Nazionale di calcio del Portogallo

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Portogallo Portogallo
Campione d'Europa in carica Campione d'Europa in carica
Portugal FPF crest.png
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione FPF
Federação Portuguesa de Futebol
Confederazione UEFA
Codice FIFA POR
Soprannome A Seleção das Quinas
Selezionatore Portogallo Fernando Santos
Record presenze Cristiano Ronaldo (154)
Capocannoniere Cristiano Ronaldo (85)
Ranking FIFA (16 agosto 2018)
Esordio internazionale
Spagna Spagna 3 - 1 Portogallo Portogallo
Madrid, Spagna; 18 novembre 1921
Migliore vittoria
Portogallo Portogallo 8 - 0 Liechtenstein Liechtenstein
Lisbona, Portogallo; 18 novembre 1994
Portogallo Portogallo 8 - 0 Liechtenstein Liechtenstein
Coimbra, Portogallo; 9 giugno 1999
Portogallo Portogallo 8 - 0 Kuwait Kuwait
Leiria, Portogallo; 19 novembre 2003
Peggiore sconfitta
Portogallo Portogallo 0 - 10 Inghilterra Inghilterra
Lisbona, Portogallo; 25 maggio 1947
Campionato del mondo
Partecipazioni 7 (esordio: 1966)
Miglior risultato Bronzo Terzo posto nel 1966
Campionato d'Europa
Partecipazioni 7 (esordio: 1984)
Miglior risultato Oro Campioni nel 2016
Confederations Cup
Partecipazioni 1 (esordio: 2017)
Miglior risultato Bronzo Terzo posto nel 2017
Torneo Olimpico
Partecipazioni 1 (esordio: 1928)
Miglior risultato Quarti di finale nel 1928

La nazionale di calcio del Portogallo (in portoghese: Seleção Portuguesa de Futebol) è la rappresentativa calcistica del Portogallo ed è gestita dalla Federação Portuguesa de Futebol.

Nella sua bacheca figura un campionato europeo, vinto nel 2016 in Francia.

Esordì nella fase finale di un mondiale nell'edizione del 1966, conclusa al terzo posto, che è a tutt'oggi il miglior piazzamento della nazionale nella competizione; tornò in semifinale quarant'anni dopo, a Germania 2006, quando arrivò quarta, per un totale di due piazzamenti nelle prime quattro posizioni su sette partecipazioni complessive. Agli europei, su sette partecipazioni, è sempre arrivata almeno ai quarti di finale, e per cinque volte è arrivata nei primi quattro posti (nel 1984, 2000, 2004, 2012 e 2016). Conta inoltre una partecipazione alla Confederations Cup, a Russia 2017, torneo concluso al terzo posto.

Nella graduatoria FIFA, in vigore da agosto 1993, la migliore posizione che ha occupato è il 3º posto, per la prima volta a maggio del 2010, mentre il peggior posizionamento è il 43º posto raggiunto nell'agosto del 1998. Attualmente occupa il 7º posto della graduatoria.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un'immagine del primo derby iberico, disputato a Madrid il 18 novembre 1921.

Esordi (1921-1928)[modifica | modifica wikitesto]

Il primo avversario del Portogallo fu la Spagna, con cui nascerà una rivalità storica tanto da far definire tale incontro il "derby iberico"[2]. Un'altra sentita rivalità è con il Brasile[3][4].

Il Portogallo esordì il 18 novembre 1921 contro la Spagna, vittoriosa per 3-1. Ottenne la prima vittoria battendo l'Italia per 1-0 il 18 giugno 1925.

Delusioni mondiali ed europee (1928-1960)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo alcuni anni in cui disputò solo partite amichevoli, fu invitato a partecipare alle Olimpiadi Amsterdam del 1928, a cui presero parte le migliori nazionali di calcio del mondo. Il torneo è considerato l'antesignano della prima edizione della coppa del mondo di calcio, la cui prima edizione si tenne due anni più tardi. Nel turno preliminare contro il Cile il Portogallo passò in svantaggio di due reti, ma vinse l'incontro con il punteggio di 4-2 e guadagnò l'accesso al primo turno, dove batté per 2-1 la Jugoslavia. Nei quarti di finale fu sconfitto dall'Egitto per 2-1 ed eliminato.

La squadra lusitana non fu invitata a partecipare al mondiale del 1930, per il quale non erano previsti turni di qualificazione. Fece il suo esordio nella rassegna mondiale nelle qualificazioni al mondiale del 1934, ma l'11 marzo 1934 perse contro la Spagna per 9-0 allo Stadio Chamartín di Madrid e una settimana dopo per 2-1 nel ritorno allo Stadio do Lumiar di Lisbona. Stessa sorte toccò ai portoghesi nelle qualificazioni al mondiale del 1938: il 1º maggio 1938 una sconfitta per 2-1 contro la Svizzera in campo neutro, a Milano, condannò i lusitani all'eliminazione.

Fino al 1950 non si disputarono altre edizioni della coppa del mondo e durante gli anni '40 la seleção portoghese disputò poche partite; in particolare, il 25 maggio 1947, allo stadio Nacional do Jamor di Lisbona, il Portogallo uscì sconfitto per 10-0 dall'Inghilterra.Il Portogallo fallì la qualificazione al mondiale del 1950: messo ancora una volta di fronte alla Spagna, perse per 5-1 a Madrid e pareggiò per 2-2 nel ritorno a Lisbona. Mancò l'accesso anche al mondiale del 1954: contro l'Austria perse per 9-1 in trasferta e pareggiò a reti bianche a Lisbona. Non si qualificò neppure per il mondiale del 1958: inserita in un girone con Irlanda del Nord e Italia, pareggiò per 1-1 a Lisbona contro i nordirlandesi, perse a Belfast per 3-0, vinse per 3-0 in casa contro l'Italia contro la quale di seguito perse a Milano per 3-0; con tre punti in classifica, si piazzò terza, a due punti di distanza dall'Irlanda del Nord vittoriosa nel girone.

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Eusébio indossa la fascia di capitano del Portogallo contro l'Argentina nel 1972

Nel campionato europeo del 1960, la prima edizione dell'europeo, il Portogallo fu eliminato prima della fase finale. Dopo aver eliminato la Germania Est (battuta per 2-0 in trasferta e per 3-2 a Oporto), ebbe la peggio nei quarti di finale contro la Jugoslavia, battuta per 2-1 in Portogallo ma vittoriosa per 5-1 a Belgrado.

Nei primi anni '60 il calcio portoghese era in forte crescita. L'ossatura della nazionale lusitana era formata da Mário Coluna, dal fuoriclasse di origine mozambicana Eusébio, da José Augusto e da António Simões, che rappresentavano i quattro quinti dell'attacco del Benfica campione d'Europa nel 1962.

Il secondo posto nel girone di qualificazione al mondiale del 1962 con Inghilterra e Lussemburgo condannò i lusitani all'eliminazione: vinta la prima partita contro il Lussemburgo (6-0), il Portogallo pareggiò per 1-1 contro gli inglesi, perse poi per 4-2 contro il Lussemburgo e per 2-0 contro gli inglesi.

Il campionato europeo del 1964 aveva la medesima formula dell'edizione precedente. Nel turno preliminare il Portogallo se la vide con la Bulgaria: persa per 3-1 la partita di andata a Sofia, i lusitani vinsero per 3-1 a Lisbona. Nella "bella", giocata in campo neutro a Roma, il Portogallo fu sconfitto per 1-0 a causa di un gol subito nei minuti finali.

Nel 1964 il Portogallo fu invitato a partecipare alla Taça das Nações, competizione organizzata dalla Confederação Brasileira de Desportos per celebrare il cinquantennio della sua fondazione. Al torneo presero parte le quattro nazionali che avevano le migliori probabilità di vincere l'imminente mondiale del 1966: Brasile, Argentina, Inghilterra e Portogallo. Il torneo, strutturato secondo un girone all'italiana, si svolse a Rio de Janeiro e San Paolo tra la fine di maggio e l'inizio di giugno. Il 31 maggio il Portogallo perse per 2-0 contro l'Argentina al Maracanã di Rio de Janeiro, il 4 giugno pareggiò per 1-1 contro l'Inghilterra al Pacaembu di San Paolo e il 7 giugno fu travolto per 4-1 dal Brasile al Maracanã. Concluse il torneo al terzo posto, a pari punti con gli inglesi e con la stessa differenza reti.

Il Portogallo vinse il girone di qualificazione al mondiale del 1966 con quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta, precedendo in classifica Cecoslovacchia, Romania e Turchia e qualificandosi per la prima volta nella sua storia per la fase finale di un mondiale: i lusitani ottennero risultati di rilievo, tra cui le vittorie per 1-0 in Cecoslovacchia e in Turchia e una vittoria per 5-1 in casa contro i turchi.

L'avvio del mondiale in Inghilterra fu convincente. Con tre vittorie nella fase a gironi, contro Ungheria (3-1), Bulgaria (3-0) e Brasile (3-1) la squadra guidata dalla stella Eusébio vinse il proprio raggruppamento e si qualificò per i quarti di finale, dove vinse contro la Corea del Nord per 5-3, con quaterna di Eusébio, dopo essersi trovata in svantaggio per 3-0. In semifinale il Portogallo capitolò contro l'Inghilterra padrona di casa e poi campione, che si impose per 2-1 a Wembley, dove la partita fu spostata inaspettatamente (era inizialmente prevista a Liverpool). Nella finale per il terzo posto i lusitani sconfissero l'URSS per 2-1, guadagnando la medaglia di bronzo. Eusébio, con 9 centri in 6 partite, fu il miglior marcatore del torneo[5][6].

Inserita in un girone di qualificazione al campionato europeo del 1968 comprendente anche Bulgaria, Norvegia e Svezia, il Portogallo non riuscì a qualificarsi, piazzandosi secondo con sei punti, quattro in meno della Bulgaria, con un bilancio di 2 vittorie (entrambe per 2-1 contro la Norvegia), 2 pareggi e 2 sconfitte.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Il Portogallo non si risollevò neanche nelle qualificazioni al mondiale del 1970. Grecia, Romania e Svizzera precedettero nel girone i lusitani, capaci di conquistare quattro punti (1 vittoria, 2 pareggi e 3 sconfitte), quattro in meno della Romania capolista.

Nel girone di qualificazione all'europeo del 1972 la squadra portoghese si piazzò seconda alle spalle del Belgio e davanti a Danimarca e Scozia, con 7 punti (due in meno dei belgi) e 3 vittorie ottenute contro Danimarca (1-0 in trasferta e 5-0 in casa) e Scozia (2-0 in casa). Non si qualificò per la fase finale della competizione.

Nel 1972 il Portogallo prese parte alla Coppa d'Indipendenza Brasiliana, organizzata in occasione del 150º anniversario dell'indipendenza del Brasile dal Portogallo. Con quattro vittorie i lusitani vinsero uno dei tre gironi di prima fase precedendo Cile (battuto per 4-1), Irlanda (2-1), Ecuador (3-0) e Iran (3-0). Vinsero anche uno dei due gironi di seconda fase precedendo Argentina (battuta per 3-1), Unione Sovietica (2-1) e Uruguay (1-1), con due vittorie e un pareggio. Nella finale contro il Brasile, disputata al Maracanã di Rio de Janeiro, il Portogallo perse per 1-0, con un gol subito a un minuto dalla fine della partita.

In vista del mondiale del 1974 il Portogallo fu sorteggiato in un girone non complicato, ma non riuscì a sconfiggere la Bulgaria (2-2) nella partita decisiva e fallì dunque la qualificazione. In sei partite ottenne sette punti, frutto di 2 vittorie, entrambe contro Cipro (4-0 in casa e 1-0 a Nicosia), 3 pareggi e una sconfitta. Si piazzò secondo, dietro la Bulgaria e davanti a Irlanda del Nord e Cipro.

Il Portogallo fu assente anche alla fase finale del mondiale del 1978. La squadra si classificò seconda a due punti da una forte Polonia, precedendo Danimarca e Cipro nel girone di qualificazione.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Inserito nel girone con Austria, Belgio, Norvegia e Scozia nelle qualificazioni a Euro 1980, il Portogallo si piazzò terzo con 9 punti, tre in meno rispetto al Belgio capolista. Le quattro vittorie ottenute, tra cui il 2-1 in terra austriaca e l'1-0 in casa contro la Scozia, non furono sufficienti a qualificarsi per la fase finale dell'europeo, in programma in Italia.

Messo di fronte a Israele, Irlanda del Nord, Scozia e Svezia nel girone di qualificazione al mondiale del 1982, il Portogallo concluse quarto con sette punti, quattro in meno della capolista. Le vittorie contro Scozia (2-1), Irlanda del Nord (1-0) e Israele (3-0), tutte ottenute in casa, non bastarono per qualificarsi al mondiale.

Dopo un lungo periodo senza gloria, il Portogallo si ripresentò alla fase finale dell'europeo del 1984 dopo aver vinto il girone di qualificazione con Finlandia, Polonia e la favorita Unione Sovietica. Nella decisiva gara disputata in casa all'ultima giornata i lusitani prevalsero per 1-0 con un gol realizzato nei minuti finali. Con 10 punti e 5 vittorie si qualificarono per la fase finale a spese dei sovietici, sopravanzandoli di un punto in classifica. Il Portogallo finì poi nel gruppo B con Spagna, Germania Ovest e Romania. Dopo il pareggio a reti bianche contro i tedeschi occidentali e l'1-1 contro la Spagna, si assicurò il passaggio alla fase a eliminazione diretta battendo per 1-0 i rumeni con un gol di Tamagnini Nené. Nella semifinale contro la Francia (nazione ospitante) i portoghesi andarono in svantaggio, ma riequilibrarono l'incontro dopo un'ora di gioco. Ai supplementari il Portogallo si portò in vantaggio, ma la Francia lo raggiunse al 114º minuto e segnò il gol della vittoria al 119º minuto[7].

Nelle qualificazioni al campionato mondiale del 1986 il Portogallo se la vide con Cecoslovacchia, Malta, Svezia e Germania Ovest. Nell'ultima partita, contro la Germania Ovest a Stoccarda, aveva bisogno di una vittoria e la conseguì, diventando la prima nazionale capace di battere i tedeschi occidentali in casa loro in un match ufficiale. La compagine lusitana non superò, però, il primo turno del mondiale messicano poiché quarta e ultima classificata nel girone. Vinta la prima partita contro l'Inghilterra (1-0), fu poi sconfitta da Polonia (1-0) e Marocco (3-1). Ad essere ripescata fu la Polonia (giunta terza). La partecipazione della nazionale al torneo fu segnata dal cosiddetto "caso Saltillo", dal nome della città messicana dove la nazionale lusitana alloggiava. Alcuni calciatori si rifiutarono di allenarsi tra la prima e la seconda partita in polemica con la federcalcio portoghese, a cui avevano chiesto premi di maggiore entità in caso di vittoria.

Il Portogallo mancò poi la qualificazione al campionato d'Europa 1988, piazzandosi terzo in un girone di qualificazione comprendente anche Italia, Malta, Svezia e Svizzera.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Luís Figo, qui con la fascia di capitano del Portogallo in una partita del campionato del mondo 2006, è secondo nella classifica di presenze con la maglia della nazionale portoghese

A gettare le basi per il rilancio furono le affermazioni delle squadre giovanili negli anni novanta. Nel 1989 la panchina della nazionale maggiore fu affidata a Carlos Queiroz, reduce dagli importanti successi ottenuti con l'Under-21, un'edizione del mondiale Under-20 e tre europei Under-17. I protagonisti dei successi giunsero alla ribalta anche con la nazionale maggiore. I principali nomi erano quelli di Rui Costa, Fernando Couto, João Pinto e Luís Figo[8].

Le qualificazioni al campionato del mondo 1990 misero il Portogallo di fronte a Belgio, Cecoslovacchia, Lussemburgo e Svizzera. I portoghesi cercarono di conquistare il primo o il secondo posto, validi per l'accesso alla fase finale del torneo, in programma in Italia, ma nell'ultima partita non andarono oltre lo 0-0 in casa contro la Cecoslovacchia, che così si qualificò come seconda classificata a spese dei lusitani.

Olanda, Grecia, Finlandia e Malta furono le avversarie del Portogallo sul cammino verso il campionato d'Europa 1992 in programma in Svezia. I portoghesi, che pure riuscirono a battere per 1-0 i forti olandesi allo Estádio das Antas di Oporto nella seconda partita del girone, nell'ottobre del 1990, alla fine si classificarono secondi proprio dietro l'Olanda, che nell'ottobre del 1991 aveva vendicato la sconfitta dell'andata prevalendo per 1-0 al De Kuip di Rotterdam. Per i portoghesi fatale si rivelò, a conti fatti, la sconfitta patita in Grecia (3-2) nel gennaio 1991. Il Portogallo concluse il girone con undici punti, due in meno della capolista, con un bilancio di 5 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte.

Nonostante i successi conseguiti con le giovanili, Queiroz non riuscì a traghettare la nazionale maggiore verso la fase finale del campionato del mondo 1994. Sorteggiato in un gruppo con Estonia, Italia, Malta, Scozia e Svizzera, il Portogallo si piazzò terzo dietro italiani e svizzeri. Al termine della fallimentare campagna di qualificazione a USA '94, conclusa il 17 novembre 1993 con una sconfitta per 1-0 a San Siro contro l'Italia, Queiroz si dimise in polemica con la federazione, invitata a "fare pulizia delle porcherie che ha al suo interno".

La nazionale fu temporaneamente affidata a Nelo Vingada, che rimase in carica dal 14 dicembre 1993 al 30 giugno 1994. Con lui in panchina la squadra giocò in trasferta due amichevoli contro Spagna (2-2, 19 gennaio 1994) e Norvegia (0-0, 20 aprile 1994).

Nel settembre 1994 fece il suo esordio sulla panchina lusitana António Oliveira.

Nel gennaio 1995 il Portogallo fu invitato a partecipare alla SkyDome Cup con i padroni di casa del Canada e i campioni d'Europa in carica della Danimarca. La competizione amichevole, che prevedeva un girone all'italiana, si disputò al Rogers Centre di Toronto, noto come SkyDome. Nella prima partita i portoghesi pareggiarono per 1-1 contro i canadesi, poi vinsero per 1-0 contro i danesi, che in quel torneo presentavano un undici composto esclusivamente da calciatori militanti nella massima divisione danese. Si aggiudicarono così il torneo.

Al campionato d'Europa 1996 il Portogallo arrivò in modo autorevole, vincendo il girone di qualificazione comprendente anche Austria, Lettonia, Liechtenstein, Irlanda del Nord e Irlanda. In Inghilterra, dopo il pareggio per 1-1 contro la Danimarca, vinse per 1-0 contro la Turchia e batté per 3-0 la Croazia, guadagnando l'accesso ai quarti di finale da prima classificata. Ai quarti di finale il Portogallo fu sconfitto (1-0) ed eliminato dalla Rep. Ceca.

Il CT Oliveira lasciò il posto al rientrante Artur Jorge.

Con 5 vittorie, 4 pareggi e una sconfitta il Portogallo si piazzò terzo nel suo girone e fallì la qualificazione al campionato del mondo 1998. I lusitani si classificarono dietro Germania (distante tre punti) e Ucraina (distante un solo punto) e davanti ad Armenia, Irlanda del Nord e Albania. Il secondo posto avrebbe portato la squadra ai play-off di qualificazione.

Nel dicembre 1997 il ruolo di CT fu assunto da Humberto Coelho.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Angelos Charisteas mette a segno il gol che decide in favore della Grecia la finale del campionato d'Europa 2004 contro il Portogallo padrone di casa

La formazione lusitana si qualificò all'Europeo 2000 come la miglior seconda dei gruppi, avendo terminato il suo con un punto di ritardo dalla Romania.[9] Nella fase finale, ritrovò proprio i romeni assieme ad Inghilterra e Germania: terminò il girone a punteggio pieno, battendo tutte le rivali.[10][11] Rimase negli annali il 3-0 contro i tedeschi, campioni in carica, firmato da una tripletta di Sérgio Conceição.[12] Nei quarti di finale, fu invece una doppietta di Nuno Gomes a regolare la Turchia.[13] I portoghesi mancarono l'accesso all'atto conclusivo, perdendo al golden goal (2-1) contro la Francia che avrebbe poi conquistato il titolo.[14] In precedenza, nell'autunno 1999, l'UEFA aveva assegnato allo stesso Portogallo l'organizzazione della successiva rassegna continentale.[15][14]

Dopo l'Europeo in Belgio e Olanda, Oliveira fece ritorno in panchina conducendo i rossoverdi a qualificarsi per il Mondiale 2002.[16] L'esordio riservò un'inattesa sconfitta contro gli Stati Uniti[17][18], seguita dal netto 4-0 sulla Polonia.[19] Una sconfitta di misura con la Corea del Sud impedì la qualificazione agli ottavi, turno cui accedettero gli stessi asiatici.[20] A seguito del fallimento, la Federazione affidò la panchina a Luiz Felipe Scolari che aveva vinto la manifestazione iridata con il Brasile.[21]

L'Europeo casalingo del 2004 rappresentava un'occasione di grande spessore per i lusitani, che al debutto persero - tra le sorprese - con la Grecia.[22] Gli ellenici si imposero per 2-1, con il gol della bandiera realizzato dall'astro nascente Cristiano Ronaldo.[23] Il passaggio del turno fu comunque ottenuto grazie alle vittorie contro Russia e Spagna, rispettivamente per 2-0 e 1-0.[24][25] Nella fase a eliminazione diretta, i padroni di casa ebbero la meglio sull'Inghilterra ai rigori (2-2 nei supplementari) e sull'Olanda per 2-1.[26] Venne così conquistata una storica finale[27], ma un'ulteriore sconfitta con i greci impedì di sollevare il trofeo.[28]

I lusitani presero parte anche ai Mondiali 2006, distinguendosi per il 7-1 rifilato alla Russia nelle eliminatorie.[29] Con una squadra di discreta caratura tecnica[30][31], Scolari vinse a punteggio pieno il suo raggruppamento.[32][33] Il Portogallo si lasciò alle spalle il Messico[34], per poi eliminare - sebbene in ordine diverso - le stesse avversarie dell'Europeo 2004: l'Olanda (in una gara contraddistinta dalle numerose ammonizioni[35]) e l'Inghilterra, battuta nuovamente dal dischetto.[36] Riapprodata in semifinale a 40 anni dall'ultima volta, la squadra si arrese (come già capitato agli Europei 2000) alla Francia: un rigore di Zidane assicurò ai transalpini la finalissima, costringendo i portoghesi a competere con la Germania per la piazza d'onore.[37] Così come nel 1966, fu ottenuto il quarto posto: i tedeschi vinsero per 3-1.[38]

La stessa Germania, due anni dopo, eliminò la formazione all'Europeo 2008.[39] Il Portogallo fu sconfitto per 3-2 nei quarti di finale, dopo aver superato in anticipo il proprio girone (chiuso con 6 punti).[40] Nell'estate 2008 Scolari si dimise[41], lasciando posto al rientrante Queiroz.[42]

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

La compagine lusitana terminò al secondo posto il girone di qualificazione per i Mondiali 2010, dietro la Danimarca, accedendo ai play-off: una doppia vittoria contro la Bosnia-Erzegovina negò a quest'ultima una storica partecipazione al torneo.[43][44] Sorteggiato in un gruppo con il Brasile[45], il Portogallo superò la prima fase alle spalle dei verdeoro con cui aveva pareggiato 0-0: in precedenza, erano stati conseguiti un altro pari senza gol (con la Costa d'Avorio) e un netto 7-0 contro alla Corea del Nord.[46][47] Negli ottavi, la squadra fu eliminata dalla Spagna.[48]

La formazione portoghese scesa in campo contro la Germania all'Europeo 2012.

Nel settembre 2010, Queiroz fu esonerato dalla Federazione a seguito di polemiche sorte nel maggio precedente: il commissario tecnico aveva infatti ostacolato un controllo antidoping, insultando inoltre gli addetti dell'UEFA.[49][50] A sostituirlo venne chiamato Paulo Bento, ex portiere della Nazionale.[51] L'accesso agli Europei 2012 fu conquistato tramite un altro spareggio, sempre contro la Bosnia: gli slavi, dopo un pareggio a reti bianche all'andata, vennero battuti per 6-2 nel ritorno.[52] Malgrado il knock-out all'esordio con la Germania, i lusitani entrarono nei quarti battendo in rimonta la Danimarca (3-2) e l'Olanda (2-1).[53][54] Dopo aver sconfitto la Repubblica Ceca[55], persero ai rigori con la Spagna in semifinale.[56]

La presenza al Mondiale 2014 passò, a sua volta, da uno spareggio in cui fu battuta la Svezia.[57] Come all'Europeo, la formazione esordì capitolando di fronte ai tedeschi: il 4-0 rappresenta il peggior passivo mai registrato dalla squadra nella storia del torneo.[58] La pesante disfatta compromise il percorso, poiché il 2-2 con gli Stati Uniti e la vittoria sul Ghana (2-1) non furono sufficienti per qualificarsi agli ottavi.[59][60]

L'Europeo 2016 e la Confederations Cup 2017[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2014, dopo aver perso con l'Albania in una gara di qualificazione all'Europeo 2016, Bento si dimise lasciando posto a Fernando Santos.[61] Il nuovo allenatore condusse la squadra al torneo, chiudendo il girone davanti agli stessi balcanici.[62] Nella fase finale, i lusitani superarono il girone con soli 3 punti: pareggiarono infatti con l'esordiente Islanda, con l'Austria e l'Ungheria (3-3).[63] Agli ottavi la Croazia fu battuta nei supplementari, mentre nei quarti la Polonia cedette ai rigori[64][65]: mai era successo, dall'edizione 1996, che una formazione entrasse tra le prime quattro dell'Europeo senza aver battuto alcuna avversaria nei tempi regolamentari.[66] L'unica vittoria dei lusitani maturata nei 90 minuti fu contro il Galles in semifinale (2-0).[67] Il 10 luglio 2016 il Portogallo, pur privo della sua stella Ronaldo, uscito dopo 25 minuti di gioco per infortunio, ottenne il suo primo alloro internazionale, piegando in finale i padroni di casa della Francia con un gol di Éder nei supplementari.[68]

Il Portogallo fece quindi il suo esordio nella Confederations Cup[69], approdando senza ostacoli alla semifinale.[70] In questo turno si arrese al Cile, non realizzando alcun rigore della lotteria finale (0-0 ai supplementari[71]; sconfiggendo il Messico (già sfidato nel girone) fu conquistata la medaglia di bronzo.[72]

Mondiali 2018[modifica | modifica wikitesto]

I neocampioni d'Europa presero parte anche al Mondiale 2018, qualificandosi per una migliore differenza-gol rispetto alla Svizzera.[73] Debuttarono nel derby iberico, in cui una tripletta di Ronaldo consentì di strappare un pari (3-3) alle Furie Rosse.[74] Un altro gol dell'attaccante eliminò il Marocco[75], mentre il pareggio con l'Iran (1-1) assicurò gli ottavi di finale.[76] I lusitani furono eliminati dall'Uruguay, perdendo 2-1.[77]

Nell'autunno 2018 la formazione disputa la nuova Nations League[78], ottenendo 6 punti contro Italia e Polonia.[79]

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

La divisa di gioco riprende i colori della bandiera locale, ovvero il rosso e il verde cui occasionalmente viene aggiunto il giallo. Lo sponsor ufficiale è la Nike, succeduta nel 1997 all'Olympic: quest'ultima azienda, nel 1994, era a sua volta subentrata all'Adidas.[80]

Sopra lo stemma della Federazione campeggiano cinque cerchi, in riferimento agli altrettanti regni conquistati dal re Alfonso I (1109-1185).[81] In ragione di tale fatto, la Nazionale è soprannominata "Selecção das Quinas" ("la squadra dei cinque").[81]

Divise storiche[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali 1966
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
Europei 1984
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
adidas
Mondiali 1986
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
adidas
Europei 1996
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Olympic


1998
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nike
Europei 2000
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nike
Mondiali 2002
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
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Calzettoni
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Maglietta
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Europei 2004
Casa Trasferta
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Pantaloncini
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Calzettoni
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Maglietta
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Pantaloncini
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Mondiali 2006
Casa Trasferta
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Pantaloncini
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Calzettoni
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Maglietta
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Pantaloncini
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Calzettoni
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Europei 2008
Casa Trasferta
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Maglietta
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Mondiali 2010
Casa Trasferta
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Pantaloncini
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Pantaloncini
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Europei 2012
Casa Trasferta
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2013
Casa Trasferta
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Mondiali 2014
Casa Trasferta
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Pantaloncini
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2015
Casa Trasferta
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Pantaloncini
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Europei 2016
Casa Trasferta
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Pantaloncini
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Mondiali 2018
Casa Trasferta
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Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale portoghese.
Cristiano Ronaldo detiene i primati di presenze e di reti con la nazionale portoghese

Dati aggiornati al 12 ottobre 2018.

Il grassetto indica giocatori ancora in attività in nazionale.

Record presenze
# Giocatore Periodo Pres. Reti
1 Cristiano Ronaldo 2003-oggi 154 85
2 Luís Figo 1991-2006 127 32
3 João Moutinho 2005-oggi 113 7
4 Nani 2006-oggi 112 24
5 Fernando Couto 1990-2004 110 8
6 Pepe 2007-oggi 102 7
7 Bruno Alves 2007-oggi 96 11
8 Rui Costa 1993-2004 94 26
9 Ricardo Carvalho 2003-2016 89 5
10 Pauleta 1997-2006 88 47
Record reti
# Giocatore Periodo Reti Pres. Reti/pr.
1 Cristiano Ronaldo 2003-oggi 85 154 0,55
2 Pauleta 1997-2006 47 88 0,53
3 Eusébio 1961-1973 41 64 0,64
4 Luís Figo 1991-2006 32 127 0,25
5 Nuno Gomes 1996-2011 29 79 0,37
6 Hélder Postiga 2003-2014 27 71 0,38
7 Rui Costa 1993-2004 26 94 0,28
8 Nani 2006-oggi 24 112 0,21
9 João Vieira Pinto 1991-2002 23 81 0,28
10 Nené 1971-1984 22 66 0,33

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Fernando Santos, primo allenatore a vincere un trofeo internazionale con la nazionale portoghese.

Confronti con le altre nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Incontri ufficiali della Nazionale di calcio del Portogallo.

Tutti i confronti[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Bilancio positivo (maggior numero di vittorie)
Bilancio neutro (numero di vittorie = numero di sconfitte)
Bilancio negativo (maggior numero di sconfitte)

Dati aggiornati al 14 ottobre 2018 dopo la partita con la Scozia.

Nazionale G V N P RF RS DR
Albania Albania 7 5 1 1 13 5 +8
Algeria Algeria 1 1 0 0 3 0 +3
Andorra Andorra 5 5 0 0 22 1 +21
Angola Angola 3 3 0 0 12 1 +11
Arabia Saudita Arabia Saudita 2 2 0 0 6 0 +6
Argentina Argentina 8 2 1 5 7 13 −6
Armenia Armenia 6 4 2 0 9 4 +5
Austria Austria 11 2 6 3 11 19 −8
Azerbaigian Azerbaigian 6 5 1 0 18 1 +17
Belgio Belgio 18 6 7 5 21 21 0
Bolivia Bolivia 1 1 0 0 4 0 +4
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 4 3 1 0 8 2 +6
Brasile Brasile 20 4 3 13 16 38 −22
Bulgaria Bulgaria 13 4 3 6 16 18 −2
Camerun Camerun 2 2 0 0 8 2 +6
Canada Canada 2 1 1 0 5 2 +3
Capo Verde Capo Verde 3 1 1 1 4 3 +1
Cile Cile 4 2 2 0 9 4 +5
Cina Cina 2 2 0 0 4 0 +4
Corea del Nord Corea del Nord 2 2 0 0 12 3 +9
Corea del Sud Corea del Sud 1 0 0 1 0 1 −1
Costa d'Avorio Costa d'Avorio 1 0 1 0 0 0 0
Croazia Croazia 5 4 1 0 8 1 +7
Cipro Cipro 11 10 1 0 35 6 +29
Danimarca Danimarca 16 11 2 3 32 18 +14
Ecuador Ecuador 2 1 0 1 5 3 +2
Egitto Egitto 4 3 0 1 9 3 +6
Estonia Estonia 8 7 1 0 25 1 +24
Finlandia Finlandia 10 5 4 1 14 6 +8
Francia Francia 25 6 1 18 29 49 −20
Gabon Gabon 1 0 1 0 2 2 0
Galles Galles 4 3 0 1 9 4 +5
Georgia Georgia 1 1 0 0 2 0 +2
Germania Germania 18 3 5 10 16 29 −13
Ghana Ghana 1 1 0 0 2 1 +1
Gibilterra Gibilterra 1 1 0 0 5 0 +5
Grecia Grecia 14 4 5 5 16 18 −2
Fær Øer Fær Øer 3 3 0 0 16 1 +15
Irlanda Irlanda 13 7 2 4 20 10 +10
Islanda Islanda 3 2 1 0 9 5 +4
Inghilterra Inghilterra 23 3 10 10 25 46 −21
Iran Iran 3 2 1 0 6 1 +5
Irlanda del Nord Irlanda del Nord 13 4 7 2 14 13 +1
Israele Israele 6 3 2 1 12 9 +3
Italia Italia 27 6 3 18 23 51 −28
Kazakistan Kazakistan 3 3 0 0 6 1 +5
Kuwait Kuwait 2 1 1 0 9 1 +8
Lettonia Lettonia 6 6 0 0 18 4 +14
Liechtenstein Liechtenstein 7 6 1 0 35 3 +32
Lituania Lituania 2 2 0 0 9 2 +7
Lussemburgo Lussemburgo 15 13 1 1 46 7 +39
Macedonia Macedonia 2 1 1 0 1 0 +1
Malta Malta 10 9 1 0 28 5 +23
Marocco Marocco 2 1 0 1 2 3 -1
Messico Messico 5 3 2 0 7 4 +3
Moldavia Moldavia 1 1 0 0 3 0 +3
Mozambico Mozambico 2 2 0 0 5 1 +4
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 1 1 0 0 4 0 +4
Norvegia Norvegia 11 8 2 1 18 5 +16
Paesi Bassi Paesi Bassi 13 7 4 2 15 10 +5
Panama Panama 1 1 0 0 2 0 +2
Paraguay Paraguay 1 0 1 0 0 0 0
Polonia Polonia 12 5 4 3 17 12 +5
Rep. Ceca Rep. Ceca 3 2 0 1 4 2 +2
Romania Romania 11 5 2 4 11 9 +2
Russia Russia 7 4 1 2 11 3 +8
Scozia Scozia 15 8 3 4 21 14 +7
Serbia Serbia 4 2 2 0 6 4 +2
Slovacchia Slovacchia 4 3 1 0 7 1 +6
Sudafrica Sudafrica 2 2 0 0 5 1 +4
Spagna Spagna 36 6 14 16 44 75 −31
Stati Uniti Stati Uniti 7 2 3 2 8 8 0
Svezia Svezia 18 5 6 7 20 29 −9
Svizzera Svizzera 22 7 5 10 27 32 −5
Tunisia Tunisia 2 0 2 0 3 3 0
Turchia Turchia 8 6 0 2 16 8 +8
Ucraina Ucraina 2 1 0 1 2 2 0
Ungheria Ungheria 13 9 4 0 30 10 +20
Uruguay Uruguay 3 1 1 1 5 3 +2
Nazionali scomparse
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 9 3 3 3 7 10 −3
Germania Est Germania Est 3 2 0 1 6 5 +1
Jugoslavia Jugoslavia 5 3 0 2 10 12 −2
URSS URSS 4 3 0 1 4 6 −2

Confronti più frequenti[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i saldi del Portogallo nei confronti delle nazionali con cui sono stati disputati almeno 10 incontri.

  • Nota bene: come previsto dai regolamenti FIFA, le partite terminate ai rigori dopo i tempi supplementari sono considerate pareggi.

Saldo positivo[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Belgio Belgio 17 6 6 5 21 22 –1 29 marzo 2016 23 febbraio 2000 6 settembre 1989
Danimarca Danimarca 16 11 2 3 32 18 +14 8 ottobre 2015 5 settembre 2009 11 ottobre 2011
Lussemburgo Lussemburgo 15 13 1 1 46 7 +39 17 novembre 2015 12 ottobre 1991 8 ottobre 1961
Scozia Scozia 15 8 3 4 21 14 +7 14 ottobre 2018 14 ottobre 1992 26 marzo 1980
Irlanda Irlanda 13 7 2 4 20 10 +10 10 giugno 2014 2 giugno 2001 9 febbraio 2005
Irlanda del Nord Irlanda del Nord 13 4 7 2 14 13 +1 6 settembre 2013 16 ottobre 2012 29 aprile 1981
Paesi Bassi Paesi Bassi 12 7 4 1 15 7 +8 17 giugno 2012 14 agosto 2013 16 ottobre 1991
Norvegia Norvegia 11 8 2 1 18 5 +13 29 maggio 2016 20 aprile 1994 7 settembre 2010
Ungheria Ungheria 12 8 4 0 27 10 +17 3 settembre 2017 22 giugno 2016
Polonia Polonia 12 5 4 3 17 12 +5 11 ottobre 2018 30 giugno 2016 11 ottobre 2006
Romania Romania 11 5 2 4 11 9 +2 17 giugno 2000 8 settembre 1999 10 ottobre 1991
Finlandia Finlandia 10 5 4 1 14 6 +8 29 marzo 2011 21 novembre 2007 27 marzo 2002
Cipro Cipro 10 9 1 0 31 6 +25 2 settembre 2011 3 settembre 2010
Malta Malta 10 9 1 0 28 5 +23 14 ottobre 2009 29 marzo 1987

Saldo negativo[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Spagna Spagna 38 8 13 17 44 75 –31 17 novembre 2010 27 giugno 2012 29 giugno 2010
Italia Italia 27 6 3 18 23 51 –28 10 settembre 2018 31 maggio 1992 6 febbraio 2008
Francia Francia 25 6 1 18 29 49 –20 10 luglio 2016 29 aprile 1928 4 settembre 2015
Inghilterra Inghilterra 23 3 10 10 25 46 –21 12 giugno 2000 1º luglio 2006 2 giugno 2016
Svizzera Svizzera 21 6 5 10 25 32 –7 13 ottobre 1993 31 marzo 1993 6 settembre 2016
Brasile Brasile 20 4 3 13 16 39 –23 6 febbraio 2007 25 giugno 2010 19 novembre 2008
Germania Germania 18 3 5 10 16 29 –13 20 giugno 2000 6 settembre 1997 16 giugno 2014
Svezia Svezia 17 5 6 6 18 26 –8 19 novembre 2013 28 marzo 2009 14 novembre 1984
Grecia Grecia 14 4 5 5 16 18 –2 27 marzo 1996 31 maggio 2014 26 marzo 2008
Bulgaria Bulgaria 13 4 3 6 16 18 –2 11 novembre 1992 15 aprile 1981 25 marzo 2016
Austria Austria 11 2 6 3 11 19 –8 13 novembre 1994 18 giugno 2016 21 novembre 1979

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Francia 2016

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Non qualificata
1938 Non qualificata
1950 Non qualificata[82]
1954 Non qualificata
1958 Non qualificata
1962 Non qualificata
1966 Terzo posto Bronzo
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Non qualificata
1986 Primo turno
1990 Non qualificata
1994 Non qualificata
1998 Non qualificata
2002 Primo turno
2006 Quarto posto
2010 Ottavi di finale
2014 Primo turno
2018 Ottavi di finale
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non qualificata
1964 Non qualificata
1968 Non qualificata
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Non qualificata
1984 Semifinali
1988 Non qualificata
1992 Non qualificata
1996 Quarti di finale
2000 Semifinali
2004 Secondo posto Argento
2008 Quarti di finale
2012 Semifinali Bronzo[83]
2016 Campione UEFA European Cup.svg
Giochi olimpici[84]
Edizione Risultato
1924 Non partecipante
1928 Quarti di finale
1936 Non partecipante
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Terzo posto Bronzo


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1934 Italia Italia Non qualificata - - - -
1938 Francia Francia Non qualificata - - - -
1950 Brasile Brasile Non qualificata - - - -
1954 Svizzera Svizzera Non qualificata - - - -
1958 Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1962 Cile Cile Non qualificata - - - -
1966 Inghilterra Inghilterra Terzo posto Bronzo 5 0 1 17:8
1970 Messico Messico Non qualificata - - - -
1974 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978 Argentina Argentina Non qualificata - - - -
1982 Spagna Spagna Non qualificata - - - -
1986 Messico Messico Primo turno 1 0 2 2:4
1990 Italia Italia Non qualificata - - - -
1994 Stati Uniti Stati Uniti Non qualificata - - - -
1998 Francia Francia Non qualificata - - - -
2002 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Primo turno 1 0 2 6:4
2006 Germania Germania Quarto posto 4 1 2 7:5
2010 Sudafrica Sudafrica Ottavi di finale 1 2 1 7:1
2014 Brasile Brasile Primo turno 1 1 1 4:7
2018 Russia Russia Ottavi di finale 1 2 1 6:6

Campionato europeo[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960 Francia Francia Non qualificata - - - -
1964 Spagna Spagna Non qualificata - - - -
1968 Italia Italia Non qualificata - - - -
1972 Belgio Belgio Non qualificata - - - -
1976 Jugoslavia Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980 Italia Italia Non qualificata - - - -
1984 Francia Francia Semifinali 1 2 1 4:4
1988 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1992 Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1996 Inghilterra Inghilterra Quarti di finale 2 1 1 5:2
2000 Belgio Belgio / Paesi Bassi Paesi Bassi Semifinali Bronzo 4 0 1 10:3
2004 Portogallo Portogallo Secondo posto Argento 3 1 2 8:6
2008 Austria Austria / Svizzera Svizzera Quarti di finale 2 0 2 7:6
2012 Polonia Polonia / Ucraina Ucraina Semifinali Bronzo[83] 3 1 1 6:4
2016 Francia Francia Campione UEFA European Cup.svg 3 4 0 9:5
2020 Unione europea Europa - - - -

Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Reti
1992 Arabia Saudita Arabia Saudita Non invitata - - - -
1995 Arabia Saudita Arabia Saudita Non invitata - - - -
1997 Arabia Saudita Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999 Messico Messico Non qualificata - - - -
2001 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Non qualificata - - - -
2003 Francia Francia Non qualificata - - - -
2005 Germania Germania Non qualificata - - - -
2009 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2013 Brasile Brasile Non qualificata - - - -
2017 Russia Russia Terzo posto Bronzo 3 2 0 9:3

Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1924 Parigi Non partecipante - - - -
1928 Amsterdam Quarti di finale 2 0 1 7:5
1936 Berlino Non partecipante - - - -
1948 Londra Non partecipante - - - -

Nota: per le informazioni sui risultati ai Giochi olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo FIFA 1966
Américo, 2 Carvalho, 3 Pereira, 4 Vicente, 5 Germano, 6 Peres, 7 Figueiredo, 8 Lourenço, 9 Hilário, 10 Coluna, 11 Simões, 12 J. Augusto, 13 Eusébio, 14 Cruz, 15 Duarte, 16 Graça, 17 Morais, 18 Torres, 19 Pinto, 20 Baptista, 21 J. Carlos, 22 Festa, CT: Glória
Coppa del Mondo FIFA 1986
Bento, 2 J.D. Pinto, 3 Sousa, 4 Ribeiro, 5 Álvaro, 6 C. Manuel, 7 Pacheco, 8 Frederico, 9 F. Gomes, 10 Futre, 11 Bandeirinha, 12 J. Martins, 13 Morato, 14 Magalhães, 15 A. Oliveira, 16 J. Antonio, 17 Diamantino, 18 Sobrinho, 19 Águas, 20 Inácio, 21 André, 22 Damas, CT: Torres
Coppa del Mondo FIFA 2002
Baía, 2 J. Costa, 3 Xavier, 4 Caneira, 5 Couto, 6 Sousa, 7 Figo, 8 Pinto, 9 Pauleta, 10 Rui Costa, 11 Conceição, 12 Viana, 13 Andrade, 14 Barbosa, 15 Nélson, 16 Ricardo, 17 Bento, 18 Frechaut, 19 Capucho, 20 Petit, 21 Nuno Gomes, 22 Beto, 23 Rui Jorge, CT: Oliveira
Coppa del Mondo FIFA 2006
Ricardo, 2 Ferreira, 3 Caneira, 4 Costa, 5 Meira, 6 Costinha, 7 Figo, 8 Petit, 9 Pauleta, 10 Viana, 11 Simão, 12 Quim, 13 Miguel, 14 Valente, 15 Boa Morte, 16 Carvalho, 17 Ronaldo, 18 Maniche, 19 Tiago, 20 Deco, 21 Nuno Gomes, 22 Paulo Santos, 23 Postiga, CT: Scolari
Coppa del Mondo FIFA 2010
Eduardo, 2 Alves, 3 Ferreira, 4 Rolando, 5 Duda, 6 Carvalho, 7 Ronaldo, 8 Mendes, 9 Liédson, 10 Danny, 11 Simão, 12 Beto, 13 Miguel, 14 Veloso, 15 Pepe, 16 Meireles, 17 Amorim, 18 Almeida, 19 Tiago, 20 Deco, 21 Costa, 22 Fernandes, 23 Coentrão, CT: Queiroz
Coppa del Mondo FIFA 2014
Eduardo, 2 Alves, 3 Pepe, 4 Veloso, 5 Coentrão, 6 William, 7 Ronaldo, 8 Moutinho, 9 H. Almeida, 10 Vieirinha, 11 Éder, 12 Rui Patrício, 13 Costa, 14 Neto, 15 Rafa, 16 Meireles, 17 Nani, 18 Varela, 19 A. Almeida, 20 Amorim, 21 Pereira, 22 Beto, 23 Postiga, CT: Bento
Coppa del Mondo FIFA 2018
R. Patrício, 2 Alves, 3 Pepe, 4 M. Fernandes, 5 Guerreiro, 6 Fonte, 7 Ronaldo, 8 Moutinho, 9 André Silva, 10 João Mário, 11 B. Silva, 12 Lopes, 13 Dias, 14 William, 15 Ricardo, 16 B. Fernandes, 17 Guedes, 18 Gelson M., 19 Mário Rui, 20 Quaresma, 21 Cédric, 22 Beto, 23 Adrien S., CT: Santos

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Campionato d'Europa UEFA 1984
Bento, 2 Nené, 3 Jordão, 4 Chalana, 5 Vermelhinho, 6 F. Gomes, 7 C. Manuel, 8 Veloso, 9 J.D. Pinto, 10 Lima Pereira, 11 Eurico, 12 J. Martins, 13 A. Sousa, 14 Frasco, 15 Pacheco, 16 Bastos Lopes, 17 Álvaro, 18 E. Luís, 19 Diamantino, 20 Damas, CT: Cabrita
Campionato d’Europa UEFA 1996
Baía, 2 Secretário, 3 Paulinho Santos, 4 Oceano, 5 F. Couto, 6 J. Tavares, 7 Paneira, 8 João Pinto, 9 Sá Pinto, 10 Rui Costa, 11 Cadete, 12 Castro, 13 Dimas, 14 P. Barbosa, 15 Domingos, 16 Hélder, 17 Porfírio, 18 Folha, 19 Paulo Sousa, 20 Figo, 21 Paulo Madeira, 22 Rui Correia, CT: Oliveira
Campionato d'Europa UEFA 2000
Baía, 2 J. Costa, 3 Rui Jorge, 4 Vidigal, 5 F. Couto, 6 Paulo Sousa, 7 Figo, 8 João Pinto, 9 Sá Pinto, 10 Rui Costa, 11 S. Conceição, 12 P. Espinha, 13 Dimas, 14 Abel Xavier, 15 Costinha, 16 Beto, 17 P. Bento, 18 Pauleta, 19 Capucho, 20 Secretário, 21 Nuno Gomes, 22 Quim, CT: Humberto Coelho
Campionato d'Europa UEFA 2004
Ricardo, 2 Ferreira, 3 Rui Jorge, 4 Andrade, 5 Couto, 6 Costinha, 7 Figo, 8 Petit, 9 Pauleta, 10 Rui Costa, 11 Simão, 12 Quim, 13 Miguel, 14 Nuno Valente, 15 Beto, 16 Carvalho, 17 Ronaldo, 18 Maniche, 19 Tiago, 20 Deco, 21 Nuno Gomes, 22 Moreira, 23 Postiga, CT: Scolari
Campionato d'Europa UEFA 2008
Ricardo, 2 Ferreira, 3 Alves, 4 Bosingwa, 5 Meira, 6 Meireles, 7 Ronaldo, 8 Petit, 9 Almeida, 10 Moutinho, 11 Simão, 12 Nuno, 13 Miguel, 14 Ribeiro, 15 Pepe, 16 Carvalho, 17 Quaresma, 18 Veloso, 19 Nani, 20 Deco, 21 Nuno Gomes, 22 Rui Patrício, 23 Postiga, CT: Scolari
Campionato d'Europa UEFA 2012
Eduardo, 2 Alves, 3 Pepe, 4 Veloso, 5 Coentrão, 6 Custódio, 7 Ronaldo, 8 Moutinho, 9 Almeida, 10 Quaresma, 11 Nélson Oliveira, 12 Rui Patrício, 13 Costa, 14 Rolando, 15 Micael, 16 Meireles, 17 Nani, 18 Varela, 19 Lopes, 20 Viana, 21 Pereira, 22 Beto, 23 Postiga, CT: Bento
Campionato d'Europa UEFA 2016
Rui Patrício, 2 Alves, 3 Pepe, 4 Fonte, 5 Guerreiro, 6 Carvalho, 7 Ronaldo, 8 Moutinho, 9 Éder, 10 João Mário, 11 Vieirinha, 12 Lopes, 13 Danilo, 14 William, 15 Gomes, 16 Sanches, 17 Nani, 18 R. Silva, 19 Eliseu, 20 Quaresma, 21 Cédric, 22 Eduardo, 23 A. Silva, CT: Santos

Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

FIFA Confederations Cup 2017
Rui Patrício, 2 Alves, 3 Pepe, 4 Neto, 5 Guerreiro, 6 Fonte, 7 Ronaldo, 8 Moutinho, 9 André Silva, 10 B. Silva, 11 Semedo, 12 , 13 Danilo, 14 William, 15 Gomes, 16 Pizzi, 17 Nani, 18 Martins, 19 Eliseu, 20 Quaresma, 21 Cédric, 22 Beto, 23 Adrien S., CT: Santos

Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1928
Cipriano, P Roquete, D Alves, D Carvalho, D José, D Vieira, C Matos, C L. Santos, C A. Silva, C Tamanqueiro, A A. Martins, A J. Martins, A Mota, A Ornelas, A Pepe, A Ramos, A J. Santos, A V. Silva, A Tavares, CT: de Oliveira

Nota: per le informazioni sui risultati ai Giochi olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei 23 giocatori convocati da Fernando Santos per la Coppa del mondo FIFA 2018.

Presenze e reti aggiornate al 25 giugno 2018.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Rui Patrício 15 febbraio 1988 (30 anni) 75 -66 Inghilterra Wolverhampton
12 P Anthony Lopes 1º ottobre 1990 (28 anni) 7 -8 Francia Olympique Lione
22 P Beto 1º giugno 1982 (36 anni) 14 -9 Turchia Göztepe
2 D Bruno Alves 27 novembre 1981 (36 anni) 96 11 Italia Parma
3 D Pepe 26 febbraio 1983 (35 anni) 101 7 Turchia Beşiktaş
5 D Raphaël Guerreiro 22 dicembre 1993 (24 anni) 28 2 Germania Borussia Dortmund
6 D José Fonte 22 dicembre 1983 (34 anni) 35 0 Cina Dalian Yifang
13 D Rúben Dias 14 maggio 1997 (21 anni) 3 0 Portogallo Benfica
15 D Ricardo Pereira 6 ottobre 1993 (25 anni) 5 0 Inghilterra Leicester City
19 D Mário Rui 27 maggio 1991 (27 anni) 6 0 Italia Napoli
21 D Cédric Soares 31 agosto 1991 (27 anni) 32 1 Inghilterra Southampton
4 C Manuel Fernandes 5 febbraio 1986 (32 anni) 15 3 Russia Lokomotiv Mosca
8 C João Moutinho 8 settembre 1986 (32 anni) 113 7 Inghilterra Wolverhampton
10 C João Mário 19 gennaio 1993 (25 anni) 40 2 Italia Inter
11 C Bernardo Silva 10 agosto 1994 (24 anni) 32 2 Inghilterra Manchester City
14 C William Carvalho 7 aprile 1992 (26 anni) 49 2 Portogallo Sporting Lisbona
16 C Bruno Fernandes 8 settembre 1994 (24 anni) 9 1 Portogallo Sporting Lisbona
23 C Adrien Silva 15 marzo 1989 (29 anni) 26 1 Inghilterra Leicester City
7 A Cristiano Ronaldo Captain sports.svg 5 febbraio 1985 (33 anni) 154 85 Italia Juventus
9 A André Silva 6 novembre 1995 (23 anni) 28 13 Spagna Siviglia
17 A Gonçalo Guedes 29 novembre 1996 (21 anni) 14 3 Spagna Valencia
18 A Gelson Martins 11 maggio 1995 (23 anni) 21 0 Portogallo Sporting Lisbona
20 A Ricardo Quaresma 26 settembre 1983 (35 anni) 80 10 Turchia Beşiktaş

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fifa World Ranking, fifa.com, su fifa.com.
  2. ^ Elisabetta Rosaspina, Il derby tra due popoli uniti dalla «zattera» ma separati dalle ambizioni, Corriere della Sera, 27 giugno 2012, 56-57.
  3. ^ Elisabetta Rosaspina, Il derby tra due popoli uniti dalla «zattera» ma separati dalle ambizioni, Corriere della Sera, 27 giugno 2012, 56-57 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  4. ^ Mauricio Cannone, Brasile, capolavoro Neymar Portogallo affondato 3-1, La Gazzetta dello Sport, 11 settembre 2013.
  5. ^ Eusebio, la pantera nera che fece sognare il Portogallo, Gazzetta.it.
  6. ^ Mauricio Cannone, Eusebio, triste Pantera Nera, La Gazzetta dello Sport, 4 maggio 2009.
  7. ^ Gianni Mura, E santo Platini salvò la Francia, la Repubblica, 24 giugno 1984.
  8. ^ (PT) Figo, Rui Costa e Fernando Couto apadrinham livro da selecção, Record, 26 aprile 2004.
  9. ^ Le ultime qualificate, su www2.raisport.rai.it, 17 novembre 1999.
  10. ^ (EN) England crush in five-goal classic, su news.bbc.co.uk, 13 giugno 2000.
  11. ^ Portogallo-Romania 1-0, su www2.raisport.rai.it, 17 giugno 2000.
  12. ^ Gianni Piva, Germania umiliata, è sempre più crisi, in la Repubblica, 21 giugno 2000, p. 66.
  13. ^ Fabio Bianchi, Nuno Gomes, l'eroe per caso, in La Gazzetta dello Sport, 26 giugno 2000.
  14. ^ a b (EN) Portugal shame?, su news.bbc.co.uk, 3 luglio 2000.
  15. ^ Portogallo 2004, su www2.raisport.rai.it, 12 ottobre 1999.
  16. ^ (EN) Portugal find form after falling behind, su irishtimes.com, 6 settembre 2001.
  17. ^ Giancarlo Mola, Portogallo, esordio da incubo gli Usa umiliano Figo & compagni, su repubblica.it, 5 giugno 2002.
  18. ^ (EN) USA stun Portugal, su news.bbc.co.uk, 5 giugno 2002.
  19. ^ Maurizio Crosetti, Pauleta, fenomeno del gol lontano dal suo Portogallo, in la Repubblica, 11 giugno 2002, p. 54.
  20. ^ Matteo Tonelli, Gruppo D: Portogallo-Corea del Sud 0-1, su repubblica.it, 14 giugno 2002.
  21. ^ Enrico Currò, "Da voi vengo di corsa e costo anche poco", su repubblica.it, 25 ottobre 2002.
  22. ^ Euro '04: Portogallo-Grecia 1-2, su inter.it, 12 giugno 2004.
  23. ^ Audace colpo della Grecia Gelo sulla festa portoghese, su repubblica.it, 12 giugno 2004.
  24. ^ (EN) Russia 0-2 Portugal, su news.bbc.co.uk, 16 giugno 2004.
  25. ^ (EN) Spain 0-1 Portugal, su news.bbc.co.uk, 20 giugno 2004.
  26. ^ Portogallo in semifinale battuta l'Inghilterra ai rigori, su repubblica.it, 24 giugno 2004.
  27. ^ Il Portogallo porta a casa la finale, su it.eurosport.com, 30 giugno 2004.
  28. ^ Diego Antonelli, Grecia mito d'Europa, su gazzetta.it, 4 luglio 2004.
  29. ^ (EN) Carlos Alberto Pontes, Portugal crush Russia 7-1, su rediff.com, 14 ottobre 2004.
  30. ^ Mondiali: Portogallo, la scheda, su inter.it, 31 maggio 2006.
  31. ^ Portogallo, fantasisti al potere, in Il Piccolo, 1º giugno 2006, p. 37.
  32. ^ Portogallo, basta un lampo L'Angola è battuta al debutto, su repubblica.it, 11 giugno 2006.
  33. ^ (EN) Portugal 2-0 Iran, su news.bbc.co.uk, 17 giugno 2006.
  34. ^ Il Portogallo vince per 2-1 ma passa anche il Messico, su repubblica.it, 21 giugno 2006.
  35. ^ Gianluca Oddenino, Portogallo, un gol e venti cartellini, su gazzetta.it, 25 giugno 2006.
  36. ^ (EN) England 0-0 Portugal, su news.bbc.co.uk, 1º luglio 2006.
  37. ^ Rigore Zidane, Francia in finale sfiderà l'Italia per il Mondiale, su repubblica.it, 9 luglio 2006.
  38. ^ Andrea Sorrentino, Germania, gioia da terzo posto, in la Repubblica, 9 luglio 2006, p. 13.
  39. ^ Panzer, Schweinsteiger nel motore Ronaldo si arrende, Germania avanti, su repubblica.it, 19 giugno 2008.
  40. ^ Euro 2008, quarti, Germania-Portogallo 3-2, su it.eurosport.com, 19 giugno 2008.
  41. ^ (EN) Daniel Taylor, Football: Portugal target Queiroz as successor to Scolari, in The Guardian, 2 luglio 2008.
  42. ^ (PT) Queiroz sucede a Scolari en selección lusa, in El Universo, 11 luglio 2008.
  43. ^ Emiliano Pozzoni, Sheva, pareggio in Grecia Vincono Russia e Portogallo, su gazzetta.it, 14 novembre 2009.
  44. ^ Luigi Panella, Trap beffato Francia, colpo di mano, su repubblica.it, 18 novembre 2009.
  45. ^ (EN) Brandon Hicks, Brazil, Portugal in World Cup group of death, su cbc.ca, 4 dicembre 2009.
  46. ^ Andrea Sorrentino, Il gran ritorno della goleada Ronaldo & C. ne fanno sette, in la Repubblica, 22 giugno 2010, p. 67.
  47. ^ Portogallo e Brasile non si fanno male, entrambe agli ottavi, su sport.sky.it, 25 giugno 2010.
  48. ^ Antonio Farinola, Villa non perdona Spagna ai quarti, su repubblica.it, 29 giugno 2010.
  49. ^ Portogallo, pazza idea Mourinho ct part time, su repubblica.it, 16 settembre 2010.
  50. ^ "Non dico no al Portogallo Dipende tutto dal Real", su repubblica.it, 17 settembre 2010.
  51. ^ Portogallo, ufficiale: Paulo Bento nuovo ct della Nazionale, su totalsport.it, 21 settembre 2010.
  52. ^ Filippo Grimaldi, Grande Ronaldo, sei qualificato, in La Gazzetta dello Sport, 16 novembre 2011.
  53. ^ Benedetto Ferrara, Ronaldo sbaglia gol pazzeschi Varela lo salva: 3-2 ai danesi, in la Repubblica, 14 giugno 2012, p. 65.
  54. ^ Enrico Sisti, Ronaldo si sveglia, l'Olanda si vergogna, in la Repubblica, 18 giugno 2012, p. 50.
  55. ^ Repubblica Ceca-Portogallo 0-1, su ilpost.it, 22 giugno 2012.
  56. ^ (ES) David Ruiz, Eurocopa 2012: España gana a Portugal en los penaltis y jugará la final de la Eurocopa, in La Vanguardia, 28 giugno 2012.
  57. ^ Emanuele Gamba, Cristiano d'oro, in la Repubblica, 20 novembre 2013, p. 66.
  58. ^ Emanuela Audisio, Messi, luce al Maracanã è il torneo dei gol d'autore, in la Repubblica, 17 giugno 2014, p. 66.
  59. ^ Marco Gaetani, Stati Uniti-Portogallo 2-2, Varela all'ultimo respiro tiene in corsa i lusitani, su repubblica.it, 23 giugno 2014.
  60. ^ (EN) Gary Rose, Portugal 2-1 Ghana, su bbc.co.uk, 26 giugno 2014.
  61. ^ Portogallo, è divorzio con Bento. Il ct lascia dopo il ko con l'Albania, su repubblica.it, 11 settembre 2014.
  62. ^ Portogallo qualificato, su raisport.rai.it, 8 ottobre 2015.
  63. ^ Andrea Sorrentino, Ronaldo torna a essere una star un colpo di tacco per gli ottavi, in la Repubblica, 23 giugno 2016, p. 52.
  64. ^ Marco Mugnaioli, Euro 2016, Croazia-Portogallo 0-1: decide Quaresma a 5' dalla fine, su sportmediaset.mediaset.it, 25 giugno 2016.
  65. ^ Valerio Clari, Euro 2016, Polonia-Portogallo 4-6 d.c.r. (1-1 al 90'): decide Quaresma, su gazzetta.it, 30 giugno 2016.
  66. ^ Portogallo in semifinale senza mai vincere: il controsenso di un torneo con poca logica, su ilfattoquotidiano.it, 1º luglio 2016.
  67. ^ Stefano Cantalupi, Portogallo-Galles 2-0, Ronaldo-Nani: CR7 in finale dell'Europeo dopo 12 anni, su gazzetta.it, 6 luglio 2016.
  68. ^ Stefano Cantalupi, Euro 2016, Portogallo campione: 1-0 alla Francia, Eder gol ai supplementari, su gazzetta.it, 10 luglio 2016.
  69. ^ Confederations Cup: la Russia pesca Ronaldo, Germania contro il Cile, su repubblica.it, 26 novembre 2016.
  70. ^ Russia-Portogallo 0-1, Ronaldo decide anche in Confederations. Messico ok, su gazzetta.it, 21 giugno 2017.
  71. ^ Confederations Cup: rigori fatali al Portogallo, il Cile è la prima finalista, su repubblica.it, 28 giugno 2017.
  72. ^ Confederations Cup, Portogallo-Messico 2-1 d.t.s.: lusitani di rigore, ma sbaglia ancora André Silva, su gazzetta.it, 2 luglio 2017.
  73. ^ Marco Fallisi, Russia 2018, Portogallo al Mondiale: André Silva in gol, Svizzera ai playoff, su gazzetta.it, 10 ottobre 2017.
  74. ^ Enrico Currò, Il mostro CR7, i gol e la sfida di un uomo solo, in la Repubblica, 16 giugno 2018, p. 40.
  75. ^ Valerio Clari, Portogallo-Marocco 1-0, Ronaldo-gol elimina i nordafricani, su gazzetta.it, 20 giugno 2018.
  76. ^ Marco Gaetani, Iran-Portogallo 1-1, Ronaldo sbaglia un rigore: lusitani agli ottavi col brivido, su repubblica.it, 25 giugno 2018.
  77. ^ Enrico Currò, La forza di Tabarez e i gioielli di Cavani per la caduta di CR7, in la Repubblica, 1º luglio 2018, p. 24.
  78. ^ Italia vs. Ronaldo a San Siro: è il 4º match di Nations, su gazzetta.it, 18 luglio 2018.
  79. ^ Nations League, Polonia-Portogallo 2-3: l'Italia si gioca tutto con i polacchi, su gazzetta.it, 11 ottobre 2018.
  80. ^ Portogallo, ecco le maglie per il Mondiale: Nike punta sulla tradizione, su calcioefinanza.it, 20 marzo 2018.
  81. ^ a b I soprannomi delle squadre del Mondiale, su it.eurosport.com, 21 giugno 2010.
  82. ^ Al posto della Turchia, qualificata ma ritiratasi, la FIFA offrì la partecipazione al Portogallo, secondo classificato nel girone 6, che però rifiutò, e allora la FIFA decise di non offrire quel posto a nessun altro, lasciando la fase finale della Coppa del Mondo con due squadre in meno. Cfr. The Strange But True Facts of the 1950 World Cup, RSSSF.com.
  83. ^ a b Medaglia di bronzo: (EN) Regulations of the UEFA European Football Championship 2010-12 (PDF), su uefa.com, p. 3. URL consultato il 1º luglio 2016.
  84. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.

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