Nike (azienda)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nike, Inc.
Logo
StatoStati Uniti Stati Uniti
Borse valoriNYSE: NKE
ISINUS6541061031
Fondazione25 gennaio 1964
(come Blue Ribbon Sports) /
30 maggio 1971
(come Nike, Inc.)
Fondata da
Sede principaleBeaverton
Persone chiaveMark Parker, CEO e presidente
Settoreabbigliamento
Prodotti
  • scarpe/sneaker
  • vestiti
  • equipaggiamento sportivo
  • accessori di moda
Fatturato30,601 miliardi di $[1] (2015)
Utile netto3,273 miliardi di $[1] (2015)
Dipendenti62.600 (2015)
Slogan«Just do it»
Sito web

La Nike (pronuncia /'naɪki/[2] o /'naɪk/) è un marchio di abbigliamento e accessori sportivi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda nasce il 25 gennaio 1964,[3] quando Bill Bowerman (allenatore) e Phil Knight (studente della facoltà di Economia) creano il marchio "Blue Ribbon Sports" per importare scarpe sportive dal Giappone dalla Onitsuka Tiger, in seguito divenuta Asics. Il nome "Nike", consigliato da Jeff Johnson (uno dei collaboratori di Knight), fu scelto fra le tante proposte fatte dai 45 collaboratori dell'epoca, perché nella mitologia greca l'omonima dea simboleggiava la vittoria e il famoso Swoosh, logo dell'azienda, ne rappresenta le ali. Il 30 maggio 1971 nasce Nike, inc.

Negli anni, Nike è diventato il primo produttore mondiale di accessori e abbigliamento sportivo, soprattutto per il calcio, la pallacanestro, il tennis e molte altre discipline sportive.

L'azienda produce anche orologi da polso, occhiali, abbigliamento casual per adulti e bambini, abbigliamento per il mare, ecc.

Nike Football[modifica | modifica wikitesto]

La Nike è il fornitore ufficiale di palloni per la Liga e la FA Premier League dal 2000 e per la Serie A, Coppa Italia e Supercoppa Italiana dal 2007. Nel quinquennio 2007-2012, ha fornito i palloni anche alla Serie B. Diverse squadre di calcio, tra club e nazionali hanno scelto Nike come sponsor tecnico. Tra i maggiori club europei spiccano gli spagnoli Futbol Club Barcelona, Atlético Madrid, Athletic Bilbao e Malaga, gli inglesi Manchester City, Chelsea, Tottenham Hotspur e Brighton & Hove Albion, gli italiani Atalanta, Inter, Hellas Verona, Roma, Venezia, Foggia, Ascoli e Potenza, i francesi Paris Saint-Germain, AS Monaco e Montpellier HSC, gli svizzeri FC Zürich, i belgi Club Brugge, i tedeschi Werder Brema, RB Leipzeig e Eintracht Frankfurt, i romeni Steaua Bucarest e Dinamo Bucarest, gli ucraini Shakhtar Donetsk e Dnipro, i serbi Stella Rossa Belgrado, i russi Zenit San Pietroburgo, Spartak Mosca e Anzhi e i turchi Galatasaray e Trabzonspor . I maggiori club sudamericani griffati Nike sono gli argentini Boca Juniors, Racing Avellaneda, Club Atlético Rosario Central, Club Atlético San Lorenzo e i brasiliani Corinthians Paulista, Sport Club Internacional e Santos. Tra le nazionali spiccano il Brasile, l'Inghilterra, la Francia, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Turchia, gli USA, il Cile e la Norvegia. Dalla stagione 2017/2018 anche il Chelsea sarà sponsorizzato da Nike, dopo aver firmato un contratto che consentirà di portare nelle casse del club londinese circa 60 milioni di sterline (75 milioni di euro) all'anno per 10 anni.

La più importante fabbrica di scarpe da calcio è situata a Montebelluna, in Veneto.

Società acquisite[modifica | modifica wikitesto]

  • Cole Haan, azienda di abbigliamento (1988) poi venduta a Apax Partners (2012);
  • Hurley International, azienda di abbigliamento[4] (2002);
  • Converse, azienda di calzature e abbigliamento sportivo[5] (2003).
  • Umbro, azienda di abbigliamento sportivo (2007) poi venduta a Iconix Brand Group (2012).

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La Nike è stata criticata per le condizioni di lavoro e i metodi di produzione nelle fabbriche d'oltremare con cui ha contratti commerciali. Come riportato dai più importanti media internazionali,[6] si è scoperto che l'azienda per anni ha sfruttato il lavoro di bambini, dai 5 anni di età, per cucire i propri palloni e vestiti. Tali bambini venivano impiegati per 14-16 ore al giorno in condizioni igieniche pessime, per portare avanti lavori massacranti, in fabbriche buie e malsane.[7]

Nel luglio 2002 la Nike ha annunciato che i suoi stabilimenti sarebbero stati controllati dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro per salvaguardare e impedire lo sfruttamento minorile.[8] Nell'aprile 2007 in 20.000 sfilano contro la multinazionale nel più grosso sciopero della storia del Vietnam. Gli operai denunciano uno stipendio inferiore al valore di un paio di scarpe.[9]

La questione è anche citata nel film The Big One del regista Michael Moore, che per il documentario ha incontrato alla fine del film il boss della Nike Phillip Knight, cofondatore ed ex amministratore delegato della Nike, il quale ha ammesso, con qualche remora, di essere in connivenza con il regime indonesiano per lo sfruttamento della manodopera infantile.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) [1]
  2. ^ (EN) Nike IS pronounced Nikey, chairman of shoe giant finally confirms, su http://www.dailymail.co.uk/, 29 maggio 2014. URL consultato il 9 dicembre 2017.
  3. ^ Nel 1964 come Blue Ribbon Sports(EN) Founded on a handshake, $500 and mutual trust, Nikebiz. URL consultato il 25 agosto 2011.
  4. ^ http://www.surfline.com/mag/daily_grind/02_22_hurley.cfm, su surfline.com.
  5. ^ Nike draft an All Star, su washingtonpost.com.
  6. ^ Times Online, su timesonline.co.uk.
  7. ^ Guida al Consumo Critico, su jacopofo.com.
  8. ^ Repubblica Online, su repubblica.it.
  9. ^ Sciopero in Vietnam Repubblica Online, su repubblica.it.
  10. ^ Michael Moore, The Big One, 10 aprile 1998. URL consultato il 6 luglio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN261763928 · ISNI: (EN0000 0001 0943 1366 · GND: (DE4372638-0 · BNF: (FRcb13514183d (data)