Coppa Henri Delaunay

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Coppa Henri Delaunay
Coupe Henri Delaunay 2017.jpg
La coppa esposta nel 2020 a San Pietroburgo (Russia)
SportFootball pictogram.svg Calcio
Conferito daUEFA
Fondazione1960
Assegnato aCampione d'Europa
Numero candidati24
DetentoreItalia Italia
Maggiori vittorie

La coppa Henri Delaunay (in francese Trophee Henri-Delaunay) è il riconoscimento conferito dal 1960 alla squadra nazionale di calcio campione d'Europa maschile. Esso appartiene all'UEFA, che ne consegna una replica in grandezza originale alla squadra vincitrice: l'originale viene usato solo durante la cerimonia di premiazione.

Il trofeo attuale è del 2008 ed è una replica in dimensioni ampliate del precedente, usato dal 1960 al 2004[1]; al 2021 è detenuto dall'Italia, campione d'Europa in carica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il trofeo è intitolato a Henri Delaunay, dirigente sportivo francese che già negli anni venti vaticinò un campionato europeo per squadre nazionali[2]; alla nascita dell'UEFA nel 1954 ne divenne segretario generale ma morì un anno più tardi[2] senza mai vedere realizzato il suo proposito.

Quando al congresso UEFA di Stoccolma del 1958 fu deliberata l'istituzione della Coppa delle Nazioni di calcio[3], il danese Ebbe Schwartz, presidente della confederazione, ne propose l'intitolazione a Henri Delaunay[2].

Il capitano italiano Giacinto Facchetti mostra il trofeo vinto nell'edizione 1968 a Roma

La Federcalcio francese, per iniziativa del suo allora presidente Pierre Pochonet, offrì il trofeo da mettere in palio e ne affidò la ricerca a Pierre Delaunay, figlio di Henry, succeduto a suo padre alla segreteria generale dell'UEFA[2]. Delaunay si rivolse alla casa parigina Arthus-Bertrand[1] che commissionò il lavoro ad Adrien Chobillon, già autore del trofeo della Coppa di Francia; Chobillon forgiò una coppa d'argento a forma d'anfora su cui scolpì la figura di un atleta greco che reggeva in mano una palla, riproduzione di una scultura esposta al museo archeologico nazionale di Atene[2]. Il trofeo, alto 42 cm e pesante kg, fu montato su un piedistallo nero destinato ad accogliere i nomi delle squadre vincitrici[2] e costò 20000 FRF (nominalmente ~3000 )[1]. La prima squadra ad aggiudicarsi tale trofeo, consegnato nelle mani del suo capitano Igor' Netto, fu l'Unione Sovietica che nella finale al Parco dei Principi di Parigi tenutasi il 10 luglio 1960 sconfisse 2-1 la Jugoslavia[4].

Dopo la seconda edizione il torneo cambiò nome in campionato europeo di calcio ma il trofeo mantenne lo stesso nome, e fu lo stesso fino all'edizione del 2004; in occasione del torneo del 2008 l'UEFA commissionò una versione aggiornata della coppa, giudicata troppo piccola rispetto ai trofei in palio nelle altre competizioni[2]. Agli orafi londinesi Asprey fu quindi affidato il compito di forgiare una coppa della stessa forma della precedente ma più grande: il risultato è una replica maggiorata di circa una volta e un quarto l'originale realizzata in argento sterling, la cui altezza è di 60 cm e il peso di kg[5]. Il primo capitano a ricevere tale nuovo trofeo fu lo spagnolo Iker Casillas, portiere della squadra che allo stadio Happel di Vienna si laureò campione d'Europa 2008 battendo in finale la Germania[5]. Nell'occasione la Spagna, già campione nel 1964, fu la prima squadra ad aggiudicarsi entrambe le versioni del trofeo.

La più recente detentrice del trofeo è l'Italia, vincitrice dell'edizione 2020 che, nonostante il nome, si tenne un anno più tardi per via del rinvio di numerosi eventi sportivi a causa della pandemia di COVID-19[6]. Il capitano della squadra Giorgio Chiellini ricevette infatti la coppa l'11 luglio 2021 nello stadio di Wembley a Londra dopo la vittoria in finale contro l'Inghilterra[7]; nella fattispecie l'Italia è divenuta la seconda squadra a ricevere entrambe le versioni del trofeo, essendosi laureata campione d'Europa per la prima volta nel 1968.

Il citato Chiellini è anche, al 2021, il capitano più anziano ad avere ricevuto il trofeo, a 36 anni e 331 giorni d'età[8]; il più giovane fu l'olandese Ruud Gullit a Monaco di Baviera nel 1988, 25 anni e 298 giorni[8]. Lo spagnolo Casillas è, infine, il primo capitano – e al 2021 l'unico – ad avere ricevuto la coppa due volte, peraltro consecutive, quella citata del 2008 e quella successiva, a Kiev, del 2012[8].

Il trofeo originale rimane sempre, in ogni caso, in possesso dell'UEFA: esso viene detenuto dalla squadra vincitrice soltanto per gli usi cerimoniali dell'immediato dopo-partita, ma è successivamente sostituito da una replica in scala 1:1[9] la quale non può lasciare il Paese della federazione vincitrice senza l'esplicito permesso dell'UEFA[9].

Vincitori[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Squadra nazionale Capitano
1960 Unione Sovietica Unione Sovietica Igor' Netto
1964 Spagna Spagna Fernando Olivella
1968 Italia Italia Giacinto Facchetti
1972 Germania Ovest Germania Ovest Franz Beckenbauer
1976 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Anton Ondruš
1980 Germania Ovest Germania Ovest Bernard Dietz
1984 Francia Francia Michel Platini
1988 Paesi Bassi Paesi Bassi Ruud Gullit
1992 Danimarca Danimarca Lars Olsen
1996 Germania Germania Jürgen Klinsmann
2000 Francia Francia Didier Deschamps
2004 Grecia Grecia Theodōros Zagorakīs
2008 Spagna Spagna Iker Casillas
2012
2016 Portogallo Portogallo Cristiano Ronaldo
2020[6] Italia Italia Giorgio Chiellini

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Euro 2021: The manufacturing secrets of the Henri-Delaunay trophy signed by Arthus-Bertrand, in Luxus+, Paris, 12 luglio 2021. URL consultato il 14 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2021).
  2. ^ a b c d e f g (FR) Trophée Henri-Delaunay, la coupe que tout l'EURO veut, su uefa.com, Union of European Football Associations, 9 luglio 2021. URL consultato il 14 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2021).
  3. ^ (FR) Il était une fois l'EURO…, su uefa.com, Union of European Football Associations, 11 giugno 2021. URL consultato il 14 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2021).
  4. ^ Giancarlo Peradotto, A Parigi dopo i supplementari Russia [sic] — Jugoslavia 2-1, in Corriere dello Sport, 11 luglio 1960, p. 3. URL consultato il 4 gennaio 2020.
  5. ^ a b (EN) The Henri Delaunay Cup, su uefa.com, Union of European Football Associations, 4 febbraio 2013. URL consultato il 14 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2021).
  6. ^ a b La UEFA posticipa EURO 2020 di 12 mesi, su uefa.com, Union of European Football Associations, 17 marzo 2020. URL consultato il 15 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2021).
  7. ^ Marco Pasotto, Italia da impazzire: siamo campioni d'Europa, in la Gazzetta dello Sport, 11 luglio 2021. URL consultato il 15 luglio 2021.
  8. ^ a b c (EN) EURO-winning captains: Giorgio Chiellini, Cristiano Ronaldo, Iker Casillas, su uefa.com, Union of European Football Associations, 11 luglio 2021. URL consultato il 15 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2021).
  9. ^ a b (EN) Paul Saffer, EURO 2020: ten rules you might not know, su uefa.com, Union of European Football Associations, 27 maggio 2021. URL consultato il 15 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2021).
    «The victors actually take home a full-size replica (which cannot leave the association's country without UEFA's prior written consent)».

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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