Didier Deschamps

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Didier Deschamps
Didier Deschamps in 2018.jpg
Deschamps nel 2018
Nazionalità Francia Francia
Altezza 174 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Francia Francia
Ritirato 2001 - giocatore
Carriera
Giovanili
1976-1983 Aviron Bayonnais
1983-1985 Nantes
Squadre di club1
1986-1989 Nantes 111 (4)
1989-1990 Olympique Marsiglia 17 (1)
1990-1991 Bordeaux 29 (3)
1991-1994 Olympique Marsiglia 106 (5)
1994-1999 Juventus 124 (4)
1999-2000 Chelsea 27 (0)
2000-2001 Valencia 8 (0)
Nazionale
1989-2000 Francia Francia 103 (6)
Carriera da allenatore
2001-2005 Monaco
2006-2007 Juventus
2009-2012 Olympique Marsiglia
2012- Francia Francia
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Francia 1998
Oro Russia 2018
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Belgio-Paesi Bassi 2000
Argento Francia 2016
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 2 aprile 2010

Didier Claude Vincent Deschamps (Bayonne, 15 ottobre 1968) è un allenatore di calcio ed ex calciatore francese, di ruolo centrocampista, commissario tecnico della Francia.

Campione del mondo nel 1998 e d'Europa nel 2000 con la nazionale francese, da allenatore ha condotto i Bleus alla vittoria del campionato mondiale nel 2018.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Bayonne, zona basca del sud della Francia, vive a Cap d'Ail. L'ex tennista Nathalie Tauziat è sua cugina di primo grado.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi al Nantes[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una breve parentesi nel rugby inizia a giocare a calcio nella locale squadra della natìa Bayonne, l'Aviron Bayonnais, mentre frequenta la scuola primaria.

All'età di 15 anni, nel corso della Ligue d'Aquitaine, è notato dagli scout del Nantes, con il quale firma un contratto nell'aprile 1983. Gli bastano solo due anni nel settore giovanile dell'FCN, noto per essere uno dei migliori in Francia, per dar prova del suo talento. Nel 1985 è promosso in prima squadra e il 27 settembre, a diciassette anni, fa il suo debutto in première division nella vittoriosa trasferta sul campo del Brest. Le quattro stagioni trascorse a Nantes sono determinanti per il prosieguo della sua carriera: non vince alcun trofeo, causa un club all'epoca di mezza classifica, ma matura una notevole esperienza, disputando 111 partite in campionato. Durante la sua ultima stagione in maglia gialloverde, inoltre, viene convocato per la prima volta nella nazionale francese allenata da Michel Platini.

Olympique Marsiglia e Bordeaux[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989 si trasferisce all'Olympique Marsiglia per 17 milioni di franchi[1]. Durante la sua prima stagione in biancazzurro è spesso relegato in panchina: disputa soltanto 17 partite, con una rete all'attivo, la maggior parte delle quali subentrando a partita in corso. Viene eletto rivelazione dell'anno da France Football e vince il suo primo campionato, malgrado ciò incontra problemi di adattamento nel club. Al termine dell'annata, anche per non mettere a repentaglio il suo posto in nazionale, accetta il trasferimento in prestito al Bordeaux.

Deschamps (a sinistra) al Bordeaux nel 1990, mentre insegue il romanista Thomas Berthold durante un incontro di Coppa UEFA.

La stagione disputata con la maglia dei girondini è decisiva per la sua carriera: ha modo di giocare regolarmente sicché al termine della stessa, dopo aver disputato 29 partite, nell'estate 1991 può fare ritorno al club di Bernard Tapie. Inizialmente quest'ultimo vorrebbe usarlo come pedina di scambio con il PSG nella trattativa per portare Jocelyn Angloma alla corte dei marsigliesi, ma il giovane centrocampista si oppone fermamente; resta pertanto all'OM e, anzi, ne diviene una pedina fondamentale. Nella stagione 1991-1992 disputa 36 gare in campionato, con 4 reti all'attivo, e vince il suo secondo titolo nazionale, il primo da protagonista.

La stagione 1992-1993 è quella della consacrazione. Vince il terzo campionato nonché secondo consecutivo, seppur successivamente revocato a seguito dell'affaire VA-OM, ma soprattutto il 26 maggio 1993 lui e tutto l'Olympique Marsiglia entrano nella storia del calcio francese conquistando il loro primo titolo europeo, la Champions League: nella finale di Monaco di Baviera i biancazzurri sconfiggono per 1-0 il Milan e Deschamps, da capitano della squadra[2], solleva al cielo la coppa dalle grandi orecchie. L'OM diventa il primo club transalpino campione d'Europa.[3]

Nella stagione successiva, 1993-1994, disputa 34 partite in un campionato che la squadra conclude al secondo posto. Al termine della stagione la federazione francese, dopo aver accertato le responsabilità di Tapie nell'organizzazione dell'illecito VA-OM, retrocede d'ufficio la formazione in D2:[4] questo evento, assieme alla voglia di misurarsi con un campionato più competitivo, spingono Didier a lasciare Marsiglia e la Francia.

Juventus[modifica | modifica wikitesto]
Deschamps in azione con la maglia della Juventus nell'estate 1994.

Nell'aprile 1994 la Juventus, anticipando i tempi, blocca Deschamps il quale, in scadenza di contratto, può essere prelevato pagando all'Olympique Marsiglia (secondo i parametri UEFA che all'epoca regolavano il mercato degli svincolati) un indennizzo intorno ai tre miliardi e mezzo di lire;[5] il mese seguente il centrocampista di Bayonne firma ufficialmente con il club italiano.[6][7] È una Signora nuova, che non vince lo scudetto da nove anni e ha appena cambiato molto, in campo e dietro le scrivanie. L'avventura bianconera del francese non parte nel migliore dei modi: in ottobre viene operato al tendine d'Achille sinistro e resta così lontano dai campi per quasi metà stagione.[8][9][10] Una volta guarito[11][12] diventa subito indispensabile, costituendo con l'altro neoacquisto Paulo Sousa una coppia di centrocampo dall'alto rendimento, che porta la squadra torinese a vincere scudetto[13] e Coppa Italia, oltre ad arrivare in finale di Coppa UEFA persa contro i rivali del Parma.

Forte nel pressing a tutto campo e nel contrasto, con uno spiccato senso tattico, viene subito apprezzato da Marcello Lippi per la sua duttilità, per il suo sacrificio e per l'intelligenza tattica; il tecnico gli consegna le chiavi del centrocampo bianconero per la stagione seguente in cui il club bianconero è ai margini della lotta per lo scudetto. Il Milan stacca immediatamente la squadra bianconera che nonostante un tentativo di riavvicinamento nel finale della stagione chiuderà il torneo al secondo posto. Diversa è la storia in Champions League. Didier è infatti il perno della squadra che, dopo un cammino entusiasmante nei precedenti turni, il 22 maggio 1996 batte ai rigori l'Ajax all'Olimpico di Roma.[14] Sia per il club bianconero che per Didier si tratta della seconda coppa dalle grandi orecchie conquistata nella propria storia[15]. Nel corso della stagione vince anche la Supercoppa italiana.[16] È ancora protagonista nella stagione 1996-1997, piena di trofei per il centrocampista francese e per la Juventus. Il 27 novembre 1996 battendo a Tokyo gli argentini del River Plate si aggiudica la Coppa Intercontinentale.[17] Il 6 febbraio 1997, dopo aver battuto nel doppio confronto il PSG, alza al cielo la Supercoppa UEFA.[18] Contribuisce, con 26 presenze e 1 rete, alla conquista dello scudetto nell'anno del centenario del club torinese, e arriva alla finale di Coppa dei Campioni dove la squadra viene sconfitta dal Borussia Dortmund.[19]

I connazionali Zinédine Zidane e Deschamps nel 1996, in una pausa d'allenamento durante il ritiro estivo dei bianconeri.

Nella stagione seguente vince il suo terzo scudetto, il secondo consecutivo con la maglia bianconera, e la seconda Supercoppa di Lega; disputa la terza finale consecutiva di Coppa Campioni, la sua quinta finale europea in sei anni.[20][21] La stagione 1998-1999 è travagliata sia per la Juventus che per il giocatore. I risultati non arrivano e Lippi inizia a escludere il centrocampista francese dall'undici titolare.[22] I rapporti tra i due si deteriorano, così come tra gli altri giocatori e il tecnico di Viareggio, tanto da arrivare a un duro scontro negli spogliatoi alla vigilia della partita casalinga contro il Parma.[23][24][25] Al termine della stagione, la prima senza successi da quando è arrivato al club torinese, manifesta la propria volontà di lasciare la Juventus ritenendo finita la propria esperienza in maglia bianconera.[26]

Gli ultimi anni con Chelsea e Valencia[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 giugno 1999 si accorda con il Chelsea, allenato dall'amico ed ex compagno di squadra a Torino Gianluca Vialli.[27] Lascia il club di piazza Crimea dopo 5 stagioni, con 4 reti in 178 presenze complessive, vincendo tutto quello che si può desiderare: in totale il suo palmarès vede 3 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 UEFA Champions League, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa UEFA e 2 Supercoppe italiane. Al Chelsea ritrova Marcel Desailly, suo amico fraterno. Con la maglia dei Blues disputa 27 gare andando a segno una volta[28] e vince una FA Cup.[29]

Non riesce ad adattarsi al calcio inglese e al termine della stagione si trasferisce al Valencia[30] per un cifra pari a circa 2,7 milioni di sterline.[31] Con la maglia del club spagnolo, allenato da Claudio Ranieri, disputa soltanto 8 gare a causa di numerosi infortuni.[32][33][34][35] Assiste dalla panchina alla sconfitta dei valenciani contro il Bayern Monaco nella finale di Champions League disputata a San Siro.

Nell'estate 2001 dà il suo addio al calcio giocato.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Viene convocato per la prima volta nella Francia da Michel Platini nel 1989, a 20 anni, e il 29 aprile debutta nella partita contro la Jugoslavia valida per le qualificazioni a Italia '90.[36]

Deschamps (accosciato, secondo da sinistra) in nazionale nel 1994

La sua carriera internazionale inizia in uno dei momenti più bui del calcio transalpino: i Bleus falliscono la qualificazione a Italia '90, a Euro '92 non vincono nessuna partita, ma soprattutto non riescono a qualificarsi a USA '94. Con l'inizio dell'era Jacquet le cose cambiano sia per i Galletti che per il centrocampista di Bayonne. Il tecnico di Sail-sous-Couzan inizia a ricostruire la squadra in vista di Euro '96 e affida la fascia di capitano a Cantona. Ma nel gennaio 1995 il talento francese viene squalificato per nove mesi dopo aver colpito con un calcio un tifoso del Crystal Palace che lo aveva insultato mentre usciva dal campo a seguito di un'espulsione. Non potendo utilizzare Cantona, Jacquet decide di rivoluzionare la squadra: fuori i "vecchi" come Papin e Ginola e spazio a quella che in seguito sarà definita la "generazione d'oro". In quest'ottica di cambiamenti il ct dei transalpini decide di affidare la fascia di capitano a Deschamps per la partita amichevole contro la Germania.[37] Diventa subito il leader dei Bleus che guida fino alla semifinale di Euro '96, dove vengono sconfitti ai rigori dalla Repubblica Ceca, conseguendo così il miglior risultato della Francia dal Campionato mondiale di calcio 1986. Nel 1998 da capitano e leader dello spogliatoio[38] guida la sua nazionale alla vittoria del suo primo mondiale.

Nel 2000, ancora da capitano, guida i Bleus alla vittoria di Euro 2000, consentendo così ai Galletti di diventare la seconda nazionale dopo la Germania Ovest del 1974 a detenere contemporaneamente sia la Coppa del Mondo che il titolo europeo.[39] In occasione della semifinale contro il Portogallo raggiunge la sua centesima presenza con la maglia della propria nazionale. È il primo giocatore francese in assoluto a tagliare questo traguardo. Il 2 settembre 2000 gioca, allo Stade de France contro l'Inghilterra, la sua ultima partita in nazionale.[40] Lascia i Bleus dopo 103 presenze e 4 reti.

Conta anche una presenza nell'Euskal Selekzioa, la rappresentativa formata da soli giocatori baschi.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Monaco[modifica | modifica wikitesto]

A 33 anni ancora da compiere decide concludere la carriera da calciatore e intraprendere quella da allenatore. Rescinde il contratto con il Valencia e il 9 giugno 2001 viene nominato allenatore del Monaco.[41][42][43] Costruisce una squadra con un budget molto limitato, affiancando a giovani promesse (Givet, Squillaci, Rothen, Evra) giocatori di esperienza ma scartati da alcuni grandi clubs europei (Roma, Nonda, Morientes, Giuly). La prima stagione alla guida del club monegasco è tutt'altro che entusiasmante, la squadra fallisce tutti gli obiettivi stagionali. In campionato a seguito di un inizio disastroso, la squadra si stacca subito dalle posizioni che contano, per chiudere la stagione al 15º posto, fallendo così il primario obiettivo della qualificazione alla Champions League. In Coppa viene eliminato ai quarti di finale dal Nîmes squadra di D2 fallendo così l'ultima possibilità di qualificarsi a una competizione europea.[44]

Nella stagione seguente, nonostante la grave crisi finanziaria del club[45][46], guida la sua squadra a un lungo testa a testa[47] in campionato con il Lione, perdendo il titolo solo alle ultime giornate.[48] Il 17 maggio 2003 vince il suo primo trofeo da allenatore: la sua squadra sconfigge nella finale di Coppa di Lega per 4-1 il Sochaux.[49] Nella stagione successiva compie il suo capolavoro alla guida del club del Principato: dopo un'estate turbolenta, che vede la squadra prima retrocessa in Ligue 2[50] a causa dei problemi finanziari del club e poi ripescata[51], inizia a inanellare una serie di successi sia in campionato che in Champions League.[52][53] Durante la Champions League 03-04 la sua squadra stupisce l'Europa per la qualità del gioco, frizzante ma non scriteriato. Vince il suo girone con relativa semplicità, infliggendo tra l'altro un sonoro 8-3 ai galiziani del Deportivo de La Coruña.[54][55] Dopo aver eliminato negli ottavi la Lokomotiv Moskva[56][57], nei quarti la squadra allenata da Dedè elimina i "galacticos" del Real Madrid. Dopo aver perso la gara di andata al Bernabéu per 4-2[58], al ritorno recupera l'iniziale svantaggio di 1-0 e sconfigge le favorite Merengues per 3-1.[59] In semifinale elimina il Chelsea di Ranieri e del patron Abramovič[60][61] e si qualifica per la finale di Gelsenkirchen contro il Porto allenato da José Mourinho[62]. Il sogno della squadra del Principato si spegne all'ultimo atto: nella finale i giovani di Dedè giocano una partita sotto tono e vengono sconfitti con un perentorio 3-0 dai lusitani[63]

La quarta stagione alla guida dei biancorossi si rileva negativa per il tecnico di Bayonne. Dopo un buon inizio in campionato si ritrova ben presto fuori dalla lotta scudetto e viene eliminata negli ottavi di Champions League dal PSV.[64] La squadra chiude al terzo posto in Campionato e si qualifica per i preliminari di Champions League. A settembre 2005 dopo 4 sconfitte in 7 turni di campionato e soprattutto dopo l'eliminazione all'ultimo round preliminare di Champions League per mano del Betis Siviglia, si dimette dall'incarico.[65][66]

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Dopo quasi un anno d'inattività, il 10 luglio 2006 torna alla Juventus accettando un complicato incarico, con i bianconeri che stanno vivendo il momento più difficile della loro storia:[67][68] a seguito di Calciopoli, infatti, la formazione è stata nel frattempo declassata d'ufficio in Serie B con una forte penalizzazione in classifica.[69] Deschamps si ritrova alla guida di una squadra solo lontana parente di quella che l'aveva visto protagonista da calciatore, privata di molti big ceduti sia per esigenze di bilancio, sia perché alcuni di essi non accettano di giocare nella serie inferiore; pertanto il tecnico decide di lanciare, a fianco dei pochi senatori rimasti, vari giovani del vivaio, su tutti la futura bandiera bianconera Claudio Marchisio.[70]

Dopo un avvio tra alti e bassi, causa l'impatto con un ambiente molto diverso da quello solitamente frequentato dalla Signora,[71] la squadra inizia a risalire posizioni in classifica finché il 20 maggio 2007, con la goleada esterna sull'Arezzo (5-1), con tre giornate di anticipo ottiene la matematica vittoria del campionato e annessa promozione in Serie A.[72] Pur avendo riportato i bianconeri nell'élite del calcio italiano, cosa riconosciutagli de facto negli anni seguenti da tifosi juventini, addetti ai lavori e stampa specializzata, tuttavia Deschamps non potrà mai fregiarsi de iure di questo trionfo poiché appena cinque giorni dopo risolve a sorpresa il suo contratto con i piemontesi, a causa di sopravvenuti dissidi con la dirigenza circa i piani futuri della società; la stagione della squadra, per le ultime e ormai ininfluenti due gare, viene quindi portata a termine dall'allenatore in seconda Giancarlo Corradini.[73]

Olympique Marsiglia[modifica | modifica wikitesto]

Deschamps tecnico dell'Olympique Marsiglia nel 2011

Il 5 maggio 2009 l'Olympique Marsiglia annuncia Deschamps quale successore di Eric Gerets alla guida del club.[74] Il 27 marzo 2010 guida l'OM alla vittoria della Coppa di Lega francese, battendo in finale il Bordeaux per 3-1: si tratta del primo successo marsigliese nella manifestazione, nonché del primo trofeo dopo 17 anni di digiuno.[75] Il 5 maggio 2010, battendo 3-1 il Rennes, in concomitanza con la sconfitta dell'Auxerre a Lione, l'OM si aggiudica il 9º titolo della sua storia, diciotto anni dopo l'ultimo successo.[76][77]

Il 28 luglio 2010 guida i marsigliesi alla vittoria della Supercoppa di Francia sconfiggendo per 5-4 ai rigori il PSG.[78] Nel dicembre dello stesso anno vince il premio di allenatore francese dell'anno, premio calcistico assegnato dal quotidiano France Football al miglior allenatore francese dell'anno solare.[79][80]

Nazionale francese[modifica | modifica wikitesto]

Deschamps guida un allenamento della Francia nel 2018

Dall'8 luglio 2012 è il commissario tecnico della nazionale francese.[81] Deschamps riesce a qualificare i Bleus al campionato del mondo 2014 con qualche patema, solo ai play-off, e solo dopo aver rimontato l'Ucraina nella decisiva sfida di ritorno;[82] nella fase finale in Brasile, con una rosa molto giovane, la Francia riesce ad arrivare fino ai quarti di finale, dove si arrende alla Germania (0-1) poi vincitrice dell'edizione.[83]

Guida in seguito la nazionale al campionato d'Europa 2016 ospitato proprio dalla Francia, dove Deschamps riesce a portare i Bleus fino alla finale di Parigi dopo aver eliminato, tra gli altri, i tedeschi campioni del mondo in carica in semifinale; seppur favoriti dai pronostici, all'atto conclusivo i padroni di casa vengono sconfitti dal Portogallo ai tempi supplementari (0-1).

Rimasto in sella alla nazionale, nel biennio seguente raggiunge la qualificazione al campionato del mondo 2018. Nella fase finale in Russia, dopo aver vinto il proprio gruppo davanti alla Danimarca, e aver poi eliminato in serie l'Argentina agli ottavi, l'Uruguay ai quarti e il Belgio in semifinale, il 15 luglio la vittoria 4-2 sulla Croazia nella finale di Mosca vale alla Francia la seconda Coppa del Mondo:[84] nell'occasione Deschamps entra nel ristretto novero di campioni del mondo sia da calciatore sia da allenatore, dopo il tedesco Franz Beckenbauer e il brasiliano Mário Zagallo.[85]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 31 luglio 2001.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1985-1986 Francia Nantes D1 7 0 CF 0 0 CU 1 0 - - - 8 0
1986-1987 D1 19 0 CF 1 0 CU 2 0 - - - 22 0
1987-1988 D1 30 2 CF 3 0 - - - - - - 33 2
1988-1989 D1 36 1 CF 5 0 - - - - - - 41 1
lug.-nov. 1989 D1 19 1 CF 0 0 - - - - - - 19 1
Totale Nantes 111 4 9 0 3 0 - - 123 4
nov. 1989-1990 Francia Olympique Marsiglia D1 17 1 CF 5 3 CC 4 0 - - - 26 4
1990-1991 Francia Bordeaux D1 29 3 CF 1 0 CU 4 0 - - - 34 3
1991-1992 Francia Olympique Marsiglia D1 36 4 CF 4 0 CC 4 0 - - - 44 4
1992-1993 D1 36 1 CF 3 0 UCL 11 0 - - - 50 1
1993-1994 D1 34 0 CF 4 0 - - - - - - 38 0
Totale Marsiglia 123 6 16 3 19 0 - - 158 9
1994-1995 Italia Juventus A 14 1 CI 3 0 CU 6 0 - - - 23 1
1995-1996 A 30 2 CI 1 0 UCL 8 0 SI 1 0 40 2
1996-1997 A 26 1 CI 3 0 UCL 10 0 SU+CInt 1+1 0 41 1
1997-1998 A 25 0 CI 0 0 UCL 8 0 SI 1 0 34 0
1998-1999 A 29 0 CI 1 0 UCL 9 0 SI 1 0 40 0
Totale Juventus 124 4 8 0 41 0 5 0 178 4
1999-2000 Inghilterra Chelsea PR 27 0 FACup+CdL 6+0 0 UCL 14[86] 1 - - - 47 1
2000-2001 Spagna Valencia PD 13 0 CR 1 0 UCL 7[86] 0 - - - 21 0
Totale carriera 427 17 41 3 88 1 5 0 561 21

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 30 giugno 2012. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale Vittorie % Piazzamento
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
2001-2002 Francia Monaco D1 34 9 12 13 CF+CdL 4+3 3+2 1+0 0+1 - - - - - - - - - - 41 14 13 14 34,15 15º
2002-2003 D1 38 19 10 9 CF+CdL 1+5 0+5 0 1+0 - - - - - - - - - - 44 24 10 10 54,55
2003-2004 L1 38 21 12 5 CF+CdL 4+1 2+0 1+0 1+1 UCL 13 6 3 4 - - - - - 56 29 15 11 51,79
2004-2005 L1 38 15 18 5 CF+CdL 5+4 4+3 0 1+1 UCL 10 6 0 4 - - - - - 57 28 18 11 49,12
2005-2006 L1 7 3 1 3 CF+CdL 0 0 0 0 UCL+CU 2+1 0+1 1+0 1+0 - - - - - 10 4 2 4 40,00 Dimissionario
Totale AS Monaco 155 67 53 35 27 19 2 6 26 13 4 9 - - - - 208 99 58 50 47,60
2006-2007 Italia Juventus B 40 28 10 2 CI 3 2 1 0 - - - - - - - - - - 43 30 11 2 69,77 (promozione), dimissionario
2009-2010 Francia Olympique Marsiglia L1 38 23 9 6 CF+CdL 2+4 1+4 0 1+0 UCL+UEL 6+4 2+2 1+1 3+1 - - - - - 54 32 11 11 59,26
2010-2011 L1 38 18 14 6 CF+CdL 1+4 0+4 0 1+0 UCL 8 4 1 3 SF 1 0 1 0 52 26 16 10 50,00
2011-2012 L1 38 12 12 14 CF+CdL 4+4 3+4 0 1+0 UCL 10 4 1 5 SF 1 1 0 0 57 24 13 20 42,11 10º
Totale O. Marsiglia 114 53 35 26 19 16 0 3 28 12 4 12 2 1 1 0 163 82 41 41 50,31
Totale carriera 309 148 98 63 49 37 3 9 54 25 8 21 2 1 1 0 414 211 110 93 50,97

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 16 ottobre 2018.

Squadra Naz dal al Record
G V N P GF GS DR Vittorie %
Francia Francia 8 luglio 2012 in carica 87 55 17 15 167 76 +91 63,22

Nazionale nel dettaglio[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento Reti
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie GF GS DR
2012 Francia Francia Qual. Mondiale 2º nel gruppo I, qualificato 3 2 1 0 66,67 4 2 +2
2013 5 3 1 1 60,00 10 4 +6
Novembre 2013 (play-off) 2 1 0 1 50,00 3 2 +1
2014 Mondiale Quarti di finale 5 3 1 1 60,00 10 3 +7
2016 Europeo 7 5 1 1 71,43 13 5 +8
2016 Qual. Mondiale 1° nel gruppo A, qualificato 4 3 1 0 75,00 7 3 +4
2017 6 4 1 1 66,67 11 4 +7
Giu.-lug. 2018 Mondiale Vincitore 7 6 1 0 85,71 14 6 +8
2018 UEFA Nations League ° nel gruppo 1 3 2 1 0 66,67 4 2 +2
2019 0 0 0 0 ! 0 0 0
Dal 2012 - in corso Amichevoli 45 26 9 10 57,78 91 45 +46
Totale Francia 87 55 17 15 63,22 167 76 +91

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Deschamps festeggia la vittoria della Juventus nel campionato italiano 1994-1995.
  • Campionato francese: 2
Olympique Marsiglia: 1989-1990, 1991-1992
Olympique Marsiglia: 1992-1993
Juventus: 1994-1995, 1996-1997, 1997-1998
Juventus: 1994-1995
Juventus: 1995, 1997
Chelsea: 1999-2000
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Ravanelli, Deschamps e Rampulla festeggiano il trionfo della Juventus nella Champions League 1995-1996.
Olympique Marsiglia: 1992-1993
Juventus: 1995-1996
Juventus: 1996
Juventus: 1996

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Francia 1998
Belgio-Paesi Bassi 2000

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1996

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Monaco: 2002-2003
Olympique Marsiglia: 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012
Olympique Marsiglia: 2009-2010
Olympique Marsiglia: 2010, 2011

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Russia 2018

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

  • Allenatore francese dell'anno: 2
2003, 2010
Miglior allenatore della Ligue 1: 2004
2018
2018
  • Inserito tra le “Leggende del calcio” del Golden Foot
2018
Miglior allenatore dell’anno: 2018

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore
— 1998
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
— 2018

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Le Nantais Didier Deschamps à Marseille[collegamento interrotto], lemonde.fr.
  2. ^ Olympique de Marseille uefa.com
  3. ^ (FR) L'OM... Champion d'Europe, om.net (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2010).
  4. ^ Clamoroso in Francia: Marsiglia in B, Tapie fuori dal calcio, Bernes radiato corriere.it
  5. ^ JUVE, TRATTATIVA DESCHAMPS repubblica.it
  6. ^ DOPPIO COLPO LA JUVE È FATTA repubblica.it
  7. ^ Juve: ecco Deschamps e Ferrara corriere.it
  8. ^ Operato Deschamps stara' fuori 3 mesi corriere.it
  9. ^ PARTITISSIMA ALLA FINESTRA[collegamento interrotto] lastampa.it
  10. ^ Toh chi si rivede, Baggio Da domani lavora col gruppo Anche Deschamps recuperato[collegamento interrotto] lastampa.it
  11. ^ DESCHAMPS Arrivo ultimo saro' primo[collegamento interrotto] lastampa.it
  12. ^ Agnelli: forza Deschamps L'Avvocato dà la carica al francese[collegamento interrotto] lastampa.it
  13. ^ Juve campione: il 23' tricolore arriva con due giornate d'anticipo grazie a una prova maiuscola nello scontro diretto con i grandi rivali dell'anno[collegamento interrotto] lastampa.it
  14. ^ Coppe e trofei: una storia in bianconero corriere.it
  15. ^ Gioie ed emozioni, affanni e fatiche degli uomini che hanno conquistato la Coppa e del pittoresco pubblico che ha seguito la squadra nella più bella avventura <Ajax, banda di presuntuosi> Deschamps severo: si credevano troppo bravi[collegamento interrotto] lastampa.it
  16. ^ Battuto il Parma in Supercoppa davanti a soli 5000 spettatori; segna Vialli, poi viene espulso Peruzzi. E dalla nebbia spunta la Juventus. Conquista, in dieci, l'unico trofeo che le mancava[collegamento interrotto] lastampa.it
  17. ^ Del Piero regala il mondo alla Juve corriere.it
  18. ^ La Supercoppa europea ai bianconeri che battono ancora il Psg: doppietta-show del Talentino, poi Vieri Juve, è Del Piero il tuo re di Coppa[collegamento interrotto] lastampa.it
  19. ^ "Peccato, ma resta un anno eccezionale" corriere.it
  20. ^ Neppure Deschamps credeva che la Juve potesse ripetersi "La finale? Un miracolo" "Non siamo favoriti[collegamento interrotto] lastampa.it
  21. ^ Deschamps suona la Quinta gazzetta.it
  22. ^ Cade la prima testa: Deschamps lastampa.it
  23. ^ Deschamps ammette: "Avevo litigato con Lippi" corriere.it
  24. ^ Lippi-Juventus finì a pugni repubblica.it
  25. ^ Deschamps blocca la rissa lastampa.it
  26. ^ Juve, Deschamps è diventato un caso lastampa.it
  27. ^ (EN) Chelsea sign Deschamps[collegamento interrotto], chelseafc.com.
  28. ^ (EN) Football: Champions League - Chelsea's big night is spoiled by Sutton, independent.co.uk.
  29. ^ (EN) Chelsea 1 Aston Villa 0, fa-cupfinals.co.uk (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2007).
  30. ^ (EN) Deschamps joins Valencia[collegamento interrotto], chelseafc.com.
  31. ^ (EN) Deschamps signs in, news.bbc.co.uk.
  32. ^ (ES) DESCHAMPS RENUNCIA A SUS VACACIONES PARA COMPLETAR SU REHABILITACIÓN[collegamento interrotto], valenciacf.com.
  33. ^ (ES) DESCHAMPS, CON GASTROENTERITIS, BAJA PARA LAS PALMAS[collegamento interrotto], valenciafc.com.
  34. ^ (ES) AIMAR Y DESCHAMPS, CON POSIBLE ROTURA FIBRILAR[collegamento interrotto], valenciafc.com.
  35. ^ (ES) DESCHAMPS: "ESTOY REFLEXIONANDO PARA DECIDIR SOBRE MI FUTURO"[collegamento interrotto], valenciafc.com.
  36. ^ (FR) France-Yougoslavie 0-0, fff.fr.
  37. ^ (FR) Allemagne-France 0-1, fff.fr.
  38. ^ Invasi gli Champs Elysées in festa un milione di tifosi repubblica.it
  39. ^ (FR) Italie-France 1-2, fff.fr.
  40. ^ (FR) France-Angleterre 1-1, fff.fr.
  41. ^ Bianconero il Monaco di Deschamps[collegamento interrotto] lastampa.it
  42. ^ Monaco: Deschamps tecnico con Pezzotti e Pintus gazzetta.it
  43. ^ (EN) Deschamps hangs up his boots, bbc.co.uk.
  44. ^ Monaco, una stagione da dimenticare Didier Deschamps ha fallito anche l'ultimo obiettivo rimasto[collegamento interrotto] lastampa.it
  45. ^ Con cento miliardi di deficit Monaco rischia il fallimento[collegamento interrotto] lastampa.it
  46. ^ Monaco, inferno-paradiso del calcio Prima in classifica ma con troppi debiti, in bilico tra scudetto e B[collegamento interrotto] lastampa.it
  47. ^ Il Monaco «vede» il titolo di Francia Biancorossi in vetta alla pari con i campioni uscenti del Lione[collegamento interrotto] lastampa.it
  48. ^ Il Lione può far festa gazzetta.it
  49. ^ Il Monaco spazza via il Sochaux Deschamps si gode il primo trionfo gazzetta.it
  50. ^ Monaco spedito in B gazzetta.it
  51. ^ Il Monaco deve vendere Roma, Nonda e Marquez gazzetta.it
  52. ^ Deschamps, principe di Monaco gazzetta.it
  53. ^ I BIANCOROSSI DI DESCHAMPS VOLANO IN CAMPIONATO E IN CHAMPIONS LEAGUE[collegamento interrotto] lastampa.it
  54. ^ In Champions League un Monaco da record[collegamento interrotto] lastampa.it
  55. ^ Tutti sull'ottovolante Deschamps gazzetta.it
  56. ^ La Lokomotiv scappa Morientes segna e dimezza i guai gazzetta.it
  57. ^ E il tecnico del Monaco entra fra gli otto grandi gazzetta.it
  58. ^ Riecco Ronaldo, Deschamps resiste[collegamento interrotto] lastampa.it
  59. ^ Zidane? No, Giuly Monaco galattico! gazzetta.it
  60. ^ Impresa Monaco, frana Ranieri gazzetta.it
  61. ^ CHAMPIONS LEAGUE. CON UNA GRANDE RIPRESA IL MONACO, IN DIECI, SUPERA GLI INGLESI GRAZIE AI GOL DEL SOLITO MORIENTES E DI NONDA[collegamento interrotto] lastampa.it
  62. ^ CHAMPIONS LEAGUE: I RAGAZZI DEL PRINCIPATO ELIMINANO RANIERI[collegamento interrotto] lastampa.it
  63. ^ NELLA FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE IMPLACABILE LA SQUADRA DI MOURINHO CONTRO UN MONACO SOTTO TONO. GRANDE DELUSIONE PER IL TECNICO FRANCESE[collegamento interrotto] lastampa.it
  64. ^ Il Monaco deve salvare la stagione Fuori dal giro-scudetto, adesso insegue la Champions League[collegamento interrotto] lastampa.it
  65. ^ «Monaco piccolo», Deschamps lascia[collegamento interrotto] lastampa.it
  66. ^ (EN) Deschamps resigns as Monaco coach, bbc.co.uk.
  67. ^ La Juve ha scelto Deschamps, sarà l'allenatore della rinascita, su repubblica.it, 10 luglio 2006.
  68. ^ (EN) Juve appoint Deschamps as coach, su news.bbc.co.uk, 10 luglio 2006.
  69. ^ Arbitrato: la Juventus risale da -17 a -9, su corriere.it, 28 ottobre 2006.
  70. ^ Altro che Vecchia Signora, in La Gazzetta dello Sport, 29 novembre 2006.
  71. ^ Deschamps scuro «In difesa balliamo ci serve tempo»[collegamento interrotto] lastampa.it
  72. ^ Luca Curino, Cinque gol per lasciare il purgatorio, in La Gazzetta dello Sport, 20 maggio 2007.
  73. ^ L'addio di Deschamps è finalmente ufficiale. La Juve: "Contratto sciolto consensualmente", su repubblica.it, 26 maggio 2007.
  74. ^ (FR) Didier Deschamps succèdera à Erik Gerets, bom.net.
  75. ^ (EN) LEAGUE CUP REACTIONS: DESCHAMPS DELIGHT, ligue1.com.
  76. ^ Marsiglia campione di Francia. È scudetto dopo 18 anni gazzetta.it
  77. ^ (EN) Didier Deschamps hails Marseille's 'extraordinary' Ligue 1 title win, guardian.co.uk.
  78. ^ (FR) L'OM enlève le Trophée des champions contre le PSG, lemonde.fr.
  79. ^ (FR) Deschamps, entraîneur de l'année!, francefootball.fr (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2010).
  80. ^ Deschamps miglior tecnico in Francia it.uefa.com
  81. ^ Didier Deschamps nuovo ct della nazionale francese, in 247.libero.it, 8 luglio 2012. URL consultato il 24 luglio 2012.
  82. ^ Francia, impresa compiuta. 3-0 all'Ucraina: qualificata!, su corrieredellosport.it, 19 novembre 2013. URL consultato il 6 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  83. ^ Mondiali, Francia-Germania 0-1: gol di Hummels, tedeschi in semifinale, su gazzetta.it, 4 luglio 2014. URL consultato il 6 luglio 2014.
  84. ^ (FR) Les Bleus dans les cieux, su fff.fr, 15 luglio 2018.
  85. ^ Il trionfo di Didier: che rivincita dopo Euro 2016, su sport.sky.it, 15 luglio 2018.
  86. ^ a b 1 presenza ai preliminari.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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