Manchester United Football Club

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Manchester United F.C.
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della FA Cup Detentore della FA Cup
Manchester United logo.png
Red Devils (Diavoli rossi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso con scudo a bande Rosse.png Rosso, bianco e nero
Simboli Diavolo
Dati societari
Città Coat of arms of Manchester City Council.png Manchester
Nazione Inghilterra Inghilterra
Confederazione UEFA
Federazione Flag of England.svg FA
Campionato Premier League
Fondazione 1878
Rifondazione 1902
Proprietario Stati Uniti Famiglia Glazer
Presidente Stati Uniti Joel Glazer
Allenatore Portogallo José Mourinho
Stadio Old Trafford
(76.212 posti)
Sito web www.manutd.com
Palmarès
Premier10.pngPremier10.png FAcup10.pngFA Cup.pngFA Cup.png Carling.pngCarling.pngCarling.pngCarling.png CommunityShield10.pngCommunityShield10.png Coppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.png Supercoppaeuropea.png FIFA Club World Cup.svg
Titoli d'Inghilterra 20
Coppe d'Inghilterra 12
Coppe di Lega inglesi 4
Charity/Community Shield 20
Trofei internazionali 3 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
1 Supercoppe UEFA
1 Coppe Intercontinentali
1 Coppe del mondo per club
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Manchester United Football Club, noto semplicemente come Manchester United, è una società calcistica inglese con sede nella città di Manchester. Disputa le partite casalinghe all'Old Trafford (76.213 posti), situato nella contea metropolitana di Greater Manchester, e milita in Premier League.

Fondata nel 1878, è una delle squadre più vincenti del calcio inglese e mondiale, avendo vinto 63 trofei e 13 campionati dal 1992-1993 ad oggi. Dall'arrivo dell'allenatore scozzese Alex Ferguson, che ha allenato il Manchester United dal novembre 1986 a maggio 2013, la compagine inglese ha conquistato 38 trofei.[1] A livello nazionale il club si è aggiudicato venti campionati (record assoluto), dodici Coppe d'Inghilterra (record condiviso con l'Arsenal), quattro Coppe di Lega e venti (di cui quattro condivise) Supercoppe d'Inghilterra (record). A livello internazionale ha vinto tre Coppe dei Campioni/Champions League, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea, una Coppa Intercontinentale e una Coppa del mondo per club FIFA (record inglese). È tra le nove squadre al mondo che sono riuscite a centrare il treble, ossia la vittoria del campionato, della Coppa e della Champions League nella stessa stagione.

È la squadra inglese che nelle ultime 34 stagioni ha registrato l'affluenza media di spettatori più alta, ad eccezione soltanto delle stagioni 1987-88 e 1988-89[2]. Il 31 marzo 2007 l'Old Trafford ha registrato il record di spettatori (76.098) nella storia della Premier League, in occasione della sfida tra Manchester United e Blackburn Rovers.

I colori sociali sono maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni neri, mentre il simbolo ufficiale è il diavolo. Giocatori e tifosi sono soprannominati Red Devils (Diavoli Rossi).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Manchester United Football Club.

Inizi (1878-1945)[modifica | modifica wikitesto]

Il Newton Heath nella stagione 1892-1893

Il Manchester United nasce con il nome di Newton Heath Football Club nel 1878. La squadra è composta dai lavoratori della "Lancashire and Yorkshire Railway" (Ferrovia del Lancashire e Yorkshire) e gioca le partite contro altri dipartimenti e compagnie ferroviarie. Il primo match disputato di cui si ha notizia risale al 20 novembre 1880, quando il Newton Heath, con i colori sociali della propria compagnia ferroviaria, cioè verde e oro, viene sconfitto 6-0 dalla squadra delle riserve del Bolton Wanderers.

Nel 1889 il Newton Heath entra a far parte della Football Alliance, federazione calcistica parallela alla Football League, nata l'anno precedente. Nel 1892 la squadra si classifica seconda in campionato dietro al Nottingham Forest e viene così ammessa alla First Division: le due federazioni si erano unite dando vita a due divisioni. Nel gennaio del 1902, a causa di un debito di 2.670 sterline (pari a circa 210.000 sterline del 2010), il Newton Heat viene messo in liquidazione. Il capitano della squadra Harry Stafford raduna perciò quattro imprenditori locali, tra i quali John Henry Davies, disposti a investire ciascuno 500 sterline in cambio di una partecipazione nella gestione del club. Il 28 aprile 1902 la compagine cambia ufficialmente nome in Manchester United Football Club e i colori sociali passano dal verde-oro al rosso-nero.

La nuova società vince i primi due titoli nazionali nei campionati 1907-1908 e 1910-1911, ai quali si aggiungono un Charity Shield e una FA Cup. Dopo i primi successi, nel 1910 la squadra si trasferisce al nuovo stadio Old Trafford. Il campo di gioco del Manchester United viene bombardato nel corso della Seconda guerra mondiale dall'aviazione tedesca: la squadra divide perciò lo stadio Maine Road con i concittadini del Manchester City fino al 1949.

Era Busby (1945-1969)[modifica | modifica wikitesto]

I Busby Babes in Danimarca nel 1955

La squadra torna ai vertici negli anni '50, grazie all'apporto dell'allenatore Matt Busby e dei cosiddetti Busby Babes, un gruppo di giovani calciatori tra i quali Bobby Charlton e Duncan Edwards. Busby guida il Manchester United al secondo posto in classifica nei campionati 1946-1947, 1947-1948 e 1948-1949. Inoltre, nel 1948 i Busby Babes si aggiudicano la FA Cup, per poi finalmente vincere la First Division nel 1952, dopo 41 anni dall'ultimo titolo. Nel 1957 il Manchester United diviene la prima squadra inglese a partecipare alla Coppa dei Campioni, nonostante le obiezioni della Football League, che aveva negato al Chelsea questa possibilità nella stagione precedente. Nel percorso verso la semifinale, dove viene eliminata dal Real Madrid, la squadra ottiene una vittoria per 10-0 contro i campioni dell'Anderlecht, che tuttora rimane la vittoria più larga del club nella competizione.

Il 6 febbraio del 1958 avviene il disastro aereo di Monaco di Baviera, nel quale perdono la vita 23 persone tra cui i giocatori Geoff Bent, Roger Byrne, Eddie Colman, Duncan Edwards, Mark Jones, David Pegg, Tommy Taylor e Billy Whelan, mentre Busby e Charlton si salvano per miracolo. In segno di solidarietà per la tragedia, la UEFA invita il Manchester United a prendere parte alla successiva edizione della Coppa dei Campioni, ma nonostante l'approvazione della FA, la Football League stabilisce che il club non può partecipare alla competizione, dal momento che non si è qualificato.

Grazie al fenomenale trio d'attacco formato da Bobby Charlton, George Best e Denis Law, lo United torna a vincere il campionato nelle stagioni 1964-1965 e 1966-1967. Nel 1968 la squadra vince la Coppa dei Campioni, risultando il primo club inglese in assoluto a riuscire a conquistare il trofeo: superato il Real Madrid vincendo 1-0 all'Old Trafford e pareggiando 3-3 dopo uno svantaggio iniziale di 1-3 nel ritorno allo stadio Santiago Bernabéu, il Manchester United approda in finale, dove affronta il grande Benfica di Eusébio. Nella finale, giocata a Londra al Wembley Stadium, gli inglesi vincono 4-1 dopo i tempi supplementari. Quando alza la coppa, Charlton lo fa anche in nome dei ragazzi del 1958.

Anni di transizione (1969-1986)[modifica | modifica wikitesto]

Matt Busby lascia la guida della squadra nel 1969, ma a seguito di un ottavo posto in campionato nella stagione 1969-1970 e a una brutta partenza nel torneo 1970-1971, viene convinto a riprendere temporaneamente il ruolo di allenatore del Manchester United. A seguito di un ventunesimo posto in campionato nella stagione 1973-1974, il club retrocede in Second Division e i tre attaccanti Best, Law e Charlton lasciano Manchester. Negli anni successivi, nonostante acquisti importanti tra i quali Joe Jordan, Gordon McQueen, Gary Bailey e Ray Wilkins, lo United non riesce ad ottenere risultati significativi.

Era Ferguson (1986-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Alex Ferguson, allenatore più vincente nella storia del Manchester United

Nel 1986 lo scozzese Alex Ferguson assume la guida tecnica del Manchester United. Dopo alcuni anni di transizione, il nuovo manager vince nel 1990 il primo trofeo della sua gestione, la FA Cup, mentre nel 1991 ottiene il primo successo internazionale, aggiudicandosi la Coppa delle Coppe battendo in finale 2-1 il Barcellona. La stagione successiva lo United conquista anche la Supercoppa europea, battendo la Stella Rossa Belgrado. Comincia in questi anni a formarsi l'ossatura della squadra che sarà protagonista del calcio internazionale degli anni '90, con l'acquisto nell'estate del 1991 del portiere danese Peter Schmeichel. Il Manchester United raggiunge il secondo piazzamento in classifica nel campionato 1991-1992: durante questa stagione Schmeichel rimane imbattuto per 17 giornate, mentre si aggrega definitivamente alla prima squadra Ryan Giggs, che diventerà una bandiera del Manchester United. Rafforzatasi ulteriormente con l'ingaggio dell'attaccante francese Éric Cantona, la squadra torna a vincere il campionato nel 1992-1993 dopo ventisei anni. Da questo momento lo United trascorrerà un periodo di predominio assoluto in Premier League, con otto campionati vinti nelle seguenti undici stagioni.

Nel 1993 viene ingaggiato il centrocampista irlandese Roy Keane, destinato anche lui a diventare una bandiera del club. La stagione 1993-1994 passa agli annali come la stagione del secondo double nella storia del Manchester United: la squadra di Alex Ferguson vince ancora il titolo inglese (si tratta del secondo titolo consecutivo; non accadeva dal 1957) e conquista la FA Cup. Il ritorno del club in Champions League dopo 25 anni si scopre amaro, complice l'eliminazione subita al secondo turno per mano del Galatasaray (3-3 all'Old Trafford e 0-0 in Turchia). La stagione seguente il Manchester United rimane senza trofei, pur lottando per il titolo nazionale fino alla fine, giungendo secondo in classifica a solo un punto dal Blackburn campione, e raggiungendo la finale di FA Cup. Nel gennaio 1995 viene acquistato il centravanti Andy Cole, che esordisce nel match di campionato contro il Crystal Palace. Nella stessa partita Cantona viene espulso per un fallo su un difensore avversario e, avviandosi verso gli spogliatoi, aggredisce un tifoso avversario che lo aveva insultato dagli spalti. A seguito della vicenda, al calciatore vengono inflitti nove mesi di squalifica e una forte multa: secondo molti l'assenza di Cantona è stata tra le cause principali del calo di rendimento dello United nella stagione 1994-1995.

Paul Scholes, terzo per presenze nella storia del club (718)

L'epilogo amaro della stagione induce Ferguson a ridisegnare l'organico della squadra in vista della stagione 1995-1996. Ceduti Paul Ince, Mark Hughes e Andrei Kanchelskis, fanno il loro ingresso in prima squadra diversi elementi del settore giovanile, tra i quali David Beckham e i fratelli Gary e Phil Neville, ai quali si aggiungono Paul Scholes e Nicky Butt, altri due giovani che avevano già collezionato numerose presenze nella stagione precedente. La scelta si rivela azzeccata e, grazie anche al ritorno di Cantona nell'ottobre del 1995, il Manchester United diventa la prima squadra inglese a conseguire il secondo double.

Il capitano Steve Bruce lascia il Manchester United dopo nove anni nell'estate del 1996, consegnando la fascia a Cantona e il suo numero 7, icona dei tifosi, a Beckham. La squadra di Alex Ferguson conquista il quarto titolo in cinque anni nel campionato 1996-1997, che si rivela essere anche l'ultima stagione da calciatore di Éric Cantona, che si ritira all'età di trent'anni e viene sostituito da Teddy Sheringham. Al titolo del 1997 segue il secondo posto del campionato 1997-1998, alle spalle dell'Arsenal. Nella Champions League 1996-1997 i Red Devils raggiungono la semifinale, in cui sono eliminati con un doppio 1-0 dal Borussia Dortmund, poi vincitore del torneo. Nella Champions League 1997-1998, invece, il cammino dello United si interrompe ai quarti di finale, con il Monaco che pareggia in casa 0-0 e all'Old Trafford 1-1, passando il turno per la regola dei gol fuori casa.

Gary Neville, cresciuto nel settore giovanile e capitano per cinque stagioni

Il Manchester United raggiunge l'apice del successo nel 1999, anno che sarà ricordato come quello del treble: i Red Devils vincono infatti nella stessa stagione la Premier League, la FA Cup e la Champions League. Acquistati il difensore Jaap Stam dal PSV e l'attaccante Dwight Yorke dall'Aston Villa, la squadra subisce soltanto tre sconfitte in tutto il campionato. La lotta per il titolo è comunque serrata: i Red Devils superano l'Arsenal in classifica alla penultima giornata, mentre all'ultimo turno di campionato battono il Tottenham Hotspur per 2-1 in rimonta all'Old Trafford, grazie a due grandi gol di David Beckham e Andy Cole. Il Manchester United si proclama così campione d'Inghilterra per la quinta volta in sette anni. Dopo sette giorni, la squadra di Ferguson supera 2-1 il Newcastle United in finale di FA Cup, vincendo anche la coppa nazionale e centrando il double per la terza volta. In Champions League il Manchester United esce sorprendentemente imbattuto da un girone comprendente Barcellona e Bayern Monaco, per poi eliminare l'Inter ai quarti e la Juventus in semifinale e incontrare in finale nuovamente il Bayern Monaco. I tedeschi, anche loro in corsa per il treble, passano in vantaggio in avvio di gara, grazie a un gol su punizione di Mario Basler, e dominano per tutta la gara, colpendo anche due pali. Quando al 90° la coppa sembra saldamente nelle mani dei bavaresi, l'arbitro Pierluigi Collina assegna tre minuti di recupero, durante i quali la squadra inglese compie un'incredibile rimonta: al momento della battuta di un corner tutti i giocatori del Manchester United si riversano nell'area del Bayern. Catturando un'affrettata respinta della difesa tedesca, Giggs calcia dal limite verso la porta avversaria. A pochi metri dalla porta il subentrato Sheringham raccoglie un pallone apparentemente innocuo e beffa il portiere Oliver Kahn con un tocco di destro. Con i giocatori tedeschi visibilmente scossi, il Manchester United ottiene, appena un minuto dopo il pareggio, un altro calcio d'angolo: la battuta di Beckham spiove in area, dove la difesa del Bayern si fa sorprendere dal tocco sotto misura di Solskjær, servito da Sheringham e anch'egli subentrato nella ripresa. Il memorabile 2-1 finale consegna allo United la più insperata e straordinaria delle vittorie e permette al club di raggiungere il treble.

I Red Devils non riescono a conquistare anche la Supercoppa europea, che viene vinta dalla Lazio, trionfante 1-0 contro la squadra di Ferguson. Tuttavia, pochi mesi dopo a Tokyo, il Manchester United vince la Coppa Intercontinentale, battendo 1-0 i brasiliani del Palmeiras e tramutando il treble in quadruple. Alla stagione del treble seguono altre due stagioni di affermazione in campionato per i Red Devils, nel 1999-2000 e nel 2000-2001. Nel torneo 2001-2002 il club si ferma al terzo posto in classifica, ma già nella stagione 2002-2003 torna a vincere la Premier League, mettendo in bacheca l'ottavo titolo in undici anni. Nei due anni successivi la squadra conquista un solo trofeo, la FA Cup 2003-2004, e inizia perciò a ricostruire la rosa, inserendo in prima squadra giovani promesse quali Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney.

Rio Ferdinand, dodici stagioni a Manchester

Nel 2005 Roy Keane, colonna storica del Manchester United, lascia il club dopo 12 anni. Il digiuno di successi del club in questi anni sembra sancire la fine del ciclo di Ferguson, che nella stagione 2005-2006 raggiunge il secondo posto in campionato e viene eliminato dal Liverpool agli ottavi di finale di FA Cup. La squadra vince comunque la sua seconda Coppa di Lega, battendo il Wigan 4-0 in finale. Alla fine della stagione, a causa di incomprensioni con l'allenatore, l'attaccante idolo dei tifosi Ruud van Nistelrooy lascia lo United e si trasferisce al Real Madrid. Nella stagione 2006-2007 i Red Devils tornano a vincere la Premier League a quattro anni dall'ultimo titolo. La squadra sfiora inoltre il quarto double della propria storia: lo United raggiunge infatti la finale di FA Cup, dove viene battuto 1-0 dal Chelsea. In Champions League il club viene eliminato in semifinale dal Milan di Ancelotti, poi campione d'Europa.

Cristiano Ronaldo, nominato miglior calciatore del mondo nel 2008

La stagione 2007-2008 si rivela essere una delle più feconde della storia del club. Dopo la vittoria della Supercoppa d'Inghilterra ai tiri di rigore contro il Chelsea, lo United avanza in Premier League nel segno di un grande Cristiano Ronaldo, che nell'aprile del 2008 raggiunge i 38 gol stagionali e viene eletto per il secondo anno consecutivo miglior giocatore del campionato. Intanto, in Champions League i Red Devils passano il girone F come primi, per poi eliminare il Lione negli ottavi di finale, la Roma nei quarti e il Barcellona in semifinale, raggiungendo dunque la finale del torneo. L'11 maggio 2008 il Manchester United si conferma campione d'Inghilterra, battendo nell'ultima giornata di campionato il Wigan al JJB Stadium e beneficiando del pareggio all'ultimo minuto del Bolton Wanderers contro i secondi in classifica del Chelsea: si tratta del decimo titolo in sedici stagioni per la squadra di Ferguson. Dieci giorni dopo i Red Devils si laureano campioni d'Europa per la terza volta nella loro storia, prevalendo ai rigori ancora contro il Chelsea nella finale di Champions League, allo Stadio Lužniki di Mosca. In occasione di questa partita Ryan Giggs batte il record di presenze con la maglia del Manchester United, precedentemente detenuto da Bobby Charlton. In FA Cup la sconfitta ai quarti di finale contro il Portsmouth impedisce alla squadra di Ferguson di centrare il secondo treble della sua storia.

La stagione 2008-2009 vede la squadra ripercorrere il trionfale cammino in campionato dell'anno precedente, fino ad aggiudicarsi il terzo titolo nazionale consecutivo. Dopo la sconfitta per 2-1 contro lo Zenit San Pietroburgo nella partita valevole per l'assegnazione della Supercoppa europea, i Red Devils si aggiudicano la Supercoppa d'Inghilterra battendo ai tiri di rigore il Portsmouth. Il 21 dicembre 2008 il Manchester United vince inoltre la Coppa del mondo per club FIFA, superando 1-0 in finale la Liga de Quito e laureandosi per la seconda volta campioni del mondo. Il 27 gennaio 2009, nella partita di campionato contro il West Bromwich Albion, il portiere Edwin van der Sar stabilisce il nuovo primato di imbattibilità in Premier League, mantenendo inviolata la sua porta per 1032 minuti consecutivi. La serie di successi prosegue con la vittoria della Coppa di Lega: la squadra di Ferguson supera in finale il Tottenham 4-1 ai tiri di rigore, dopo che i tempi regolamentari e supplementari finiscono 0-0. Il 16 maggio il Manchester United vince, con una giornata d'anticipo, la terza Premier League di fila, risultando essere la prima squadra inglese a riuscire in tale impresa per due volte. Si tratta inoltre del diciottesimo titolo nazionale per il club, che eguaglia così il numero di successi del Liverpool. Il 27 maggio i Red Devils disputano allo Stadio Olimpico di Roma un'altra finale di Champions League, ma hanno la peggio contro il Barcellona di Guardiola, che si impone 2-0.

L'11 giugno 2009 il Manchester United accetta l'offerta di 80 milioni di sterline, equivalenti a 93 milioni di euro, del Real Madrid per Cristiano Ronaldo, stabilendo l'acquisto più oneroso nella storia del calcio. Nonostante la cessione del portoghese, sostituito da Michael Owen e Antonio Valencia, il debito totale della "Red Football Joint Venture", la società controllante il club, raggiunge la somma di 819 milioni di euro. La squadra di Ferguson continua comunque a conseguire risultati, vincendo di nuovo la Coppa di Lega battendo in finale l'Aston Villa per 2-1. In campionato, i Red Devils si piazzano secondi a solo un punto di distanza dal Chelsea. In Champions League lo United viene eliminato ai quarti di finale dal Bayern Monaco.

Nemanja Vidić, capitano per quattro stagioni

L'8 agosto 2010 la squadra di Sir Alex Ferguson conquista il Community Shield battendo 3-1 il Chelsea di Ancelotti, grazie ai gol di Valencia, Berbatov e del giovane attaccante messicano Hernandez. In campionato, il 14 maggio 2011, in virtù del pareggio ottenuto in casa del Blackburn, il club torna a laurearsi campione d'Inghilterra per la diciannovesima volta nella sua storia. I Red Devils superano così gli acerrimi rivali del Liverpool nel numero di campionati vinti, portandosi a quota diciannove e stabilendo un nuovo record in Premier League. Il 28 maggio lo United perde un'altra finale di Champions League contro il Barcellona, trionfante 3-1 a Wembley.

Il 7 dicembre 2011 la squadra, sconfitta 2-1 dal Basilea, viene eliminata dalla Champions League: per la prima volta nella storia della competizione la squadra finalista dell'edizione precedente viene eliminata alla fase a gironi. In campionato il Manchester United si piazza al secondo posto, a pari punti con i concittadini del Manchester City, che vincono il campionato per miglior differenza reti. Durante la campagna acquisti estiva la squadra si rafforza notevolmente, con l'arrivo del giapponese Shinji Kagawa e soprattutto dell'olandese Robin van Persie. Il 5 marzo 2013 il Manchester United viene eliminato agli ottavi di finale di Champions League per mano del Real Madrid. Il successivo 22 aprile, grazie alla vittoria contro l'Aston Villa per 3-0 con una gran tripletta di van Persie, i Red Devils tornano a vincere la Premier League: si tratta del loro ventesimo titolo.

Anni recenti (dal 2013)[modifica | modifica wikitesto]

Ryan Giggs, giocatore più vincente della storia del club

L'8 maggio 2013, dopo lunghe speculazioni in tal senso, il manager Sir Alex Ferguson annuncia il suo ritiro, dopo quasi 27 anni, da allenatore del Manchester United. Il suo successore viene individuato nel connazionale David Moyes, ex allenatore dell'Everton, che il giorno dopo firma un contratto della durata di sei anni. Nella stagione 2013-2014, dopo la conquista del Community Shield l'11 agosto grazie alla vittoria per 2-0 contro il Wigan, i Red Devils ottengono però risultati molto deludenti: in campionato chiudono al settimo posto, risultato peggiore per il club in Premier League, non qualificandosi alla Champions League per la prima volta dal 1996 e rimanendo fuori dalle competizioni europee dopo ventiquattro anni, risultando tra l'altro l'unica squadra inglese sempre presente dal 1990 al 2014. In Champions League, superata agevolmente la fase a gironi, il Manchester United incontra l'Olympiacos agli ottavi di finale, perdendo 2-0 in Grecia ma vincendo 3-0 all'Old Trafford, in virtù della tripletta messa a segno da Robin van Persie. Ai quarti i Red Devils vengono eliminati dalla competizione dal Bayern Monaco. Il 22 aprile 2014, a seguito della sconfitta per 2-0 in casa dell'Everton, la squadra esonera David Moyes e lo sostituisce con Ryan Giggs.

Il 19 maggio 2014 viene ufficializzato l'ingaggio di Louis van Gaal, in quel momento ct dei Paesi Bassi, come allenatore del Manchester United dopo i Mondiali 2014.[3] La campagna acquisti estiva è faraonica: a Manchester arrivano Ander Herrera dall'Athletic Club per 36 milioni di euro, Luke Shaw dal Southampton per 37,5 milioni e Angel Di Maria dal Real Madrid per 75 milioni. Negli ultimi cinque giorni di mercato vengono inoltre acquistati l'olandese Daley Blind dall'Ajax per 17,5 milioni di euro ed il colombiano Radamel Falcao in prestito dal Monaco per 7,6 milioni. In tutto vengono sborsati circa 200 milioni di euro per il calciomercato. Nonostante i grandi investimenti, l'inizio di stagione è complicato per la squadra di van Gaal: i Red Devils sono sconfitti 2-1 all'Old Trafford dallo Swansea al debutto in Premier League, mentre alla seconda giornata non riescono ad andare oltre l'1-1 sul campo del Sunderland. Il 26 agosto arriva anche l'eliminazione al secondo turno di League Cup per mano del Milton Keynes Dons, club militante nella terza divisione inglese, che sconfigge lo United 4-0. Alla terza giornata di campionato la squadra pareggia 0-0 contro il Burnley al Turf Moor. La prima vittoria stagionale arriva il 14 settembre, grazie al 4-0 casalingo contro il Queens Park Rangers, ma nella settimana successiva arriva un'ulteriore sconfitta, inflitta dal Leicester City per 5-3, dopo uno svantaggio iniziale di 1-3. Nel corso della stagione, tuttavia, lo United riesce a risalire la classifica e chiude il campionato al quarto posto, qualificandosi così ai preliminari di Champions League.

Durante la sessione estiva di calciomercato seguente, il club si rafforza acquistando diversi talenti, ma cede alcuni fuoriclasse quali Angel di Maria, che va al PSG per 63 milioni di euro, e Robin van Persie, che va al Fenerbahce per 5,5 milioni. Durante la stagione 2015-2016, i Red Devils escono al quarto turno di League Cup, superati dal Middlesbrough ai rigori all'Old Trafford. In Champions League, invece, superati i play-off battendo il Club Brugge, il Manchester United non supera la fase a gironi, concludendo terzo nel gruppo B dietro a Wolfsburg e PSV ma qualificandosi ai sedicesimi di finale di Europa League. Qui, superato il Midtjylland col brivido (perdendo 1-2 in Danimarca e vincendo 5-1 all'Old Trafford), l'avventura dei Red Devils termina agli ottavi, dove vengono eliminati dal Liverpool. Il campionato non regala allo United le gioie sperate: la squadra di van Gaal riesce a raggiungere soltanto il quinto posto in classifica, restando nuovamente fuori dalla Champions League. Il 21 maggio 2016 il club vince la dodicesima FA Cup della sua storia, la prima dal 2004, battendo in finale il Crystal Palace per 2-1 dopo i tempi supplementari.

Wayne Rooney, attuale capitano del Manchester United

Il 23 maggio 2016 il manager Louis van Gaal viene esonerato.[4] Al suo posto, per la stagione 2016-2017 il club sceglie come nuovo allenatore José Mourinho, ex tecnico del Chelsea, ufficializzato il 27 maggio.[5]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Manchester United Football Club

  • 1900-01 - 10° in Second Division.
  • 1901-02 - 15° in Second Division. La società cambia nome: fallisce il Newton Heath e nasce il Manchester United F.C..
  • 1902-03 - 5° in Second Division.
  • 1903-04 - 3° in Second Division.
  • 1904-05 - 3° in Second Division.
  • 1905-06 - 2° in Second Division. Promosso in First Division.
  • 1906-07 - 8° in First Division.
  • 1907-08 - Premier league trophy icon.png Campione d'Inghilterra (1º titolo).
  • 1908-09 - 13° in First Division.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (1º titolo).
FA Cup.png Vince la FA Cup (1º titolo).

  • 1910-11 - Premier league trophy icon.png Campione d'Inghilterra (2º titolo).
  • 1911-12 - 13° in First Division.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (2º titolo).


FA Cup.png Vince la FA Cup (2º titolo).
Finalista di Charity Shield.

CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (3º titolo).
  • 1956-1957 - Premier league trophy icon.png Campione d'Inghilterra (5º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (4º titolo).
Finalista di FA Cup.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (5º titolo).
Finalista di FA Cup.

FA Cup.png Vince la FA Cup (3º titolo).
Finalista di Charity Shield.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (6º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (7º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
Finalista di Coppa Intercontinentale.

Finalista di FA Cup.
FA Cup.png Vince la FA Cup (4º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (8º titolo).
Finalista di FA Cup.

FA Cup.png Vince la FA Cup (5º titolo).
Finalista di League Cup.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (9º titolo).
FA Cup.png Vince la FA Cup (6º titolo).
Finalista di Charity Shield.
FA Cup.png Vince la FA Cup (7º titolo).

CommunityShield10.png Vince lo Charity Shield (10º titolo).
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Finalista di Football League Cup.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Carling.png Vince la League Cup (1º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (11º titolo).
FA Cup.png Vince la FA Cup (8º titolo).
Finalista di League Cup.
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (12º titolo).
Finalista di FA Cup.
FA Cup.png Vince la FA Cup (9º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (13º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Charity Shield (14º titolo).
Finalista di Charity Shield.
FAcup10.png Vince la FA Cup (10º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Champions League (2º titolo).
Finalista di Charity Shield.
Finalista di Supercoppa UEFA.
Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo) .

Finalista di Charity Shield.
Finalista di League Cup.
CommunityShield.png Vince lo Community Shield (15º titolo).
FA Cup.png Vince la FA Cup (11º titolo).
Finalista di Community Shield.
Finalista di FA Cup.
Carling.png Vince la Football League Cup (2º titolo).
Finalista di FA Cup.
CommunityShield.png Vince lo Community Shield (16º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Champions League (3º titolo).
CommunityShield.png Vince lo Community Shield (17º titolo).
Finalista di Supercoppa UEFA.
FIFA Club World Cup.svg Vince la Coppa del mondo per club (1º titolo).
Carling.png Vince la League Cup (3º titolo).
Finalista di Champions League.
Carling.png Vince la League Cup (4º titolo).

CommunityShield.png Vince lo Community Shield (18º titolo).
Finalista di Champions League.
CommunityShield.png Vince lo Community Shield (19º titolo).
CommunityShield10.png CommunityShield10.png Vince lo Community Shield (20º titolo).
Quarti di finale di Champions League.
Quarti di finale di FA Cup.
Secondo turno di League Cup.
FA Cup.png Vince la FA Cup (12º titolo).
Fase a gironi di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.
Ottavi di finale di League Cup.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

L'iconico completo blu riproposto negli anni duemila

Durante i primi anni della propria storia, quando il club si chiamava ancora Newton Heath, i colori sociali della prima maglia erano il giallo e il verde, tinte che vennero poi riprese nella divisa da trasferta durante i primi anni novanta del XX secolo. Nel 1902, quando il club venne ripristinato dopo il fallimento con il nome di Manchester United, vennero modificati anche i colori sociali. Si scelse il rosso per la maglietta, il bianco per i pantaloncini e il nero per i calzettoni. I colori sono tuttora quelli ufficiali.

Un'eccezione ai classici colori sociali fu fatta nella finale di FA Cup del 1902 persa contro il Bristol City, quando la squadra si presentò indossando una maglietta bianca con una sottile linea rossa che evidenziava il colletto a V. Questa uniforme fu poi riproposta durante gli anni venti, prima che lo United tornasse a indossare le classiche divise rosse.

Solitamente le divise da trasferta sono bianche con pantaloncini neri e calzettoni bianchi, ma altre uniformi sono state proposte durante la storia del club: una divisa a strisce verticali bianche e blu usata in alcuni incontri nel periodo che va dal 1903 al 1916, una completamente nera nella stagione 1994 e 2003 e una blu con una sottile linea orizzontale color argento nel 2000. Una delle seconde divise più famose è quella completamente grigia usata dallo United dalla stagione '96, la divisa fu abbandonata perché considerata poco visibile dagli stessi giocatori: in un incontro che vedeva di fronte il Southampton Football Club, all'intervallo il risultato era di 3-0 per i Saints di Southampton. Nel secondo tempo i diavoli rossi si presentarono con la terza divisa a strisce bianche e blu ma riuscirono a realizzare solo il gol della bandiera. Il risultato di 3-1 fu l'ultimo visto dalla divisa completamente grigia dello United[7].

Un'altra storica seconda divisa dei Red Devils si componeva di una maglietta reversibile, bianca con maniche nere e finiture color oro su un lato e viceversa sull'altro lato della maglia. La divisa, commemorativa per i 100 anni dal cambio di nome (da Newton Heath a Manchester United) fu l'ultima fornita dallo sponsor tecnico Umbro, prima che il club siglasse il nuovo accordo con la Nike.

La terza maglia dello United è tradizionalmente blu, in omaggio alla divisa indossata nella vittoria della Coppa dei Campioni del 1968. In passato sono state fatte alcune eccezioni, inclusa una versione giallo brillante indossata nei primi anni settanta, la già menzionata divisa a strisce blu e bianche introdotta dal 1996 e che risultò essere la preferita dai tifosi oltre ad una bianca con due strisce orizzontali, una rossa ed una nera usata nel 2004. Lo United ha usato come terza maglia anche la classica divisa da allenamento, come l'uniforme completamente nera utilizzata nella stagione 1998-99 e una blu scura con lati marroni nel 2001 per le partite contro il Southampton e PSV Eindhoven.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma utilizzato tra gli anni '60 e '70.

Lo stemma del Manchester United è stato modificato in diverse occasioni, anche se la base è rimasta la stessa. Il logo deriva dallo stemma cittadino e il diavolo trae origine dal soprannome della squadra: The Red Devils (I Diavoli Rossi), nomignolo adottato agli inizi degli anni sessanta dopo che Matt Busby sentì chiamare così i componenti della squadra di rugby di Salford, caratterizzata dalle maglie rosse. A partire dalla fine degli anni '60 il diavolo iniziò a comparire sulle sciarpe, prima di essere incorporato nel logo ufficiale durante gli anni settanta assieme al tridente. Nel 1998 lo stemma perse la dicitura "Football Club", ma il cambiamento non fu ben accetto da alcuni sostenitori, che vissero questa novità come una scelta rivolta più al business.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1991 la società è una Public Limited Company. Precedentemente quotata al London Stock Exchange, nel 1998 ha subito un tentativo di scalata da parte dell'imprenditore Rupert Murdoch, poi bloccato dal governo inglese[8]. Durante gli anni novanta il flottante della società raggiunse il valore di un miliardo di sterline (1,5 miliardi di euro), rendendo così improbabile un cambio di gestione. Nonostante ciò, nel maggio del 2005 Malcolm Glazer portò a termine un'OPA ostile e delistò il titolo dal mercato borsistico. Secondo i dati della rivista Forbes, dal 2005 al 2013 il Manchester United è stato il club più ricco del mondo, mentre attualmente la società risulta essere al terzo posto in questa speciale classifica: il suo fatturato ammonta a 519,5 milioni di euro, inferiore solo a quello del Real Madrid e del Barcellona.

L'amministratore delegato della società è David Gill, mentre Martin Edwards, che ha ricoperto il ruolo per circa 20 anni prima di Gill, ne è il presidente onorario.

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  • Chevrolet - Partner principale
  • Aon Corporation - Partner principale
  • Adidas - Sponsor tecnico
  • Aeroflot - Corriere ufficiale
  • DHL - Partner logistico ufficiale

Finora il club ha avuto solo cinque sponsor principali sulle maglie: lo storico Sharp Electronics, presente dal 1982 al 2000, la Vodafone, che vi è rimasta fino al 2006, e le società di assicurazione statunitensi AIG e Aon Corporation fino al 2014. La prima è stata presente sulle casacche dei Red Devils dal 2006 al 2010, con un contratto da 14 milioni di sterline l'anno (21 milioni di euro), ed è così divenuto il contratto di sponsorizzazione più alto di sempre, superato solo dall'organizzazione no profit Qatar Foundation che ha siglato un accordo da 30 milioni di euro l'anno con il Barcellona. Aon è comparsa sulle maglie del Manchester United nel 2010, firmando con i Red Devils un contratto da 20 milioni di euro l'anno fino al 2014. Nell'agosto del 2011, la società inglese ha annunciato un accordo di sponsorizzazione con la compagnia di trasporti tedesca DHL. Il logo dell'azienda appare sulle maglie d'allenamento e pre gara: si tratta della prima volta in assoluto che una squadra di calcio presenta un secondo sponsor per le maglie d'allenamento. L'accordo è un quadriennale da 40 milioni di sterline (circa 46 milioni di euro) annuali, che conferma il Manchester United leader del marketing nel mondo del calcio. Dalla stagione 2014/2015, il nuovo partner ufficiale del Manchester United è diventato Chevrolet, mentre Aon è rimasta solo sulle maglie d'allenamento e pre gara. L'accordo con il marchio di General Motors frutterà al club un totale di 79 milioni di euro a stagione, per un totale di ben 560 milioni di euro in sette anni.

Così come lo sponsor principale, anche il fornitore tecnico della squadra è stato cambiato poche volte nella storia del Manchester United. Il primo in assoluto fu Admiral nel 1975, seguito da Adidas a metà anni ottanta e da Umbro nel 1992. Nike fu sponsor tecnico dei Red Devils dal 2002, siglando un contratto da 302,9 milioni di sterline (455 milioni di euro) in 13 anni. Inizialmente l'accordo prevedeva la possibilità di rescissione nel 2008 da parte della Nike, opzione che però non venne attuata e che ha invece visto prolungare la partnership fino al 2015. Dalla stagione 2015/2016 torna sponsor tecnico la compagnia tedesca Adidas, che verserà nelle casse del Manchester United ben 75 milioni di sterline l'anno per dieci anni, per un totale record di 750 milioni di sterline (quasi un miliardo di euro).

Abbigliamento tecnico
Sponsor ufficiale

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori del Manchester United F.C.
José Mourinho, attuale allenatore del club
Allenatori

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori del Manchester United F.C.

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Periodo[11] Nome Note
1878–1882 Inghilterra Sam Black Primo capitano noto
1882 Inghilterra E. Thomas
1882–1883 Sconosciuto
1883–1887 Inghilterra Sam Black
1887–1890 Galles Jack Powell
1890–1892 Sconosciuto
1892–1893 Scozia Joe Cassidy
1893–1984 Sconosciuto
1894 Scozia James McNaught
1894–1896 Sconosciuto
1896–1903 Inghilterra Harry Stafford
1903–1904 Sconosciuto
1904–1905 Scozia Jack Peddie
1905–1912 Inghilterra Charlie Roberts
1912–1913 Inghilterra George Stacey
1913 Inghilterra Dick Duckworth
1914 Inghilterra George Hunter
1914–1915 Inghilterra Patrick O'Connell
1915–1919 Nessuno Sospensione dell'attività calcistica per via della prima guerra mondiale
1919–1922 Sconosciuto
1922–1928 Inghilterra Frank Barson
1928–1931 Inghilterra Jack Wilson
1931–1932 Scozia George McLachlan
1932 Inghilterra Louis Page
1932–1935 Sconosciuto
1935–1939 Scozia James Brown
1939–1945 Nessuno Sospensione dell'attività calcistica per via della seconda guerra mondiale
1945–1953 Irlanda Johnny Carey
1953–1954 Inghilterra Stan Pearson
1954–1955 Inghilterra Allenby Chilton
1955–1958 Inghilterra Roger Byrne
1958–1959 Inghilterra Bill Foulkes
1959–1960 Inghilterra Dennis Viollet
1960–1962 Inghilterra Maurice Setters
1962–1967 Irlanda Noel Cantwell Co-capitano insieme a Denis Law dal 1964 al 1967
1964–1968 Scozia Denis Law Co-capitano insieme a Noel Cantwell dal 1964 al 1967
1968–1973 Inghilterra Bobby Charlton
1973 Scozia George Graham
1973–1975 Scozia Willie Morgan
1975–1982 Scozia Martin Buchan
1982 Inghilterra Ray Wilkins
1982–1994 Inghilterra Bryan Robson Capitano più longevo nella storia del Manchester United, co-capitano insieme a Steve Bruce dal 1992 al 1994
1992–1996 Inghilterra Steve Bruce Co-capitano insieme a Bryan Robson dal 1992 al 1994
1996–1997 Francia Eric Cantona
1997–2005 Irlanda Roy Keane Capitano più vincente nella storia del Manchester United
2005–2010 Inghilterra Gary Neville
2010–2014 Serbia Nemanja Vidić
2014- Inghilterra Wayne Rooney

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Inghilterra Bobby Charlton (Inghilterra 1966)
Inghilterra John Connelly (Inghilterra 1966)
Inghilterra Nobby Stiles (Inghilterra 1966)
Danimarca Peter Schmeichel UEFA European Cup.svg (Svezia 1992)

Premi individuali[modifica | modifica wikitesto]

Denis Law: 1964
Bobby Charlton: 1966
George Best: 1968
Cristiano Ronaldo: 2008
Cristiano Ronaldo: 2008
Cristiano Ronaldo: 2008

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

56 trofei

1907-1908, 1910-1911, 1951-1952, 1955-1956, 1956-1957, 1964-1965, 1966-1967, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1996-1997, 1998-1999, 1999-2000, 2000-2001, 2002-2003, 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2010-2011, 2012-2013
1908-1909, 1947-1948, 1962-1963, 1976-1977, 1982-1983, 1984-1985, 1989-1990, 1993-1994, 1995-1996, 1998-1999, 2003-2004, 2015-2016
1991-1992, 2005-2006, 2008-2009, 2009-2010
1908, 1911, 1952, 1956, 1957, 1965[12], 1967[13], 1977[12], 1983, 1990[12], 1993, 1994, 1996, 1997, 2003, 2007, 2008, 2010, 2011, 2013
1935-1936, 1974-1975

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

7 trofei

1999
2008
1967-1968, 1998-1999, 2007-2008
1990-1991
1991

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Campionato inglese
secondo posto: First Division: 1946-1947, 1947-1948, 1948-1949, 1950-1951, 1958-1959, 1963-1964, 1967-1968, 1979-1980, 1987-1988, 1991-1992; FA Premier League: 1994-1995, 1997-1998, 2005-2006; Premier League: 2009-2010, 2011-2012
  • Coppa d'Inghilterra
finalista: 1956-1957, 1957-1958, 1975-1976, 1978-1979, 1994-1995, 2004-2005, 2006-2007
  • Coppa di Lega inglese
finalista: 1982-1983, 1990-1991, 1993-1994, 2002-2003
  • Supercoppa d'Inghilterra
secondo posto: Charity Shield: 1948, 1963, 1985, 1998, 1999, 2000, 2001; Community Shield: 2004, 2009
  • Champions League:
finalista: 2008-2009, 2010-2011
  • Supercoppa UEFA
finalista: 1999, 2008
  • Coppa Intercontinentale:
finalista: 1968

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti in Premiership[modifica | modifica wikitesto]

20 12º 2
13 13º 3
6 14º 2
7 15º 2
2 16º 2
2 17º 1
2 18º 3
6 19º 1
3 20º 0
10º 1 21º 2
11º 3 22º 2

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

[14]

Primatisti di presenze[modifica | modifica wikitesto]

# Nome Periodo Presenze Gol
1 Galles Ryan Giggs 1990 - 2014 963 169
2 Inghilterra Bobby Charlton 1956 - 1973 758 249
3 Inghilterra Paul Scholes 1993 - 2013 719 156
4 Inghilterra Bill Foulkes 1952 - 1970 688 9
5 Inghilterra Gary Neville 1992 - 2011 602 7
6 Inghilterra Alex Stepney 1966 - 1978 539 2
7 Irlanda Tony Dunne 1960 - 1973 536 2
8 Irlanda Denis Irwin 1990 - 2002 529 33
9 Inghilterra Wayne Rooney 2004 - 520 245
10 Inghilterra Joe Spence 1919 - 1933 510 168

Primatisti di reti[modifica | modifica wikitesto]

# Nome Periodo Presenze Gol Media reti
1 Inghilterra Bobby Charlton 1956 - 1973 758 249 0.33
2 Inghilterra Wayne Rooney 2004 - 520 245 0.48
3 Scozia Denis Law 1962 - 1973 444 237 0.59
4 Inghilterra Jack Rowley 1937 - 1955 424 211 0.50
5= Inghilterra Dennis Viollet 1953 - 1962 293 179 0.61
5= Irlanda del Nord George Best 1963 - 1974 470 179 0.38
7 Galles Ryan Giggs 1990 - 2014 963 169 0.18
8 Inghilterra Joe Spence 1919 - 1933 510 168 0.33
9 Galles Mark Hughes 1983 - 1986, 1988 - 1995 466 164 0.35
10 Inghilterra Paul Scholes 1994 - 2013 719 156 0.22
11 Paesi Bassi Ruud van Nistelrooy 2001 - 2006 220 150 0.68


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima della seconda guerra mondiale pochi tifosi inglesi viaggiavano per seguire le partite fuori casa della propria squadra preferita. I motivi erano diversi: costi, tempi e difficoltà logistiche nell'affrontare un viaggio che, vista la scarsa diffusione del mezzo a quattro ruote nei primi anni del XIX secolo, solo raramente veniva effettuato in auto. Le due squadre di Manchester, lo United e il City, giocavano in casa alternativamente di sabato ed era consuetudine, per i cittadini, seguire una volta una e una volta l'altra squadra della città. Dopo la guerra, però, si instaurò una forte rivalità tra i due ambienti e fu così che i tifosi si ritrovano a scegliere di seguire esclusivamente l'una o l'altra squadra.

Tifosi del Manchester United all'Old Trafford

Quando lo United vinse la Premiership del 1955-1956, lo fece con la più alta affluenza media di spettatori per le partite casalinghe del campionato, record fino ad allora detenuto stabilmente dal Newcastle United. Dopo il disastro aereo di Monaco del 1958, nuovi tifosi si unirono a quelli già presenti e iniziarono ad assistere alle partite dei Red Devils. Ciò provocò un repentino aumento del numero di tifosi del Manchester United ed è tuttora uno dei motivi per cui la squadra registra quasi ogni anno la più alta affluenza media di tifosi allo stadio[15][16].

Un'indagine del 2002 intitolata "Do you come from Manchester?"[17] mostra come la maggior parte dei tifosi del Manchester City provenga dalla città di Manchester.

Sul finire degli anni novanta e all'inizio del nuovo millennio i tifosi del Manchester United cominciarono a temere la possibilità che il club venisse acquisito sul mercato borsistico. Il gruppo di tifosi IMUSA (Independent Manchester United Supporters' Association) furono estremamente attivi per opporsi al tentativo di takeover da parte di Rupert Murdoch nel 1998. Si formò un altro gruppo, il Shareholders United Against Murdoch (divenuto poi il Shareholders United e in seguito rinominato in Manchester United Supporters' Trust), per incoraggiare i tifosi dei Red Devils ad acquistare sul mercato azioni della società, così da avere un maggior potere contrattuale per dire la propria sui problemi dei tifosi quali il costo dei biglietti e la loro ripartizione e soprattutto per ridurre il rischio di possibili acquisizioni ostili. Nonostante l'impegno, non si poté fare molto per contrastare la scalata di Malcolm Glazer, dopo la quale alcuni tifosi si staccarono dalla squadra che sostenevano per fondare un nuovo club, lo United of Manchester.

Malgrado l'avversione verso i nuovi proprietari del Manchester United, l'affluenza media è continuata a crescere e gli eccellenti risultati sportivi del club hanno riacceso l'entusiasmo dei tifosi. Negli anni recenti è stato molto acceso il dibattito sulla mancanza di atmosfera per alcune partite all'Old Trafford, ma durante la stagione stagione 2006-2007 in diverse occasioni i tifosi hanno dimostrato la loro passione per lo United.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità calcistica Liverpool-Manchester United e Derby di Manchester.
Una fase della sfida tra Manchester United e Liverpool del 2009

La rivalità tra Liverpool e Manchester United è la più sentita d'Inghilterra mettendo di fronte le due squadre più titolate del calcio inglese. Altre grandi rivalità che la squadra e soprattutto i tifosi vivono sono quelle con i londinesi dell'Arsenal e del Chelsea, ma vi è anche una forte controversia con il Leeds United, risalente però a periodi più remoti. Altra importante sfida di rilievo per il Manchester United è il famoso derby giocato contro i concittadini del Manchester City: da menzionare il derby della stagione 2005-2006 perso dai Red Devils contro i Citizens per 3-1. Alla sua terza marcatura, Robbie Fowler festeggiò mostrando la mano aperta ai tifosi dello United[18]. L'intento fu quello di ricordare le cinque Champions League vinte dai rivali del Liverpool, di cui Fowler è stato giocatore ed è tifoso. Si è trattata di una doppia beffa per i tifosi del Manchester United, proprio a causa della forte rivalità che divide i Red Devils dai Citizens del Manchester City e dai Reds del Liverpool.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Manchester United Football Club 2015-2016.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata, dal sito ufficiale, al 21 luglio 2016.[19]

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P David de Gea
3 Costa d'Avorio D Eric Bailly
4 Inghilterra D Phil Jones
5 Argentina D Marcos Rojo
7 Paesi Bassi C Memphis Depay
8 Spagna C Juan Mata
9 Svezia A Zlatan Ibrahimović
10 Inghilterra A Wayne Rooney Captain sports.svg
11 Francia A Anthony Martial
12 Inghilterra D Chris Smalling
14 Inghilterra C Jesse Lingard
15 Belgio C Adnan Januzaj
16 Inghilterra C Michael Carrick
17 Paesi Bassi D Daley Blind
18 Inghilterra C Ashley Young
19 Inghilterra A Marcus Rashford
N. Ruolo Giocatore
20 Argentina P Sergio Romero
21 Spagna C Ander Herrera
22 Armenia C Henrikh Mkhitaryan
23 Inghilterra D Luke Shaw
24 Paesi Bassi D Timothy Fosu-Mensah
25 Ecuador C Antonio Valencia
27 Belgio C Marouane Fellaini
28 Francia C Morgan Schneiderlin
31 Germania C Bastian Schweinsteiger
32 Inghilterra P Sam Johnstone
33 Irlanda del Nord D Paddy McNair
36 Italia D Matteo Darmian
38 Inghilterra D Axel Tuanzebe
43 Inghilterra D Cameron Borthwick-Jackson
44 Brasile C Andreas Pereira
48 Inghilterra A Will Keane

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Inghilterra è del Man Utd, ecco i re della Premiership, Gazzetta.it, 16 maggio 2009. URL consultato il 17 marzo 2014.
  2. ^ Attendances, european-football-statistics.co.uk. URL consultato il 17 marzo 2014.
  3. ^ Louis Van Gaal nuovo allenatore del Manchester United in SportLive.it
  4. ^ Stefano Boldrini, Manchester United, esonerato Van Gaal: si attende l'annuncio di Mourinho, in La Gazzetta dello Sport, 23 maggio 2016.
  5. ^ (EN) MOURINHO APPOINTED UNITED MANAGER, su manutd.com, 27 maggio 2016. URL consultato il 27 maggio 2016.
  6. ^ Smailes, pag.24.
  7. ^ La BBC titola: "Grey day for Manchester United", traduzione: "Giornata grigia per il Manchester United"BBC Sport Academy | Tennis | Features | Grey day for Manchester United
  8. ^ Who's afraid of Rupert Murdoch?, bbc.co.uk, 9 settembre 1998. URL consultato il 31 marzo 2008.
  9. ^ Manchester United, sponsor record: 941 milioni in 10 anni - Calcio - Sportmediaset
  10. ^ Chevy's $600 million Manchester United deal turning into a fiasco
  11. ^ Michael Crick, Manchester United: The Complete Fact Book, 2nd edition, Londra, Profile Books, 1999, pp. 46–47, ISBN 1-86197-206-7.
  12. ^ a b c Titolo condiviso con il Liverpool
  13. ^ Titolo condiviso con il Tottenham Hotspur
  14. ^ Dati aggiornati al 3 dicembre 2011 secondo le statistiche ufficiali [1]. I nomi in grassetto sono tuttora giocatori del Manchester United
  15. ^ Dati forniti da european-footbal-statistics.co.uk
  16. ^ In due delle stagioni nelle quali lo United non ha registrato la più alta affluenza media lo stadio Old Trafford era in ristrutturazione (1971-72 e 1992-93)
  17. ^ Indagine "Provieni da Manchester?" del 2002 riferita all'anno 2001[2]
  18. ^ Il sito della BBC riporta: "Robbie Fowler's reminder to United fans of Liverpool's five European Cup wins [...] «ran past our fans showing five fingers» [...]", traduzione: "Robbie Fowler ricorda ai tifosi del Manchester United le cinque Coppe dei Campioni del Liverpool [...] «è corso incontro ai nostri fan mostrando le cinque dita»"[3]
  19. ^ First Team, manutd.com. URL consultato il 16 aprile 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Max Arthur, The Busby Babes: Men of Magic, Mainstream Publishing, 2008, ISBN 1-84596-341-5.
  • (EN) Eamonn Dunphy, A Strange Kind of Glory: Sir Matt Busby and Manchester United, Aurum Press Ltd, 2007, ISBN 1-84513-255-6.
  • (EN) Andrew Endlar, Manchester United: The Complete Record, Orion, 2007, ISBN 0-7528-9084-0.
  • (EN) Ken Ferris, Manchester United - Tragedy, Destiny, History, Mainstream Publishing, 2001, ISBN 1-84018-396-9.
  • (EN) Bill Foulkes, Ivan Ponting, Bill Foulkes: United in Triumph and Tragedy, Know the Score Books, 2008, ISBN 1-905449-78-X.
  • (EN) David Hall, Manchester's Finest: How the Munich Air Disaster Broke the Heart of a Great City, Bantam Press, 2008, ISBN 0-593-05922-0.
  • (EN) Ivan Ponting, Match of My Life: Manchester United, Know the Score Books, 2007, ISBN 1-905449-59-3.
  • (EN) John Roberts, The Team That Wouldn't Die: The Story of the Busby Babes, Aurum Press Ltd, 2008, ISBN 1-84513-301-3.
  • (EN) Norman Whiteside, Determined: The Autobiography, Headline Book Publishing, 2008, ISBN 0-7553-1598-7.
  • (EN) Gordon Smailes, The Breedon Book of Football League Records, Derby (UK), The Breedon Books Publishing Company Limited, 1992, ISBN 1-873626-33-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN134033282 · LCCN: (ENn82237215 · ISNI: (EN0000 0001 2300 2509 · GND: (DE6509184-X · BNF: (FRcb14607076p (data)