Giacinto Facchetti

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Giacinto Facchetti
Giacinto Facchetti.jpg
Facchetti con la maglia dell'Inter
Nazionalità Italia Italia
Altezza 188 cm
Peso 85 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore
Ritirato 1978 - giocatore
Carriera
Giovanili
1956 Zanconti G. S. D. Treviglio
1957-1960 Trevigliese
Squadre di club1
1960-1978 Inter 475 (59)
Nazionale
1963-1977 Italia Italia 94 (3)
1964 Italia Italia U-21 1 (0)
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Argento Messico 1970
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Italia 1968
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
« Calciatore, dirigente, presidente. Una vita dedicata ai nostri colori. Ma Giacinto Facchetti è stato molto di più. Esempio di integrità morale, di onore e lealtà sportiva. Leggenda del calcio nazionale ed internazionale, simbolo dello stile nerazzurro, dentro e fuori dal campo »
(F.C. Internazionale Milano, 18 luglio 2015[1])

Giacinto Facchetti (Treviglio, 18 luglio 1942Milano, 4 settembre 2006) è stato un calciatore e dirigente sportivo italiano, di ruolo difensore, impiegato principalmente come terzino e occasionalmente come libero.

Soprannominato Cipe,[2][3] legò il suo nome a quello dell'Inter, della quale fu giocatore dal 1960 al 1978 – collezionando in totale 634 presenze e 75 reti – e presidente dal gennaio 2004 al settembre 2006. Con la maglia nerazzurra ha conquistato nove trofei, vincendo sia a livello nazionale con quattro campionati e una Coppa Italia che internazionale con due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Sotto la sua presidenza, l'Inter ha vinto un campionato, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane.

Capitano della Nazionale italiana dal 1966 al 1977, ha partecipato alla vittoriosa edizione del campionato europeo del 1968, che rappresenta il primo e tuttora unico successo dell'Italia della competizione. Con la maglia azzurra ha preso parte anche a tre edizioni del campionato mondiale (1966, 1970, 1974) laureandosi vicecampione nel 1970.

Considerato un innovatore del ruolo per via della sua costante partecipazione al gioco d'attacco,[4][5][6] è ritenuto uno dei migliori giocatori nella storia del calcio italiano.[7] Occupa la 90ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer. Nel 2004 è stato inserito nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi redatta da Pelé e dalla Federazione Internazionale del Calcio (FIFA) in occasione del centenario dalla sua fondazione, mentre nel 2006 è stato insignito dalla stessa Federazione del Presidential Award postumo per il contributo offerto al mondo del calcio sia da giocatore che da dirigente.[8]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Facchetti in proiezione offensiva durante l'amichevole tra Italia e Germania Est, 3-0 del 22 novembre 1969.

Dopo gli esordi da attaccante, sotto la guida di Helenio Herrera Facchetti divenne un terzino sinistro[9] con spiccate propensioni offensive,[10] che gli consentirono di realizzare 59 reti in Serie A, record assoluto per un difensore.[9] Ottimo colpitore di testa, era abilissimo anche in fase difensiva,[10] al punto da adattarsi, verso la fine della carriera, al ruolo di libero.[11] Dotato di grandi qualità tecniche e fisiche,[4][10] nel 1958 vinse a Bergamo i campionati studenteschi dei 100 metri, con il tempo di 11 secondi.[12]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Facchetti in allenamento con l'Inter a cavallo tra anni sessanta e settanta.

Iniziò la carriera nella squadra di calcio del suo paese natale, la Zanconti (1956) e dal 1957 la Trevigliese, nel ruolo di attaccante. Venne scoperto da Helenio Herrera che lo portò all'Inter per il finale di stagione 1960-1961, trasformandolo in un terzino d'attacco, primo nel suo genere insieme a Vittorio Calvani, anche se quest'ultimo non era un realizzatore di reti. Proprio a Calvani è legato il suo destino: il 14 giugno 1961 l'Inter giocò un'amichevole contro il Fluminense, e Facchetti, che ben impressionò, venne schierato al posto di Calvani poiché quest'ultimo era alle prese con un fastidioso callo.[13]

L'esordio in Serie A avvenne il 21 maggio del 1961, in un Roma-Inter conclusosi con la vittoria dei nerazzurri per 2-0.[14] Facchetti rappresentò l'Inter fino al 1978 vincendo la Coppa dei Campioni nel 1964 e nel 1965 e il campionato italiano nel 1963, 1965, 1966 e 1971. Con la squadra nerazzurra vinse anche due Coppe Intercontinentali ed una Coppa Italia. Con l'Inter in 634 partite realizzò 75 gol: fu nel 1965-1966 il primo difensore a segnare 10 reti nel campionato italiano. Si rivelò fondamentalmente corretto in campo, venendo espulso solo una volta nell'arco di tutta la sua carriera, per un applauso al direttore di gara Vannucchi in Inter-Fiorentina (1-0) del 13 aprile 1975.[15] Nel 1965 sfiorò il Pallone d'oro classificandosi secondo, ad 8 punti dal vincitore Eusébio.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Scambio di gagliardetti tra Facchetti e Bobby Moore prima di Italia-Inghilterra 2-0 del 14 giugno 1973.

In Nazionale Facchetti esordì, insieme a Lido Vieri, il 27 marzo 1963 nell'incontro valido per la qualificazione all'Europeo del 1964 disputato ad Istanbul contro la Turchia in cui l'Italia vinse per 1-0.[16] Da allora disputò 94 partite, mettendo a segno tre reti. Vinse da capitano il Campionato d'Europa di calcio del 1968 e arrivò secondo dopo la storica vittoria per 4-3 sulla Germania Ovest alla Coppa del Mondo di calcio del 1970.

Con Tarcisio Burgnich, Facchetti ha formato il duo difensivo più longevo nella storia della Nazionale di calcio: undici anni, dal 1963 al 1974, disputando insieme 58 partite di cui 45 come coppia di terzini, superando in questa particolare classifica binomi storici quali Rosetta-Caligaris, Foni-Rava e Ballarin-Maroso. Poco prima della Coppa del Mondo di calcio del 1978 in Argentina, era stato convocato dall'allora commissario tecnico della Nazionale Enzo Bearzot che lo aveva incluso nella lista dei 22, ma declinò l'invito annunciando contestualmente il ritiro dal calcio giocato.

Dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Javier Zanetti e Sebastián Rambert presentati da Facchetti al loro arrivo all'Inter nel 1995.

Lo stesso anno in cui diede addio al calcio ebbe l'opportunità di fare il dirigente accompagnatore dell'Italia durante il campionato mondiale di calcio 1978 in Argentina.

Dopo esser divenuto rappresentante all'estero per l'Inter, divenne vice presidente dell'Atalanta nel 1980, per poi tornare dai nerazzurri di Milano durante la presidenza di Massimo Moratti col il ruolo di direttore generale prima e di direttore sportivo poi. Proprio in qualità di direttore sportivo, nel 1997, fu deferito alla Commissione Disciplinare per aver "espresso giudizi lesivi sulla reputazione dell'arbitro Pierluigi Collina, accusandolo di parzialita"[17]. Nel febbraio 2003, venne inibito dal giudice sportivo per essere entrato nello spogliatoio dell'arbitro Racalbuto e dei suoi assistenti rivolgendosi agli stessi in modi "non rispettosi", come recitò il referto.[18] Divenne vicepresidente dopo la morte di Giuseppe Prisco e, infine, presidente il 19 gennaio 2004, dopo le dimissioni di Massimo Moratti. Da presidente dell'Inter ha vinto uno scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2011, dopo la pubblicazione delle intercettazioni inedite correlate al processo noto come Calciopoli, il procuratore federale Stefano Palazzi presenta un dossier in cui vengono coinvolti alcuni dirigenti calcistici non indagati nel processo sportivo celebrato nel 2006, tra cui Facchetti, accussato da Palazzi per la violazione dell'articolo 6 dell'allora Codice di Giustizia Sportiva (riguardante ai casi d'illecito sportivo).[19] Contestualmente, per via della prescrizione degli eventuali reati, lo stesso procuratore segnala l'impossibilità a procedere e dunque a verificare le accuse attestate nel suo dossier in ambito sportivo.[20]

La scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

Da alcuni mesi malato di tumore al pancreas, si è spento a Milano il 4 settembre 2006 ed è sepolto nel cimitero di Treviglio. Il suo nome è stato iscritto al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano tra i cittadini benemeriti e illustri. Le esequie, celebrate nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano dal vescovo di Lodi Giuseppe Merisi, conterraneo di Facchetti, hanno visto la presenza di molte autorità sportive e politiche e di gente comune.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

A Facchetti è ispirato il personaggio di Giacinto in Azzurro tenebra (1977), romanzo di Giovanni Arpino dedicato all'avventura della Nazionale italiana al campionato mondiale di calcio 1974. Altro importante riferimento letterario si trova nel Il prete lungo (1971), racconto di Luciano Bianciardi nel quale il giocatore nerazzurro viene citato come esempio di rettitudine morale.

Al Festival del Cinema di Venezia del 2007 è stato proiettato Il Capitano, un documentario realizzato da Alberto D'Onofrio per La Storia siamo Noi, che doveva essere trasmesso il 4 settembre, nel primo anniversario della morte di Facchetti, in seconda serata su Rai 2; per motivi di palinsesto il documentario è andato in onda, lo stesso giorno, su Raitre, e verrà ritrasmesso nello spazio Tv7, su Raiuno.

Il 26 agosto 2011 è stato pubblicato dal gruppo degli Stadio il singolo Gaetano e Giacinto, dedicato a due grandi figure del calcio italiano, come Gaetano Scirea e appunto Giacinto Facchetti.

Riconoscimenti postumi[modifica | modifica wikitesto]

In onore di Giacinto Facchetti, l'Inter ha deciso di ritirare la maglia numero 3.

Qualche settimana dopo la sua scomparsa, Facchetti è stato insignito dalla Federazione Internazionale del Calcio (FIFA) del Presidential Award postumo per il contributo offerto al mondo del calcio sia da giocatore che da dirigente.[8]

In sua memoria, in particolare in memoria dei grandi valori etici e sportivi che ha espresso per tutta la sua vita, la Lega Nazionale Professionisti ha istituito il Campionato Nazionale Primavera - Trofeo Giacinto Facchetti, mentre la Gazzetta dello Sport ha istituito il premio Premio Internazionale Giacinto Facchetti, per promuovere e premiare i comportamenti all'insegna della correttezza e dei valori. La prima edizione è stata vinta da Julio González, ex giocatore del Vicenza.

Tra le numerose vie intitolategli in tutto il Paese, la prima ad essere inaugurata è stata quella del Comune di Monte San Vito (AN), alla presenza della moglie Giovanna e del figlio Gianfelice, di Bedy Moratti in rappresentanza della famiglia, dei genitori di Roberto Mancini e delle più alte autorità locali.[21].

Una piazza gli è stata dedicata a Cesano Maderno mentre a Lettomanoppello gli è stato intestato il Belvedere Facchetti. Altre vie e numerosi impianti sportivi in tutta Italia portano il suo nome; tra essi, oltre al Palazzetto dello Sport "PalaFacchetti", nella sua città natale Treviglio anche a Matera, Cassano d'Adda, Trezzano sul Naviglio, Rosolini, Solaro.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nel Club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1960-1961 Italia Inter A 3 1 - - - CdF 1 0 - - - 4 1
1961-1962 A 15 0 - - - CdF 6 0 - - - 21 0
1962-1963 A 31 4 CI 2 0 - - - - - - 33 4
1963-1964 A 32+1[22] 4 - - - CC 9 0 - - - 42 4
1964-1965 A 32 2 CI 3 0 CC 6 1 CInt 3 0 44 3
1965-1966 A 32 10 CI 1 0 CC 5 2 CInt 2 0 40 12
1966-1967 A 34 4 CI 2 0 CC 10 2 - - - 46 6
1967-1968 A 28 7 CI 9 2 - - - - - - 37 9
1968-1969 A 30 6 CI 3 1 - - - - - - 33 7
1969-1970 A 28 5 CI 6 1 CdF 8 0 - - - 42 6
1970-1971 A 30 5 CI 3 0 CdF 2 0 - - - 35 5
1971-1972 A 27 4 CI 8 1 CC 9 1 - - - 44 6
1972-1973 A 29 1 CI 10 3 CU 5 0 - - - 44 4
1973-1974 A 28 2 CI 7 0 CU 2 0 - - - 37 2
1974-1975 A 23 0 CI 8 1 CU 3 0 - - - 34 1
1975-1976 A 28 3 CI 10 0 - - - - - - 38 3
1976-1977 A 27 1 CI 9 1 CU 1 0 - - - 37 2
1977-1978 A 18 0 CI 4 0 CU 1 0 - - - 23 0
Totale 475+1 59 85 10 68 6 5 0 634 75

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
27-3-1963 Istanbul Turchia Turchia 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1964 -
12-5-1963 Milano Italia Italia 3 – 0 Brasile Brasile Amichevole -
9-6-1963 Vienna Austria Austria 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
13-10-1963 Mosca URSS URSS 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1964 -
10-11-1963 Roma Italia Italia 1 – 1 URSS URSS Qual. Euro 1964 -
11-4-1964 Firenze Italia Italia 0 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
10-5-1964 Losanna Svizzera Svizzera 1 – 3 Italia Italia Amichevole -
4-11-1964 Genova Italia Italia 6 – 1 Finlandia Finlandia Qual. Mondiali 1966 1
5-12-1964 Bologna Italia Italia 3 – 1 Danimarca Danimarca Amichevole -
18-4-1965 Varsavia Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1966 -
16-6-1965 Malmö Svezia Svezia 2 – 2 Italia Italia Amichevole -
23-6-1965 Helsinki Finlandia Finlandia 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1966 -
27-6-1965 Budapest Ungheria Ungheria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
1-11-1965 Roma Italia Italia 6 – 1 Polonia Polonia Qual. Mondiali 1966 -
9-11-1965 Glasgow Scozia Scozia 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1966 -
7-12-1965 Napoli Italia Italia 3 – 0 Scozia Scozia Qual. Mondiali 1966 1
19-3-1966 Parigi Francia Francia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
14-6-1966 Bologna Italia Italia 6 – 1 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
18-6-1966 Milano Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Amichevole - Esce al 45'
22-6-1966 Torino Italia Italia 3 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
29-6-1966 Firenze Italia Italia 5 – 0 Messico Messico Amichevole -
13-7-1966 Sunderland Italia Italia 2 – 0 Cile Cile Mondiali 1966 - 1º Turno -
16-7-1966 Sunderland URSS URSS 1 – 0 Italia Italia Mondiali 1966 - 1º Turno -
19-7-1966 Middlesbrough Corea del Nord Corea del Nord 1 – 0 Italia Italia Mondiali 1966 - 1º Turno -
1-11-1966 Milano Italia Italia 1 – 0 URSS URSS Amichevole -
26-11-1966 Napoli Italia Italia 3 – 1 Romania Romania Qual. Euro 1968 -
22-3-1967 Nicosia Cipro Cipro 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1968 1
27-3-1967 Roma Italia Italia 1 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -
25-6-1967 Bucarest Romania Romania 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1968 -
1-11-1967 Cosenza Italia Italia 5 – 0 Cipro Cipro Qual. Euro 1968 -
18-11-1967 Berna Svizzera Svizzera 2 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1968 -
23-12-1967 Cagliari Italia Italia 4 – 0 Svizzera Svizzera Qual. Euro 1968 -
6-4-1968 Sofia Bulgaria Bulgaria 3 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1968 -
20-4-1968 Napoli Italia Italia 2 – 0 Bulgaria Bulgaria Qual. Euro 1968 -
5-6-1968 Napoli Italia Italia 0 – 0 dts URSS URSS Euro 1968 - Semif. -
8-6-1968 Roma Italia Italia 1 – 1 dts Jugoslavia Jugoslavia Euro 1968 - Finale -
10-6-1968 Roma Italia Italia 2 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Euro 1968 - Finale - 1º Titolo Europeo
23-10-1968 Cardiff Galles Galles 0 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1970 -
1-1-1969 Città del Messico Messico Messico 2 – 3 Italia Italia Amichevole -
5-1-1969 Città del Messico Messico Messico 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
29-3-1969 Berlino Est Germania Est Germania Est 2 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1970 -
24-5-1969 Torino Italia Italia 0 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
4-11-1969 Roma Italia Italia 4 – 1 Galles Galles Qual. Mondiali 1970 -
22-11-1969 Napoli Italia Italia 3 – 0 Germania Est Germania Est Qual. Mondiali 1970 -
21-2-1970 Madrid Spagna Spagna 2 – 2 Italia Italia Amichevole -
10-5-1970 Lisbona Portogallo Portogallo 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
3-6-1970 Toluca Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Mondiali 1970 - 1º Turno -
6-6-1970 Puebla Italia Italia 0 – 0 Uruguay Uruguay Mondiali 1970 - 1º Turno -
11-6-1970 Toluca Italia Italia 0 – 0 Israele Israele Mondiali 1970 - 1º Turno -
14-6-1970 Toluca Italia Italia 4 – 1 Messico Messico Mondiali 1970 - Quarti -
17-6-1970 Città del Messico Italia Italia 4 – 3 dts Germania Ovest Germania Ovest Mondiali 1970 - Semif. -
21-6-1970 Città del Messico Brasile Brasile 4 – 1 Italia Italia Mondiali 1970 - Finale - 2º Posto
17-10-1970 Berna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
31-10-1970 Vienna Austria Austria 1 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
8-12-1970 Firenze Italia Italia 3 – 0 Irlanda Irlanda Qual. Euro 1972 -
20-2-1971 Cagliari Italia Italia 1 – 2 Spagna Spagna Amichevole -
10-5-1971 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
9-6-1971 Stoccolma Svezia Svezia 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
25-9-1971 Genova Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole -
9-10-1971 Milano Italia Italia 3 – 0 Svezia Svezia Qual. Euro 1972 -
20-11-1971 Roma Italia Italia 2 – 2 Austria Austria Qual. Euro 1972 -
4-3-1972 Atene Grecia Grecia 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
29-4-1972 Milano Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Qual. Euro 1972 -
13-5-1972 Bruxelles Belgio Belgio 2 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
25-2-1973 Istanbul Turchia Turchia 0 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1974 -
31-3-1973 Genova Italia Italia 5 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Mondiali 1974 -
9-6-1973 Roma Italia Italia 2 – 0 Brasile Brasile Amichevole - Esce al 45'
14-6-1973 Torino Italia Italia 2 – 0 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
29-9-1973 Milano Italia Italia 2 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
20-10-1973 Roma Italia Italia 2 – 0 Svizzera Svizzera Qual. Mondiali 1974 -
14-11-1973 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
26-2-1974 Roma Italia Italia 0 – 0 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole - Esce al 18'
8-6-1974 Vienna Austria Austria 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
15-6-1974 Monaco Italia Italia 3 – 1 Haiti Haiti Mondiali 1974 - 1º Turno -
19-6-1974 Stoccarda Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1974 - 1º Turno -
23-6-1974 Stoccarda Polonia Polonia 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1974 - 1º Turno -
28-9-1974 Zagabria Jugoslavia Jugoslavia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
19-4-1975 Roma Italia Italia 0 – 0 Polonia Polonia Qual. Euro 1976 -
5-6-1975 Helsinki Finlandia Finlandia 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1976 -
8-6-1975 Mosca URSS URSS 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
27-9-1975 Roma Italia Italia 0 – 0 Finlandia Finlandia Qual. Euro 1976 -
26-10-1975 Varsavia Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1976 -
22-11-1975 Roma Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Qual. Euro 1976 -
7-4-1976 Torino Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -
23-5-1976 Washington Stati Uniti Stati Uniti 0 – 4 Italia Italia Torneo del Bicentenario -
28-5-1976 New York Inghilterra Inghilterra 3 – 2 Italia Italia Torneo del Bicentenario -
31-5-1976 New Haven Brasile Brasile 4 – 1 Italia Italia Torneo del Bicentenario -
05-6-1976 Milano Italia Italia 4 – 2 Romania Romania Amichevole -
16-10-1976 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 1 – 4 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 -
17-11-1976 Roma Italia Italia 2 – 0 Inghilterra Inghilterra Qual. Mondiali 1978 -
8-6-1977 Helsinki Finlandia Finlandia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 -
8-10-1977 Berlino Ovest Germania Ovest Germania Ovest 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
15-10-1977 Torino Italia Italia 6 – 1 Finlandia Finlandia Qual. Mondiali 1978 -
16-11-1977 Londra Inghilterra Inghilterra 2 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 - Esce al 83'
Totale Presenze (8º posto) 94 Reti 3

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Facchetti solleva la Coppa Henri Delaunay dopo la conquista del primo campionato europeo di calcio vinto dagli Azzurri.

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Buon compleanno Giacinto, inter.it, 18 luglio 2015.
  2. ^ L'opinione più diffusa è che il nomignolo sia nato in seguito a un errore di Helenio Herrera, che storpiò il cognome di Facchetti in Cipelletti; tuttavia, c'è chi ritiene che l'origine del soprannome vada attribuita al portiere Lorenzo Buffon, e non all'allenatore argentino. Fonte: Massimo Arcidiacono, Giacinto Facchetti, in Inter - Cento di questi anni, La Gazzetta dello Sport, 2008, p. 139.
  3. ^ "Caro Cipe, con un filo di voce mi parlavi ancora dell'Inter", in la Repubblica, 4 settembre 2006. URL consultato il 21 settembre 2015.
  4. ^ a b Giacinto Facchetti, Enciclopedia Treccani.
  5. ^ Gianni Mura, Il gigante buono che amava fare gol, la Repubblica, 5 settembre 2006. URL consultato il 27 maggio 2016.
  6. ^ Simeone pronto a entrare in un club esclusivo, Union of European Football Associations, 23 maggio 2016.
  7. ^ Gianluca Oddenino, Il calcio piange Facchetti. Addio bandiera nerazzurra, in La Gazzetta dello Sport, 4 settembre 2006. URL consultato il 27 maggio 2016.
  8. ^ a b (EN) Presidential Award (PDF), Fédération Internationale de Football Association (FIFA).
  9. ^ a b Giuseppe Bagnati, I difensori e il vizio del gol. Facchetti il top, poi Matrix, in La Gazzetta dello Sport, 27 ottobre 2009. URL consultato il 25 settembre 2015.
  10. ^ a b c Almanacco illustrato del Calcio, Panini, 2005, p. 499.
  11. ^ In ricordo di Giacinto Facchetti, su F.C. Internazionale Milano - Sito Ufficiale, 4 settembre 2006. URL consultato il 21 settembre 2015.
  12. ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, 10 marzo 1963, p. 10.
  13. ^ Giuseppe Bagnati; Vito Maggio; Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, giugno 2004, p. 81, ISBN 88-8207-144-8.
  14. ^ Quattro scudetti e due coppe dei campioni, Corriere della Sera, 4 settembre 2006. URL consultato il 28 maggio 2016.
  15. ^ Gentleman Facchetti subito espulso: " Volevo calmare i giocatori ", in Corriere della Sera, 27 febbraio 1995. URL consultato il 20 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il ).
  16. ^ La Stampa, 28 marzo 1963, p. 8.
  17. ^ "Calcio: Facchetti deferito alla Disciplinare, in Adnkronos. URL consultato il 3 novembre 1997.
  18. ^ "Calcio. Facchetti paga l'irruzione negli spogliatoi in Chievo-Inter: inibito fino al 3 marzo, in RaiNews24. URL consultato il 18 febbraio 2003.
  19. ^ Codice di giustizia sportiva, altalex.com. URL consultato l'8 luglio 2011.
  20. ^ "Illecito sportivo dell'Inter". Ecco le carte di Palazzi, in La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 5 luglio 2011.
  21. ^ Intitolata via a Facchetti, InterScerni.it, 18 marzo 2007. URL consultato il 20 marzo 2013.
  22. ^ Spareggio per la vittoria finale del campionato a Roma il 7 giugno 1964 Bologna-Inter 2-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacinto Facchetti, La rabbia del gol, Edint editrice, Milano, 1970.
  • Giovanni Arpino, Azzurro tenebra, Einaudi, Torino, 1977.
  • Andrea Maietti, Ribot e il menalatte - Viaggio intorno a Giacinto Facchetti galant homme, Limina, Milano, 2005.
  • Luciano Bianciardi, Il prete lungo, ExCogita, Milano, 2007.
  • Massimo Arcidiacono, Lo chiamavano Giacinto, Melampo, Milano, 2007
  • Luigi Garlando, Ora sei una stella. Il romanzo dell'Inter, Mondadori, Milano, 2007. ISBN 978-88-04-56476-8
  • Pietro Cabras (prefazione di Gianfelice Facchetti), Facchetti. Calciatore e gentiluomo, Piemme, Milano, 2008. ISBN 88-384-8868-1
  • Gianfelice Facchetti, Se no che gente saremmo, Longanesi, Milano, 2011. ISBN 9788830431966

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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