Igor' Netto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Igor' Netto
Igor Netto and Lev Yashin 1961.jpg
Igor' Netto con Lev Jašin
Nome Igor' Aleksandrovič Netto
Nazionalità URSS URSS
Altezza 179 cm
Peso 91 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore, centrocampista)
Ritirato 1966 - giocatore
1979 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1949-1966 Spartak Mosca 368 (36)
Nazionale
1952-1965 URSS URSS 54 (4)
Carriera da allenatore
1967 Omonia
1968 Šinnik
1970-1971 Iran Iran
1976-1977 Paniōnios
1979 Neftçi Baku
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Melbourne 1956
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Francia 1960
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 2 settembre 2007

Igor' Aleksandrovič Netto (cir. rus. Игорь Александрович Нетто; Mosca, 9 gennaio 1930Mosca, 30 marzo 1999) è stato un allenatore di calcio e calciatore sovietico, di ruolo difensore o centrocampista.

Storico capitano dell'Unione Sovietica che vinse le Olimpiadi di Melbourne 1956 e gli Europei del 1960, è stato votato dagli appassionati di calcio ex-sovietici come il più forte centrocampista e uno dei più forti tra i giocatori sovietici di tutti i tempi.[1]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Mosca nel 1930 da una famiglia di immigranti estoni, si appassionò al calcio fin da bambino giocando in piccoli campetti ricavati nelle strade della capitale. Giocò anche per la squadra di hockey su ghiaccio dello Spartak, disputando 22 partite come attaccante nelle stagioni 1948-1949 e 1950-1951[2] nel massimo campionato sovietico durante la pausa invernale del calcio.[3] Smise per la paura che i troppi incfortuni connessi a questo sport gli pregiudicassero la possibiltà di continuare con il calcio. Negli anni ottanta iniziò a soffrire per il morbo di Alzheimer e morì nel 1999.[1]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore mancino, fu famoso per l'ottimo controllo di palla, che gli rese facile passare da centrocampista arretrato a centrocampista centrale. Divenne uno dei migliori interni e giocatori a tutto campo di sempre, instancabile nel difendere e appoggiare l'attacco. Tra le sue caratteristiche migliori vi erano il dinamismo, lo stile, la tecnica, la compostezza,[1] la grande visione di gioco e la forte personalità di leader.[3] Prediligeva il possesso palla e l'avanzamento con una rete di passaggi, fu quindi molto critico dei lanci lunghi dalla difesa a scavalcare il centrocampo. A un compagno, che buttò in avanti il pallone ricevuto al calcio d'avvio, disse che doveva passare il pallone a un uomo e non alla folla.[1] Era molto sicuro di sé e non rischiava di perdere il pallone sbagliando un passaggio.[3]

Fu anche famoso per il suo fair play, ai Mondiali del 1962 in Cile fece notare all'arbitro di Unione Sovietica Uruguay, sul risultato di 1-1, che il pallone finito in rete dopo il tiro del compagno Igor' Čislenko era entrato dall'esterno della rete attraverso un buco nella stessa, e l'arbitro annullò il gol del 2-1 che aveva concesso; i sovietici ne segnarono comunque un altro e vinsero 2-1. Questo ed altri episodi simili con cui si guadagnò il rispetto di compagni e avversari fanno di Netto uno dei più grandi gentiluomini del mondo del calcio.[1][3]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Giocò per tutta la carriera nello Spartak Mosca, con cui debuttò a 19 anni nel 1949. Era la società sportiva del più grande sindacato operaio del Paese e da 10 anni non vinceva il massimo campionato. Quello stesso anno arrivò allo Spartak il grande attaccante Nikita Simonjan, che fu con Netto alla base del rilancio della squadra.[3] Netto fu inizialmente schierato come centrocampista laterale difensivo, sebbene avesse attitudini più offensive dei pari ruolo dell'epoca. Fu in seguito spostato nel ruolo di centrocampista centrale diventando il cardine del gioco.[1] Aveva una forte personalità e un grande acendente sui compagni che gli permisero di diventare il leader dello Spartak e della Nazionale, e che gli valsero la fascia di capitano quando era ancora giovane, malgrado molti suoi compagni fossero più vecchi ed esperti.[3]

Con il cambiamento di allenatore nel 1952 arrivò il primo trionfo in campionato dopo molti anni di attesa. Netto fu il motore del grande Spartak che tra il 1952 e il 1963 vinse cinque titoli nazionali e tre Coppe dell'URSS. Nelle diciotto stagioni di militanza con la squadra moscovita, collezionò 368 presenze coronate da 36 reti. Al suo ritiro, nel 1966, tornò per un breve periodo all'hockey su ghiaccio come allenatore.[1][3]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio in Nazionale avvenne nel 1952, quando il ct Boris Arkad'ev lo convocò in vista del torneo di calcio ai Giochi olimpici di Helsinki. Netto debuttò giocando da titolare fin dal primo turno, il 15 luglio contro la Bulgaria, battuta per 2-1[4]. Nel secondo turno contro la Jugoslavia, l'Unione Sovietica perdeva 5-1 a 15 minuti dal termine ma riuscì a chiudere l'incontro sul 5-5. Nella ripetizione ebbe la meglio con il risultato di 3-1 la Jugoslavia, futura medaglia d'argento.[5]

Da sinistra, Netto, Sergei Salnikov e Yashin nel 1958 in Svezia

Nel 1954, dopo l'addio alla Nazionale di Vsevolod Bobrov, Netto divenne capitano del team sovietico[6]. L'anno dopo, il 16 settembre in amichevole contro l'India (battuta 11-1), Netto realizzò il primo gol con la maglia della Nazionale.[7] Nel 1956, ai Giochi Olimpici di Melbourne, la sua squadra vinse la medaglia d'oro battendo in finale per 1-0 la Jugoslavia. L'impresa valse a Netto e agli altri olimpionici nel 1957 l'onorificenza dell'Ordine di Lenin, la più grande decorazione sovietica, per il contributo allo sport nazionale.[3]

Nel 1958 Netto prese parte ai Mondiali di Svezia, ma a causa di un grave infortunio a un ginocchio[8] giocò solo la partita della prima fase persa per 2-0 contro il Brasile di Pelé.[9] Nella prima edizione del Campionato europeo di calcio nel 1960 fu il capitano della squadra che vinse il torneo battendo in finale la Jugoslavia per 2-1 dopo i tempi supplementari. Alla fine del torneo circolò la voce di un suo passaggio al Real Madrid. I giocatori che vinsero il titolo europeo e l'Olimpiade sono conosciuti come la generazione d'oro del calcio sovietico, tra i suoi compagni più forti vi erano il grande portiere Yashin e l'attaccante Ivanov.[3]

Nel 1962, ai mondiali cileni, i sovietici con Netto terminarono il girone finendo a pari punti con l'Inghilterra e passarono il turno sconfiggendola nello spareggio. Furono quindi eliminati nei quarti di finale dal Cile. L'anno seguente Netto fece la sua penultima apparizione in Nazionale, mentre l'ultima presenza fu nell'incontro pareggiato 0-0 con l'Austria il 16 maggio 1965; chiuse la carriera con la maglia dell'URSS dopo 54 partite e 4 gol.[9]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Ritiratosi dall'attività di calciatore nel 1966, Netto iniziò l'anno seguente quella di allenatore. I ciprioti dell'Omonia Nicosia furono il suo primo club, seguito dai connazionali dello Šinnik Jaroslavl' e dalla Nazionale iraniana. Nel 1977 passò ai greci del Panionios, per poi fare rientro in Unione Sovietica per allenare gli azeri del Neftchi Baku. Chiuse la carriera allo Spartak Mosca lavorando con le giovanili.[1]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua morte, lo Spartak intitolò al suo nome uno degli stadi in cui la squadra giocava.[1]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Spartak Mosca: 1952, 1953, 1956, 1958, 1962
Spartak Mosca: 1950, 1958, 1963, 1965

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Melbourne 1956
Francia 1960

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i (EN) Tamir Bar-On, The World through Soccer: The Cultural Impact of a Global Sport, Rowman & Littlefield, 2014, p. 100-102, ISBN 978-1-4422-3474-1.
  2. ^ (RU) Нетто Игорь Александрович, spartak-history.ru.
  3. ^ a b c d e f g h i (EN) Igor Netto: the forgotten legend of Russian football, thesefootballtimes.co. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  4. ^ (EN) Bulgaria football team lost to Soviet Union 1:2, 15 July 1952, eu-football.info. URL consultato il 13 aprile 2014.
  5. ^ (EN) Soviet Union football team lost to Yugoslavia 1:3, 22 July 1952, eu-football.info. URL consultato il 13 aprile 2014.
  6. ^ (EN) Soviet Union football team defeated Sweden 7:0, 8 September 1954, eu-football.info. URL consultato il 13 aprile 2014.
  7. ^ (EN) Soviet Union national team v India, 16 September 1955, eu-football.info. URL consultato il 13 aprile 2014.
  8. ^ (EN) Lev YASHIN, russiateam.com. URL consultato il 13 ottobre 2017.
  9. ^ a b (EN) Igor Netto, sports-reference.com. URL consultato il 15 ottobre 2017 (archiviato il 6 marzo 2014).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (DEENIT) Igor' Netto, su Transfermarkt.it, Transfermarkt GmbH & Co. KG. (carriera da allenatore)
  • (DEENIT) Igor' Netto, su Transfermarkt.it, Transfermarkt GmbH & Co. KG. (carriera da calciatore)
  • (ENRUCS) Igor' Netto, su EU-Football.info.
  • (EN) Igor' Netto, su National-football-teams.com, National Football Teams. Modifica su Wikidata
Controllo di autorità VIAF: (EN75089699 · LCCN: (ENn00108587