Campionato europeo di calcio

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Campionato europeo di calcio UEFA
UEFA European Football Championship
Altri nomiCampionato d'Europa UEFA
SportFootball pictogram.svg Calcio
TipoSquadre nazionali maschili
FederazioneUEFA
OrganizzatoreUEFA
TitoloUEFA European Championship winner (vincitore del campionato europeo di calcio dell'UEFA) (de iure)
European champion (campione d'Europa) (de facto)
CadenzaQuadriennale (anni bisestili)
Aperturagiugno
Chiusuraluglio
Partecipanti24
FormulaGironi all'italiana + eliminazione diretta
Sito InternetUEFA European Football Championship
Storia
Fondazione1960
Numero edizioni16
DetentoreItalia Italia
Record vittorieGermania Germania
Spagna Spagna (3)
Ultima edizioneEuropa 2020
Prossima edizioneGermania 2024
UEFA European Cup.svg
Trofeo o riconoscimento

Il Campionato europeo di calcio UEFA (in inglese UEFA European Football Championship) è il massimo torneo calcistico per squadre nazionali maschili europee. Ufficialmente la fase finale è nota con il nome commerciale di UEFA EURO seguito dall'anno dell'edizione. Nato nel 1960 da un'idea del dirigente sportivo francese Henri Delaunay, è organizzato dalla UEFA e si disputa ogni quattro anni.

Le prime edizioni della manifestazione negli anni sessanta e settanta videro un numero ristretto di partecipanti, ma eventi come la dissoluzione dell'Unione Sovietica e della Cecoslovacchia, nonché la progressiva disgregazione politica della Jugoslavia, hanno provocato un considerevole aumento del numero degli Stati europei e dei paesi membri dell'UEFA, con un conseguente incremento del numero di nazionali partecipanti alle fasi di qualificazione ed alla fase finale.

Dalla prima edizione del 1960 fino a quella del 1976 vi erano solamente quattro squadre partecipanti alla fase finale; dall'edizione del 1980 il numero fu aumentato ad otto e rimase tale fino al 1992. Dal 1996 fu introdotta la formula con sedici partecipanti, rimasta in vigore fino al 2012. Dal 2016 si è passati a ventiquattro squadre.

Per accedere alla fase finale, per una nazionale è necessario qualificarsi attraverso i gironi di qualificazione. La squadra del paese ospitante è l'unica ad essere ammessa d'ufficio alla fase finale. Dal 1980 la sede è assegnata prima delle qualificazioni. Dall'edizione del 1984 l'UEFA ha abolito la finale per il terzo posto, disputata nelle sei edizioni dal 1960 al 1980; nelle edizioni del 2008 e del 2012 l'UEFA ha assegnato alle semifinaliste perdenti la medaglia di bronzo[1][2].

Nessuna nazionale ha partecipato a tutte le edizioni del campionato europeo; quella con più partecipazioni è la Germania, che ha partecipato a tredici edizioni su sedici complessive, e che dal 1972 si è sempre qualificata alla fase finale. Altro primato che vanta la Germania, condiviso con la Spagna, è quello del numero di trionfi: tre. Nell'albo d'oro, seguono le due vittorie dell'Italia e della Francia, e i trionfi singoli di Unione Sovietica, Cecoslovacchia, Paesi Bassi, Danimarca, Grecia e Portogallo. La Spagna è stata l'unica nazionale a vincere la competizione per due volte consecutive, nel 2008 e nel 2012. Quattro squadre hanno vinto il campionato europeo alla prima partecipazione alla fase finale: l'Unione Sovietica nel 1960, la Spagna nel 1964, l'Italia nel 1968 e la Germania Ovest nel 1972.

L'attuale detentrice del trofeo è l'Italia, vincitrice dell'edizione 2020 posticipata al 2021 a causa della pandemia di COVID-19 e giocata in modalità itinerante con le semifinali e la finale disputate al Wembley Stadium, dopo aver battuto nell'atto conclusivo la nazionale padrona di casa per 3-2 ai tiri di rigore dopo l'1-1 dei tempi supplementari.

Per quanto riguarda la premiazione, tutti i componenti della rosa che vengono omaggiati con la medaglia alla cerimonia di premiazione risultano essere campioni europei.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del campionato europeo di calcio.

Nato nel 1960, il campionato europeo di calcio fu organizzato dalla UEFA, che scelse, in base alle squadre qualificate, di disputare tale torneo in Francia.

Nell'edizione del 1960 presero parte alla fase finale solo quattro squadre e così fu fino al 1976. Dal 1980, invece, la UEFA sceglie una nazione ospitante qualificata di diritto ed il torneo si estese prima ad otto squadre, poi dal 1996 a sedici e, dal 2016, a ventiquattro. Nelle qualificazioni, tutte le squadre nazionali affiliate alla UEFA si sfidano in un lungo torneo a gironi che si tiene nei due anni precedenti alla fase finale.

La sedicesima edizione, in occasione del sessantesimo anniversario della prima edizione, ha un'organizzazione paneuropea e, per la prima volta dal 1980, non c'è stata alcuna nazionale qualificata d'ufficio alla fase finale; venti posti (o meno, a seconda di paesi ospitanti) sono stati assegnati con le qualificazioni, mentre quattro attraverso la UEFA Nations League. Tale edizione, inizialmente prevista tra giugno e luglio 2020, è stata rinviata di dodici mesi in modo da poter completare le coppe europee ed i campionati nazionali della stagione 2019-2020, sospesi per la pandemia di COVID-19 in Europa[3].

Trofeo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Coppa Henri Delaunay.

Il trofeo assegnato alla squadra vincitrice si chiama ufficialmente Coppa Henri Delaunay in onore del primo segretario generale dell'UEFA e promotore della prima edizione della manifestazione. La coppa in palio dall'edizione del 2008 è in argento puro, pesa 8 kg ed è alta 60 cm.[4]

Esistono, in realtà, due versioni del trofeo. Il primo è stato usato dall'edizione del 1960 a quella del 2004. Questo primo trofeo fu realizzato dall'orafo Chobillon, su progetto di Arthus Bertrand.

A partire dall'edizione del 2008, viene consegnato un nuovo trofeo, simile tuttavia a quello originario. La differenza più evidente è la mancanza della base a forma di parallelepipedo quadrato su cui venivano inseriti i nomi delle nazioni vincitrici in passato. Nella nuova versione il nome dei vincitori non viene più inciso sul piedistallo, ma sul retro del trofeo. Inoltre, il nuovo trofeo è più alto di diciotto centimetri e pesa due chilogrammi in più del precedente; la base, in conseguenza della rimozione del piedistallo, è stata leggermente allargata per dare maggior stabilità al trofeo. A livello decorativo, evidente è il cambiamento della lingua in cui sono scritte le incisioni: dall'originaria versione in francese, si è passati all'inglese. Per finire, la piccola figura con il pallone che campeggiava nella parte posteriore del trofeo è stata rimossa. La nuova coppa è stata forgiata dalla Asprey London, nota casa orafa che vanta una lunga tradizione nell'ambito dei trofei, risalente alla creazione dell'America's Cup, disegnata dalla consociata Garrard nel 1848. L'UEFA ha deciso di rinnovare il trofeo, soprattutto aumentandone le dimensioni, per segnalarne il prestigio e l'importanza, in quanto simbolo del massimo torneo continentale organizzato dalla stessa federazione. La coppa originale resta in ogni caso alla UEFA. Infatti, la squadra vincitrice dell’Europeo alza la coppa originale, con sopra le incisioni dei passati vincitori, ma al termine della cerimonia di premiazione il trofeo viene riconsegnato alla UEFA. La UEFA consegna quindi alla squadra vincitrice una replica della coppa, delle stesse dimensioni e con sopra la sola incisione della Nazionale vincitrice dell'ultima edizione, che viene mantenuta dalla nazione vincitrice.

Nazioni vincitrici[modifica | modifica wikitesto]

Dalla prima edizione ad oggi sono dieci le nazionali che hanno vinto il trofeo nelle sedici edizioni sinora disputate: l'albo d'oro raffigura tre vittorie per la Germania (due come Germania Ovest, 1972 e 1980, e una dopo la riunificazione, nel 1996) e la Spagna (1964, 2008, 2012), due vittorie per l'Italia (1968, 2020) e la Francia (1984, 2000), una vittoria per l'Unione Sovietica (1960), la Cecoslovacchia (1976), i Paesi Bassi (1988), la Danimarca (1992), la Grecia (2004) ed il Portogallo (2016).

La Spagna nel 1964 e l'Italia nel 1968 sono riuscite a vincere la competizione nella prima occasione in cui la stessa si disputava nel rispettivo territorio nazionale. La Francia vi riuscì solo nella seconda occasione (1984). Singolarmente la Germania, ovvero la nazione che ha vinto più titoli nella storia della competizione a pari merito con la Spagna, non è mai riuscita ad aggiudicarsi il trofeo quando l'evento si svolgeva sul proprio territorio.

Formula del torneo[modifica | modifica wikitesto]

Fase di qualificazione[modifica | modifica wikitesto]

Già dalla prima edizione del torneo,l'UEFA inserì nel regolamento una fase di qualificazione volta a restringere il lotto delle partecipanti alla fase finale. In quest'occasione furono diciassette le selezioni iscritte alla fase di qualificazione, con turni successivi ad eliminazione diretta. La modalità fu confermata anche nelle due edizioni seguenti, che pure videro la crescita del numero di partecipanti a ventinove e trentuno partecipanti. A partire dal terzo europeo, i primi due turni vennero sostituiti da otto gironi, con qualificazione per le vincenti di ogni gruppo e successivo play-off, in doppia gara, tra esse. Il successo dell'innovazione fu tale da venire confermato anche per la quarta e la quinta edizione, ognuna delle quali vide trentadue nazionali iscritte alle eliminatorie. In tal modo, venivano selezionate le quattro partecipanti alla fase finale, ad una delle quali veniva affidata l'organizzazione della manifestazione.

Poiché gli anni ottanta videro un'ulteriore crescita delle partecipanti alle qualificazioni, sino a raggiungere la quota di trentaquattro squadre, si optò per un cambio di formato. A partire dall'edizione del 1980, la fase finale venne allargata ad otto formazioni e la nazione ospitante era ammessa d'ufficio.

Per l'edizione del 1996 si cambiò ancora: la fase finale comprese sedici squadre (su quarantasette iniziali), quattordici delle quali provenienti dai gironi ed una dallo spareggio (cui prendevano parte le due peggiori seconde). La formula era tuttavia destinata a rivelarsi provvisoria, in quanto alle eliminatorie del successivo torneo presero parte quarantanove formazioni, ciò anche a causa dell'organizzazione congiunta tra due paesi, Belgio e Paesi Bassi. La qualificazione era diretta per le vincitrici di ciascun raggruppamento e per la migliore seconda, prevedendo quattro spareggi (con gare di andata e ritorno) tra le altre otto squadre giunte in seconda posizione. Con l'eccezione dell'Europeo del 2004, (dieci gironi da cinque squadre, con qualificazione diretta solo per le prime e spareggi tra le seconde), nel nuovo millennio la formula rimase in vigore: sia l'edizione del 2008 che quella del 2012, infatti, sono state ancora organizzate congiuntamente da due nazioni. Nell'ultima edizione si è inoltre toccato il tetto delle cinquantatré iscritte.

Poiché nel 2016 alla fase finale hanno partecipato ventiquattro formazioni, la quota di iscrizioni ha raggiunto la cinquantaquattresima unità: dal torneo preliminare sono uscite le altre ventitré finaliste, che hanno conteso il titolo alla Francia, paese ospitante. Nel 2020, invece, a causa di un'organizzazione paneuropea, nessuna delle tredici, successivamente ridotte ad undici, federazioni ospitanti l'evento è stata ammessa a priori[5].

La nazionale detentrice del titolo non è mai stata qualificata d'ufficio.

Fase finale[modifica | modifica wikitesto]

Indipendentemente dal numero di partecipanti alla fase finale, peraltro più volte mutato, essa prevede inizialmente gironi all'italiana: le squadre che superano questa fase accedono al tabellone dell'eliminazione diretta.

A partire dall'edizione 2016, con l'allargamento a ventiquattro squadre, vengono introdotti i ripescaggi delle terze classificate dei gruppi, escludendo le due peggiori, e gli ottavi di finale. Rispetto al format precedente, le partite necessarie per vincere la manifestazione passano quindi da sei a sette.

Il sorteggio per la composizione dei gruppi avviene, di norma, nel dicembre dell'anno precedente il torneo: in questo senso, la prassi ricalca quella utilizzata per i campionati mondiali. Le squadre riconosciute teste di serie sono sei: tra esse la nazione ospitante e, se qualificati, gli eventuali detentori del titolo. Le restanti vengono divise in urne, sulla base dei risultati conseguiti nelle eliminatorie e nell'ultimo mondiale.

La nuova formula prevede così sei gruppi iniziali, con i seguenti criteri per eventuale parità in classifica di due o più squadre[6]:

  1. Maggior numero di punti negli scontri diretti (classifica avulsa);
  2. Miglior differenza reti negli scontri diretti;
  3. Maggior numero di reti realizzate negli scontri diretti;
  4. Riproposizione dei primi tre criteri applicati esclusivamente alle gare tra le squadre in questione;
  5. Miglior differenza reti totale;
  6. Maggior numero di gol realizzati in totale;
  7. Miglior condotta fair play al torneo, ovvero minor numero di punti nella classifica fair play così calcolata:
    • 1 punto per ogni ammonizione;
    • 3 punti per ogni espulsione diretta o doppia ammonizione nella stessa partita;
  8. Miglior posizione occupata nel ranking UEFA per nazioni.

Se due squadre che si affrontano nell'ultima gara hanno conseguito lo stesso numero di punti (segnando e subendo le stesse reti) e l'incontro termina in parità, si procede all'esecuzione dei tiri di rigore (senza tempi supplementari) per determinare la classifica finale. Questa eventualità, introdotta nel 2004, è valida solamente se nessuna delle altre squadre ha totalizzato gli stessi punti in classifica.

Le gare della fase a eliminazione diretta sono in partita unica, con eventuale ricorso a tempi supplementari e rigori in caso di pareggio.

Di seguito, viene proposto un riassunto delle formule precedenti:

  • Edizioni dal 1960 al 1976: quattro squadre, con semifinali e finali per il primo e terzo posto.
  • Edizione 1980: otto squadre, divise in due gruppi da quattro. Le prime classificate entrano in finale, mentre le seconde disputano la finale per il terzo posto.
  • Edizioni dal 1984 al 1992: otto squadre, divise in due gruppi da quattro. Fase ad eliminazione con semifinali tra le prime due di ogni gruppo e finale. Abolizione della finale per il terzo posto.
  • Edizioni dal 1996 al 2012: sedici squadre, divise in quattro gruppi da quattro. Fase ad eliminazione con quarti di finale, semifinali e finale.
  • Dal 2016: ventiquattro squadre, divise in sei gruppi da quattro. Fase ad eliminazione con ottavi di finale, quarti di finale, semifinali e finale, con conseguente partecipazione delle migliori quattro terze classificate di ogni gruppo.

Scelta del paese ospitante[modifica | modifica wikitesto]

In passato, dopo che si erano svolte le qualificazioni, si decideva di disputare la competizione in uno dei quattro paesi la cui nazionale era riuscita a qualificarsi.

Dall'edizione del 1980, svolta in Italia, non è più così, in quanto ogni federazione può presentare la propria candidatura ed i rappresentanti della UEFA votano a scrutinio segreto uno dei candidati (singole federazioni o candidature congiunte di due federazioni).

Per l'edizione 2020, in occasione del sessantesimo anniversario del primo campionato europeo, la UEFA ha deciso di assegnare l'organizzazione a tredici diverse città europee (poi ridotte a undici), con le sole semifinali e la finale svoltesi in un'unica città[5][7].

Copertura mediatica[modifica | modifica wikitesto]

A differenza dei campionati mondiali di calcio, tutte le edizioni dei campionati europei hanno avuto copertura mediatica almeno nei paesi interessati, cioè nei paesi dove le rispettive nazionali disputavano il torneo.

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le edizioni dei campionati europei, a partire dal 1980, hanno avuto la propria mascotte. Essa cerca di rappresentare i valori del paese e dell'Euro, e questo diverte i bambini che si avvicinano così al calcio e allo sport in generale.

Le mascotte adottate dall'edizione del 1980 fino ad oggi sono state:

  • Italia 1980: Pinocchio, ispirato all'omonimo personaggio di Carlo Collodi, col naso dipinto con i colori della bandiera d'Italia;
  • Francia 1984: Péno, un galletto bianco vestito con una divisa con i colori della Francia;
  • Germania Ovest 1988: Berni, un leprotto dal pelo marrone scuro, vestito con una divisa con i colori della Germania;
  • Svezia 1992: Rabbit, un leprotto dal pelo marrone chiaro identico a Berni, vestito con una divisa con i colori della Svezia;
  • Inghilterra 1996: Goaliath, un leone vestito con la divisa dell'Inghilterra;
  • Belgio-Paesi Bassi 2000: Benelucky, un leone-diavolo con una criniera dipinta con i colori delle bandiere belga e olandese;
  • Portogallo 2004: Kinas, un ragazzo vestito con la divisa del Portogallo, il cui nome ricorda lo scudo armillare che decora la bandiera lusitana;
  • Austria-Svizzera 2008: Trix & Flix, due ragazzi gemelli vestiti con le divise di Austria e Svizzera;
  • Polonia-Ucraina 2012: Slavko e Slawek, due gemelli punk con le divise di Polonia e Ucraina;
  • Francia 2016: Super Victor, un supereroe bambino;
  • Europa 2020: Skillzy, un ragazzo esperto di freestyle e street football.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Anno Paese ospitante Finale 3º-4º posto/Semifinaliste Squadre
Vincitore Risultato Finalista Terzo posto[8] Risultato Quarto posto[8]
1960 Francia
Francia
Unione Sovietica
Unione Sovietica
2–1 (dts)
Parco dei Principi, Parigi
Jugoslavia
Jugoslavia
Cecoslovacchia
Cecoslovacchia
2–0
Stade Vélodrome, Marsiglia
Francia
Francia
4
1964 Spagna
Spagna
Spagna
Spagna
2–1
Santiago Bernabéu, Madrid
Unione Sovietica
Unione Sovietica
Ungheria
Ungheria
3–1 (dts)
Camp Nou, Barcellona
Danimarca
Danimarca
4
1968 Italia
Italia
Italia
Italia
1–1 (dts)
2–0 (ripetizione)
Stadio Olimpico, Roma
Jugoslavia
Jugoslavia
Inghilterra
Inghilterra
2–0
Stadio Olimpico, Roma
Unione Sovietica
Unione Sovietica
4
1972 Belgio
Belgio
Germania Ovest
Germania Ovest
3–0
Stadio Heysel, Bruxelles
Unione Sovietica
Unione Sovietica
Belgio
Belgio
2–1
Stade Maurice Dufrasne, Liegi
Ungheria
Ungheria
4
1976 Jugoslavia
Yugoslavia
Cecoslovacchia
Cecoslovacchia
2–2 (dts)
5–3 (dtr)
Stadio Stella Rossa, Belgrado
Germania Ovest
Germania Ovest
Paesi Bassi
Paesi Bassi
3–2 (dts)
Stadion Maksimir, Zagabria
Jugoslavia
Jugoslavia
4
1980 Italia
Italia
Germania Ovest
Germania Ovest
2–1
Stadio Olimpico, Roma
Belgio
Belgio
Cecoslovacchia
Cecoslovacchia
1–1
9–8 (dtr)
Stadio San Paolo, Napoli
Italia
Italia
8
1984 Francia
Francia
Francia
Francia
2–0
Parco dei Principi, Parigi
Spagna
Spagna
Portogallo Portogallo
Danimarca Danimarca
8
1988 Germania Ovest
Germania Ovest
Paesi Bassi
Paesi Bassi
2–0
Olympiastadion, Monaco di Baviera
Unione Sovietica
Unione Sovietica
Germania Ovest Germania Ovest
Italia Italia
8
1992 Svezia
Svezia
Danimarca
Danimarca
2–0
Ullevi, Göteborg
Germania
Germania
Paesi Bassi Paesi Bassi
Svezia Svezia
8
1996 Inghilterra
Inghilterra
Germania
Germania
2–1 (gg)
Wembley, Londra
Rep. Ceca
Rep. Ceca
Inghilterra Inghilterra
Francia Francia
16
2000 Belgio Paesi Bassi
Belgio e Paesi Bassi
Francia
Francia
2–1 (gg)
De Kuip, Rotterdam
Italia
Italia
Portogallo Portogallo
Paesi Bassi Paesi Bassi
16
2004 Portogallo
Portogallo
Grecia
Grecia
1–0
Estádio da Luz, Lisbona
Portogallo
Portogallo
Rep. Ceca Rep. Ceca
Paesi Bassi Paesi Bassi
16
2008 Austria Svizzera
Austria e Svizzera
Spagna
Spagna
1–0
Ernst Happel Stadion, Vienna
Germania
Germania
Russia Russia
Turchia Turchia
16
2012 Polonia Ucraina
Polonia e Ucraina
Spagna
Spagna
4–0
Stadio Olimpico, Kiev
Italia
Italia
Portogallo Portogallo
Germania Germania
16
2016 Francia
Francia
Portogallo
Portogallo
1–0 (dts)
Stade de France, Saint-Denis
Francia
Francia
Galles Galles
Germania Germania
24
2020[9] Europa
Europa
Italia
Italia
1–1 (dts)
3–2 (dtr)
Wembley, Londra
Inghilterra
Inghilterra
Spagna Spagna
Danimarca Danimarca
24
2024 Germania
Germania
24
2028 non conosciuta
da stabilire
24 o 32[10]

Per vedere soltanto i tabellini delle finali:

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del campionato europeo di calcio.

Medagliere[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dei vincitori

Segue una lista delle squadre che hanno raggiunto le prime tre posizioni in almeno un europeo. La Germania e la Spagna detengono il record di vittorie della competizione, tre. La Spagna è stata finora l'unica a vincere due europei consecutivi, mentre la Germania detiene il record di partecipazioni alla fase finale (tredici), di finali disputate (sei), di finali consecutive (tre), di piazzamenti tra le prime quattro (nove volte complessivamente) e di partite disputate nelle fasi finali. Dal 1984 non si disputa la finale per il terzo posto (nel 2008 e nel 2012 le medaglie di bronzo sono state consegnate in forma privata alle semifinaliste sconfitte).

Squadra Oro
Vincitore
Argento
Secondo posto
Bronzo
Terzo posto
Quarto posto BronzoSemifinalista[n 1] OroArgentoBronzo
Totale podi
Totale piazzamenti nei primi quattro posti Edizioni vincenti Partecipazioni
Germania Germania[n 2]
3
3
-
-
3
9
9
13
Spagna Spagna
3
1
-
-
1
5
5
11
Italia Italia
2
2
-
1
1
5
6
10
Francia Francia
2
1
-
1
1
4
5
10
Russia Russia[n 3]
1
3
-
1
1
5
6
12
Rep. Ceca Rep. Ceca[n 4]
1
1
2
-
1
5
5
9
Portogallo Portogallo
1
1
-
-
3
5
5
8
Paesi Bassi Paesi Bassi
1
-
1
-
3
5
5
10
Danimarca Danimarca
1
-
-
1
2
3
4
9
Grecia Grecia
1
-
-
-
-
1
1
4
Serbia Serbia[n 5]
-
2
-
1
-
2
3
-
5
Inghilterra Inghilterra
-
1
1
-
1
3
3
-
10
Belgio Belgio
-
1
1
-
-
2
2
-
6
Ungheria Ungheria
-
-
1
1
-
1
2
-
4
Svezia Svezia
-
-
-
-
1
1
1
-
7
Turchia Turchia
-
-
-
-
1
1
1
-
4
Galles Galles
-
-
-
-
1
1
1
-
2
  1. ^ Dall'edizione 1984 non si disputa più la finale per il terzo posto; nelle edizioni 2008 e 2012 a entrambe le semifinaliste perdenti è stata assegnata la medaglia di bronzo
  2. ^ Germania Ovest Germania Ovest fino all'edizione 1988
  3. ^ Unione Sovietica Unione Sovietica fino all'edizione 1988, Comunità degli Stati Indipendenti Comunità degli Stati Indipendenti nell'edizione 1992
  4. ^ Cecoslovacchia Cecoslovacchia fino all'edizione 1992
  5. ^ Jugoslavia Jugoslavia fino all'edizione 1992, Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro fino all'edizione 2004 (anche se fino all'edizione 2000 ha mantenuto il nome di Jugoslavia)

Partecipazioni e prestazioni nelle fasi finali[modifica | modifica wikitesto]

Legenda

-: non qualificata.
R: ritiratasi prima dell'inizio del torneo o durante le qualificazioni (per incontri non disputati).
S: squalificata.
Q: qualificata per un torneo ancora da disputarsi.
1T: eliminata nella fase a gironi (dal 1980 in poi).
OF: eliminata agli ottavi di finale (dal 2016 in poi).
QF: eliminata ai quarti di finale (dal 1996 in poi).
SF: eliminata in semifinale (dal 1984 in poi).
4ª: quarta classificata (dal 1960 al 1980).
3ª: terza classificata (dal 1960 al 1980).
2ª: seconda classificata.
V: vincitrice.

Nazionale Francia
1960
Spagna
1964
Italia
1968
Belgio
1972
Jugoslavia
1976
Italia
1980
Francia
1984
Germania
1988
Svezia
1992
Inghilterra
1996
Belgio Paesi Bassi
2000
Portogallo
2004
AustriaSvizzera
2008
PoloniaUcraina
2012
Francia
2016
Europa
2020
Totale Vincitore
Germania Germania
Germania Ovest Germania Ovest[11]
- V V 1T SF V 1T 1T SF SF OF 13 3
Spagna Spagna R V - - - 1T 1T - QF QF 1T V V OF SF 11 3
Italia Italia - V - - - SF - 1T 1T QF QF V 10 2
Francia Francia - - - - - V - 1T SF V QF 1T QF OF 10 2
Russia Russia 1T - 1T SF 1T 1T 1T 12 1
Comunità degli Stati Indipendenti Comunità degli Stati Indipendenti 1T
Unione Sovietica Unione Sovietica V - - - Q[n 1]
Rep. Ceca Rep. Ceca 1T SF 1T QF 1T QF 10 1
Cecoslovacchia Cecoslovacchia - - - V - - -
Paesi Bassi Paesi Bassi - - - 1T - V SF QF SF SF QF 1T - OF 10 1
Danimarca Danimarca - - - - - SF 1T V 1T 1T QF - 1T - SF 9 1
Portogallo Portogallo - - - - - - SF - - QF SF QF SF V OF 8 1
Grecia Grecia - - - - 1T - - - - - V 1T QF - - 4 1
Inghilterra Inghilterra - - - 1T - 1T 1T SF 1T QF - QF OF 10 0
Svezia Svezia - - - - - - - SF - 1T QF 1T 1T 1T OF 7 0
Belgio Belgio - - - 1T - - - 1T - - - QF QF 6 0
Croazia Croazia QF - 1T QF 1T OF OF 6 0
Serbia Serbia
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro[n 2]
Jugoslavia Jugoslavia[n 3]
S QF - - - - - 5 0
Jugoslavia Jugoslavia - - - 1T - S[n 4]
Turchia Turchia - - - - - - - - - 1T QF - SF - 1T 1T 5 0
Romania Romania - - - - - - 1T - - 1T QF - 1T - 1T - 5 0
Svizzera Svizzera - - - - - - - - 1T - 1T 1T - OF QF 5 0
Ungheria Ungheria - - - - - - - - - - - - OF 1T 4 0
Polonia Polonia - - - - - - - - - - - - 1T 1T QF 1T 4 0
Irlanda Irlanda - - - - - - - 1T - - - - - 1T OF - 3 0
Scozia Scozia - - - - - - 1T 1T - - - - - 1T 3 0
Austria Austria - - - - - - - - - - - - 1T - 1T OF 3 0
Ucraina Ucraina - - - - 1T 1T QF 3 0
Galles Galles - - - - - - - - - - - - - SF OF 2 0
Slovacchia Slovacchia - - - - - OF 1T 2 0
Bulgaria Bulgaria - - - - - - - - - 1T - 1T - - - - 2 0
Islanda Islanda - - - - - - - - - - - QF - 1 0
Irlanda del Nord Irlanda del Nord - - - - - - - - - - - - - - OF - 1 0
Norvegia Norvegia - - - - - - - - - - 1T - - - - - 1 0
Slovenia Slovenia - 1T - - - - - 1 0
Lettonia Lettonia - - 1T - - - - 1 0
Albania Albania - - - - - - - - - - - 1T - 1 0
Finlandia Finlandia - - - - - - 1T 1 0
Macedonia del Nord Macedonia del Nord - - - - - - 1T 1 0
  1. ^ L'Unione Sovietica riuscì a qualificarsi al campionato europeo, ma non poté partecipare alla fase finale perché la nazione scomparve: al suo posto partecipò la nazionale di calcio della Comunità degli Stati Indipendenti, che rappresentava tutte le repubbliche che fino all'anno prima facevano parte dell'Unione Sovietica, ad eccezione di Estonia, Lettonia, Lituania e Georgia. Tale nazionale non riuscì però a superare il primo turno.
  2. ^ Nell'edizione 2004
  3. ^ Fino all'edizione 2000
  4. ^ La Jugoslavia riuscì a qualificarsi per gli europei del 1992, ma venne esclusa dalla UEFA per motivi bellici. Al suo posto giocò la Danimarca, seconda classificata del girone di qualificazione.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Statistiche del campionato europeo di calcio.

Maggior numero di partite giocate[modifica | modifica wikitesto]

In grassetto i calciatori in attività con le proprie nazionali. Statistiche aggiornate all'edizione 2020.[12]

Partite Nome
25 Portogallo Cristiano Ronaldo
19 Portogallo Pepe
Portogallo João Moutinho
18 Italia Leonardo Bonucci
17 Italia Gianluigi Buffon
Italia Giorgio Chiellini
Germania Bastian Schweinsteiger
16 Spagna Cesc Fàbregas
Spagna Andrés Iniesta
Francia Lilian Thuram
Paesi Bassi Edwin van der Sar

Classifica assoluta dei marcatori[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Marcatori del campionato europeo di calcio.

In grassetto i calciatori in attività con le proprie nazionali. Statistiche aggiornate all'edizione 2020.[12]

Giocatore Reti Presenze Media reti
Portogallo Cristiano Ronaldo 14 25 0,56
Francia Michel Platini 9 5 1,80
Inghilterra Alan Shearer 7 9 0,78
Francia Antoine Griezmann 7 11 0,64
Paesi Bassi Ruud van Nistelrooy 6 8 0,75
Paesi Bassi Patrick Kluivert 6 9 0,67
Inghilterra Wayne Rooney 6 10 0,60
Belgio Romelu Lukaku 6 10 0,60
Spagna Álvaro Morata 6 10 0,60
Francia Thierry Henry 6 11 0,55
Svezia Zlatan Ibrahimović 6 13 0,46
Portogallo Nuno Gomes 6 14 0,43
Serbia e Montenegro Savo Milošević 5 4 1,25
Rep. Ceca Patrik Schick 5 5 1,00
Paesi Bassi Marco van Basten 5 9 0,56
Rep. Ceca Milan Baroš 5 10 0,50
Polonia Robert Lewandowski 5 11 0,45
Germania Mario Gómez 5 13 0,38
Germania Jürgen Klinsmann 5 13 0,38
Spagna Fernando Torres 5 13 0,38
Francia Zinédine Zidane 5 14 0,36

Capocannonieri delle singole edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Capocannoniere Nazionale Reti
Francia 1960 François Heutte
Viktor Ponedel'nik
Valentin Koz'mič Ivanov
Milan Galić
Dražan Jerković
Francia Francia
Unione Sovietica Unione Sovietica
Unione Sovietica Unione Sovietica
Jugoslavia Jugoslavia
Jugoslavia Jugoslavia
2
Spagna 1964 Jesús María Pereda
Ferenc Bene
Dezső Novák
Spagna Spagna
Ungheria Ungheria
Ungheria Ungheria
2
Italia 1968 Dragan Džajić Jugoslavia Jugoslavia 2
Belgio 1972 Gerd Müller Germania Ovest Germania Ovest 4
Jugoslavia 1976 Dieter Müller Germania Ovest Germania Ovest 4
Italia 1980 Klaus Allofs Germania Ovest Germania Ovest 3
Francia 1984 Michel Platini Francia Francia 9
Germania Ovest 1988 Marco van Basten Paesi Bassi Paesi Bassi 5
Svezia 1992 Henrik Larsen
Karl-Heinz Riedle
Dennis Bergkamp
Tomas Brolin
Danimarca Danimarca
Germania Germania
Paesi Bassi Paesi Bassi
Svezia Svezia
3
Inghilterra 1996 Alan Shearer Inghilterra Inghilterra 5
Belgio-Paesi Bassi 2000 Patrick Kluivert
Savo Milošević
Paesi Bassi Paesi Bassi
Jugoslavia Jugoslavia
5
Portogallo 2004 Milan Baroš Rep. Ceca Rep. Ceca 5
Austria-Svizzera 2008 David Villa Spagna Spagna 4
Polonia-Ucraina 2012 Mario Balotelli
Mario Mandžukić
Mario Gómez
Cristiano Ronaldo
Alan Dzagoev
Fernando Torres
Italia Italia
Croazia Croazia
Germania Germania
Portogallo Portogallo
Russia Russia
Spagna Spagna
3
Francia 2016 Antoine Griezmann Francia Francia 6
Europa 2020 Cristiano Ronaldo
Patrik Schick
Portogallo Portogallo
Rep. Ceca Rep. Ceca
5

Miglior giocatore (premio dal 1996)[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Miglior giocatore Nazionale
Inghilterra 1996 Matthias Sammer Germania Germania
Belgio-Paesi Bassi 2000 Zinédine Zidane Francia Francia
Portogallo 2004 Theodōros Zagorakīs Grecia Grecia
Austria-Svizzera 2008 Xavi Spagna Spagna
Polonia-Ucraina 2012 Andrés Iniesta Spagna Spagna
Francia 2016 Antoine Griezmann Francia Francia
Europa 2020 Gianluigi Donnarumma Italia Italia

Miglior giovane (premio dal 2016)[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Miglior giocatore Nazionale
Francia 2016 Renato Sanches Portogallo Portogallo
Europa 2020 Pedri Spagna Spagna

Esordienti[modifica | modifica wikitesto]

Anno Paese ospitante Nazionali esordienti
1960 Francia Francia Cecoslovacchia Cecoslovacchia, Francia Francia, Jugoslavia Jugoslavia, Unione Sovietica Unione Sovietica
1964 Spagna Spagna Danimarca Danimarca, Spagna Spagna, Ungheria Ungheria
1968 Italia Italia Inghilterra Inghilterra, Italia Italia
1972 Belgio Belgio Belgio Belgio, Germania Ovest Germania Ovest
1976 Jugoslavia Jugoslavia Paesi Bassi Paesi Bassi
1980 Italia Italia Grecia Grecia
1984 Francia Francia Portogallo Portogallo, Romania Romania
1988 bandiera Germania Ovest Irlanda Irlanda
1992 Svezia Svezia Comunità degli Stati Indipendenti Comunità degli Stati Indipendenti, Germania Germania, Svezia Svezia, Scozia Scozia
1996 Inghilterra Inghilterra Bulgaria Bulgaria, Croazia Croazia, Rep. Ceca Rep. Ceca, Russia Russia, Svizzera Svizzera, Turchia Turchia
2000 Belgio Belgio
Paesi Bassi Paesi Bassi
Jugoslavia Jugoslavia, Norvegia Norvegia, Slovenia Slovenia
2004 Portogallo Portogallo Lettonia Lettonia
2008 Austria Austria
Svizzera Svizzera
Austria Austria, Polonia Polonia
2012 Polonia Polonia
Ucraina Ucraina
Ucraina Ucraina
2016 Francia Francia Albania Albania, Galles Galles, Irlanda del Nord Irlanda del Nord, Islanda Islanda, Slovacchia Slovacchia
2020 Europa Europa Finlandia Finlandia, Macedonia del Nord Macedonia del Nord
Nazionali mai qualificate al torneo

Allenatori e capitani delle squadre vincitrici[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra Allenatore Capitano
1960 Unione Sovietica Unione Sovietica Gavriil Kačalin Igor' Netto
1964 Spagna Spagna José Villalonga Fernando Olivella
1968 Italia Italia Ferruccio Valcareggi Giacinto Facchetti
1972 Germania Ovest Germania Ovest Helmut Schön Franz Beckenbauer
1976 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Václav Ježek Anton Ondruš
1980 Germania Ovest Germania Ovest Jupp Derwall Bernard Dietz
1984 Francia Francia Michel Hidalgo Michel Platini
1988 Paesi Bassi Paesi Bassi Rinus Michels Ruud Gullit
1992 Danimarca Danimarca Richard Møller Nielsen Lars Olsen
1996 Germania Germania Berti Vogts Jürgen Klinsmann
2000 Francia Francia Roger Lemerre Didier Deschamps
2004 Grecia Grecia Otto Rehhagel Theodōros Zagorakīs
2008 Spagna Spagna Luis Aragonés Iker Casillas
2012 Vicente del Bosque
2016 Portogallo Portogallo Fernando Santos Cristiano Ronaldo
2020 Italia Italia Roberto Mancini Giorgio Chiellini

Stadi del campionato europeo di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Gli stadi ad aver ospitato due edizioni del campionato europeo di calcio sono il il Parco dei Principi di Parigi, lo Stade Vélodrome di Marsiglia, lo Stadio Olimpico di Roma, lo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, lo Stadio di Wembley di Londra, lo Stade Roi-Baudouin/Heysel di Bruxelles e lo Sclessin Stadion di Liegi. Di questi stadi, gli unici ad aver ospitato due finali del campionato sono il Parco dei Principi di Parigi, lo Stadio Olimpico di Roma e lo Stadio di Wembley di Londra.

Lisbona (con lo Stadio José Alvalade e l'Estádio da Luz) e Oporto (con l'Estádio do Bessa Século XXI e l'Estádio do Dragão) sono le uniche due città ad aver ospitato delle gare del campionato europeo in due impianti differenti. Peraltro i quattro impianti hanno ospitato delle gare in un'unica edizione (2004).

Lo Stadio Olimpico di Roma è l'impianto ad avere ospitato il maggior numero di partite, cioè 11, anche se le gare di Roma sono state disputate in tre edizioni differenti (1968, 1980 e 2020).

Lo stadio con la maggiore capienza è stato il Camp Nou di Barcellona, nel 1964, per un totale di 98 000 spettatori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Regulations of the UEFA European Football Championship 2006/08 (PDF), su uefa.com, p. 3. URL consultato il 2 luglio 2012.
  2. ^ (EN) Regulations of the UEFA European Football Championship 2010-12 (PDF), su uefa.com, p. 3. URL consultato il 1º luglio 2016.
  3. ^ La UEFA posticipa EURO 2020 di 12 mesi, su it.uefa.com, 17 marzo 2020. URL consultato il 17 marzo 2020.
  4. ^ (EN) The Henri Delaunay Cup, su uefa.com, Union of European Football Associations, 4 febbraio 2013. URL consultato il 14 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2021).
  5. ^ a b Tredici città per UEFA EURO 2020, in uefa.com, 25 gennaio 2013. URL consultato il 19 febbraio 2013.
  6. ^ (EN) Regulations of the UEFA European Football Championship 2014-16 (PDF), su uefa.com. URL consultato il 10 giugno 2016.
  7. ^ Decisioni su UEFA EURO 2021 e Supercoppa UEFA, in uefa.com, 30 giugno 2012. URL consultato il 30 giugno 2012.
  8. ^ a b La finale per il 3º posto si è disputata solo fino al 1980.
  9. ^ Torneo disputatosi nel 2021 a causa della pandemia di COVID-19, cfr. La UEFA posticipa EURO 2020 di 12 mesi, su it.uefa.com, 17 marzo 2020. URL consultato il 17 marzo 2020.
  10. ^ (EN) UEFA Explores Expanding Euros to 32 Teams, su si.com, 11 luglio 2021. URL consultato il 16 luglio 2021.
  11. ^ Fino all'edizione 1988.
  12. ^ a b (EN) UEFA European Championship top 10 goal scorers, su www.football-bible.com. URL consultato il 25 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2015).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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