Nazionale di calcio della Norvegia

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Norvegia Norvegia
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione NFF
Norges Fotballforbund
Confederazione UEFA
Codice FIFA NOR
Selezionatore Svezia Lars Lagerbäck
Record presenze John Arne Riise (110)
Capocannoniere Jørgen Juve (33)
Stadio Ullevaal Stadion
(25 572 posti)
Ranking FIFA 53º (16 agosto 2018)[1]
Esordio internazionale
Svezia Svezia 11 - 3 Norvegia Norvegia
Göteborg, Svezia; 12 luglio 1908
Migliore vittoria
Norvegia Norvegia 12 - 0 Finlandia Finlandia
Bergen, Norvegia; 28 giugno 1946
Peggiore sconfitta
Danimarca Danimarca 12 - 0 Norvegia Norvegia
Copenaghen, Danimarca; 7 ottobre 1917
Campionato del mondo
Partecipazioni 3 (esordio: 1938)
Miglior risultato Ottavi di finale nel 1938, 1998
Campionato d'Europa
Partecipazioni 1 (esordio: 2000)
Miglior risultato Primo turno nel 2000
Torneo Olimpico
Partecipazioni 3 (esordio: 1912)
Miglior risultato Bronzo Bronzo nel 1936

La nazionale di calcio della Norvegia (in norvegese Norges herrelandslag i fotball o Det norske herrelandslaget i fotball) è la selezione di calcio che rappresenta la Norvegia ed è controllata dalla NFF.

Conta 3 partecipazioni alle fasi finali del campionato del mondo (1938, 1994, 1998), dove il miglior risultato sono gli ottavi di finale raggiunti nel 1998, e una partecipazione al campionato europeo (2000), dove non è andata oltre il primo turno. Conta anche un bronzo olimpico, ottenuto nel 1936.

È l'unica nazionale al mondo a non aver mai perso con il Brasile: in quattro partite con i verdeoro ha totalizzato 2 vittorie e 2 pareggi[2].

Occupa l'53ª posizione del ranking mondiale FIFA.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale norvegese prima di un incontro con la Danimarca (11 settembre 1955)

La Norvegia ottenne buoni risultati nella seconda metà degli anni '30. Alle Olimpiadi 1936 batté la Germania padrona di casa vinse il bronzo classificandosi terza, dietro l'Austria e l'Italia. Gli stessi azzurri, nel 1938, eliminarono la squadra (2-1 dopo i tempi supplementari) al debutto in un mondiale.

Seguì un lungo periodo di lontananza dai massimi palcoscenici: dal secondo dopoguerra sino agli anni '80 la Norvegia fu una delle nazionali più deboli d'Europa, mancando ogni qualificazione a europei o mondiali e spesso concludendo i gironi di qualificazione agli ultimi posti.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni '80 iniziarono con una vittoria contro la Bulgaria, un largo successo per 6-1 contro la Finlandia (con quattro gol di Pål Jacobsen) e una vittoria contro la Svizzera in una gara di qualificazione al campionato del mondo 1982. L'entusiasmo non si spense neanche dopo la sconfitta per 4-0 del 1980 contro l'Inghilterra.

La qualificazione a Spagna 1982 svanì dopo le sconfitte di misura patite nella primavera del 1981 contro Ungheria e Romania. Il 9 settembre 1981, contro l'Inghilterra all'Ullevaal Stadion, la Norvegia volle riscrivere la storia. Fino ad allora aveva sempre perso contro gli inglesi (5 sconfitte in altrettante partite ufficiali, con 2 gol fatti e 24 subiti). Malgrado lo sfavore dei pronostici, la squadra scandinava, guidata da Tom Lund e dal giovane Hallvar Thoresen, che avevano saltato il match di andata a Wembley l'anno prima, ritrovò slancio. L'iniziale gol di Bryan Robson portò in vantaggio gli inglesi, ma a metà del primo tempo la Norvegia trovò il pari con un cross di Tom Lund che finì in rete senza essere toccato da Roger Albertsen, a cui fu comunque assegnato il gol. Il gol del vantaggio norvegese arrivò prima della fine della prima frazione e portò la firma di Hallvar Thoresen. Nel secondo tempo, nonostante la pressione inglese, il risultato non cambiò e i norvegesi portarono a casa una storica vittoria, sebbene inutile ai fini della qualificazione al mondiale.

Lund si ritirò dalla nazionale alla fine del 1982, non prima di aver segnato un gol, il primo dell'incontro, nella partita vinta per 3-1 contro la Jugoslavia e valida per le qualificazioni al campionato d'Europa 1984. Gli altri gol furono di Økland e Åge Hareide. A metà delle eliminatorie i norvegesi parvero avere ottime chance di qualificarsi per la fase finale dell'europeo, ma il ritiro di Lund pesò: la squadra ottenne un solo punto in classifica nelle restanti partite e restò ancora una volta fuori dalla fase finale della rassegna continentale.

La nazionale olimpica norvegese terminò poi al terzo posto il girone di qualificazione alle Olimpiadi 1984, dietro Polonia e Germania Est. Malgrado il piazzamento sfavorevole, il boicottaggio delle Olimpiadi di Los Angeles deciso dal blocco orientale fece sì che la Norvegia subentrasse al posto dei tedeschi orientali. La Norvegia esordì contro il Cile e pareggiò senza reti, poi perse di misura contro la Francia e batté inutilmente per 2-0 il Qatar, rimanendo fuori al primo turno. Durante il torneo si misero in luce Per Egil Ahlsen, Terje Kojedal, Tom Sundby e il portiere Erik Thorstvedt, che sarebbero divenute colonne della nazionale negli anni a venire.

A metà degli anni '80 la Norvegia ottenne altri risultati deludenti. Rimane comunque negli annali una vittoria per 2-1 del 1985 contro gli italiani, per altro detentori del titolo mondiale, in amichevole allo Stadio Via del Mare di Lecce[3]. Qualche settimana dopo il successo di Lecce la Norvegia perse per 5-1 in casa contro la Danimarca in un match di qualificazione al campionato del mondo 1986. Nella primavera del 1986 la Norvegia batté in amichevole anche i futuri campioni del mondo dell'Argentina per 1-0 all'Ullevaal Stadion.

Dopo la mancata qualificazione a Messico 1986 la Norvegia rimase fuori anche dal campionato d'Europa 1988.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 1990 il C.T. Ingvar Stadheim si dimise dopo un brutto inizio delle qualificazioni al campionato d'Europa 1992. Gli subentrò il C.T. dell'Under-21 Egil "Drillo" Olsen, il cui approdo segnò l'inizio di un'epoca di soddisfazioni per la nazionale norvegese.

All'inizio degli anni '90 il movimento calcistico norvegese non poteva contare su moltissimi talenti, ad eccezione del difensore Rune Bratseth e del portiere Erik Thorstvedt, star di livello internazionale. Attorno a questi due elementi l'allenatore costruì una squadra solida, che includeva anche giovani quali Øyvind Leonhardsen, Stig Inge Bjørnebye, Lars Bohinen ed Erik Mykland.

Il 5 giugno 1991 contro l'Italia la Norvegia colse un'importante vittoria per 2-1, con reti di Bohinen e Tore André Dahlum. Sebbene la squadra non riuscì a qualificarsi per Euro '92, rimase in lotta per un posto nella fase finale sino alla fine, concludendo il girone al terzo posto dietro URSS e gli azzurri di Azeglio Vicini.

Verso la fine della campagna di qualificazione europea Olsen richiamò in nazionale il centrocampista Kjetil Rekdal, rimasto fuori dalla squadra per più di due anni dopo una serie di prestazioni negative in Bundesliga. Rekdal sarebbe divenuto una delle colonne della nuova nazionale nel decennio a venire.

In vista delle qualificazioni per il campionato del mondo 1994 la Norvegia fu inserita nel gruppo di Inghilterra, Paesi Bassi, Polonia e San Marino. Malgrado fosse sfavorita dai pronostici, la nazionale scandinava riuscì a centrare la qualificazione. Esordì con una vittoria per 10-0 contro i sammarinesi e con un altro successo contro i favoriti olandesi. Il pareggio in trasferta contro gli inglesi grazie ad un gol dalla distanza di Rekdal valse alla squadra di Olsen un altro importante punto in classifica. Nel 1993 arrivarono altre vittorie, una per 3-1 contro la Turchia e una per 2-0 contro l'Inghilterra. A Rotterdam i norvegesi fermarono sullo 0-0 i Paesi Bassi e il 13 ottobre ottennero la certezza aritmetica dell'approdo negli Stati Uniti sconfiggendo per 3-0 la Polonia a Poznań con gol di Jostein Flo, Jan Åge Fjørtoft e Ronny Johnsen. Dal 1938 la Norvegia non raggiungeva la fase finale di un mondiale. Nel ranking FIFA dell'ottobre 1993 la Norvegia si issò addirittura al secondo posto, alle spalle del Brasile.

Dopo l'iniziale vittoria contro il Messico (gol di Rekdal, subentrato dalla panchina), nella fase finale di Stati Uniti 1994 la Norvegia uscì sconfitta per 1-0 dalla seconda partita contro l'Italia (contro cui giocò per larga parte dell'incontro in dieci uomini). Tutte le squadre del girone si trovavano a quota tre punti in classifica. Per qualificarsi al turno successivo ai norvegesi sarebbe bastato vincere contro l'Irlanda o anche pareggiare nel caso in cui la partita tra Messico e Italia non fosse finita in parità[4]. Lo 0-0 contro gli irlandesi, unito al pareggio (1-1) tra Italia e Messico, volle dire per i norvegesi eliminazione al primo turno.

Durante le eliminatorie dell'europeo di Inghilterra 1996 la Norvegia parve ben avviata verso la qualificazione, ma due sconfitte nelle ultime due partite contro Rep. Ceca e Paesi Bassi significarono eliminazione. Bratseth e Thorstvedt si erano entrambi ritirati ed erano stati sostituiti rispettivamente con Henning Berg e Frode Grodås.

Nelle qualificazioni al campionato del mondo 1998 fecero la loro comparsa in squadra i giovani Tore André Flo e Ole Gunnar Solskjær. Solskjær segnò una doppietta nella vittoria per 5-0 contro l'Azerbaigian e fu in seguito acquistato dal Manchester Utd. Flo conobbe la ribalta quando segnò due gol nella prestigiosa vittoria per 4-2 contro il Brasile all'Ullevaal Stadion, nel 1997, in amichevole. La Norvegia si assicurò la partecipazione a Francia 1998 con due partite ancora da giocare, battendo per 4-0 la Finlandia alla terzultima giornata del proprio girone. Per la prima volta nella sua storia la compagine scandinava ottenne dunque due qualificazioni consecutive alla fase finale dei mondiali.

Nelle prime partite disputate nella fase finale in Francia la Norvegia non impressionò. Pareggiò, infatti, contro Marocco e Scozia, presentandosi all'ultimo match contro il Brasile con l'obbligo di vincere. Il 23 giugno 1998 al Vélodrome di Marsiglia andò in scena il match più memorabile della storia del calcio norvegese. Bebeto portò in vantaggio i brasiliani dopo 78 minuti di gioco e la Norvegia parve ormai fuori dai giochi. In pochi minuti, però, Flo riuscì a pareggiare e a due minuti dalla fine ottenne un calcio di rigore. Sul dischetto si presentò Rekdal, che realizzò il rigore, dando una grande gioia ad un'intera nazione[5]. Le due vittorie ottenute contro il Brasile (l'amichevole del 1997 e la partita di Francia '98) rendono la Norvegia l'unica formazione a non aver mai perso contro i verde-oro, contro cui la Norvegia ha anzi un bilancio positivo[6]. Agli ottavi di finale contro l'Italia un gol di Christian Vieri eliminò gli scandinavi[7][8], mettendo fine ad una striscia di imbattibilità di 17 partite consecutive.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le dimissioni di Olsen, sulla panchina della nazionale arrivò Nils Johan Semb, che inserì in nazionale giocatori di valore quali Steffen Iversen, John Carew e John Arne Riise.

Formazione della Norvegia in un incontro con l'Inghilterra (maggio 2012)

Dopo un inizio incerto, la Norvegia inanellò ben sette vittorie consecutive nelle qualificazioni e staccò il biglietto per la fase finale di Euro 2000, vincendo il girone con 8 punti di vantaggio sulla Slovenia seconda in classifica e con un bilancio lusinghiero di 8 vittorie, un pareggio e una sconfitta. In Belgio e Paesi Bassi la squadra di Semb uscì, però, al primo turno: dopo un buon esordio (vittoria per 1-0 sulla Spagna[9]), fu battuta dalla Jugoslavia per 1-0[10] e pareggiò senza reti l'ultima partita contro la Slovenia. Ai norvegesi sarebbe bastato il pari per qualificarsi solo se la Spagna non avesse vinto contro la Jugoslavia e questa eventualità sembrava sul punto di verificarsi, dato che la Jugoslavia conduceva per 3-2 la sua partita al novantesimo minuto di gioco. Due gol spagnoli al quarto e al quinto minuto di recupero del secondo tempo ribaltarono, però, il punteggio e le sorti della Norvegia, che con la vittoria degli iberici concluse il girone al terzo posto (a pari punti con la Jugoslavia, ma svantaggiata dallo scontro diretto) e uscì dal torneo.

L'infausto avvio delle eliminatorie del campionato del mondo 2002 (un solo punto dopo cinque partite) mise nell'occhio del ciclone Semb, che tuttavia rimase in carica per tutta la durata della campagna di qualificazione, conclusasi con un deludente quarto posto nel girone da sei squadre, alle spalle di Polonia, Ucraina e Bielorussia. Malgrado le critiche, Semb rimase in carica anche per l'inizio delle qualificazioni al campionato d'Europa 2004, che la Norvegia chiuse al secondo posto nel suo raggruppamento, ad un punto dalla Danimarca capolista e a pari punti dalla Romania, su cui i norvegesi ebbero la meglio per via degli scontri diretti, accedendo così ai play-off. Contro la favorita Spagna gli uomini di Semb persero per 2-1 in trasferta e per 3-0 in casa nella partita di ritorno all'Ullevaal. Il CT si dimise dopo l'eliminazione.

Nel gennaio 2004 Semb fu rimpiazzato da Åge Hareide, reduce dalla vittoria del campionato alla guida del Rosenborg. La squadra vinse sei partite di fila, sebbene contro avversari modesti. Nel girone di qualificazione al mondiale 2006, complice una sconfitta con la Scozia[11], la Norvegia si piazzò seconda nel girone (ancora dietro gli azzurri) e nello spareggio per accedere alla fase finale del mondiale venne battuta dalla Repubblica Ceca con un doppio 1-0[12].

Alla fine del 2008, dopo un anno solare senza vittorie, Hareide si dimise e fu sostituito dal rientrante Egil Olsen, che rimase in carica sino al settembre 2013, mancando la qualificazioni a tutti gli europei e i mondiali.

A Olsen successe Per-Mathias Høgmo, che non ebbe migliore fortuna. La sua gestione durò tre anni e fu segnata dalla mancata qualificazione al Francia 2016: l'eliminazione, dopo il terzo posto nel girone dietro Italia e Croazia, arrivò contro l'Ungheria nel play-off[13].

A Høgmo, dimessosi nel novembre 2016, successe nel febbraio 2017 Lars Lagerbäck[14], che non riuscì a condurre la Norvegia al campionato del mondo 2018.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Esempio di kit classico della nazionale norvegese

La divisa della nazionale è tradizionalmente composta da una maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni blu scuro e rispecchia i colori della bandiera norvegese. La maglia, soprattutto a partire dagli anni 90, non è monocromatica, ma presenta spesso bordini o disegni bianchi e blu scuri: il disegno più emblematico fu quello del periodo 1995-1997, quando i giocatori mostravano sul petto una croce norvegese sfumata.

In trasferta solitamente la tenuta è bianca con disegni rossi e blu scuri.

La nazionale norvegese porta sulla divisa una bandiera norvegese inserita in un cerchio bianco bordato di rosso e a sinistra lo stemma della federazione calcistica.

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale norvegese disputa le partite in casa nello stadio nazionale Ullevaal Stadion di Oslo, che ha una capacità massima attuale di 25.572 posti. Il record di spettatori fu di 35 495 per una partita internazionale tra Norvegia e Spagna.

Stadio casalingo anche di vari club della capitale, l'Ullevaal è gestito dal marzo 2007 dalla Federazione calcistica della Norvegia.

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Non partecipante
1938 Ottavi di finale
1950 Non partecipante
1954 Non qualificata
1958 Non qualificata
1962 Non qualificata
1966 Non qualificata
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Non qualificata
1986 Non qualificata
1990 Non qualificata
1994 Primo turno
1998 Ottavi di finale
2002 Non qualificata
2006 Non qualificata
2010 Non qualificata
2014 Non qualificata
2018 Non qualificata
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non qualificata
1964 Non qualificata
1968 Non qualificata
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Non qualificata
1984 Non qualificata
1988 Non qualificata
1992 Non qualificata
1996 Non qualificata
2000 Primo turno
2004 Non qualificata
2008 Non qualificata
2012 Non qualificata
2016 Non qualificata
Giochi olimpici[15]
Edizione Risultato
1908 Non partecipante
1912 Quarti di finale
1920 Quarti di finale
1924 Non partecipante
1928 Non partecipante
1936 Bronzo Bronze medal.svg
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1934 Italia Italia Non partecipante - - - -
1938 Francia Francia Ottavi di finale 0 0 1 1:2
1950 Brasile Brasile Non partecipante - - - -
1954 Svizzera Svizzera Non qualificata - - - -
1958 Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1962 Cile Cile Non qualificata - - - -
1966 Inghilterra Inghilterra Non qualificata - - - -
1970 Messico Messico Non qualificata - - - -
1974 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978 Argentina Argentina Non qualificata - - - -
1982 Spagna Spagna Non qualificata - - - -
1986 Messico Messico Non qualificata - - - -
1990 Italia Italia Non qualificata - - - -
1994 Stati Uniti Stati Uniti Primo turno 1 1 1 1:1
1998 Francia Francia Ottavi di finale 1 2 1 5:5
2002 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Non qualificata - - - -
2006 Germania Germania Non qualificata - - - -
2010 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2014 Brasile Brasile Non qualificata - - - -
2018 Russia Russia Non qualificata - - - -

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960 Francia Francia Non qualificata - - - -
1964 Spagna Spagna Non qualificata - - - -
1968 Italia Italia Non qualificata - - - -
1972 Belgio Belgio Non qualificata - - - -
1976 Jugoslavia Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980 Italia Italia Non qualificata - - - -
1984 Francia Francia Non qualificata - - - -
1988 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1992 Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1996 Inghilterra Inghilterra Non qualificata - - - -
2000 Belgio Belgio / Paesi Bassi Paesi Bassi Primo turno 1 1 1 1:1
2004 Portogallo Portogallo Non qualificata - - - -
2008 Austria Austria / Svizzera Svizzera Non qualificata - - - -
2012 Polonia Polonia / Ucraina Ucraina Non qualificata - - - -
2016 Francia Francia Non qualificata - - - -

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1908 Londra Non partecipante - - - -
1912 Stoccolma Quarti di finale 0 0 1 0:7
1920 Anversa Quarti di finale 1 0 1 3:5
1924 Parigi Non partecipante - - - -
1928 Amsterdam Non partecipante - - - -
1936 Berlino Bronzo Bronze medal.svg 3 0 1 10:4
1948 Londra Non partecipante - - - -

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo FIFA 1938
Johansen, P Kihle, P Nordby, D Amundsen, D Andersen, D Eriksen, D Holmsen, D Johannessen, D Juve, C Andreassen, C Hansen, C Henriksen, C Holmberg, C Ulleberg, A Andresen, A Brustad, A Brynildsen, A Frantzen, A Ileby, A Isaksen, A Kvammen, A Martinsen, CT: Halvorsen
Coppa del Mondo FIFA 1994
Thorstvedt, 2 Halle, 3 Johnsen, 4 Bratseth, 5 Bjørnebye, 6 J. Flo, 7 Mykland, 8 Leonhardsen, 9 Fjørtoft, 10 Rekdal, 11 Jakobsen, 12 Grodås, 13 By Rise, 14 Nilsen, 15 Løken, 16 Sørloth, 17 Eggen, 18 Håland, 19 Strand, 20 Berg, 21 Rushfeldt, 22 Bohinen, CT: Olsen
Coppa del Mondo FIFA 1998
Grodås, 2 Halle, 3 Johnsen, 4 Berg, 5 Bjørnebye, 6 Solbakken, 7 Mykland, 8 Leonhardsen, 9 T. Flo, 10 Rekdal, 11 Jakobsen, 12 Myhre, 13 Baardsen, 14 Heggem, 15 Eggen, 16 J. Flo, 17 H. Flo, 18 Østenstad, 19 Hoftun, 20 Solskjær, 21 Riseth, 22 Strand, CT: Olsen

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Campionato d’Europa UEFA 2000
Myhre, 2 Bergdølmo, 3 Bragstad, 4 Berg, 5 Andersen, 6 Strand, 7 Mykland, 8 Solbakken, 9 Flo, 10 Rekdal, 11 Skammelsrud, 12 Olsen, 13 Bakke, 14 Heggem, 15 Riise, 16 Eggen, 17 Carew, 18 Iversen, 19 Bakke, 20 Solskjær, 21 Riseth, 22 Bjørnebye, CT: Semb

Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1912
Clementz, P I. Pedersen, D M. Aas, D Baastad, D Due, D Skou, C Andersen, C Grubbe, C Herlofson, C Jensen, C Johansen, C Lund, A R. Aas, A Brekke, A Endrerud, A Engebretsen, A Haraldsen, A Krefting, A E. Maartmann, A R. Maartmann, A C. Pedersen, A Reinholdt, CT: Hayes
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1920
Lagesen, P Wathne, D Aulie, D Johnsen, D Skou, C G. Andersen, C Graff-Wang, C Halvorsen, C Mohn, C Olsen, C Wold, A Aas, A A. Andersen, A Gundersen, A Helgesen, A Holm, A Paulsen, A Semb-Thorstvedt, A Wilhelms, CT: McPherson
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1936
Gundersen, P Johansen, D Eriksen, D Holmsen, D Horn, C Henriksen, C Holmberg, C Juve, C Ulleberg, A Brustad, A Frantzen, A Hansen, A Ileby, A Isaksen, A R. Kvammen, A Martinsen, A Monsen, CT: Halvorsen

NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale norvegese.

Lista dei 26 giocatori convocati per le sfide amichevoli contro Islanda e Panama.

Presenze e reti aggiornate al 6 giugno 2018.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Rune Almenning Jarstein 29 settembre 1984 (34 anni) 52 0 Germania Hertha Berlino
12 P Ørjan Nyland 10 settembre 1990 (28 anni) 27 0 Germania Ingolstadt 04
22 P Sten Grytebust 25 ottobre 1989 (29 anni) 4 0 Danimarca Odense
6 D Håvard Nordtveit 21 giugno 1990 (28 anni) 40 2 Germania Hoffenheim
4 D Tore Reginiussen 10 aprile 1986 (32 anni) 26 3 Norvegia Rosenborg
16 D Jonas Svensson 6 marzo 1993 (25 anni) 16 0 Paesi Bassi AZ Alkmaar
2 D Birger Meling 17 dicembre 1994 (23 anni) 7 0 Norvegia Rosenborg
3 D Kristoffer Ajer 17 aprile 1998 (20 anni) 4 0 Scozia Celtic
14 D Vegar Eggen Hedenstad 26 luglio 1991 (27 anni) 4 0 Norvegia Rosenborg
5 D Sigurd Rosted 22 luglio 1994 (24 anni) 1 1 Belgio Gent
8 C Stefan Johansen 8 gennaio 1991 (27 anni) 41 3 Inghilterra Fulham
19 C Markus Henriksen 25 luglio 1992 (26 anni) 39 3 Inghilterra Hull City
17 C Martin Linnes 20 settembre 1991 (27 anni) 22 1 Turchia Galatasaray
20 C Mohamed Elyounoussi 2 marzo 1994 (24 anni) 16 4 Inghilterra Southampton
18 C Ole Kristian Selnæs 7 luglio 1994 (24 anni) 17 1 Francia Saint-Étienne
C Martin Ødegaard 17 dicembre 1998 (19 anni) 12 0 Spagna Real Madrid
15 C Sander Berge 14 febbraio 1998 (20 anni) 9 0 Belgio Genk
24 C Iver Fossum 15 luglio 1996 (22 anni) 7 0 Germania Hannover 96
13 C Fredrik Midtsjø 11 agosto 1993 (25 anni) 3 0 Paesi Bassi AZ Alkmaar
25 C Ghayas Zahid 8 settembre 1994 (24 anni) 1 0 Cipro APOEL
7 A Joshua King 15 gennaio 1992 (26 anni) 33 12 Inghilterra Bournemouth
9 A Alexander Sørloth 5 dicembre 1995 (22 anni) 14 2 Inghilterra Crystal Palace
23 A Ola Kamara 15 ottobre 1989 (29 anni) 11 4 Stati Uniti L.A. Galaxy
21 A Bjørn Maars Johnsen 6 novembre 1991 (27 anni) 6 1 Paesi Bassi AZ Alkmaar

Commissari tecnici[modifica | modifica wikitesto]

CT Periodo
Willibald Hahn 1953-1955
Ron Lewin 1956-1957
Edmund Majowski 1958
Ragnar Nikolai Larsen 1958
Kristian Henriksen 1959
Wilhelm Kment 1960-1962
Ragnar Nikolai Larsen 1962-1966
Wilhelm Kment 1967-1969
Øivind Johannessen 1970-1971
George Curtis 1972-1974
Kjell Schou-Andreassen e Nils Arne Eggen 1975-1977
Tor Røste Fossen 1978-1987
Tord Grip 1987-1988
Ingvar Stadheim 1988-1990
Egil Olsen 1990-1998
Nils Johan Semb 1998-2003
Åge Hareide 2004-2008
Egil Olsen 2009-2013
Per-Mathias Høgmo 2013-2016
Lars Lagerbäck 2017-

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale norvegese.

Presenze[modifica | modifica wikitesto]

Posizione Nome Presenze (reti) Periodo
1 John Arne Riise 110 (16) 2000-2013
2 Thorbjørn Svenssen 104 (0) 1947-1962
3 Henning Berg 100 (9) 1992-2004
4 Erik Thorstvedt 97 (0) 1982-1996
5 John Carew 91 (24) 1998-2011
6 Brede Hangeland 91 (4) 2002-2014
7 Øyvind Leonhardsen 86 (19) 1990-2003
8 Kjetil Rekdal 83 (17) 1987-2000
9 Morten Gamst Pedersen 83 (17) 2004-2014
10 Steffen Iversen 79 (21) 1998-2011

Reti[modifica | modifica wikitesto]

Posizione Nome Reti (presenze) Periodo
1 Jørgen Juve 33 (45) 1928-1937
2 Einar Gundersen 26 (33) 1917-1928
3 Harald Hennum 25 (43) 1949-1960
4 John Carew 24 (91) 1998-2011
5 Ole Gunnar Solskjær 23 (67) 1995-2007
6 Tore André Flo 23 (76) 1995-2004
7 Gunnar Thoresen 22 (64) 1946-1959
8 Steffen Iversen 21 (79) 1998-2011
9 Jan Åge Fjørtoft 20 (71) 1986-1996
10 Odd Iversen 19 (45) 1967-1979

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Men's Ranking, su fifa.com.
  2. ^ Norway national football team: record v Brazil, 11v11.com
  3. ^ Mario Sconcerti, L' ITALIA S' È PERSA, in La stagione dei Mondiali - la Repubblica, 26 settembre 1985, p. 27.
  4. ^ EIRE - NORVEGIA, VINCERE E COSÌ SIA, in Mondiali USA '94 - la Repubblica (New York), 28 giugno 1994, p. 3.
  5. ^ Incredibile Brasile La Norvegia passa, su repubblica.it, 23 giugno 1998.
  6. ^ Luigi Garlando, Giancarlo Galavotti e Sebastiano Vernazza, attenti a Flonaldo, il fenomeno dei fiordi, in La Gazzetta dello Sport (Aix-en-Provence), 25 giugno 1998.
  7. ^ Emanuela Audisio, Olsen punta tutto su Flo Bella la vostra difesa, in Sport - la Repubblica (Aix-en-Provence), 27 giugno 1998, p. 48.
  8. ^ Zampata di Vieri l'Italia è nei quarti, su repubblica.it, 27 giugno 1998.
  9. ^ Alessandro De Calò e Giampietro Agus, Solita Spagna: falsa partenza, in La Gazzetta dello Sport (Rotterdam), 14 giugno 2000.
  10. ^ Milosevic e nervi tesi la Jugoslavia va, su repubblica.it, Liegi, 18 giugno 2000.
  11. ^ Filippo Maria Ricci, Miller colpisce ancora, ma stavolta ci fa un favore, in La Gazzetta dello Sport (Oslo), 8 settembre 2005.
  12. ^ Australia ai mondiali dopo 32 anni ok Spagna, Svizzera e Rep. Ceca, su repubblica.it, 16 novembre 2005.
  13. ^ L'Ungheria batte la Norvegia, giocherà gli Europei dopo 44 anni, su repubblica.it, Budapest, 15 novembre 2015.
  14. ^ (EN) Former Iceland coach Lars Lagerback hired by struggling Norway, espnfc.com, 1º febbraio 2017.
  15. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.

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