Tony Blair

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Tony Blair
Tony Blair crop.jpg

Primo ministro del Regno Unito
Durata mandato 2 maggio 1997 –
27 giugno 2007
Monarca Elisabetta II
Predecessore Sir John Major
Successore Gordon Brown

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 1º gennaio 1998 –
30 giugno 1998
Predecessore Jean-Claude Juncker
Successore Viktor Klima

Durata mandato 1º luglio 2005 –
31 dicembre 2005
Predecessore Jean-Claude Juncker
Successore Wolfgang Schüssel

Leader del Partito Laburista
Durata mandato 1994 –
2007
Predecessore Margaret Beckett
Successore Gordon Brown

Segretario di Stato per l'Energia e il Cambiamento climatico
Durata mandato 23 novembre 1988 –
2 novembre 1989
Predecessore John Prescott
Successore Frank Dobson

Parlamentare del Regno Unito, Camera dei Comuni
Durata mandato 9 giugno 1983 –
27 giugno 2007

Dati generali
Partito politico Partito Laburista
Tendenza politica Terza via
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università St John's College, Oxford
Tony Blair al Forum economico mondiale nel 2009.

Anthony Charles Lynton Blair, detto Tony (Edimburgo, 6 maggio 1953), è un politico britannico. È stato Primo ministro del Regno Unito dal 2 maggio 1997 al 27 giugno 2007, giorno delle sue dimissioni. Da allora ha ricoperto, fino al 27 maggio 2015, l'incarico di inviato per la pace nel Medio Oriente del Quartetto per il Medio Oriente, su mandato di ONU, Unione europea, USA e Russia[1].

Dal 1983 al 2007, Blair è stato membro del Parlamento (MP) per Sedgefield. È stato eletto leader del partito laburista nel luglio 1994, a seguito della morte improvvisa del suo predecessore John Smith, che insieme al suo predecessore Neil Kinnock aveva iniziato a spostare il partito più vicino al centro politico, nella speranza di vincere il potere. Sotto la direzione di Blair, il partito ha usato la frase "New Labour", per allontanarla dalle precedenti politiche del Lavoro e dalla concezione tradizionale del socialismo. Blair ha dichiarato il sostegno di una nuova concezione che egli definisce "socialismo", coinvolgendo la politica che ha riconosciuto gli individui socialmente interdipendenti e ha sostenuto la giustizia sociale, la coesione, il pari valore di ciascun cittadino e la pari opportunità, anche denominata Terza via.[2] I critici di Blair lo denunciano per aver abbandonato il partito laburista di un genuino socialismo e accettando il capitalismo.[3] I sostenitori, incluso il sondaggio di opinione del partito Philip Gould, hanno dichiarato che dopo quattro sconfitte consecutive alle elezioni generali, dal 1979 al 1992, il partito laburista ha dovuto dimostrare di aver interrotto decisamente dal suo passato di sinistra per vincere di nuovo l'elezione.

Nel maggio 1997, il Partito laburista ha vinto una vittoria elettorale generale, la più grande della sua storia, che ha consentito a Blair, a 43 anni, di diventare primo Primo Ministro dal 1812. Nel settembre 1997, Blair ha raggiunto una popolarità personale, % Rating di approvazione pubblica, dopo la sua risposta pubblica alla morte della Principessa Diana.[4][5] [6] Il Partito laburista ha continuato a vincere due elezioni sotto la sua leadership: nel 2001, in cui ha vinto un'altra vittoria e nel 2005, con una maggioranza ridotta. Nei primi anni del governo del nuovo laburismo, il governo Blair ha introdotto la legge nazionale sui salari minimi, la legge sui diritti umani e la legge sulla libertà di informazione. Il governo Blair ha anche trasferito potere, istituendo il Parlamento scozzese, l'Assemblea nazionale per il Galles e l'Assemblea dell'Irlanda del Nord. Nell'Irlanda del Nord, Blair è stato coinvolto nell'Accordo del Venerdì Santo del 1998.

Blair ha sostenuto fortemente la politica estera dell'amministrazione Bush e ha assicurato che le Forze armate britanniche avrebbero partecipato all'invasione afgana del 2001 e, più controversa, all'invasione dell'Iraq del 2003. Blair ha affrontato una forte critica per il suo ruolo nell'invasione dell'Iraq, inclusi i richiami per aver tentato i crimini di guerra e una guerra di aggressione.[7] Nel 2016, l'inchiesta in Iraq ha criticato fortemente le sue azioni e ha descritto l'invasione dell'Iraq come ingiustificata e inutile. Blair intervenne anche militarmente in Kosovo e in Sierra Leone.

Blair è stato succeduto come leader del partito laburista e come primo ministro da Gordon Brown nel giugno 2007.[8] Il giorno in cui Blair si è dimesso come Primo Ministro, è stato nominato inviato speciale ufficiale del Quartetto sul Medio Oriente, un ufficio che ha mantenuto fino a maggio 2015.[9] Ora gestisce un'attività di consulenza e ha creato fondazioni diverse in suo nome, tra cui la Tony Blair Faith Foundation.[10]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Blair è nato a Edimburgo, secondo figlio di Leo Blair e Hazel Corscadden. Gli antenati della madre, originari dell'Ulster e della Scozia, si erano stabiliti nella Contea del Donegal. Il padre Leo, figlio di due attori inglesi, Charles Parsons (conosciuto come Jimmy Lynton) e Mary Augusta Ridgway Bridson, era stato adottato dallo scozzese James Blair, operaio nei cantieri navali.

Leo Blair studiò giurisprudenza ed esercitò la professione di avvocato, prima di diventare ricercatore universitario. Col tempo divenne un militante del Partito Conservatore. Pensò anche di candidarsi al Parlamento a Durham, dove si era trasferito con la famiglia. La carriera di Leo Blair fu però di fatto interrotta da un ictus quando Tony aveva undici anni.

Tony Blair, dopo aver passato a Durham gran parte della sua infanzia e aver frequentato nella stessa città la Choristers School, frequentò a Edimburgo il Fettes College, indicato a volte come la Eton scozzese. Al Fettes conobbe Charlie Falconer, che avrebbe poi nominato Lord Cancelliere. In seguito, studiò Diritto al St John's College dell'Università di Oxford. Durante gli anni universitari, suonò la chitarra e fece il cantante in un gruppo rock chiamato Ugly Rumours.

Dopo la laurea, Blair iniziò la pratica legale nello studio di un altro futuro Lord Cancelliere, Derry Irvine. Nello studio di Irvine conobbe la sua futura moglie Cherie Booth.

Tony sposò Cherie il 29 marzo 1980. La moglie avrà una brillante carriera legale, divenendo Queen's Counsel (nel sistema britannico, il titolo di Queen's Counsel, o QC è riservato a una ristretta élite di avvocati ai vertici della professione forense). I coniugi Blair hanno quattro figli: Euan, Kathryn, Nicky e Leo. Quest'ultimo, oltre a portare il nome del nonno, ha un'altra particolarità: è nato da un Primo Ministro britannico in carica. Un simile evento era accaduto l'ultima volta l'11 luglio 1849, quando John Russel divenne padre di Francis. I figli dei Blair sono stati educati alla fede cattolica.

Leo, il più giovane figlio dei Blair è stato al centro di un dibattito pubblico riguardo al vaccino MMR contro morbillo, orecchioni e rosolia, dal momento che il padre ha rifiutato di dichiarare se ha ricevuto o meno il controverso trattamento. In seguito è emerso che il ragazzo ha ricevuto un vaccino non disponibile nel sistema sanitario nazionale.

Euan e Nicky hanno frequentato la London Oratory School a Fulham, una scuola cattolica. I Blair furono criticati per averla preferita alle scuole di Islington, dove abitavano. Euan Blair ha ricevuto un'ampia e indesiderata attenzione da parte dei media quando, nel luglio del 2000 durante i festeggiamenti per la fine della scuola secondaria, fu sorpreso dalla polizia in una piazza di Londra, Leicester Square, in stato di ubriachezza, poco dopo che il padre aveva proposto di comminare una sanzione pecuniaria a coloro che tenessero simili comportamenti. Dopo aver lasciato l'Università di Bristol, Euan ha ottenuto un incarico all'House Committee on Rules, sotto la direzione di David Dreier, un membro del congresso repubblicano.

Durante il suo mandato, Blair è stato considerato uno dei primi ministri più religiosi nella storia contemporanea del paese ed il più legato alla Chiesa cattolica. È stato anche visto assistere privatamente alla messa presso la Cattedrale di Westminster. Dopo le sue dimissioni si è convertito al cattolicesimo il 21 dicembre 2007.[11]

Primi passi nella politica[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la laurea, nel 1975, Blair aderì al Labour Party. Nel corso dei primi anni ottanta, s'impegnò per il partito nel collegio di Hackney South e Shoreditch, dove si schierò con la "soft left", che sembrava in procinto di prendere il controllo del Labour. Cercò di essere candidato per il consiglio del Borough di Hackney, ma i suoi tentativi fallirono. Attraverso suo suocero, l'attore Tony Booth, prese quindi contatto con il parlamentare laburista Tom Pendry, cercando suggerimenti sul modo migliore per essere eletto alla Camera dei Comuni.

Pendry gli suggerì di concorrere per la candidatura laburista alle elezioni suppletive che si sarebbero svolte nel 1982 per il seggio di Beaconsfield, dove Pendry conosceva un importante membro del partito. Beaconsfield era una circoscrizione sicura del Partito Conservatore. Blair ottenne la candidatura, ma ricevette solo il 10% dei voti. La campagna gli consentì comunque di farsi conoscere all'interno del partito e di impressionare favorevolmente il leader laburista Michael Foot. In questo periodo Blair tendeva a descrivere se stesso come un socialista di tipo classico, in accordo con gli orientamenti dello stesso Foot. Ne fa fede una lettera che scrisse al leader del partito nel luglio del 1982, resa pubblica nel giugno del 2006.

Nel 1983 Blair si rese conto che l'appena creato collegio elettorale di Sedgefield, vicino a Durham, era privo di un candidato per il Labour. L'elettorato della zona era tradizionalmente d'ispirazione laburista e quindi oggetto del desiderio di diversi parlamentari del partito, eletti in seggi che erano stati soppressi nella ridefinizione delle circoscrizioni. Blair riuscì a trovare una corrente del partito locale che non si era ancora pronunciata sul candidato e, con il cruciale aiuto di John Burton, ottenne il loro appoggio. All'ultimo momento riuscì a farsi includere nella lista dei candidabili e, infine, a essere selezionato, battendo il parlamentare Les Huckfield.

Alle elezioni generali del 1983, il candidato Blair sposò le linee politiche, decisamente di sinistra, che caratterizzavano il Labour Party nei primi anni ottanta. Il manifesto elettorale laburista per le elezioni del 1983 era fortemente connotato in questo senso e Blair appoggiò molte proposte in esso contenute, come il ritiro dalla Comunità economica europea (sebbene in precedenza avesse dichiarato di essere personalmente favorevole alla permanenza del Regno Unito nella CEE) e come il disarmo nucleare unilaterale. Nonostante la grave sconfitta del partito a livello nazionale, il risultato a Sedgefield confermò le attese, eleggendo Blair alla Camera.

Pronunciò il primo discorso da parlamentare il 6 luglio 1983. In un passaggio, affermò: "Non sono socialista perché la lettura di un libro di testo ha acceso la mia fantasia e neppure perché provengo da una tradizione accettata senza riflettere; lo sono perché credo che il socialismo sia l'ideale più vicino a un'esistenza che sia insieme, razionale e morale. Esso è per la cooperazione, non per la competizione; per l'amicizia, non per la paura. Esso sostiene l'uguaglianza".

Dieci anni dopo questo discorso (e nove dopo aver assunto la prima carica nel gruppo parlamentare laburista)[12], il 14 settembre del 1993, da ministro dell'interno-ombra di un Labour ancora all'opposizione, Blair delineava in un'intervista al periodico cristiano Third Way il profilo del futuro New Labour dichiarando la necessità di coniugare il valore della eguaglianza, con quello della libertà responsabile presente nella tradizione cristiana.[13]

Primo ministro[modifica | modifica wikitesto]

Bill Clinton incontra Blair a Firenze il 20 novembre 1999.

Primo mandato (1997-2001)[modifica | modifica wikitesto]

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Indipendenza della Banca d'Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'elezione di Tony Blair, il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown ha concesso l'indipendenza alla Banca d'Inghilterra, con il controllo dei tassi di interesse. Questa decisione era popolare nei circoli della finanza londinese che lavorava corteggiando dal 1990. Allo stesso modo il governo ha seguito nei suoi primi due anni di piani di spesa sotto i conservatori, e ha rassicurarato coloro che temevano che il lavoro fosse sinonimo di spesa e deficit.

Comunicazione e Media[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'inizio del suo mandato, Tony Blair ha organizzato il suo gabinetto, con il suo addetto stampa e portavoce ufficiale Alastair Campbell. Controverso, gli fu permesso di dare ordini ai dipendenti pubblici che in precedenza obbedivano come ministri. È anche la prima volta che questa posizione non è stata richiesta da un ufficiale. Nonostante il suo ruolo politico, è stato pagato con fondi pubblici.

Processo di pace in Irlanda del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei grandi successi di Tony Blair è stata la firma il 10 aprile 1998, dell'accordo di Belfast conosciuto come "Accordo del Venerdì Santo" ("Good Friday Agreement"). I negoziati per promuovere il processo di pace in Irlanda del Nord è iniziato dal suo predecessore John Major, ma non era riuscito con la fine del cessate il fuoco del Provisional IRA a metà degli anni 1990 con l'Accordo di Belfast i principali partiti in Irlanda del Nord e dai governi irlandese e britannico i negoziati offrono un quadro esclusivamente democratico e pacifico in Irlanda del Nord, con nuove istituzioni politiche della provincia.

Modifiche costituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Il primo mandato di Blair è stato anche un momento di cambiamento a livello costituzionale. La legge sui diritti umani è stata approvata nel 1998 (Human Rights Act), sono stati stabiliti il Parlamento scozzese e l'Assemblea del Galles. Tony Blair ha ritirato alla magior parte dei signori che avevano i loro titoli di passaggio ereditari ohe ereditavano e trasmettevano automaticamente il loro seggio alla Camera dei Lord nel 1999 con l'House of Lords Act 1999. Dal 2000, ha creato la carica del sindaco di Londra. Nello stesso anno in cui ha avviato nel corso del decennio passò la legge sulla libertà di informazione.

Diritti LGBT[modifica | modifica wikitesto]

La legislazione riguardante i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) è stata sostanzialmente modificata verso una maggiore e progressiva riforma durante il mandato di Tony Blair.

L'età del consenso sessuale è stato abbassato a 16 anni per i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso e per le persone LGBT non sono più autorizzati a servire apertamente nell'esercito.

Nel 2002, l'adozione da parte di coppie omosessuali è stato autorizzato nel 2003]] e la discriminazione omofobica nei luoghi di lavoro è stata interdetta. Inoltre, dal 2005, vi è una legge che permette con contratti di partenariato civile per le coppie dello stesso sesso. Nel 2004, i transessuali hanno vinto il diritto di cambiare sesso mentre cambia il loro certificato di nascita di conseguenza (Gender Recognition Act.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair e George W. Bush alla Casa Bianca, il 16 marzo 2003.
Guerra del Kosovo[modifica | modifica wikitesto]

Nel [[1999, Tony Blair ha organizzato e presieduto la dichiarazione di guerra del Kosovo. Mentre era in opposizione, Tony Blair ha criticato la mancanza di chiarezza dei conservatori durante la guerra in Bosnia, ha poi organizzato una dura politica della NATO contro Slobodan Milošević. Blair è stato criticato dalla sinistra pacifica del suo partito, contro il principio stesso della guerra, e altri che hanno creduto alla guerra condotta dai serbi come un caso di legittima difesa. Successivamente, i vari sondaggi che rivelano le pratiche mafiose di Hashim Thaçi conducono alle domande circa il supporto di Tony Blair come leader del Kosovo durante la guerra.

Dottrina Blair[modifica | modifica wikitesto]

Un mese dopo Blair ha effettuato il 22 aprile 1999 un discorso a Chicago come la "Dottrina della comunità internazionale", che è stata considerata da molti come la "Dottrina Blair". Ciò significa che la politica estera del Regno Unito si basa sulla difesa dei valori e dei principi. Si tratta di una rottura con la vecchia dottrina conservatrice che la priorità più importante è l'interesse nazionale.

Secondo mandato (2001-2005)[modifica | modifica wikitesto]

Durante le elezioni del 2001, il partito laburista aumenta la sua maggioranza. Dal 1° agosto 2003 Tony Blair è diventato primo ministro laburista con la massima longevità in questa posizione (ha battuto il record di Harold Wilson che ha tenuto quella posizione nel 1964-1970).

Durante le elezioni del 2001, Tony Blair ha fatto la sua campagna sui servizi pubblici, compresa la sicurezza sociale e il sistema di istruzione. I conservatori nel frattempo hanno focalizzato la loro critiche sul rifiuto dell'euro. l Labour hanno vinto le elezioni in gran parte rendendo Blair il primo ministro a vincere due elezioni consecutive.

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Servizi pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le elezioni del 2001, Blair ha sollevato le tasse per rafforzare i servizi pubblici, compresa la salute e l'istruzione. Il governo ha introdotto il potenziamento dei fondi per gli ospedali pubblici, ma una controversia con Gordon Brown si è accentuata e ha causato problemi di deficit e la limitazione dell'autonomia del finanziamento ospedaliero.

Il processo di pace in Irlanda del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair ha dovuto affrontare una serie di problemi. Come l'Accordo del Venerdì Santo che è stato sospeso, il disarmo del Provisional IRA non ha avuto successo. Inoltre, il Democratic Unionist Party ha sostituito il più moderato Ulster Unionist Party. Analogamente, lo SDLP è stato sostituito da Sinn Féin.

Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 2004, Blair ha annunciato la sua disponibilità a ratificare la Costituzione europea con un referendum, ma non alla costituzione francese e olandese dell'UE e l'abbandono ha concluso il dibattito sulla possibilità di riforma. Durante il suo secondo mandato, Blair è stato oggetto di proteste, e nel suo discorso al lavoro è stato interrotto più volte e criticato dai parlamentari.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2004, Blair ha fatto un discorso sul "problema urgente" dell'ambiente, promuovendo la volontà di tassare le emissioni di CO2.

In seguito agli attentati dell'11 settembre 2001, Blair ha seguito da vicino la diplomazia degli Stati Uniti, che gli valse dai suoi critici il soprannome di "barboncino di Bush."

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Jacques Chirac, George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi al vertice del G8 nel 2003.
Guerra in Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra in Afghanistan, vi era una politica diplomatica attiva in movimento in molti paesi. Ha ricevuto decorazioni negli Stati Uniti per il suo sostegno al paese.

Guerra in Iraq[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair ha portato un forte sostegno al presidente degli Stati Uniti George W. Bush durante la guerra in Iraq nel 2003. È diventato il portavoce degli Stati Uniti in Europa, opponendosi al presidente francese Jacques Chirac, leader dell'opposizione alla guerra. Considerato più convincente di Bush, Blair offre molti argomenti per rovesciare Saddam Hussein.

Un importante punto di argomentazione giuridica per innescare la guerra in Iraq è stato il rifiuto di Saddam Hussein di rispettare i termini del cessate il fuoco del 1991 e le successive risoluzioni delle Nazioni Unite che hanno fatto dei suoi obblighi a fine modo verificabile dei programmi d'armi di distruzzione massiva.

Alcuni giornali della stampa inglese e le successive indagini hanno dimostrato la partecipazione attiva di Tony Blair nello scoppio della guerra, il suo "desiderio di indurre in errore il pubblico e i deputati" nel corso del 2002 e "le sue bugie", tra cui l'affermazione che l'obiettivo della Gran Bretagna era "il disarmo, non il cambiamento di regime" e che non vi era stata alcuna pianificazione dell'azione militare. Questa stessa stampa parla di una "corsa per lanciare la Gran Bretagna in guerra", che sarebbe stata dovuta alla necessità di nascondere al pubblico le vere ragioni che spiegano lo stato impreparato dell'esercito britannico nei primi mesi del conflitto, e la mancanza di riflessione sul futuro politico dell'Iraq in seguito alla scomparsa di Saddam Hussein.

Nel 2010, Tony Blair ha fermamente negato di aver mentito e tradito i suoi connazionali sulle sue ragioni per immettere il suo paese nella guerra in Iraq.

Alcuni di questi problemi sono stati oggetto di un'inchiesta pubblica nel Regno Unito da parte della commissione Chilcot sul ruolo del paese nella guerra in Iraq tra il 2001 e la metà del luglio 2009. La pubblicazione della relazione della commissione è stata programmata per il 2014, ma si è tenuta nel 2016.

L'immagine di Tony Blair ha giocato un ruolo fondamentale nel preparare il discorso di Colin Powell il 5 febbraio 2003, prima del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove il segretario di Stato americano presenta prove sull'esistenza truccate delle armi di distruzione di massa in Iraq. Il dossier di Powell era stato fornito dall'amministrazione di Tony Blair, che riconosce il 7 febbraio 2003 "errori" nella sua formulazione. L'8 febbraio i giornali inglesi identificano i veri autori del rapporto, come i servizi di comunicazione di Downing Street e la povertà delle fonti utilizzate da questi (plagio accademico e fonti sospette ...).

Un memorandum tra luglio 2002 e aprile 2005 ha mostrato che Tony Blair ha creduto nel sostegno della popolazione del Regno Unito alla guerra in Iraq. Nel 2003, ha affrontato una crisi con il presunto suicidio del dottor David Kelly, il compromesso che perde le informazioni sui programmi di armi di Saddam, e che alla stampa è stato presentato come un avversario dell'intervento in Iraq. L'impeachment tentato che è stato lanciato, non è riuscito. Il 24 settembre 2004, il governo ha pubblicato un dossier della CIA che dovrebbe dimostrare l'esistenza di armi di distruzione di massa, contenente le dichiarazioni che la ricerca successiva non consentiva confermando. Nonostante le critiche da parte di alcuni membri del partito laburista, Blair ha detto che questo caso era vero. Il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan ha dichiarato nel settembre 2004 che l'invasione era "illegale". Nell'ottobre 2005, la Gran Bretagna ha inviato una richiesta di più truppe Usa in Iraq.

Nel mese di ottobre 2015, Tony Blair ha chiesto scusa "per il fatto che le informazioni che abbiamo ricevuto erano false" e riconosce una parte di responsabilità nello sviluppo del terrorismo jihadista dopo la sconfitta di Saddam Hussein e il conseguente aumento dello Stato islamico.

Nel mese di giugno 2016, il rapporto Chilcot sulla guerra in Iraq è molto più critico della stampa sull'ex primo ministro. In particolare il Regno Unito è accusato di avere invaso l'Iraq senza prima considerare le opzioni pacifiche senza una preparazione adeguata, The Guardian ha aggiunto che Tony Blair obbedì su questo argomento per il presidente americano.

Terzo mandato (2005-2007)[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair e Condoleezza Rice, a Londra nel marzo 2005.

Alle 4:30 pm (ora di Londra), il giorno del suo 52° compleanno (6 maggio 2005) Tony Blair ha detto al suo partito, il partito laburista, che ha vinto le elezioni il giorno prima contro il partito conservatore guidato da Michael Howard. Era la prima volta nella storia del Regno Unito, che il partito laburista ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei Comuni, per la terza volta consecutiva.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

G8 e presidenza del’Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair ha assunto la carica di presidente del Consiglio dei capi di Stato e di governo dell'Unione europea (Consiglio) dal 1° luglio al 31 dicembre 2005.

Dopo la bocciatura della Costituzione da parte della Francia e dei Paesi Bassi, Jack Straw (Ministro degli Esteri) e Tony Blair hanno annunciato la sospensione a tempo indeterminato della ratifica della costituzione. Blair ha detto: "Credo in un Europa come progetto politico, credo in un'Europa forte che tenga conto degli aspetti sociali."

In diversi incontri, Chirac e Schröder hanno preso parte per il Regno Unito che elimina lo sconto ottenuto dalla Thatcher nel 1984. Dopo mesi di dibattito, il 18 giugno 2005 ha avuto luogo la chiusura del bilancio dell'Unione europea 2007-2013 Blair ha rifiutato di rinegoziare il bilancio come la PAC che non sarebbe stata messa in discussione, che rappresenta oltre il 44% del bilancio dell'UE. Non c'era nessun cambiamento nella PAC e non c'era accordo sul bilancio durante la presidenza lussemburghese. Un accordo, infine, ha avuto luogo e ha aumentato i contributi britannici allo sviluppo del bilancio dell'Unione europea.

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Giochi Olimpici del 2012 a Londra[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 luglio 2005, la sessione 117 del Comitato olimpico internazionale era a Singapore, dove si è tenuta a designare la città che ospiterà le Olimpiadi. Parigi e Londra sono state le due finaliste; Londra ha vinto, senza dubbio aiutata dalla presenza di Tony Blair che ha difeso Londra in occasione della sessione del CIO, come affermato dal membro irlandese CIO Patrick Hickey.

Attentati di Londra nel 2005[modifica | modifica wikitesto]

Nei successivi risultati che danno la candidatura di Londra alle Olimpiadi il 7 luglio 2005 Londra è stata vittima di attacchi terroristici. Una serie di quattro bombe sono esplose a Londra sui pendolari nelle ore di punta. Sono contati 56 morti e 700 feriti. È stato l'attacco più sanguinoso dopo l'attentato contro l'aereo Pan Am 103 nel 1988, e il più letale a Londra dalla Seconda guerra mondiale. Blair poi ha fatto nella dichiarazione del G8 chiedendo ai britannici di dimostrare la loro capacità di recupero ad atti terroristici, affermando la sua determinazione a difendere il modo di vita inglese al terrorismo.

In data 21 luglio 2005, una seconda serie di esplosioni ha avuto luogo a Londra, due settimane dopo gli attacchi del 7 luglio 2005. Molto meno efficace rispetto alla prima serie di attacchi, si intendeva seminare il panico tra i londinesi.

Un sondaggio del The Guardian mostra che il 64% dei britannici crede che gli attacchi sono stati principalmente legati alla guerra in Iraq. Tuttavia, il pubblico britannico si era radunato dietro Tony Blair.

A seguito di questi eventi, Tony Blair ha proposto una legge più severa e dando interrogatorio di polizia, fino a 90 giorni per i sospetti terroristi. Tuttavia, una controversia ha avuto luogo all'interno del partito laburista parlamentare. Era la prima volta che l'autorità di Tony Blair è stata messa in causa in Parlamento dalla sua elezione nel 1997, sfidando la sua leadership.

Carriera dopo l'incarico di Primo ministro[modifica | modifica wikitesto]

L'attività di inviato speciale per il Quartetto per il Medio Oriente[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair si rivolge ad una riunione del Congresso ebraico mondiale a Gerusalemme, giugno 2011.

Nel 2007, Blair venne nominato inviato speciale per il Quartetto per il Medio Oriente. L'attività svolta dall'ex premier è stata fonte di numerose critiche aventi ad oggetto la mancanza di effettivi avanzamenti nei negoziati, oltre che presunti cattivi rapporti con l'Autorità nazionale palestinese.[14]

Consiglio[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair assiste la società JP Morgan e Zurich Financial. Potrebbe anche diventare consulente di fascia alta della LVMH e intervenire 3 o 4 volte l'anno. Bernard Arnault]] sarebbe stata uno dei suoi amici.

Insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008, occupa una posizione di docente alla Yale University, sul rapporto tra fede e mondializzazione.

Brexit[modifica | modifica wikitesto]

Opposto alla Brexit annuncia alla metà del 2017 la sua intenzione di avviare negoziati, senza correre per una carica elettiva. Questo impegno, però, solleva un certo scetticismo, in particolare in vista della sua mancanza di popolarità tra gli inglesi, sia per il suo impegno a favore della guerra in Iraq nel 2003 per i suoi impegni post-Downing Street lucrativi con le banche e governi stranieri, che arricchiscono notevolmente.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair è stato criticato per la sua alleanza con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush e la sua politica in Medio Oriente, sia per la sua conduzione della guerra in Iraq nel 2006, durante il conflitto libanese, israeliano e la sua posizione sul conflitto israelo palestinese. Blair è stato anche criticato per essersi appropriato di informazioni importanti rendendo erroneo. Blair è stato il primo Primo Ministro del Regno Unito ad essere stato interrogato da agenti di polizia durante il suo mandato. La critica è stata anche rivolta a Tony Blair sulle sue leggi anti-terrorismo dove è diminuita libertà civile, il crescente autoritarismo, rafforzando i poteri della polizia, i file del DNA ...

Gli stretti rapporti con Rupert Murdoch, proprietario di numerosi media in Gran Bretagna sono stati criticati sull'indipendenza della stampa.

Presidenzialismo[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair è criticato per non avere sufficientemente prestato attenzione alle diverse opinioni dei membri del suo governo e del parere del Parlamento. Egli è stato criticato per la testa del suo governo di un atteggiamento che sembra essere quello di un capo di Stato, avendo uno stile "presidenziale".

Relazione con gli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair è stato sempre molto vicino al presidente degli Stati Uniti, ma con George W. Bush i rapporti saranno molto vicino soprattutto nei rapporti internazionali, anche Nelson Mandela descrive Blair come il ministro degli esteri degli Stati Uniti. Blair è stato spesso soprannominato il "barboncino di George Bush". Da parte sua George W. Bush ha affermato dopo l'11 settembre che "l'America non aveva alcun amico più vero della Gran Bretagna.". Questa relazione ha gravemente danneggiato l'immagine di Blair da britannico che non ha sostenuto la guerra in Iraq.

Relazioni con il Labour[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair è stato criticato anche dal l'ala sinistra del suo partito per essere "neo-conservatore" o "neo-Thatcher", nonostante le sue politiche sociali: il servizio minimo o le misure di riduzione della povertà infantile. Così è stato a volte descritto come il "figlio della Thatcher" a causa del suo diritto politico e la gestione economica. Questo è dovuto in parte al fatto parallelo di se stesso sull'affermazione di Tony Blair: la sua ammirazione per la dichiarata Thatcher.

Rapporti con le nazioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Tony Blair ha svolto un ruolo importante nell'allargamento dell'Unione europea da 15 a 27, favorendo l'apertura dell'Europa, così come il desiderio di sviluppare la libera concorrenza all'interno dell'Unione. Infine Blair ha avuto rapporti molto stretti con uomini al diritto degli Stati, come Silvio Berlusconi, Angela Merkel, José María Aznar, o, più recentemente, il presidente francese Nicolas Sarkozy.

Blair sostiene Emmanuel Macron nella sua corsa per la presidenza della Repubblica francese di fronte a Marine Le Pen nelle elezioni presidenziali francesi nel 2017, credendo che la sua vittoria sarebbe "una possibilità", "una vittoria sostanziale di un approccio aperto al mondo" positivo per l'Europa.

Arricchimento differito sulla base delle sue funzioni pubbliche, fiducia[modifica | modifica wikitesto]

Da quando ha lasciato l'ufficio pubblico, Blair avrebbe accumulato attraverso varie aziende come Blair Inc. e Tony Blair Associates Inc., tra i 24 ei 74 milioni di euro attraverso lezioni e consigli privati, incassati da prevalente posizione politica che ha ricoperto e le relazioni che ha stretto.

Una delle sue imprese, Tony Blair Associates, ha lo scopo di "fornire, su base commerciale, consulenza strategica sulle tendenze politiche ed economiche e la riforma degli Stati che permetterebbe a M. Blair di monetizzare i suoi vecchi contatti." a M. Blair include un guadagno di 1,24 milioni di euro in tre ore presso il signor Al Thani, primo ministro del Qatar e patrono del Qatar Holding in possesso per conto di M. Glasenberg, il capo di Glencore al momento OPA su Xstrata.

Nel mese di aprile 2016, la stampa ha rivelato che Tony Blair ha usato un segreto di fiducia per gestire la sua fortuna di diversi milioni di sterline, al fine di ricevere i pagamenti per le sue attività di consulenza "tra cui il suo lavoro con regimi controversi". Essa mostra in particolare che Windrush Ventures Ltd, una delle società che coordina la propria attività commerciale, realizza un fatturato di 19,4 milioni di £, e un utile di 2,6 milioni di £ 40.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ricchezza[modifica | modifica wikitesto]

Le attività finanziarie di Blair sono strutturate in maniera complicata e come tali stime della loro ampiezza variano ampiamente. Questi includono figure fino a 100 milioni di sterline; Blair ha dichiarato che vale meno di un "quinto di quello". L'affermazione del 2015, di Francis Beckett, di David Hencke e di Nick Kochan, ha concluso che Blair aveva acquistato 90 milioni di dollari e un portafoglio immobiliare di 37,5 milioni di dollari negli otto anni da quando aveva lasciato l'ufficio.

Fede religiosa[modifica | modifica wikitesto]

In un'intervista a Michael Parkinson trasmessa su ITV1 il 4 marzo 2006, Blair ha riferito del ruolo della sua fede cristiana nella sua decisione di andare in guerra in Iraq, affermando di aver pregato la questione e di dire che Dio lo giudicherebbe per la sua decisione: "Penso che se hai fede su queste cose, ti rendi conto che il giudizio è fatto da altre persone ... e se credi in Dio, è anche fatto da Dio".[15]

Secondo il diario di Alastair Campbell, Blair ha spesso letto la Bibbia prima di prendere decisioni importanti. Egli afferma che Blair ha avuto una "vobba" e ha considerato di cambiare idea alla vigilia del bombardamento dell'Iraq nel 1998.[16]

Un'esplorazione più lunga della sua fede può essere trovata in un'intervista con Third Way Magazine. Lì dice che "sono stato educato come un cristiano, ma non sono stato in pratica praticante finché non sono andato a Oxford. C'era un prete australiano presso lo stesso college che me l'ha nuovamente interessata. Un senso, è stata una riscoperta della religione come qualcosa di vivo, che era del mondo intorno a me, piuttosto che una sorta di rapporto speciale uno a uno con un essere remoto all'alto. All'improvviso ho cominciato a vedere la sua rilevanza sociale. Per avere senso del mondo".[17]

Ad un certo punto Alastair Campbell interviene in un'intervista, impedendo al Primo Ministro di rispondere a una domanda sul suo cristianesimo, spiegando: "Non facciamo Dio".[18] Campbell spiegò più tardi che era intervenuto solo per terminare l'intervista perché il giornalista stava prendendo un tempo eccessivo e che il commento era appena stato una linea di partenza.[19]

L'amico di Cherie Blair e il "guru spirituale" Carole Caplin sono accreditati con l'introduzione di lei e di suo marito a diversi simboli e convinzioni di New Age, tra cui "pendenti magici" conosciuti come "BioElectric Shields".[20] Le più controverse delle pratiche New Age di Blair si sono verificate durante la festa in Messico. La coppia, che indossa solo i costumi da bagno, ha partecipato a una procedura di ribigno, che ha coinvolto la fusione di fango e frutta sopra i corpi degli altri durante la seduta in un bagno di vapore.[21]

Più tardi, Blair interrogava l'atteggiamento del papa verso l'omosessualità, sostenendo che i leader religiosi dovrebbero iniziare a "ripensare" la questione.[22] Blair è stato rimproverato dal cardinale Basil Hume nel 1996 per aver ricevuto la Santa Comunione alla Messa, mentre era ancora un anglicano, in violazione della legge canonica.[23] Il 22 dicembre 2007, è stato reso pubblico che Blair era entrato nella Chiesa cattolica romana. La mossa è stata descritta come "una materia privata".[24][25] Aveva comunicato a Papa Benedetto XVI il 23 giugno 2007 che voleva diventare cattolico. Il papa e i suoi consiglieri hanno criticato alcune delle azioni politiche di Blair, ma hanno seguito un benvenuto con un tono rosso senza precedenti riferito, tra cui il cardinale arcivescovo di Westminster, Cormac Murphy-O'Connor, responsabile dell'istruzione cattolica di Blair.[26] Nel 2010, The Tablet lo ha nominato come uno dei più influenti cattolici romani.[27]

Affermazioni d'affare extra-coniugale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014, Vanity Fair e The Economist hanno pubblicato le affermazioni secondo cui Blair aveva avuto una relazione extraconiugale con Wendi Deng, sposata poi con Rupert Murdoch.[28] Blair ha negato categoricamente le accuse.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Privy Councillor (1994)
  • Congressional Gold Medal (2003)
  • Laurea Honoris Causa in Legge, Queen's University Belfast (2008)
  • Dan David Prize (2009)
  • Liberty Medal (2010)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel quarto episodio della quindicesima stagione dei Simpson, Tony Blair doppia se stesso nella scena all'aeroporto, dove dà loro il benvenuto in Inghilterra.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro del Congresso (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro del Congresso (Stati Uniti)
«L'America ha molti alleati, ma come abbiamo visto in questi ultimi mesi, si può contare sulla Gran Bretagna nell'adempimento delle funzioni di un vero amico in tempi difficili. Plaudo straordinaria alla leadership di Tony Blair e al suo continuo appoggio agli Stati Uniti.[29]»
— 18 luglio 2003
Medaglia Presidenziale della Libertà (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà (Stati Uniti)
— 13 gennaio 2009

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Blair appointed Middle East envoy, BBC News, 27 giugno 2007.
  2. ^ Michael Freeden, Liberal Languages: Ideological Imaginations and Twentieth-Century Progressive Thought, Princeton University Press, 2004, p. 198.
  3. ^ Florence Faucher-King, Patrick Le Galès e Gregory Elliott, The New Labour experiment: change and reform under Blair and Brown, Stanford, California, USA, Stanford University Press, 2010, p. 18.
  4. ^ Blair is Mr 93%. Stephen Castle/Paul Routledge. The Independent (national newspaper). Published: 28 September 1997. Retrieved 6 May 2014.
  5. ^ Tony Blair's Style of Government: An Interim Assessment – Page 1. Political Issues in Britain Today. Editor: Bill Jones. Publisher: Manchester University Press. (5th edition). Published: 1999. Retrieved 6 May 2014.
  6. ^ It's the way they tell' em Total Politics. Simon Hoggart. Retrieved 6 May 2014.
  7. ^ Clive Coleman, Could Tony Blair face legal action over Iraq War?, BBC, 7 luglio 2016.
  8. ^ Brown is UK's new prime minister, BBC News, 27 giugno 2007. URL consultato il 27 giugno 2007.
  9. ^ Tony Blair quits Middle East envoy role, BBC News, 27 maggio 2015. URL consultato il 3 aprile 2016.
  10. ^ Blair launches faith foundation, BBC News, 30 maggio 2008. URL consultato il 20 aprile 2010.
  11. ^ Tony Blair joins Catholic faith, BBC News, 21 dicembre 2007. URL consultato il 22 dicembre 2007.
  12. ^ Labour's front bench spokesmen named. The Times (London, England), Thursday, Nov 08, 1984; pg. 4; Issue 61981.
  13. ^ (EN) Roy Mc Cloughry, Christianity and New Labour, Critica Sociale, 1993. URL consultato il 6 aprile 2008.
  14. ^ www.repubblica.it
  15. ^ Blair 'prayed to God' over Iraq, BBC News, 3 marzo 2006. URL consultato il 18 novembre 2006.
  16. ^ Alastair Campbell diaries: How Blair's Bible reading prompted Iraq 'wobble', The Guardian, 14 January 2011.
  17. ^ Roy McCloughry, Practising for Power: Tony Blair, su Third Way Magazine: the modern world through Christian eyes, 14 settembre 1993. URL consultato il 22 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
    «Since 1993, Third Way has been talking in depth to men and women who help to shape our society or set the tone of our culture. We spoke to Tony Blair on 14 September 1993, before the spin doctors closed around him, when he was still shadow Home Secretary and had a full head of hair.».
  18. ^ Colin Brown, Campbell interrupted Blair as he spoke of his faith: 'We don't do God', in The Daily Telegraph (UK), 3 maggio 2003. URL consultato il 28 febbraio 2009.
  19. ^ The Catherine Deveney Interview: Alastair Campbell: Most people don't know me, in Scotland on Sunday, 9 novembre 2008.
  20. ^ "Ev'rybody must get stones", The Observer, 8 December 2002
  21. ^ How Mumbo-Jumbo Conquered the World, Francis Wheen, Harper Perennial 2004; ISBN 0-00-714097-5
  22. ^ Blair questions Papal gay policy, BBC News, 8 aprile 2009. URL consultato il 20 aprile 2010.
  23. ^ Alexander Chancellor, Blair doesn't need intermediaries to communicate with God. So why does he want to become a Catholic?, in The Guardian (London, UK), 18 maggio 2007. URL consultato il 22 novembre 2007.
  24. ^ Tony Blair joins Catholic faith, BBC News, 22 dicembre 2007. URL consultato il 22 novembre 2007.
  25. ^ Blair Converts To Catholicism, Sky News, 22 dicembre 2007. URL consultato il 22 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2009).
  26. ^ Ruth Gledhill, Jeremy Austin e Philip Webster, Blair will be welcomed into Catholic fold via his 'baptism of desire', in The Times (UK), 17 maggio 2007. URL consultato il 22 novembre 2007.
  27. ^ 100 Top Catholics, The Tablet, 11 settembre 2010. URL consultato il 9 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2016).
  28. ^ The loneliness of Tony Blair, in The Economist, 17 dicembre 2014.
  29. ^ Ginny Brown-Waite, promotore della legge di assegnazione nella Camera dei rappresentanti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tony Blair, Il mio nuovo laburismo: scritti politici 1980-1997; a cura di Enrico Sartor, L'Aquila, Textus, 1997.
  • Léonard Anthony, Rachid Nekkaz, Millenarium: quale avvenire per l'umanità?, testimonianze di Tony Blair etc., Milano, Baldini & Castoldi, 2000 (I saggi) ISBN 88-8089-841-8.
  • Andrea Romano, The boy: Tony Blair e i destini della sinistra, Milano, Mondadori, 2005 (Frecce) ISBN 88-04-53412-5.
  • Tony Blair, Un viaggio, Milano, Rizzoli, 2010 (Saggi stranieri) ISBN 978-88-17-04314-4
  • Tom Bower, Broken Vows: Tony Blair The Tragedy of Power 978–0–571–31423–2, Faber & Faber, 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Margaret Beckett 1994 - 2007 Gordon Brown
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John Prescott 23 novembre 1988 - 2 novembre 1989 Frank Dobson
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