Nike (azienda)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nike, Inc.
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Borse valori NYSE: NKE
ISIN US6541061031
Fondazione 1967
Fondata da
Sede principale Beaverton, OR
Persone chiave
  • Mark Parker, CEO e presidente
Settore abbigliamento
Prodotti
  • scarpe/sneaker
  • vestiti
  • equipaggiamento sportivo
  • accessori di moda
Fatturato Green Arrow Up.svg 30 miliardi e 601 milioni di dollari $[1] (2015)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg 2,98 miliardi $[1] (2012)
Utile netto Green Arrow Up.svg 30 miliardi 273 milioni $[1] (2015)
Dipendenti 44.000[2] (2012)
Slogan «Just do it»
Sito web www.nike.com

La Nike è un'azienda detentrice di un marchio di abbigliamento e accessori sportivi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Nike Inc. (pronunciato Nìke, dal nome della dea greca della vittoria) nasce il 25 gennaio 1967,[3] quando Bill Bowerman (allenatore) e Phil Knight (studente della facoltà di Economia) creano un marchio per importare scarpe sportive dal Giappone (Blue Ribbon, che importava le calzature dalla giapponese Onitsuka Tiger, in seguito divenuta Asics). Scelsero il nome "Nike" fra le tante proposte fatte dai 45 collaboratori dell'epoca, perché nella mitologia greca l'omonima dea simboleggiava la vittoria. Il nome venne consigliato da Jeff Johnson, uno dei collaboratori di Knight.

Negli anni, Nike è diventato il primo produttore mondiale di accessori e abbigliamento sportivo, soprattutto per il calcio, la pallacanestro, il tennis e molte altre discipline sportive.

L'azienda produce anche orologi da polso, occhiali, abbilgiamento casual per adulti e bambini, abbigliamento per il mare, ecc.

Nike Football[modifica | modifica wikitesto]

La Nike è il fornitore ufficiale di palloni per la Liga e la FA Premier League dal 2000 e per la Serie A, Coppa Italia e Supercoppa Italiana dal 2007. Nel quinquennio 2007-2012, ha fornito i palloni anche alla Serie B. Diverse squadre di calcio, tra club e nazionali hanno scelto Nike come sponsor tecnico. Tra i maggiori club europei spiccano gli spagnoli Futbol Club Barcelona, Atlético Madrid, Athletic Bilbao e Malaga, gli inglesi Manchester City, gli italiani Inter, Hellas Verona, Roma, Atalanta, Bari, Foggia, e Ascoli, i francesi Paris Saint-Germain, LOSC Lille, AS Monaco e Montpellier HSC, gli svizzeri FC Zürich, i belgi Club Brugge, i tedeschi Werder Brema e Eintracht Frankfurt, i romeni Steaua Bucarest e Dinamo Bucarest, gli ucraini Shakhtar Donetsk e Dnipro, i serbi Stella Rossa Belgrado, i russi Zenit San Pietroburgo, Spartak Mosca e Anzhi e i turchi Galatasaray e Trabzonspor . I maggiori club sudamericani griffati Nike sono gli argentini Boca Juniors e Racing Avellaneda e i brasiliani Corinthians, Sport Club Internacional e Santos. Tra le nazionali spiccano il Brasile, l'Inghilterra, la Francia, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Polonia, gli USA, la Croazia e la Serbia.

Società acquisite[modifica | modifica wikitesto]

  • Cole Haan, azienda di abbigliamento (1988);
  • Hurley International, azienda di abbigliamento[4] (2002);
  • Converse, azienda di calzature e abbigliamento sportivo[5] (2003).

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La Nike è stata criticata per le condizioni di lavoro e i metodi di produzione nelle fabbriche d'oltremare con cui ha contratti commerciali. Come riportato dai più importanti media internazionali,[6] si è scoperto che l'azienda per anni ha sfruttato il lavoro di bambini, dai 5 anni di età, per cucire i propri palloni e vestiti. Tali bambini venivano impiegati per 14-16 ore al giorno in condizioni igieniche pessime, per portare avanti lavori massacranti, in fabbriche buie e malsane.[7]

Nel luglio 2002 la Nike ha annunciato che i suoi stabilimenti sarebbero stati controllati dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro per salvaguardare e impedire lo sfruttamento minorile.[8] Nell'aprile 2007 in 20.000 sfilano contro la multinazionale nel più grosso sciopero della storia del Vietnam. Gli operai denunciano uno stipendio inferiore al valore di un paio di scarpe.[9]

La questione è anche citata nel film The Big One del regista Michael Moore, che per il documentario ha incontrato alla fine del film il boss della Nike Phillip Knight, cofondatore ed ex amministratore delegato della Nike, il quale ha ammesso, con qualche remora, di essere in connivenza con il regime indonesiano per lo sfruttamento della manodopera infantile.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) [1]
  2. ^ (EN) NYSE:NKE su Google Finance
  3. ^ Nel 1964 come Blue Ribbon Sports(EN) Founded on a handshake, $500 and mutual trust, Nikebiz. URL consultato il 25 agosto 2011.
  4. ^ http://www.surfline.com/mag/daily_grind/02_22_hurley.cfm, surfline.com.
  5. ^ Nike draft an All Star, washingtonpost.com.
  6. ^ Times Online
  7. ^ Guida al Consumo Critico
  8. ^ Repubblica Online
  9. ^ Sciopero in Vietnam Repubblica Online
  10. ^ Michael Moore, The Big One, 10 aprile 1998. URL consultato il 06 luglio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN261763928 · GND: (DE4372638-0 · BNF: (FRcb13514183d (data)