Federal Reserve System

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La sede della Federal Reserve a Washington
Il sigillo del Board of Governors

Il Federal Reserve System, conosciuto anche come Federal Reserve (it. Riserva federale) ed informalmente come la Fed, è la banca centrale degli Stati Uniti d'America.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La First Central Bank e la Second Central Bank[modifica | modifica wikitesto]

Borsa per monete metalliche della Federal Reserve Bank

Il primo tentativo di una moneta nazionale americana ebbe luogo durante la Guerra d'Indipendenza Americana. Nel 1775 il Congresso continentale, così come le singole colonie, cominciarono a stampare biglietti detti "Continentals"[1]. Questi "Continentals" erano garantiti solo dal futuro gettito fiscale ed erano utilizzati per finanziare i costi della Guerra d'Indipendenza. A causa dell'eccesso di emissione, nonché dei falsi stampati dagli Inglesi, provocarono la svalutazione dei "Continentals". Questa cattiva esperienza con la cartamoneta spinse gli Stati Uniti a eliminare il diritto di stampare "Bills of Credit" (banconote) dalla bozza della Costituzione nel 1787[2], e a proibire che i singoli stati emettessero la propria cartamoneta, limitando il potere degli stati a dichiarare moneta legale solo monete d'oro o d'argento[3].

La prima istituzione americana che abbia svolto le funzioni di banca centrale fu la Prima banca degli Stati Uniti d'America, autorizzata dal Congresso e promulgata dal Presidente George Washington nel 1791, su sollecitazione di Alexander Hamilton. L'istituzione fu approvata nonostante la forte opposizione di Thomas Jefferson e James Madison, fra gli altri. La concessione aveva durata ventennale e spirò nel 1811 durante la presidenza di Madison, in quanto il Congresso rifiutò di rinnovarla[4].

In ogni modo, nel 1816, dopo la Guerra anglo-americana, Madison ricostituì una banca centrale, la cosiddetta Seconda banca degli Stati Uniti, soprattutto per mettere fine all'inflazione galoppante seguita alla Guerra. L'istituto aveva una concessione ventennale. Nell'imminenza della scadenza, il rinnovo fu il principale argomento nel dibattito che portò alla rielezione del presidente Andrew Jackson. Dopo che Jackson, oppositore dell'idea di una banca centrale, fu rieletto, egli prelevò i depositi federali dalla banca centrale[5][6][7] nel 1833, e le entrate federali furono dirottate su banche private selezionate per ordine dell'esecutivo[8]. Sperando di estorcere il rinovo della concessione, il Presidente della Seconda Banca degli Stati Uniti, Nicholas Biddle, rispose riducendo l'emissione di moneta e causando una breve crisi finanziaria[9][10] that was initially blamed on Jackson's executive action.[11][12]. Ma nel 1834 un sollevamento generale contro Biddle pose fine al panico[13][14] e gli sforzi per il rinnovo della concessione furono abbandonati[15]. In ogni modo nel 1836 sotto la presidenza Jackson la concessione non fu rinnovata.

Entrambe le banche erano state istituite sul modello della Banca d'Inghilterra[16].

Fra il 1837 e il 1862 non ci fu nessuna banca centrale, e perciò questo periodo è detto "Free banking Era".

Dal 1863 fu istituito un sistema di banche nazionali. Tuttavia si verificò una serie di crisi economiche, nel 1873, nel 1893 e nel 1907[17][18][19].

La fondazione della Federal Reserve[modifica | modifica wikitesto]

Prima pagina di un giornale del 24 dicembre 1913

Nel 1908, in conseguenza del cosiddetto "panico del 1907"[20], il Congresso degli Stati Uniti emanò l' Aldrich–Vreeland Act, che prese provvedimenti per una valuta d'emergenza e costituì una commissione, la National Monetary Commission, per studiare una riforma monetaria[21]. La National Monetary Commission produsse fino al 1911 una notevole quantità di studi e analisi sul sistema monetario e finanziario statunitense e sui sistemi monetari e sulle banche centrali presenti nei vari paesi dell'epoca. La Commissione avanzò diverse proposte per l'introduzione di una istituzione che avesse il compito di prevenire e contenere eventuali crisi finanziarie.

Benché in precedenza contrastata dal Partito Democratico, quando i democratici, nel 1913, vinsero le elezioni sia al Congresso che per la Casa Bianca[22], il nuovo presidente Woodrow Wilson ritenne che la proposta di Aldrich richiedesse poche modifiche. La proposta di Aldrich divenne così la base per il Federal Reserve Act del 1913. La principale differenza fra i due testi stava nel fatto che il controllo passava dal Board of Directors (ribattezzato Federal Open Market Committee nel Federal Reserve Act) al Governo[23][4]. La Fed fu istituita con l'approvazione del Federal Reserve Act del 23 dicembre 1913 dal Congresso degli Stati Uniti e iniziò le sue operazioni nel 1916.

Il difficile dibattito al Congresso per l'approvazione del Federal Reserve Act e la diffidenza da parte dei politici verso soluzioni troppo accentrate determinarono una soluzione legislativa di compromesso che diede vita a una struttura del Federal Reserve System articolata in modo da poter ricevere impulso da tutte le parti del paese e da mantenere una conformazione federale. L'organizzazione era costituita da una banca centrale con sede a Washington e da quindici banche regionali. La nuova istituzione era posta sotto l'autorità del Governo, che nominava come membri del Federal Reserve Board il Segretario al Tesoro e il Comptroller of the Currency.

La crisi del '29 e la riforma del 1935[modifica | modifica wikitesto]

Quando scoppiò la crisi del 1929, la Federal Reserve perseguì erroneamente una politica monetaria restrittiva, che aggravò le conseguennze della Depressione. Infatti, dopo il crollo della Borsa nell'ottobre 1929, la Fed continuò a contrarre l'offerta di moneta e rifiutò di salvare le banche in difficoltà a causa della "corsa agli sportelli"[24].

La Crisi aveva mostrato i limiti del sistema. Conseguentemente il Banking Act del 1935 trasformò il Federal Reserve Board in Board of Governors, che acquistò un potere di controllo sulle banche regionali. Venne inoltre istituito il Federal Open Market Committee, un comitato di politica monetaria che vigilava sulla regolamentazione dei tassi d'interesse[25].

Il sistema di Bretton Woods[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema monetario internazionale creato con gli accordi di Bretton Woods dava al dollaro ed alla Federal Reserve il ruolo di perno del sistema. Infatti il nuovo sistema, detto anche Gold-Exchange Standard era basato su di una sola moneta, il dollaro americano: tutte le altre monete erano definite in dollari e solo il dollaro era definito in oro. Il riferimento all'oro nel rapporto di 35 dollari per un'oncia d'oro, presupponeva che non ci sarebbe stato uno scivolamento incontrollato da parte della Federal Reserve e che essa avrebbe cercato di mantenere il valore reale della propria moneta.

In questo sistema le diverse monete nazionali (eccetto il dollaro americano) avevano un tasso di cambio fisso, ma aggiustabile in caso di bisogno a condizione del consenso degli altri membri. Nel tempo la convertibilità delle monete in rapporto al dollaro era incorniciata da un cambio minimo e da uno massimo, che impedivano a queste valute uno scarto di più del 2% rispetto alla parità iniziale fissata[26].

Dopo il 1971[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione storica del tasso d'interesse overnight dal 1954

Un'ulteriore riforma della Banca fu attuata con il Federal Reserve Reform Act del 1977 e lo Humphrey–Hawkins Full Employment Act del 1978. Con queste leggi venne introdotto l'obbligo di relazioni trimestrali al Congresso circa l'ammontare degli aggregati monetari e creditizi previsti per i successivi dodici mesi[27]. Inoltre, il Board of Governors fu d'allora in poi obbligato a consegnare due volte all'anno al Congresso una relazione circa la propria politica monetaria. Ma soprattutto è con questa riforma che furono indicati gli obiettivi della Fed: stabilità dei prezzi e crescita nel lungo periodo.

Il primo Presidente dopo la riforma fu Paul Volcker, dal 1979 al 1981, che mise fine all'inflazione degli anni Settanta, a prezzo di una rilevante recessione, aumentando i tassi d'interesse overnight fino a raggiungere il 20%.

Dal 1987 al 2006 si è avuto il lungo mandato di Alan Greenspan, contrassegnato dalla paura di una ripetizione degli errori commessi all'indomani della crisi del 1929, quando la Federal Reserve operò una politica monetaria restrittiva. Sotto la direzione di Greenspan la Federal Reserve ha attuato una politica espansiva, fornendo liquidità al sistema bancario in occasione di ogni crisi, e soprattuttto tenendo molto bassi i tassi d'interesse, con la conseguenza di creare alcune "bolle" speculative ("Dot-com bubble" nel 2000 e "Housing bubble" nel 2004-2005). Greenspan è stato criticato per il suo ruolo nella crescita della bolla immobiliare degli anni 2000 e nel successivo scoppio della crisi dei subprime nel 2007[28][29].

Ben Bernanke ha gestito il periodo della crisi del 2008. Per evitare quanto accaduto nel '29, ha condotto una politica espansiva, abbassando il tasso d'interesse fino allo 0 %. Nel 2009, per contrastare gli effetti della recessione negli Stati Uniti, la Fed ha deciso di comprare 300 miliardi di dollari di bonds federali, nonché 750 miliardi di dollari di Mortgage Backed Securities e infine di acquistare debiti di Fannie Mae e Freddie Mac per 100 miliardi di dollari[30].

Dal 6 gennaio 2014 Presidente della Fed è Janet L. Yallen, nominata dal presidente Barack Obama e già vice di Ben Bernanke dall'ottobre 2010. È la prima donna nella storia a ricoprire l'incarico.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

È una struttura privata e indipendente dal governo statunitense, con finalità pubblicistiche e con alcuni aspetti di natura privatistica. La Fed viene considerata una banca centrale indipendente perché le sue decisioni non sono ratificate da alcun organo del potere esecutivo o legislativo.

Il Federal System è oggi costituito da una agenzia governativa centrale, il Board of Governors of the Federal Reserve System - con sede nella capitale Washington D.C. e composto da 7 governatori nominati dal Presidente degli Stati Uniti - e da dodici Federal Reserve Bank regionali, i cui presidenti sono nominati con complesse procedure.

Sia il Board che le 12 Reserve Bank condividono responsabilità nel campo della vigilanza sugli intermediari finanziari e le loro attività, nonché per quanto riguarda l'offerta di servizi bancari alle istituzioni creditizie e al governo. Uno dei principali componenti del Federal Reserve System è il Federal Open Market Committee (FOMC), composto da 12 membri: tutti i 7 membri del Board of Governors, dal presidente della Federal Reserve Bank di New York e, a rotazione, da 4 dei rimanenti 11 presidenti delle altre Reserve Bank federali. Il FOMC è responsabile della definizione delle operazioni di mercato aperto, il principale strumento della Fed per influenzare i tassi di interesse sui mercati monetari e finanziari.

Inoltre, i membri del Board una volta nominati non possono essere rimossi fino alla scadenza del loro mandato. Le 12 banche federali regionali rappresentano l'articolazione operativa del sistema di banca centrale degli Stati Uniti e sono organizzate come enti di diritto privato.Le azioni di ogni distretto possono essere detenute soltanto da banche statunitensi.[31]

Questa è condizione necessaria per essere ammesse ad operare sotto la vigilanza della Fed, ma non è condizione obbligatoria per l'esercizio dell'attività bancaria. Una banca può scegliere di non far parte del Federal Reserve System. In questi casi, la banca può essere vigilata da altre entità, come ad esempio, l'Office of the Comptroller of the Currency (OCC) e la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC). Le azioni delle banche di riserva federale non possono essere vendute, negoziate o date in pegno, i dividendi, per legge sono pari al 6 per cento annuo. La restante quota di utili viene trasferita al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Distretti della Federal Reserve

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La struttura semipubblica della Fed[32] si articola in:

  1. il Board of Governor (consiglio direttivo) avente sede a Washington, D.C.,
  2. il Federal Open Market Committee (FOMC),
  3. le dodici Federal Reserve Banks aventi sede nelle maggiori città statunitensi. Ciascuna Federal Bank locale ha un proprio Board of directors (consiglio di amministrazione) composto da nove membri,
  4. diverse altre banche private, che sottoscrivono azioni non trasferibili delle Reserve Bank della regione in cui operano,
  5. diversi consigli consultivi[33].

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

In base alla documentazione ufficiale, i compiti della Fed si possono suddividere in quattro macro-aree[34]:

  1. stabilire la politica monetaria nazionale influenzando la quantità di moneta in circolazione e le condizioni creditizie dell'economia al fine di perseguire il massimo impiego, la stabilità dei prezzi e moderati tassi di interesse a lungo termine;
  2. supervisionare e regolare le istituzioni bancarie per assicurarne la sicurezza e la stabilità del sistema bancario e finanziario nazionale e proteggere i diritti dei consumatori;
  3. mantenere la stabilità del sistema finanziario e contenere il rischio sistemico che può nascere nei mercati finanziari;
  4. fornire servizi di tesoreria per le istituzioni depositanti, il governo degli Stati Uniti ed istituzioni ufficiali straniere inclusa la supervisione del sistema dei pagamenti nazionale.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Federal Open Market Committee[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Federal Open Market Committee.

Federal Reserve Banks[modifica | modifica wikitesto]

The twelve Reserve Banks buildings in 1936

L'organizzazione territoriale del sistema si compone di 12 regional Federal Reserve Banks ciascuna competente per un distretto (i numeri corrispondono con quelli della cartina):

  1. Boston (maggior parte del Connecticut (escludendo Sud Connecticut), Massachusetts, Maine, New Hampshire, Rhode Island e Vermont)
  2. New York (New York state, le 12 contee settentrionali del New Jersey, Fairfield nel Connecticut, Puerto Rico, e il U.S. Virgin Islands.)
  3. Filadelfia (orientale e centrale della Pennsylvania, nove contee meridionali del New Jersey e Delaware )
  4. Cleveland ( Ohio, occidentale Pennsylvania, orientale Kentucky, e il Northern Panhandle of West Virginia della West Virginia)
  5. Richmond (District of Columbia, Maryland, Virginia, North Carolina, South Carolina e la maggior parte del Virginia occidentale, tutto lo stato tranne che per il Northern Panhandle).
  6. Atlanta (Alabama, Florida, Georgia, 74 contee nei due terzi orientali del Tennessee, 38 parrocchie del sud Louisiana e 43 contee del sud Mississippi)
  7. Chicago (parti settentrionali Illinois e Indiana, meridionale Wisconsin, il Lower Peninsula of Michigan, e lo stato di Iowa)
  8. St. Louis (stato di Arkansas e porzioni di Illinois, Indiana, Kentucky, Mississippi, la metà orientale Missouri e West Tennessee. Ha filiali a Little Rock, Louisville e Memphis)
  9. Minneapolis (Minnesota, Montana, North e South Dakota, nord-ovest Wisconsin, e l'Upper Peninsula del Michigan)
  10. Kansas City (Colorado, Kansas, Nebraska, Oklahoma, Wyoming, e porzioni occidentali del Missouri e del nord New Mexico)
  11. Dallas (Texas, settentrionale Louisiana e meridionale New Mexico)
  12. San Francisco (Alaska, Arizona, California, Hawaii, Idaho, Nevada, Oregon, Utah, e Washington—più le Isole Marianne Settentrionali, American Samoa, e Guam)
La Federal Reserve Bank di Chicago si trova all'angolo tra LaSalle Street e Jackson Boulevard, nel quartiere finanziario della città.
Mappa del Settimo Distretto
Memeber Federal Reserve System plaque.png

Presidenti della Federal Reserve[modifica | modifica wikitesto]

Agenzie che esercitano attività complementari[modifica | modifica wikitesto]

Altre agenzie con compiti simili alla Fed che collaborano reciprocamente in materia di vigilanza bancaria e finanziaria sono:

Quest'ultimo garantisce il coordinamento tra le varie agenzie di vigilanza bancaria e l'applicazione uniforme dei principi di sorveglianza sul sistema bancario e finanziario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Timeline of U.S. Currency History, U.S. Currency Education Program. URL consultato l'8 giugno 2016.
  2. ^ "Mr. Govr. MORRIS moved to strike out "and emit bills on the credit of the U. States" – If the United States had credit such bills would be unnecessary: if they had not, unjust & useless. ... On the motion for striking out N. H. ay. Mas. ay. Ct ay. N. J. no. Pa. ay. Del. ay. Md. no. Va. ay. N. C. ay. S. C. ay. Geo. ay.", Avalon.law.yale.edu. URL consultato il 30 aprile 2012.
  3. ^ US Constitution Article 1, Section 10. "no state shall ..emit Bills of Credit; make any Thing but gold and silver Coin a Tender in Payment of Debts;"
  4. ^ a b Roger Johnson, Historical Beginnings... The Federal Reserve (PDF), Federal Reserve Bank of Boston, dicembre 1999, p. 8. URL consultato il 23 luglio 2010.
  5. ^ Remini, Robert, Andrew Jackson and the Course of American Freedom, 1822–1832. vol. II, New York, Harper & Row, 1981, pp. 375–376
  6. ^ Wilentz, Sean, The Rise of American Democracy: Jefferson to Lincoln, New York, W.W. Horton and Company, 2008, p. 396, pp. 392–393
  7. ^ Schlesinger, Arthur Meier Jr., Age of Jackson, 1945, p. 98
  8. ^ Hammond, Bray, Jackson, Biddle, and the Bank of the United States in The Journal of Economic History, Vol. 7, n° 1, maggio 1947, pp. 1–23. Contenuto in Frank Otto Gatell (a cura di) Essays on Jacksonian America, New York, Holt, Rinehart and Winston, 1970, p. 155
  9. ^ Hammond, 1947, p. 151
  10. ^ Hofstadter, Richard, Great Issues in American History: From the Revolution to the Civil War, 1765–1865, 1948, pp. 61–62
  11. ^ Wilentz, 2008, p. 396
  12. ^ Schlesinger, 1945, p. 103
  13. ^ Wilentz, 2008, p. 400
  14. ^ Schlesinger, 1945, p. 112–113
  15. ^ Wilentz, 2008, p. 401
  16. ^ British Parliamentary reports on international finance: the Cunliffe Committee and the Macmillan Committee reports, Ayer Publishing, 1978, ISBN 978-0-405-11212-6.
  17. ^ Panic of 1907: J.P. Morgan Saves the Day, US-history.com. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  18. ^ Born of a Panic: Forming the Fed System, The Federal Reserve Bank of Minneapolis. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  19. ^ Abigail Tucker, The Financial Panic of 1907: Running from History, su Smithsonian Magazine, 29 ottobre 2008. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  20. ^ Myron Herrick, The Panic of 1907 and Some of Its Lessons, su Annals of the American Academy of Political and Social Science, March 1908. URL consultato il 29 agosto 2011.
  21. ^ Michael Whithouse, Paul Warburg's Crusade to Establish a Central Bank in the United States, The Federal Reserve Bank of Minneapolis, May 1989. URL consultato il 29 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2008).
  22. ^ Paul Warburg's Crusade to Establish a Central Bank in the United States, The Federal Reserve Bank of Minneapolis.
  23. ^ Born of a panic: Forming the Federal Reserve System, The Federal Reserve Bank of Minneapolis, agosto 1988.https://www.minneapolisfed.org/publications/the-region/born-of-a-panic-forming-the-fed-system
  24. ^ Milton Friedman e Anna Jacobson Schwartz, A Monetary History of the United States, 1867-1960, Princeton University Press, 1965, p. 4, ISBN 978-1-4008-2933-0.
  25. ^ Carl H. Moore, The Federal Reserve System. A History of the First 75 Years, pag. 87
  26. ^ Didier Marteau Les marchés de capitaux, Hachette, 2012
  27. ^ Moore, Carl H., The Federal Reserve System: A History of the First 75 Years, Jefferson, McFarland & Company, 1990
  28. ^ Stephen Roach, The Great Unraveling, Morgan Stanley, 16 marzo 2007.
  29. ^ Nouriel Roubini, Who is to Blame for the Mortgage Carnage and Coming Financial Disaster? Unregulated Free Market Fundamentalism Zealotry, RGE Monitor, 19 marzo 2007.
  30. ^ (EN) Personnel de rédaction, A test of will, in The Economist, 2009. URL consultato il 19 marzo 2009.
  31. ^ G. Thomas Woodward, Money and the Federal Reserve System: Myth and Reality - CRS Report for Congress, No. 96-672 E, in Congressional Research Service Library of Congress, 31 luglio 1996. URL consultato il 23 novembre 2008.
  32. ^ Frederic S. Mishkin, The Economics of Money, Banking, and Financial Markets (Alternate Edition), Boston, Addison Wesley, 2007, p. 386, ISBN 0-321-42177-9.
  33. ^ Advisory Councils - http://www.federalreserve.gov/aboutthefed/advisorydefault.htm
  34. ^ FRB: Mission

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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