George Shultz

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George Pratt Shultz
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60º Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 16 luglio 1982 - 20 gennaio 1989
Presidente Ronald Reagan
Predecessore Alexander Haig
Successore James Baker

62° Segretario al tesoro degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 12 giugno 1972 – 8 maggio 1974
Presidente Richard Nixon
Predecessore John Connally
Successore William E. Simon

19° Direttore dell'Ufficio per la Gestione e il Bilancio
Durata mandato 1º luglio 1970 – 11 giugno 1972
Presidente Richard Nixon
Predecessore Robert Mayo
Successore Caspar Weinberger

11° Segretario del Lavoro degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 22 gennaio 1969 – 1º luglio 1970
Presidente Richard Nixon
Predecessore W. Willard Wirtz
Successore James D. Hodgson

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Università Università di Princeton, Massachusetts Institute of Technology, Dwight-Englewood School e Princeton School of Public and International Affairs
Firma Firma di George Pratt Shultz

George Pratt Shultz (New York, 13 dicembre 1920Stanford, 6 febbraio 2021) è stato un politico ed economista statunitense, ricoprendo varie posizioni sotto tre diversi presidenti repubblicani. Ebbe un ruolo importante nel plasmare la politica estera dell'amministrazione Ronald Reagan.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Shultz nacque nel 1920 a New York City, unico figlio di Margaret Lennox Pratt e Birl Earl Shultz. È cresciuto a Englewood, nel New Jersey.[1] Il bisnonno era un immigrato dalla Germania, giunto negli Stati Uniti a metà del XIX secolo.

Dopo aver frequentato la scuola pubblica locale, si trasferì alla Englewood School for Boys (ora Dwight-Englewood School), fino al suo secondo anno di scuola superiore. Nel 1938, Shultz si diplomò al collegio preparatorio privato Loomis Chaffee School di Windsor, Connecticut. Ha conseguito una laurea, con lode, nel 1942 presso la Princeton University, New Jersey, in economia con un minore. Dal 1942 al 1945, Shultz fu in servizio attivo nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Era ufficiale di artiglieria, raggiungendo il grado di capitano. Fu distaccato nella 81ª Divisione fanteria dell'esercito degli Stati Uniti durante la battaglia di Angaur (battaglia di Peleliu).[2]

Accademico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1949, Shultz ottenne un dottorato di ricerca in economia industriale presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT).[3] Dal 1948 al 1957 insegnò al Dipartimento di Economia del MIT e alla Sloan School of Management del MIT, con un congedo nel 1955 per lavorare nel Consiglio dei consiglieri economici del presidente Dwight Eisenhower come economista senior dello staff. Nel 1957, Shultz lasciò il MIT e si unì alla Graduate School of Business dell'Università di Chicago come professore di relazioni industriali, diventandone preside dal 1962 al 1968.[4] Durante il periodo a Chicago, fu influenzato dai premi Nobel Milton Friedman e George Stigler, che rafforzarono la visione di Shultz sull'importanza di un'economia di libero mercato.[5] Lasciò l'Università di Chicago per servire sotto il presidente Richard Nixon nel 1969.[6]

Amministrazione Nixon[modifica | modifica wikitesto]

Shultz con Richard Nixon e i leader dei lavoratori alla firma dell'Ordine esecutivo 11491 nell'ottobre 1969

Shultz accettò nel 1969 la nomina del presidente Nixon come Segretario al Lavoro degli Stati Uniti. In quella posizione, impose il "Piano Filadelfia" agli imprenditori edili che rifiutavano di accettare membri neri, segnando una rottura con il passato largamente discriminatorio e il primo intervento sulle quote razziali da parte del governo federale.[7]

Nel 1970 divenne il primo direttore dell'Office of Management and Budget, e rimase in quel ruolo fino alla sua nomina a Segretario al Tesoro degli Stati Uniti nel 1972. In questo incarico, Shultz sostenne lo shock nixonano (che cercò di rilanciare l'economia in pericolo in parte abolendo il gold standard) e presiedette alla fine del sistema di Bretton Woods.

Dirigente aziendale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 lasciò il servizio governativo per diventare vicepresidente esecutivo di Bechtel Group, una grande società di ingegneria e servizi. In seguito è stato il suo presidente.

Sotto la guida di Shultz, Bechtel ricevette contratti per molti progetti di costruzione, tra cui dall'Arabia Saudita. L'anno prima di lasciare Bechtel, la società ha registrato un aumento del 50% dei ricavi.

Amministrazione Reagan[modifica | modifica wikitesto]

Shultz con il Presidente Reagan fuori dall'Studio Ovale, dicembre 1986

Il 16 luglio 1982, Shultz fu nominato dal presidente Ronald Reagan come 60º segretario di Stato degli Stati Uniti, in sostituzione di Alexander Haig che si era dimesso. Shultz ha occupato quel ruolo per sei anni e mezzo, il mandato più lungo da quello di Dean Rusk. La possibilità di un conflitto di interessi nella sua posizione di segretario di stato dopo essere stato al vertice del gruppo Bechtel è stata sollevata da diversi senatori durante le sue audizioni di conferma. Shultz perse brevemente le staffe in risposta ad alcune domande sull'argomento, ma fu comunque confermato all'unanimità dal Senato.

Shultz si affidò principalmente al servizio estero per formulare e attuare la politica estera di Reagan. Come riportato nella storia ufficiale del Dipartimento di Stato, "nell'estate del 1985, Shultz aveva selezionato personalmente la maggior parte degli alti funzionari del Dipartimento, sottolineando le credenziali professionali rispetto a politiche nel processo [...] Il servizio estero ha risposto dando a Shultz il suo "completo sostegno", rendendolo uno dei segretari più popolari dai tempi di Dean Acheson". Il successo di Shultz derivava non solo dal rispetto che guadagnava dalla burocrazia, ma anche dal forte rapporto che aveva con Reagan, il quale si fidava completamente di lui.

Relazioni con la Cina[modifica | modifica wikitesto]

Shultz ereditò i negoziati con la Repubblica Popolare Cinese su Taiwan dal suo predecessore. Secondo i termini del Taiwan Relations Act, gli Stati Uniti furono obbligati ad assistere alla difesa di Taiwan, che includeva la vendita di armi. Il dibattito dell'amministrazione su Taiwan, specialmente sulla vendita di aerei militari, portò ad una crisi nelle relazioni con la Cina, che fu alleviata solo nell'agosto 1982, quando, dopo mesi di difficili negoziati, gli Stati Uniti e la RPC pubblicarono un comunicato congiunto su Taiwan in cui gli Stati Uniti accettarono di limitare la vendita di armi alla nazione insulare e la Cina accettò di cercare una "soluzione pacifica".

È morto il 6 febbraio 2021, a 100 anni, nella sua casa a Stanford, in California[8][9][10] ed è stato sepolto accanto alla prima moglie nel Dawes Cemetery di Cummington nel Massachusetts.[11]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Durante un periodo di riposo alle Hawaii quando prestava servizio nei Marines nel teatro asiatico-pacifico durante la seconda guerra mondiale, Shultz incontrò l'infermiera militare tenente Helena Maria O'Brien (1915-1995). Si sposarono il 16 febbraio 1946 ed ebbero cinque figli: Margaret Ann Tilsworth, Kathleen Pratt Shultz Jorgensen, Peter Milton Shultz, Barbara Lennox Shultz White e Alexander George Shultz. Helena morì nel 1995 di cancro al pancreas.[12]

Nel 1997, Shultz sposò Charlotte Mailliard Swig, un'importante filantropa e socialite di San Francisco.[13]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia Presidenziale della Libertà - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà
— 1989

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale Onorario dell'Ordine dell'Australia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale Onorario dell'Ordine dell'Australia
«Per il servizio distinto al rafforzamento delle relazioni bilaterali Australia-Stati Uniti.»
— 14 settembre 2011[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bernard S. Katz e C. Daniel Vencill, Biographical Dictionary of the United States Secretaries of the Treasury, 1789–1995, in Greenwood Publishing Group, 1996, pp. 320–332, ISBN 978-0-313-28012-2. URL consultato il 25 ottobre 2020 (archiviato il 15 febbraio 2017).
  2. ^ (EN) U.S. House of Representatives, Joint Resolution: Recognizing the 60th anniversary of the Battle of Peleliu (TXT), in Congressional Record, vol. 150, Government Printing Office, 21 dicembre 2004. URL consultato il 7 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2012).
  3. ^ (EN) Tracie Ratiner, Encyclopedia of World Biography, Detroit, Michigan, Thomson Gale, 2006, ISBN 1-4144-1041-7. URL consultato il 26 aprile 2009 (archiviato il 6 giugno 2019).
  4. ^ (EN) Ronald Reagan: Nomination of George P. Shultz To Be Secretary of State, su presidency.ucsb.edu. URL consultato il 15 dicembre 2017 (archiviato il 15 dicembre 2017).
  5. ^ (EN) The Chicago School and Its Impact, su Commanding Heights, 2 ottobre 2000. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2017).
  6. ^ (EN) George Schultz [sic], who led Reagan's Cold War diplomacy, dies, su Crain's Chicago Business, 7 febbraio 2021. URL consultato l'8 febbraio 2021 (archiviato il 7 febbraio 2021).
  7. ^ (EN) David Frum, How We Got Here: The '70s, New York, Basic Books, 2000, p. 243, ISBN 0-465-04195-7.
  8. ^ Massimo Gaggi, È morto George Shultz, per vent’anni fu uno degli uomini più potenti della politica americana, su Corriere della Sera, 2 luglio 2021. URL consultato il 4 marzo 2021.
  9. ^ Addio a George Shultz, architetto del disgelo Usa-Urss, su la Repubblica, 7 febbraio 2021. URL consultato il 4 marzo 2021.
  10. ^ (EN) Associated Press, George Shultz, Ronald Reagan’s longtime secretary of state, dies at 100, su the Guardian, 7 febbraio 2021. URL consultato il 4 marzo 2021.
  11. ^ it.findagrave.com, https://it.findagrave.com/memorial/221425212/george-pratt-shultz.
  12. ^ (EN) Helena Maria Shultz; Former Nurse, Wife of Ex-Diplomat, in Los Angeles Times, 9 settembre 1995. URL consultato l'8 febbraio 2021 (archiviato l'8 febbraio 2021).
  13. ^ (EN) Trish Donnally, Swig Tames Her Tiger, in San Francisco Chronicle, 16 agosto 1997. URL consultato il 26 aprile 2009 (archiviato il 25 maggio 2011).
  14. ^ (EN) Sito web del Dipartimento del Primo Ministro e del Governo: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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Alexander Haig 1982-1989 James Baker
Predecessore: Segretario al tesoro degli Stati Uniti d'America Successore: Simbolo del Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti
John Connally 12 giugno 1972 - 8 maggio 1974 William E. Simon
Segretari al Tesoro degli Stati Uniti

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