kuda kallu (pietre ombrello), datati fra il 1000 a.C. e il 100 d.C., individuandoli come effigi simboliche di funghi allucinogeni anticamente usati da quelle popolazioni megalitiche per scopi religiosi.

Negli anni 1990-1999, in Gabon, presso alcune comunità Fang, ha studiato il culto religioso del Bwiti, basato sull'uso della pianta allucinogena iboga (Tabernanthe iboga Baill., (Apocynaceae)).

Nel 1996 ha riportato all'attenzione della comunità scientifica un insieme di documenti storici di carattere medico che hanno evidenziato uno scorcio dimenticato di storia della medicina italiana del secolo XIX inerente alla canapa indiana.

Si è occupato dei funghi allucinogeni presenti nel territorio italiano, in particolare mappando la diffusione di Psilocybe semilanceata (Fr.) Quél. (Strophariaceae), popolarmente chiamato funghetto, e ha studiato il rapporto di piante e funghi allucinogeni con diverse culture europee antiche e medievali, con ricerche specifiche sulla etnobotanica dei Misteri Eleusini.

Nel periodo 2003-2006 si è specializzato nell'identificazione e interpretazione scientifica delle smart-drugs.

Ha elaborato un compendio divulgativo sul fenomeno degli animali che si drogano in natura, raccogliendo e riassumendo dati tratti dalle dalle varie ricerche condotte dagli etologi in merito a questo particolare comportamento animale; negli anni 2000-2001 queste sue ricerche hanno avuto un ampio risalto presso i mass media[2][3].

Nelle sue ricerche ha evidenziato l'importanza di studiare le droghe psicoattive al di fuori dei contesti meramente problematici, attribuendo le competenze dello studio degli aspetti fenomenologici a una auspicata specifica disciplina scientifica di carattere multidisciplinare, dall'autore denominata Scienza delle Droghe, e ispirata al lavoro di ricerca sugli "alimenti nervosi" condotto nell'Ottocento dal medico italiano Paolo Mantegazza (1831-1910).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Samorini G., La religión Buiti y la planta psicoactiva Tabernanthe iboga, Africa Ecuatorial, in J.M. Fericgla (cur.), Plantas, Chamanismo y Estados de Consciencia, p.174-195, Barcellona, Los Libros de la Liebre de Marzo, 1994, ISBN 978-84-87403-14-9.
  • Samorini G., Gli Allucinogeni Nel Mito. Racconti sull'origine delle piante psicoattive, Torino, Nautilus, 1995.
  • Samorini G., L'erba di Carlo Erba. Per una storia della canapa indiana in Italia (1845-1948), Torino, Nautilus, 1996.
  • Samorini G., Adamo, Eva e l'iboga, in E. Zolla (cur.), Il dio dell'ebbrezza. Antologia dei moderni Dionisiaci, pp. 349-356, Torino, Einaudi, 1998, ISBN 88-06-14308-5.
  • Samorini G., Animali che si drogano, Vicenza, Telesterion, 2000, ISBN 88-87999-00-7.
  • Samorini G., Funghi allucinogeni. Studi etnomicologici, Dozza BO, Telesterion, 2001, ISBN 88-87999-01-5.
  • Samorini G., L'uso di sostanze psicoattive nei Misteri Eleusini, in F. D'Andria et al. (Eds.), Uomini, piante e animali nella dimensione del sacro, pp. 217-233, Bari, Edipuglia, 2008, ISBN 88-7228-461-9.

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Samorini G. The Initiation Rite in the Bwiti Religion (Ndea Narizanga Sect, Gabon). Jahrbuch für Ethnomedizine 1997-98; 6-7, 39-55.
  • Samorini G. Gli alberi-fungo nell'arte cristiana. Eleusis 1998; 1: 87-108.
  • Samorini G. Un contributo alla discussione dell'etnobotanica dei Misteri Eleusini. Eleusis 2000; 4: 3-53.
  • Samorini G. Funghi psicoattivi dell'arco alpino Erboristeria Domani, 2002; 265(12): 48-57.
  • Samorini G. Il dio egiziano Min e la lattuga. Un contributo etnobotanico a un enigma dell'egittologia. Archeologia Africana, Centro Studi Archeologia Africana, Museo Civico di Milano, , 2003-04, vol. 9-10, pp. 73–84.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Samorini G., Etnomicologia nell'arte rupestre sahariana (Periodo delle "Teste Rotonde"), in Bollettino Camuno Notizie, n. 6(2), pp. 18-22.
  2. ^ Quel rospo è tossicodipendente, in Corriere della Sera, 28 febbraio 2001, p. 57. (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  3. ^ Stefano Cagno, Recensione di Animali che si drogano, in Fuoriluogo.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN8222394
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